Tosatura, che incubo!

E’ la stagione della tosatura, solo che ormai non si tosa più come una volta… Molti pastori mi hanno raccontato della tosatura dei tempi andati: un giorno di festa, di incontro con la famiglia e gli amici. Oggi toso io e vengono altri a darmi una mano, domani rendo il favore all’amico che mi ha aiutato e così via.

Decisamente era troppo, il caldo arrivato all’improvviso. Non così anomalo per la stagione, ma dopo il freddo delle settimane precedenti, nessuno era pronto per un drastico sbalzo ai venti e più gradi che si erano registrati nelle ore centrali della giornata. Dalle giacche e maglioni alla canottiera, ma per le pecore non era così semplice “spogliarsi”. Però da giorni si parlava dell’arrivo dei tosatori. Ormai i pastori che hanno un gregge di qualche centinaio di capi ben di rado provvedono autonomamente a questa incombenza, quindi si rivolgono alle squadre di tosatori professionisti. Uomini (e qualche donna) di diverse origini: Nuova Zelanda, Francia, Spagna (quelli che ho incontrato fino ad ora), ma anche qualche Italiano (Lombardo, Veneto, Sardo). Spesso sono loro a farsi vivi, a contattare i pastori, sapendo chi c’è in zona, per organizzarsi il giro. Oppure sei tu che li chiami e solitamente il telefono suona, suona, suona… se ti va bene richiamano la sera, quando smettono di tosare e allora riprendono i contatti con il mondo.

Quest’anno da queste parti c’era una nuova squadra che girava, la solita era impegnata da altri pastori, sempre in Piemonte, ma non c’era verso di contattarla. Invece un amico chiama ed offre il contatto con i tosatori che stavano per arrivare da lui. Visto che è ora, si accetta volentieri, pur non conoscendo questi tosatori. Tutto è organizzato per un giorno, si cerca gente che venga ad aiutare, si inizia a preparare da mangiare, si fa la spesa, ma poi si slitta di uno, due, tre giorni addirittura, sempre nell’incertezza di quello che accadrà. Cambia anche il tempo ed i ritardi si accumulano. Inoltre, bisogna portare il gregge nel posto giusto, ma non troppo presto, altrimenti bruca tutta l’erba e non ne resta poi per quella giornata complicata e lunga in cui si tosa.

Finalmente arriva anche quel giorno. Ovviamente fa freddo, si intervallano momenti in cui l’acqua cade in scrosci violenti, l’unica fortuna è poter lavorare al coperto, anche se tutt’intorno il fango creato dalle pecore ammucchiate non è piacevole. Questa squadra (sono Polacchi) ha un metodo mai visto da queste parti. Le pecore non devono essere “tirate” (con minor dispendio di energie da parte di chi aiuta), ma vengono fatte entrare a gruppi in due recinti, di qui incanalate in un corridoio, per poi entrare in una gabbia chiusa, da cui ogni tosatore prende via via l’animale da tosare. Apparentemente meno faticoso per  gli amici venuti ad aiutare, ma un po’ più lento per le operazioni di tosatura.

La giornata di tosatura è lunga, i tosatori sono solo tre… Ma si vuole terminare ed alla fine ce la si farà, dopo molte molte ore. Le pecore, mai salite su di un camion, non vogliono entrare nel corridoio che porta al box, quindi si fatica non poco a farle avanzare ad una ad una. Altro che giornata di festa, c’è la musica che si sente appena, quella che i tosatori ascoltano per distarsi un po’ dal lavoro ripetitivo e faticoso, ci sono i continui belati di pecore ed agnelli che si cercano, ci sono le imprecazioni degli uomini, l’abbaiare dei cani… Una volta si tosava il giorno giusto, guardando la luna, guardando il tempo, la temperatura. Oggi, con le previsioni meteo attendibili, invece tocca farlo quando la squadra arriva, anche se la luna è sbagliata, tuona e fa freddo!

Attività d’inverno

Salire in Valle Stura d’inverno per proseguire le riprese del film sui pastori… Questo era l’ultimo appuntamento con la famiglia Giordano, in un momento dell’anno durante il quale le attività di chi vive (e lavora) in alta quota si differenziano da chi invece scende a valle, magari praticando la pastorizia nomade.

Nelle intenzioni speravamo di incontrare l’inverno vero, ma quest’anno le cose vanno così. Un po’ di neve c’era, ma poca. Il freddo quello sì, ormai il caldo davvero anomalo sembra essere dimenticato, quindi non mancava ghiaccio e la neve residua, però… Sognavamo il vero senso di inverno in montagna e abbiamo dovuto accontentarci!

