Segnalazioni e precisazioni

Continua il maltempo, il mio post di ieri è stato veritiero, perchè alla fine è stato più fango che neve. Non che aiuti, ai fini lavorativi… Ma il fango poi asciugherà, mentre la neve, si sa, è più problematica. Oggi, pur avendo numerose foto che mi avete mandato voi, alcune anche già da qualche tempo, mi limito ad un paio di segnalazioni e precisazioni.

Qui vedete una foto che ci manda Bruno. Dopo aver letto questo post, una sera è andato a trovare il suo parente Giovanni. Qui intravvediamo il gregge alle ultime luci della sera. La curiosità era grande, quella di conoscere l’amico del blog in visita…

E così ecco anche Loris insieme a Giovanni. E qui c’è bisogno di una precisazione. Dopo aver pubblicato il post, ho ricevuto alcune e-mail che più o meno dicevano così: "Cara Marzia, leggo il tuo blog da qualche tempo, quella del pastore è una vita che mi affascina perchè si svolge all’aria aperta, lontana dalla tecnologia, dalla frenesia della citta, ecc, ecc, ecc… Ho letto di quel ragazzo che è andato ad imparare a fare il pastore, è un’esperienza che piacerebbe anche a me. Mi puoi aiutare?". C’è stato il padre di famiglia, che vorrebbe mollar il lavoro ed iniziare una nuova vita, campando di pastorizia. C’è stato il disoccupato. C’è stato il giovane che vive in città e non ne può più di vedere solo cemento. A tutti ho risposto in modo anche un po’ crudo e duro, ma volevo precisare che l’amico nella foto è una persona che conosco da tempo, uno che non è venuto qui a provare a fare il pastore, ma a vedere com’è la pastorizia in Piemonte. Lui pastore lo è già, chi legge questo blog sicuramente lo ha riconosciuto. Ha delle pecore, le tosa personalmente, se ne prende cura con passione e dedizione. Certo, non vive di quello, ma sa cosa vuol dire pastorizia nomade e conosce molti pastori vaganti nella sua regione. C’è un sito (http://lavoroinalpeggio.blogspot.com) che invece cerca di aiutare chi vuol fare un’esperienza in un’azienda zootecnica, dove sia chi cerca lavoro, sia le aziende che hanno bisogno di personale, possono inserire annunci. Per il resto, io personalmente non posso aiutare nessuno, al massimo posso dare qualche consiglio, suggerimento. Il primo e più importante? Se sognate questa vita, per vedere se siete in grado di farla, prima di tutto cercate voi stessi un pastore. Se riuscite a trovarne uno, parlarci insieme, stabilire un contatto, siete già sulla buona strada. Non è una presa in giro, parlo sul serio. Chiamiamolo "test d’ingresso"!

Marina invece mi dice che è stata costretta a vendere il suo montone. Gliel’aveva dato un amico, ma era troppo "feroce" e, dopo aver distrutto il box, non la lasciava nemmeno più entrare nella stalla. Questo comportamento mi fa venire in mente quello che ho scritto in uno dei racconti di "Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora". Marina, che ha letto il libro, mi scriveva che il primo racconto non l’è piaciuto tanto, ma il libro nel suo complesso sì. In effetti, i primi pezzi "introduttivi" sono proprio i meno avvincenti, lo riconosco anch’io. Qui sul sito trovate varie "recensioni" dei lettori. Tra l’altro, vi segnalo che sono già in calendario diverse presentazioni, le trovate in ordine cronologico sulla destra in apertura del sito.

In ultimo segnalo questo blog aperto da un gruppo di tosatori sardi che cercano di farsi pubblicità, qui trovate i loro recapiti. Sono attivi su tutto il territorio nazionale. Non è ancora stagione di tosatura, ma giustamente bisogna farsi conoscere per tempo!

Un mattino, dalla finestra di casa

Capita di vedere greggi, così, quasi per caso. Capita, a quanto sembra, specialmente agli amici di questo blog… Scherzi a parte, è sempre più facile che chi ha in qualche modo a che fare con la pastorizia, passi da queste parti. Nei prossimi giorni vi "presenterò" dei nuovi amici che leggevano queste pagine da tempo e che finalmente si sono rivelati con un’e-mail.

