In giro con voi

Ultimamente “giro” meno di un tempo, ma per fortuna ci siete voi che mi mandate immagini e racconti da una parte all’altra dell’Italia e non solo.


Chiara, dalla Svizzera, ci consiglia la visione di questo video (in Tedesco) sul ritorno del lupo in Piemonte, dove possiamo anche vedere una “vecchia conoscenza”, il pastore Fulvio Benedetto.

(foto G.Gosso)

(foto G.Grosso)

(foto G.Grosso)

Invece l’amico Giacomo durante l’estate, è andato ad assistere ad una manifestazione che, a giudicare dalle immagini, richiama un gran pubblico: “Con alcuni  amici valchiusellesi sono stato all’altopiano del Renon (BZ)
ad assistere al rientro di mucche e cavalli dagli alti pascoli, evento che da
ottant’anni si tiene il 24 Agosto. Uno spettacolo unico, ti assicuro. Era una 
faticaccia, il viaggio, andata e ritorno, in giornata. Ma ne è valsa la pena.

(foto G.Grosso)

(foto G.Grosso)

Ancora con Giacomo, ma questa volta in Piemonte. “Dopo 27 anni sono tornato alla Fiera d’Oropa. Grande partecipazione di allevatori ed appassionati giunti anche dal Canavese e dalla Valle d’Aosta. Di grande pregio il bestiame esposto, per lo più della razza “pezzata rossa”, appunto d’Oropa. Nessuna graduatoria di merito, bensì un premio di partecipazione a tutti gli espositori (scelta, questa, che dovrebbe essere presa ad esempio e seguita, dagli organizzatori di altre rassegne bovine). Ecco perchè, a differenza di ciò che spesso accade altrove dove, dopo la premiazione, alcuni storcono  il naso ritenendosi penalizzato, altri polemizzano vivacemente, altri ancora alzano minacciosi il bastone (sì, succede anche questo). Il risultato è che coloro che pensano di aver  subito dei torti, l’anno successivo non espongono più gli animali.  Ad Oropa invece, mangiano, bevono e cantano, gomito a gomito, tutti insieme.

(foto G.Grosso)

Tra le bancarelle, affollata come al solito quella di Alberto, della “Taglio Avion”, la premiata sartoria bergamasca  che veste pastori e margari. Peccato che stavolta non avesse portato con sè i bastoni, ricurvi all’impugnatura, che suo padre modella da autentico maestro.

Per concludere, un po’ di attualità. Ahimè nel Canavese il pascolo vagante continua ad essere protagonista come “pascolo abusivo” e ciò rappresenta un danno non solo per i proprietari dei fondi che si trovano ad ospitare questi animali ed i loro pastori, senza aver concesso loro il permesso di pascolamento, ma anche per tutti i pastori onesti. Penso a cosa vuol dire costruirsi tutta una “rete” di contatti, ore ed ore a cercare i proprietari e/o i conduttori dei fondi, chiedere il permesso, eventualmente mettersi d’accordo per un compenso (ci sono zone dove l’erba si paga… e anche cara!). Tutto questo vanificato dalle “pecore nere”, perchè poi tutti i pastori vaganti sono abusivi, perchè poi i comuni mettono i divieti di pascolo e tu non puoi entrare nemmeno se hai il consenso del contadino…

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  1. Nella stragrande maggioranza dei casi i vaganti che transitano e sostano non sono residenti in quel comune. Un Sindaco, quando si trova a dover tutelare le esigenze di un cittadino, e soprattutto elettore, oppure quelle di un non residente penso non si faccia nemmeno venire il dubbio sul da farsi: mette un bel divieto.
    Nell’articolo si parla di mandrie e, essendi io del canavese, posso assicurarti che dopo il passaggio di centinaia di mucche, asini e cavalli, la situazione non è delle migliori. Soprattutto nelle zone in cui si irriga a scorrimento vengono lettalmente devastate tutte le canalette di scorrimento. Proprio non vedo il motivo per il quale uno dovrebbe ogni anno spendere tempo e denaro per andare a ripristinare danni fatti da altri e non autorizzati. Se a casa nostra qualcuno buttasse una mandria di cinghiali che ci devastano la nostra bella aiuola, così amorevolmente curata, non credo saremmo tanto contenti. Purtroppo il discorso delle “mele marce” vale per qualsiasi categoria e gli effetti sono deleteri per tutti. Buona erba a tutti.

      • Quando andavo io alle elementari (purtroppo lustri fà) la maestra assoldava il secchioncello/a di turno, suddivideva la lavagna con una riga verticale e scriveva da una parte BUONI e dall’altra CATTIVI. Durante l’assenza dell’insegnante il soggetto/a su citato riempiva i campi a sua discrezione e l’insegnante al ritorno dispensava elogi e punizioni. Chi si assume l’onere/onore di fare il secchioncello di turno nel pascolo vagante?, tenendo conto che non ne viene in tasca a nessuno.

      • ovvio che non può essere un pastore… ma esistono delle leggi, no? come mai in certe zone è così facile colpire il pastore che va a pascolare lungo i fiumi e fargli denunce per pascolo abusivo (penale!), multe, processi & C, mentre in altre c’è una specie di far-west?
        dove giriamo noi l’altro giorno eravamo 3 greggi nel raggio di 500m e ci sono anche altri che girano in zona. eppure mai nessun comune ha messo divieti di pascolo. può capitare l’incidente (non voluto), ma si va dal proprietario, si spiega e si sistema tutto. una sera spostandoci il gregge ha pestato un angolo di un prato (capita). avvisato, il padrone è venuto a vedere e ci ha concesso il pascolamento dell’intero pezzo.
        non si tratta di essere secchioni, si tratta di vivere civile (e rispetto). quando mancano, intervengano quelli con la divisa e siano inflessibili!

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