Allevamento di resistenza

Questa mia estate vagante di vagabondaggi mi porterà in tanti posti nuovi, sconosciuti. Per fortuna le moderne tecnologie fanno sì che anche nei luoghi più sperduti oggi si possa per lo meno rimanere in comunicazione gli uni con gli altri, così vado a trovare amici “virtuali”, per farli diventare reali. Prima di dimenticarmene, però vi ricordo l’appuntamento a Canal San Bovo (TN) il prossimo 7 giugno, data in cui presenterò il mio libro “Lungo il sentiero”, nell’ambito della manifestazione “Verso l’alpeggio”. Qui l’intero programma.

La scorsa settimana invece sono stata in Appennino. Luoghi lontani dalle rotte principali. Tanto per cominciare, mi sono avventurata a Caldirola, in Val Curone (AL). Da quelle parti ero stata una decina di anni fa, d’inverno, per un lavoro. Ma all’epoca non avevo gli interessi attuali, quindi ricordavo solo un senso di abbandono e scarsa densità abitativa, senza però avere idee sullo stato dell’allevamento.

Ora invece ho incontrato Caterina, della Fattoria l’Aurora, e la sua famiglia allargata… Questa casa è una realtà particolare, tra volontari Wwofers, bambini che vengono alla fattoria didattica, gli animali e molto molto altro ancora. Chiacchierare con Caterina e con suo marito Matteo è stato interessante. Ascoltare la loro storia, i sogni e i progetti… La lotta di Matteo contro la morte di questa (ex?) stazione sciistica e località di villeggiatura, dove ora risiedono soprattutto (pochi) anziani. Tre sono le realtà ancora vive: l’Aurora, gli impianti di risalita che cercano di integrare con la MTB da discesa e un coraggioso allevatore di bovini da latte, che resiste per passione e attaccamento al suo territorio.

Un territorio fatto di tanti boschi di faggio che, solo sui crinali, presenta ancora fasce di pascolo. Più in basso invece è una lotta impari contro l’avanzata di cespugli e alberi. In cresta e qua e là nei boschi restano i segni di infiniti recinti fissi realizzati in passato. Matteo mi racconta dei suoi cavalli merens, allevati al pascolo in questo territorio… Ma anche quell’avventura ha dovuto praticamente concludersi per motivi economici.

Sull’altro versante, tra cespugli e chiazze di pascoli, scorgo delle vacche piemontesi. Il mondo degli allevatori è piccolo e così immagino di chi possano essere. Scoprirò più tardi di aver indovinato. Così come intuisco giusto quando mi parlano di un nuovo allevatore che il prossimo anno affitterà altri territori di alpeggio. Ahimè… anche da queste parti sembra che arrivino quei personaggi che si stanno accaparrando ettari ed ettari di territori in montagna per poter aver accesso ai famigerati contributi.

Che futuro avranno queste montagne così diverse dalle Alpi? Avanzerà il bosco fino a ricoprirle interamente? Riusciranno Matteo e altri come lui a portare avanti i loro sogni/progetti, anche insieme ad altri che hanno il coraggio di mettersi in gioco e tornare ad abitare in posti del genere? Oppure verranno sconfitti e lasceranno il territorio a quei lupi che, in passato, sono arrivati ad attaccare il piccolo gregge nel cortile della fattoria?

Dopo un lungo viaggio seguendo strade secondarie totalmente prive di traffico, incontrando rari nuclei abitati, molti molti boschi, prati sfalciati, campi e vaste aree apparentemente abbandonate, eccomi ad Albareto (PR), sotto ad un cielo plumbeo che promette pioggia. Animali al pascolo non ne ho visti, ma qui di prati sembrano essercene parecchi. Saranno Paola e Martino a raccontarmi cosa succede da queste parti.

La loro azienda è una delle poche, pochissime della valle. Dicono che qui di giovani non ce ne sono e l’allevamento è rappresentato da alcune aziende di vacche da latte. “Quando però è venuto a mancare uno di questi allevatori, i figli si sono affrettati a vendere tutto e andarsene.” Loro hanno cavalli (di proprietà e in pensione), pecore, capre e un paio di vacche. Immaginano che il Piemonte sia un’isola felice, guardando in queste pagine e su facebook le immagini delle aziende, del pascolo, delle fiere zootecniche. Anche loro lottano per resistere. Martino è del Trentino, Paola di Reggio Emilia, hanno una bimba piccola, vogliono aumentare il numero di capre, fare un corso di caseificazione… Insomma, crescere come azienda, anche se attualmente sono soprattutto i cavalli in pensione a dare un reddito. Temono il lupo, che ha già attaccato il loro gregge: “Hanno messo le fototrappole, c’è un branco che passa proprio qui…“.

