Crescentine, lambrusco e pastorizia!

Sapete che sono stata in provincia di Modena, sulle tracce dell’ultimo pastore transumante che gira da quelle parti… L’appuntamento era per la festa della transumanza, alla domenica, ma io ci tenevo ad incontrare il pastore ed i suoi animali, quindi sono arrivata già il sabato, direttamente presso il gregge.

Anzi, a dire la verità, nelle pecore sono arrivata prima io che non il pastore! Dopo aver guidato per ore, dopo aver affrontato le strade che risalgono l’Appennino, tra campi, prati, ginestre in fiore e boschi di faggio, grazie a qualche indicazione precisa avuta in un bar (quando dovevo telefonare al pastore il cellulare non prendeva!), eccomi sulle piste da sci, dove il gregge sta pascolando l’erba ancora bassa.

Finalmente sento Mirco, il pastore, che è in arrivo. Intanto ne approfitto per scattare qualche foto, tra cui parecchie a questo bellissimo puledro candido come la neve, figlio di un’asina di colore grigio chiaro. Le pecore continuano a pascolare a capo chino: sono tutte tosate, molte hanno la coda tagliata, sono di razza bergamasca, come quelle che sono abituata ad incontrare altrove.

L’aiutante di Mirko cerca di tenere il gregge lontano dal ristorante, ma alcune capre sono salite sul balcone di una casa lì vicino e questo agnello viene ad assaggiare le viole del pensiero. Il pastore arriva, tempo di salutarci e subito della gente lo chiama per portarlo a vedere dei pezzi da pascolare nei prossimi giorni. C’è il sole, l’aria è fresca, le previsioni parlano di temporali in arrivo…

Il gregge risale lungo le piste, ripulendo perfettamente lo spazio verde tra i boschi. E’ un paesaggio "strano" per me, piste da sci tra i faggi, alberi che arrivano fin sulle creste, montagne arrotondate, tutt’altra cosa rispetto alle Alpi.

Quando torna il pastore, finalmente si può iniziare a chiacchierare e… i discorsi sono quelli di sempre. Il gregge pascola, lui mi racconta delle pecore che, contrariamente a quel che accade di solito, ha in guardia nella stagione invernale. Il proprietario verrà a prenderle a breve e le porterà in montagna in tutt’altra parte d’Italia, molto più vicino ai miei posti! Mi parla della stagione invernale, affrontata in tenda perchè si era rotto il camion… Sempre solo in due, lui e l’aiutante, giorno dopo giorno, con nevicate continue, abbondanti, ripetute. "Infatti si vede, le pecore quest’anno non fanno bella figura, hanno patito."

Non mancano gli asini, oltre a quello bianco, c’è anche un altro puledro nato pochi giorni prima, dal mantello marrone-rossiccio. Ogni tanto i due danno il via ad un concerto di ragli acuti e piccole corse per giocare e per ritrovare le rispettive madri. Intanto il cielo si fa scuro, cade anche qualche goccia di pioggia. Mirko parla dei fiumi, dei soliti problemi che ci sono anche da quelle parti: "Dicono che il gregge, solo a passare sull’argine, fa dei danni! Un danno pari a quello di un camion di diverse tonnellate. Ma che senso ha?"

Il pastore spiega al suo aiutante dove andare al pascolo l’indomani: lui non ci sarà, è impegnato con la festa della transumanza, la "sua" festa, dedicata al suo ritorno in paese. Mi racconta anche di quando aveva le "Cornelle", una razza locale in via d’estinzione per la quale avrebbe potuto ricevere dei contributi: "Ma… dicevano che dovevo avere solo quelle, tenerle separate dalle altre, e come avrei fatto? Poi i contributi me li davano solo per quelle che avevo all’inizio, per 5 anni, senza contare il numero che cresceva allevando le agnelle. Con 1.700 euro all’anno non ci potevo vivere, no? Così ho dato via le pecore ed ho rinunciato ai contributi."

