Un fiume di pecore

Ci sono dei prati da raggiungere giù nella pianura, ma in mezzo a campi, a prati non da pascolare, strade trafficate. Fa caldo ben più di quello che vorrebbe la stagione, quindi il terreno è sgelato, le piste tra i campi fangose e gli animali, uscendo appena dalla strada, potrebbero danneggiare le coltivazioni. Fosse stato tutto gelato non ci sarebbero stati problemi.

Però c’è un’alternativa. Come dice il proverbio, non tutto il male vien per nuocere e allora il torrente in secca, che non serve per dissetare il gregge, potrà invece tornare utile come via di transito. Basta attraversare la strada e poi scendere dove c’è un guado…

Se intorno ormai la neve se n’è andata, lì nel letto del torrente restano delle pozze ghiacciate nelle zone più all’ombra e tratti imbiancati. I cani e le pecore mangiano la neve per dissetarsi e forse anche per trovar sollievo dalla calura fuori stagione. Il gregge però ha appena finito di pascolare un prato di erba verde e gli animali non devono bere, altrimenti potrebbe essere rischioso per la loro salute.

Sull’altra sponda la stagione cambia. L’inverno è stato davvero mite se, a fine gennaio, c’è dell’erba così verde in posti simili. Sembra quasi il mese di marzo… A pascolare intorno ai fiumi si va in stagioni ben diverse da questa, normalmente!

Così si avanza lentamente, quasi tutto il pomeriggio per percorrere pochi chilometri. Il torrente inoltre è anche la via più breve, mentre le strade (sia della sterrata tra campi e cascine, sia quella asfaltata e trafficatissima) compiono digressioni, seguono confini. Ma qui non si infastidisce nessuno, basta solo controllare che le pecore non escano dalle sponde e si affaccino su prati o campi.

E’ strano pascolare qui quando non ci sono ancora le foglie… In compenso ci sono rovi ovunque, rami caduti a terra, piante secche prossime al crollo. “Una volta non era così, una volta era pulito, c’era il bosco, ma sotto passavi bene“, racconta il pastore.

Oggi non è pulito in tutti i sensi. Non solo per i rovi e le piante infestanti, ma per tutta l’immondizia che c’è. Quella trasportata dal fiume, resti di nylon ovunque a testimoniare i vari livelli di piena, e quella scaricata dall’uomo a mucchi in questa terra di nessuno. Nei luoghi più nascosti poi intuisci altri misfatti, qui è stata scaricata una butala di liquame, là qualcuno è venuto a caricare sabbia. E lì? Cosa emerge tra sabbia e rovi? Meglio non domandarselo…

Niente acqua, solo un fiume di pecore scorre sotto questo insolito ponte doppio a forma di Y. Si è ripreso il cammino perchè bisogna arrivare a destinazione prima che faccia buio. C’è ancora una strada da attraversare, dove le auto sfrecciano a tutta velocità, e bisogna farlo con una buona visibilità per ridurre al massimo i rischi.

Si esce dal torrente in un prato tagliato, dove il gregge si sparpaglia, in attesa che tutti gli animali risalgano la riva. Fortunatamente il proprietario non ha avuto da ridire sul passaggio delle pecore in questo punto… Occorrono alcuni minuti affinchè ciò avvenga: sui ciottoli arrotondati del torrente non si cammina agevolmente, la fila si era allungata molto, qualche pecora e qualche agnello si era attardato.

Poi si riparte, i cani ricompattano il gregge, sulla strada viene fermato il traffico, quando c’è un’auto in attesa su ogni corsia si può tirare il fiato, ma si è tranquilli davvero solo quando anche l’ultimo agnello sarà nel prato a pascolare e lontano dal nastro di asfalto, dove subito tutti riprendono a correre a folle velocità.

Il sole è ormai tramontato, il cielo si colora dietro alle montagne. C’è ancora da tornare su a riprendere l’auto, gli agnelli più piccoli che stanno aspettando tranquilli nella paglia. Spostare un gregge non è una cosa così semplice, non è che si prenda e si vada, il percorso va studiato, preparato, e ci sono sempre le auto da movimentare…

Giorno dopo giorno, alba dopo tramonto… Per fortuna che, con un gregge non immenso, capita anche di non doversi spostare per qualche giorno. Ciò ti permette di occuparti di un po’ di cose collaterali, ma che fanno sempre parte del lavoro, come per esempio la burocrazia.

  1. ma che bravi certi sindaci: se si tratta di mangiare territorio per rilasciare licenze edilizie tutto va bene. tutto ciò che agevola il traffico automobilistico: anche lì tutto bene.
    se però c’è da tutelare aspetti di grande rilevanza sociale (agricoltura, allevamenti con relativa pastorizia, etc), ma con scarso apporto di voti (e ci metto anche qualsiasi misura che favorisca il traffico su 2 ruote a scapito di quello su 4), allora via con gli editti contro.
    ma che bravi a farsi voler bene dai cittadini.

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