Iniziamo con Daniele del Ranch Sette Poiane. Anche lui ha visto un gregge e non si è lasciato scappare l’occasione di fotografarlo, per poi condividere con noi le sue emozioni.

Adesso lascio parlare lui e le sue immagini. "12 Novembre una mattina dell’estate di San Martino, una luce spettacolare, sono le 8:00, e per questa volta mi sono svegliato tardi, ho l’influenza". Però fuori c’è qualcosa, o meglio, qualcuno!

"Sono ancora nel letto quando la mia ragazza mi dice che ci sono le pecore in giardino, niente di meglio! Al posto dell’ufficio stamattina faccio 2 chiacchiere con il pastore. Ne avevo bisogno…"

"Mi affaccio alla finestra e scatto qualche foto in lontananza e mi diverto a vedere i cani che conducono come se la cavano… sono 3 piu’ il solito maremmano grande e grosso. Mentre la mia morosa urla perchè non posso uscire che ho la febbre, apro la finestra per qualche scatto migliore….intanto il pastore si avvicina con il gregge , lo conosco è sardo."

"Esco, lascio la macchina fotografica alla mia morosa, (perche’ è lei la fotografa) e faccio un fischio al pastore che mi saluta e si avvicina alla casa… Così inizio a conversare con il pastore che a prima vista con il cappuccio in testa non mi aveva riconosciuto, gli chiedo come sta andando il pascolo e mi dice che và molto bene per il momento, la medica è abbondante e nessun si lamenta del suo passaggio "ormai sono tanti anni che pacolo in questa zona e conosco tutti" … Poi gli chiedo se era al corrente che alcuni comuni stanno vietando il pascolo vagante, mi risponde  "e tu come fai a saperlo?" così gli spiego di questo blog e del mio interesse per queste cose. Dice che in Sardegna già da tempo non puoi uscire con il gregge dal tuo comune ed anche qui che siamo in provincia di Rimini."

"Gli agnelli sono tutti in stalla le pecore continuano a partorire e vengono portate via con i piccoli, troppe strade vicino ai prati…"

"Guardo il gregge è propio bello, sembrano dorate sotto la luce, altre volte completamente bianche, una nera e bianca prova a bere nella bicchierola dei cavalli, ma c’e’ il filo elettrico ed è dura…"

"Poi dopo un po’ ci salutiamo è freddo meglio rientrare, ci auguriamo buona giornata… Ecco questa piccola storiella in una mattina d’autunno…". Che dire, ringraziamo Daniele dalle colline riminesi per la bella testimonianza e le foto (sue & della morosa!).

Incontro in Valcamonica

Come sapete, sono stata tre giorni in Valcamonica, per il convegno "Di terra in terra". Qualcuno di voi era là presente, così ho pututo conoscere anche altri lettori "silenziosi" di questo blog. Ma veniamo agli argomenti trattati ed a tutto quello che è stato fatto, visto che di cose di cui scrivere ce ne sono tante.

Per me è stata la prima visita da quelle parti e… spiace aver avuto poco tempo per girare (il programma del convegno era fitto di appuntamenti). Oltretutto il tempo non ci ha aiutati. Il sole splendeva poi ieri, quando mi mettevo in viaggio per il ritorno. Nell’immagine, la chiesa di San Siro, che è stata sede degli eventi artistici serali.

Nelle sale della Città della Cultura di Capo di Ponte, alcuni degli ospiti (provenienti da varie parti d’Italia), avevano esposto manufatti in lana, feltro, foto, lana grezza, lana filata tinta con tinture naturali… Molti degli interventi sono stati infatti rivolti all’uso della lana, al suo recupero, alla lavorazione artigianale, ai saperi legati a questo materiale… oggi ormai considerato uno scarto. Rivalutare la lana anche per permettere al pastore di continuare il suo mestiere. Non dimentichiamoci infatti che, un tempo, la lana era forse più importante ancora degli altri prodotti della pecora (latticini, carne). Oggi rappresenta un costo ed un problema.

