Comprerò al massimo un becco, poi mi faccio la mia razza

Quando intervisto allevatori di capre, molti di loro mi raccontano come la passione sia nata quando erano ancora bambini. E così ho cercato anche uno di questi “bambini”. Marco è del 2003, un ragazzino molto appassionato di capre, che ha iniziato quando era ancora più giovane, grazie ad un regalo.

Heidi, la mia prima capra, me l’hanno regalata i cugini per la prima Comunione. I miei fanno un altro lavoro, ma i miei nonni a Rueglio hanno le mucche. A me però piacciono di più le capre, non so perchè. Quando sarò grande mi piacerebbe avere 15-20 capre e una trentina di mucche, poi andare in montagna in alpeggio d’estate. Adesso vado dalle capre al mattino prima di andare a scuola.

Il prossimo anno Marco farà la terza media e dopo si tratterà di andare alle scuole superiori. La scelta obbligata è quella dell’Istituto Agrario, il sogno è quello di superare il test d’ingresso ed essere ammesso all’Institut Agricole Régional di Aosta, ma per chi viene da fuori regione c’è appunto un esame da superare. Fino a quel momento il gregge non può aumentare, anche perchè ci sarà da stare in convitto. “Qui c’è poco spazio, la stalla me l’ha fatta mio papà e i prati da pascolare me li lascia il mio vicino. Gli do spesso una mano, lui ha le mucche, lo aiuto anche a fare fieno e vado a prenderlo da lui man mano che mi serve.

A Marco piacciono le capre Valdostane. In occasione della mia visita ha sostituito le normali campanelle con i collari di legno e le ha fatte pascolare ben bene al mattino presto. “Le capre non le mungerò, preferisco tenerle un po’ più grasse e belle. Non voglio comprarne altre, alleverò le caprette delle mie, Bijou è figlia di Heidi, comprerò solo il becco e poi mi faccio la mia razza. Quando Heidi era bima l’ho portata alla rassegna a Vico. Ho voluto farla battere e ha vinto il primo premio nella sua categoria, è stata una grande soddisfazione!

Foto varie e appuntamenti

Segnalazioni per il fine settimana, in modo che possiate organizzare i vostri impegni se siete interessati. Sabato 5 dicembre a Bergamo l’evento conclusivo del Festival del pastoralismo alla Sala sopra la Porta Sant’Agostino: alle 17 verranno proiettati i film sulla pastorizia “Tutti i giorni è lunedì” (Piemonte) “Fuori dal gregge” (Lombardia). Domenica 6 dicembre a Caselle Torinese, Fiera di Sant’Andrea.

Questo venerdì, 4 dicembre, sarò a Finale Ligure, o meglio, al Museo della cultura contadina di Orco Feglino, ore 21:00, ospite del CAI per presentare i miei libri. Amici Liguri, potrebbe essere una bella occasione per incontrarci!

(foto M.Verona)

Un po’ di vostre foto di transumanze, alpeggi, fiere. Queste immagini del mese di giugno riguardano la transumanza a Pequerel in Val Chisone e sono state scattate dai miei genitori.

Alcune immagini estive inviate da Adriana. Riguardano la stagione in alpeggio del gregge del figlio Fabio nelle Dolomiti.

(foto M. Mahlknecht )

Fieno in alpeggio in Svizzera, dove Markus ha trascorso la stagione lavorando.

(foto G.Grosso)

Giacomo con alcuni scatti della Fiera di Oropa (BI), tenutasi nel mese di settembre. “Nulla di nuovo che già non si conoscesse. Incontrato Alberto, della Maison “Taglio Avion, con le creazioni della linea “Ol Feder”. Stavolta c’era anche sua mamma, l’artefice della pregiata collezione di vestiario per i pastori (e non solo).”

(foto G.Grosso)

Sempre Giacomo, con immagini di transumanze autunnali in Valchiusella. Grazie come sempre per tutte le foto che mi mandate e che, poco per volta, pubblico per arricchire queste pagine!

