Ancora storie

Sempre più persone mi mandano le loro storie affinchè io le pubblichi. C’è stato anche chi mi ha invitata a visitare la sua azienda qua e là in giro per l’Italia. Grazie, mi piacerebbe molto, ma adesso non ne ho la possibilità e nemmeno il tempo. Però foto e racconti sono sempre i benvenuti. In questo caso è stata un’amica a fare da tramite, raccogliere la storia e scattare le foto.

(foto A.Macchi)

E così Arianna è andata a trovare il suo amico Paolo, titolare di un’azienda agricola in provincia di Varese. Un’azienda come ce ne sono tante, dove le diverse attività si integrano per riuscire a “tirare avanti”.

(foto A.Macchi)

Paolo è consigliere di Confagricoltura a Varese. La sua azienda è un’azienda che funziona perché svolge attività di allevamento di bovini da carne con vendita diretta alle macellerie, coltivazioni di ortaggi con vendita diretta al privato consumatore.

(foto A.Macchi)

Ovviamente tutti questi lavori richiedono tempo, non si tratta solo di curare un orto ed un frutteto ad uso famiglia, come capita in molte case di campagna. Ma il tempo, in agricoltura, il più delle volte si finisce per non guardarlo.

(foto A.Macchi)

Inoltre taglia e vende legna da ardere e fa servizi per il Comune per lo sgombero della neve. Tutto questo però comporta un ingente numero di ore lavorative e ore impegnate per la cosiddetta burocrazia… Paolo dice che non esiste più il lavoro del contadino di una volta

(foto A.Macchi)

Come si vede dalla foto, Paolo è riuscito ad ottenere un contributo per l’ammodernamento delle strutture aziendali, ma a rigor di logica un’azienda dovrebbe riuscire andare avanti e mantenersi da sola con la vendita dei propri prodotti, ma visto che in Italia il valore dei prodotti agricoli e pari allo zero, diciamo così, …Paolo come tanti deve stare attaccato a qualsiasi tipo di contributo e questo comporta carte su carte su carte… È giusto?

(foto A.Macchi)

Il solito discorso. Per come la vedo io, sicuramente servirebbe un po’ meno burocrazia per alleggerire le aziende (piccole o grosse che siano) di almeno questo peso. Visto che su tante cose bisognerebbe essere ormai informatizzati al 100%, ditemi perchè occorre fare ore di coda negli uffici, compilare e portare a mano carte su carte. Se l’azienda ha il computer ed il collegamento internet, potrebbe pagare via bonifico, mandare le ricevute via e-mail, cose del genere. Si risparmierebbe tempo (prezioso) ed anche denaro!

(foto A.Macchi)

Poi sul discorso dei contributi, certamente sarebbe bello poter vivere di che si produce, senza avere “elemosine”. Però è anche giusto che lo Stato, le Istituzioni, vengano incontro ad allevatori ed agricoltori che, oltre a produrre beni, svolgono un’importante funzione come manutentori del territorio, specie di quel territorio definito “marginale”. Le Terre Alte, le terre difficili, dove per lavorare hai più spese, hai più difficoltà. Non trovo errati questi contributi, ma trovo profondamente sbagliato che finiscano sempre più spesso nelle mani che non se li meritano!

(Foto A.Macchi)

Mi piacerebbe che si premiasse la qualità, più che la quantità. Che si premiasse davvero il lavoro svolto, ma è più facile dal punto di vista burocratico, foraggiare numeri comodamente quantificabili su carta (ettari, capi di bestiame) che non passare da ciascuno per vedere come hai pulito il pascolo, come hai ripristinato un tratto di sentiero, come hai sistemato una baita.

(foto A.Macchi)

Grazie ad Arianna e grazie a Paolo che ci ha fatto visitare la sua azienda. Ho pubblicato solo parte delle foto che mi avevate mandato, spero di avervi accontentati ospitandovi qui sul blog. Buon proseguimento!

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