La figlia di transumanti

Natale è in arrivo. Di questi tempi più che mai è consigliabile fare regali utili. I generi alimentari di qualità, specialmente artigianali, ma anche un buon libro per nutrire lo spirito. A chi segue questo blog e ama le storie di pastorizia, consiglio senza dubbio “Figlia di transumanti” di Loretta Borri. E’ una testimonianza di una vita vissuta in prima persona, la storia di una pastora e della sua famiglia.

Il contatto con Loretta è avvenuto via facebook e abbiamo fatto uno scambio di opere. Poi la scorsa estate ho finalmente letto il libro. Da tempo volevo parlarvene e lo faccio oggi, consigliandovelo come regalo natalizio. Io mi sono emozionata leggendolo, ogni tanto ho anche dovuto asciugare una lacrima. Mi sono ritrovata a vivere molti momenti di quelli descritti da Loretta, potevo immaginare le scene anche senza essere mai stata in quei posti e senza conoscere lei e la sua famiglia. Nata in una famiglia di pastori dell’Appennino modenese, Loretta racconta in modo semplice, ma diretto e toccante, tutta la sua vita al seguito del gregge. Suo papà è un pastore, un pastore transumante, così d’inverno si scende nelle nebbie del Polesine. Giù si affitta uno spazio in una cascina, Loretta andrà anche a scuola laggiù, conoscerà persone che rimarranno per sempre nel suo cuore. Poi tutte le primavere si ritorna in montagna. Una vita dura, difficile, una vita di sacrifici, ma la passione per le pecore permette di superare ogni cosa. La famiglia di Loretta è molto unita e affronta via via tutte le difficoltà, anche le più tristi. “Questo è il mio passato, tanti ricordi dei quali difficilmente parlo, perchè a chi non li ha vissuti sembrano favole da raccontare ai bambini prima di addormentarsi. Non capisco chi ha dimenticato le sue origini e smarrito la memoria del passato, vantandosi di una vita comoda e agiata. Credono forse di essere nati benestanti? Non sanno che tutto ciò che ora possiedono, lo devono a chi prima di loro si svegliava al canto del gallo e andava a letto quando il gallo già dormiva da tempo?

Chi la pastorizia invece la conosce e l’ha vissuta o la vive, si emozionerà due volte leggendo le pagine di questo libro e guardandone le immagini che accompagnano il testo.

La triste decisione sarà presa alla soglia dei suoi ottantatrè anni, quando è diventato gravoso per le sue vecchie gambe portare al pascolo il gregge e ancor di più mungere le pecore. Così concordiamo la vendita dei capi con un pastore della zona. Non oso nemmeno ricordare quel giorno, tanto fu triste, straziante, la mia bimba andò a scuola con le lacrime agli occhi, raccomandandosi di tenere almeno il cane…

Un grazie a Loretta per la sua bellissima testimonianza. Loretta Borri “Figlia di transumanti. Ricordi di una vita trascorsa fra Cavergiumine nel Frignano e il Polesine” – Adelmo Iaccheri Editore in Pavullo, aprile 2014 – 16,00€ (qui su IBS)

“Le più belle massesi di tutto il Frignano”

Oggi lascio che sia qualcun altro a raccontare. Mi ha scritto una “vecchia” conoscenza, Riccardo, che si è trovato in Appennino per lavoro e, anche là, ha incontrato dei pastori. “Ho conosciuto Renzo Nizzi di Fiumalbo, ti ho scritto un post come resoconto della giornata e ti ho anche messo delle altre foto delle sue pecore che ho fatto alcuni giorni dopo quando ho fatto un altro giro sull’Appennino e sono passato a trovarlo a casa sua. Lui non sapeva di te e di quello che scrivi, ma adesso ti segue anche lui (e soprattutto i figli).” Cedo così a lui la parola.

(foto R. Dellosta)

Dopo aver sentito parlare a lungo dell’alpe del Cimone, un giorno un po’ per curiosità e un po’ per sfuggire alla calura della bassa decido di farci un giro. Salendo osservo i pascoli già bruciati dal caldo che quest’anno è salito fin quassù, le uniche chiazze verdi sono di nardo che in molti punti, soprattutto quelli più freschi, ha preso completamente il sopravvento sulle altre specie, segno che un tempo questi pascoli sono stati molto sfruttati, ma ad oggi l’erba non sembra mangiata e non ci sono molte tracce degli animali.

(foto R. Dellosta)

Proseguo la salita su un ripido sentiero fino alla vetta dove il panorama è meraviglioso, nelle giornate più limpide si riescono a vedere i due mari, addirittura il Monviso ed il Monte Rosa, ma oggi si alza la foschia dalla pianura, così mi limito ad osservare le montagne circostanti così diverse dalle Alpi, con pochi prati solo sulla cima e le Apuane ripide e rocciose, quasi senza un filo d’erba. In lontananza si sentono dei campanacci, quindi decido di incamminarmi verso dove sembra provenire il suono, e, camminando comincio a scorgere in un vallone un piccolo gregge, proseguo affrettando il passo fino a raggiungerlo.

