Un assaggio di inverno vero

Il film “Hiver nomade” aveva aggiunto dettagli a quello che già avevo sentito dire sull’inverno per i pastori vaganti in Svizzera. Quest’anno anche da quelle parti le temperature non sono ancora state esageratamente fredde, c’era un po’ di neve, ma senza esagerare.

Dopo la giornata di pioggia, nella notte aveva nevicato ed al mattino il problema principale era il ghiaccio. Quando raggiungo il gregge, il pastore stava rifacendo il basto all’asino. L’animale era scivolato sulla strada ghiacciata, cadendo a terra per fortuna senza conseguenze, ma nel rialzarsi, il carico si era spostato e bisognava rimettere tutto a posto. C’era vento freddo e la neve passava quasi in orizzontale.

Il gregge pascolava incurante delle condizioni meteo. Le pecore erano tutte ben allargate e mangiavano come se niente fosse. Neve al suolo non ce n’era molta e le temperature non erano così basse, ma il vento faceva percepire un freddo più intenso di quello segnato dal termometro.

Finito di pascolare il primo prato, il gregge viene fatto spostare in un altro grosso appezzamento appena sopra la stradina. Qui finalmente si trova quello che il pastore desidererebbe avere sempre, cioè un ottimo pascolo. Le pecore si fermano, letteralmente incollate al terreno. Mangiano senza camminare, mentre il vento fa turbinare i fiocchi di neve ed esce persino un po’ di sole.

Quel prato dura davvero a lungo. Il gregge pascola in modo completamente diverso rispetto al giorno prima, quando invece spiluccava solo le punte dell’erba, o le pecore si sedevano a ruminare, attendendo che il pastore le conducesse in un nuovo pezzo. Comunque sia, bisognerà poi trovare ancora altri prati per concludere la giornata e, via di lì, la situazione sembra di nuovo esser critica.

Qui vedete meglio come sia possibile, anche con la neve, che gli animali pascolino. Spostano la neve con le zampe e con il muso, raggiungendo l’erba. Ovviamente, se il prato fosse pulito, mangerebbero meglio e di più, ma non muoiono certo di fame, contrariamente a quello che potrebbe pensare chi non è abituato a vedere gli animali all’aperto d’inverno.

Quando però tutto il prato è stato bene o male mangiato, è ora di ripartire. Il gregge come sempre si incammina compatto, non ci sono agnelli piccoli (per legge, non possono nascere agnelli all’aperto durante la transumanza invernale) e nemmeno animali zoppi. Il pastore mi ha spiegato che, periodicamente, può esserci una visita da parte del veterinario cantonale, che controlla lo stato di salute del gregge e verifica appunto che non vi siano bestie zoppe. Se ne vede una, questa deve già esser stata medicata e, sul registro, dev’essere stato segnato l’orecchino, la data e l’eventuale prodotto usato per il medicamento.

I prati attraversati successivamente non incontrano il gusto del gregge. Ci sono anche alcune stoppie di mais, da noi considerate uno dei pascoli principali per le greggi vaganti, ma qui, tra che il gelo ha “bruciato” le infestanti, tra che le pecore devono ingrassare, non si prende nemmeno in considerazione questi appezzamenti.

Il vento è temporaneamente calato, c’è il sole, ma non si può dire che faccia davvero caldo. Gli strati di abbigliamento sono numerosi e le estremità ben protette. Facesse il vero freddo dell’inverno svizzero, non ci sarebbero fango e pozzanghere di neve sciolta, resti della pioggia del giorno precedente. Spero questa immagine serva a tranquillizzare gli amici pastori da queste parti, anche in Svizzera si pesta fango!!

Il meteo quel giorno è estremamente variabile. Il sole svanisce e il cielo torna a farsi grigio. Le pecore hanno di nuovo un bel pezzo di prato nuovo da pascolare, mangiano quiete ed ogni tanto qualcuna si scuote, facendo suonare la campana. Un segnale di neve in arrivo…

Prima della neve arrivano però ancora diversi visitatori, a vedere il gregge, salutare il pastore e portare un caffè caldo con i biscotti. Dizionario alla mano, da una casa un gentilissimo signore chiede in Italiano se vogliamo mangiare qualcosa di caldo. Più tardi, quando è ormai buio e sta nevicando, da un’altra casa arriva un uomo con un cartoccio. Warm pizza per il pastore, ma il pastore è lassù vicino alla wald a fare il recinto per le pecore… Accidenti, bisognerebbe imparare il Tedesco!

La neve arriva proprio, inizia con il calare della sera, ma ormai le pecore hanno pascolato e, con il recinto già pronto, si aspetta che venga notte per chiamarle nel pezzo lassù vicino al bosco di abeti. Le piante serviranno come ricovero per i cani e gli asini, oltre a riparare anche il gregge dalla tormenta. Nel bosco c’è una quiete inaspettata, fa fin “caldo”, paragonato all’aria tagliente che per tutto il giorno ha imperversato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...