Gli interventi sono stati tanti, impossibile sintetizzarli qui in poche parole. A condurre la prima giornata, Tino Ziliani, il vulcanico pastore-tosatore-rappresentante dei Pastori Lombardi. "A volte mi sembra di essere a capo di una società a delinquere…", e questa battuta di Tino ha ottimamente introdotto il mio intervento, dove parlavo proprio dei problemi della pastorizia legati alle legislazione attuale. Permettetemi di ringraziare qui pubblicamente questo personaggio, che arrivava al mattino presto al campus-foresteria dove molti di noi erano alloggiati già brontolando e cercando di tirare le fila di tutto, carico di ogni genere di "sopravvivenza", dalle focacce dolci al vino. E’ stato inevitabile per me trascorrere molto del tempo in sua compagnia, così "radio pecora" ha potuto aggiornare un bel po’ di fatti e vicende. Era inevitabile che così fosse, tra appartenenti (a vario titolo) dello stesso mondo. Mi ha fatto particolarmente piacere vedere alcuni pastori tra il pubblico, nella prima giornata. Non è così usuale vederli in queste sedi…

C’era anche il Sindaco di Malegno, paese della valle che ha nel suo stemma una pecora che esce dall’ovile, e non immagini guerresche o minacciose, niente torri, niente spade, niente cavalli focosi. Ed il suo motto? "Mites terram possidem". Insomma, qui pare che i pastori siano i benvenuti e ci sia uno spazio per loro…

Dopo aver discusso di pastorizia, di ruolo del pascolamento nell’ambiente, della "resistenza" degli amici sardi all’occupazione delle loro terre pastorali, di esperienze con la lana in Friuli, di percorsi della transumanza in Irpinia e molto altro ancora, nel pomeriggio ci siamo avviati verso il Passo di Crocedomini, sotto un cielo sempre più scuro. Una sosta nel ristorante sul passo, seduti sotto i campanacci esposti in bella mostra…

"Eccoli dove sono, i pastori! Noi giù a sgolarci per loro, e questi sono qui…". Tino ci mette fretta, c’è ancora un tratto di strada da percorrere, poi ci ammassiamo sulle poche macchine adatte presenti per risalire un paio di km di sterrato, mentre Francesco, il pastore, fa due giri per riuscire a caricare tutti.

Tra calcari, laghetti ormai asciutti e pascoli dai colori autunnali (ma comunque meno secchi che in Piemonte), saliamo alla ricerca del gregge. Il pastore non l’ha fatto scendere, probabilmente lo incontreremo vicino alle baite. Inizia però a piovigginare e l’unico ombrello presente è il mio… La comitiva comprende pastori lombardi, relatori del convegno dal Friuli, dalla Sardegna, dall’Irpinia e dal Trentino, persino un ospite dal Galles…

Raggiungiamo la baita sotto la pioggia battente, ma il comignolo fuma ed all’interno ci sarà sicuramente il fuoco acceso per asciugarsi e scaldarsi. Il gregge è sul versante poco sopra. Tutti arrivano fradici, si scopre che qualcuno è rimasto giù, senza nemmeno mettersi in cammino. Così si può vedere davvero qual è la vita del pastore, anche se in breve siamo tutti al caldo, con davanti un caffè o un bicchiere di vino. Il pastore forse dovrebbe essere fuori sotto la pioggia, con il gregge…

Non potevo star lì senza salire fino dal gregge. Gli animali sono sparsi per tutto il versante, in quel momento non stanno pascolando, aspettano piuttosto che smetta di piovere ed osservano con curiosità e diffidenza chi si avvicina a loro.

"E’ ora di scendere, di cambiare zona, ormai… cosa sta a fare ancora quassù?". Oltre a Mara, che è da queste parti per fare foto, è salito anche Tino. Le nuvole si alzano un po’, la pioggia diminuisce di intensità, ma bisognerà attendere il momento in cui si tornerà alle macchine… per veder poi qualche chiazza di azzurro nel cielo.

Nella baita, ad accoglierci c’è Mario, cognato di Tino. E’ lui, insieme a Francesco, ad occuparsi di questo gregge. Tutti fanno domande, si chiacchiera, ci si presenta… c’è anche una mescolanza di dialetti e non sempre la comprensione è immediata.

Con un bicchiere davanti, il dibattito potrebbe andare avanti ore… Ma qualcuno inizia a lamentarsi per gli abiti umidi che non si asciugano, e poi gli amici Sardi devono essere giù per cantare. Il tempo sta passando in fretta ed il ritorno è ancora lungo.

