L’arrivo nei pascoli

Pascolando qua e là, ma bisognava portare a termine quello spostamento per raggiungere il comune nei cui pascoli ci si sarebbe fermati per qualche settimana. Non che, una volta giunti a destinazione, i prati sarebbero stati tutti vicini, però non ci sarebbe più stato da fare grossi spostamenti da un paese all’altro.

Faceva caldo, in quei giorni. Così caldo che, anche se si pensava di partire ad un’ora, il Pastore aveva poi preferito posticipare, perchè faceva per l’appunto troppo caldo per mettersi in cammino. Lo spostamento non era lunghissimo, giusto un paio di chilometri o forse nemmeno.

Un tratto di ciclostrada, l’attraversamento dello stradone che porta a Frossasco, ancora ciclostrada, poi si svolta in una vasta stoppia piena di erba verde. Per quel pomeriggio/sera ci si fermava lì. L’indomani ancora pascolo in zona e poi, verso il tardo pomeriggio, l’ultimo tratto di cammino.

Per fortuna il giorno successivo il cielo era coperto, così il caldo era meno intenso e ci si poteva mettere in marcia senza troppi problemi nel pomeriggio. Le pecore avevano pascolato e si erano dissetate lungo il torrente: più erano sazie, meno sarebbe stato difficile spostarle tra campi e prati.

Un tratto di strada, una sosta a pascolare ancora, un altro tratto di strada. Il gregge non era ancora tanto abituato a seguirmi, ma pian piano iniziava a riconoscere anche il mio richiamo. La temperatura era ideale per compiere questo cammino. Di lì a poco ci sarebbe stato da attraversare due volte una strada piuttosto trafficata, ma, superato quel tratto, le difficoltà sarebbero terminate.

Il gregge, una lunga fila in cammino. C’erano anche numerosi agnelli, alcuni dei quali erano stati caricati sul furgone al seguito. In fondo al gregge comunque c’era la solita confusione delle mamme che cercavano i loro piccoli, li chiamavano e, a volte, si giravano anche nel verso opposto, rallentando la marcia.

Sembrava di essere ormai a buon punto, ma intanto la strada era ancora lunga. Per fortuna le pecore avevano già ben pascolato, nel punto di arrivo le attendeva un prato , ma c’erano ancora numerosi passi da fare. Quest’anno il gregge arrivava da queste parti in ritardo rispetto all’anno precedente, ed anche la sua permanenza sarebbe stata più breve.

Una piccola discesa, poi una salita, quindi ancora un’altra discesa e finalmente si sarebbe arrivati a destinazione. Chi era venuto ad aiutare a spostare il gregge aveva fretta di rientrare, così bisognava portare velocemente l’auto con le reti e gli agnelli a destinazione per lasciar tutti liberi di tornare alle proprie occupazioni.

In questa stagione i boschi sono una salvezza, perchè ormai gli animali trovano di che pascolare ovunque. Il Pastore attende il mio ritorno, poi si risale la pista tra gli alberi. Ormai il cammino è noto, non è più come lo scorso anno quando ogni passo era su di un terreno sconosciuto.

E finalmente ecco il prato. Nonostante abbiano già mangiato abbondantemente lungo tutto il viaggio, le pecore si gettano fameliche sull’erba e, un po’ quella stessa sera, un po’ nella notte, ormai chiuse nel recinto, lo pascoleranno interamente, con gran gioia del proprietario, che non dovrà più pulirlo con mezzi meccanici.

In cammino, di nuovo

Come vi avevo detto, in queste settimane temporaneamente sono tornata in cammino con un gregge. Già lo scorso anno il Pastore aveva trascorso dalle mie parti le ultime settimane prima di salire in alpeggio.