D’altra parte al mattino avevo fatto due passi ed ero riuscita a salire nel versante esposto a sud quasi senza pestare neve. I pascoli erano addirittura scoperti qua e là, con ampi segni del devastante passaggio dei cinghiali. Anche se si intuiva che fossero pascoli comunque utilizzati (picchetti di ferro dove tirare i fili per le vacche ancora posizionati in loco, mah…), tra il dissodamento ad opera degli ungulati ed i cespugli infestanti che stanno addirittura ostruendo il sentiero, la situazione non era delle migliori.

Freddo sì, ma non freddissimo, tant’è vero che nei pressi di una sorgente brillava quest’erba così verde, così fresca da far pensare alla primavera imminente e non al cuore dell’inverno. Eppure al primissimo pomeriggio già il sole accennava a tramontare ed il cielo già si velava, come se davvero dovesse arrivare la neve.

Dai Giordano si era in piena attività di tosatura, lavoro che impegna quotidianamente padre e figlio per parecchio tempo. “L’altro giorno poi c’era la tosatrice che non funzionava ed abbiamo dovuto portarla giù ad aggiustare. Abbiamo messo insieme anche altre cose da fare, mentre si scendeva… Partiti al mattino, non siamo venuti indietro fino alla sera alle sette, con tutti i lavori ancora da fare…“, racconta Lucia. In stalla c’è caldo umido, telecamera e macchine fotografiche si appannano con grande disappunto della troupe.

In stalla le pecore mangiano fieno, qui non si esce fino alla primavera, quella vera. Prima di iniziare la tosatura, le mangiatoie sono state riempite, così gli animali si alimentano, mentre gli uomini lavorano. E’ un lavoro duro, lungo, noioso, va già bene che adesso ci sono le tosatrici elettriche. Il ronzio però è tale che non si può procedere con le interviste, solo filmati di questa attività tipicamente invernale, per chi ricovera le pecore in stalla.

Da una parte quelle già tosate, dall’altra il lavoro per le prossime settimane! Battista e Daniele sono precisi, accurati, non si vede un taglietto o anche solo uno segno, un ciuffo di lana più lunga rimasta sulla schiena delle pecore. “I tosatori… Quelli sono più veloci di noi! Ma fanno solo quello…“.

Lucia ci mostra i lavori, la loro casa è in corso di ristrutturazione per poter fornire accoglienza ai turisti, tre stanze, sei posti letto all’ultimo piano, come affittacamere. Integrare le attività per vivere, sfruttando le opportunità offerte da alcuni finanziamenti disponibili per interventi di questo tipo… Poi riuniamo la famiglia intorno al tavolo durante una piccola pausa nei lavori, così mostriamo loro l’anteprima del film (questa). Non commentano la loro storia, ma osservano con curiosità gli altri pastori, soprattutto… le loro bestie!

Per la prossima puntata aspettiamo il maltempo, ci è già stato fatto notare che, in tutte le occasioni, abbiamo ripreso una pastorizia idilliaca baciata dal sole. Alla prima neve quindi la troupe ripartirà… E poi si inizieranno a seguire anche le altre storie di pastori. Ci sarà anche un sito dedicato al film, ma vi farò sapere prossimamente non appena sarò riuscita a caricare un po’ di materiale.

Tosatura, ma…

Le condizioni meteorologiche non stanno aiutando una delle attività stagionali, cioè la tosatura. Bisogna tosare le pecore per liberarle del vello ormai pesante, che le infastidisce, nel quale si sono impigliati ramoscelli, spine, semi. La lana con la pioggia si infradicia e pesa. Con il sole invece gli animali ansimano e sudano. La tosatura un tempo era un reddito, oggi si fa esclusivamente per il benessere dell’animale.

Una volta tosate mangiano di più e crescono meglio“, frase ripetuta e confermata da tutti i pastori. Forse non lo immaginate, ma il pastore vive anche con un misto di curiosità ed apprensione il giorno di tosa. Vuol vedere come si presentano le sue pecore tosate, se sono “belle”, cioè in carne, o magre, patite. Quest’ultima condizione, a meno che si tratti di una pecora che sta allattando, magari con una coppia di gemelli, è sinonimo di cattiva gestione, incapacità di svolgere il proprio lavoro: vuol dire non essere stato in grado di badare a loro come si doveva nel corso dei mesi.

