Una festa, ma…

Sabato scorso sono stata a Saluzzo in occasione dell’annuale rudunà. Per chi non lo sapesse, i rudun sono i campanacci “da festa”, quelli usati in occasione di mostre, rassegne e, ovviamente, per la transumanza. Non so da quanti anni avvenga questa singolare sfilata per le vie del centro della cittadina cuneese, Saluzzo è un po’ il paese simbolo dei margari di questa provincia.

Quest’anno, per la prima volta, alla festa dei margari è stata abbinata la Meat Parade, una “vetrina” per la fassona e la carne della razza piemontese. Per quello che ho visto io il sabato pomeriggio (al mattino si era tenuto un convegno), la manifestazione ha bisogno di più energia e partecipazione anche (e soprattutto) da parte degli allevatori/produttori. Spero che la domenica abbia visto più stand e più pubblico.

Forse anche la collocazione, marginale rispetto al centro, non era particolarmente indicata per attirare i visitatori, anche se questa struttura non è nuova a manifestazioni del genere. In passato avevo partecipato in prima persona ad un evento dedicato ai formaggi di alpeggio. Prodotti caseari che avevano il loro spazio, come derivanti dall’allevamento della piemontese, anche questa volta.

Era però ora di andare a cercare i marghè. I ben informati sapevano dove doveva essere il punto di arrivo delle due mandrie partecipanti alla sfilata, ma ciascuno aveva la sua idea sul tragitto, sull’orario e sulla provenienza. Dopo una lunga attesa, ecco il suono dei campanacci e la prima mandria, rigorosamente di piemontesi, dell’azienda Peirolo.

Nessuna sosta, si tira diritto e si inizia il percorso dentro a Saluzzo. Si passa davanti alla sede della Meat Parade, poi si continua tra le vie, dove qualcuno si fa comunque cogliere di sorpresa con la propria auto, nonostante i cartelli e le segnalazioni. Un’auto dei vigili comunque precede la sfilata.

Man mano ci si avvicina al centro, il passo degli animali è sostenuto, il suono dei campanacci copre ogni cosa. La gente si ferma a guardare, ma nelle strade secondarie non c’è molto movimento.

Poi si arriva nella via centrale ed è un onore per le mandrie e i loro accompagnatori essere qui. Saluzzo è una cittadina da visitare, a prescindere dalla manifestazione di quel giorno. Uno di quei piccoli gioiellini quasi sconosciuti che, se fossero all’estero, probabilmente avrebbero tutt’altra visibilità e affluenza turistica.

Tutto fila liscio, solo questo tavolino con la gente intenta a prendere l’aperitivo mentre ammira la sfilata è un po’ troppo in mezzo alla strada. Niente di grave, solo un vaso rovesciato e qualche bicchiere versato.

A seguire, la mandria della famiglia Agù. Tutto il passaggio degli animali e dei loro accompagnatori richiede un tempo relativamente breve. Cerco di cogliere qualche commento da parte delle persone che assistono alla sfilata, ma purtroppo mi rendo conto di come molti non riescano a comprendere il senso di ciò che stanno vedendo. C’è chi pensa che gli animali poi vadano direttamente in montagna, chi nemmeno sa cosa siano i margari e chi commenta: “Poverini!

La maggior parte delle persone attende davanti al duomo, dove le bestie svoltano lateralmente. Questa è una giornata “dell’orgoglio margaro”, se così lo vogliamo definire. Mostrare alla gente che abita a poca distanza dalle cascine dove questi animali e queste persone svernano ogni anno cosa significhi oggi essere margaro. Animali belli, ben tenuti, con i loro rudun al collo. Cercare di trasmettere un po’ di quella passione. Un anticipo di festa di quella che sarà poi la transumanza che avverrà nel mese di giugno.

Le bestie proseguono il loro cammino di nuovo verso la periferia, si replicherà il giorno seguente.

Per questo fine settimana invece le manifestazioni sono molto numerose come sempre (nonostante per moltissimi l’appuntamento è ad Asti per l’adunata degli Alpini). Vi ho già citato la fiera a Bobbio Pellice (TO), con relativa sfilata degli animali, e la fiera a Roaschia (CN). Doppio appuntamento con le battaglie delle capre in Val d’Aosta: a Fenis e a Pont Saint Martin (nell’ambito della Festa delle Cascine), entrambe domenica 15 maggio.

Annunci

Notizie e annunci vari

Ricevo varie richieste per annunci di vario tipo. Iniziamo con un gregge…

Mi chiamo Salvatore e faccio il pastore. Vorrei sottoporvi un’offerta relativa all’acquisto del mio modesto gregge di pecore. Con mio grande rammarico sto cercando un potenziale acquirente poichè ho necessita’ di cessare questa bellissima attività che tanto mi appassiona.

