Un po’ qua, un po’ là al pascolo

Iniziano ad arrivarmi vostre foto scattate in alpeggio, mentre ho arretrati da smaltire con mandrie e greggi ancora in pianura… E allora via con un rapido giro in due località molto distanti tra di loro.

Queste sono foto scattate in Polonia dall’amico Marco. Si tratta del “pascolo estivo”, certamente qualcosa di diverso dal nostro alpeggio, visto il tipo di territorio su cui avviene.

Marco mi aveva promesso da tempo queste immagini, ma poi la memoria della macchina fotografica era finita chissà dove durante i vari traslochi e solo un paio di mesi fa l’ha “riesumata”, inviandomi le foto che vedete.

Molto diverso il panorama, dove però si intuiscono vasti spazi per il pascolo. Su certi nostri alpeggi si fatica ben di più a trovare di che pascolare. Tra l’altro, grazie alle piogge di questi giorni, magari in quota è migliorata un po’ la situazione, anche se era preoccupante vedere fontane asciutte ed erba già ingiallita a fine giugno…

Salutiamo la Polonia e l’amico Marco con quest’ultimo scatto, poi ci spostiamo altrove tornando in Piemonte.

Qui è Beppe che ci testimonia il pascolo vagante, in questa foto lo vediamo in prima persona in veste di “aiuto pastore” con Claudio nel mese di aprile. Le pecore dovevano ancora essere tosate, mentre ormai oggi sono in montagna.

Durante le ore di pascolo, visto che si faceva probabilmente ritorno allo stesso posto la sera, gli agnellini neonati erano rimasti nelle loro comode taschette che, invece di essere collocate sul dorso dell’asino, erano state sospese tra due alberi.

Ecco il pastore con la figlia, impegnati nel trasporto dei piccolini. Una volta sistemati quelli troppo piccoli per seguire il gregge, si va al pascolo.

Ancora una volta complimenti a Beppe per le belle immagini, spero prima o poi di riceverne anche dalla località dove sale in alpeggio il suo amico Beppe. E’ vero che sono stata invitata là anch’io, però chissà se e come riuscirò ad andare…

Il pascolo verde di aprile è rilassante“, commenta Beppe. In questa stagione invece il pastore si alternerà con il fondovalle per badare anche alla campagna, al fieno. Annata dura, un giorno caldo torrido, un altro uragani, pioggia, vento, grandine…

Dimenticando la neve

Visto il tempo, viste le temperature, per un attimo andiamo altrove con immagini di tutt’altro genere. Attingendo dall’archivio delle foto che mi avete mandato e che non avevo ancora mai pubblicato, ecco qui un po’ di tutto.

Iniziamo da chi sicuramente in questi giorni è più al freddo di noi. Marco “il Polacco” mi aveva mandato alcune immagini dal paese in cui attualmente risiede. Inizierei con quella che si intitola “fine inverno”, sperando che sia di buon auspicio per chi in questi giorni è davvero nella morsa del gelo e per chi sta attendendo di vedere quanto scenderanno davvero le temperature.

Sempre in Polonia, l’attraversamento di un gregge in mezzo al traffico locale. Scene che, a quanto pare, si ripetono qua e là un po’ ovunque.

Infine un curioso cartello stradale che dalle nostre parti non si è ancora visto, anche se in varie zone d’Italia l’orso c’è e capita pure di incontrarlo lungo una strada.

Emanuele ci aveva mandato le immagini della manifestazione “Tempo di Migrar”, la festa della transumanza in Ossola. Ecco il pastore Ernestino in testa al suo gregge mentre scende lungo la valle a fine stagione.

Riconosco il posto, se non sbaglio quella località si chiama San Rocco. Il gregge è un fiume infinito e la gente osserva con stupore e meraviglia. Questa è una festa che si tiene ormai da alcuni anni, richiamando curiosi ed appassionati.

Emanuele immortala un becco dalle corna davvero imponenti, che svetta non solo tra le pecore, ma anche tra le altre capre mescolate qua e là nel gregge.

Una sosta per il gregge, gli animali pascolano mentre il traffico defluisce, i turisti scattano foto… E’ lunga la Val Formazza! Il cammino di questo gregge non credo possa avvenire altrove se non sull’unica strada che percorre lo stretto fondovalle.

Ecco uno di quei momenti di scambio e contatto tra pastore e turisti. Speriamo che quei bambini portino a lungo impressi i ricordi di quella giornata…

Ancora “ordinarie” transumanze, ma questa volta siamo in Valchiusella con Giacomo. Anche da quelle parti la gran parte delle transumanze avviene ancora tradizionalmente a piedi.

Infatti eccone un’altra ancora: “E’ quella dei Giono, che ieri (20 ottobre 2011, ndA) ha concluso le “tramie” autunnali valchiusellesi.” E’ passato molto tempo da allora, ma almeno oggi la neve copre i pascoli, dando maggiori garanzia di buona erba e acqua per la stagione estiva.