E di lupi continueremo a parlare per tutta la sera. Infatti ci trasferiamo oltre la cresta boscosa, arrivando in Toscana, a Zeri, il paese della famosa razza di pecore. Una realtà ancora più particolare di tutte quelle viste fin qui. Sulle donne di Zeri è stato anche girato un film

Eccone un estratto. Per saperne di più sulla pecora e sull’agnello di Zeri, basta cercare in rete. Qui avevamo già parlato di una di queste donne, Valentina, purtroppo relativamente ad un grave attacco da parte dei lupi agli animali della sua azienda. Valentina la incontro davvero, prima tra le viuzze di Zeri, mentre va a mungere le sue pecore e recuperarne altre tra i recinti che delimitano i pascoli. Poi, più tardi, a cena in una piacevole piccola trattoria dove chiacchieriamo fino a tardi gustando piatti e prodotti tipici, incluso (ovviamente) l’agnello.

Ma prima ancora Martino, maniscalco, si occupa dei cavalli di Valentina. Ascoltare gli interminabili racconti narrati con veemente passione da questa giovane pastora (classe 1980) è affascinante. Sentirla parlare del suo attaccamento a questa rude e povera terra che offre poco altro oltre al pascolo per le pecore… Racconta di quando andava in stalla da bambina con i nonni, di come tutti un tempo avessero le pecore e queste pascolavano libere e indisturbate. Ma oggi il lupo minaccia davvero di cancellare questa micro-economia che ancora mantiene vivo un territorio così dimenticato, così lontano da tutto e da tutti. Per chi volesse scoprire Zeri, le sue pecore e i suoi abitanti, tra poco ci sarà la fiera dell’agnello (14-15 giugno 2014).

…sono tornata da questo viaggio con una preoccupazione… Una sensazione di essere sull’orlo del precipizio insieme a tutti questi amici che praticano un allevamento che non è nemmeno più di sussistenza, ma una vera e propria forma di resistenza, tra spese, burocrazia, amministrazioni miopi, lupi a due e quattro gambe…

Campane, di cui una speciale…

Questo è un blog e non un sito di informazioni sul mondo pastorale, quindi vi prego di non pretendere di trovare qui le date di tutte le fiere zootecniche che, numerosissime, si tengono in questo periodo. E’ vero che ogni tanto pubblico qualche locandina, ma solo quando mi viene espressamente richiesto.

E’ però doveroso per me dirvi che il 17-18 maggio a Bobbio Pellice ci sarà la Fira ‘d la Pouià. Sia perchè negli ultimi anni ho sempre fatto un giro per incontrare un po’ di amici, sia perchè sarà l’occasione, sabato 17 alle ore 21:00, presso il tempio Valdese, di presentare in anteprima “Lungo il sentiero“, il mio nuovo libro (e primo romanzo).

L’amico Silvio anche questa volta mi ha fatto una sorpresa… Non esce mio libro senza che lui dedichi una campana! Bene, se non saremo già saliti prima del 18, risuonerà anche lei nella transumanza. Altrimenti verrà messa al collo di una pecora appena dopo, per segnalarne la presenza nella nebbia che sicuramente ci terrà spesso compagnia in alpe.

Un nuovo amico ci scrive. Si chiama Marco, scrive dalla Toscana, zona provincia di Siena. “Vendo campanacci per tutti gli animali (capre, pecore, mucche, asini e cavalli..) Per qualsiasi informazione, contattatemi ilcavallaro@tiscali.it“.

Tristezza e amarezza

Ancora una volta a parlare di lupi. Non l’ho più fatto, nel corso dell’estate, anche se da varie parti mi giungevano notizie di attacchi, di persone scoraggiate, di allevatori disperati, rassegnati, arrabbiati, scoraggiati. Oggi voglio raccontarvi due storie. La prima è quella di un’amica virtuale. Ci conosciamo solo on-line e varie volte ho cercato di farmi raccontare la sua “avventura pastorale”, ma poi il lavoro (suo e mio) era sempre tanto, così rimandavamo. Adesso però è successo qualcosa…

(foto V.Merletti)

