Mio nonno mi ha trasmesso la passione

Altro racconto di passione legata alle capre ricevuto attraverso internet. Questa volta andiamo a conoscere Mattia, dalla provincia di Padova.

Ho un allevamento hobbistico, con 5 femmine e un maschio. Ho due capre camosciate, una capra tibetana e due capre saanen. Mio nonno mi ha trasmesso la passione del fieno della natura. La mia prima capra è arrivata ad Agosto del 2014 e da li è iniziato il tutto.

(foto M.Scantamburlo)

(foto M.Scantamburlo)

Come animale mi piace e soprattutto quando sono al pascolo, mi piace il manto liscio e molto delicato, soprattutto delle Camosciate. Ho avuto anche dei momenti difficili, purtroppo una capra mi è morta da infarto e una si è rotta una gamba. Le cose belle sono la passione di farle pascolare e di metterle a contatto con la natura.

(foto M. Scantamburlo)

(foto M. Scantamburlo)

 

Non sono da solo, ho la mia famiglia che quando sono a lavoro mi aiuta e nei fine settimana la mia fidanzata mi aiuta a fare fieni (quando serve). Pascolo all’aperto, spesso e volentieri sto con gli animali. Nel rapporto con le capre mi piace quando gli do da mangiare, mi guardano come per dire qualcosa. Quando ho dei problemi chiedo ad amici e ad un pastore molto bravo che conosco da un anno.

(foto M.Scantamburlo)

(foto M.Scantamburlo)

Le capre sono una risorsa, purtroppo qui in zona sta per sparire tutto. Mettere soprattutto i bambini a conoscenza di certe realtà come le capre è una cosa stupenda. Ho sempre voluto bene agli animali è una cosa che mi porta serenità e soddisfazione.

(foto M.Scantamburlo)

(foto M.Scantamburlo)

Chi vuole allevare animali fa bene a farlo, ma sa che deve sacrificare sabati e domeniche e aver passione. Un allevamento è una risorsa. Come animali da compagnia vanno bene soprattutto le Caprette tibetane adatte a famiglie e bambini molto buone e coccolone.

(foto M.Scantamburlo)

(foto M.Scantamburlo)

Hanno tutte un nome, lo scelgo in base alla fantasia e confrontandomi con la mia fidanzata. Quello con le capre è un bel legame e riesco comunque gestire il tempo. Non è proprio una fonte di reddito, ma è passione, faccio anche un altro lavoro in una ditta di stampaggio di materie plastiche. Ho fatto la scuola professionale di meccanica.

(foto M.Scantamburlo)

Ringrazio molto mio nonno Angelo per la passione trasmessa e il suo socio Bano e tutta la mia famiglia.. un grazie particolare alla mia Fidanzata Anna per il sostegno di questo hobby. L’amore per le capre, il pascolo, il verde, la natura è nato anche Grazie ad Anna che mi ha fatto conoscere le dolomiti esattamente Corvara in Alta Badia dove da 5 anni andiamo in vacanza.

Ricordo a tutti che ogni testimonianza è la benvenuta. Scrivetemi qui per ricevere il questionario. Grazie.

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Mi piacerebbe comprarne ancora, ma non ho il posto…

Qualche tempo fa vi avevo proposto (se interessati) di diventare parte di questo blog con le vostre storie, ma soprattutto di rispondere ad un questionario relativo alle capre (se le allevate, se siete appassionati), di modo da utilizzare questo materiale anche nel mio futuro libro. La proposta è sempre valida, se altri volessero aggiungersi. Il questionario è lungo e dettagliato, ma potete anche solo rispondere a parte delle domande, l’importante è che mi diciate perchè siete allevatori e, soprattutto, allevatori di capre (per passione, reddito, compagnia…)

(foto N.Pagani)

(foto N.Pagani)

Il primo a rispondermi era stato Nicola, dalla provincia di Verona. Mi diceva che lui, a dire il vero, è un allevatore di bovini, ma ci teneva a raccontarmi la sua storia, dove le capre non hanno il primo posto in azienda, ma…  “Ho un’azienda agricola di bovine, in lattazione sono 65, manze 30, vitellini 25 e 26 vacche da carne, 1 capra, per la maggior parte sono frisone e pochissime pezzate rosse, invece la capra e di razza saanen.