Per completare, sempre Giacomo dalla Valchiusella ci documenta la rassegna caprina di Vico Canavese. La componente di giovani e giovanissimi in queste occasioni non manca mai!

Concludiamo con l’immagine di questo giovane (ahimè, non conosco il suo nome) che mostra fieramente il suo altrettanto fiero becco. Come sempre le vostre immagini, testimonianze, racconti sono graditi. Anche se con qualche ritardo, io pubblico sempre tutto… Anzi, sto per chiedervi una nuova forma di collaborazione, ma avremo modo di riparlarne.

Appuntamenti, incontri, segnalazioni

Domani mattina magari faccio un salto alla fiera di Pinerolo… ma per vedere delle fiere zootecniche "serie", bisogna aspettare settembre, ed allora ce ne sarà, di posti dove andare! Il calendario è fitto, con la Fiera di Crissolo (CN) il 4, quella di San Chiaffredo a Saluzzo (CN) il 6 settembre, la Fiera di Vicoforte (CN) l’8-9-10… Poi a Pontechianale (CN) il 12 ed infine a Pragelato (TO) il 14 settembre. Ci vediamo a quest’ultimo appuntamento? Io ci sarò, come già lo scorso anno…

Per quello che riguarda invece le presentazioni di "Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora", vi aspetto il 4 settembre a Troncea, in Val Troncea, presso l’omonimo rifugio. L’appuntamento è per le ore 21:00, ma se arrivate prima… si cena in compagnia. Chi invece volesse fermarsi anche a dormire, possiamo organizzare una gita per alpeggi il giorno dopo. Prenotate al 320.1871591. Altre info sulle serate successive le trovate, come sempre, qui. Dovrebbero essere presenti anche alcuni allevatori che si trovano in alpeggio da quelle parti.

Segnalo poi questo video della TV di Clusone (BG), dove purtroppo si parla della crisi dell’allevamento ovino anche da quelle parti, con diminuzione dei capi, degli operatori del settore, dello scarso valore della carne, del problema dello smaltimento della lana… solite vecchie storie! Bisogna fare qualcosa!! E’ vero che la passione aiuta, ma i pastori non possono vivere solo di quello. Bisognerebbe unirsi tutti, e protestare come in Sardegna.

Ho decine di vostre foto da inserire… comprese quelle che mi avete segnalato su FaceBook. Poco per volta le userò, serviranno ad andare avanti quando, ahimè, le montagne si svuoteranno e torneranno silenziose. Qui siamo in Polonia, un panorama del "luogo di lavoro" dell’amico Marco.

…e questo è un "trasporto animali vivi" da quelle parti. Grazie Marco e… un grande in bocca al lupo (figurato, per carità) per tutto quanto.

Un po’ di colore per chiudere. Dall’album di Paola, su FaceBook, le foto della Festa dei Rudun a Salza di Pinerolo (TO). C’è un patrimonio, esposto qui!

Un campana speciale per ricordare un giorno speciale…

Un’ultimo sguardo d’insieme all’esposizione. Immaginate sentirli suonare tutti insieme??!? Certo, vederli così in bella mostra è una meraviglia, ma se fossero al collo delle vacche… Un vero concerto da far venire la pelle d’oca.

Ancora inverno

Con un senso di egoistica soddisfazione, chi da giorni era già sotto la neve, aprezza il fatto che la coltre bianca abbia ricoperto anche altre zone del Piemonte, così che tutti i "colleghi" siano nelle stesse difficili condizioni. Questo è stato il senso di una telefonata ricevuta ieri… Certo, capiteranno anche casi in cui due pastori si aiutano a vicenda, ma, più spesso ancora, vale l’egoismo e l’individualismo. Ecco perchè è così difficile provare a convincere i pastori ad associarsi, a formare un gruppo compatto per provare a "contare qualcosa"…

Qualche foto decisamente invernale dalla Polonia, dove l’amico Marco scriveva qualche tempo fa di temperature intorno al -27°C. Visto così, il paesaggio non è poi tanto diverso da quello che c’è fuori dalla finestra…

Però, guardando le immagini del fiume, ci rendiamo conto che… in fondo in fondo, pur tra le mille lamentele, si sta ancora meglio nel "nostro" inverno!

Ovviamente tutti gli animali sono in stalla, non potrebbe essere altrimenti con un clima del genere. Qui da noi si può intervenire in qualche modo temporaneamente per qualche settimana, un mese, con un’alimentazione "di soccorso". Parlavo ieri con un’amica che mi spiegava come stavano cercando di passare questi giorni, un po’ pascolando edera nei boschi, un po’ portando balle di fieno. Quando c’erano gli inverni "veri", quelli di un tempo, bene o male i pastori erano obbligati a trovare una stalla, un ricovero almeno per gli animali. Sempre dal libro "La Cattastrofe" di Duilio Faustinelli: "…poi alla metà di dicembre è venuto a trovarmi la detta blanchina (neve) e son resi di compassione i signori Bragalanti, piccoli fittabili, ad allogiarmi con un gruppo di pecore sotto a un portico alla breve e alla mettà di gennaio ho dovuto vendere circa 35-40 capi al signor Pelplùneri ad un presso sbalordito. Poi alla primavera ho dovuto slogiare perchè non avevo più faltrame, un po in un cantone un po in un altro: eravamo sempre alle torture."