L’album di Valentina su Facebook si intitola “Strage di pecore… e di una vallata”. Valentina alleva pecore di razza zerasca, una razza in via d’estinzione. L’agnello di Zeri è anche Presidio Slow Food. Adesso però il futuro di Valentina e del suo allevamento è compromesso. Lascio a lei la parola. Scrive di getto, credo che guardando le immagini e sapendo cosa vuol dire fare il pastore, comprendiamo il suo stato d’animo. “QUESTO ALBUM E’ DEDICATO A CHI PENSA CHE BASTA PROTEGGERE UN LUPO PER DEFINIRSI ANIMALISTI E AMBIENTALISTI….I VERI AMANTI DELLA NATURA E DEGLI ANIMALI LI AMANO TUTTI…LA COLPA NON E’ DEL LUPO….MA DEGLI UOMINI CHE PERMETTONO QUESTO,SE TUTTI CE NE ANDIAMO DALLA MONTAGNA SARA’ LA DISTRUZIONE…ANCHE PER I LUPI STESSI…..IN TUTTO CI VUOLE UNA REGOLA E SE ORA I LUPI SONO TROPPI PER IL NOSTRO TERRITORIO SI DOVREBBE INTERVENIRE…..IL LUPO E’ UN ANIMALE IN VIA D’ESTINZIONE….MA LO E’ ANCHE LA PECORA ZERASCA….E NOI PASTORI GIOVANI CHE ABBIAMO SCELTO CON SACRIFICIO DI NON ABBANDONARE LA MONTAGNA E CRESCERE QUI I NOSTRI FIGLI…….NOI CHI CI AIUTA!!!!!!!!!!!!

(foto V.Merletti)

Questa è Valentina. Ascoltiamola: “In Toscana non abbiamo nemmeno nessun indennizzo per i capi predati, non che basterebbe un rimborso, ma meglio che niente!!! Io non ce la faccio più. Ho cominciato 12 anni fa a 21 anni, tra mille difficoltà, senza contributi il più delle volte (il premio insediamento a me non è stato dato perché troppo giovane, mi è stato risposto) e ora che di anni ne ho 33 mi trovo costretta a rivedere tutto. Il mio sogno di continuare la vita dei miei nonni, contro a tutti che mi dicevano di lasciar perdere e trovare un lavoro diverso, a questo punto sta per infrangersi. Ho lottato contro 1000 difficoltà, stalla incendiata in pieno inverno con tutto il foraggio bruciato e con gli animali senza un tetto e la neve fuori…

(foto V.Merletti)

Nottate nel bosco a spaventare i lupi, se mancava qualche pecora, alzatacce d’estate (per mungere e avendo 2 bambini alzo alle 4 d’estate). Ora non so più che fare!!! Perché, mi chiedo??? Pago i contributi e le tasse come chiunque altro, guadagno poco e lavoro a volte 24 ore al giorno. Il mio voler stare qui (come quello dei pochi giovani che come me ancora ci provano) contribuisce a tener aperta la scuola, le attività commerciali, le poste in un piccolo paese di una piccola vallata abbandonata. Contribuisce a mantenere e salvaguardare tradizioni, prodotti, paesaggi che altrimenti sarebbero persi…

Perché devo andarmene anch’io in città???? Io non voglio!!! Ma qui a Zeri, se non allevo e coltivo cosa farò????????? Voglio ricordare che la mia zona negli ultimi anni è stata più volte riportata alla cronaca per le alluvioni assassine e distruttive… tutti a piangere vittime e danni, ma in origine la colpa è dell’abbandono della montagna che da noi sta diventando sempre di più un problema enorme e nessuno se ne cura!!!

(foto V.Merletti)

Nell’ultimo attacco do ottobre i capi uccisi sono stati 25, ma nelle foto di Valentina se ne vedono diversi feriti che sono morti o hanno dovuto essere abbattuti successivamente. Ecco alcuni articoli che parlano dell’argomento, anche se la carta stampata è meno diretta delle emozioni che può esprimere l’allevatore coinvolto.

(foto V.Merletti)

Certo, il lupo non ha colpe, il lupo è un predatore, ma non hanno colpe nemmeno le pecore! Visto che il fenomeno ormai è sempre più diffuso (l’attacco non è un caso unico, ma tra Francia e Italia ci sono state centinaia di predazioni solo nel corso dell’estate), ritengo che si possa dire che il lupo non è più una specie in via d’estinzione ed i pastori devono poter difendere attivamente i loro animali.