L’offerta riguarda un gregge di circa 400 capi incrocio biellese/comisana e circa 50 capre. La mia richiesta, sicuramente discutibile, e’ di 100 euro ciascuna. In allegato le invio anche qualche immagine che ho scattato proprio oggi. Sono della provincia di Asti, comune di Viarigi.  3293027040

 

Se acquistate il gregge e vi mancano i cani… Ecco un altro annuncio! “Vivo in provincia di Venezia, e da quando, finalmente, ho avuto la fortuna di trasferirmi in campagna, mi sono presa una coppia di cani da pastore bergamasco: una razza che non conoscevo direttamente ma che ho scelto fidandomi del consiglio di conoscenti esperti, e che adesso posso confermare in pieno, perchè è veramente un cane eccezionale, equilibrato e socievole, e lo è in virtù del fatto che da secoli è utilizzato come cane da lavoro in montagna con le greggi e con le mandrie. Ora, io non ho animali e i miei cani sono essenzialmente da compagnia e da guardia, ma discendono direttamente da cani da lavoro delle valli bergamasche e lo si vede bene perché hanno proprio l’aspetto e il temperamento rustico “di una volta” (e, per dirla tutta, hanno poco dell’aspetto del bergamasco da esposizione canina, con lo strascico di taccole fino a terra, che va per la maggiore adesso ma che non ha niente a che fare con i cani da lavoro!).

Ora, a gennaio mi hanno fatto una bellissima cucciolata di 10 cuccioli, che chiaramente sto cercando di dare via…ma sto facendo una fatica tremenda, perché dalle nostre parti questa razza è praticamente sconosciuta, e chi ne ha sentito parlare è convinto che sia un cane ingestibile, enorme e pieno di pelo lungo fino a terra…Così ho pensato che nel mondo della pastorizia ci sia più possibilità che siano apprezzati e conosciuti per le loro qualità e quindi ti volevo chiedere se puoi darmi dei suggerimneti, o magari addirittura dei contatti diretti, anche tramite il tuo blog, per mettermi in contatto con pastori / allevatori di queste parti (diciamo, in generale, del nord-est) che potrebbero essere interessati a prendere un cucciolo di pastore bergamasco. Per correttezza dico da subito che non posso permettermi di regalarli, cerco perlomeno di rifarmi delle spese che sto sostenendo per tirarli su (compresa registrazione, vaccini oltre che ahimè pedigree…perché ce l’hanno), però diciamo che “faccio bene” e che sono disposta a trattare…soprattutto se vanno a finire in montagna e in mezzo alla natura! Per contatti, 335 7030637.

Quando avete gregge e cani… dovete allora preoccuparvi per l’alpeggio. E qui ci sono i veri grandi problemi! Per parlare di questi temi e soprattutto per capire un po’ dove andremo a finire, tra nuova PAC, speculazioni e molto altro ancora, ecco un convegno a Saluzzo (CN). Qui qualche dettaglio in più sui temi del convegno.”

Com’è andata a Saluzzo

Venerdì scorso si è tenuto a Saluzzo un convegno dal titolo “Difendiamo i margari”, organizzato dall’Adialpi, Associazione difesa alpeggi Piemonte. Qui, sul sito dell’Associazione, un resoconto della serata.

Non avendo incarichi ufficiali, ho potuto partecipare tra il pubblico ed ero nell’ultima fila di sedie, ma alle mie spalle c’era quasi altrettanta gente in piedi. Gli organizzatori parlano infatti di 300 persone, c’era infatti molto pubblico. La posizione che occupavo mi ha permesso sia di seguire gli interventi che si sono succeduti, sia i commenti diretti del pubblico. A mio personale giudizio, quest’ultimo era composto da una frazione di aderenti all’Associazione, da una bella fetta di margari e pastori “disperati”, venuti fin lì per vedere se c’è finalmente qualcuno che può fare qualcosa per le loro problematiche (c’erano allevatori da un po’ tutte le vallate del Cuneese, ma anche dalla Val Pellice, Val Chisone, fino alle Valli di Lanzo), c’erano tecnici, politici, amministratori, c’erano giornalisti e c’erano curiosi. Poi c’era anche chi già in partenza valutava negativamente questa riunione ed era venuto lì per criticare e gettare fango (a torto o a ragione) su ciò che veniva detto. Alcuni di loro magari temevano di vedersi sfuggire un pubblico che, deluso da quanto finora (non) è stato fatto, magari d’ora in poi cercherà sostegno e aiuto altrove. Solo il futuro dirà chi aveva ragione…

Non ho potuto fermarmi fino alla fine, non ho sentito la parte di dibattito, ma mi è stata riferita. Posso però farvi una breve sintesi sugli interventi e raccontarvi che aria si respirava tra gli allevatori. I pastori sono stati un po’ delusi perchè non si è detto niente di nuovo sul problema del lupo e non è stato spiegato come siano stati pagati fino ad ora i risarcimenti delle predazioni della stagione 2012. Anche se la tematica è stata toccata da Bovetti dell’APA nel suo intervento, sono mancati anche dei riferimenti precisi per il 2013.

Le due tematiche più sentite sono state quelle del famigerato “refresh”, cioè le nuove foto aeree dei pascoli che vanno a restringere sempre di più le superfici che hanno diritto a ricevere contributi per il pascolamento, e la questione delle speculazioni sui pascoli. Tali argomenti sono stati anche oggetto del dibattito finale. La sensazione generale però è stata quella di immensa impotenza dei diretti interessati (pastori, margari) contro leggi che non riescono a tutelarli a sufficienza e contro la “burocrazia” in generale. Se con il nuovo refresh si restringono le particelle valide ed il margaro pascola sempre e comunque lo stesso alpeggio, perchè oltre a perdere parte dei contributi deve pure restituire quelli già percepiti? Non si può partire con le “nuove” superfici con le domande future? L’errore iniziale non è stato dell’allevatore, ma chi paga alla fine…?!?

