In alta Val di Susa

Tutti gli anni cerco di andare almeno una volta a trovare la mia amica che pascola in alta val di Susa. Sappiamo che il mestiere dell’allevatore coinvolge uomini, donne, famiglie, giovani, anziani, ma la mia stima per una donna che, da sola, gestisce un gregge di queste dimensioni è davvero grande. Come mi aveva detto quando ci eravamo conosciute…: “E’ una droga!“.

Uno dei maremmani, a guardia delle pecore degli agnelli nel recinto accanto alla baita, fa il suo lavoro abbaiando furiosamente. Non è tanto la mia presenza a turbarlo, ma quella di un cane estraneo, il mio. Adesso non è ancora stagione turistica, quindi non c’è ancora tanto movimento in zona. Lupi però ce ne sono e la pastora ne ha già avvistati. Mi raccomando cani… Fate il vostro dovere!!

Il gregge è ancora sull’altro versante, sta finendo di pascolare i prati da quelle parti, prima di spostarsi, salire sul colle e arrivare alla sede di alpeggio principale. Arriviamo al recinto, c’è il sole, ma è una giornata fresca, ventilata. Una volta aperte, le pecore pigramente si portano verso i pascoli, nonostante non sia prestissimo. Ci siamo concesse un po’ di chiacchiere tra amiche da tranquille, ma ogni tanto ci vuole anche quello e poi la giornata è lunga.

L’erba è dura, l’erba è alta. Anche questo gregge ha tardato a salire per problemi di vario tipo. Quest’anno poi tutti si stanno lamentando per la qualità dell’erba, cresciuta in fretta quando ha fatto caldo in anticipo, poi “invecchiata” precocemente. Il gregge bruca ancora qualcosa dov’è già passato, poi scenderà per “pulire” un pezzo vicino alla strada statale, i proprietari hanno chiesto alla pastora di pascolarlo per evitare di dover tagliare l’erba.

Finita la pulizia del prato, si torna verso l’alto, verso erba un po’ più fresca, un po’ più tenera. Il gregge avanza quasi in formazione compatta, mentre il cielo si copre e l’aria diventa umida. Valutiamo lo spostamento delle nuvole, qua e là si intuisce già la pioggia, ma forse non dovrebbe arrivare fin da noi.

Ci manca solo la pioggia, che già le pecore pascolano male e non stanno ferme! E invece la pioggia arriva proprio, con una serie di scrosci intermittenti, nuvole portate dal vento come spesso accade quassù. Riusciamo a pranzare anche noi, sotto l’ombrello, ma il gregge non sta fermo a lungo e bisogna spostarsi, correre dietro alle pecore, intuire dove andranno.

Nel giro di un’ora il tempo cambia almeno tre volte. Pioggia, vento, sole, pioggia. Ormai qui l’erba è quasi finita, la pastora spera che il meteo aiuti almeno un po’ (ma non sarà così!!) per terminare di pascolare quel che resta e spostarsi più su. Uno i progetti li fa, prova ad organizzarsi in un certo modo, ma poi di imprevisti ce ne sono sempre.

Continuiamo a chiacchierare, sta venendo sera, volevo fermarmi ancora per godermi la compagnia, il gregge e le ore più belle della giornata, ma dalle vallate di fronte arriva una nuova ondata di pioggia. Provo a scendere velocemente per raggiungere la macchina, ma mi tocca aprire ancora una volta l’ombrello e scendere guidando per la strada che, rapidamente, si è trasformata in un piccolo torrente. Chissà come sarà l’estate, chissà se farà tribolare i pastori come l’anno scorso??

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