(foto N.Pagani)

(foto N.Pagani)

La capra che ho ha 5 anni ormai, me la regalata un mio amico pastore, mi piacerebbe comprarne ancora, ma non ho il posto dove metterle in stalla, D’inverno la stalla è piena colma… la mia passione me l’ha tramandata mio papà da tanti anni. Mi piace della capra che mangia spini grandi che le vacche neanche guardano, non mi piace della capra che qualche volta scappa, fa disastri!

(foto N.Pagani)

(foto N.Pagani)

Come momenti difficili in questi anni il prezzo del latte sempre in calo e i mangimi sempre più cari. E da qualche anno l’arrivo del lupo che comincia a far disastri. Come momenti belli nella mia azienda, sono parecchi anni che ho convertito l’azienda nel biologico, mi trovo bene. Ho 3 malghe 1 dove ho quelle da carne limousine e le altre 2 ci sono le manze e vitelle e vicino alla stalla ho i pascoli per le vacche da latte.

(foto N.Pagani)

(foto N.Pagani)

Le vacche le mungo mattina e sera , e il latte lo vendo ad un caseificio dalle parti di Treviso che lo trasformano il mozzarelle Bio. Nell’azienda lavoro io con mio papà e qualche volta viene mia mamma a darci un mano. Ci arrangiamo a fare tutto in stalla , invece nei prati per il fieno viene qualche volta anche mio zio.

(foto N.Pagani)

(foto N.Pagani)

 

Gli ultimi di aprile e tutto maggio nelle malghe e nei pascoli ci dedichiamo alla recinzione, aggiustiamo dove la neve d’inverno rompe, con filo spinato paletti nelle malghe. invece vicino a casa mettiamo filo della batteria. Quando ci sono problemi gravi con il bestiame contatto il veterinario, invece per la capra contatto il mio amico pastore. In azienda nel periodo invernale acquistiamo il maiale già morto e facciamo su il salame, ne facciamo  20 maiali all’anno su per giù.

(foto N.Pagani)

(foto N.Pagani)

Sono anni duri per gli allevamenti , ti danno contributi e tante altre cose per farti tirare avanti, però i contributi che passa la regione arrivano in tasca all’agricoltore dopo anni  e cosi  tante aziende chiudono per il mancato guadagno. Nella mia zona ho un amico che ha parecchie pecore bergamasche e una 15 di capre, e non lontano da lui una ragazza che ha una trentina di pecore brogne, e siamo in buoni rapporti. E’ la passione che ti fa andare avanti alzarsi tutte le mattine andare in stalla e cominciare la mungitura, qualche sera anche a notte fonda restare in stalla a dare una mano alla vacca che sta per partorire, sono piccole cose ma a sera ti riempiono il cuore. Se riesco a settembre a prendermi un paio di giorni di vacanza, vado sempre in montagna a vedere altre realtà altri tipi di razze di vacche diverse da quelle che ho a casa ascoltare cosa ti racconta un altro agricoltore.”

Se anche voi volete raccontarmi la vostra storia… richiedetemi il questionario… un grazie speciale agli allevatori di capre che parteciperanno!

Nuova stagione, nuovi problemi

Problemi vecchi e nuovi per i pastori, problemi di cui si faceva volentieri a meno. In questi giorni le montagne si stanno svuotando, scendono le mandrie e scendono anche le greggi. Con la siccità della scorsa stagione estiva è già stato un mezzo miracolo riuscire ad arrivare a fine mese. Ma…

pecore alla fiera di Sampeyre (CN)

pecore alla fiera di Sampeyre (CN)