Per le speculazioni sui pascoli qualche buona notizia c’è, perchè la Regione si sta impegnando fortemente per fare in modo che, almeno per quanto concerne gli alpeggi pubblici, questi vengano affittati effettivamente a margari e pastori e non a speculatori. Ci sarà probabilmente bisogno di qualche sforzo in più per certificare che realmente uno svolge il proprio lavoro in maniera corretta, ma se si riuscirà a compiere questo passo, si limiteranno tutti quei fenomeni che a tutt’oggi hanno creato così tanti problemi: aumento sconsiderato dell’affitto del territorio d’alpe, impossibilità per piccoli allevatori di affittare in prima persona l’alpe (non potendo così nemmeno presentare domande per aver accesso ai contributi), abbandono e/o sovrasfruttamento di alcuni territori. La speranza di tutti è che si arrivi veramente a dei risultati, perchè queste speculazioni sono note a tutti, dall’ultimo degli allevatori al Direttore dell’Ente pagatore dei contributi. Il guaio è che, allo stato attuale, sono “legali” poichè chi ha fatto la legge forse non aveva pensato alle possibili interpretazioni. Già, perchè, com’è stato detto, un titolo che dà diritto a contributi per la coltivazione di tabacco acquistato in Sicilia può poi essere applicato ad una superficie d’alpe a 2000 metri in Piemonte. Sarà così anche per future “agevolazioni” pensate in teoria per agevolare i veri fruitori degli alpeggi? la nuova PAC non diventerà operativa nel 2014, ma bisognerà attendere il 2015. Come spiegava Ferrero della Regione, il famigerato “greening” che dovrebbe aiutare chi pascola… potrebbe dare adito a nuove speculazioni da parte di chi ha disponibilità di denaro per affittare pascoli.

Torniamo quindi al punto di partenza, cioè a livello regionale si può intervenire solo normando l’affitto degli alpeggi di proprietà pubblica. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di leggi, se gli amministratori comunali ragionassero per il bene della montagna e non con il pensiero alle casse comunali. Da ricordare ancora l’intervento di Michele Corti sul biogas, che non è stato ben compreso da tutta la platea, dato che non ci si rende ancora ben conto delle conseguenze dirette ed indirette di questa “attività”.

La presentazione degli argomenti è durata a lungo, a mezzanotte stava ancora intervenendo l’Assessore Sacchetto, ma in sala, come vi dicevo, serpeggiava anche del malumore. Sono persone concrete, gli allevatori, sono abituati a rimboccarsi le maniche e lavorare, non amano molto le parole. Il fatto di aver partecipato così numerosi è sicuramente un buon segno, ma molti prima dlela fine serata erano già nell’atrio o per le scale a scuotere la testa: “Parole…“, “Tutta politica…“. C’era una dose di disfattismo che forse accomuna un po’ parte del mondo agricolo, per altri invece era disilluso realismo. “Vedremo se questi sapranno fare qualcosa, ma non so, perchè cosa siamo noi per l’Europa? Quelli dell’università dicono sempre che siamo importanti per il territorio e quelle belle storie lì, ma…“. Forse adesso non bisognerebbe più fare convegni fin quando non ce ne sarà uno in cui si potrà dire, con parole semplici e chiare, tutto ciò che è stato fatto davvero! Sarebbe però anche importante che, di fronte a problemi comuni, ci si unisse a prescindere da casacche, tessere ed “ideologie”, per combattere una battaglia unica, chiara, trasparente. Ma forse questa è utopia, perchè è molto più facile criticare quello che altri stanno cercando di fare…

Problemi degli alpeggi

Poco tempo a disposizione per il blog, oggi, ma volevo segnalarvi un convegno che può interessare, oltre agli addetti ai lavori, anche chi vuole capirne di più sul mondo degli alpeggi e sulle sue problematiche.

Si terrà a Saluzzo (CN) il prossimo venerdì 25 gennaio, presso l’antico Palazzo Comunale ed il titolo recita “Difendiamo i margari”.

Tante le tematiche in programma e le personalità che prenderanno la parola. sarà presente anche l’assessore regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto, quindi per chi ha qualcosa da dire… questa è l’occasione giusta per partecipare ed esporre le proprie idee, le proprie problematiche, nella speranza di non sentire solo promesse, ma fatti concreti!

Un’occasione persa

E’ facile lamentarsi, dicendo che non si fa mai niente, che le cose non si sanno, che altri decidono senza che noi abbiamo la possibilità di dire la nostra, ecc ecc ecc… Però, quando quel qualcosa si tenta di farlo, i diretti interessati latitano e sprecano una bella occasione di dialogo e di confronto.