(foto R. Dellosta)

All’arrivo saluto il pastore, iniziamo a parlare, gli mostro sul cellulare alcune foto di pecore biellesi, faccio apprezzamenti sulle sue: questa è giovane, questa sembra che deve partorire … lui mi interrompe: “Ma allora tu sei un pastore? perché sai distinguere una recchia  da una pecora adulta, guarda che qui di gente ne passa, ma solo uno una volta si è fermato e sapeva queste cose, era uno che aveva fatto il pastore”, No dico, ho la passione per gli animali, non sono un pastore, ma in due minuti già abbiamo fatto amicizia.

(foto R. Dellosta)

Il gregge di Renzo non è particolarmente grande, il giusto numero per degli animali da latte, ma davvero ben tenuto, solo una pecora molto in là con l’età è un po’ tirata “sai quella la tengo perché ci sono affezionato, ma le altre, nemmeno una zoppa, era successo un anno che l’avevano presa, poi le ho curate per bene e adesso sono tutte perfette”. La passione e l’attaccamento ai suoi animali traspare da ogni suo gesto “le pecore sono la mia droga, non credo che riuscirei mai a smettere di allevarle” noi la chiamiamo la malattia gli dico, “ no no sono una droga, sei anni fa sono riuscito a smettere di fumare, non è mica facile sai …, ma non togliermi le pecore, non riuscirei proprio a farne a meno”.

(foto R. Dellosta)

“Guardale le mie massesi, purtroppo ci sono quelle bianche in mezzo, sono di mio figlio, non le posso proprio vedere quelle macchie bianche nel mio branco, ma sai … sono costretto a tenerle, non ci fosse lui che fa tutto in cascina” questione di punti di vista penso, “qui danno i contributi per le cornelle, per le massesi no, solo in Toscana, ma la Toscana è li a duecento metri, possibile che non si rendono conto, li danno a chi pianta i lamponi e non a noi pastori che ci stiamo estinguendo. Ma fin che posso tengo le massesi. Addirittura ho preso il premio per il migliore montone alla fiera, ma ho dovuto prima darlo  ad un altro perché noi emiliani non possiamo partecipare, poi lui mi ha dato a me la coppa, ma io sono già contento così ”.

(foto R. Dellosta)

È mezzogiorno, il sole picchia forte nonostante le nuvole che si addensano sulle cime e le pecore si raggruppano per sfuggire alla calura. Noi ne approfittiamo per un veloce pranzo seduti sul prato,  in cui assaggio il suo formaggio accompagnato con le pere ed un sorso di vino, una delizia! Parliamo della sua razza, a lui piacciono le nere, nemmeno troppo le bigie, ma devono assolutamente avere le corna, mi racconta di quando ne aveva addirittura che assomigliavano alle capre girgentane “erano uno spettacolo, anche se purtroppo ho perso la razza”, gli parlo dei pastori in Piemonte che in genere le corna non le vogliono vedere. Questione di punti di vista, dopotutto il vero pastore seleziona anche per la bellezza, non solo per la resa ed ognuno ha la sua razza.

Mentre mangiamo la discussione prosegue “sai ho anche un’altra passione io: le campane, ne ho di tutti i tipi quelle di ottone, di bronzo, di acciaio, dalla Sicilia, della Sardegna. Quando viene qui il campanaro facciamo sempre degli scambi, ne ho persino di legno del Marocco. Poi i collari li faccio io con la pelle di vacca” gli parlo dei rudun e delle campane che si usano in Piemonte, lui ovviamente ne ha anche di piemontesi e valdostane, addirittura mi spiega mostrandomele che quelle di una nota ditta valgono solo se prodotte prima di una certa data. Nel gregge si notano diverse pecore con più di una campana al collo, alcune hanno addirittura una grilliera cioè un collare tutto pieno di campanelle.

Renzo nel gregge tiene solo un cane da conduzione “due sono troppi, invece di lavorare si intralciano tra di loro”.  Gli chiedo se ha mai pensato di prendere dei maremmani visto che qui ci sono molti lupi  “il maremmano  buono deve sempre stare nel gregge … se ne avessi avuto uno non ti saresti potuto avvicinare, li regalavano ma non li ho voluti, non si sa mai con i turisti giù in paese …”. Parlando di lupi mi racconta del recinto per la notte “ne avevano fatti di fissi con i soldi della regione, ma li dovevano fare con la rete elettrosaldata come gli ho detto io, non con la rete normale che alla prima neve si sono piegati tutti”. Lui alla sera fa un recinto un po’ particolare con i pannelli di rete elettrosaldata e all’esterno la rete con la batteria, un’ulteriore accortezza per non che si impigliano con le corna anche se un recinto così richiede più tempo e soprattutto tanta fatica per essere montato.