Veniamo al Piemonte. Qui c’è un articolo pubblicato recentemente (inizio ottobre) su L’Eco del Chisone. Di seguito il testo della mia lettera in risposta, inviata oggi e che spero di veder presto pubblicata. “Egregio Direttore, le scrivo per dare un seguito all’articolo pubblicato un paio di settimane fa sul suo settimanale, riguardante la problematica convivenza tra il lupo e gli allevatori in alpeggio. Non ho potuto replicare tempestivamente, dato che eravamo ancora in quota con il nostro gregge. Ancora una volta si parla della questione senza conoscere a fondo la realtà dei fatti e si presentano negativamente i pastori ed il loro operato. Il sig. Accatino, Presidente del WWF, possiede dati certi che provino la proprietà del cane scambiato per un lupo a Paesana? Perchè un cane randagio in montagna deve essere necessariamente stato abbandonato da pastori? Trovo molto offensivo (oltre che scorretto) dire che il lupo seleziona gli animali malati, così non si corre il rischio che finiscano sulle tavole dei consumatori. Innanzitutto la maggior parte delle predazioni tra gli animali domestici avviene a carico di animali in buona salute, a meno che si tratti di un animale isolato dal gregge o dalla mandria perchè zoppo o prossimo al parto (ma queste non sono malattie). Per quanto riguarda la vendita della carne, presso i macelli operano veterinari che certificano la sanità dell’animale, pertanto non c’è bisogno dell’intervento del lupo per preservare la salute di chi consuma carne! Parlando invece dei metodi che, secondo Accatino, potrebbero aiutare i pastori, dovrebbe essere a conoscenza del fatto che i fondi stanziati dalla Regione vengono destinati proprio a tale scopo. I pastori infatti, con il finanziamento ricevuto, provvederanno a pagare buona parte delle spese sostenute per difendere il proprio gregge (“Piano regionale di intervento a sostegno dei costi per la difesa del bestiame dalle predazioni da canidi sui pascoli collinari e montani piemontesi”, approvato dalla Giunta Regionale nel giugno 2013 con una somma stanziata di 287 mila euro). L’impiego dei cani da guardiania unito alle recinzioni elettrificate per il ricovero notturno degli animali e la presenza costante del pastore sono pratiche ormai indispensabili da anni nelle vallate dove il lupo è insediato stabilmente. Per quanto riguarda invece le “più sofisticate apparecchiature che segnalino al pastore con un sms la presenza del predatore“, volevo fare presente che in gran parte della superficie d’alpeggio il segnale dei cellulari è debole o assente, pertanto questa tecnologia sarebbe totalmente inutile. Ricordo infine che la Regione rimborsa i danni da predazione da canidi solo a seguito di una certificazione accurata da parte di veterinari competenti, pertanto è impossibile che il decesso per altre cause venga attribuito al lupo.

Brevi di lavoro in alpeggio/allevamento

Continuo ad inserire QUI gli annunci di lavoro in alpeggio. Solitamente sono persone che CERCANO lavoro, ma c’è anche qualche azienda che richiede aiutanti, anche con una certa urgenza. Non riesco a capire come mai non si trovi nessuno…

Pubblico anche qui, per dare maggiore visibilità. Sono però esterrefatta dalle parole di Nora, la titolare di questo allevamento: “Le pochissime persone che ci hanno contattati pretendevano di non lavorare il sabato“. Ecco ciò di cui ha bisogno per la sua azienda: “Siamo un azienda agricola/agriturismo in Toscana (fra Siena e Firenze); c’e una descrizione dettagliata sul ns sito www.chianticashmere.com

Attualmente ho circa 120 capre, dovrebbero nascere in primavera un centinaio. Non mungiamo e non macelliamo – produciamo FIBRA come prodotto principale e usiamo le capre (una volta raccolta le fibra in primavera e finiti i parti) per pascolare e ricuperare i terreni marginali sul territorio… quest’aspetto sta crescendo bene e sarà (spero) l’attività principale nel futuro, con l’idea di creare insieme alla Regione Toscana una SCUOLA per pastori.
Necessito un uomo (va bene anche una coppia in quanto ho del lavoro per una donna ma soltanto nel periodo estivo) che sia un tutto fare in azienda (manutenzione ordinaria – non ho trattori o altri mezzi pesanti – soltanto decespugliatrice per mantenere la zona intorno alle case). In estate la capre stanno quasi sempre presso delle altre aziende per cui lui sarà responsabile del controllo giornaliero degli animali, recinti, cani ecc… manutenzione ordinaria dell’azienda, ecc. Quest’anno dovrò stare via anche per dei periodi di 2-3 settimane all’estero per cui ho bisogno di una persona serissima sulla quale posso contare e che sia in grado di gestire da solo tutto durante queste assenze. I periodi liberi li decidiamo insieme.
Dopo un periodo di prova da concordare offro un contratto di base per garantire l’assicurazione, un monolocale piccolo ma decoroso e luminoso con angolo cottura, bagnetto con doccia, stufa a legna, e l’uso di una macchina per spostarsi.
Cerco una persona matura, con patente di guida, autonomo, con esperienza con il bestiame, conduzione a pascolo, riparazione recinti elettrici, nonchè manutenzione aree verdi, taglio legna, ecc ecc. L’azienda dista 1,5 km dal paese piu vicino di 1500 persone. Se e interessato avrei bisogno di sapere della disponibilità, pretese economiche, e delle referenze controllabili.”