Prima di arrivare alla strada asfaltata, incontriamo ancora Giovanni con il suo aiutante, intenti a mungere la mandria di vacche brune. Felice della foto, dice di passar sotto, alla malga, e di farmi dare l’indirizzo, così poi potrò spedirgli questa foto.

Entrare nella malga, da Stefano, vuol però dire sedersi ancora una volta davanti ad un ottimo formaggio stagionato, che però chiama il bicchiere di vino e… Ma ormai è tardi, molto tardi, qualcuno è già sceso, qualcuno non sa più che fine hanno fatti i suoi compagni di viaggio, così ci si stringe di nuovo nelle macchine e, bene o male, si rientra a Capo di Ponte, dopo aver visto un po’ di vita pastorale di queste parti.

La seconda giornata di convegno dedica la gran parte del tempo agli ospiti della Sardegna. Mamoiada ed Orgosolo sono le comunità intervenute, i Tenores di Mamoiada improvvisano ancora un canto, dopo lo spettacolo della sera prima, mentre i relatori ci danno informazioni sulla lingua sarda, sulle usanze pastorali, ecc…

E’ uno strano contrasto tra modernità e tradizione, ma la tecnologia serve a spiegare meglio costumi, feste, i murales di Orgosolo e la storia che ha portato alla creazione di queste opere d’arte. Perchè, se accade qualche evento negativo in Sardegna, si cerca sempre di sottolineare l’orgine pastorale del soggetto interessato? Perchè si cerca di far passare per "cattivi" i pastori, anche quando non è così? Forse perchè da queste parti, caso quasi unico, quarant’anni fa i pastori uniti con le loro donne, con la comunità, sono riusciti ad avere la meglio sullo Stato, opponendosi all’occupazione delle loro terre a Pratobello?

Con interesse, abbiamo anche ascoltato la descrizione sui costumi tradizionali, dove le fibre tessili erano un tempo tutte prodotte in loco, dalla seta grezza alla lana ed all’orbace. I pastori hanno poi portato le loro testimonianza di vita e di lavoro, confermando così, purtroppo, che per la categoria non c’è una zona dove le cose vadano poi tanto meglio rispetto ad altrove. Con loro è stato interessante poi discutere di prezzi, di come si conduce l’attività, di razze di pecore. Insomma, basta essere pastori, occuparsi di pecore, avere quella passione, e l’argomento di dialogo non è difficile da trovare.

Nel pomeriggio, sotto un cielo apparentemente non minaccioso, Emilio Visconti, organizzatore del convegno, ha condotto il gruppo a visitare le famose iscrizioni rupestri. Centinaia, migliaia di segni lasciati dai nostri progenitori, alcuni di facile interpretazione, altri più misteriosi. Ci sarebbe anche un graffito che rappresenterebbe un pastore con alcuni capi condotti al pascolo.

Il gruppo di Orgosolo canta in questo teatro naturale, ma ricomincia  a piovere anche questa volta, e così bisogna accorciare la visita… I costumi sono preziosi e la pioggia finirebbe per danneggiarli.

C’è ancora tempo per uno scatto ai graffiti, questo rappresenta le capanne… e poi via sotto l’acqua. Per il terzo giorno, l’intenzione era quella di istituire delle commissioni, per arrivare a creare una rete nazionale sui temi che riguardano la pastorizia, l’utilizzo e valorizzazione della lana, la cultura pastorale, i problemi connessi al territorio ed i diritti dei pastori. Purtroppo il gruppo non è più al completo, qualcuno è dovuto rientrare, altri avevano impegni lavorativi, e così si discute con quelli che sono rimasti, tra utopie, sogni e proposte concrete. Il dialogo e l’incontro sono fondamentali, si gettano le basi per successivi momenti, magari in Sardegna, ma c’è ancora tanto, tantissimo da fare, magari anche mettere da parte certi preconcetti e punti di vista, aprendo le porte a tutti quelli che si occupano di questi temi, arrivando così a riunioni comuni, evitando sovrapposizioni e rivalità. Ovvio che non ci sarà mai una condivisione totale di idee, ma se non si parte almeno con una parvenza di unità ed organizzazione, sarà difficile ottenere qualcosa. Già i pastori sono troppo divisi tra loro, vittime della gelosia e dell’egoismo, molto spesso solo capaci a guardare nell’immediato, senza volontà di provare a collaborare tra loro per il bene e la sopravvivenza di tutti.