Cambiamo totalmente tema: cercando materiale tra vecchie diapositive degli inizi degli anni ’80, ho trovato questa insegna di una (presumo) trattoria da qualche parte sul lago d’Orta. E’ sempre valida la ricerca di monumenti, cartelli & C. a tema pastorale. O comunque, non fatevi problemi se avete delle foto di greggi, mandrie, ecc. (di vostra proprietà o incontrati lungo la via), qui c’è ospitalità per tutti! Allegate le immagini ad un’e-mail e spedite a mail @ marziamontagna.it

Transumanze di qualche tempo fa

Scusatemi, è da tempo che ho le immagini di alcune transumanze da pubblicare, me le avete spedite e… sono rimaste lì, tra una foto e l’altra. Oggi finalmente dedicherò loro lo spazio che meritano. Sono transumanze bagnate, avvenute sotto la pioggia battente.

Queste risalgono a quasi due mesi fa e me le ha mandate Laura. Siamo ad Oropa, una giornataccia, anche se quelli sono posti dove ad un tempo del genere bisogna essere abituati!

La mandria è quella di Giovanni, che avevamo incontrato qui nel mese di luglio. Tra la nebbia e la pioggia, con lo sfondo dei prati ormai ingialliti, la mandria scendeva verso valle, verso la cascina nella pianura biellese.

Quando ero salita con Laura da queste parti c’era "solo" la nebbia, nel giorno della transumanza invece le condizioni meteo erano decisamente peggiori. Difficile anche scattare foto, con un tempo del genere!

L’arrivo a destinazione fortunatamente è poi avvenuto con il sole. Ecco la mandria incolonnata in una stretta strada, l’asfalto è ancora bagnato, ma fa di nuovo caldo e si può stare in canottiera!

Per finire, dopo tanta fatica e difficoltà, tutti a tavola! Basta poco per dimenticare quello che è stato, in compagnia e con un buon pezzo di formaggio, un bicchiere di vino…

Transumanza ancora più avventurosa nella lontana Polonia. Il nostro amico Marco mi ha mandato foto che parlano da sole! Lascio però la parola a lui: "Stamattina (24 ottobre, ndA) siamo scesi al piano anche noi… a dire il vero ci sarebbe stata erba ancora fino a oltre i Santi, ma abbiamo fatto fuori la scorta di fieno per emergenze e non ci arrischiamo oltre.  Se nevicasse ancora saremmo fregati e con la variabilita’ climatica dei paesi nordici non si scherza!!"

"Partiti con calma stamattina alle 8 dal pascolo ci siamo imbottigliati tra la montagna e il fiume, ancora gonfio per la verita’, fino a un piano paludoso al limitare del bosco, poi abbiamo imboccato il sentiero forestale a mezza costa nella faggeta. Solo che lì sono arrivati i casini, la pista era sepolta da tonnellate di alberi schiantati dalla nevicata di 8 giorni fa."

"Praticamente ci siamo percorsi tutta l’alta valle nei boschi con 400 capi circa, e dove trovavi la stradina sgombra chi era dietro (io) si trovava per 8 chilometri nel fango a mezzo polpaccio… Poi e’ arrivato il primo guado di un torrentello laterale, passato senza tante storie e, dopo altro bosco, i due guadi del Wislok, con punti in cui filava una corrente di 60 cm di profondita’… Per fortuna il goretex ha tenuto
e con po’ di salti non e’ entrata negli stivali (scomodi, ma  per queste condizioni…) l’acqua
".

"E infine gli ultimi chilometri di asfalto tra i famosi campi dei contadini, che non abbiamo pestato, e gli automobilisti molto pazienti e disponibili…"

Una lunga transumanza, quella di Marco. Anche nel suo caso, queste foto hanno un doppio valore, per le condizioni atmosferiche e per il fatto che era anche impegnato a sorvegliare gli animali.

"E tagliate le colline della cooperativa agricola di Odrzechowa siamo
finalmente arrivati a casa… Tempo di percorrenza 5 ore secche, distanza coperta 28 km, dislivello tra sali e scendi circa 500 metri, pioggia e nebbia quanto basta
".

Per finire, una piccola transumanza dalla Valchiusella, ce la manda Giacomo. "E’ quella della piccola mandria di Emilio, giovane ed appasionato margaro che ha "fatto la stagione" a Chamois dove, oltre le sue mucche, ha accudito una mandria di oltre duecento manze. Insieme ad altri, ad attenderlo al rientro in valle e ad accompagnarlo fino al paese dove risiede, c’era anche il piccolo  Marco, felice ed orgoglioso in prima, fila".

Non prendete altri impegni!

