Brevi storie di “malate” di animali

A distanza di pochi giorni ho ricevuto due e-mail che mi hanno commossa e mi hanno resa più consapevole di come questo “non-lavoro” abbia comunque la sua importanza. Molto spesso rifletto su come lo scrivere non sia abbastanza concerto, per me, come professione. Però mi dimentico di tutti quelli che stanno dall’altra parte di uno schermo, di quelli che leggono i miei libri. Per fortuna qualcuno ogni tanto me lo ricorda inaspettatamente, come leggerete dagli estratti di queste due diverse lettere che ho ricevuto. Le immagini che utilizzo in questo post sono casuali e non riferite alle persone che mi scrivono. Ho tolto alcuni riferimenti per rispetto della privacy.

Valentina frequenta le Scuole Medie: “Quando la professoressa ci ha detto che dovevamo scrivere una lettera al nostro idolo, io ho subito pensato a te. Visto che tu scrivi molti libri sulla natura e sugli animali potresti venire a presentarli qui (…) dove hai già presentato il mio libro preferito “Di questo lavoro mi piace tutto”. Ricordo che a quella presentazione non ero potuta venire e io ero molto dispiaciuta. (…) Mio cugino mi ha fatto vedere il libro, quello fotografico e mi è piaciuto parecchio. (…) Avrei piacere che  tu quest’autunno potessi venire a fare le foto quando scendiamo con le mucche dei miei zii.

Stamattina invece ho letto la lettera di Gloria. “(…) ho quasi 18 anni. Le scrivo perchè la seguo da un po’ di tempo, soprattutto per il suo libro “Di questo lavoro mi piace tutto” e la stimo per tutta la passione che mette nel raccontare le storie di tanti giovani. Abbiamo comprato il suo libro a Luserna, alla fiera dei Santi, in cui veniamo tutti gli anni. Ma… ora si starà chiedendo perchè le dico tutto questo… La risposta è semplice: io mi ritrovo in parecchi di quei ragazzi!
Vivo in Val Trebbia, tra Genova e Piacenza, in un paesino che in inverno conta ben 15 abitanti e, da quando sono piccola, amo gli animali. La famiglia di mio papà li ha sempre avuti, a partire da mio nonno che aveva una sua stalletta di mucche fino ad arrivare a mio zio che adesso ne ha un centinaio. La nonna e la mamma fanno il formaggio, la ricotta e il burro e lo zio ogni tanto macella qualche vacca.

Io, da parte mia, ci ho sempre lavorato, e da quando ne ho avuto la possibilità ho iniziato a fare i miei primi acquisti: a 13 anni ho preso il mio primo cavallo e dato che non volevo lasciarlo da solo, ho preso una capretta. Da quel giorno la malattia è degenerata! Successivamente ne ho presa un’altra e, adesso, ne ho una decina. Sì, non sono tante ma, per ora, non posso permettermi di aumentare il numero anche perchè vado a scuola a Genova e ogni mattina mi sveglio alle 5:30 per poter arrivare in orario e arrivo a caso dopo le 16. Durante gli anni ho avuto di tutto, a partire dai conigli, fino ad arrivare ad un mulo. E’ una passione troppe grande! Ho passato la malattia per le capre anche al mio fratellino Simone che ha 10 anni e per fortuna mi da una mano lui. Mi aiuterà soprattutto quest’estate in cui non ci sarò per un mese e mezzo perchè ho deciso di andare a lavorare in alpeggio: non vedo l’ora d’ imparare cose nuove! Mi piace anche molto la fotografia, suonare e ballare.

Finite le superiori mi piacerebbe andare a studiare a Torino “Produzioni e Gestione degli Animali in Allevamento e Selvatici” ma, da qui all’anno prossimo potrei cambiare idea. Il mio sogno è quello di avere un mio allevamento di capre, non un numero esagerato ma il giusto, per poter aprire un punto vendita di tutti i nostri prodotti e magari collegarci un maneggio e/o un agriturismo…. Ma questi sono solo sogni. Per me l’importante è poter sopravvivere facendo quello che ti piace e poter lavorare con gli animali è quello che voglio!
Mi scuso per essermi dilungata parecchio ma mi faceva piacere raccontare a grandi linee l’amore che ho per questo fantastico mondo che è la montagna. Andrebbe valorizzato ma la maggior parte degli italiani non si rende nemmeno conto dell’importanza che ha questo mestiere così antico quanto fondamentale! Le bestie sono 100 volte meglio delle persone. La finisco qui perchè mi starà già odiando per tutto quello che ho scritto. Spero che continuerà a scrivere e non vedo l’ora di leggere il suo prossimo libro! Buona serata e scusi ancora.

Grazie ragazze! Grazie davvero e continuate così! Vi auguro tutto il meglio per il futuro.

Una risposta

  1. in questo giorno dedicato alle donne, questo 8 di marzo, come uomo l’unica parola sensata che mi viene da dire a tutte le donne è grazie! Ogni volta che mi sono messo in discussione, cercando di migliorarmi come persona, è grazie alle donne che mi sono vicino, perciò ancora grazie di tutto!

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