Scusate se non scrivo

Continuo a rileggere e correggere le bozze del mio prossimo libro. La casa editrice mi ha chiesto integrazioni al testo che avevo inviato, quindi non ho tempo di andare in giro a cercare “altre storie” e… a dire il vero nemmeno tanta ispirazione per scrivere altro qui, visto che già lo sto facendo su altre pagine, sempre sugli stessi temi. Perdonatemi… continuo a ricorrere alle immagini degli amici.

Siamo sempre con Leopoldo e i suoi amici pastori. “Hai visto che tecnologico è Corrado Andriollo? Non avevo mai visto pannelli solari dai pastori. C’era anche la moglie.

Le foto successive sono del gregge di un altro pastore, sempre fotografato nel marzo 2015. Siamo a San Giorgio in Bosco (PD).

Alcune foto sul pastore Roberto Paterno e Sandra. Ha un gregge molto grosso, più di 1.500 pecore. L’avevo già fotografato nel 2013, senza sapere chi era.

(tutte le immagini di L.Marcolongo)

Abbiate pazienza… prima o poi tornerò con i miei “soliti” articoli. Chiunque abbia foto e storie da raccontare può comunque mandarmele e io le pubblicherò.

Pastorizia difficile

Immagini dell’anno scorso. Così mi scriveva l’amico Leopoldo: “Allego una selezione delle foto fatte al Pastore Corrado Andriolo il 6 marzo 2015 a Santa Giustina in Colle (PD). Andriolo è un pastore non più giovane che ha difficoltà a trovare nuovi corridoi e così resta in zona. Divieti di sindaci, pochi pascoli, rendono sempre più problematica la sopravvivenza della transumanza. I pastori più giovani invece si spingono fino a Mestre (VE) lungo i canali.

(tutte le immagini sono di L.Marcolongo)

Pochi giorni dopo Leopoldo mi ha inviato la copia di un verbale ricevuto proprio da questo pastore. I motivi? Sempre gli stessi… Comuni che vietano il passaggio e… da qualche parte bisogna pur passare!! “Ne avrai visto molti verbali sui pastori. Corrado ha detto che il suo veterinario ha fatto ricorso, ma è molto preoccupato. L’anno prossimo anche lui cesserà l’attività, un po’ per la salute, più che altro per le angherie cui si sente sottoposto.” Chissà se Corrado ha smesso davvero o la passione lo porta a continuare comunque, nonostante tutto?

Un tardo pomeriggio al pascolo

Più o meno i posti sono quelli, quindi guido con un occhio alla strada e uno ai prati circostanti. Vedo prima un gregge abbastanza grosso, ma non è quello che sto cercando, che individuerò poco dopo, nei prati accanto alla strada.

La giornata è alla fine: anche se le ore di sole stanno aumentando, il pomeriggio è ancora breve. Mi sono attardata altrove a chiacchierare e così arrivo da Giovanni mentre il sole sta tramontando. Il vento in pianura è finalmente cessato, ma soffia ancora in montagna, così nel cielo si rincorrono veloci delle nuvolette che assumono via via colori e forme diverse.

Il gregge pascola tranquillo, anche se il pastore mi dice che, in giornata, le pecore hanno già mangiato parecchio mais nelle stoppie, quindi gli animali sono più nervosi e tendono a voler andare sempre avanti, in pezzi nuovi. Il gregge si è ridotto nei numeri rispetto ad un tempo, ma gli animali sono sempre belli come qualità e come stato di salute.

Le nuvole si rincorrono in cielo. La notte precedente, non lontano di lì, favoriti dal vento e (probabilmente) dalla mano di qualcuno, si erano sviluppati alcuni incendi che avevano portato addirittura alla chiusura dell’autostrada. Non è stato un brutto inverno per i pastori vaganti: nelle stoppie il mais non è marcito o ammuffito, non c’è stata neve o fango, però le montagne intorno con i loro pendii secchi e le evidenti chiazze di nero dov’è passato il fuoco in questi mesi di siccità sono strane, innaturali.