(foto G.Zaniboni)

Per concludere, Gabriele ha immortalato il pascolo vagante a San Zenone al Lambro, 27 Ottobre.

Il caldo sale in quota

Anche se non sono più su in alpeggio come in passato, basta una gita in una valle a caso per vedere certe cose. Poi ci sono gli amici che mi aggiornano, magari sfogandosi con qualche lamentela sulla scarsa qualità dell’erba, sulla difficoltà di farla pascolare agli animali. In pianura il caldo si sente eccome, ma in montagna?

La scorsa settimana mi trovavo in Valchiusella e ne ho approfittato per fare anche una gita veloce, quattro passi lungo la valle. A mezza quota ho trovato mandrie al pascolo. Faceva caldissimo, l’umidità dell’aria era molto elevata, il sole filtrava tra le nebbie che, inevitabilmente, si formavano. Il Chiusella è ancora ricco d’acqua, le pozze hanno un bel colore verde, ma il caldo mi fa tornare indietro al 2003, primo anno in cui arrivai da queste parti per il censimento degli alpeggi.

Anche allora si erano raggiunte temperature molto elevate e la siccità aveva trasformato i pascoli in distese brulle e riarse. Molti erano dovuti scendere in anticipo dagli alpeggi. Per ora la situazione non è così grave, ma l’erba è alta, dura, gli animali la pascolano malamente. Mosche e tafani li infastidiscono, il caldo non diminuisce nemmeno in quota, non c’è un filo di vento.

Arrivo nei pressi dell’Alpe Pasquere. Le baite sembrano esser state ristrutturate da quando ero passata di qui a censire le strutture. Questo alpeggio è servito dalla strada, a differenza di molti altri della valle, il cui raggiungimento avviene ancora esclusivamente a piedi. Eppure quante polemiche erano state fatte per la realizzazione della pista (chiusa al traffico) che risale su per il vallone!

Io proseguo lungo il sentiero, anche perchè l’alpeggio successivo è di quelli che, purtroppo, non sono stati dotati di viabilità. La pista devia poco sotto e non è stato prolungato un ultimo tratto che, senza grossi problemi avrebbe potuto collegare anche le baite in testata di valle. La mandria la incontro più in basso rispetto alle baite: vacche e due cavalli, mentre in precedenza avevo visto anche un mulo, perchè qui gli animali da soma vengono ancora utilizzati. Erba che ingiallisce pure qui, il calore della pianura risale sotto forma di nebbie e nuvole.

Le strutture dell’alpe Prà sono ancora tradizionali, ma in buone condizioni. Non so chi utilizzi oggi questo alpeggio, sono passati più di dieci anni da quando avevo girato tutta la valle e molte cose sono cambiate, qualcuno non ce più, volti giovani sono subentrati a mantenere vivo questo mestiere. Il mio arrivo è preannunciato dai cani, questo sentiero è segnato anche come GtA, quindi dovrebbe essere abbastanza frequentato, ma quel giorno non incontro altri escursionisti.

C’è una famiglia giovane, due bambini piccoli, tra cui questo con un visetto da birba. “Stai facendo i compiti?” “No… Sto colorando!“, e si nasconde dietro all’album. Il fratello maggiore, nel cortile davanti alle baite, inizialmente rifiuta di farsi fotografare.

Quando però tornerò indietro, gli animali erano stati fatti salire nei pascoli vicino alle baite, anche con l’aiuto dei bambini. “Adesso la vuoi una foto?“. Il piccolo fa segno di non con la testa, ma poi cerca di mettersi in posa accanto alla vacca, che però si sposta e così c’è tempo solo per un veloce scatto “rubato”. E’ ora di scendere, tornare nel caldo ancora più soffocante, più afoso della pianura. Chissà come proseguirà l’estate? Sembra preannunciarsi ancora più difficile di quella fredda e piovosa dello scorso anno.

