Uno sguardo in giro

Ormai questo blog è sempre di più un contenitore delle vostre storie, è vagante anche quando non mi muovo io! Nei prossimi giorni sarò spesso impegnata con le transumanze, quindi non sempre troverete le pagine aggiornate… ma poi avrò molto materiale per nuovi racconti!

Adesso però lascio parlare Marco, che ci racconta come, in Polonia, trattano il "problema lupo". "…Ieri amara sorpresa in pastura…
tanto per non farci stare in pensiero e’ passato il lupo… Bilancio, che poteva essere peggiore, una manzetta azzoppata e una con l’interno coscia a cui manca un blocco di muscoli grande come un’anguria…
ovviamente per quest’ultima si e’ resa necessaria l’abbattimento…
E per fortuna che sono partiti i cani a mettere in fuga i predatori, se no non so che casotto sarebbe venuto fuori…
Encomiabile il sistema polacco per queste evenienze.. Segnalazione stamattina, sopralluogo dei forestali alle 13.30, redazione del verbale di accertamento di attacco dei lupi e del verbale di rimborso alle 14.00…
Valore rimborsato: 100% del prezzo di mercato desunto dalla nostra ultima fattura di vendita..
Restano solo da attendere una decina di giorni per i tempi tecnici e bancari e si avra’ il rimborso in tasca..
Convivenza allevatori-pastori e predatori possibile? cosi’ si’, dico io!!
In pratica qui funziona cosi’: i selvatici sono divisi in cacciabili e non cacciabili. Per i danni cagionati dai non cacciabili, in genere lupi, orsi, linci e in rari casi bisonti, che sono tutelati dai ministeri centrali di
Varsavia, gli indennizzi sono liquidati come hai visto sopra. Per i cacciabili, vedi cinghiali, caprioli, cervi e cosi’ via, i danni vanno in capo al locale girone dei cacciatori che ne e’ in toto responsabile. Qui la scelta tra pagare i danni in moneta o ripristinare il danno in lavoro e materiale. Ossia sono le associazioni dei cacciatori a essere responsabilizzate, per la serie chi rompe paga, cosi’ il numero degli animali e’ regimentato (la forestale controlla il preservamento
dell’equilibrio) e l’ecosistema sta in piedi…
Troppi cinghiali no, se no non abbiamo di che pagare i danni, troppo pochi nemmeno se no cosa cacciamo? Considerato poi che il 70% dei cacciatori e’ agricoltore, si chiude il cerchio di come le cose non siano cosi’ difficili da far girare…
Sembra la luna a confronto dello scaricabarile italiano, vero?
"

Soprattutto, caro Marco, sembra logico e funzionante! Solo per fare un esempio, i capi predati qui non sono ancora stati rimborsati. E sono passati 8 mesi…

Con le transumanze e con la risalita di greggi e mandrie nelle valli, è tornato il nostro inviato Mauro. Qui ha scattato un’immagine di un gregge che attraversa il ponte sul Chisone a San Germano, in una giornata di pioggia.

Altro gregge, al pascolo lungo una strada di montagna. Sappiamo che il nostro amico è appassionato ciclista, quindi gli capita spesso di fare questi incontri, durante i suoi giri.

Gregge "a riposo" in val Chisone, a Depot. Credo si tratti di quello di Fabrizio, che è stato uno dei primi a salire a piedi lungo la valle. Occhi aperti, Mauro, che i prossimi saranno giorni di grandi transumanze!! E poi, dopo, ogni volta che ci si metterà in cammino lungo una strada di montagna, un sentiero, una mulattiera, saranno muggiti, belati, campanelle…

Giacomo invece è stato testimone di questa vicenda, che ci racconta con l’immagine conclusiva. "Mungere le mucche, condurle al pascolo, pulire le stalle, fare il formaggio e, come se di lavoro non cene fosse abbastanza, andare a recuperare i muli in fuga d’amore. Giorgio con la sua grossa mandria (oltre duecento, i capi) è da pochi giorni sulle alture di Inverso. L’altro giorno i suoi due muli sono usciti dal recinto dove erano custoditi per raggiungere una cavalla avelignese che pascolava in un prato sottostante, e neanche troppo vicino….. Richiamati dall’odore che amanava la cavalla, prima di avvistarla hanno vagato a lungo per i pascoli della zona… Per separarli,poi,  dall’occasionale "compagna"con la quale si stavano intrattenendo, e  ricondurli nel recinto, Giorgio si è armato di un pezzo di pane, alla vista del quale non hanno esitato a seguire il margaro."

Permettetemi, infine, di dire un grandissimo "CORAGGIO RAGAZZI, DAI CHE CE LA FARETE!!" a Marco e Gianluigi. Spero, molto presto, di raccontare qui la loro storia, il successo della loro nuova scommessa. Le nostre montagne hanno bisogno di gente come voi.

  1. In Polonia ci sono i bisonti :-S
    Chi l’avrebbe detto …

    Era proprio “occasionale la compagna” si si sono venduti per un pezzo di pane … tutti uguali 😛

    Clà

  2. Bravi i Polacchi, bisognerebbe prenderli a esempio!!

    Tratto dal sito http://www.docbi.it/altavals.htm

    Tra le diverse specie animali che in passato popolavano l’area, il lupo e’ quello che ha lasciato le tracce piu’ importanti, sia nei documenti d’archivio che nell’immaginario popolare e persino negli elementi fisici del paesaggio. Restano visibili, infatti, per quanto riempite e ridotte ad avvallamenti del terreno, le trappole a fossa che fino al secolo scorso gli alpigiani e gli abitanti dei paesi ai piedi delle montagne scavavano nei luoghi di passaggio obbligato dei lupi nei loro spostamenti dall’alta valle verso la pianura; il toponimo Bocchetta di Lovera e’ sintomatico a proposito. Nel 1993, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte, e’ stato condotto uno scavo di etno-archeologia in corrispondenza di una “luera” in localita’ Cavajone.
    La presenza del lupo e’ indice certo dello stato di salute dell’ambiente; non ci resta pertanto che attendere il suo prossimo e auspicabile ritorno.

    Quindi visti i mancati risarcimenti italici, addio ai pochi, ultimi pastori della Valsessera.

    Ciao
    Antonio

  3. @gp: decisamente!
    @clà: ;-))))
    @marco: grazie per le precisazioni
    @antonio: avevo già letto quel pezzo sulle luere. non a caso, una volta i pastori cercavano di catturarli con le trappole, per poter fare il loro lavoro

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