(foto R. Dellosta)

 

“Le vedi quelle montagne laggiù? Una volta erano tutti pascoli, poi campi di segale e grano più a valle, adesso tutti abeti e larici, non sono piante di queste parti, li hanno piantati e adesso sono tutti malati, poi quando arriva la neve scirocca  li rompe tutti” La montagna pian piano si sta rimboschendo, “mi dovrebbero addirittura pagare perché porto le pecore qui, da altre parti so che lo fanno, non come noi che dobbiamo pagare per il pascolo”. Lui è l’ultimo pastore del suo paese, una volta faceva il pascolo vagante giù in pianura fino in Veneto dalle parti di Chioggia, ora d’inverno resta a casa e gli animali stanno in stalla. In paese ci sono altri che le tengono per passione o per prendere qualche contributo ma nulla più, mi racconta di un giovane pastore che ha cominciato e poi dopo pochi anni ha smesso ed è andato in un’altra regione a lavorare con le vacche, di un altro che anziano non trovando più manodopera ha dovuto vendere tutto.

(foto R. Dellosta)

Quest’anno il clima non è buono, è andata bene per il fieno, ma le temperature sono troppo alte e c’è siccità, le sorgenti sono ormai asciutte e le pecore patiscono il caldo. Ci spostiamo un po’ più a valle alla ricerca di erba più tenera, qui oltre il nardo che si propaga sempre di più anche grazie ai cavalli del rifugio vicino che mangiano la spiga e lo disseminano ovunque, non è rimasto molto da mangiare.

(foto R. Dellosta)

Riflettiamo sui problemi della pastorizia che qui come altrove non sono solo i lupi o la manodopera che non si trova, nemmeno il clima o la siccità che ha seccato anzitempo l’erba, i problemi sono la burocrazia e le leggi che ti ostacolano in tutto anche qui sull’alpe, le spese che aumentano sempre più, ma soprattutto la gente che ormai ha cambiato le abitudini. “mi chiedo tutti i giorni che cosa mangiano. Pazienza l’agnello che lo devono cucinare … ma il formaggio? No, nemmeno quello, anche i turisti che vengono qui comprano la ricotta al supermercato. Meno male che ci sono tanti toscani, a quelli piace mangiare bene, ma gli altri … sono stretti come la foglia del ginepro, se gliela regali è buona ma non la comprano mica eh!”.

Si fa tardi, io devo incamminarmi lungo il sentiero del ritorno e Renzo deve riportare gli animali più in basso per la mungitura, qui non ci sono strutture sull’alpe e le pecore, anche quelle asciutte da quando c’è il lupo, scendono ogni sera vicino alla cascina. Ci salutiamo dunque con la promessa di rivederci in un’altra occasione. Al mio ritorno in pianura, parlando con un altro pastore originario di queste parti ho saputo di aver visto le “più belle massesi di tutto il Frignano”

(foto R. Dellosta)

P.S.: Alcuni giorni dopo al ritorno da un’altra gita da quelle parti ho rincontrato Renzo con il suo gregge mentre si avviava verso casa, ecco alcune foto.

(foto R. Dellosta)

(foto R. Dellosta)

(foto R. Dellosta)

(foto R. Dellosta)

(foto R. Dellosta)

Uno tra i tanti

Giovani con la “malattia”, giovani con la passione delle pecore. Mi scrive uno di loro, gli sarebbe piaciuto rientrare in uno dei miei libri, ahimè si deve accontentare delle pagine del blog.

(foto V.Iotti)

Ciao sono Valerio, ho 17 anni sono figlio di pastori, mio nonno è più di 40 anni che fa il pastore poi c’è pure mio papà. Alleviamo pecore bergamasche come puoi vedere nella foto, Cornigliesi, massesi e sarde. Non abbiamo una razza fissa. Abbiamo più di 300 pecore…

(foto V.Iotti)

Vivo in Emilia-romagna esattamente a Parma. Mi piace fare il pastore perché ho passione degli animali sopratutto pecore e capre e poi mi piace la natura e mi piace stare all’aperto perché ho fatto gli stage in fabbrica e non vedevo l’ora di finire lo stage e andare dalle mie pecore.

(foto V.Iotti)

Ricordo a chiunque che io sono ben lieta di ospitare le vostre storie e le vostre immagini qui. Mi piacerebbe farvi visita personalmente, ma ahimè non è possibile. Quindi… scrivetemi o contattatemi su Facebook, come ha fatto Valerio, e mandatemi il materiale.

(foto V.Iotti)

A proposito di libri… Se tutto va bene, quest’anno ci sarà una doppia uscita: romanzo e libro fotografico per i 10 anni di pascolo vagante. Non di questo blog, ma del mio primo incontro con la pastorizia nomade!

Una riflessione, annunci, varie…

Due settimane fa ho ricevuto una lunga telefonata da un amico dell'Emilia Romagna, un pastore che avevo conosciuto lo scorso anno. Mi ha raccontato le sue peripezie estive, l'autunno, l'inverno. Finalmente adesso, affacciato sulla primavera, mentre era sull'argine di un fiume ("Dove ovviamente non potrei stare… perchè ce n'è sempre una!"), mi ha chiamata. Sua moglie ogni tanto va a trovarlo, porta il computer, guardano insieme questo blog.
 