Cosa fare nel fine settimana? Andare per fiere… Appuntamenti a carattere zootecnico non mancano, in questi giorni autunnali. E così anche gli amici mi segnalano qualche avvenimento da non perdere. La "Fiera d’la Calà" a Bobbio Pellice domenica 25, la Fiera dei Santi a Vinadio (CN) il 24 e 25, dove non mancate di visitare anche la mostra dedicata a Bartolomeo Marino, emigrante vinadiese in California agli inizi del ‘900. Laggiù lavorò per 7 anni come pastore. Sono veramente curiosa di andare a scoprire qualcosa su questo personaggio, lontano parente di Gloria.

Se invece siete appassionati di Battaglie delle Reine, Serpillo ci invita a quella di Cantoira, sempre domenica 25. Sicuramente ci saranno altri eventi, ma questi sono quelli di cui ho ricevuto segnalazione. Se partecipate o visitate qualche fiera, ricordatevi che le foto sono sempre benvenute. La stessa cosa vale per le transumanze incontrate per la via.

Questa transumanza risale ormai a qualche settimana fa ed è stata immortalata da Muccapazza68. Siamo in Val di Susa.

Non si rinuncia ai rudun, in queste occasioni! La mandria ha trascorso l’estate all’alpeggio Pietracassa di Mompantero ed è quella del margaro Rinaldo.

Emblematica la scritta sullo sfondo: spero che da queste parti nessuno abbia protestato contro l’intracio rappresentato dalla transumanza, visto che qui l’alta velocità non è cosa gradita!

Altra transumanza in alta Val Chisone, e questa immagine ce la manda Francesca. Sono le vacche che scendono dall’alpe Chezal, dove il suo ragazzo ha mandato in guardia alcuni animali.

Giovanni ha esposto la sua collezione di campane a Ponte di Legno: è impressionante vedere come questo elemento sia presente un po’ ovunque dove si pratichi l’allevamento. Ricordo infatti ancora una volta che questa raccolta contiene esemplari da tutto il mondo.

La mostra è stata realizzata in occasione del convegno sulle transumanze, di cui potete leggere qui una sintesi interessante sui temi trattati e sugli interventi che si sono susseguiti.

In conclusione, spostiamoci oltreconfine. L’amico Marco dalla Polonia costantemente mi tiene aggiornata sui suoi lavori e le sue "avventure". Questi sono i pascoli "dell’alpeggio" fino a qualche giorno fa, quando le temperature erano ancora eccezionalmente miti.

La mandria avrebbe ancora dovuto restare da quelle parti per qualche tempo, in attesa che i contadini finissero i loro lavori e si potesse quindi transitare negli appezzamenti per la transumanza di ritorno.

Intanto si preparavano le scorte per l’inverno, qui vediamo la trincia in azione per l’insilato di mais.

Il freddo però ha colpito da quelle parti qualche giorno prima di arrivare qui da noi, ed ecco un brusco cambiamento di paesaggio! Chissà se anche in Polonia c’è qualche detto simile a quello piemontese che dice che, quando nevica sulla foglia (cioè prima che gli alberi perdano le foglie), l’inverno poi non darà noia (cioè sarà mite).

Questa foto è stata scattata quando la neve era già un po’ calata, ma Marco ci parla di 40cm caduti! Ovviamente tocca portare fieno. Immagini suggestive da vedere, ma per chi fa questo mestiere… molto poco gradite, soprattutto pensando all’inverno scorso.

Notizie, foto, riflessioni

Piove, e saranno contenti i pastori, pensando all’erba che crescerà in pianura. Anche se piove pure in montagna, ed a volte nevica persino, quindi queste saranno giornate difficili. Non ve le posso documentare direttamente, lavoro ed impegni vari mi trattengono qui. Oggi allora vi faccio viaggiare grazie alle vostre foto e segnalazioni. Qualche notizia, per cominciare.

Serpillo mi aveva segnalato questa pagina del Comune di Torino, sul ritorno delle vacche nel Parco del Meisino.

Michele Corti invece ci offre diversi spunti di riflessione. L’ennesimo articolo sui lupi (attacchi a vitelli nelle Alpi Marittime, tra Piemonte e Liguria agli inizi di giugno), con commenti vari dei lettori. Sul sito di Michele, vi invito poi a leggere alcune pagine: interessanti considerazioni sulla gestione dello spazio silvopastorale, dove si vede come il pastoralismo e la pastorizia hanno vita dura e spesso la legge non è che un ostacolo ulteriore!

