Che primavera… Il maltempo continua a prevalere sul sole. Eppure mi ricordo che, da bambina, tra aprile e maggio i giorni di pioggia erano tanti. Sono state le ultime stagioni, secche, calde, a farci abituare male?

Ogni tanto, tra una pioggia e l’altra, si riusciva ad avere una giornata con un po’ di sole, abbastanza tiepida. Adesso era finita la preoccupazione dell’erba, ce n’era ovunque, nei prati e tra i boschi, lungo i fiumi e negli incolti. Le pecore erano ormai tosate, il pensiero sempre più andava all’alpeggio, anche se nei rari momenti di sole era facile capire che, in quota, la stagione fosse tardiva.

Però a volte anche i pastori sono costretti a far programmi e fissare delle date con largo anticipo. Di solito si guarda l’erba, il tempo, le necessità delle pecore, ma poi succede che ci siano delle necessità delle persone, legate alla salute, che non possono essere rimandate oltre… E allora si organizza una transumanza anticipata, anche se quest’anno, come si diceva, la stagione è più che mai tardiva. Meglio, per certi versi, “…perchè almeno l’erba è ancora bassa e la mangiano bene senza sprecarla…“, però poi quando verrà il momento di riprendere il cammino e salire? Sarà cresciuta erba su in montagna?

I meli iniziano appena a fiorire. I timidi raggi di sole sembra che vogliano nuovamente lasciare il posto alle nuvole cupe che già coprono le montagne. Almeno la partenza della transumanza però è avvenuta con il sole, poi si vedrà. “Speriamo non piova tanto nei prossimi giorni, o l’erba la mangeranno meno bene e allora non so per quanto ne avranno…“.

Mai questo tratto di transumanza era stato tanto poco faticoso. Di solito lo si affrontava in un tardo pomeriggio di metà maggio, con il sole ancora caldo e l’asfalto che buttava indietro calore. Canottiera, pantaloni leggeri, sudore… Quest’anno giacche, maglioni e indumenti per la pioggia a portata di mano, ma l’aria fresca faceva sì che il gregge avanzasse deciso, senza soffiare per la calura.

E la pioggia di tanto in tanto si faceva sentire, mentre ormai si scendeva nella valle. L’alpeggio non si vedeva ancora, avvolto lassù tra le nuvole basse. Gli alberi avevano appena appena le prima foglie, l’erba era di un bel verde tenero, i frutteti mostravano le prime chiazze di fiori, era tutto decisamente in ritardo… e noi eravamo invece in anticipo!

Pochi incontri lungo la strada, anche nei paesi non c’è nessuno, il maltempo non invita ad uscire all’aperto. Qualcuno qua e là si affaccia, ma le campane al collo delle pecore sono ancora poche e la transumanza passa quasi inosservata. Non è ancora quella della vera partenza verso i monti, più che altro è uno spostamento dettato da necessità improrogabili. Che strano, partire adesso che l’erba era abbondante, lasciando indietro così tanti prati da pascolare…

Piove e poi smette, poi ricomincia ancora. Ormai la meta si avvicina e c’è un misto di sentimenti contrastanti, sollievo e tristezza, preoccupazione e ansia. Anche gli animali sembravano perplessi, in partenza. Capivano che non era ancora del tutto la stagione giusta per affrontare questo cammino, però alla fine hanno seguito come sempre il loro pastore.

E così ecco il gregge nei prati vicino al fiume. Per qualche giorno si rimarrà qui, fin quando ci sarà erba, prima ancora che non fin quando il pastore potrà riprendere il suo posto davanti agli animali. Solo che le due cose dovrebbero avvenire contemporaneamente, in teoria. In realtà nessuno può comandare il tempo e la salute dovrebbe venire prima di tutto. Però il pastore pensa soprattutto al benessere dei suoi animali.

Quindi si ferma con loro il più a lungo possibile l’ultimo giorno, sotto la pioggia battente che poi caratterizzerà i giorni a venire. Tutto da controllare, da verificare, le ultime istruzioni da dare a chi lo sostituirà nei giorni a venire. Se almeno non piovesse, se almeno l’erba durasse per due settimane, se… Uno non ci pensa, anche quelli che restano conquistati dal mestiere di pastore, non si rendono conto di cosa voglia dire quando la salute non ti accompagna. Certo, un qualsiasi libero professionista, in caso di malattia, non ha i benefici di cui gode un dipendente, ma comunque, se devi chiudere un negozio, lo chiudi. Gli animali invece devi comunque seguirli e solo il padrone li conosce tutti esattamente uno ad uno…