Spero nel buon esito finale della mediazione per trovare un’aiutante per dei miei amici che salgono in alpeggio (andrò a trovarli quest’estate, così potrò raccontarvi se tutto funziona a dovere), mentre un altro amico margaro cerca ancora un aiutante per la stagione ormai alle porte. “Cercasi aiutante, anche senza esperienza, se c’è la volontà si impara tutto. Il lavoro da noi è tirare tanti fili, portare sale alle manze in alto. Alpeggio in alta Val di Susa (TO) Carlo Alberto 3392867569”

Ho ritrovato la gioia di essere pastore

Ve lo ricordate Gabriele? Aveva scritto ed avevo raccontato la sua storia qui, un pastore “senza pecore”, con la nostalgia degli animali e l’idea, prima o poi, di tornare a quella vita. Ebbene… ci sono stati sviluppi positivi. Leggete qui.

Sono qui per darti il continuo della storia del ” Pastore senza Pecore “: ebbene si, ce l’ho fatta, ho ritrovato la gioia di essere Pastore di nuovo. Ho lasciato il lavoro in ufficio e sono tornato a fare il Pastore. Ho trovato un annuncio su un sito di settore dove cercavano un Pastore per un allevamento di capre in Toscana. Ho accettato subito senza esitare e senza pensarci due volte. Alla cieca, mi sono ritrovato in paradiso.Un gregge meraviglioso, nella Toscana rurale dove, tra colline e colori spettacolari, si vive sempre come una volta. La stufa in casa, il pane cotto lì per lì,un pezzo di formaggio e un salamino e via che si va. Le piccole sono dolcissimissime, docili, sensibili, sentono il mio umore. Il secondo giorno che ero qui già rispondevano al mio richiamo ed io in testa al gregge canticchiando e fischiettando le mie lodi a Dio per la grazia ricevuta .

Spalo letame tutti i giorni e ringrazio sempre il Signore perchè ” Dai diamanti non nasce niente , dal letame nascono i fiori “.
Sì sono felice la mattina quando mi sveglio, sia che piove o c’e’ il sole c’e’ sempre quel tripudio di colori e profumi che mi aspetta, e ne godo con gioia. Tra fatiche e gli stivali sporchi di fango una crosta di formaggio cotta alla brace mi ricorda quanto poco basta per sentirsi vivi e soddisfatti delle proprie giornate di vita vissute tra il creato… questo e’ il paradiso.
Spero che questa avventura continui alla grande com’è cominciata e solo chi è uno di Noi può capire le mie parole, la gioia e l’orgoglio di essere un Pastore.”

Per chi è alla ricerca di esperienze a contatto con la natura ed il “ritorno alla terra”, segnalo anche questa iniziativa su questo sito. Per maggiori informazioni, contattare lucadvp@gmail.com.

Pastore con la P maiuscola e una storia di coraggio

Storie… tante storie, piccole storie, persone che mai avrei incontrato, se non grazie ad internet. Uno mi ha scritto, l’altra è stato un “incontro” casuale con un video su youtube. Condivido con voi.