Sabato 13 e domenica 14, a Saluzzo, nei locali della Fondazione Bertoni, si è tenuto Formalp, dedicato ai formaggi d’alpeggio e ovicaprini di montagna, ma anche alla discussione delle problematiche di questo mondo. Nonostante la sfilza di loghi, non era una di quelle occasioni altisonanti in cui si veniva a mangiare gratis. Non c’erano hostess a guidare ed accompagnare i visitatori, ma il nostro ristretto team del Progetto Propast, in collaborazione con la Fondazione, aveva messo insieme una piccola manifestazione totalmente indipendente e praticamente priva di budget (nessuno sponsor e tanta buona volontà). Lasciatemelo dire, brillavano per la loro assenza le associazioni di categoria, che avrebbero avuto una buona occasione per incontrarsi in campo neutro. Anzi, potevano anche usufruire dello spazio messo a disposizione gratuitamente (a loro come ai produttori) per informare e dialogare con il pubblico, ma…

I convegni del sabato e della domenica, nonostante l’assenza di moltissimi addetti ai lavori, sono stati importanti momenti di dialogo e scambio di informazioni. Come si dice… pochi, ma buoni! Tanto è vero che si sono protratti anche oltre l’orario prestabilito, per la disponibilità degli oratori e la partecipazione attiva del pubblico. Da convegni a vere e proprie tavole rotonde.

Guido Tallone ed Emilia Brezzo, dell’Istituto lattiero caseario di Moretta (CN) hanno parlato di tecniche produttive, corsi di formazione, ma soprattutto valorizzazione dei prodotti. Termine a volte abusato, ma fondamentale ed innovativo, almeno in Piemonte, per quello che riguarda le carni ovicaprine. E’ stato anche presentato il nuovissimo salumificio didattico, con attrezzature all’avanguardia che, in futuro, si propone di effettuare lavorazioni in conto terzi dedicate agli stessi allevatori: conferendo il capo macellato, si potranno ritirare salumi di capra e di pecora, da vendere direttamente o utilizzare in agriturismo, con un sensibile aumento del valore di mercato del prodotto.

I veterinari ASL hanno risposto in modo esaustivo a dubbi e curiosità degli allevatori presenti in sala, chiarendo come il loro ruolo sia sempre più quello di informare ed aiutare gli allevatori a migliorarsi per quanto riguarda i locali di trasformazione e vendita, più che non agire in modo repressivo. Si è parlato di trasporto dei capi al macello, trasporto della carne macellata al laboratorio di trasformazione, presenza di macelli ovicaprini sul territorio, lavorazione del latte in piccoli caseifici aziendali, ecc.

In un’ampia sala è stata allestita la mostra fotografica “Pastori piemontesi nel XXI secolo”, che ha riscosso apprezzamento tra i visitatori, molti dei quali poco conoscono la pastorizia, specialmente quella nomade. Emblematico per me il caso di due visitatrici di mezz’età che, dopo aver attentamente letto tutti e 20 i pannelli, mi hanno salutata con un: “…ma tanto noi veniamo dalla pianura e la carne di agnello e capretto proprio non la mangiamo, per noi la carne è quella di vitello.” Altro che valorizzare, qui bisogna proprio FAR CONOSCERE, perchè vorrei sfidare le due signore a mangiare uno spezzatino o un arrosto di pecora (allevata al pascolo, non a mangimi!) e sapermi dire che carne è!!

Nella giornata di domenica, parallelamente all’apertura degli stand dei produttori, si è tenuto il secondo convegno, “Gli alpeggi di fronte a nuovi e vecchi problemi. Basta la passione per continuare? Ne parlano i giovani protagonisti”. Dov’erano qui le associazioni di categoria, per ribattere alle pesanti lamentele e critiche che si sono levate dalla sala? Dov’erano quelli che dovevano ascoltare le denunce di chi lotta con la burocrazia, gli speculatori, i predatori? I funzionari della Regione Piemonte hanno illustrato ciò che stanno facendo da parte loro, rispondendo a tutte le domande e critiche che si sono levate dal pubblico. Pur cercando di venire incontro alle esigenze e necessità degli allevatori, è chiaro che è impossibile accontentare tutti, anche perchè il più delle volte sono le stesse leggi a “legare le mani” pure ai più volenterosi. A chi lamentava come fossero insufficienti gli aiuti dati per difendersi dal lupo, Ferrero della Regione ha evidenziato come sia proprio la Comunità Europea a fissare un tetto massimo oltre il quale non si possono sovrapporre finanziamenti alla stessa azienda, sugli stessi territori. Sempre le normative comunitarie hanno fatto sì che si potessero creare i meccanismi speculativi che portano certe aziende a percepire contributi per centinaia di migliaia di euro addirittura senza avere un animale in stalla. Ma ovviamente non è il singolo funzionario ad avere potere nella risoluzione di questo problema, bisognerebbe essere tutti uniti nella volontà di trovare una soluzione. La mancanza di molti soggetti all’incontro di ieri personalmente mi fa sorgere dubbi…

Anche tra gli espositori purtroppo ci sono state molte defezioni, giustificate e ingiustificate. Un’occasione mancata, tanto più che lo spazio espositivo (al coperto), compreso l’allacciamento alla luce, era gratis. I presenti però hanno ben figurato, impegnandosi anche in allestimenti personalizzati e ben curati.

Il pubblico, saluzzese e non solo, non si è fatto attendere. Tutti si aspettavano più espositori (anche noi organizzatori, è ovvio), ma quelli presenti alla fine della giornata si sono comunque dichiarati soddisfatti per le vendite e per l’apprezzamento riscosso dai loro prodotti.