Così si riprende, per qualche tempo, a fare un po’ di vita da pastore. C’è da arrivare nel mio paese, ma ben sappiamo che il pascolo vagante è sempre ricco di imprevisti e decisioni prese all’ultimo momento. Così già il primo giorno non tutto va come doveva andare, ma le variazioni questa volta sono fortunatamente positive. Si parte dalla collina di Pinerolo e ci si incammina.

E’ una mattinata di sole abbastanza caldo. Il gregge parte e si incanala alle spalle del pastore. Le pecore camminano ordinatamente sulla strada che passa tra prati è campi. E’ un percorso misto, destinato sia ai mezzi agricoli, sia alle biciclette, ma in quel momento sono le pecore ad occuparla completamente.

Di tanto in tanto si attraversa una strada più trafficata, un’area industriale o artigianale, ma quel mattino sembrava ci fosse davvero poco movimento. E così il cammino del gregge continuava. Si pensava di completare lo spostamento in due tappe, arrivando il giorno successivo nei pascoli del mio paese, ma…

Ovviamente bisognava fare qualche tappa per sfamare il gregge, altrimenti sarebbe stato troppo difficile spostarlo senza arrecare danni alle coltivazioni. C’erano ancora parecchie stoppie dove i trattori non erano ancora arrivati ad arare per preparare il terreno per le coltivazioni successive, così si poteva approfittare per fare qualche breve sosta.

Poi però le soste si allungano e, mentre il gregge pascola, il pastore va a vedere altri pezzi da pascolare. I contadini non hanno niente in contrario al pascolamento di queste stoppie o prati che poi verranno arati e riseminati, così è meglio approfittarne.

Quando il Pastore torna dalla sua perlustrazione, gli aiutanti per la “transumanza” vengono congedati. Per quel giorno il gregge resta lì e anche il giorno successivo continuerà a pascolare in zona, rimandando così la seconda tappa per arrivare a Cumiana. Questi sono i piacevoli e positivi imprevisti delle giornate del pastore vagante.

Non scrivo, ma…

Vi chiedo scusa per la temporanea assenza da queste pagine. In questi giorni sono impegnata… sul campo!

E’ arrivato il gregge del Pastore nel mio paese, così per alcuni giorni torno alla pastorizia, dando una mano. Ovviamente, se sono tra strade e pascoli, non riesco ad essere anche davanti al pc per aggiornare queste pagine, ma provvederò prossimamente.

Ieri abbiamo sfiorato il centro del paese per spostarci verso altre zone di pascolo, così per questo tratto abbiamo avuto bisogno di assistenza extra dal momento che si percorrevano strade più trafficate. Mentre faceva le segnalazioni per bloccare le auto… mio papà ha avuto anche modo di scattarmi qualche foto. Eccole qui!

Anche Grey, il mio cane, è felice di rendersi utile per quello che è il suo lavoro, essere un cane da pastore… Ci rivediamo presto qui con altre storie di pascolo vagante…

La campagna a fine inverno

Sta finendo un inverno mai iniziato sul serio. La neve non si è praticamente mai fatta vedere, anche la pioggia ha dato ben poco fastidio, solo qualche giorno adesso, dopo settimane e mesi di quasi totale siccità. In fondo l’erba nei prati e nelle stoppie non è mai mancata. Presto arriverà davvero la primavera, l’erba non solo nei prati, ma anche nei boschi e lungo i fiumi.

Dove le pecore avevano dormito, “pascolavano” gli aironi. Il gregge ha sempre un suo seguito, animali che trovano da mangiare dopo il suo passaggio. Oltre agli aironi bianchi e un cenerino, sono numerosi anche gli uccelli più piccoli, ballerine ed altri ancora. Anche questa è biodiversità.

Il gregge è già più avanti nella campagna. Le pecore con gli agnelli sono in stalla, quindi il Pastore riesce a spostarsi anche da solo, se si tratta semplicemente di attraversare stoppie, campi arati e percorrere strade di campagna sterrate, dove intorno non vi è il grano già nato.