…ma sono in pericolo le transumanze, lo stesso pascolo vagante e persino le fiere. Il primo problema di cui sto parlando riguarda (per ora) solo il Nord Est, dove ha fatto la sua (ri)comparsa la temutissima Blue Tongue, lingua blu. Tutto è iniziato con la morte di alcune pecore, che sono poi state analizzate… ed è stato scoperto appunto che si trattava di questa patologia, una malattia virale che viene diffusa da un moscerino. Ahimè quindi il caldo anomalo che persiste non aiuta ad arginare il problema. Controlli negli alpeggi, campagne di vaccinazione, annullamento di manifestazioni come la transumanza ad Asiago e… cosa succederà alle greggi vaganti che dovrebbero passare dov’è stato trovato il primo focolaio? Vaccinazioni, divieti, obblighi… sarà un autunno molto difficile. “E’ stato bloccato un passaggio molto importante per i pastori in discesa verso la pianura nei prossimi mesi…”, mi scriveva già ai primi di settembre un amico dal Veneto.

Nel Nord Ovest non si segnalano allarmi in tal senso e ci si auspica che il focolaio resti confinato, anzi, che venga debellato del tutto, ma purtroppo niente può essere escluso. Chi scende a piedi, chi scende con i camion, una volta arrivati in pianura c’è qualcosa di molto brutto in attesa. Non è una malattia degli animali, ma un insetto, o meglio, una larva. Non notate niente di strano in questo prato pascolato?

C’è stata la siccità, poi poche, misere piogge. L’erba però è secca anche laddove i prati sono stati irrigati. Come mai, cosa sta succedendo? Il fenomeno potrebbe passare inosservato, ma non agli addetti ai lavori, tanto meno ai pastori. Non è erba secca, è erba morta. Chiazze, strisce, prati interi. Cosa sta succedendo? Avevo casualmente letto un articolo qualche giorno fa, non sapevo però che il fenomeno fosse già così diffuso.

La nottua delle graminacee è una farfallina notturna, la sua larva si ciba solo di graminacee, quindi le erbe a foglia fine che compongono una buona parte dei prati e dei pascoli (ma non solo, perchè sono graminacee tutti i cereali). Mythimna unipuncta, questo è il suo nome scientifico, è un insetto molto diffuso, ma pare che questa sua massiccia diffusione quest’anno sia legata alle temperature anomale. E così ecco che nei prati sopravvivono solo le leguminose (trifoglio, erba medica) e altre erbe di scarso valore, mentre le graminacee spariscono totalmente. Un danno per gli agricoltori e… per chi deve far pascolare gli animali!

Il problema poi è duplice: da una parte la scarsità di foraggio in un autunno che già si prefigura “magro”, dall’altra una delle possibili soluzioni. Da più parti infatti si parla di trattamenti antiparassitari (su così vasta scala? quanti sono gli ettari di prato?). Ma una volta trattati i prati, dopo quanto tempo sarà “sicuro” lasciar pascolare le pecore su quell’erba? Per non parlare poi comunque delle conseguenze su tutto l’ecosistema di trattamenti antiparassitari su estensioni così elevate…

Insomma, ancora una volta la “bella vita” dei pastori, vita all’aria aperta, in queste fin troppo miti giornate di settembre è tutt’altro che semplice. Ci sarebbe sicuramente da auspicare un inverno freddo come ai vecchi tempi, per ammazzare larve, moscerini & C. Buon autunno a tutti e speriamo che si trovino valide (e veloci) soluzioni a questi problemi.

Altri panorami

Sono appena tornata dal Trentino, ma ho ancora immagini delle settimane scorse da mostrarvi, quando invece ero stata in Veneto.

A Vicenza per un convegno, il mattino dopo mi sono alzata con una splendida giornata di sole. Che fare? Dove andare? Rientrare immediatamente a casa significava sprecare un’opportunità. Così, cartina alla mano, decido che l’Altopiano di Asiago potrebbe essere una buona meta. C’ero stata molti anni fa. A dire il vero proprio ad Asiago erano iniziate tante cose. Avevo partecipato ad un convegno sulle transumanze. Era forse il 2004, credo… In quell’occasione avevo presentato i miei primi passi nel mondo dei pastori vaganti ed avevo incontrato i contatti giusti che mi hanno aiutato per la pubblicazione di “Dove vai pastore?”.