Oltre ai formaggi, anche una bancarella di prodotti in feltro, tanto per non dimenticare che, dei prodotti ovini, è anche la lana a necessitare di un recupero…

Per chi lo desiderava, oltre all’assaggio diretto presso i produttori, era possibile partecipare a degustazioni guidate insieme agli assaggiatori dell’ONAF, che hanno collaborato alla riuscita della manifestazione. Sono stati degustati formaggi tra quelli presenti alla mostra, oltre al Nostrale d’Alpe, caprini dell’Ossola ed il Bitto dalla Lombardia.

Per concludere, sia il sabato, sia la domenica, hanno visto una presentazione di libri “a tema”. “Formaggi d’altura” di Beppe Caldera e “Di questo lavoro mi piace tutto” della sottoscritta. Mi spiace per chi non c’era, ha davvero perso un’occasione! Visto poi che era una manifestazione senza bandiere, senza firme, senza casacche di appartenenza, non c’era nemmeno il pericolo di “essere visti mente si partecipava a qualcosa organizzato dalla concorrenza”. Fin quando si ragionerà così, io sono e resto pessimista sul futuro (non solo degli alpeggi e della montagna, ma in generale!).

Grazie a tutti quelli che c’erano, sia a collaborare alla buona riuscita dell’evento, sia a partecipare come pubblico (appassionati, addetti ai lavori e semplici curiosi).

Dovete esserci!

Cari amici  di questo blog… Se siete Piemontesi, non potete mancare a queste   iniziative!!! (E se non lo siete vi accoglieremo ancora più volentieri!) Scherzi a parte, spero di incontrarvi in occasione di questi importanti eventi pensati per avvicinare il mondo degli alpeggi e della pastorizia al “grande pubblico”. Una delle premesse per garantire continuità all’attività tradizionale di pastori e margari è proprio quella di essere conosciuta e valorizzata, di modo che anche i suoi prodotti vengano ricercati ed apprezzati.

Oggi e domani vi aspetto a Novalesa per la Giornata della Transumanza. Anche se il meteo non è dei migliori, l’attività dei pastori avviene sempre e comunque, quindi è importante che siate voi a far sentire loro il vostro calore e la vostra presenza. Anzi, sarà proprio vivendo una transumanza autunnale, forse bagnata (domani il tempo dovrebbe migliorare) che capirete meglio cosa vuol dire fare il pastore.

La manifestazione si apre oggi alle 16:00 con l’inaugurazione della “mia” mostra fotografica targata Propast, sui ” Pastori piemontesi del XXI secolo”, con proiezione di immagini sulla pastorizia. Segue, stasera alle 21:00, la prima presentazione ufficiale di “Di questo lavoro mi piace tutto“, il mio ultimo libro. Il tutto nella sala polivalente di Novalesa. Sempre questa sera, proiezione di foto dell’amica Barbara Stefanelli e presentazione della mostra di campanacci di tutto il mondo di Giovanni Mocchi. Filmato sulla transumanza dello scorso anno di Piero Rivetti. Domani, domenica 30 settembre, nei vicoli e nelle piazzette adiacenti a Via Maestra, dalle 9:00 alle 18:00 banchi espositivi a tema allevamento e pastorizia, degustazione di patate presso l’ex municipio. Intorno alle 14:30, discesa di mandrie e greggi lungo la Via Maestra: cavalli del Comitato Regionale Piemonte Fitetrc-Ante, asini, mucche e pecore, fra cui un gregge di circa 3.000 capi.  Nel corso della giornata è attivo un servizio di minibus per le visite all’abbazia dei SS. Pietro e Andrea e per scoprire gli altri siti culturali di Novalesa (chiesa parrocchiale di Santo Stefano, museo etnografico di vita montana in Val Cenischia, casa degli affreschi…). La mostra sui pastori piemontesi sarà visitabile tutto il giorno nella Sala Polivalente.                                    Informazioni: Comune, tel. 0122/653333.

Inizio ad anticiparvi un altro importante evento che si terrà a Saluzzo nel mese di ottobre.  FORM-ALP formaggi di montagna, Mostra mercato di formaggi d’alpeggio e di formaggi ovicaprini artigianali di montagna nella”capitale dei margari” il 13 e 14 ottobre, organizzato nell’ambito del progetto ProPast. Riporto di seguito il programma.