"Sai, quest'anno cambio montagna, cambio regione! La scorsa estate… un inferno! Ottanta me ne ha prese, il lupo! Maremmani o non maremmani… Con la nebbia e le montagne che ci sono su da noi… E la vuoi sapere l'ultima? Sono venuti i veterinari e mi hanno detto che avrebbero dovuto farmi la multa! C'è una legge del benessere animale per la quale, se il lupo ti mangia le pecore, fanno la multa a te! Se vuoi te la cerco, ti faccio sapere."
Me la sono cercata io, grazie anche ad altri amici dall'Emilia, uno dei quali questa multa l'ha pagata davvero! Dlgs 146/2001, "Attuazione della direttiva 98/58/CE relativa alla protezione degli animali negli allevamenti". Interpretando questa legge… se "ti fai mangiare gli animali dal lupo" è come se non fossi stato capace a custodirli adeguatamente. Così recita uno dei verbali che sono stati fatti a Dino dell'(ex) azienda di Casa Capuzzola. "Visto il numero di episodi di predazione dal 12 maggio 2010 a tutt'oggi, vista la delibera della Giunta Regionale prot. n. 416/02 e succ modificazioni, si prescrive la messa in atto di idonee misure in funzione delle necessità per il caso specifico al fine di garantire un riparo adeguato dai predatori così come previsto dal DLeg 146/2001."
Speriamo solo che le altre Regioni non recepiscano allo stesso modo la legge… perchè altrimenti non so come reagiranno i pastori!! Non è che, se il lupo ti prende le pecore, sei TU che non sei capace a proteggerle. Chi pensa questo non ha mai visto un pastore piangere o trattenere a stento lacrime di rabbia e di dolore davanti ad un suo animale ucciso da un predatore (cane, lupo o quel che è).

 

Argomento più leggero, adesso. Enrica di Vico Canavese (TO) cerca una casa per queste cucciolotte. La madre è un ottimo cane da pastore con capre e vacche. Contattatela!

Per finire, una fiera. Mi è stato confermato che non ci sarà la Fiera della Pezzata Rossa di Oropa a Biella, non so ancora nulla su quella della pecora biellese a Cossato, ma questa domenica, 3 aprile 2011, a Sandigliano (BI) si terrà l'annuale Fera d'la caplina. Qui il programma.

Comunicazioni di ogni tipo!

Tra un impegno e l'altro, tutti a carattere pastorale (che gioia poter finalmente unire passione e lavoro… nella speranza in futuro di riuscire a fare qualcosa di concreto per aiutare i pastori), oggi vi segnalo varie iniziative e concedo spazio ai vostri annunci di vario genere.

Cominciamo con un qualcosa di decisamente lontano, ma comunque collegato anche a questo blog. Dragos Lumpan, il fotografo che sta girando l'Europa per documentare la pastorizia e la transumanza, ci segnala l'apertura della sua mostra in Galles. (Qui tutti i dettagli dell'inaugurazione del 29 gennaio).

In Italia invece, dalla provincia di Bergamo, Giovanni ci ricorda che ci sarà lo "Zenerù de Ardés" il 29-30-31 gennaio ad Ardesio, appunto. Invece la Fiera delle capre si terrà sempre ad Ardesio il 5-6 febbraio 2011. Qui sul sito della Proloco, i programmi di entrambe le manifestazioni.

Dall'Emilia ci scrive invece Andrea, raccontandoci della realtà pastorale dalle sue parti. "Purtroppo il modo di vivere, la politica e l'economia agricola ci hanno costretti ad abbandonare tutto. La regione Emilia Romagna ha sempre valorizzato la più remunerativa e potente pianura. Le ultime 2 pecore del paese sono le mie, ad uso "Hobbistico". A tale proposito, visto che sono anche presidente della Comunalia del mio paese (un bene civico di tutti gli abitanti della frazione www.comunalie.com), vorrei metterla al corrente che disponiamo di una proprietà di circa 500 ettari, per la maggioranza a bosco ma con qualche area da pascolo con numerosi alpeggi diroccati. Se vi fosse un interessamento di qualche pastore saremmo disposti anche a recuperare una parte degli antichi pascoli, pulendoli, ed eventualmente di qualche fabbricato, a recintare alcune aree, tutto quello che si vuole. Capisco che sarà una cosa praticamente impossibile ma, visto le sue conoscenze, se le capitasse qualcuno interessato mi contatti pure, ci farebbe enormemente piacere. Andrea 328/0876458"

Gian Maria, dalla provincia di Alessandria, sta invece cercando capre di razza Rove. Se qualcuno sapesse come aiutarlo, scrivetegli.

In questo momento ho appena messo in contatto due pastori, uno che cercava un cane… ed uno che ne aveva uno "super" da dar via. Saranno piccole cose, ma mi fa piacere riuscire ad essere utile anche in questo modo!

