Dovremmo essere tutti un po’ pastori…

La passione per la pastorizia porta a fare incontri, talvolta anche solo virtuali. Oggi vi racconto un’altra storia, anzi, la lascio raccontare ad Orazio, dalla provincia di Siracusa, che mi ha scritto qualche tempo fa e mi ha mandato alcune foto.

(foto O.Pavano)

Sapere di trovarvi ogni mattina ,
mi da modo di iniziare ogni cosa
e poter passeggiare con voi al pascolo
mi da calma,
rifletto che attorno a noi c’è solo frenesia di tutto e per tutto…
dovremmo essere tutti un po’ pastori
per  capire  quanto bello  è il mondo che ci sta attorno…

(foto O.Pavano)

Ti mando le foto  del mio  “piccolo” (modo di dire) al pascolo e dei due gioielli che lo proteggono.

(foto O.Pavano)

Qui  la pastorizia  è ancora molto praticata, si produce maggiormente la ricotta che viene consumata  ogni giorno, e i vari derivati. Ma giovani sono molto lontani da queste attività,  ancora siamo legati ai nostri nonni che con aiuto degli extra-comunitari portano avanti tutto. Abbiamo in zona grosse aziende di almeno 500-1000 capi ciascuna e poi  piccole realtà, ma comunque ancora  si sopravvive. I mangimi sono alle stelle i foraggi pure, ma si resiste solo perchè  è parte della nostra vita. Ma ci viene difficile ammetterlo a tutti… Mi rifaccio a quello che ti ho scritto sopra, “dovremmo essere tutti un po’ pastori”, ce l’abbiamo nel sangue, ma lo abbiamo offuscato…

(foto O.Pavano)

Ti ho mandato una foto parziale di un gruppo parziale di pecore di una azienda di circa 600 pecore  razza Valle del Belice che ogni mattina mi fanno compagnia vicino dove io lavoro ( settore industriale metal meccanico ) immagina un po’!

(foto O.Pavano)

La mia piccola azienda: noi non mungiamo,vendiamo gli agnelli, ma solo per questione di “altro lavoro per poter campare”. Ti ho mandato qualche altra foto  mentre  diamo delle prelibatezze  alle nostre pecore…

(foto O.Pavano)

Della mia bimba  ha solo le foto del suo agnellino preferito, per ora  un peluche!  Non ho avuto tempo di farne qualcuna con gli agnellini veri.

(foto O.Pavano)

Ecco un’ultima foto delle pecore di Orazio, che ringrazio per la sua storia e la sua testimonianza. Chissà quante altre storie di passione (per le pecore) ci sono sparse in giro per tutt’Italia (e non solo! presto avrò per voi una sorpresa dall’estero…!).

Asini, capre e cani dal Centro-Sud

In questo weekend di immobilità forzata (ahimè, senz'auto!), inizio a pescare nei miei archivi per presentarvi qualche storia che mi avete inviato. Qualcuno magari avrà perso la speranza di vedere pubblicato il materiale che mi aveva spedito… Invece no, poco per volta troverà il suo giusto spazio qui. Oggi andiamo nel Centro-Sud Italia. A dire la verità, mi piacerebbe ricevere più spesso notizie da altre regioni dove si pratica la pastorizia, così da imparare, conoscere e favorire anche "scambi" tra diverse realtà italiane.

capra_napoletana_ager_photo

Per prima cosa, riprendo l'appello pubblicato qui sul sito QualeFormaggio. Si tratta di 30 capre di razza napoletana, razza in via d'estinzione, che rischiano di finire al macello. Nel sito trovate tutte le informazioni ed i contatti, se siete interessati al loro acquisto.

Fernando, da l'Aquila, ci manda i saluti ed una foto di Alissa, cane Pastore Abruzzese verace, sette anni di età.

Veniamo poi agli asini di Nicolò. Questo amico ci scrive per raccontarci dell'Asino ragusano. Lascio a lui la parola per parlarci di questa razza. "La zona d’origine sono i territori limitrofi al comune di Ragusa. È una razza di recente costituzione (1953), quando l’Istituto di incremento ippico di Catania ha istituito i caratteri tipo e detiene anche il registro anagrafico."

"Il “ragusano” è stato ottenuto in seguito ad alcuni lavori di incrocio e successivi “rinsanguinamenti” tra l’asino di “Pantelleria”, di “Martina Franca” e quello “catalano”. Fu costituito questo genotipo per la richiesta continua da parte dei contadini di animali molto rustici per soma e tiro e soprattutto per la produzione di muli; da ricordare che i muli derivati dagli asini ragusani hanno combattuto a fianco dei nostri soldati durante l’ultimo conflitto. Ha un temperamento nevrile ed energetico, si adatta anche a climi diversi da quello siciliano."