Il terreno porta ancora le tracce delle piogge dei giorni precedenti. Non si può sicuramente andare a pascolare nei prati nuovi e nel loietto, bisogne cercare stoppie, incolti o altre zone dove il gregge non faccia danno, con il terreno fangoso che c’è da queste parti.

Si riparte in mezzo ai campi: l’inverno secco e senza neve ha fatto sì che i contadini riuscissero ad arare tantissime stoppie del mais, quindi un po’ ovunque ci sono solo distese di terra scura senza più niente da pascolare. Il gregge segue tranquillo, le pecore hanno mangiato abbondantemente e non c’è nemmeno molto da pascolare lungo la strada.

C’è un primo attraversamento dell’asfalto da affrontare. La strada è larga, il traffico non è eccessivo, ma è meglio controllare che non succedano incidenti. Una volta che tutte le pecore sono dall’altra parte, prendo il furgone e vado a ritrovare il gregge dove interseca nuovamente una strada.

Le pecore arrivano in mezzo ai campi e attraversano anche la seconda strada, poi proseguono nella pianura. Il Pastore mi spiega più o meno dove devo andare, non sa nemmeno lui dove riuscirà a passare tra i campi arati. Il cielo è limpido e l’aria nemmeno troppo fredda, anche se le previsioni annunciavano, per i giorni successivi, vento e calo delle temperature.

…poi guarda all’orizzonte in direzione del torrente e dovresti vedermi comparire…“, queste erano state le parole del Pastore. Già capire dov’è il torrente, in pianura, non è semplice. Per fortuna non era una giornata di nebbia. Lì il terreno è un po’ più sabbioso, quindi si riesce ad attraversare anche camminando sui campi arati. Finalmente ecco il gregge, una lunga fila chiara tra cascine, alberi e campi. Sempre meno alberi. Un tempo qui c’erano numerosi pioppeti, ma pian piano sono stati tagliati e non ne hanno ripiantati altri.

Ancora un tratto di strada asfaltata prima della destinazione. Il Pastore un tempo aveva tutta la sua zona di pascolo da queste parti, ma il taglio dei pioppeti ha privato il suo gregge di buona parte del pascolamento primaverile. Prati e campi, campi e prati, le pecore devono trovare altrove una zona per trascorrere la parte della stagione che precede la salita in montagna.

Per quel giorno la meta è un vasto incolto. O meglio, si trattava di un prato seminato ad erba medica, dove però quest’erba non è nata, per cui a breve il contadino passerà l’aratro e provvederà a riseminare. Prima quindi ha chiesto al pastore se voleva far pascolare le erbe infestanti cresciute sul terreno. Il gregge non sembra molto soddisfatto, mangia solo quel che piace di più, ma lo spazio è tanto, quindi troverà di che sfamarsi a sufficienza. L’indomani si vedrà…

Come dare le notizie

Articoli a confronto… Il giornalismo dovrebbe essere un mestiere serio, ma ormai ci sono così tanti posti dove si cerca di fare informazione, specialmente on-line, che si incontra un po’ di tutto. Iniziamo da notizie locali.

(foto G.Agù)

12 febbraio 2016, breve articolo sulla versione on-line dell’Eco del Chisone:Una mandria di mucche a spasso tra le auto in corso Torino a Pinerolo. E’ successo questo pomeriggio in pieno centro: il traffico si è fermato per pochi minuti e gli automobilisti e i pedoni di passaggio si sono goduti lo spettacolo.” Ovviamente si trattava della mandria di manze della famiglia Agù che, terminata l’erba dei prati, rientrava nella cascina di San Pietro Val Lemina. Momento di lavoro e non “mucche a spasso”. Chi legge e non sa potrebbe pensare forse che gli allevatori, ogni tanto, portano a spasso i bovini, così come si fa con i cani.