(foto G.Bombardi)

Io sono un Pastore senza pecore. Sì con la P maiuscola. Ho fatto tante cose nella vita e continuo a farle, ma non posso scollarmi di dosso il titolo di Pastore. Mi mancano le mie pecore e la mia vita. Sì i figli, la frenesia delle cose che corrono, la vita mediatica e tutto corre veloce… ma i Pastori no. Un pezzo di pane e tanta gioia di vivere liberi ed essere parte di un ingranaggio che funziona. Beato chi riesce a non mollare, e chi se ne accontenta. Grazie del Vs. tempo e in culo alla crisi…W i Pastori“. Così scrive Gabriele: “…dalla Toscana. Avevamo un ovile in collina, oggi la terra e’ abbandonata e ci muoio dentro. Sono tornato al lavoro d’ufficio… anche peggio. Spero di guadagnare abbastanza per riprendermi indietro la mia vita… Ho girato il mondo per lavoro, parlo 6 lingue, …alla fine basta il giusto. Le passeggiate all’aria aperta , i paesaggi meravigliosi, loro le Pecore, compagne di tante avventure. La mungitura e il formaggio, i profumi, …mi manca troppo. Non so ma in tutto quello che faccio mantengo il mio titolo, quello di Pastore.


Questa invece è una storia scoperta per caso su Facebook. Una giovane donna sarda, Simona Mighela, agente di commercio, rimasta vedova affronta con grande coraggio la sua vita e prende in mano l’azienda del marito, portando avanti il suo lavoro. Una Donna con la D maiuscola…

La pastorizia “fa spettacolo”

Riprenderemo ancora il tema su cui vi ho lasciato riflettere per qualche giorno, tanto più che ho ricevuto commenti e contributi molto interessanti da chi lo ha letto. Adesso però è il caso di parlare di tante iniziative che vedranno la pastorizia protagonista nelle prossime settimane e non solo. Visto però lo stato dei fatti, mi auguro che ci siano sì occasioni di festa (ce n’è bisogno per tirare un po’ il fiato, perchè c’è davvero poco da festeggiare), ma che in tutte si trovi il momento e lo spazio per le riflessioni sulle problematiche, al fine di far sì che si tenti di risolverne almeno alcune.

Di iniziative a cui partecipare qua e là per l’Italia ce ne sono in abbondanza. Io vi parlo di quelle per le quali sono stata contattata, anche se non potrò prendere parte a tutte, per motivi logistici e… temporali! Questo sabato, in Val Chisone (TO), “Salita all’alpeggio” da Prà Catinat all’Alpe Selleries con la mandria della famiglia Agù. Cercate su Facebook la pagina de “La Formaggeria di Agù”.

Sempre questo fine settimana, mi volevano in Toscana, per la XVI Fiera dell’agnello e della pecora zerasca. Sarebbe stato bello fare un giro, chissà che il prossimo anno non si riesca ad organizzare qualcosa di ufficiale?

Qui l’intero programma, non trovo un sito ufficiale, ma solo articoli come questo qui.

Cambiamo zona, per questo evento il sito c’è ed è questo. Si tratta di partecipare ad una vera transumanza in Liguria, con l’unico pastore che ancora movimenta a piedi i suoi animali. L’appuntamento è per il 22-24 giugno 2012.

Se invece volete incontrare me, in attesa che inizino le presentazioni del mio nuovo libro (dall’autunno, anche se forse il libro uscirà prima), potreste venire a Frasso di Scopello (Valsesia, VC), il 23 giugno prossimo, per una serata in cui si parlerà di alpeggi e pastorizia nomade.

A fine mese invece sarò in aree lontane dal mio solito territorio. Ritroverò persone con le quali ho avuto modo di collaborare in passato (un fotografo rumeno, una giornalista giapponese) addirittura ad Amatrice. Sono stata invitata a partecipare a questo convegno, nell’ambito del Viaggio della Transumanza ad Amatrice (RI). Peccato non potersi fermare per vedere l’evento della transumanza, ma una visita al gregge la farò di sicuro!

Sull’argomento e per conoscere altre date, altri appuntamenti, vi consiglio anche questo articolo su Qualeformaggio.

Un’ultima considerazione personale… Considero queste iniziative una buona opportunità innanzitutto per far conoscere la pastorizia e mettere in contatto il pubblico con la sua realtà. L’importante però è aver ben chiare alcune cose: la transumanza è sì una festa, ma quelle che vedrete saranno comunque “ad uso turistico”, quindi la vera transumanza è ancora diversa. La seconda è che bisogna sì parlare di pastorizia, transumanze, ecc…, ma non bisogna nemmeno esagerare “costruendo” eventi ad hoc, dove allevatori ed animali “sono lì apposta”. La transumanza è sì uno spettacolo, ma non trasformiamola in un circo.