Poco movimento alla fiera di Vico Canavese

Sabato scorso sono stata in Valchiusella in occasione della fiera di Vico Canavese, con annessa rassegna dei bovini. Già salendo lungo la strada tortuosa avevo notato poco movimento, ma raggiunto il luogo della fiera la mia prima domanda è stata: “Ma le bestie dovranno ancora arrivare?

C’era qualcosa… ma molto meno di quello che mi sarei aspettata. Non è la prima volta che vengo da queste parti, chi segue il blog ben lo sa. Forse precedentemente avevo partecipato soprattutto alla rassegna autunnale e non a quella primaverile? Che il motivo di una scarsa partecipazione sia soltanto stagionale?

Incontro amici e conoscenti, mi viene confermato che non arriveranno altri animali, quello che c’è è già qui, vacche, manze, manzette. Prima di pranzo verranno valutate le varie categorie e si procederà subito con la premiazione. Poche bestie, pochi allevatori e anche poco pubblico. E’ sabato, il cielo è velato, ma non è una brutta giornata. Come mai questa scarsa affluenza? “Una volta c’erano animali anche tutto sotto… Una volta le bancarelle arrivavano fin giù in fondo alla strada…“. E’ solo la crisi?

La crisi forse influisce sul pubblico, ma qui la gran parte degli animali arrivavano a piedi dai paesi della valle, quindi non c’era nemmeno la spesa dei camion. “E’ colpa anche delle valutazioni della giuria…“, mi viene detto. “E’ bello partecipare, ma poi… quando i premi vanno sempre agli stessi… Non solo qui, queste cose le vedi capitare un po’ ovunque!! Anche in Val d’Aosta con le capre! Prendi le vacche qui: la nostra non è Valdostana pezzata rossa. Sono le pezzate rosse che abbiamo sempre avuto qui in valle. Non puoi farle valutare da gente che ha studiato sui libri, devi mettere in giuria qualche anziano margaro. Anche i veterinari… certe cose sono gli allevatori che le sanno! Poi dovrebbero valutare le bestie senza la persona vicino, senza sapere di chi sono. Allora forse…

In fiera, attrezzature, generi alimentari, abbigliamento, di tutto un po’, ma c’è proprio solo la gente del luogo e pochi altri. Non è facile nemmeno per i venditori, che passano lì tutta la giornata per vendere solo qualcosina. Nel primissimo pomeriggio infatti qualcuno iniziava già a sbaraccare, convinto che il flusso di visitatori non sarebbe incrementato con il passare delle ore.

Scatto qualche foto di ritratti di “personaggi” caratteristici. Mancano però molti volti che ricordo aver visto da queste parti in passato. Mi auguro che si riesca a ridar linfa a queste manifestazioni, per evitare che si interrompa la tradizione. Fiere e rassegne sono un momento di incontro, di condivisione, una giornata da passare in compagnia per chi, altrimenti, raramente si concede pochi momenti di svago.

Poco per volta gli allevatori (tra cui spiccano i giovani) conducono i loro capi, categoria per categoria, davanti alla giuria che ha il compito di stabilire la classifica. I primi tre vengono decisi immediatamente e premiati dal Sindaco. Non ci sono nemmeno applausi, il tutto avviene con grande rapidità.

Proprio la presenza dei giovani dovrebbe far sì che chi di dovere si ponga delle domande su come rivitalizzare queste fiere. Ascoltare le motivazioni della mancata partecipazione di molti e trovare delle soluzioni. Le voci che ho raccolto sono solo “le solite lamentele” o ci sono delle ragioni fondate. “A Carema hanno premiato un becco che aveva una macchia bianca sulla pancia… Ma come si fa? Non c’è da essere un esperto di razza per dire che non era una bestia da premiare!!“. A volte sembra proprio che l’occhio dell’allevatore appassionato sia ben più allenato di quello del giurato con titoli di studio.