 

Michele poi ci scrive: "Una foto per discutere. Faccio un po’ il tecnico, ma poi il discorso torna sulla politica, sulla cultura del fare agricoltura in montagna. Ecco come vengono usati i carri di mungitura ‘mobili’ (!?). Siamo in un alpeggio della Regione Lombardia (nel senso di proprietà del demanio), qui si dovrebbe dare l’esempio. La settimana scorsa (inizi settembre, ndA) eravamo un bel gruppo di tecnici e addetti ai lavori a discutere di pastoralismo sul campo. Era evidente che lì le vacche sostano troppo mentre in aree poco distanti il sottoposcolo era altrettanto evidente (erba non mangiata lì da vedere e non solo per la siccità dell’ultimo scorcio di agosto).
 Alla fine dopo tante disquisizioni la morale è stata: ‘ma come facciamo a far rispettare buone regole quando non riusciamo a trovare più gli alpeggiatori e non c’è ricambio’. E’ come accettare una morte lenta e ingloriosa. Ma giù a valle di stalle e stalloni (fatte anche di recente ce ne sono, eccome) . Troppe aziende con il mito della vacca spinta che poi in alpeggio ‘meglio di no’. Chi ha spinto in questa direzione? Chi fa i PSR? La Regione. E dietro di lei lo Stato centrale che finanzia il ‘miglioramento genetico’. Finanziano le coop latte e le nuove tecnologie che spingono la produzione, danno contributi per gli impianti di biogas per ‘alleggerire’ il carico di liquame ecc. ecc. E poi piangono che il territorio non si gestisce più.
In montagna tolti quei pochi allevatori-alpigiani appassionati, che non si lasciano distogliere dalle cose di buon senso, non trovi gente a sufficicienza che porta le vacche da latte in alpe e nemmeno quelli che te le danno ‘a guardia’. Non è un mondo che va così inevitabilmente; è una politica sbagliata che non ha il coraggio di correggersi.
Intanto io la mia parte la faccio e queste cose mi piace dirle senza troppi giri di parole."

Adesso passiamo però alle vostre foto, per "alleggerire" un po’ il discorso. Anche Andrea ha incontrato il gregge francese ai Laghi di Roburent in Valle Stura.

Pecore e capre con "un’altra faccia" rispetto a quelle che siamo soliti incontrare negli altri alpeggi piemontesi. Ma la storia di questo gregge ve l’ho già raccontata qui.

Sempre da Andrea, un vitello di razza piemontese comodamente sdraiato a riposare, ma… attento a quel che gli capita intorno!

Marco è stato all’Alpe Tour ed ha visto com’è cresciuta in questi mesi Birba, che mi ha regalato quand’era cucciola, poco più che una vispa pallina di pelo chiazzato.

Questa invece è Musca, la sorella di Birba nata in una cucciolata precedente nel mese di ottobre 2008. Spero che Marco presto riesca a mandarci qualche foto della transumanza di una comune amica…

Da quelle parti sono stati anche altri… Questo ritratto di Albino ce lo manda Carlo.

Il gregge in quei giorni era ancora dall’altra parte del Lago del Moncenisio, a quote dove forse adesso sta cadendo la neve!

Non poteva poi mancare una foto del becco bianco, che pare proprio essersi messo in posa per l’occasione.

Foto di gruppo con il pastore, Maria Grazia, mia mamma e Carlo.

Per finire, facciamo un salto in Polonia con Marco. Questo è un piccolo gregge che è riuscito ad immortalare da quelle parti.

Adesso Marco è alle prese con il trinciato di mais, ma in quei giorni c’era invece la paglia da imballare.

Per oggi concludo qui, rimandando le altre vostre immagini alla prossima volta. Volevo però segnalarvi, per far sì che chi è da quelle parti possa organizzarsi, questo convegno. Si chiama "Di terra in terra", si terrà in Val Camonica e si parlerà di pastorizia, transumanza, cultura, tradizioni, problemi e soprattutto della possibilità di creare una rete pastorale che possa mettere in comunicazione tutti i diversi aspetti di questo mondo. Il programma è scaricabile qui, io sarò presente tutti e tre i giorni (25-26-27 ottobre), anche se il mio intervento è previsto nella mattinata del venerdì. Spero di incontrare qualcuno di voi!

Varie dal mondo pastorale

Tanto per cominciare, una "provocazione pastorale" dall’Abruzzo: un premio da attribuire a chi danneggia maggiormente questo antico mestiere… Andate a leggere qui per scoprire che cos’è il Premio Caino: "Un “Attestato” che riconosca con nome e cognome chi si è speso per la scomparsa di questo settore e delle aziende che ancora faticosamente operano sul territorio. Nel riconoscere la qualifica di “CAINO” sarà inoltre chiaramente indicata anche la quantità di territorio che per questo sarà sottratta alla pastorizia tradizionale e abbandonata, con conseguenze nefaste a livello di rischio idrogeologico e incendi e riduzione della biodiversità. SONO APERTE LE SEGNALAZIONI PER LE “CANDIDATURE”: SI INVITA AD INVIARE ALL’ARPO OGNI UTILE CONTRIBUTO A VALUTARE L’AZIONE DI POLITICI, DIRIGENTI E FUNZIONARI, RESPONSABILI DI ORGANIZZAZIONI SINDACALI E DI CATEGORIA, REFERENTI DI ASSOCIAZIONI, IMPRENDITORI PRIVATI, CHE SI SIANO DISTINTI PER IL CONTRIBUTO ALLA SCOMPARSA DELLE AZIENDE E DEI PRODOTTI PASTORALI TRADIZIONALI".