Eccolo, Mirko, mentre scherza con una delle caprette preferite. "Anche le capre, una malattia… Quest’anno riuscire ad allevare i capretti è stato un inferno!". E’ giovane, il pastore, ha 31 anni. Mi racconta che un tempo non girava molto, stava nei dintorni della casa in pianura e mungeva. Poi però si è messo a vagare di più e, invece di usare i camion, a salire e scendere a piedi. Le sue origini sono di queste parti, ma la sua famiglia non aveva la tradizione della pastorizia, questa malattia è soltanto sua!

Le capre osservano curiose. Sta iniziando a piovere, tuona in lontananza, andiamo incontro ad un’amica che sta per raggiungerci, poi verrà l’ora di pranzo. Da queste parti il piatto tipico sono le crescentine e lo gnocco fritto, accompagnati da salumi e formaggi… senza dimenticare il lambrusco, ovviamente!! E così passa velocemente il tempo, chiacchierando e scherzando in compagnia. Ci sono anche la moglie di Mirko, Caterina, e Claudia del Parco, l’ideatrice di questo evento, il motore di tutte le iniziative che riguardano la pastorizia ed il "viaggio" di Mirko, pastore vagante. Quando i taglieri sono ormai vuoti ed anche le bottiglie si sono asciugate, si torna al pascolo.

Caterina accarezza il pastore maremmano. Anche qui il lupo è un problema, c’era ancora prima che risalisse verso il Piemonte, ovviamente. Ogni anno il gregge di Mirko paga il suo tributo: "Solo che, quello che ti danno per i capi uccisi, non basta nemmeno a pagare i costi per lo smaltimento delle carcasse, visto che dovresti chiamare i servizi competenti per la rimozione e l’incenerimento."

Oltre al cane da guardiania, ci sono ovviamente i cani da lavoro. Questa è Teresa, un cucciolo. Mirko ha uno strano modo per scegliere i nomi dei cani: c’è anche Giorgio, poi una classica Birba, ma andando avanti nella giornata si faranno altre curiose scoperte!!

Mirko racconta aneddoti: come per tutti i pastori, anche qui non mancano le storie da narrare. Con Claudia discutono gli ultimi dettagli per l’indomani, si spera nel bel tempo e nell’afflusso di pubblico. E’ ora di andare, il gregge resta al pascolo, sorvegliato dall’aiutante del pastore, ma anche per noi c’è ancora una lunga serata con varie cose da fare. Il cielo intanto si guasta rapidamente e, mentre siamo alla guida verso l’alta valle, si scatenano diversi temporali furibondi.

Una delle tappe è a casa di Mirko, dove ci sono le pecore che verranno tosate l’indomani in occasione della festa, e… numerosi altri cani. Sapete come si chiama questo bellissimo cane che sta giocando con il suo padrone? Balotelli! Ancora un bicchiere in compagnia prima di ripartire? Qui si vedono anche le montagne più alte, con chiazze innevate nonostante la quota non così elevata. I cartelli in paese indicavano una settantina di chilometri da Lucca, la Toscana è là dietro al crinale. Infatti adesso il vino non è più lambrusco, ma Chianti! Per la "cronaca" della festa… a domani!

  1. Se Marzia ti chiami "pecoranera" io, allora, faccio il "lupocattivo"! Finalmente ho conosciuto Mirko e, devo dire, che in nulla c'è niente di ciò che si sente da quelle parti sulle sue imprese.Chiaramente ciò mi fa MOLTO, MA MOLTO piacere, peccato che ancora una volta, si capisce, che l'invidia da parte di alcuni ci ha messo lo zampino….Se non altro il suo lavoro è riconosciuto UTILE e molto apprezzato in pianura e, come vedo, sulle piste da sci della nostra media montagna…visto poi quanto sono "difficili" da quelle parti, è tutto dire!BRAVO MIRKO, spero che almeno tu possa tenere alto il ruolo da unico rappresentante di pastore modenese!Vedi….ci voleva Marzia per estendere gli orizzonti verso sud di pascolovagante!!!! WoW!!!!!

  2. @BB: come al solito, le cose belle devono sempre essere infangate dalle voci e dall'invidia… ed io ne so qualcosa!!comunque, in questo caso la festa direi che è riuscita molto bene e spero che possa crescere, grazie all'entusiasmo e la passione di chi sta facendo di tutto per portare avanti questo discorso!

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