Una foto di gruppo, poi tutti a casa. Non c’è un pranzo ufficiale o almeno non lì dove si è tenuta la fiera. Poco per volta allevatori e appassionati se ne vanno e la fiera resta davvero quasi deserta.

Gli animali vengono slegati dalle loro postazioni e, un gruppo per volta, si incamminano e se ne vanno. Qualcuno raggiungerà la stalla o i pascoli a piedi, qualcuno verrà caricato su dei mezzi. La piazza di Vico torna silenziosa e i commercianti, da una bancarella all’altra, commentano la giornata magra. Spero che, per la fiera autunnale, il clima (e non parlo del meteo) sia poi differente!

Pastori qua e là

Si parlava ieri delle forme di commercializzazione dei libri… Ormai si punta più sul web che non sulle classiche librerie e vale tanto per un romanzo quanto per un libro fotografico sulla pastorizia. Infatti… i pastori sul web ci sono eccome. Questo blog, il suo seguito, la sua longevità ne è una testimonianza. E, a maggior ragione, lo sono tutte le foto che mi mandate.

(foto G.Grosso)

Andiamo indietro nel tempo, torniamo al mese di novembre, quando l’amico Giacomo mi mandava una testimonianza della transumanza del pastore Giovanni, che aveva incontrato la neve durante il suo cammino.

(foto G.Grosso)

Neve che è annunciata anche per i prossimi giorni, a dire il vero già da stasera, ma è inverno e fino ad ora è già andata fin troppo bene. In pianura sembra comunque che ne cadrà poca e mista a pioggia, quindi forse non c’è da preoccuparsi per ora.

(foto G.Grosso)

Ancora dalla Valchiusella, un giovanissimo, Marco, che ci manda un’immagine che lo ritrae con la sua capra. Insieme avevano partecipato alla rassegna caprina.

(foto Adriana Z.)

Cambiamo zona, andiamo verso est, in Trentino, da dove la mamma di Fabio ci manda alcune immagini del figlio, pastore che abbiamo già visto anche in foto di altri amici. Qui siamo d’estate, a malga Bocche, con Angelo Paterno.

(foto Adriana Z.)

(foto Adriana Z.)

Per concludere, due immagini autunnali della discesa del gregge di Fabio.

Arretrati

Quest’estate ho scritto poco, quest’estate sono stata a lungo in alpeggio. Però ho continuato a ricevere vostre foto, storie, aggiornamenti, di tutto un po’. Molti di voi ormai hanno un profilo facebook e allora condividono lì le loro storie di pascolo vagante… Ma non vale per tutti e allora cerchiamo di farci perdonare per il ritardo nel pubblicare queste immagini.

(foto G.Grosso)

Era il mese di maggio, noi eravamo già in montagna quando Giacomo scriveva questo : “Anche quest’anno Giovanni tornerà a salire con il suo gregge agli alpeggi della Valchiusella. Ne sono ovviamente felici gli appassionati valligiani. Dopo aver sostato per qualche giorno a Brosso, oggi ha raggiunto Inverso. Da qui si sposterà sulle alture di Traversella, prima di dirigersi verso il fondo valle. Sarà allora che salirà poco alla volta di  quota, nel vallone di Tallorno, territorio dei pascoli estivi del suo gregge. E’ il Giovanni di sempre: di buon umore e  pronto alla battuta. Lui ama la Valchiusella e, ricambiato, la sua gente. A qualcuno ha confidato che se un giorno dovesse smettere di fare il pastore, ciò che gli mancherebbe di più sarebbe proprio la Valchiusella. Che non arrivi mai, quel giorno!!!!!!!!

(foto L.Marcolongo)

Fuori piove, i prati sono verdi, le foglie non sono ancora tutte cadute dagli alberi, ma ormai è autunno e si va verso l’inverno. Quindi sogniamo un po’ con immagini estive da bellissime località. Ce le manda Leopoldo.

