Il sole, ma…

C'è già chi parla di un'estate senza estate… Fosse così, farebbe freddo dappertutto, invece qua e là c'è chi muore dal caldo. Però lassù caldo non fa e pare davvero che siano quelle giornate di fine stagione, quando ormai ti prepari per scendere. Invece no, stai appena salendo a mangiare l'erba più buona, quella alle quote maggiori.

Almeno il clima freddo, nelle giornate di bel tempo, dovrebbe tenere indietro la nebbia. E così è, quindi per una volta si può spaziare lontano con lo sguardo verso la pianura, mentre si sale dietro alle pecore. Si vedono i prati ed i campi dove si pascola d'inverno, si vedono i paesi, i corsi dei fiumi. Nonostante il sole, non ci si scopre più di tanto, l'aria è tagliente, limpida, anche nel cuore della giornata le pecore pascolano senza ammucchiarsi, non c'è bisogno di cercare l'ombra, è il clima ideale per loro.

Finalmente si sale ed in cresta le cose cambiano. Si vedono le altre montagne, la pianura, l'erba è migliore, paradossalmente anche i pendii sono meno ripidi, lassù, e si cammina meglio lungo le tracce di sentieri creati dalle pecore. O forse sono antichi sentieri, che solo grazie alle pecore vengono mantenuti? Qualche turista fa capolino lassù sulla montagna più alta, ma sono saliti tutti dagli altri versanti. In cresta appare una lunga fila di pecore ed il pastore urla un richiamo.

Ci si incontra lassù, ci si scambia un saluto e quattro chiacchiere, mentre gli animali da entrambe le parti salgono e scendono. Con il binoccolo si cercano altre greggi sui pendii delle valli, si individuano gli alpeggi, si nominano le montagne, ci si aggiorna sulle novità. Poi ciascuno deve scendere per badare al proprio gregge che si sta muovendo qua e là senza controllo. Dopo qualche tempo le pecore passeranno tutte in fila sulla strada accanto al lago… Viene da pensare che… sì, un vero alpeggio deve avere anche un lago, ma invece al di qua della cresta manca pure quello.

Alla sera il gregge ridiscende, sazio. Certo che le giornate senza nebbia sono tutt'altra cosa, si lavora meglio, ci si rilassa un po' di più, anche se comunque si scarpina da mattina a sera su e giù per i pendii, urlando ordini e fischiando ai cani. Anche se le pecore si dividono in gruppi e gruppetti, anche se c'è sempre quella che si attarda a pascolare quel ciuffo d'erba tra le rocce, le vedi per tempo e riesci a farle rientrare al recinto con le altre. E così si riesce persino a mangiar cena prima che sia notte fonda, accendendo il fuoco per far cuocere la carne sulla pietra, guardando le stelle che man mano compaiono nel cielo e le migliaia di luci laggiù in pianura. Cantano, i pastori, le loro voci si perdono nell'infinito della notte.

Una notte fredda, gelida, a cui fa seguito una mattinata con un sole già più velato. Il gregge stenta ad incamminarsi, inizialmente scende verso il basso, quasi che sia davvero la fine della stagione e sia il momento di tornare in fondovalle a pascolare l'erba verde già ricresciuta. Ma invece ci sono ancora tutte le creste da mangiare. L'erba è verde, ma se continuerà a fare così non ci sarebbe da stupirsi se presto arrivasse la brina e la neve a quote ancora più basse. Già l'altro giorno le cime erano imbiancate. Una volta che le pecore avranno preso la giusta direzione, anche i pastori si avvieranno verso la cresta.

Mentre si sale accade qualcosa di strano. Per un attimo il tempo si ferma, gli animali si immobilizzano e belano, cupi. Anche i cani si arrestano e si guardano intorno inquieti. Un boato scuote l'aria, arriva di là, dalle altre valli all'orizzonte. Ci guardiamo increduli, è stato come se qualcuno ci avesse scosso. Non ci sono dubbi, è stato un terremoto. Non è successo nulla, non si è mossa una pietra, niente, ma averlo vissuto quassù è stata una sensazione strana rispetto a tutti i precedenti che mi avevano sempre colta tra le mura di casa. Ci si interroga su cosa sarà successo giù, per fortuna nulla di grave, solo un po' di spavento. Il cielo prima sereno intanto si è coperto di nuvole, minacciose dietro le montagne alle nostre spalle. Le pecore hanno subito ripreso a pascolare e tutto va avanti come prima, con qualche goccia di pioggia portata dall'aria fredda che già annuncia i temporali che seguiranno. Continua il freddo e questa volta non ci sarà nemmeno più il sole a mitigarlo. Pare davvero settembre, quasi ottobre…