A tal proposito, vi anticipo che anche quest’anno, in occasione della discesa del gregge che montica all’Alpe Tour di Novalesa, il Comune organizzerà nuovamente una festa a tema con la pastorizia, evento clou della quale sarà il passaggio degli animali nel centro del paese. Prima e dopo potremo ammirare nei cortili e per le vie bancarelle dove trovare lana, feltro, campane, formaggi e molto altro. Ma avremo modo di riparlarne!! L’appuntamento comunque sarà per il 29-30 settembre.

Arretrati

Adesso che la stagione d’alpeggio sta iniziando un po’ per tutti, volevo cercare di smaltire un po’ di arretrati, materiale che mi avete mandato voi nel corso dei mesi, sempre meno attuale ora che mandrie e greggi inizieranno a pascolare in quota. Siete stati così generosi nel mandarmi storie ed immagini che, pur selezionando, non ce la faccio ad inserire tutto qui, e allora ci saranno ancora altri post, intervallati con il materiale attuale.

Andando in ordine di ricezione, c’è un’e-mail di Bonnie dalla Toscana. “Ciao, leggo i tuoi racconti e mi rilasso. Io son entrata nel mondo delle pecore per caso. Andai per comprare il fieno per i miei cavalli da un pastore che ne ha tanti, ma tanti. Io avevo giusto i soldi per un rotolo… Arrivai e lo vidi con un agnello sotto braccio… che tenerino essere vivente. Gli chiesi se aveva dei problemi e lui mi disse che aveva una gamba storta e lo ammazzava… Eh no dissi, dammelo a me, i soldi dell fieno son finiti lì, Victoria e venuta da me. Le ho curato la zampina in 1 mese con massaggi e roba mia che uso con i cavalli e lei cammina dritta, anzi scorazza come una matta. Poi e cresciuta con un cane, che l’hanno abbandonato qui e tutto bene.”

Ma poi è arrivata Afrika, un incrocio con suffolk e massese, così mi hanno detto, anche lei destinata all macello, poi è venuto anche Frizzini, un bel maschietto, e Fru Fru una pecora nera con la testina bianca, sembra una monaca. E poi Frizzini ha fatto il suo dovere, Victoria ha due femmine e Afrika una femmina e un maschietto. Parto tutto bene, mangiano e fanno casino, fra me e le mamme pecore ci fanno impazzire, dei veri pestiferi.

C’è gia una fila di gente che li vuole, ma non per far l’arrosto, ma per tener puliti i terreni. Da quando ci sono le pecore non ho piu fiori né pruni né edera né niente… Faccio dei recinti per salvare quell poco che è rimasto… Questa e la mia storia delle pecore…

E’ passato anche diverso tempo dal reportage di Beppe dal Canavese. “Domenica 15 aprile a Carema la pioggia non ha mai smesso un minuto, ma ciò  non ha turbato  più di tanto  l’esito dell’Ottava Fiera di Primavera , un appuntamento atteso con attenzione dai tanti allevatori della zona perché oltre ad essere una vetrina  per i capi esposti  significa l’arrivo della primavera  e buttarsi l’inverno alle spalle.”

“Domenica dal punto di vista metereologico non è stato proprio così,  ma allevatori e margari non si spaventano  per così poco ed infatti erano ben 115 le capre esposte, ovviamente le migliori di ogni allevamento, oltre ad una decina di magnifici asini. L’asino è un animale molto utile nell’allevamento degli ovicaprini perché trasporta masserizie durante  gli spostamenti e spesso porta sul dorso una fila di marsupii che contengono gli agnellini o i capretti appena nati. Un po’ ridotta  causa la pioggia battente ma comunque significativa la presenza dei banchi di prodotti tipici, intatto invece l’entusiasmo  delle molte persone, allevatori o turisti che erano presenti a Carema.”

“Ha avuto quindi ben ragione il sindaco Giovanni Aldighieri nel sottolineare come questa fiera sia ormai entrata nel novero delle manifestazioni agroturistiche di rilievo dell’Alta Dora Baltea, concetto condiviso anche dall’assessore provinciale all’agricoltura Marco Balagna e dal consigliere provinciale Roberto Tentoni entrambi presenti alla battaglia delle capre che si è svolta nel pomeriggio nella quale si sono sfidate ben 74 capre nelle varie categorie“.