Ancora sul lupo

Un aggiornamento per dirvi che venerdì non ci sarò, perchè vado ad accompagnare un gruppo che verrà in Piemonte per parlare di lupo e pastorizia. Il tutto è organizzato dal Centro per lo Studio e la Documentazione sul Lupo e ci troveremo nel Parco dell’Orsiera Rocciavrè, con il guardiaparco Luca Giunti. Il gruppo si fermerà alcuni giorni, la mia presenza sarà limitata alla giornata in cui ci si occuperà di rapporto con la pastorizia e, già il giovedì sera, terrò una proiezione per spiegare il punto di vista dei pastori sulla questione.

A questo proposito, l’11 giugno ho ricevuto una testimonianza da Gloria: "Ti racconto adesso l’avventura che abbiamo avuto ieri mattina, una mattinata che piovigginava e c’era un po di nebbia. Abbiamo le pecore, senza agnelli, a quota 1500, appena sopra Vinadio e verso le ore 8, appena uscite dal recinto elettrificato, mio cognato vede un lupo che cerca di azzannare una pecora. Fortunatamente la pecora aveva una campana con la gambisa in legno, cosi il lupo non ha potuto affondare i suoi denti nel collo della malcapitata. Il pastore che ha assistito alla predazione ha iniziato a gridare e il lupo spaventato si è allontanato e  ricongiunto con un altro lupo scomparendo nel vicino bosco. Peccato non essere riusciti a documentare con una foto il fatto, nonostante il telefonino fosse nel taschino del pastore, ma in quel momento la paura e la responsabilità di salvaguardare il gregge hanno avuto la priorità. Nel pomeriggio Bruno e suo fratello hanno spostato il recinto più in basso vicino alle case di una borgata ancora abitata da alcune persone e cani. Speriamo di non avere più l’onore di incontri così ravvicinati con questi predatori, che nessun pastore vorrebbe avere tra i pascoli."

Queste immagini invece ce le manda Barbara e riguardano un gregge nell’alto Appennino Reggiano. Questi capi trascorrono l’inverno in stalla, ma appena c’è erba a sufficienza, vengono messi al pascolo nell’erba fresca.

Quella è terra di lupi, di lì si sono spostati, hanno risalito l’Appennino e sono arrivati in Piemonte. Questo gregge è sorvegliato da un cane da guardiania, che vediamo qui mentre osserva il passaggio di Barbara. Ormai bisogna sempre fare attenzione quando si vede un gregge, la presenza di questi cani è quasi scontata.

Non lontano del gregge la nostra amica ha trovato i resti di un pasto. Sarà stato il lupo? La pecora sarà deceduta per questioni naturali e poi è stata mangiata da altri animali? Volpi, cinghiali, cani inselvatichiti… Se l’accertamento dell’attacco non viene fatto subito, dopo è sempre più difficile stabilire "il colpevole".

A proposito di danni da lupo: come ci avevate segnalato, l’altro giorno su "La Stampa" c’era un’intervista con l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Sacchetto. Prometteva maggiore attenzione alla pastorizia, ai pastori, più soldi per i rimborsi dei capi uccisi, ma anche per quelli feriti. Soprattutto, parlava di varie iniziative per essere a fianco dei pastori, importanti per la vita della montagna, per il territorio… Ci stiamo lavorando, a queste iniziative! Non sono neanche tanto i soldi, quello che vogliono i pastori, quanto la certezza di non essere dimenticati, il riconoscimento concreto del loro ruolo. Speriamo davvero che questo progetto possa partire e dare risultati!

Festa della Transumanza a Fiumalbo

La seconda giornata in Appennino si è svolta a Fiumalbo, dove (presso la sede del Parco dell’Appennino Modenese) si teneva la Festa della Transumanza, organizzata in occasione del ritorno del pastore Mirko.

Il paese di Fiumalbo, adagiato tra le alture, boschi e pascoli, viveva una tranquilla domenica mattina, con il mercato nelle strade e nella piazza. Purtroppo non sembrava che la transumanza e l’arrivo del loro concittadino fosse al centro dell’attenzione. Avevamo già discusso abbondantemente la cosa nel giorno precedente: qui come dappertutto, è difficile far muovere la gente e, se proprio non fosse stata una giornata torrida, dalla pianura la gente sale difficilmente. Poi ormai ci sono così tante iniziative, qua e là…

Al Centro Visite intanto ferveva l’attività. Qui vedete… l’angolo degli scrittori! Ero in ottima compagnia con Adolfo Malacarne, l’autore di "Transumanze" di cui avevo già parlato qui. E’ stato bello vederci in Appennino, a parlare di pastorizia nomade, facendo incontrare storie del Nord Est e del Nord Ovest, con la presenza di Mirko a completare il quadro!

Il primo appuntamento della giornata è stato il convegno, dove si è appunto parlato di pastorizia confrontando le diverse esperienze. Rieccoci, presentati da Claudia, l’ideatrice ed organizzatrice di questo evento. La sala comunque si è riempita ed il pubblico era attento ed interessato. La speranza di tutti è che la festa, che sta muovendo i primi passi in questi anni, possa crescere e diventare un vero punto di riferimento per chi si occupa di questi temi.