(foto dpa – Berliner Kurier)

Cambiamo stato, andiamo in Germania. Pascolo vagante a Berlino. Non conosco il Tedesco, ma il traduttore di Google ci permette di comprendere il succo di questo articolo. “…il pastore Knut Kucznik camminava con il suo gregge gigante. Naturalmente, non per divertimento – Kucznik ha portato 600 animali da un pascolo in Ahrensfelde ad un prato a Berlino. Lungo la strada ha superato anchela zona residenziale di Marzahn – e raccolto sguardi increduli. Gli animali sono arrivati ​​sani e salvi a destinazione. Hanno dovuto attraversare anche la B158 e un terrapieno ferroviario.” Avete notato niente? Quel “naturalmente non per divertimento” (Natürlich nicht zum Spaß) che fa la differenza con l’articolo di Pinerolo.

Altra notizia che circola in rete e che viene ripetutamente condivisa. Lombardia, si rinnovano i contratti degli alpeggi in gestione all’ERSAF, ente regionale che gestisce numerose malghe. Niente di strano, in Piemonte ci sono soprattutto alpeggi comunali, per quello che concerne la proprietà pubblica, e vanno all’asta singolarmente. In Lombardia evidentemente vanno all’asta “in blocco”, si parla di 33 alpeggi, ma la notizia in certi siti viene ripresa e presentata un po’ come se si trattasse di una novità. In questo articolo già si parte con “…l’ERSAF concede 33 alpeggi collocati all’interno delle foreste della Lombardia…” (sì, è verò, l’ERSAF è l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste, ma le malghe generalmente più che tra le foreste, sono tra i pascoli!). Poi si prosegue con questo tono: “Siete manager in carriera ma il vostro sogno è sempre stato quello di diventare bovari? Avete la passione per la campagna, le transumanze, la mungitura del latte? Occhi aperti allora, perché c’è un bando che fa al caso vostro.” Francamente io mi auguro che possano continuare ad essere utilizzati dai pastori e malgari che già li affittavano, per evitare che restino senza montagna per la stagione estiva. Poi ben venga ogni progetto di valorizzazione e stiano lontani i vari speculatori a caccia di ettari e contributi. Comunque, qui vi sono i bandi per le aste pubbliche delle malghe. Se siete manager in carriera e volete cambiare vita… prima andate a fare una stagione in alpe come aiutante, giusto per capire come stanno le cose, poi allora magari…

Troppe pecore? Troppi pastori?

Ieri ho letto un articolo on-line: siamo nella provincia di Udine e si parla di danni a causa dell’invasione delle pecore. “(…) era presenza gradita, momento simpatico. Negli ultimi periodi, però, la situazione è cambiata radicalmente. Le greggi, che provengono da Veneto e Trentino, sono diventate tre, quattro, perfino cinque: e si parla di 1.500, addirittura 2 mila pecore per volta che i pastori fanno passare e sostare senza criterio né attenzione su terreni che non avrebbero titolo a occupare (…)” Come mai, che interesse avrebbero tanti pastori a passare nello stesso posto? Commenta Verdiana Morandi: “Non scordiamoci dei miopi piani di gestione di sic e zps che bloccano l’accesso a certe aree “storiche” per la transumanza e costringono i pastori a mutare i loro percorsi… Chiaro e’ che nessuno va e riesce a mangiare dove è già passato un altro…

Dopo questa premessa, passo alle foto dell’amico Leopoldo, che spesso mi aggiorna anche sulla difficile situazione che pastori Trentini e Veneti incontrano in Veneto.  Immagini di marzo 2015.

Sempre Roberto Paterno e Sandra il giorno dell’eclisse e del passaggio sul
ponte del fiume Brenta fra San Giorgio in Bosco e Piazzola sul Brenta. Si poteva fare di meglio, però sai, le pecore avanzano e bisogna decidere in pochi secondi… farò meglio l’anno prossimo. Riguardo a questa foto è un fotomontaggio perché era impossibile mettere a fuoco l’eclisse e il gregge. Sono due foto contemporanee separate e montate.