"Molto particolare è la mungitura; le asine non riescono a dare più di 2 litri di latte (le migliori) a mungitura. Quest’operazione nella maggior parte dei casi viene effettuata a mano o con piccole modifiche ai sistemi mungitori degli ovi-caprini. L’asina, per cedere il latte nella mungitura a mano, deve sentire vicino il suo piccolo, il quale attraverso la suzione e lo stimolo al capezzolo porta alla liberazione dell’ossitocina e quindi all’eiezione del latte. Questo tipo di mungitura ancora si riscontra negli allevamenti siciliani tradizionali, i quali allevano incroci o mucche “modicane”, le quali per cedere il latte hanno bisogno del vitello. Con il frequente affermarsi delle varie intolleranze al latte vaccino, recenti studi (ma conoscenze antiche), hanno portato alla sostituzione di quest’ultimo con il latte d’asina. È quello che maggiormente si avvicina per le proprie caratteristiche organolettiche a quello umano. È fonte di vita per molti bambini e sta sostituendo con successo  il latte alternativo di soia. Il prezzo nel mercato siciliano varia da 10 a 15€/ litro."

"Con un disegno di legge, d’iniziativa del senatore Minardo del novembre 2004, si incomincia a parlare di finanziamenti per il recupero e la valorizzazione dell’asino Ragusano. L’assessorato Agricoltura e Foreste concede agli allevatori sonvenzioni di carattere economico a tutti coloro che intendono allevare questa razza asinina. Per l’ottenimento del premio l’asino deve avere determinati requisiti che caratterizzano lo standard di razza, per la valutazione di questi la Regione si avvale dei valutatori dall’Associazione Regionale Allevatori."

Grazie a questi amici per i loro racconti/testimonianze. Se avete anche voi storie da raccontare, foto, segnalazioni… scrivetemi!

Ricordate la macchina fotografica!

Lo scorso anno vi avevo chiesto di inviarmi foto di monumenti/statue a tema "pastorale", ma anche cartelli particolari che avessero a che fare con l’argomento di questo blog. L’invito è ancora valido, ma per quest’estate suggerirei anche un nuovo argomento: gli abbeveratoi.

Vediamo chi riuscirà a scovare il più "bello", il più caratteristico, il più ingegnoso. Questa fila di vasche da bagno in Val Maira è un classico di molti alpeggi, ma si candida tra quelle con un maggior numero di vasche in fila! E voi, cos’avete da propormi? Se poi riuscite ad immortalare l’animale mentre beve, meglio ancora. Aspetto le vostre foto, allora.

Per adesso di foto ne ricevo comunque tante. Questa ce la manda Giovanni, "l’uomo delle campane", e ritrae una mandria al pascolo lungo il Ticino vicino a Pavia appena prima della monticazione. Immagine atipica, per noi che siamo abituati a vedere pecore lungo il fiume!

Sempre bovini, e siamo a Favignana (TP) insieme a Leela. Come razza, dovrebbe essere un incrocio tra Charolaise e la Modicana. In quanto ai pascoli, pare di essere nel deserto e mi viene da domandarmi come facciano ad essere così ben pasciute, queste vacche!

Leela ha immortalato da lontano anche un allevamento di pecore comisane. Le ha viste anche al pascolo, ma non ha avuto modo di fotografarle all’aperto. E così ci "accontentiamo" di vederle in questa stalla artigianale.

Arianna è un’altra malata di pastorizia. Anche lei al seguito di un gregge vagante, ci manda alcune foto della scorsa primavera. Qui una pecora con i suoi due gemellini.

Il gregge è a Borgo San Siro, in provincia di Pavia, nel mese di marzo. Fa effetto vedere adesso l’erba bassa di fine inverno…

Ecco anche uno dei pastori di questo gregge, Tobia. Poco per volta così questo blog inizia a fare la conoscenza anche con pastori vaganti di altre regioni d’Italia!

Ancora Tobia insieme al suo socio Roberto. Arianna si è dimenticata di dirci chi è la signora che si è fatta immortalare in loro compagnia…

Anche i miei genitori vanno in giro senza mai dimenticare la macchina fotografica, così hanno scattato un po’ di foto durante l’ultima gita in Valle Po. Siamo ad Oncino, salendo dalle Bigorie verso l’Alpe Tartarea.

Sempre da quelle parti, ecco un cane da pastore dall’aspetto simpatico.

Queste vacche riposano comodamente sdraiate sulla strada che porta all’Alpe Tartarea, senza curarsi minimamente degli escursionisti che transitano a piedi.

Nemmeno questo vitello sembra essere timido, infatti si lascia fare un bel primo piano.

E voi, che foto mi mandate? Dal Piemonte, dall’Italia, dall’estero…

Un paio di segnalazioni prima di salutarci: vi ricordo Miss Mucca a Pragelato domani e domenica (confido che qualcuno di voi lettori sia là con la macchina foto, io invece sarò impegnata altrove). Il 18 luglio invece sarà inaugurato a Riale (VB) l’itinerario "Alpeggi senza confini", alla cui realizzazione ho lavorato un paio di anni fa. Poi vi inviterei a leggere questo articolo sul sito dei Ruralpini, diritti dei pastori e valorizzazione della lana.