E allora si guardano le schiene pulite dalla lana che, a poco a poco, aumentano tra quelle ancora coperte. E’ un gran lavoro, quello delle giornate di tosatura. La squadra di tosatori (Francesi, Neozelandesi, Spagnoli) avvisa pochi giorni prima, ma la conferma ce l’hai solo la sera precedente. Devi trovare il posto giusto, devi trovare gente che “tiri le pecore” e che insacchi la lana.

Già, la lana… Che fare di tutte queste montagne di lana? Come vi avevo detto qualche tempo fa, questa proposta di Biella The Wool Company è un’importante novità nel settore, che spero possa contare un numero sempre maggiore di adesioni per far sì che la lana locale venga raccolta, lavorata ed utilizzata. Tosare una pecora ormai costa più di 2,00 euro, ma se aggiungono i costi collaterali (dal vitto per i tosatori a quello per gli aiutanti di giornata più varie altre spese) si può pensare che sia verosimile un costo di 2,30-2,50 a seconda del numero di pecore del gregge. Forse quindi nemmeno 1,00 euro al chilo sarebbero sufficienti per pagare le sole spese di tosatura!

Una giornata di tosatura è lunga per tutti. Capita di alzarsi alle 6:00 ed andare a letto alle 2:00, per esempio… Perchè c’è da organizzare tutto, ma anche sfamare le pecore come in un qualsiasi giorno. E poi la lana da ritirare al coperto caso mai venga a piovere… Ai tosatori tocca la fatica di quelle ore, agli altri, specialmente al pastore, tutto il resto, prima e dopo. Anche chi “tira” le pecore, arrivato a fine giornata, non ne può più. E chi raccoglie ed insacca lana? Insomma, per fortuna che si tosa una volta sola all’anno. C’è chi lo fa due volte, primavera ed autunno, ma visti i costi e la resa forse non ne vale davvero la pena.

Cosa fare nel fine settimana

Non sapete dove passare il fine settimana? Vi propongo un po' di alternative… Valle Stura di Demonte (CN), Val Pellice (TO) e Settimo Vittone (TO).

In Val Pellice questo è un periodo ricco di fiere. Iniziamo con la Fira 'd la Calà a Bobbio, sabato 29 e domenica 30 ottobre. Ma poi seguirà la consueta Fiera dei Santi a Luserna San Giovanni il 2 novembre. Rimanendo in provincia di Torino, a Settimo Vittone invece si tiene la Desnalpà. Il ricco programma di questa manifestazione, che inizia la sera di venerdì 28, è scaricabile qui. Altro appuntamento fisso di questi giorni è la Fiera dei Santi a Vinadio, in Valle Stura, che quest'anno celebra la 156° edizione. Qui il programma. In concomitanza, vi sarà la 26° mostra ovina della razza sambucana.

Parlando di pecore sambucane, ecco un paio di immagini inviate dall'amico Mario, che ogni tanto mi scrive e mi manda le foto dei suoi animali.

Sono state scattate in giorni di tosatura, operazione che loro svolgono ancora manualmente, come potete vedere.

Immancabili poi le foto di Giacomo, che ci documenta le transumanze della sua Valchiusella. Quale maggiore soddisfazione per un bambino che non guidare la mandria durante la tramia? Solo se uno ha vissuto quei momenti lo può capire.

Chi è sceso per tempo l'ha fatto con splendide giornate di sole… Forse però faceva addirittura troppo caldo, come si intuisce dall'abbigliamento di chi cammina in testa alla mandria.

E qui vediamo invece un amico, ecco Giors che ritorna a casa. Nonostante le promesse non c'è l'ho fatta ad andare a trovarlo in alpeggio. Purtroppo mi manca il dono dell'ubiquità e l'estate è davvero volata.

Per concludere, mi sono permessa di prendere un'immagine dall'album su Facebook di Gloria, che testimonia cos'è successo l'altro giorno in Valle Stura, quando un gregge di un pastore vagante si è messo in cammino da Bersezio sotto la neve. Radiopecora è fatta così, me l'ha detto un amico dalla Val di Susa che c'era questa transumanza in corso, io ho suggerito a Gloria di tenersi pronta con la macchina fotografica e… Grazie amici, l'ho sempre detto che siete sempre di più voi i protagonisti, qui.

Le giornate che si allungano…

In primavera non bisognerebbe più doversi lamentare: c'è erba da pascolare, si avvicina il momento di salire in alpeggio… Ma chi conosce il mestiere o legge questo blog da anni, sa che qualche imprevisto c'è sempre, ma pure la routine della primavera non è delle più semplici. Alla sera non si finisce mai, si rientra esausti a tarda notte, si corre il rischio di addormentarsi mentre si consuma la cena e poi in un attimo è già ora di alzarsi di nuovo.
 