SALUZZO
Antiche Scuderie Fondazione Amleto Bertoni
(Piazza Montebello, 1)
Ingresso gratuito
Degustazioni gratuite con possibilità di prenotazione a partire da sabato 13 ottobre dalle ore 16.00 in sede fieristica, fino a 10 minuti prima della degustazione fino ad esaurimento posti (max 30-35)
Sabato 13 ottobre 2012
ore 16.00 – Presentazione della Mostra curata da  Propast “Pastori Piemontesi del XXI secolo” a cura di Marzia Verona.
La mostra “Pastori Piemontesi del XXI secolo” sarà visitabile per tutta la Fiera: una mostra fotografica per presentare il quadro generale della pastorizia piemontese attuale, la storia, i numeri, le razze allevate, i protagonisti e le principali problematiche
ore 16.30 – Incontro aperto al pubblico sul tema:
La valorizzazione del latte e della carne ovicaprina: aspetti normativi, prospettive economiche, condizioni per la costruzione di filiere ‘pastorali’ locali”
Moderazione: Michele Corti – progetto Propast
Relatori: Guido Tallone (trasformazione latte), Emilia Brezzo (trasformazione carne), i veterinari del Servizio Veterinario ASL CN 1 di Saluzzo  (Dario Gentile, Ponso Mario, Martinelli Giancarlo per gli aspetti igienico-sanitari)Piero Sardo (Slow Food).
Seguiranno interventi dei produttori.
ore 18.30 – Presentazione del libro “Formaggi d’altura” di Beppe Caldera (Ed. Vivalda), con la partecipazione dell’autore.
Il volume rappreseneta un viaggio tra 175 alpeggi in 75 vallate delle Alpi tra Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Per ogni tappa una scheda informativa e la relativa documentazione fotografica. Un cammino sulla via dei formaggi di malga, d’alpeggio e di grangia, per scoprire un arcobaleno di produzioni e di sapori che sanno restituire il gusto della montagna e della professione universale del pastore-casaro. Un libro speciale che stimola la scoperta personale, invita a una sorta di caccia ai tesori delle nostre terre alte dove le vacche d’alpeggio danno una materia prima con la quale nascono prodotti straordinari, capaci di trasmettere i sapori della terra. Tutto ciò grazie alla natura particolare degli ingredienti di base, cui si associa il sapere antico della tradizione che ha saputo adattarsi alle tecnologie casearie più attuali per garantire, insieme alla qualità, gli standard igienici e la salubrità del prodotto.
Interverranno Beppe Caldera e Michele Corti
ore 19.30 – Al termine della presentazione degustazioni guidata a tema, condotta da maestri assaggiatori, tra cui Beppe Caldera (Onaf Torino) e Guido Tallone (Onaf Cuneo) con i formaggi d’alpeggio degli espositori
 
Domenica 14 ottobre 2012
Apertura della Mostra Mercato dalle ore 9.30 alle ore 19.30 con presenza di produttori d’alpeggio e di montagna delle province di Cuneo e Torino e di alcuni produttori di altre province piemontesi e della Lombardia. In vendita anche prodotti a base di carne ovicaprina e di lana
ore 10.00 – Incontro aperto al pubblico sul tema:
Gli alpeggi di fronte a nuovi e vecchi problemi. Basta la passione per continuare? Ne parlano i giovani protagonisti”
Introduzione: Michele Antonio Fino – Presidente Fondazione Amleto Bertoni
Moderazione: Luca Battaglini – Progetto Propast
Testimonianze di giovani alpeggiatori delle Valli di Cuneo e Torino coordinate da Luciano Varetto (Corriere di Saluzzo)
Interverrano : Enrico Raina (Regione Piemonte, Ufficio decentrato di Cuneo), Luigi Ferrero (Servizio Sviluppo zootecnica Regione Piemonte)
ore 12.30 – Degustazioni guidate a tema, condotte da maestri assaggiatori, tra cui Marco Imperiali (Onaf Varese) e Lorenzo Lenta (Onaf Torino), con formaggi ovicaprini artigianali d’alpeggio
ore 17.30 – Presentazione del libro “Di questo lavoro mi piace tutto. Giovani allevatori del XXI secolo”(Ed. L’artistica, Savigliano) di Marzia Verona
Ragazzie ragazze appassionati di allevamento, chi per tradizione, chi per scelta. Capre, vacche, pecore, da latte, da carne e persino “da compagnia” fanno da sfondo alle loro storie. C’è chi vive di allevamento, chi sta facendo di tutto per iniziare un’attività e chi invece è costretto a mantenere questo aspetto alla voce “hobby”. Attraverso le loro parole, raccolte tra il 2010 ed il 2012 in Piemonte, Valle d’Aosta, ma anche con contributi da altre parti d’Italia pervenuti attraverso il web, si va alla scoperta di un mondo dove ci sono persone che si rimboccano le maniche e si danno da fare per coronare il loro sogno attraverso un mestiere che concede poco o nulla al tempo libero.
Interverrà Marzia Verona
ore 18.30 – (a seguire la presentazione del libro)   Degustazioni guidate a tema, condotte da maestri assaggiatori, tra cui Marco Imperiali (Onaf Varese) e Lorenzo Lenta (Onaf Torino), con i formaggi vaccini e ovicaprini artigianali d’alpeggio
Nel corso della giornata sarà possibile partecipare ad alcune attività: organizzate da alcune delle ditte espositrici:
Mini-laboratori di lavorazione del feltro a cura di “La pecora nera” di Sasha De Bettini. (Az. agr. La Foulia di Bettini Luca, Torre Pellice -To)
Visita guidata (ore 10-12 e 14-19) ad un’azienda di margari e in particolare la stalla con gli animali (non solo bovini ma anche asini, pecore capre, oche, tacchini, conigli) nel comune di Saluzzo (Az. Agr. Aglì Stefano) svernante presso Cascina Colombero , Fraz. Cervignasco 4
I responsabili del progetto Propast (Luca Battaglini, Michele Corti, Marzia Verona saranno disponibili per spiegazioni sul progetto e sulla realtà pastorale attraverso l’illustrazione della Mostra e la presentazione delle aziende espositrici).
Organizzazione Fondazione Amleto Bertoni di Saluzzo (Cn), Progetto Propast Regione Piemonte, Agenform (Moretta, Cn)e con la collaborazione di Slow Food e Onaf con il patrocinio di Comune di Saluzzo, Arema, ADIALPI, Coldiretti, CIA e Confagricoltura.
Info: Segreteria Fondazione Bertoni Piazza Montebello, 1 12037 Saluzzo (CN)
Tel. 0175 43527 Fax 0175 42427 info@fondazionebertoni.it   www.fondazionebertoni.it/