Ancora una delle immagini di Beppe con i partecipanti alla mostra, alla quale è poi seguita la battaglia. Come vedete, nonostante il maltempo non manca il pubblico. Anche la volta in cui io avevo visitato questa manifestazione il tempo non era dei migliori…

Ilaria invece lo scorso mese di aprile ha incontrato un gregge. “Oggi ho “trovato” un gregge a Novara! Vengono da Domodossola, sono partiti ad Ottobre ed ora sono di ritorno agli alpeggi. Il Pastore mi ha consigliato di inviarti le foto che ho fatto. Certo, non sono una professionista…ma spero ti piacciano.

E’ curioso che un pastore che io nemmeno conosco direttamente dica di farmi avere le immagini scattate al suo gregge… Sono gli stessi animali che ogni tanto incontra Carlo. Anche lui mi ha mandato delle foto, ma le pubblicherò un’altra volta.

Qui continuiamo ad ammirare le foto di Ilaria, mentre ormai il gregge si sarà avvicinato sempre più al fondovalle ed alle montagne.

Un ultimo scatto di questo gregge, con un bel gioco di luci ed ombre. Chissà quanti di voi incontreranno i pastori vaganti e le loro greggi anche in montagna? Aspetto le vostre foto, come sempre!

Domani invece incontrerò chi di voi avrà tempo e voglia di partecipare alla 50° transumanza a piedi dai prati di Revello – Morra San Martino (ore 6:00) fino ad Oncino (Valle Po – CN), da cui si procederà diretti alle Meire Dacant. A presto!

Oggi raccontate voi

Tra il tanto materiale ricevuto (ed ancora da riordinare), oggi pubblico innanzitutto un annuncio dell'amico Duccio.

Gregge ed azienda agricola in Toscana in vendita. Per gravi problemi di salute, dei conoscenti pastori sono costretti a vendere urgentemente il proprio gregge, 140 ovini di razza appenninica. Cercano di vendere anche l'Azienda agricola, si tratta di colonica e fienile in pietra, 2 stalle di 400mq, 70 ettari di pascolo, trattori e tutto il resto. L'azienda è nel comune di Scarperia, Firenze, proprio sotto il crinale appenninico. Se qualcuno fosse interessato mi contatti personalmente.

Un mio amico pastore invece ha dei cani maremmani da dar via, sono dei cuccioli nati dalla sua cagna, quindi stanno crescendo con le pecore. Ovviamente preferirebbe darli ad altri pastori che li possano impiegare nella difesa del gregge dal lupo. Contattatemi se siete interessati.

Poi lascio la parola ad un altro amico, Bruno. "Buongiorno Marzia, è parecchio tempo che non corrispondiamo via mail, io sono Bruno di Ivrea (…). Girovagando in rete ho trovato parecchi Video riguardanti la nostra comune "maladija" ambientati presumo in Benelux , visti i mulini a vento presenti. Ironicamente parlando, indipendentemente dal paese, si tratta sicuramente di paesi sottosviluppati, visto che lasciano transitare le pecore per la città, pascolare i parchi, le rive degli argini… ORRORE!!!!!!
Nel mio comune questa primavera, dopo aver cacciato Scala, hanno affisso in tutte le bacheche del paese il regolamento riguardante la gestione del pascolo e, tra i vari bla bla bla, c'era il divieto di pascolo sulle rive dei fiumi , argini, rive, ecc ecc. 
Ironia della sorte, proprio vicino a casa mia esiste un argine anti-alluvioni e, mentre il cantoniere affiggeva il manifesto alla bacheca vicino l'argine, io ero lì che facevo scorazzare le mie 12 pecore sull'argine (da galera!!!!).
C'è da premettere che io non ho certo bisogno di andare a pascolare le mie pecorelle sull'argine (potrei tenerne dieci volte tanto e non spostarle mai dai miei prati). Questi argini vengono comunque sfalciati due volte l'anno (la seconda volta in ottobre/novembre) quando le erbacce infestanti hanno tutti i loro bei semini maturi ed il vento li trasporta nei miei prati, confinanti con l'argine, pronti a germogliare rigogliosi in primavera. Ovviamente il fatto che io tenga ad avere dei prati puliti e che questi  si riempiano di infestanti non interessa proprio a nessuno dei tanti "ambientalisti della domenica"  in circolazione.
Sicuramente questo è solo uno dei tantissimi video presenti sul Web e non rappresenta certo una "chicca"; mi fa comunque piacere segnalartelo, chissà che tu non possa magari proiettarlo in qualche tuo incontro dove sono presenti quelle mamme inorridite dalle pecore nei parchi di Torino.
Un caro saluto ed un augurio di buon lavoro, Bruno"

Questo è il video di cui ci parla nel suo messaggio…