Veniamo poi alle vostre segnalazioni, foto, ecc… Clà ci invita a leggere questo articolo comparso su "La Stampa" di Torino la scorsa settimana: una vacca in difficoltà amorevolmente assistita dal suo padrone.

Laura dal Biellese ha incontrato questi amici che venivano ad approvvigionarsi per l’alpeggio. Facce conosciute… lui è Alessio.

Qui invece vediamo Gabriella e Franco. Non tutti gli alpeggi piemontesi sono serviti da comode strade… 

Mari è andata a trovare il Pastore nel suo "nuovo alpeggio". A quanto pare la stagione non sta andando proprio benissimo… Spero che i suoi problemi (così come quelli di altri pastori di cui ho avuto notizia recentemente) si risolvano al meglio ed al più presto! Un pensiero al giovane Andrea ed a Giors…

Serpillo era al Rifugio Mantova ed ha pensato a questo blog quando ha visto queste due pecorelle

Marcopolacco ci manda qualche immagine delle "sue zone"… Pascoli infiniti e vacche al pascolo. Però sappiamo che lui continua a sognare le sue valli nel Nord Piemonte!

Certo, qui i paesaggi sono più morbidi e dolci, non manca il verde e… però le radici sono le radici, non posso dargli torto.

Rinfreschiamoci con questa splendida fontana valsesiana che ci invia invece il fratello di Marco… E vi ricordo che aspetto tutte le vostre foto di abbeveratoi.

Giacomo, come sempre, va in giro per la sua Valchiusella, ahimè in questo periodo troppo "invasa" da turisti che fanno perdere parte della naturalità agli ambienti incontrati. Qui è all’alpeggio Moriondo, dove si è recato per l’annuale festa di San Giacomo.

"Ti volevo poi raccontare della festa di San Giacomo all’Alpe Moriondo. L’alpeggio è di proprietà del Comune di Lugnacco che da qualche anno a questa parte organizza un pranzo in compagnia del margaro, da tempo la famiglia Vigna. Fino agli anni sessanta il parroco celebrava una  Messa nella cappella  ora  in stato di abbandono. Allora si saliva a piedi da Inverso, mentre attualmente l’alpeggio è raggiungibile, in fuoristrada, attraverso una “pista”. Oltre alla Giunta al completo del Comune di Lugnacco, anche stavolta erano presenti  al tradizionale ritrovo, appassionati del mondo rurale alpino. Polenta concia, carne allo spiedo, toma d’alpeggio e vino a fiumi, ricordando   margari del passato,   avventure di caccia, e la tragica fine  un giovane stroncato dal fulmine in quel vallone, mentre rientrava con il mulo dal mercato settimanale in un paese della valle. L’appuntamento è  per l’anno prossimo, il sabato più prossimo al 25 Luglio."

Rimaniamo in valle, dalle parti del Colletto Bossola. "I piccoli Giacomo e Antonio mi avevano parlato di tre manzette gemelle, nate un paio di anni fa e, fatto alquanto strano, avvolte tutte in un’unica placenta. -Al pascolo sono sempre una accanto all’altra-, mi hanno spiegato. E così non ho avuto difficoltà a fotografarle insieme. Altra curiosità è quella che le tre manzette sono in pratica identiche, tanto che risulta difficile distinguerle."

Ecco nonno Antonio che dà gli ordini al cane per far rientrare le vacche in stalla. Qualche comando e tutti gli animali si incamminano lentamente…

Domenica, in Valle Stura di Demonte, è stata inaugurata la mostra annuale all’Ecomuseo della Pastorizia. Gloria ci manda qualche foto dell’evento, che dimostrano il buon successo del pubblico.

Prima della fine dell’estate andrò anch’io a vedere dal vivo le foto della transumanza sul ghiacciaio, opera di Mauro Gambicorti.

Anche quest’anno l’allestimento è all’aperto, nei pressi dell’Ecomuseo, a Pontebernardo (CN).

Concludiamo con Andrea, 20 anni, che ci scrive dalla provincia di Sondrio e ci parla delle sue capre di razza orobica: "volevo chiederti se potevi farmi conoscere tramite mail qualche ragazza della mia età ma soprattutto con i miei stessi interessi, che oggi giorno sono sempre più rare da trovare… se si parla di mare ti trovi con tutti ma se parli di alpeggi e animali allora diventa più difficile ..e questo è molto triste ma è la nostra realtà… speriamo che si cambi e che si ritorni un poco indietro….ti ringrazio anticipatamente per la risposta e ti rifaccio nuovamente i complimenti…". Chissà che non ci sia qualcuno che gli scriverà?

Uno sguardo in giro

Ormai questo blog è sempre di più un contenitore delle vostre storie, è vagante anche quando non mi muovo io! Nei prossimi giorni sarò spesso impegnata con le transumanze, quindi non sempre troverete le pagine aggiornate… ma poi avrò molto materiale per nuovi racconti!