Come sempre da quelle parti la concentrazione di greggi è elevata, ma Giovanni non si lamenta. Non ha più bisogno di girare tanto con quel numero di animali. L’aria cambia dopo il tramonto, fa più freddo, le previsioni parlano di una perturbazione in arrivo e sarebbe la prima di questo inverno. Probabilmente non si vedrà la neve, fa troppo caldo… Ma anche se fosse neve, ormai è febbraio.

Per i pastori è ora di riportare il gregge al recinto, per me di rientrare a casa. Le capre non hanno ancora iniziato a partorire, cercherò di fare una visita quando ci saranno i capretti. Scende la sera, dalla quiete senza tempo del pascolo vagante, poche decine di minuti dopo mi ritroverò imbottigliata nel traffico caotico della tangenziale. L’incredibile coesistere di mondi così diversi, nel XXI secolo…

Un odore pazzesco e cacca di pecora ovunque!!

Lo so, ben altri sono i problemi che affliggono questo paese. Per lo meno questo mio blog da sempre si occupa di allevamento e pastorizia, quindi sono giustificata se pubblico certe notizie “ridicole”. E’ invece un po’ più grave che un’amministrazione comunale di un paese fondamentalmente “rurale” abbia un Sindaco che definisce “allucinante” il passaggio di un gregge nel suo Comune.

Facciamo un passo indietro. Per il post di oggi mi appoggio alle bellissime immagini del fotografo Roberto Cilenti, grazie al quale su facebook spesso seguo in modo virtuale il cammino di alcune greggi che non ho mai incontrato dal vivo. Questo è il gregge “incriminato”. Era l’8 di gennaio e pecore, asini, cani e pastori stavano scendendo su Verres. Questo stesso gregge era stato anche protagonista di un servizio di “atmosfera natalizia” al tg regionale (RAI) durante le feste. Il pastore, un mestiere antico, la transumanza, belle parole.

Il gregge era sceso, ormai in Valle non c’era più nulla e inoltre aveva nevicato. La stagione era durata ben più del solito, bisognava portarsi verso la pianura. Roberto segue la transumanza, il gregge passa a Verres. Un paese, strade asfaltate, marciapiedi, traffico. Anche altri immortalano il fiume bianco e pubblicano le foto sui social network.

nei pressi di Pont St. Martin

Poi il cammino prosegue ancora, molti spostamenti avvengono di notte, anche per non intralciare eccessivamente il transito delle auto e tutte le varie attività. Mentre continuiamo ad apprezzare le immagini di altri tratti della discesa, veniamo però a quel che è successo quando il gregge era ormai in Piemonte. Ieri sera leggo un articolo, stamattina un altro. “Pavone Canavese, pastore multato per aver attraversato il centro con mille pecore. Forse aveva perso la strada o, probabilmente, non sapeva che transitare in pieno centro abitato con un gregge di mille pecore non è affatto una buona idea, oltre che essere vietato dalla legge. Sta di fatto che ora sarà costretto a pagare ben 600 euro di multa. Il protagonista di questa curiosa vicenda è un 30enne di Oglianico che, nella notte tra martedì e mercoledì, ha pensato bene di passare nel centro di Pavone Canavese – 4mila scarsi abitanti in provincia di Torino – accompagnato da un migliaio delle sue pecore a cui si aggiungevano numerose mucche. Un transito che non è certo passato inosservato, specialmente per i “ricordi” lasciati sull’asfalto dal suo bestiame.” (da torinotoday.it, qui l’articolo completo)

(nei pressi di Donnas)

L’articolo è scritto con un tono ironico del tutto inappropriato. Perso la strada? E il passaggio nel centro del paese NON E’ vietato per legge. Altrimenti come la mettiamo con tutti gli altri paesi attraversati? Chi “frequenta” questo blog sa bene come stanno le cose: le leggi esistenti mal si accordano con il pascolo vagante o comunque con la movimentazione di greggi e mandrie sulle strade. Nessuno fa rispettare (per fortuna!!) certi vincoli assurdi, tipo la necessità di tenere la mezzeria o il numero di persone e cani che vorrebbe il codice della strada.