Le giornate si stanno progressivamente allungando e così anche gli orari di lavoro. Quando tramonta il sole magari stai appena spostando il gregge, che cammina sollevando nuvole di polvere. Vorresti un po' di pioggia, ma sai anche che la pioggia coricherà l'erba già alta di quei prati dove devi ancora andare a pascolare e poi i padroni si lamenteranno perchè le pecore non hanno pulito bene.
 

Ci sono poi anche certe piccole cose che vanno ad influire sulla pastorizia e potrebbero diventare problemi. Certi pastori, in inverno, "salvano" il gregge salendo in collina e andando al pascolo nei boschi in cerca di castagne. Ma quest'anno c'è il rischio che di castagne non ce ne siano affatto, infatti le piante sono infestate da una delle più recenti malattie arrivate dalle nostre parti. Il cinipide galligeno del castagno è originario della Cina e, in Piemonte, è stato segnalato per la prima volta nel 2002. Adesso si sta espandendo in massa e vi sono zone dove, nelle ultime stagioni, non si è vista una castagna, per l'appunto. Chi ha capre nei paesi di collina/bassa montagna, è ancora più preoccupato, visto che era una dieta del tardo autunno particolarmente gradita. Tanti piccoli nemici diretti ed indiretti della pastorizia…
 

In certe zone si pascola tra piccoli prati e boschi, zone dove i privati ti chiedono di "far pulizia". Magari è un prato abbandonato che sta diventando bosco, magari è un ex vigneto, un ex frutteto. Ti spiegano come raggiungerlo, percorri piste nei boschi, scendi lungo vecchie mulattiere su cui gli alberi si stanno chiudendo a formare quasi delle gallerie. A rigor di logica o, per meglio dire, a norma di legge, anche il pascolamento in bosco sarebbe vietato. Altre "grane" per i pastori…
 

E i segni del passaggio del gregge li vedi. Magari sono fili di lana su di un tronco ruvido… Perchè l'erba brucata invece ricresce in fretta, specialmente con il caldo, specialmente se fa qualche temporale alla sera. E' anche difficile pascolare in bosco, rischi che qualche agnello, qualche capretto resti indietro. Ma è utile quando fa caldo, per avere ombra per gli animali, per scendere a bere in qualche ruscello.
 

Le capre ne approfittano subito per compiere qualche scalata, sia per gioco, sia per vizio, sia per avere l'opportunità di mangiare qualche foglia in più, che per loro è ben più appetitosa dell'erba. Si passa, ci si ferma qualche minuto, il gregge avanza tra gli alberi, le pecore conoscono i posti, sanno le strade, vanno avanti verso i prati. Passando tra gli alberi almeno non c'è il rischio dei diserbanti e disseccanti, quelli che continuano ad essere sparsi in gran quantità lungo strade, vigneti e frutteti, quelli che terrorizzano i pastori che girano da queste parti. Bastano poche boccate di quell'erba e gli animali rischiano di morire avvelenati. Chissà noi che mangiamo quella frutta, beviamo quel vino?
 

Le giornate sono lunghe, eppure ci sono sempre così tante cose da fare. Non ti fermi mai, dal mattino alla sera, e maledici l'orario che sei costretto a fare, alla sera gli ultimi lavori li fai con il sonno che ti attanaglia. Non puoi nemmeno fare un pisolino quando sei al pascolo, perchè basta un attimo di disattenzione e le pecore scappano verso un orto, una siepe, un vigneto, una strada. Finita l'erba in un prato, ti sposti verso il successivo, fin quando le pecore sono sazie.
 

In queste belle giornate lunghe di sole o vengono le squadre di tosatori o ci si aiuta tra amici per finire di togliere la lana dalla schiena delle pecore. Certo, in questo modo si risparmia, ma ogni giorno riesci a tosare solo pochi animali e questo lavoro si protrae per lungo tempo, anche in funzione dei capricci meteorologici. L'operazione dev'essere terminata almeno qualche settimana prima di mettersi in cammino verso le montagna e, giorno dopo giorno, è come se il momento della transumanza fosse sempre più vicino.
 

Mentre si tosa, almeno i cani possono riposarsi. Per loro è sempre dura, ma in montagna dovranno correre in salita, scendere sempre di corsa sulle pietraie, condurre le pecore, farle rientrare al recinto. Non a caso è fondamentale avere dei buoni cani, senza di loro il lavoro è quasi impossibile.
 