(foto L.Marcolongo)

(foto M. Mahlknecht)

Qui invece siamo con Markus sempre nella primavera 2015. “Tanti saluti dal Livenza, un fiume tra il Veneto e il Friuli, mi trovo abbastanza bene, gente un pò cruda ma anche aperta a nuove persone e caratteri, seguo con piacere i tuoi articoli“.

(foto M. Mahlknecht)

Meduna al Livenza, aprile 2015. Anche per questa stagione Markus ha trovato impiego presso un pastore vagante. Buon proseguimento a tutti, io mi avvio alla conclusione (spero) della correzione delle mie bozze.

Scusate se non scrivo

Continuo a rileggere e correggere le bozze del mio prossimo libro. La casa editrice mi ha chiesto integrazioni al testo che avevo inviato, quindi non ho tempo di andare in giro a cercare “altre storie” e… a dire il vero nemmeno tanta ispirazione per scrivere altro qui, visto che già lo sto facendo su altre pagine, sempre sugli stessi temi. Perdonatemi… continuo a ricorrere alle immagini degli amici.

Siamo sempre con Leopoldo e i suoi amici pastori. “Hai visto che tecnologico è Corrado Andriollo? Non avevo mai visto pannelli solari dai pastori. C’era anche la moglie.

Le foto successive sono del gregge di un altro pastore, sempre fotografato nel marzo 2015. Siamo a San Giorgio in Bosco (PD).

Alcune foto sul pastore Roberto Paterno e Sandra. Ha un gregge molto grosso, più di 1.500 pecore. L’avevo già fotografato nel 2013, senza sapere chi era.

(tutte le immagini di L.Marcolongo)

Abbiate pazienza… prima o poi tornerò con i miei “soliti” articoli. Chiunque abbia foto e storie da raccontare può comunque mandarmele e io le pubblicherò.

Pastorizia difficile

Immagini dell’anno scorso. Così mi scriveva l’amico Leopoldo: “Allego una selezione delle foto fatte al Pastore Corrado Andriolo il 6 marzo 2015 a Santa Giustina in Colle (PD). Andriolo è un pastore non più giovane che ha difficoltà a trovare nuovi corridoi e così resta in zona. Divieti di sindaci, pochi pascoli, rendono sempre più problematica la sopravvivenza della transumanza. I pastori più giovani invece si spingono fino a Mestre (VE) lungo i canali.

(tutte le immagini sono di L.Marcolongo)

Pochi giorni dopo Leopoldo mi ha inviato la copia di un verbale ricevuto proprio da questo pastore. I motivi? Sempre gli stessi… Comuni che vietano il passaggio e… da qualche parte bisogna pur passare!! “Ne avrai visto molti verbali sui pastori. Corrado ha detto che il suo veterinario ha fatto ricorso, ma è molto preoccupato. L’anno prossimo anche lui cesserà l’attività, un po’ per la salute, più che altro per le angherie cui si sente sottoposto.” Chissà se Corrado ha smesso davvero o la passione lo porta a continuare comunque, nonostante tutto?

Un tardo pomeriggio al pascolo

Più o meno i posti sono quelli, quindi guido con un occhio alla strada e uno ai prati circostanti. Vedo prima un gregge abbastanza grosso, ma non è quello che sto cercando, che individuerò poco dopo, nei prati accanto alla strada.

La giornata è alla fine: anche se le ore di sole stanno aumentando, il pomeriggio è ancora breve. Mi sono attardata altrove a chiacchierare e così arrivo da Giovanni mentre il sole sta tramontando. Il vento in pianura è finalmente cessato, ma soffia ancora in montagna, così nel cielo si rincorrono veloci delle nuvolette che assumono via via colori e forme diverse.