(foto L.Marcolongo)

(foto L.Marcolongo)

(foto L.Marcolongo)

(foto L.Marcolongo)

(foto L.Marcolongo)

(foto L.Marcolongo)

Domenica scorsa (metà luglio, ndR) volevo fotografare il pastore Fabio Zwerger che alpeggia a Paneveggio, Passo Rolle, sotto le Pale di San Martino. Sono arrivato al Lago Bocche a 2250 metri, ma Fabio era verso la cima e sono dovuto tornare alla malga perché è piovuto ininterrottamente tutto il pomeriggio. Allego comunque alcune foto di Malga Bocche con i genitori di Fabio.

Torniamo però alla realtà odierna, fatta di pioggia e di difficoltà per molti, con un pensiero particolare alla Sardegna, alla sua gente ed ai pastori che hanno subito danni alle infrastrutture ed agli animali.

Pastorizia del mondo

Questo blog non sarebbe lo stesso senza i vostri contributi, spesso di altissima qualità come quello che ho ricevuto, insieme agli auguri di buone feste, l’altro giorno. Sono di un amico della pastorizia che è stato lontano per qualche tempo.

(foto A.Malacarne)

Così scrive il nostro amico Adolfo: “Questo autunno non ho potuto seguire “i miei pastori” e leggere il tuo blog: sono rientrato da 4 giorni da un lungo e affascinante viaggio “premio” di 2 mesi in Nepal, Tibet ed India. Il “premio” è relativo ai miei… primi 60 anni, alla mia… prima pensione ed al mio primo nipotino!!! Come vedi, nel mio viaggio ho incontrato anche molti pastori nomadi, sia nelle montagne in Nepal che nel vasto (e in dicembre anche molto arido) altopiano del Tibet cui si riferiscono le 2 foto allegate, scattate a oltre 4000 metri di altezza!. Una esperienza unica, il sogno di una vita!”.

(foto A.Malacarne)

Fanno sognare anche noi, queste foto. La domanda che poi sorge spontanea è: “Ma cosa mangiano quelle pecore, lì nell’arido altopiano?“. Tra l’altro, chissà se Adolfo sa che alcuni dei suoi pastori sono stati protagonisti in tv l’altro giorno? Guardate questo servizio di Ambiente Italia andato in onda su Rai3 sabato 22 dicembre. Al minuto 25 c’è un bel pezzo sui giovani pastori vaganti della Valsugana.

(foto G.Grosso)

Veniamo ad altri pastori. Foto un po’ datate di una transumanza autunnale, quando il pastore Giovanni scendeva a Traversella, in Valchiusella. Le sue “famose” capre guidano il gregge.

(foto G.Grosso)

Ecco un altro ritratto sempre di Giuan, che ho sentito l’altro giorno per i consueti auguri. Fin quando la neve si tiene lontana, i pastori non si lamentano troppo…

(foto M.Abbove)

Sempre in Valchiusella, ho conosciuto un pastorello del futuro. Mi ha scritto il giovanissimo Marco, per mandarmi la sua foto insieme alla capretta Heidi ed alla sorellina Sofia. Non c’è nemmeno da chiedersi cosa voglia fare da grande Marco…

(foto G.Grosso)

L’ho poi conosciuto dal vivo qualche tempo dopo, quando sono stata a Brosso per presentare il mio libro. Ovviamente lui ce l’aveva già e me l’ha portato per avere un autografo.

(foto C.Contrini)

Concludiamo poi con Susi, l’agnellina che scorrazza per il cortile di Camilla. “Ti mando una foto mentre gioca nel mio giardino con il mio cagnolino. Tra l’altro Neve, il mio cane meticcio, ha una storia particolarissima. Pensa che l’ha trovato una mia amica nel cassonetto dell’immondizia dentro a una bustina di plastica. Lei non poteva tenerlo perchè aveva già tre cani e allora otto anni fa l’abbiamo preso noi… Ho provato ad addestrarlo per le pecore ma ha un vizio… essendo così piccolo abbaia sempre per farsi rispettare, quindi negli spostamenti fa casino, ma in alcune situazione è essenziale…“.