Quando tramonta il sole la stanchezza è tanta, ma spesso c'è ancora da fare il recinto, medicare qualche animale, controllare gli agnelli, far succhiare il latte a qualche animale che ha qualche problema… Ma c'è anche chi, in questo periodo, sta mungendo i suoi animali, dopo aver venduto gli agnelli per Pasqua. Proprio stamattina ho visto un gregge in un pioppeto, c'era un giovane pastore intento a mungere… Così mi sono fermata per un saluto e tornerò presto ad intervistarlo per il mio libro.
Anch'io ormai alterno i miei lavori alla pastorizia vera e propria e le mie giornate sono sia troppo lunghe per la stanchezza che si accumula, sia troppo brevi per tutte le cose che ci sarebbero da fare. Gli aggiornamenti di questo blog ne stanno risentendo, lo so, ma è tanto più bello viverla davvero, la pastorizia, piuttosto che esserne uno spettatore esterno, un narratore o poco più.

Tutti a caccia di lana!

Quest'anno un po' tutti hanno inziato presto a tosare, complice anche il caldo anomalo che ha investito il nord Italia la scorsa settimana, il bel tempo che permette di andare avanti con i lavori, senza interruzioni dovute alla pioggia. E' uno di quei lavori fastidiosi, ma che bisogna fare… E allora tocca affrontarlo.

C'è chi ricorre alle squadre di tosatori internazionali, chi si affida a singoli tosatori locali o a squadre formatesi temporaneamente per dare una mano a qualche amico pastore, ma anche chi le pecore se le tosa da solo, un po' per giorno. Qualunque sia la modalità, tutti gli anni si ottenevano montagne di lana, quella lana che ormai era uno scarto, un rifiuto da smaltire, che fruttava pochi centesimi al chilo, se proprio si riusciva a darla via. Quindici, magari venti centesimi al massimo.

Però quest'anno c'è chi telefona ai pastori ancor prima che abbiano tosato per prenotare la lana! Tutti che cercano lana, arrivano ad offrire anche cinquanta, sessanta, sessantacinque centesimi per avere la lana della tosatura primaverile del 2011! Intendiamoci, anche queste cifre non coprono il costo della tosatura, specialmente se si sono chiamate delle squadre di tosatori. Però è già qualcosa rispetto al nulla. Ma che fine fa tutta questa lana? Pannelli isolanti per edilizia? Il modo per combattere ecologicamente e naturalmente le "maree nere"? E' l'effetto della "crisi del cotone" di cui si è parlato?

E così le pecore vengono spogliate della loro lana, per loro è un benessere, specialmente con queste giornate torride. Quando verrà il momento di salire in montagna, avranno già di nuovo un leggero vello protettivo, ed i pastori finalmente affrontano un po' più a cuor leggero questa faticaccia. Pensare che, un tempo, la lana era uno dei redditi principali dell'allevamento ovino! Colgo l'occasione per segnalare qui un laboratorio organizzato dal Parco Lame del Sesia "Dalla pecora al feltro", sabato 16 e domeniva 17 aprile. Segnalo poi ancora il blog di questi amici che ci hanno scritto dalle Marche, Dal Filo d'erba al Filo di Lana. Anche loro cercano lana… Andate a leggere!

Proprio quest'anno, con questa "fame di lana", ieri ho ricevuto una telefonata di una persona che sta realizzando una casa con la bio-edilizia e cerca una ventina di quintali di lana per coibentare le pareti della sua abitazione. Non sapendo che, effettivamente, ci fosse questa caccia alla lana così serrata, gli ho detto che non ci sarebbero stati problemi a trovarne… E invece, fino ad ora, ne ho recuperati solo pochi quintali. Tutti mi dicono di averla già venduta o di averla promessa a chi gliel'aveva chiesta. Provo comunque a chiedere anche a voi qui tramite il blog: cercasi lana del Piemonte, possibilmente in provincia di Torino. L'interessato verrà a ritirarla con un furgone dopo Pasqua, in quantitativi di almeno 2-3 quintali. Comunque contattatemi se siete interessati e vedremo se si riesce ad organizzare il trasporto. Per il prezzo, ovviamente sarà quello del mercato di quest'anno.

