Dopo la neve, aspettando la primavera

Viene quel momento in cui i giorni iniziano a scivolare via, arriva la primavera e già pensi a quando inizierai a spostarti verso la montagna. Solo qualche settimana fa eri ancora lì a preoccuparti per la neve, se poteva esserci il pericolo di dover fermare le pecore, e adesso invece già parli di alpeggio.

La neve, quella dell’ultima nevicata, alla fine è anche stata una benedizione per tanti motivi. Adesso la ricordi solo più come sfondo per le immagini e sembra quasi incredibile che, poco più di una settimana fa, affondavi con gli scarponi in tutta quella massa bianca.

Se n’è poi andata più velocemente di quanto era arrivata, lasciando quasi ovunque una leggera ombra verdina, quella dell’erba nuova che, grazie al terreno non gelato ed all’umidità, iniziava a germogliare. Persino i boschi iniziavano a tingersi di verde, a volte anche prima di certi prati.

C’era ancora qualche chiazza bianca al fondo di alcune conche più fredde, ma sui versanti esposti al sole qua e là le chiazze verdi attiravano le pecore come calamite. Tecnicamente è ancora inverno, ma ormai non ci sarà più da preoccuparsi per la neve. Per qualche pastore la stagione che sta terminando può quindi essere archiviata come buona, almeno dal punto di vista meteo. Per altre cose magari un po’ meno… ma ci si augura che la Pasqua imminente aiuti ad aggiustare un po’ i conti, visto che a Natale le vendite sono state davvero pessime.

La nuova erba fa capolino qua e là, il sole inizia ad essere tiepido, talvolta persino caldo, anche se il cielo spesso in questi giorni è velato. Dovrebbe piovere a breve e questo sarà insieme un bene ed un male. Un bene per far “muovere” tutta la vegetazione, un male per quei prati dove l’erba secca, una volta umida di pioggia, verrà rifiutata dagli animali.

Per fortuna che, tra l’uno e l’altro di quei prati magri quasi abbandonati, ci sono boschi ricchi di querce, con tante ghiande al suolo, tra le foglie. Le pecore ne sono ghiotte e ricavano dai frutti secchi un ottimo nutrimento energetico. Basta vedere come si “fermano” nel bosco, più che non in un prato di erba verde! Senti solo più il fruscio delle foglie ed il loro masticare soddisfatto.

Molti di quei prati hanno sì e no visto un unico taglio in tutto l’anno, dopo il passaggio del gregge la primavera precedente, ed adesso l’erba nuova è soffocata da tutto il secco. Territori che un tempo erano risorsa per la piccola economia locale oggi sono quasi abbandonati, tra case chiuse non più abitate e villette dove durante il giorno non resta nessuno. Spesso è difficile persino individuare i proprietari per chiedere il permesso di pascolare… Eppure meglio farlo, perchè potrebbe sempre saltar fuori qualcuno che si lamenta della “pulizia” operata dal gregge.

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