Dagli alpeggi e transumanze

Oltre ai “classici” inviati di questo blog, giorno dopo giorno aumentano gli allevatori che inviano foto dei loro animali e mi raccontano le loro storie. Su Facebook poi continuano a comparire pastori di tutte le età! Prima di iniziare con le immagini, vi ricordo ancora il convegno su “ritorno e abbandono” che si terrà domani all’università di Torino (aperto a tutti), poi passiamo ai vostri racconti.

(Foto G.Grosso)

Una transumanza in Valchiusella: “Questa è una delle due  mandrie  valchiusellesi che d’inverno svernano ancora in pianura (50 anni fa erano una ventina).

(Foto C.Borrini)

Cambiamo area del Piemonte, a fine settembre. “Sapendo delle festa della transumanza di Premia in Val Formazza del 30 settembre e sapendo che venerdì 28 settembre il gregge avrebbe sostato a Chiesa, il  mio intuito mi ha spinto ad andare incontro al gregge che presumevo si trovasse alle Cascate del Toce o al massimo a Riale. Quindi venerdì 28 settembre io e mia moglie siamo partiti, in una bella giornata di sole alla volta della Val Formazza. Infatti, appena sopra le Cascate del Toce, ecco il gregge intento a pascolare.

(Foto C.Borrini)

Questo gregge lo avevo già incontrato più volte nella pianura novarese nelle freddissime giornate di febbraio. Scambiamo alcune battute con il pastore attento alle sue pecore, che dà ordini perentori al cane appena alcune di esse si allontanano o si portano sulla  strada. Saliamo quindi a Riale dove sono state lasciate le madri con gli agnelli; queste sosteranno lì ancora per qualche giorno.

(Foto C.Borrini)

Dopo qualche foto e dopo aver gustato presso il Bar Barulussa due fette di ottimo strudel, siamo ridiscesi alle Cascate per assistere alla partenza della  transumanza. Pochi istanti di attesa ed ecco arrivano gli ordini del pastore e i cani, obbedienti, in men che non si dica compattano il gregge in vista della partenza.

(Foto C.Borrini)

Decidiamo a questo punto di scendere fino a Canza anticipando il gregge dove parcheggio la mia auto, quindi lascio mia moglie, che fatica a camminare, con  la videocamera per filmare la transumanza, mentre io risalgo la strada e vado incontro alle pecore. Cammino per circa venti minuti, quindi sento l’abbaiare dei cani e vedo il gregge (circa 2500 pecore) come un fiume in piena snodarsi lungo i tornanti, guidato  in modo fiero dal pastore Ernestino.”

(Foto C.Borrini)

(Foto C.Borrini)

Dopo alcune foto di fronte, mi butto in mezzo agli animali e scendo con loro. E’ stata una sensazione bellissima camminare con gli animali: le pecore che andavano giù a testa bassa, le capre che ti venivano incontro curiose, quasi  volessero dirti qualcosa o cercarti qualche leccornia da mangiare, i cani che correvano avanti e indietro per mettere in riga qualche pecora o capra che  lasciavano la strada per andare a brucare nei prati. Un attimo di inquietudine l’ho avuta con un puledro di asino che mi si avvicinava e cercava di darmi le spalle per scalciare. Questo somarello era già stato notato anche dal pastore mentre rincorreva le pecore; la sentenza è stata: “Se non si toglie quel vizio ….”

(Foto C.Borrini)

Da Canza abbiamo poi seguito il gregge per circa un chilometro fino a un punto dove ha sostato per far defluire la breve fila di auto che si è formata alle sue  spalle“.