Comunicazione di servizio

Annuncio per tutti coloro che fanno formaggi in alpeggio e ovicaprini artigianali in montagna (a partire da Cuneo e Torino per allargarsi al resto Piemonte e regioni limitrofe): sono invitati a Saluzzo il 13-14 ottobre, dove si terranno  due  giorni dedicati agli alpeggi e d alla pastorizia. Mostre, convegni, dibattiti (Progetto PROPAST). Si può vendere il  proprio prodotto e non c’è da pagare. Saloni al chiuso con allacciamento elettrico. Portare propri banchi/tavoli. Posteggio in cortile chiuso. Condizioni di alloggio calmierate per chi viene da fuori e deve pernottare. E’ necessario avere l’autorizzazione sanitaria per la vendita diretta. Organizzata da Comune Saluzzo, Propast, Agenform (Moretta) con collaborazione di Onaf e Slow Food.

Se interessati, contattare al più presto Michele Corti corti_michele@fastwebnet.it

Eventi e… sui giornali!!

Confermo gli eventi domenicali (20 maggio): la Fiera a Roaschia (CN) e la Festa dei Margari a Saluzzo (CN), di cui potete trovare il programma qui. Purtroppo le previsioni meteo sono tutt’altro che buone… Non ci interessa invece il tempo che farà lunedì, poichè l’evento è al coperto: vi aspetto numerosi ad Aosta, presso lo IAR, per una serata sulla pastorizia: “Essere pastori nel XXi secolo”. Ore 20:45, 21 maggio 2012.

Invece vi voglio mostrare alcuni articoli che ci riguardano. Questo è comparso su L’Unione Sarda in data 14 maggio. Qui, sul sito dell’Autore Andrea Mameli potete leggere l’intero articolo.

In edicola nel Pinerolese da ieri l’Eco Mese di maggio che, al suo interno, contiene quest’altro articolo, anche in questo caso dove tra le altre cose c’è una mia intervista e si parla del blog.

Sempre nello stesso articolo, troviamo anche Matteo e Francesca, che daranno tra i protagonisti del mio futuro libro…

Non c'è niente da festeggiare

A volte ci sarebbe tanto da dire, e invece tocca tacere. Anche scrivendo di pascoli, alpeggi, pastorizia si può incappare in vicende così delicate e scottanti che uno non sa più se è meglio lasciarle lì in attesa di sviluppi o tirarle fuori all'onor del mondo. Comunque… In uno dei due casi meglio guardare ai risultati finali, tralasciando le polemiche che verrebbe voglia di sollevare. Nell'altro aspettiamo le decisioni di chi di dovere con quel poco di fiducia che resta (nello Stato, nelle Amministrazioni, nel buon senso…).

Lo spirito comunque non è dei migliori e non sono solo io a pensarla così. Quando le cose vanno male, è giusto fare festa? Magari sì, per distrarsi un attimo e pensare che, nonostante tutto, la vita può ancora essere bella e ci si può divertire lo stesso, anche se dopo i problemi sono ancora tutti lì ad attenderti. Non devono però averla pensata così i margari che dovevano partecipare alla transumanza in Valle Po oggi e domani. Infatti quest'anno la manifestazione non si terrà (qui e qui su targatoCN due articoli in merito). Si dice che non si poteva garantire la presenza delle mandrie per motivi personali ed economici dei magari stessi. La voce ufficiosa che circola riguarda l'esiguo prezzo di vendita dei vitelli, poche centinaia di euro per un vitello di razza piemontese, praticamente nemmeno ci si ripaga i costi (meno che mai se si è dovuto ricorrere ad un parto cesareo, per non parlare poi dell'alimentazione e tutto il resto).
Se ne parla abbastanza di queste cose? Penso proprio di no. Dovrebbero scendere in piazza tutti, gli allevatori, per denunciare i mille problemi che li affliggono. Quante riflessioni ci sarebbero da fare…
Affitti di alpeggi con contratti annuali che diventano un vero e proprio incubo in relazione non solo alla possibilità di trovare una sede per l'estate, ma anche agli impegni sottoscritti per ottenere i contributi. Per farla breve, se per i 5 anni di durata di tale impegno non hai la stessa superficie di alpeggio e lo stesso numero di animali, non solo perdi i contributi, ma devi restituire quelli percepiti. E gli allevatori questi soldi non li mettono in banca, ma li usano per pagare le spese sostenute… Questo è solo un esempio.

Oggi niente foto, vi lascio meditare su quello che vi ho raccontato, e sono solo alcune tra le tante cose di cui bisognerebbe parlare.

Fiere che vanno, fiere che vengono…

Ho saputo solo l'altro ieri che quest'anno la Fiera della Pecora Roaschina è stata spostata in primavera. Sarà questa domenica, 22 maggio 2011. Qui sul sito del Comune potete vedere la locandina ed il programma. Purtroppo, per una concomitanza di impegni, non potrò essere presente. La stessa cosa vale per la Festa dei Margari a Saluzzo. Qui vi invito al Convegno del 19 maggio, ore 21:00, presso la sede Coldiretti, dove presenteremo il progetto PROPAST. Sabato 21 e domenica 22 varie iniziative tra cui la sfilata delle mandrie, dimostrazione di tosatura, ecc… Qui il programma della manifestazione.