Adesso però lascio parlare Marco, che ci racconta come, in Polonia, trattano il "problema lupo". "…Ieri amara sorpresa in pastura…
tanto per non farci stare in pensiero e’ passato il lupo… Bilancio, che poteva essere peggiore, una manzetta azzoppata e una con l’interno coscia a cui manca un blocco di muscoli grande come un’anguria…
ovviamente per quest’ultima si e’ resa necessaria l’abbattimento…
E per fortuna che sono partiti i cani a mettere in fuga i predatori, se no non so che casotto sarebbe venuto fuori…
Encomiabile il sistema polacco per queste evenienze.. Segnalazione stamattina, sopralluogo dei forestali alle 13.30, redazione del verbale di accertamento di attacco dei lupi e del verbale di rimborso alle 14.00…
Valore rimborsato: 100% del prezzo di mercato desunto dalla nostra ultima fattura di vendita..
Restano solo da attendere una decina di giorni per i tempi tecnici e bancari e si avra’ il rimborso in tasca..
Convivenza allevatori-pastori e predatori possibile? cosi’ si’, dico io!!
In pratica qui funziona cosi’: i selvatici sono divisi in cacciabili e non cacciabili. Per i danni cagionati dai non cacciabili, in genere lupi, orsi, linci e in rari casi bisonti, che sono tutelati dai ministeri centrali di
Varsavia, gli indennizzi sono liquidati come hai visto sopra. Per i cacciabili, vedi cinghiali, caprioli, cervi e cosi’ via, i danni vanno in capo al locale girone dei cacciatori che ne e’ in toto responsabile. Qui la scelta tra pagare i danni in moneta o ripristinare il danno in lavoro e materiale. Ossia sono le associazioni dei cacciatori a essere responsabilizzate, per la serie chi rompe paga, cosi’ il numero degli animali e’ regimentato (la forestale controlla il preservamento
dell’equilibrio) e l’ecosistema sta in piedi…
Troppi cinghiali no, se no non abbiamo di che pagare i danni, troppo pochi nemmeno se no cosa cacciamo? Considerato poi che il 70% dei cacciatori e’ agricoltore, si chiude il cerchio di come le cose non siano cosi’ difficili da far girare…
Sembra la luna a confronto dello scaricabarile italiano, vero?
"

Soprattutto, caro Marco, sembra logico e funzionante! Solo per fare un esempio, i capi predati qui non sono ancora stati rimborsati. E sono passati 8 mesi…

Con le transumanze e con la risalita di greggi e mandrie nelle valli, è tornato il nostro inviato Mauro. Qui ha scattato un’immagine di un gregge che attraversa il ponte sul Chisone a San Germano, in una giornata di pioggia.

Altro gregge, al pascolo lungo una strada di montagna. Sappiamo che il nostro amico è appassionato ciclista, quindi gli capita spesso di fare questi incontri, durante i suoi giri.

Gregge "a riposo" in val Chisone, a Depot. Credo si tratti di quello di Fabrizio, che è stato uno dei primi a salire a piedi lungo la valle. Occhi aperti, Mauro, che i prossimi saranno giorni di grandi transumanze!! E poi, dopo, ogni volta che ci si metterà in cammino lungo una strada di montagna, un sentiero, una mulattiera, saranno muggiti, belati, campanelle…

Giacomo invece è stato testimone di questa vicenda, che ci racconta con l’immagine conclusiva. "Mungere le mucche, condurle al pascolo, pulire le stalle, fare il formaggio e, come se di lavoro non cene fosse abbastanza, andare a recuperare i muli in fuga d’amore. Giorgio con la sua grossa mandria (oltre duecento, i capi) è da pochi giorni sulle alture di Inverso. L’altro giorno i suoi due muli sono usciti dal recinto dove erano custoditi per raggiungere una cavalla avelignese che pascolava in un prato sottostante, e neanche troppo vicino….. Richiamati dall’odore che amanava la cavalla, prima di avvistarla hanno vagato a lungo per i pascoli della zona… Per separarli,poi,  dall’occasionale "compagna"con la quale si stavano intrattenendo, e  ricondurli nel recinto, Giorgio si è armato di un pezzo di pane, alla vista del quale non hanno esitato a seguire il margaro."

Permettetemi, infine, di dire un grandissimo "CORAGGIO RAGAZZI, DAI CHE CE LA FARETE!!" a Marco e Gianluigi. Spero, molto presto, di raccontare qui la loro storia, il successo della loro nuova scommessa. Le nostre montagne hanno bisogno di gente come voi.

Articoli, fiere, prime transumanze

Se anche un giorno non riuscissi più ad andare "sul campo" per seguire le vicende dei pastori, ci siete comunque voi che mi mandate materiale in gran quantità. Questa settimana non ho che l’imbarazzo della scelta. Iniziamo con un paio di articoli.