Ho approfittato della presenza in sala di Barbara, così qui vedete la sottoscritta intenta a raccontare cosa vuol dire pascolo vagante in Piemonte, quali siano le problematiche, perchè si fa questo mestiere, chi sono oggi i suoi protagonisti, con un accenno al passato ed alle tradizioni che si tramandano. Non sono mancate anche le domande del pubblico. Dopo di me è intervenuto Adolfo, che ha parlato dei pastori di Lamon e del pascolo vagante nel Triveneto.

Infine è stato il momento di Mirko, che ha commentato le immagini della sua stagione di pascolo vagante, realizzate dal fotografo ufficiale Stefano Torreggiani. Vi rimando ancora una volta alle pagine del Parco che illustrano il progetto, in attesa che esca il DVD completo con il racconto di un anno di pastorizia nomade con Mirko.

Anche i bambini delle scuole avevano preparato il loro "bentornato" a pastore e pecore! A dire il vero, il gregge non ha partecipato alla festa, ma è rimasto alle Piane, dove l’avevo incontrato il giorno prima. Se fosse passato fisicamente il gregge a Fiumalbo, il pastore ovviamente non avrebbe potuto partecipare concretamente alla festa. Ed allora c’erano solo alcune pecore, in attesa della dimostrazione di tosatura del pomeriggio.

Invece il pastore si godeva giustamente la festa… Dopo un ottimo pranzo preparato dai volontari di Emergency, in cui la carne di pecora ha fatto giustamente da protagonista insieme alla polenta, eccoci al tavolo ancora una volta con il pastore, che versa l’ennesimo bicchiere di lambrusco! Si parla, si chiacchiera, si raccontano aneddoti e la giornata scorre lenta ed allegra.

Intanto il gruppo musicale (ahimè, chiedo scusa, ma non ricordo il loro nome) suona musica tradizionale e celtica, completando il clima perfetto della giornata. Peccato solo per tutti quelli che non sono venuti a vedere questa festa, perchè non sanno quello che si sono persi!!! Sarà per il prossimo anno, vero? Un grazie speciale agli amici del blog che sono venuti a salutarmi ed hanno trascorso lì l’intera giornata.

Anche le bancarelle degli artigiani erano a tema con l’argomento della festa. Ecco prodotti realizzati con la lana e lana filata

Formaggi, formaggi di pecora, che da queste parti non sono così rari, grazie anche ai produttori della vicina Toscana. Il confine è appena laggiù, oltre le montagne.

A proposito di formaggi, la dimostrazione di caseificazione ha riscosso grande interesse nel pubblico e c’è stato anche uno scambio di battute ed esperienze da parte dei produttori presenti, che hanno messo a confronto i rispettivi metodi di lavoro.

L’ultimo evento previsto era la tosatura, svolta dallo stesso Mirko, utilizzando le forbici, quelle che si impiegavano prima delle moderne tosatrici elettriche. Purtroppo la giornata, e la trasferta nell’Appennino, si stava avviando alla conclusione, era arrivata l’ora dei saluti, dei commiati e delle promesse di rivederci presto, di incontrarci ancora, magari altrove, alla ricerca di altri pastori, altre greggi…

Crescentine, lambrusco e pastorizia!

Sapete che sono stata in provincia di Modena, sulle tracce dell’ultimo pastore transumante che gira da quelle parti… L’appuntamento era per la festa della transumanza, alla domenica, ma io ci tenevo ad incontrare il pastore ed i suoi animali, quindi sono arrivata già il sabato, direttamente presso il gregge.

Anzi, a dire la verità, nelle pecore sono arrivata prima io che non il pastore! Dopo aver guidato per ore, dopo aver affrontato le strade che risalgono l’Appennino, tra campi, prati, ginestre in fiore e boschi di faggio, grazie a qualche indicazione precisa avuta in un bar (quando dovevo telefonare al pastore il cellulare non prendeva!), eccomi sulle piste da sci, dove il gregge sta pascolando l’erba ancora bassa.

Finalmente sento Mirco, il pastore, che è in arrivo. Intanto ne approfitto per scattare qualche foto, tra cui parecchie a questo bellissimo puledro candido come la neve, figlio di un’asina di colore grigio chiaro. Le pecore continuano a pascolare a capo chino: sono tutte tosate, molte hanno la coda tagliata, sono di razza bergamasca, come quelle che sono abituata ad incontrare altrove.

L’aiutante di Mirko cerca di tenere il gregge lontano dal ristorante, ma alcune capre sono salite sul balcone di una casa lì vicino e questo agnello viene ad assaggiare le viole del pensiero. Il pastore arriva, tempo di salutarci e subito della gente lo chiama per portarlo a vedere dei pezzi da pascolare nei prossimi giorni. C’è il sole, l’aria è fresca, le previsioni parlano di temporali in arrivo…

Il gregge risale lungo le piste, ripulendo perfettamente lo spazio verde tra i boschi. E’ un paesaggio "strano" per me, piste da sci tra i faggi, alberi che arrivano fin sulle creste, montagne arrotondate, tutt’altra cosa rispetto alle Alpi.