Questa volta però sono lì solo di passaggio. La stagione è un’altra e non ho impegni ufficiali. Posso guardarmi attorno, un rapido giro prima di mettermi sulla (lunga) strada del rientro. La segnaletica è perfetta, così scelgo un itinerario ad anello che, in poco più di un’ora, dovrebbe consentirmi di vedere un po’ del paesaggio rurale intorno ad Asiago. 

Parlare di Asiago significa storia, la guerra, ma significa anche allevamento, formaggio. Questo paesaggio c’è grazie alle attività agricole. Gli spazi sono ampi, l’altopiano tiene fede al suo nome, così i prati si estendono a perdita d’occhio, inframmezzati da villaggi, stradine come questa, alberi da frutta solitari. Più in alto, i fitti boschi di conifere. Sarebbe ora di far fieno, ma le condizioni meteo instabili hanno rallentato la fienagione anche da queste parti.

Ci sono anche animali al pascolo. Si vedono stalle qua e là, non so se alle quote maggiori ci siano delle malghe, immagino di sì. Nel mio breve giro ho visto queste Frisone, vacche che solitamente non siamo abituati a veder pascolare all’aperto, tanto più in “montagna”, ma qui il territorio è molto diverso da quello alpino.

Accanto ad una cascina, un altro recinto con altre vacche da latte di razze differenti, tutte ad alta produttività. Non mi sono fermata a comprare l’Asiago al caseificio, non è il genere di formaggio che cerco, preferisco quelli di alpeggio, quelli non “industrializzati”. Però il gelato che ho assaggiato in centro ad Asiago, con latte di azienda agricola locale, aveva un sapore davvero buono e genuino.

Decido di proseguire scendendo verso il Trentino. Come dicevo, il tempo era ancora molto instabile, così una serie di violenti temporali, inframmezzati anche da grandinate, abbassano drasticamente la temperatura. Mi fermo per lasciar passare la parte più intensa della precipitazione, poi la strada mi porta, dopo chilometri di foresta, al passo di Vézzena, tra ampi pascoli e malghe appena ai lati della strada asfaltata.

Nonostante il freddo, il vento e i tuoni in lontananza, c’è comunque un discreto via vai di turisti in visita alle malghe. Leggo che, oltre all’acquisto dei prodotti, qui è possibile svolgere alcune attività ricreative e consumare pranzi e merende. Stiamo parlando di realtà molto diverse dalla maggior parte degli alpeggi delle Alpi Occidentali. Sarebbe sicuramente bello poter visitare meglio questi posti, ma le ore di viaggio per rientrare sono tante e così abbandono l’aria frizzante per sprofondare nella calura della Pianura Padana…

Prendete nota

Il calendario di appuntamenti del mondo zootecnico è sempre ricco, io qui segnalo gli eventi che mi vengono comunicati. Se volete farmi avere locandine e notizie, contattatemi qui o su facebook.

Sperando in un tempo non troppo inclemente, gli amici appassionati delle capre delle Valli di Lanzo ci aspettano a Pessinetto (TO) per la 3° rassegna/confronto delle capre.

Fuori regione, l’amico Adolfo Malacarne ci scrive da Lamon, il suo paese. “Lo scorso anno abbiamo costituito l’Associazione per la tutela della Pecora di razza Lamon (Fea de Lamon)  e così quest’anno abbiamo organizzato la 2^ rassegna con un ricco programma.

Ed ecco allora, sempre per questo fine settimana, 28-29 maggio, il programma della rassegna. Qui sul sito del Comune gli appuntamenti e le iniziative in dettaglio.

Non così lontano da Lamon, ma in Trentino, dal 3 al 5 giugno a Canal San Bovo si terrà nuovamente la manifestazione “Verso l’alpeggio”Il programma lo potete vedere nel dettaglio su questa pagina.