Il primo ce lo manda Barbara e riguarda la pastorizia nomade dalle sue parti, nel Modenese. Purtroppo si parla dell’ultimo pastore…

Ancora dai giornali: questo è un pezzo scritto dall’amico Giacomo su "La Sentinella del Canavese". Si parla delle difficoltà che i margari incontreranno quest’estate, tra baite e strade danneggiate dalle slavine e dalle nevicate. "Aspettiamo un segnale forte dai politici. Non bastano più le pacche sulle spalle." Voci raccolte alla Fiera di Vico: speriamo che, in pieno periodo elettorale, arrivino a chi di dovere…

Giacomo ovviamente ci documenta anche la fiera con alcune immagini. Qui vediamo Giors con i suoi amici Erik e Daniele, che l’hanno aiutato a condurre le bestie e presentarle alla giuria.

"Un’edizione record, almeno per quanto riguarda i capi bovini esposti, oltre duecento. "Mai visto così  tante mucche alla Fiera di primavera",osservava Tonino Nicolino, vice sindaco di Vico, e storico speaker della manifestazione. Tutti animali di rara "bellezza",a testimoniare come  gli allevatori della zona tangano molto all’aspetto del bovino, anteponendo spesso l’estetica alla resa in termini di latte. A condurre gli animali al centro dell’improvvisato "ring" al cospetto della giuria, oltre agli stessi allevatori, numerosi giovani aiutanti, fieri ed orgogliosi nell’assolvere a questo compito.

Sempre dalla Valchiusella e ancora parlando di giovani. "Emilio,che non ha in famiglia tradizioni contadine, fino a pochi mesi fa, oltre ad accudire una decina di mucche "personali", faceva il muratore. All’improvviso la decisione di fare il margaro a tempo pieno. E così tra poco più di un mese salirà a Chamois, in Valle d’Aosta, dove avrà l’incarico di governare, insieme con le sue muche,  oltre duecento manze di un allevatore canavesano. Alessandro, invece, possiede per il momento una manzetta aggregata agli animali di Emilio. Considerata però la grande passione che lo anima, è probabile che prima o poi anche Alessandro, cominci a pensare più in grande… "

Giacomo ci dice che c’è speranza per il futuro, finché si fanno questi incontri. "Dario ha 14 anni e dà già una grossa mano ai suoi genitori che in estate, con una trentina di mucche e qualche capra,  salgono all’alpe Pianezza, sopra Succinto. Ed a proposito di capre, è proprio lui che produce gustosissimi tomini con i latte di questi animali." Forse allora non è vero quel che si dice da quelle parti: "Quando non ci saranno più gli anziani, addio mucche". A quanto pare le nuove generazioni hanno voglia di continuare!

Andiamo lontano, molto lontano. Marco ha "caricato l’alpe" e ci racconta (anche con le foto) tutte le vicende di questa transumanza polacca. "La solfa e’ iniziata sabato mattina alle 4.30, con l’arrivo del primo bilico sotto una pioggia che ci mancava proprio… ovviamente venerdi’ non se ne e’ fatto nulla per urgenze dei trasportatori… Comunque per le 5 il primo camion e’ partito."

…e poi è spuntato il sole, per fortuna. Ma le vicende di Marco non erano che all’inizio! "Secondo camion poco dopo, giusto il tempo di un caffe’ per snebbiarsi la vista.. Verso le dieci il fenomenale socio polacco esce dicendo che non ha fatto a tempo a vaccinare le manzette che sono nell’altra cascina a 120 km per la bvd, quindi monta in auto, carica il tutto e corri su, poiche’ per il pomeriggio e’ previsto l’arrivo dei camion anche li’!! E taca banda con siringhe e boccette di vaccino fino alle 5, quando le ormai familiari trombe del Renault di Marcin annunciano un nuovo carico."

"Poi passiamo a ricontrollare per la centesima volta i numeri degli orecchini di tutte le altre, sono 300, per fare tutto per bene, visto che tra le altre siamo appena usciti, indenni per fortuna, dal problema brucellosi, e non vogliamo aver casini."

"Alle 23 e 20 e’ la volta del Volvo fiammante di Bogdan ad essere caricato, arrivo previsto per le 3, e stavolta salgo anche io con loro perche’ scaricare di notte non si sa mai come va a finire… Arriviamo in alpe poco dopo le 3 e 20, ritardati da un po’ di nebbia nel tratto di strada nella valle del San, e subito scarichiamo e torniamo giu’ a Besko, un’oretta di sonno leggero e per le 4.30 il Renault blu e’ gia’ qui che sgasa per allinearsi alla porta della stalla. Ricominciano le danze, in un via vai che si concludera’ quasi a mezzanotte, dopo quasi 40 ore tirate di corride…"

Finalmente la mandria è in alpeggio. Chissà se si può dire così anche sui Carpazi? Adesso Marco ci dice che sta facendo il meccanico sui suoi trattori… Grazie per i vostri reportage, amici!