Il passaggio del gregge a La Brigue

Ieri vi ho raccontato la festa della pecora brigasca, mostrandovi le bancarelle degli espositori, tra lana, formaggi, prodotti agricoli. L’attrazione della festa però è stata il passaggio del gregge.

Dopo aver fatto un giro per La Brigue, mi sono incamminata lungo un sentiero segnalato che risaliva la valle. Lo scopo era innanzitutto quello di vedere un po’ di panorama, ma mi domandavo anche da che parte sarebbe arrivato il gregge. Ad un certo punto l’ho sentito, oltre una curva, al di là del torrente. Per fortuna c’era un antico ponte in pietra proprio lì vicino, così ho potuto avvicinarmi.

Ho chiesto a che ora sarebbero partiti per scendere verso il paese ed ho proseguito la mia escursione, avendo tempo sufficiente prima della transumanza. Sull’asfalto, le tracce della discesa delle pecore, probabilmente quello stesso mattino. Le alture circostanti non offrono grandi pascoli, ma più in alto, sulla cresta di confine con l’Italia, si vedono estensioni erbose più ampie. Un cartello esplicativo lungo il sentiero spiega che un tempo Briga ospitava 100.000 capi di bestiame, principalmente pecore.

Il gregge ha quasi finito di brucare tutto. Non sono animali di razza brigasca, si tratta di un “classico” gregge di merinos. Un gregge che supera sicuramente il migliaio di capi.

Ci sono diversi pastori, alcuni forse venuti solo ad aiutare per la festa, altri invece devono aver badato al gregge tutta l’estate. C’è anche un gran numero di cani, tra quello da lavoro e i patou che sorvegliano le pecore.

Nonostante il timore che ormai circonda a priori questi animali, quelli presenti con questo gregge sono estremamente docili e affettuosi. Per la sfilata sono stati agghindati con bandane colorate al collo. Alcuni aspettano pazienti in mezzo alle pecore, altri si aggirano tra i pastori ed i turisti in attesa della partenza, reclamando carezze.

Finalmente ci si mette in cammino. I pastori chiamano le pecore esattamente come in Piemonte, un verso che è una “RRRRRRR” un po’ gutturale e prolungata. Come incentivo però si utilizza anche una borsa piena di mais, ricompensa per i capo gregge, due animali, uno bianco e uno nero, tosati con la floucà.

Dopo qualche istante di incertezza, richiami, cani che corrono, si imbocca la via che scende verso La Brigue. Ci sono quasi tre chilometri da percorrere prima di arrivare al paese dove la festa è in pieno svolgimento. Rispetto all’ora prevista, la partenza avviene piuttosto in ritardo.

Il gregge invade la strada, le pecore cercano di brucare qua e là sui bordi, i pastori fanno segno agli accompagnatori (turisti, fotografi…) di non mettersi in mezzo alla via o spaventare gli animali, che potrebbero fermarsi o dividersi.

Via via si incontrano persone che o sono venute incontro alla transumanza, o attendevano il suo arrivo. La maggior parte di loro lascia sfilare il gregge e si accoda, andando ad ingrossare il gruppo che cammina al seguito del gregge. C’è davvero un aria di festa, anche grazie al sole e all’aria tersa.

Precedo il gregge insieme ai pastori fino al ponte che porta all’ingresso del paese, poi lascio sfilare gli animali davanti a me. Il pubblico è sempre più numeroso, sui due lati della strada, fin giù dove ci sono le bancarelle.

L’atmosfera è un po’ quella del passaggio di una gara ciclistica. Saluti, perfino applausi, innumerevoli scatti fotografici e filmati, molti allungano le mani per toccare le schiene degli animali, provocando ondeggiamenti. Per fortuna, pur allungandosi in una fila sempre più sottile, il gregge non si divide, ma continua la sua marcia, un po’ intimorito da tutto l’entusiasmo suscitato. Mi fermo ancora per un secondo giro alla festa, poi riparto.

Già al mattino avevo visto, nel piazzale della stazione, i camion bianchi e verdi parcheggiati. Le operazioni di carico sono in pieno svolgimento. I primi piani sono già stati riempiti, ma ancora un buon numero di animali attendono a terra.

I camion sono disposti in modo da creare un passaggio obbligato, inoltre sono state collocate delle transenne metalliche per dividere il gregge in gruppi, che vengono sospinti via via verso le rampe di carico. Solo una ristretta parte del pubblico che ha assistito al passaggio della transumanza è arrivato fin qui anche per vedere queste fasi finali del viaggio.

Poco per volta il piazzale si svuota e i camion si riempiono. Non attendo fino alla fine. Anche se i camion scenderanno verso la costa, preferisco anticipare la partenza del grosso del pubblico. La strada è stretta, il viaggio di ritorno è lungo… Mi rimetto in viaggio, rientro in Italia, vedo lungo la strada tracce di transumanze bovine, greggi lungo il greto dei torrenti…

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