Appuntamenti, serate, qua e là…

Cerco di aggiornare il blog, nonostante gli impegni. Ho poco tempo a disposizione, quindi oggi mi limito a segnalarvi qualche appuntamento. Domani sera (giovedì 7 maggio) alle ore 21:00 sarò a Savona nell’ambito della rassegna "Immagini, storie e suoni dalle montagne occitane" (ore 21:00, nuovo Filmstudio, P.zza Diaz 46r) a presentare il mondo dell’alpeggio e le storie dei pastori vaganti. L’amico Sabot85 mi ha invitato domenica 10 maggio a Chiaverano per "Chiaverano è Festa" (8-9-10 maggio), tra tomini, itinerari enogastronomici, musica, macchinari agricoli d’epoca, ecc… Temo che, purtroppo, i vari impegni di questi giorni mi impediscano di partecipare.

Non sono andata nemmeno alla Fiera di Cintano (TO) la scorsa settimana. Così ci ha pensato Giacomo a mandare qualche foto da pubblicare. "La manifestazione fieristica, favorita da una splendida giornata,  è stata riproposta dopo che mancava da una ventina di anni. Discreto il numero di capi bovini in mostra, presentati  dagli allevatori della zona."

In un certo senso grazie a questo blog Giacomo ha incontrato Alberto. "A spingermi a Cintano, a dire il vero, è stata l’annunciata presenza, in quel centro, della bancarella di "Taglio Avion", la "Maison" dell’abbigliamento dei pastori. Ho così avuto il piacere di conoscere Alberto, simpatico giovane che mi ha illustrato la produzione della sua azienda con una passione che  andava al di là del puro interesse commerciale. Splendido davvero, il campionario  esposto nell’occasione dalla ditta bergamasca. E decisamente ottimo poi, a parer mio, il rapporto qualità-prezzo. Alberto esponeva poi alcune "canne" (per dirla in Piemontese)di "bagolaro", un legno "duro, flessibile, elastico e di grande durata",  come  lo definisce l’enciclopedia che ho consultato. Questi bastoni ricurvi, impreziositi da  caratteristiche incisioni,  li realizza il papà di Alberto."

Arianna invece ha fatto una vacanza ciclistica in Sardegna e ci invia la foto dell’unico gregge che ha scorto da lontano. Io ieri ho individuato le tracce di una transumanza qui nell Pinerolese, chissà che tra poco non riesca ad intercettare pecore & pastore?

Qualche giorno di assenza

Affinchè non vi preoccupiate vedendo il blog "fermo", vi dico subito che starò via qualche giorno. Magari potete approfittarne per leggere i post vecchi che potreste aver saltato per mancanza di tempo… Ce n’era uno in cui vi chiedevo un parere su di una questione importante, ma non ho ricevuto risposte, tranne due eccezioni.

Chissà se, al mio ritorno, troverò delle altre foto ad aspettarmi? Questa me la manda Aldo ed è il gregge che aveva avvistato dalle parti di Candia Canavese. Non la solita roulotte, ma addirittura un camper!

Finalmente contribuisce anche un nuovo amico, Salvatore dalla Sardegna, che ho conosciuto grazie ai suoi video su youtube e con il quale chiacchiero via e-mail confrontando forme di allevamento e problemi della pastorizia. Le sue sono pecore da latte.

Guardano questa immagine, non abbiamo dubbi sulla spiccata attitudine lattifera di questa razza! Nelle nostre chiacchierate ho già scoperto tante cose interessanti e… lo stesso credo valga per lui, dal momento che la nostra corrispondenza continua. Mi auguro di vedere presto qualche suo commento anche sul blog…

Ancora un link: quello che mi manda Giovanni Mocchi, parlandomi della sua Mostra Itinerante di Campanacci. Lui è un grande appassionato di campane usate al collo degli animali e ne ha una ricchissima collezione (leggere per credere). Spero riesca ad esporle anche da queste parti, per riuscire a vederle dal vivo.

A presto, tornerò con nuove foto e nuove storie di pascolo vagante.