Per concludere, un po’ di immagini mandate da un altro amico del Nord Est, Leopoldo. “(…) Per strada ho trovato questo gregge a Gallio, Altopiano dei Sette Comuni, Comune situato fra Foza e Asiago. Il gregge è di Fabio Fornasa di Longare (VI), ma c’erano solo gli aiutanti.” Le foto sono state scattate a fine settembre 2015.

(foto L.Marcolongo)

Foto estive

Mentre fuori sono iniziate le piogge primaverili (e sembrano voler durare un po’), smaltisco gli arretrati delle immagini che mi avete inviato nei mesi scorsi. Oggi siamo in compagnia dell’amico Leopoldo e dei pastori del Nord Est.

Avevo promesso a Roberto Paterno e Sandra di andarli a trovare in malga. Così, ieri (26 luglio) che era una bella giornata, non calda, in pianura 29 gradi, in malga 18, ne ho approfittato. Roberto Paterno con Sandra è nella bellissima Malga Valsorda Seconda, Pieve Tesino (TN). Le pecore erano sulla montagna, ma ho visto qualche asino. Paterno fa anche un ottimo formaggio, di mucca.

Siamo poi andati insieme a Malga Valcion, qualche chilometro lontano, dove c’era una Festa dei Pastori, sempre in Comune di Pieve Tesino. Più che una Festa, con mostre, animali,  ecc,, era un raduno conviviale organizzato dagli “amici dei pastori”. Amici disposti a fare chilometri di strade sterrate per passare una giornata in un posto davvero incantevole. Così ho trovato anche i Fronza e Lorenzo Fedele con la figlia e abbiamo fatto qualche foto insieme.

Domenica scorsa (inizio agosto) ho fatto un giro sul Monte Grappa per cercare i Perozzo. Era tutto avvolto dalle nuvole, ma chiedendo, li ho trovati. I cellulari lì non funzionano. C’era solo Mario perché il fratello più giovane, Battista era a casa per fare la patente. Mario (22 anni) sposerà Jessica Battaglia (22 anni) il 29 agosto prossimo.

(immagini di L.Marcolongo)

Grazie a Leopoldo per le belle foto. Un grosso grazie anche a tutti coloro che stanno contribuendo al sostegno di questo blog con il crowfounding (qui la pagina dei sostenitori di Pascolo vagante). Continua la campagna ancora per più di 50 giorni. Grazie ai vostri contributi, oggi ho anche rinnovato l’iscrizione al sito che mi permette di caricare in modo illimitato immagini su queste pagine (40 € di spesa).

Articoli, foto, video…

Mentre cerco di organizzarmi per andare avanti con le interviste per il libro sulle capre, eccovi un po’ di materiale che ho visto passare qua e là. Rimanendo sul tema delle donne allevatrici, due articoli: uno riguarda delle conoscenze dirette (Roberta & Roberta), l’altro ci porta in provincia di Treviso.

Anche un video, il trailer di un documentario etnografico su donne e allevamento in Val d’Aosta.

Poi gustiamoci una selezione di foto dell’amico Leopoldo. Maggio 2015, risalita verso la montagna del gregge di Fabio Zwerger al Lago del Corlo (Arsiè-BL). “Luoghi magici, fuori dai grandi percorsi turistici, dove le pecore transitano, come da sempre, convivendo con gli uomini senza problemi.

(tutte le immagini sono di L.Marcolongo)

La stagione della transumanza e della montagna sembra ancora così lontana… ma sta arrivando. Tra due mesi ci sarà già chi inizia ad incamminarsi verso le valli.

Troppe pecore? Troppi pastori?

Ieri ho letto un articolo on-line: siamo nella provincia di Udine e si parla di danni a causa dell’invasione delle pecore. “(…) era presenza gradita, momento simpatico. Negli ultimi periodi, però, la situazione è cambiata radicalmente. Le greggi, che provengono da Veneto e Trentino, sono diventate tre, quattro, perfino cinque: e si parla di 1.500, addirittura 2 mila pecore per volta che i pastori fanno passare e sostare senza criterio né attenzione su terreni che non avrebbero titolo a occupare (…)” Come mai, che interesse avrebbero tanti pastori a passare nello stesso posto? Commenta Verdiana Morandi: “Non scordiamoci dei miopi piani di gestione di sic e zps che bloccano l’accesso a certe aree “storiche” per la transumanza e costringono i pastori a mutare i loro percorsi… Chiaro e’ che nessuno va e riesce a mangiare dove è già passato un altro…

Dopo questa premessa, passo alle foto dell’amico Leopoldo, che spesso mi aggiorna anche sulla difficile situazione che pastori Trentini e Veneti incontrano in Veneto.  Immagini di marzo 2015.