Speriamo che questa tendenza non si esaurisca nel giro di una stagione e che la tosatura torni ad essere se non un reddito… almeno non un'attività faticosa e costosa. Non sarebbe male un ritorno alla lana, con tutti i suoi possibili utilizzi, dal materasso al maglione, dal materiale per edilizia a qualsiasi altro impiego innovativo. Spero anche, in futuro, di potervi documentare la realizzazione della bio-casa con la lana dei pastori piemontesi.

I momenti difficili

Chi fa l'allevatore, per professione o per "hobby", passa spesso attraverso momenti difficili. Può essere una cosa passeggera, può essere un qualcosa di più profondo, che ti spinge addirittura a vendere i tuoi animali. Non centra solo la ragione economica, ma ci può essere un insieme di fattori: essere rimasti senza alpeggio, aver dovuto ripiegare su di una montagna sgradita (non adatta per gli animali… le persone in qualche modo si adattano!), aver subito ripetutamente gli attacchi del lupo. Poi la pioggia, la neve, il fango, le alluvioni… C'è chi lo dice solo, e chi invece lo fa. Ma poi senza pecore non puoi stare…

Queste foto le ho qui da parecchio, in attesa di pubblicarle. Me le ha mandate l'amico Loris dal Veneto. Lui è un pastore per passione, le pecore sono un di più oltre alla routine quotidiana, oltre al lavoro. Una passione che porta via tanto tempo, ma che dà anche grandi soddisfazioni. Qualche tempo fa ho ricevuto un sms disperato da parte di Loris: erano i giorni delle grandi piogge, per fortuna dove abita lui non ci sono state alluvioni distrastrose come quelle che hanno colpito altre aree della regione, ma lui comunque vedeva le sue pecore nel fango, impossibilitate nell'andare al pascolo, non aveva tempo per sistemare l'ovile e così… è stato preso da uno di quei momenti di sconforto. Gliel'ho detto, pensa ai "grandi pastori vaganti", a quello che si trovano ad affrontare quotidianamente. Eppure tirano avanti, anche se talvolta vengono presi dallo scoramento, dalla sfiducia.

Anche per lui quel momento è passato. La passione è quella, privarsi delle pecore sarebbe stato un errore. E così adesso l'ovile è sistemato, con lo spazio per le pecore che hanno figliato e tutto il resto. Resterà il ricordo di quei giorni e soprattutto la soddisfazione per avercela fatta. D'altra parte cosa senti raccontare, chiacchierando con i pastori? La narrazione di tutti quei giorni duri e di come si è riusciti a scamparla.

"Una volta qui dalle mie parti era una rarità chi piantava le piante di Prosecco… ora non se ne può più!! Ma non importa… le rarità ogni tanto si vivono ancora, anche sulle piccole greggi come il mio. Di solito ho sempre visto nascere agnellini macchiati di nero o neri addirittura, e invece domenica mattina scorsa qua da me sono nati due gemellini, uno tutto bianco e uno tutto… marrone!!! Ho dovuto aiutare la mamma nel parto perché aveva qualche difficoltà ma ti dico anche che oltre all’adrenalina è stata un’emozione vedere che la seconda coppia di gambette che estraevo era marrone!!!".

"E infatti ecco che ti mando alcune foto!!  E’ stata una fortuna essere là , perché conoscendo la pecora e il vizio che ha, oltre all’aiuto nel parto ho dovuto asciugare ai piccolini le code altrimenti lei le considera un pezzo di placenta e le mangia. Credo avrai già visto più volte anche tu qualche rara pecora fare così. Già, tutta una rarità quella mattina. Ti scrivo queste cose perché so che magari rarità per te non lo sono più, ma almeno mi tolgo la soddisfazione di dire… anche nel mio piccolo gregge sono capitate queste rarità-realtà!! Peccato solo che il piccolo marrone sia maschio!!".

Un immagine anche di Toby, il fedele cane di Loris. Sarà anche lui contento del fatto che il suo padrone ha superato le difficoltà, altrimenti avrebbero sofferto entrambi per la mancanza del gregge, delle pecore.