Il gregge pascola tranquillo, anche se il pastore mi dice che, in giornata, le pecore hanno già mangiato parecchio mais nelle stoppie, quindi gli animali sono più nervosi e tendono a voler andare sempre avanti, in pezzi nuovi. Il gregge si è ridotto nei numeri rispetto ad un tempo, ma gli animali sono sempre belli come qualità e come stato di salute.

Le nuvole si rincorrono in cielo. La notte precedente, non lontano di lì, favoriti dal vento e (probabilmente) dalla mano di qualcuno, si erano sviluppati alcuni incendi che avevano portato addirittura alla chiusura dell’autostrada. Non è stato un brutto inverno per i pastori vaganti: nelle stoppie il mais non è marcito o ammuffito, non c’è stata neve o fango, però le montagne intorno con i loro pendii secchi e le evidenti chiazze di nero dov’è passato il fuoco in questi mesi di siccità sono strane, innaturali.

Come sempre da quelle parti la concentrazione di greggi è elevata, ma Giovanni non si lamenta. Non ha più bisogno di girare tanto con quel numero di animali. L’aria cambia dopo il tramonto, fa più freddo, le previsioni parlano di una perturbazione in arrivo e sarebbe la prima di questo inverno. Probabilmente non si vedrà la neve, fa troppo caldo… Ma anche se fosse neve, ormai è febbraio.

Per i pastori è ora di riportare il gregge al recinto, per me di rientrare a casa. Le capre non hanno ancora iniziato a partorire, cercherò di fare una visita quando ci saranno i capretti. Scende la sera, dalla quiete senza tempo del pascolo vagante, poche decine di minuti dopo mi ritroverò imbottigliata nel traffico caotico della tangenziale. L’incredibile coesistere di mondi così diversi, nel XXI secolo…

Un odore pazzesco e cacca di pecora ovunque!!

Lo so, ben altri sono i problemi che affliggono questo paese. Per lo meno questo mio blog da sempre si occupa di allevamento e pastorizia, quindi sono giustificata se pubblico certe notizie “ridicole”. E’ invece un po’ più grave che un’amministrazione comunale di un paese fondamentalmente “rurale” abbia un Sindaco che definisce “allucinante” il passaggio di un gregge nel suo Comune.

Facciamo un passo indietro. Per il post di oggi mi appoggio alle bellissime immagini del fotografo Roberto Cilenti, grazie al quale su facebook spesso seguo in modo virtuale il cammino di alcune greggi che non ho mai incontrato dal vivo. Questo è il gregge “incriminato”. Era l’8 di gennaio e pecore, asini, cani e pastori stavano scendendo su Verres. Questo stesso gregge era stato anche protagonista di un servizio di “atmosfera natalizia” al tg regionale (RAI) durante le feste. Il pastore, un mestiere antico, la transumanza, belle parole.

Il gregge era sceso, ormai in Valle non c’era più nulla e inoltre aveva nevicato. La stagione era durata ben più del solito, bisognava portarsi verso la pianura. Roberto segue la transumanza, il gregge passa a Verres. Un paese, strade asfaltate, marciapiedi, traffico. Anche altri immortalano il fiume bianco e pubblicano le foto sui social network.

nei pressi di Pont St. Martin

Poi il cammino prosegue ancora, molti spostamenti avvengono di notte, anche per non intralciare eccessivamente il transito delle auto e tutte le varie attività. Mentre continuiamo ad apprezzare le immagini di altri tratti della discesa, veniamo però a quel che è successo quando il gregge era ormai in Piemonte. Ieri sera leggo un articolo, stamattina un altro. “Pavone Canavese, pastore multato per aver attraversato il centro con mille pecore. Forse aveva perso la strada o, probabilmente, non sapeva che transitare in pieno centro abitato con un gregge di mille pecore non è affatto una buona idea, oltre che essere vietato dalla legge. Sta di fatto che ora sarà costretto a pagare ben 600 euro di multa. Il protagonista di questa curiosa vicenda è un 30enne di Oglianico che, nella notte tra martedì e mercoledì, ha pensato bene di passare nel centro di Pavone Canavese – 4mila scarsi abitanti in provincia di Torino – accompagnato da un migliaio delle sue pecore a cui si aggiungevano numerose mucche. Un transito che non è certo passato inosservato, specialmente per i “ricordi” lasciati sull’asfalto dal suo bestiame.” (da torinotoday.it, qui l’articolo completo)