Attilio e Piero

Nel secondo articolo si dice che la multa è stata doppia: “A suo carico sono state notificate ben due multe: una da duecento euro emessa dal Comune di Pavone per le condizioni di sporcizia in cui ha lasciato le strade in cui è transitato con gli animali, più una seconda da 400 euro verbalizzato dalla Forestale di Settimo Vittone che gli ha contestato il mancato permesso al passaggio dell’Asl. Il fatto è avvenuto all’una di notte, tra martedì e mercoledì scorsi. Mentre tutti dormivano, il pastore dell’Alto Canavese ha imboccato la strada direzione Bennet, è entrato a Pavone, e si è diretto verso località Dossi.” (da La Sentinella del Canavese, qui l’intero articolo). Sul permesso niente da dire: c’è la legge, bisogna presentare la domanda di pascolo vagante indicando i Comuni che si attraverseranno e quelli in cui si farà sosta per pascolare. Ma la “sporcizia” sulle strade???

il gregge e il Forte di Bard

“…La mattina dopo il sindaco Alessandro Perenchio, prima di raggiungere il municipio, è stato sommerso dalle lamentele dei commercianti, furibondi. «Non ero ancora entrato in Comune e già mi arrivavano le proteste sacrosante dei negozi – ha raccontato il sindaco –. C’era un odore pazzesco e cacca di pecora ovunque. Un tappeto. Allucinante». Mentre i cantonieri, bontà loro, hanno ricevuto l’incarico di ripulire il paese, sindaco e vigili hanno pensato al resto. «Lo abbiamo trovato di lì a poche ore seguendo le tracce lasciate dal gregge»…” D’inverno, di notte, un gregge può produrre questo “odore pazzesco”? E quanto sterco possono aver lasciato le pecore? L’altro giorno vi ho mostrato le foto storiche delle pecore e vacche in centro a Torino… Quando passavano animali, la gente si precipitava fuori a raccogliere il prezioso concime per i vasi di fiori! Adesso lo andiamo a comprare in sacchi sigillati… Spero che il Comune di Pavone Canavese abbia auto ecologiche… Spero che a Pavone Canavese non vi siano buche nelle strade, immondizia scaricata in giro. Per chi non conoscesse la zona, questo è Pavone Canavese, giusto per capire che non si tratta di una metropoli. Tra l’altro, leggo che il Sindaco, in precedenza, ha svolto l’incarico di Assessore all’Agricoltura! L’amico Leopoldo dal Veneto comunque mi scrive dicendomi che, dalle sue parti, ad un pastore per lo stesso motivo è stata fatta una multa di oltre 900 euro. Ricordiamoci sempre che “…dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”. Mi viene quasi voglia di mandare questa canzone al Sindaco, che ne dite?

L’acqua è già un problema

Che strano, stranissimo inverno. Nessun problema di neve, per ora, niente fango, un po’ di freddo, ma neanche eccessivo. Però il “bel” tempo ha i suoi risvolti negativi.

Quando arrivo dal gregge, il Pastore sta abbeverando le pecore. E’ costretto a farlo, altrimenti non mangerebbero più. L’erba è verde, ma non trovando acqua per dissetarsi, le pecore non pascolano come dovrebbero. Appena inizia a scaricare l’acqua nei bidoni, si ammassano le une contro le altre per venire a bere.

Per adesso si procede pascolando l’erba dei prati di pianura: si prepara il pezzo con le reti e poi si fanno entrare gli animali. Potrebbe andare peggio, potrebbe esserci la neve, oppure troppa pioggia e fango, ma questa siccità a lungo andare presenterà il suo conto. Prima o poi dovrà piovere, dovrà nevicare almeno in montagna. Anche i fossi, i torrentelli che scorrono tra le pianure in molti casi sono asciutti. Il sole che è tornato a scaldare l’aria  fa sciogliere pian piano quelli che erano ghiacciati. C’è ancora tempo per “recuperare”, ma il rischio di un’emergenza idrica è tutt’altro che remoto.