Quando torna il pastore, finalmente si può iniziare a chiacchierare e… i discorsi sono quelli di sempre. Il gregge pascola, lui mi racconta delle pecore che, contrariamente a quel che accade di solito, ha in guardia nella stagione invernale. Il proprietario verrà a prenderle a breve e le porterà in montagna in tutt’altra parte d’Italia, molto più vicino ai miei posti! Mi parla della stagione invernale, affrontata in tenda perchè si era rotto il camion… Sempre solo in due, lui e l’aiutante, giorno dopo giorno, con nevicate continue, abbondanti, ripetute. "Infatti si vede, le pecore quest’anno non fanno bella figura, hanno patito."

Non mancano gli asini, oltre a quello bianco, c’è anche un altro puledro nato pochi giorni prima, dal mantello marrone-rossiccio. Ogni tanto i due danno il via ad un concerto di ragli acuti e piccole corse per giocare e per ritrovare le rispettive madri. Intanto il cielo si fa scuro, cade anche qualche goccia di pioggia. Mirko parla dei fiumi, dei soliti problemi che ci sono anche da quelle parti: "Dicono che il gregge, solo a passare sull’argine, fa dei danni! Un danno pari a quello di un camion di diverse tonnellate. Ma che senso ha?"

Il pastore spiega al suo aiutante dove andare al pascolo l’indomani: lui non ci sarà, è impegnato con la festa della transumanza, la "sua" festa, dedicata al suo ritorno in paese. Mi racconta anche di quando aveva le "Cornelle", una razza locale in via d’estinzione per la quale avrebbe potuto ricevere dei contributi: "Ma… dicevano che dovevo avere solo quelle, tenerle separate dalle altre, e come avrei fatto? Poi i contributi me li davano solo per quelle che avevo all’inizio, per 5 anni, senza contare il numero che cresceva allevando le agnelle. Con 1.700 euro all’anno non ci potevo vivere, no? Così ho dato via le pecore ed ho rinunciato ai contributi."

Eccolo, Mirko, mentre scherza con una delle caprette preferite. "Anche le capre, una malattia… Quest’anno riuscire ad allevare i capretti è stato un inferno!". E’ giovane, il pastore, ha 31 anni. Mi racconta che un tempo non girava molto, stava nei dintorni della casa in pianura e mungeva. Poi però si è messo a vagare di più e, invece di usare i camion, a salire e scendere a piedi. Le sue origini sono di queste parti, ma la sua famiglia non aveva la tradizione della pastorizia, questa malattia è soltanto sua!

Le capre osservano curiose. Sta iniziando a piovere, tuona in lontananza, andiamo incontro ad un’amica che sta per raggiungerci, poi verrà l’ora di pranzo. Da queste parti il piatto tipico sono le crescentine e lo gnocco fritto, accompagnati da salumi e formaggi… senza dimenticare il lambrusco, ovviamente!! E così passa velocemente il tempo, chiacchierando e scherzando in compagnia. Ci sono anche la moglie di Mirko, Caterina, e Claudia del Parco, l’ideatrice di questo evento, il motore di tutte le iniziative che riguardano la pastorizia ed il "viaggio" di Mirko, pastore vagante. Quando i taglieri sono ormai vuoti ed anche le bottiglie si sono asciugate, si torna al pascolo.

Caterina accarezza il pastore maremmano. Anche qui il lupo è un problema, c’era ancora prima che risalisse verso il Piemonte, ovviamente. Ogni anno il gregge di Mirko paga il suo tributo: "Solo che, quello che ti danno per i capi uccisi, non basta nemmeno a pagare i costi per lo smaltimento delle carcasse, visto che dovresti chiamare i servizi competenti per la rimozione e l’incenerimento."

Oltre al cane da guardiania, ci sono ovviamente i cani da lavoro. Questa è Teresa, un cucciolo. Mirko ha uno strano modo per scegliere i nomi dei cani: c’è anche Giorgio, poi una classica Birba, ma andando avanti nella giornata si faranno altre curiose scoperte!!

Mirko racconta aneddoti: come per tutti i pastori, anche qui non mancano le storie da narrare. Con Claudia discutono gli ultimi dettagli per l’indomani, si spera nel bel tempo e nell’afflusso di pubblico. E’ ora di andare, il gregge resta al pascolo, sorvegliato dall’aiutante del pastore, ma anche per noi c’è ancora una lunga serata con varie cose da fare. Il cielo intanto si guasta rapidamente e, mentre siamo alla guida verso l’alta valle, si scatenano diversi temporali furibondi.

Una delle tappe è a casa di Mirko, dove ci sono le pecore che verranno tosate l’indomani in occasione della festa, e… numerosi altri cani. Sapete come si chiama questo bellissimo cane che sta giocando con il suo padrone? Balotelli! Ancora un bicchiere in compagnia prima di ripartire? Qui si vedono anche le montagne più alte, con chiazze innevate nonostante la quota non così elevata. I cartelli in paese indicavano una settantina di chilometri da Lucca, la Toscana è là dietro al crinale. Infatti adesso il vino non è più lambrusco, ma Chianti! Per la "cronaca" della festa… a domani!