(nei pressi di Donnas)

L’articolo è scritto con un tono ironico del tutto inappropriato. Perso la strada? E il passaggio nel centro del paese NON E’ vietato per legge. Altrimenti come la mettiamo con tutti gli altri paesi attraversati? Chi “frequenta” questo blog sa bene come stanno le cose: le leggi esistenti mal si accordano con il pascolo vagante o comunque con la movimentazione di greggi e mandrie sulle strade. Nessuno fa rispettare (per fortuna!!) certi vincoli assurdi, tipo la necessità di tenere la mezzeria o il numero di persone e cani che vorrebbe il codice della strada.

Attilio e Piero

Nel secondo articolo si dice che la multa è stata doppia: “A suo carico sono state notificate ben due multe: una da duecento euro emessa dal Comune di Pavone per le condizioni di sporcizia in cui ha lasciato le strade in cui è transitato con gli animali, più una seconda da 400 euro verbalizzato dalla Forestale di Settimo Vittone che gli ha contestato il mancato permesso al passaggio dell’Asl. Il fatto è avvenuto all’una di notte, tra martedì e mercoledì scorsi. Mentre tutti dormivano, il pastore dell’Alto Canavese ha imboccato la strada direzione Bennet, è entrato a Pavone, e si è diretto verso località Dossi.” (da La Sentinella del Canavese, qui l’intero articolo). Sul permesso niente da dire: c’è la legge, bisogna presentare la domanda di pascolo vagante indicando i Comuni che si attraverseranno e quelli in cui si farà sosta per pascolare. Ma la “sporcizia” sulle strade???

il gregge e il Forte di Bard

“…La mattina dopo il sindaco Alessandro Perenchio, prima di raggiungere il municipio, è stato sommerso dalle lamentele dei commercianti, furibondi. «Non ero ancora entrato in Comune e già mi arrivavano le proteste sacrosante dei negozi – ha raccontato il sindaco –. C’era un odore pazzesco e cacca di pecora ovunque. Un tappeto. Allucinante». Mentre i cantonieri, bontà loro, hanno ricevuto l’incarico di ripulire il paese, sindaco e vigili hanno pensato al resto. «Lo abbiamo trovato di lì a poche ore seguendo le tracce lasciate dal gregge»…” D’inverno, di notte, un gregge può produrre questo “odore pazzesco”? E quanto sterco possono aver lasciato le pecore? L’altro giorno vi ho mostrato le foto storiche delle pecore e vacche in centro a Torino… Quando passavano animali, la gente si precipitava fuori a raccogliere il prezioso concime per i vasi di fiori! Adesso lo andiamo a comprare in sacchi sigillati… Spero che il Comune di Pavone Canavese abbia auto ecologiche… Spero che a Pavone Canavese non vi siano buche nelle strade, immondizia scaricata in giro. Per chi non conoscesse la zona, questo è Pavone Canavese, giusto per capire che non si tratta di una metropoli. Tra l’altro, leggo che il Sindaco, in precedenza, ha svolto l’incarico di Assessore all’Agricoltura! L’amico Leopoldo dal Veneto comunque mi scrive dicendomi che, dalle sue parti, ad un pastore per lo stesso motivo è stata fatta una multa di oltre 900 euro. Ricordiamoci sempre che “…dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”. Mi viene quasi voglia di mandare questa canzone al Sindaco, che ne dite?