(Foto C.Borrini)

Dopo un saluto ai pastori e soprattutto un arrivederci nei mesi invernali nelle nostre campagne, siamo ritornati a casa. Il gregge proseguiva il giorno dopo verso Premia dove avrebbe fatto un passaggio nel centro del paese a mezzanotte e quindi si sarebbe spostato nella notte a  Crodo e all’indomani verso Domodossola per riprendere poi il suo pascolo vagante. Non abbiamo potuto seguire questa transumanza fino alla fine perché avevamo programmato di assistere a quella di Novalesa.

(Foto P.Giaime)

Queste altre foto invece ce le mandano Paola ed Ivan e riguardano la loro stagione in alpeggio in val Germanasca, più precisamente all’Alpe Lausun.

(Foto P.Giaime)

…e poi dicono che l’alta quota è sconsigliata per i bambini piccoli… Ma da sempre in alpeggio ci sono e ci sono stati bambini. Un tempo addirittura si nasceva, in alpeggio!

(Foto P.Giaime)

Ecco ancora una foto di papà Ivan al pascolo con un bell’esemplare di vacca barà.

(Foto P.Giaime)

Ultimo simpatico scatto dall’Alpe Lausun. Grazie ai margari che hanno voluto condividere con noi le (belle) immagini della loro vita in alpeggio e delle loro bimbe.

Transumanze

Oggi un post dedicato alle vostre foto con una breve parentesi introduttiva: vi volevo ricordare questa sera la presentazione di “Di questo lavoro mi piace tutto” alla Biblioteca di Champdepraz (AO).

(Foto G.Grosso)

In attesa di andare a presentare il libro anche in Valchiusella il 14 dicembre prossimo, a Brosso, ecco la mandria di Giorgio di ritorno dai monti, proprio all’ingresso del paese che mi ospiterà tra poco meno di un mese.

(Foto G.Grosso)

Restiamo in Valchiusella con un’altra transumanza autunnale, quella della mandria di Vittorio, diretta ad Inverso. Come sempre grazie all’amico Giacomo che ci documenta questi momenti della vita della sua valle.

(Foto C.Dosio)

Queste invece sono immagini di una piccola transumanza, quando Cristina e suo papà agli inizi di ottobre sono andati a riprendere le pecore che erano state date in guardia al pastore Fulvio per la stagione estiva.

(Foto C.Dosio)

Ci sono sempre imprevisti, nel mestiere del pastore. “…doveva esserci il camion… l’orario era per le 14, poi ha chiamato dicendo che tardava, non prima delle 15, aspettiamo, aspettiamo, con le pecore piene è ancora andata, le abbiamo fermate nella pineta per quasi due ore! Ebbene sì… abbiam poi caricato alle 17.45!“.

(Foto C.Dosio)

Ed ecco finalmente le pecore che salgono velocemente sul camion per rientrare a casa, per loro la stagione d’alpeggio è terminata, invece il gregge con cui hanno trascorso l’estate scenderà lentamente a piedi nelle settimane successive.

(Foto C.Dosio)

Ultime parole con il pastore e poi si ripartirà. C’è chi per anni manda le pecore sempre in guardia allo stesso pastore e chi invece, insoddisfatto, cambia ogni tanto, cercando il custode giusto per i propri animali.

(Foto C.Borrini)

Carlo invece mi aveva mandato un’e-mail ricca di immagini di transumanze, ma oggi inizio a mostrarvi quelle di Novalesa. “Avevamo programmato di assistere alla Festa della Transumanza di Novalesa. Altre due belle giornate anche se il tempo non è stato molto clemente. La prima con la visita all’Abbazia Benedettina e l’incontro anche con una mandria di vacche“.

(Foto C.Borrini)

Il passaggio del gregge nel centro di Novalesa. Queste sono delle iniziative bellissime dal punto di vista folkloristico e turistico a cui bisognerebbe abbinare qualcosa che spieghi al turista o all’uomo della  strada che, con quegli animali, vivono delle persone umane giorno e notte, 365 giorni all’anno con mille problemi, che vanno rispettate e non ostacolate nello  sviluppo del loro lavoro già molto complicato.