"Insieme alle foto dei piccoli ti invio una foto della festa della tosatura fatta qua a casa mia a maggio, con l’assistenza di Nico, il mio giovane amico allevatore di pecore alpagote (ha un bel branchetto!!!)."
Ho voluto raccontarvi questa storia (con lieto fine, anzi, con felice continuazione!) a fine anno, nella speranza che tutti i pastori, grandi e piccoli, siano riusciti a superare i loro momenti difficili, ma soprattutto che possano esserci giorni felici nel prossimo anno. Ovviamente, in questo mestiere, le difficoltà ci saranno sempre. Ma quelle legate alle condizioni atmosferiche, alla natura, al territorio sono già più che sufficienti. La speranza è che si riescano a risolvere tutte le altre, quelle dove è l'uomo, la politica, gli amministratori a poter fare qualcosa… e penso anche ai pastori della Sardegna, respinti a Civitavecchia senza che sia stata data loro la possibilità di manifestare. Penso a tutti quelli che parlano di smettere per i disagi dovuti al lupo. A chi si sente perseguitato da una burocrazia a volte assurda. A chi vede sempre più cartelli di divieto di pascolo vagante. A quelli ai quali viene vietata la transumanza. A chi si chiede se meriti ancora fare una vita così, per arrivare a fine anno con dei bilanci che non possono essere solo basati sulla passione per gli animali. Nonostante tutto quello che vediamo intorno a noi, lasciamo aperto uno spiraglio di ottimismo per il 2011.

Aggiornamenti variabili

In questi giorni il blog non viene costantemente aggiornato… Per fortuna è un momento in cui, almeno sul piano lavorativo, c’è di che tenersi impegnati! Abbiate pazienza, tornerò quanto prima con maggiore regolarità, anche se spero di avere un’estate molto movimentata in giro per le montagne, i pascoli, gli alpeggi. …Anche se però mi manca immensamente il "mio" alpeggio, il "mio" gregge… Ma la vita va avanti e, per lo meno, mi resta questo mondo, che sento "mio", nonostante tutto. Ancora grazie a tutti gli amici che mi sono stati vicini nei momenti più duri.

Godetevi questo video sulla tosatura in Sardegna. A presto, con nuove storie… con un pensiero al Pastore, che domattina carica il gregge sui camion, per andare finalmente in montagna. Non avessi avuto un piccolo "incidente", avrei voluto esserci anch’io, ad assistere alla partenza!

Articoli, segnalazioni, video e altro ancora

Mentre io vago sulle tracce dei pastori e penso ad un’estate diversa da quelle degli anni precedenti… ci siete voi che scattate, filmate, leggete, segnalate! Purtroppo il primo articolo da leggere riguarda una notizia triste, la morte di un anziano pastore in Liguria, investito da un’auto mentre rientrava dal pascolo con i suoi animali. Grazie ad Alessandro ("tentativo di pastorello semistanziale", come si è definito lui stesso) per avercelo segnalato.

Questo video sulla storia della transumanza in Abruzzo l’ho trovato facendo ricerche su youtube. Tra l’altro, sapete cosa viene citato su Wikipedia alla voce transumanza? Il blog pascolovagante!! Rimanendo in Abruzzo, un articolo sulla valorizzazione della lana.

Queste immagini sulla tosatura invece arrivano dal Biellese e ce le manda Laura. Eccola alle prese  con una pecora che deve ancora passare tra le mani dei tosatori…

Gabriella e Franco, ciascuno con una pecora. Lunghe ore, giornate faticose, quelle in cui si tosa! Questo lavoro si fa due volte all’anno, una volta garantiva uno dei maggiori guadagni per i pastori, oggi invece bisogna fare apposite iniziative per valorizzare la lana e per cercare di aiutare i pastori a ripagarsi almeno il costo della tosatura.

Il più è fatto, ecco gli animali finalmente "nudi", pronti per i primi caldi e… per la salita in montagna, quando sarà ora. Un saluto ed un grazie a Laura, in versione pastorella!

Ancora un’immagine del gregge completamente tosato, pronto per andare al pascolo. Buon alpeggio anche a questo gregge ed ai suoi pastori!

http://www.youreporter.it/player/flv.swf

Ecco poi un video dal Nord Est, un gregge di passaggio a Marghera alla fine di aprile. Continuano i "richiami" per andare a cercare altre greggi, altri pastori in altre parti d’Italia. Ve lo prometto, quest’estate andrò sulle loro tracce!

Concludiamo con una bella notizia: il cortometraggio di Matteo Gariglio "Fuori dal gregge" il 25 aprile a Bardonecchia è stato premiato con il primo premio nella sezione "Le Alpi" al Valsusafilmfest. Complimenti e… a presto, magari con un bel documentario sul pascolo vagante?

Festa della Transumanza a Fiumalbo

La seconda giornata in Appennino si è svolta a Fiumalbo, dove (presso la sede del Parco dell’Appennino Modenese) si teneva la Festa della Transumanza, organizzata in occasione del ritorno del pastore Mirko.