Fiere, feste, amici

Sono quasi pronta per la trasferta nell’Appennino modenese per la Festa della Transumanza. Così inizio questo post con le immagini mandatemi da Barbara.

E’ anche grazie a lei che sono stata invitata a Fiumalbo… Qui vediamo alcune sue foto esposte a "Calendimaggio" a Ravarino. Ecco allora i cani e le greggi piemontesi in mostra nel Modenese!

Ossoinbocca fa anche omaggio a pascolovagante e ad "Intelligente come un asino…"! Grazie Barbara, ci vediamo domenica.

Altre fiere. Alida, dalla Val Pellice, ci manda una foto di sua cugina Debora mentre conduce la cavalla alla Fiera della Calà di Bobbio Pellice nell’ottobre 2009.

Sempre dalla stessa fiera, un agnello maculato e ricciolino, al sicuro con il resto del gregge dietro alla rete!

Giacomo invece ci ha spedito delle immagini dalla Fiera di Vico Canavese. Qui vediamo l’amico Giors che conduce alla rassegna i suoi animali. Chissà, sarà quasi ora per partire per l’alpeggio?

Sempre da Vico Canavese, gli animali in bella mostra con i loro campanacci, sotto gli occhi attenti dei visitatori. Grazie a Giacomo ed a tutti gli altri amici. A presto e non dimenticatevi anche l’appuntamento a Grugliasco lunedì 31 maggio, ore 14:30, con la presentazione di "Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora".

Assenze, appuntamenti, foto…

Per qualche giorno forse non mi leggerete… Mi si prospetta una settimana molto, molto densa di impegni. Portate pazienza, quando potrò aggiornare il blog avrò però molto da raccontare. Il primo appuntamento è per il 24-25-26, quando parteciperò al convegno "Lupi, genti, territori" a Torino ed Entracque (CN). Qui il programma dell’iniziativa. Tra l’altro… guardando attentamente l’interno del depliant, ho visto un agnello che mi osservava ed aveva un che di famigliare! Per fortuna, in basso a destra, c’era il riferimento della pagina web da cui è stata tratta quella foto, scattata dalla sottoscritta in Val Maira anni ed anni fa, quando "pascolo vagante" era una definizione che avevo sentito forse un paio di volte, ma comunque già avevo incontrato il Pastore e nella mia mente già iniziava a farsi strada l’idea di scrivere su questo mondo. La foto originale comunque la trovate qui, su una delle pagine del mio sito.

Per il 30 maggio invece aspetto qualcuno di voi (chissà… magari è la volta buona per conoscere lettori di altre terre, a parte BB che gioca in casa!) a "Lento come una pecora, il ritorno dei pastori". Ci vediamo a Fiumalbo (MO), allora! Altre pecore, altre transumanze, altri pastori…

Ancora un appuntamento: il 31 maggio presenterò "Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora" presso la sede dell’Università di Agraria a Grugliasco (TO), in Via Leonardo da Vinci. Ore 14:30, Aula B. Vi segnalo nel sito apposito le due recensioni recentemente apparse su L’Allevatore Magazine e su Piemonte Parchi.

E adesso qualche foto che ho ricevuto da voi nelle scorse settimane (sempre grazie a tutti quelli che me le mandano! Ne ho tante lì in archivio, poco per volta pubblico tutto). Queste vengono dal Biellese, in questi ultimi tempi sempre di più questa terra di antichissime tradizioni pastorali mi richiama per andare alla sua scoperta! Poco per volta esplorerò, seguendo suggerimenti ed inviti degli amici. Siamo ad Oropa in una giornata… tipica! Era il giorno della fiera della Pezzata Rossa e le foto ce le manda Antonio, il nostro amico produttore di riso.

Ecco una delle protagoniste della fiera. Questa razza locale è una buona produttrice di latte, che ben si presta al territorio di cui è originaria ed all’alpeggio (dove si producono ottimi formaggi). Tra le razze da tutelare perchè a rischio di estinzione… era stata oggetto di una domanda d’esame rivoltami dal professore di Zootecnia all’Università!

Nebbia, nebbia fitta… Se quest’anno frequenterò un po’ di più queste vallate, riuscirò ad apprezzarle anche con il sole? Per adesso il caso ha voluto che nel Biellese, in montagna, io abbia sempre incontrato giornate nebbiose, come questa.

Tra le foto che mi ha mandato Antonio, la sua preferita è questa di un allevatore e del suo cane: effettivamemente molto suggestiva da vedere, un po’ meno da vivere, perchè qui siamo alla fiera, ma il pensiero corre immediatamente a quelle lunghe, interminabili giornate trascorse al pascolo, immersi nella nebbia per ore ed ore.

Sempre da Oropa, queste strane campane con i loro collari in legno. Rimaniamo ancora un istante da quelle parti, spostandoci verso la Val Sesia, dove domenica 30 maggio ci sarà anche la fiera a Fobello, XII edizione della Fiera della Val Mastallone. Spero che qualcuno faccia un giro e mi mandi qualche foto, visto che non ho il dono dell’ubiquità e sarò a Fiumalbo, nelle stesse ore…