Sempre Roberto Paterno e Sandra il giorno dell’eclisse e del passaggio sul
ponte del fiume Brenta fra San Giorgio in Bosco e Piazzola sul Brenta. Si poteva fare di meglio, però sai, le pecore avanzano e bisogna decidere in pochi secondi… farò meglio l’anno prossimo. Riguardo a questa foto è un fotomontaggio perché era impossibile mettere a fuoco l’eclisse e il gregge. Sono due foto contemporanee separate e montate.

(foto L.Marcolongo)

(foto M. Mahlknecht)

Qui invece siamo con Markus sempre nella primavera 2015. “Tanti saluti dal Livenza, un fiume tra il Veneto e il Friuli, mi trovo abbastanza bene, gente un pò cruda ma anche aperta a nuove persone e caratteri, seguo con piacere i tuoi articoli“.

(foto M. Mahlknecht)

Meduna al Livenza, aprile 2015. Anche per questa stagione Markus ha trovato impiego presso un pastore vagante. Buon proseguimento a tutti, io mi avvio alla conclusione (spero) della correzione delle mie bozze.

Scusate se non scrivo

Continuo a rileggere e correggere le bozze del mio prossimo libro. La casa editrice mi ha chiesto integrazioni al testo che avevo inviato, quindi non ho tempo di andare in giro a cercare “altre storie” e… a dire il vero nemmeno tanta ispirazione per scrivere altro qui, visto che già lo sto facendo su altre pagine, sempre sugli stessi temi. Perdonatemi… continuo a ricorrere alle immagini degli amici.

Siamo sempre con Leopoldo e i suoi amici pastori. “Hai visto che tecnologico è Corrado Andriollo? Non avevo mai visto pannelli solari dai pastori. C’era anche la moglie.

Le foto successive sono del gregge di un altro pastore, sempre fotografato nel marzo 2015. Siamo a San Giorgio in Bosco (PD).

Alcune foto sul pastore Roberto Paterno e Sandra. Ha un gregge molto grosso, più di 1.500 pecore. L’avevo già fotografato nel 2013, senza sapere chi era.

(tutte le immagini di L.Marcolongo)

Abbiate pazienza… prima o poi tornerò con i miei “soliti” articoli. Chiunque abbia foto e storie da raccontare può comunque mandarmele e io le pubblicherò.

Pastorizia difficile

Immagini dell’anno scorso. Così mi scriveva l’amico Leopoldo: “Allego una selezione delle foto fatte al Pastore Corrado Andriolo il 6 marzo 2015 a Santa Giustina in Colle (PD). Andriolo è un pastore non più giovane che ha difficoltà a trovare nuovi corridoi e così resta in zona. Divieti di sindaci, pochi pascoli, rendono sempre più problematica la sopravvivenza della transumanza. I pastori più giovani invece si spingono fino a Mestre (VE) lungo i canali.

(tutte le immagini sono di L.Marcolongo)

Pochi giorni dopo Leopoldo mi ha inviato la copia di un verbale ricevuto proprio da questo pastore. I motivi? Sempre gli stessi… Comuni che vietano il passaggio e… da qualche parte bisogna pur passare!! “Ne avrai visto molti verbali sui pastori. Corrado ha detto che il suo veterinario ha fatto ricorso, ma è molto preoccupato. L’anno prossimo anche lui cesserà l’attività, un po’ per la salute, più che altro per le angherie cui si sente sottoposto.” Chissà se Corrado ha smesso davvero o la passione lo porta a continuare comunque, nonostante tutto?