Il paese di Fiumalbo, adagiato tra le alture, boschi e pascoli, viveva una tranquilla domenica mattina, con il mercato nelle strade e nella piazza. Purtroppo non sembrava che la transumanza e l’arrivo del loro concittadino fosse al centro dell’attenzione. Avevamo già discusso abbondantemente la cosa nel giorno precedente: qui come dappertutto, è difficile far muovere la gente e, se proprio non fosse stata una giornata torrida, dalla pianura la gente sale difficilmente. Poi ormai ci sono così tante iniziative, qua e là…

Al Centro Visite intanto ferveva l’attività. Qui vedete… l’angolo degli scrittori! Ero in ottima compagnia con Adolfo Malacarne, l’autore di "Transumanze" di cui avevo già parlato qui. E’ stato bello vederci in Appennino, a parlare di pastorizia nomade, facendo incontrare storie del Nord Est e del Nord Ovest, con la presenza di Mirko a completare il quadro!

Il primo appuntamento della giornata è stato il convegno, dove si è appunto parlato di pastorizia confrontando le diverse esperienze. Rieccoci, presentati da Claudia, l’ideatrice ed organizzatrice di questo evento. La sala comunque si è riempita ed il pubblico era attento ed interessato. La speranza di tutti è che la festa, che sta muovendo i primi passi in questi anni, possa crescere e diventare un vero punto di riferimento per chi si occupa di questi temi.

Ho approfittato della presenza in sala di Barbara, così qui vedete la sottoscritta intenta a raccontare cosa vuol dire pascolo vagante in Piemonte, quali siano le problematiche, perchè si fa questo mestiere, chi sono oggi i suoi protagonisti, con un accenno al passato ed alle tradizioni che si tramandano. Non sono mancate anche le domande del pubblico. Dopo di me è intervenuto Adolfo, che ha parlato dei pastori di Lamon e del pascolo vagante nel Triveneto.

Infine è stato il momento di Mirko, che ha commentato le immagini della sua stagione di pascolo vagante, realizzate dal fotografo ufficiale Stefano Torreggiani. Vi rimando ancora una volta alle pagine del Parco che illustrano il progetto, in attesa che esca il DVD completo con il racconto di un anno di pastorizia nomade con Mirko.

Anche i bambini delle scuole avevano preparato il loro "bentornato" a pastore e pecore! A dire il vero, il gregge non ha partecipato alla festa, ma è rimasto alle Piane, dove l’avevo incontrato il giorno prima. Se fosse passato fisicamente il gregge a Fiumalbo, il pastore ovviamente non avrebbe potuto partecipare concretamente alla festa. Ed allora c’erano solo alcune pecore, in attesa della dimostrazione di tosatura del pomeriggio.

Invece il pastore si godeva giustamente la festa… Dopo un ottimo pranzo preparato dai volontari di Emergency, in cui la carne di pecora ha fatto giustamente da protagonista insieme alla polenta, eccoci al tavolo ancora una volta con il pastore, che versa l’ennesimo bicchiere di lambrusco! Si parla, si chiacchiera, si raccontano aneddoti e la giornata scorre lenta ed allegra.

Intanto il gruppo musicale (ahimè, chiedo scusa, ma non ricordo il loro nome) suona musica tradizionale e celtica, completando il clima perfetto della giornata. Peccato solo per tutti quelli che non sono venuti a vedere questa festa, perchè non sanno quello che si sono persi!!! Sarà per il prossimo anno, vero? Un grazie speciale agli amici del blog che sono venuti a salutarmi ed hanno trascorso lì l’intera giornata.

Anche le bancarelle degli artigiani erano a tema con l’argomento della festa. Ecco prodotti realizzati con la lana e lana filata

Formaggi, formaggi di pecora, che da queste parti non sono così rari, grazie anche ai produttori della vicina Toscana. Il confine è appena laggiù, oltre le montagne.

A proposito di formaggi, la dimostrazione di caseificazione ha riscosso grande interesse nel pubblico e c’è stato anche uno scambio di battute ed esperienze da parte dei produttori presenti, che hanno messo a confronto i rispettivi metodi di lavoro.

L’ultimo evento previsto era la tosatura, svolta dallo stesso Mirko, utilizzando le forbici, quelle che si impiegavano prima delle moderne tosatrici elettriche. Purtroppo la giornata, e la trasferta nell’Appennino, si stava avviando alla conclusione, era arrivata l’ora dei saluti, dei commiati e delle promesse di rivederci presto, di incontrarci ancora, magari altrove, alla ricerca di altri pastori, altre greggi…