Tutti i giorni bisogna chiamare un contadino che venga a portare l’acqua. Non si può fare diversamente. Le temperature si stanno nuovamente rialzando, se solo piovesse un po’, in poco tempo ci sarebbe erba anche sotto i pioppeti. Non bisogna ancora pensare che le difficoltà che non si sono patite in inverno verranno scontate in primavera, ma un susseguirsi di mesi con condizioni meteo così strane non consente assolutamente di azzardare previsioni. E se la siccità si prolungasse? E se arrivasse una stagione delle piogge particolarmente intensa?

Anche gli animali hanno avuto comportamenti un po’ strani. Le capre per esempio: tantissimi allevatori avranno i parti molto più avanti nella stagione. Questo dovrebbe essere il momento in cui nascono i capretti, e invece solo pochissimi sono venuti alla luce in questi giorni. In certi greggi ci sono capre che sono tornate in calore anche più di una volta. Non è da escludere che il caldo anomalo della scorsa estate non abbia giocato la sua parte in tutto questo.

Pecore degli agnelli e capre sono in stalla, però grazie al bel tempo di giorno vengono messe al pascolo. Escono anche gli agnelli già più robusti, seguono le mamme nel breve spostamento verso il prato dove ci sono già le reti. Certo, il bel tempo dicono che non stufa mai, però…

Altro gregge dal Veneto

In attesa di avere foto e storie “mie” da raccontarvi, attingo alle riserve di immagini ricevute dagli amici. Qui siamo di nuovo in compagnia di Leopoldo con il gregge di Matteo Froner a Loreggia (PD).

C’è anche un capretto giocherellone…

…e due capre che fanno battaglia!

(tutte le foto di L.Marcolongo)

Le immagini sono del mese di marzo 2015. Buon proseguimento a tutti, allevatori, pastori, amici dei pastori. Io torno alle bozze del mio libro…

Poco meno di un anno fa

Immagini che avevo ricevuto poco meno di un anno fa dall’amico Leopoldo. Risalgono a fine febbraio 2015 e sono state scattate a Rosà (VI), dove ha incontrato il gregge del pastore Teodoro Daprà. “Ero andato a portare le foto stampate a Teodoro e così ne ho fatte di nuove… Teodoro è sempre molto gentile. Mi è venuto a prendere perché era in una zona difficile da spiegare. C’era anche Mattia Piotto (quello più giovane), pastore anche lui, ma, mi pare, con poche pecore. C’era anche Sergio Borgogno, quello con la barba, che aiuta Teodoro.

(tutte le immagini di L.Marcolongo)

Teodoro ha i migliori cani che io abbia mai visto. Quei cartelli di divieto di pascolo che vedi, sono un vivaista Coldiretti. Uno che ama le piante, ma non le pecore.

Grazie per la bella carrellata fotografica, come sempre.

Vecchie storie

Ieri ho terminato di scrivere la bozza del mio nuovo libro. All’incirca un anno fa ho avuto un contatto da una casa editrice nazionale, mi hanno chiesto di scrivere un libro partendo da queste storie, le storie di pascolo vagante che ho raccontato in tutti questi anni, la mia storia. Fare un copia incolla sarebbe stato forse facile, materiale qui ce n’è in abbondanza, ma un libro deve essere vivo e sentito per trasmettere qualcosa a chi lo legge. Inoltre… deve essere un piacere per chi lo scrive.

Così ho lasciato che la mente andasse indietro a quando ho conosciuto il mondo dei pastori vaganti. Ho cercato di rievocare le emozioni, le sorprese, il cammino insieme al gregge, ma soprattutto il cammino all’interno di questa realtà, dove ho imparato soprattutto osservando e non facendo domande.