(Foto C.Borrini)

Concludiamo con questa bella immagine della via di Novalesa completamente occupata dal gregge.

Colgo l’occasione, con questo post dedicato alle immagini ed ai reportage degli amici, per ringraziare tutti i nuovi lettori del blog. Da qualche settimana sono aumentati in maniera considerevole (come e perchè non lo so!) ed attualmente queste pagine registrano oltre 1500 accessi medi giornalieri Grazie a tutti per l’interesse che dimostrate a questo argomento apparentemente dimenticato e “marginale”.

Dimenticando la neve

Visto il tempo, viste le temperature, per un attimo andiamo altrove con immagini di tutt’altro genere. Attingendo dall’archivio delle foto che mi avete mandato e che non avevo ancora mai pubblicato, ecco qui un po’ di tutto.

Iniziamo da chi sicuramente in questi giorni è più al freddo di noi. Marco “il Polacco” mi aveva mandato alcune immagini dal paese in cui attualmente risiede. Inizierei con quella che si intitola “fine inverno”, sperando che sia di buon auspicio per chi in questi giorni è davvero nella morsa del gelo e per chi sta attendendo di vedere quanto scenderanno davvero le temperature.

Sempre in Polonia, l’attraversamento di un gregge in mezzo al traffico locale. Scene che, a quanto pare, si ripetono qua e là un po’ ovunque.

Infine un curioso cartello stradale che dalle nostre parti non si è ancora visto, anche se in varie zone d’Italia l’orso c’è e capita pure di incontrarlo lungo una strada.

Emanuele ci aveva mandato le immagini della manifestazione “Tempo di Migrar”, la festa della transumanza in Ossola. Ecco il pastore Ernestino in testa al suo gregge mentre scende lungo la valle a fine stagione.

Riconosco il posto, se non sbaglio quella località si chiama San Rocco. Il gregge è un fiume infinito e la gente osserva con stupore e meraviglia. Questa è una festa che si tiene ormai da alcuni anni, richiamando curiosi ed appassionati.

Emanuele immortala un becco dalle corna davvero imponenti, che svetta non solo tra le pecore, ma anche tra le altre capre mescolate qua e là nel gregge.

Una sosta per il gregge, gli animali pascolano mentre il traffico defluisce, i turisti scattano foto… E’ lunga la Val Formazza! Il cammino di questo gregge non credo possa avvenire altrove se non sull’unica strada che percorre lo stretto fondovalle.

Ecco uno di quei momenti di scambio e contatto tra pastore e turisti. Speriamo che quei bambini portino a lungo impressi i ricordi di quella giornata…

Ancora “ordinarie” transumanze, ma questa volta siamo in Valchiusella con Giacomo. Anche da quelle parti la gran parte delle transumanze avviene ancora tradizionalmente a piedi.

Infatti eccone un’altra ancora: “E’ quella dei Giono, che ieri (20 ottobre 2011, ndA) ha concluso le “tramie” autunnali valchiusellesi.” E’ passato molto tempo da allora, ma almeno oggi la neve copre i pascoli, dando maggiori garanzia di buona erba e acqua per la stagione estiva.

Per completare, sempre Giacomo dalla Valchiusella ci documenta la rassegna caprina di Vico Canavese. La componente di giovani e giovanissimi in queste occasioni non manca mai!

Concludiamo con l’immagine di questo giovane (ahimè, non conosco il suo nome) che mostra fieramente il suo altrettanto fiero becco. Come sempre le vostre immagini, testimonianze, racconti sono graditi. Anche se con qualche ritardo, io pubblico sempre tutto… Anzi, sto per chiedervi una nuova forma di collaborazione, ma avremo modo di riparlarne.