Ho rivissuto le transumanze, le sensazioni, le scoperte. Sono passati più di dieci anni, ma… mentre molti altri fatti quotidiani mi sono scivolati addosso e, anche se avvenuti di recente, non mi hanno lasciato alcuna traccia, nemmeno nella memoria, ricordo molto bene tutti i giorni di pascolo vagante. L’enorme archivio fotografico inoltre mi aiuta, basta rivedere un’immagine per ritrovare persino gli odori, quello della lana bagnata in un giorno di pioggia, dell’artemisia schiacciata dal passaggio del gregge lungo un fiume, delle foglie nei boschi durante la transumanza autunnale.

E così, se il libro piacerà all’editor (questa volta è una cosa seria… non sono solo più io a decidere cosa verrà pubblicato, come per le precedenti opere, dove al massimo qualche amico rileggeva e suggeriva qualche correzione stilistica), uscirà in tutt’Italia. Non sarà più complicato reperirlo, come per i precedenti, quasi tutti autoprodotti a spese della sottoscritta e distribuiti con qualche difficoltà (ma comunque, se me li chiedete, quelli non esauriti c’è modo di ordinarli e riceverli!). Sarà un viaggio in cui voi, “vecchi amici del blog” forse riconoscerete qualche luogo, qualche personaggio, ma mi auguro sia anche una scoperta per tanti altri che ancora non conoscono questa realtà.

Ci saranno le problematiche, ci saranno le difficoltà, ci sarà il pascolo vagante in tutte le sue sfaccettature, così come ve l’ho sempre narrato. Ovviamente sarà una sintesi, un condensato, visto che mi è stato chiesto di rimanere entro un certo numero di battute. Purtroppo non ci saranno immagini, ma per quelle potete sempre ricorrere o a queste pagine virtuali, o a “Pascolo vagante 2004-2014“, la mia opera dedicata esclusivamente alle fotografie della pastorizia.

Quando uscirà? Non lo so ancora. Adesso mi aspetta ancora un lungo lavoro di revisione del testo: correzioni, aggiunte, eliminazioni. Magari mentre rileggo, mi verranno in mente tante altre cose da scrivere, momenti vissuti in montagna, attimi che caratterizzano le quattro stagioni della vita del pastore. Aspettatelo ed intanto continuate a seguirmi qui. Magari troverete meno storie di pascolo vagante in quanto tale, meno pecore, ma continuerete a trovare allevamento, montagna, storie di vita. Riflettevo proprio su questo: tanto mi piace sentire racconti, quanto mi piace raccontare. Non tutti possono viaggiare allo stesso modo e così a me fa piacere condividere ciò che incontro, con foto è parole. Questo è il senso dei miei libri e di questo stesso blog. Visto che ho già in mente un nuovo libro… le ricerche che farò per realizzarlo forniranno anche materiale per queste pagine virtuali.

(Tutte le immagini di questo post sono diapositive scannerizzate di momenti di pascolo vagante tra il 2004 e 2005).

Pascolo vagante degli amici

Oggi “pesco” dalle foto che mi avete mandato voi, lettori del blog. Sono immagini invernali e risalgono al febbraio 2015. Ce le manda Leopoldo. Tutte e due le serie di foto sono del gregge del pastore soprannominato “Finanza”. Le prime sono state scattate a Santa Croce Bigolina (Cittadella – PD).

(tutte le foto sono di L.Marcolongo)

L’aiuto pastore Ioan Baciu, che avevo conosciuto l’anno scorso, mi ha telefonato che era qui vicino. Ioan è un Romeno ambizioso e intelligente che fa proposte per la transumanza. Ha detto che in Svizzera e altri Paesi europei ci sono leggi che regolamentano il passaggio delle greggi, che le greggi hanno territori predefiniti dove passare per non sovrapporsi, che i pastori devono essere responsabili e pagare eventuali danni. Tu dovresti saperne qualcosa. Effettivamente, quando in un paese passano contemporaneamente più greggi, i sindaci si allarmano e scattano i vigili. Bisognerebbe creare dei “corridoi verdi”, come diceva l’anno scorso l’Assessore all’Agricoltura del Veneto Manzato. Non però autostrade, ma percorsi che distribuiscano le greggi sul territorio. E greggi di non più di 1000 capi, compresi gli agnellini. Poi mi diceva che l’aveva fotografato un certo Max  Piazzi (Massimo Piazzi) e ne era molto orgoglioso.

(tutte le foto sono di L.Marcolongo)

Sempre il gregge “Finanza” a tezze sul Brevta (VI). Leopoldo ci racconta: “Questa volta c’era anche uno dei proprietari, Berti Floriano. L’aiuto pastore Romeno, Ioan Baciu,  ha voluto che lo fotografassi mentre raccoglieva i rifiuti abbandonati lungo il fosso. Vorrebbe che un giornale scrivesse che i pastori contribuiscono alla salvaguardia dell’ambiente. Non so se ci sarò qualche giornalista interessato…

Un piccolo spostamento in pianura

Rieccomi ad aggiornare il blog, anche con l’anno nuovo. E’ ancora presto per svelarvi alcune novità del 2016. Sto revisionando la prima stesura di un nuovo libro che dovrebbe uscire a distribuzione nazionale per la casa editrice Laterza, che prende spunto proprio da questo blog. Poi ho un’idea per un nuovo libro… ma è un’idea fresca fresca e per ora non ve la svelo. Quindi per adesso ecco qualche immagini di pascolo vagante dei giorni scorsi.

Il 2016 ha portato la prima perturbazione dopo infinite settimane di bel tempo. Quel giorno però c’era ancora il sole, quando il Pastore mi ha chiesto se potevo andare a dargli una mano per un piccolo spostamento tra prati, strade, stoppie e terreni arati in pianura. Verso la città la cappa di smog era chiaramente evidente, all’inquinamento si aggiungeva il fumo di alcuni incendi che stavano divorando boschi, cespugli e pascoli qua e là nelle valli.

Dopo alcune chiacchiere sulla situazione generale del gregge, sui pascoli, sul tempo, ci si mette in cammino. La meta non è lontana, il Pastore mi indica all’orizzonte l’auto che ha già portato a destinazione, andando a posizionare le reti per delimitare il pezzo che le pecore pascoleranno. Ogni tanto affronta anche da solo spostamenti più brevi, ma qui c’è comunque da camminare per un tratto sulla strada asfaltata. E’ vero che il traffico è scarso… però poteva anche tornare la nebbia, come nei giorni precedenti.

Invece c’è il sole, arriva poi un’auto alle mie spalle quando ormai mezzo gregge ha già svoltato nella stoppia di mais. Comunque ci sono anche degli agnelli piccoli che camminano già dietro le pecore, ma possono comunque attardarsi e, spaventati, correre nella direzione opposta a quella del gregge.

E’ proprio quello che accade con un paio di loro quando, svoltando ancora, parte delle pecore non seguono la pista dei trattori, ma attraversano il campo arato in diagonale, per ricongiungersi con le compagne. Le pecore non hanno problemi, ma gli agnellini si trovano in difficoltà tra le grosse zolle e la terra soffice. Tre di loro, come spesso succede, fanno comunella e… invece di andare avanti, tornano indietro. Per qualche motivo inspiegabile, tanto era difficile avanzare, quanto è semplice correre nella direzione opposta. Per fortuna riesco a prenderne uno, gli altri si fermano e una delle mamme viene in mio soccorso, belando. Alla fine tutti riprendono ad avanzare seguendo il gregge.

Poco dopo si arriva a destinazione. E’ un grosso prato di erba medica che il contadino deve arare per riseminare. Come spesso succede da queste parti, il pastore non è libero di seguire un proprio percorso nel condurre il gregge, ma deve via via tenere conto delle esigenze dei padroni dei pezzi che farà pascolare al gregge. Per quel giorno non ci si sposterà più e nemmeno verrà dato un altro pezzo alle pecore. Bisognerà piuttosto fare attenzione che non mangino troppa erba medica, che potrebbe causare loro indigestione e gonfiore.