Vi segnalo anche, in tutt'altra parte d'Italia, "Pascolo Vagante" di Giorgio Vazza, mostra di pittura e disegno dal 21 maggio al 5 giugno 2011. Inaugurazione sabato 21 maggio 2011 ore 18.00. Sala Esposizioni Comune di Puos d'Alpago Belluno. Proiezione video Pascolo Vagante, da un'idea di Sonia Vazza realizzata da Valentina Ciliberto e Sonia Vazza

orario mostra: lun-ven 17.00-19.00 sab-dom 10.30-12.30; 16.00-19.00
L’idea artisticaPascolo Vagante nasce dall’incontro con Davide e Daniela, due giovani pastori, e dal viaggio fatto insieme a loro, ripercorrendo gli antichi sentieri della transumanza in montagna. Antichi percorsi che hanno generato nuove emozioni e riempito di schizzi taccuini di viaggio. Questi disegni, rielaborati poi in studio, hanno dato vita a Pascolo Vagante, un viaggio della memoria in un continuo susseguirsi di stagioni, luoghi e persone.
 

Torniamo in Piemonte. La scorsa domenica ce l'ho fatta ad andare a Bobbio Pellice per la fiera, ma sono arrivata quando ormai quasi tutti gli animali erano già arrivati. Ho sentito in lontananza i rudun e sono arrivata in tempo per gli ultimi animali della famiglia Melli – Gonnet. Anche se qualche giorno prima le previsioni avevano annunciato pioggia, alla fine c'è stata una limpidissima giornata di vento freddo, con sole che scottava non appena il vento si calmava un po'.
 

E così, tra il frastuono dei campanacci, c'è stato il tempo di incontrare amici che non vedevo da qualche tempo, scambiare un saluto, una battuta sulla prossima stagione d'alpeggio, che incombe per tutti. Ormai è questione di giorni, di settimane, ma comunque in valle è tutto un risuonare di campane e campanelle, con animali al pascolo ovunque nel fondovalle e sui versanti più esposti al sole.
 

 
Gli animali vengono condotti negli spazi appositamente recintati, ciascuno con il nome dell'allevatore. Tutti si ritrovano a chiacchierare, a bere un bicchiere in compagnia, perchè quella è una giornata di festa, perchè poi si salirà in alpe e magari non ci si vedrà fino alla prossima fiera, quella della discesa dall'alpeggio… Intanto il vento continua a soffiare impetuoso, allontanando le nuvole dalle montagne.
 

Elisa mi mostra con orgoglio il nuovissimo rudun, fatto fare apposta per il diciottesimo compleanno. La vacca non è molto convinta di farsi fotografare e ci tocca girarle intorno più volte prima di poter rubare uno scatto. Saluto il gruppo e mi sposto da altri allevatori, per poter scambiare quattro chiacchiere con tutti. Alla fiera si va sì per vedere gli animali, ma è soprattutto un punto di incontro!
 

 
Si sente un suono in lontananza, manca ancora un allevatore. Avevo quasi la certezza che, pur essendo io in ritardo, sarei comunque riuscita a vedere almeno l'arrivo della mandria di Pier Claudio, ed infatti così è stato. Le vacche incalzano veloci in un concerto che il vento trasporta per tutto il paese. Via via sfilano tutti gli animali, fino ai vitelli alla fine del corteo. Adesso tutti i recinti sono al completo, non manca davvero più nessuno.
 

 
Non manca nemmeno l'erba da pascolare, qui siamo in piena fioritura ed i prati sono punteggiati di colore. Il vento agita le spighe delle graminacee e continua a soffiare forte, a raffiche, in un'alternanza di caldo e freddo. Anche sui valloni più nebbiosi oggi splende il sole, ma chissà come sarà poi l'estate?
 

 
La fiera è un gran giorno anche per i più piccoli ed è impossibile non notare questo quintetto che si aggira con fare competente tra i recinti, valutando le bestie ad una ad una con un piglio che rispecchia quello degli anziani. Il clima di festa ed il pubblico dimostrano però, qui più che altrove, che l'allevamento è parte integrante dell'economia della valle e non solo un'attività un po' marginale, praticata da persone quasi relegate a stare tra di loro, escluse dalla società che non comprende.
 

 
Nasci allevatore o lo diventi, respirando questa aria intrisa di passione. E continui ad esserlo, per sempre, anche dopo essere arrivati alla pensione evocata dalla scritta sul collare di questo rudun: "Ho lavorato, ho faticato e alla pensione sono arrivato." Anche in pensione però continui a fare l'allevatore, perchè stare senza animali non si può. Continuano i figli, ed i nipoti, quelli che adesso sono lì a girare tra le bestie con gli amichetti, sguardo serio e la loro cana in mano.
 

Una foto di gruppo con tutti quelli che hanno aiutato a portare su le bestie, dalla cascina fin qui, nei prati della fiera. Tra le vie del paese c'è l'altra fiera, quella delle bancarelle, dei formaggi, dei vestiti, delle attrezzature, dei fiori, delle piante aromatiche… Un giro magari lo si fa, ma ormai quella parte è soprattutto per i turisti. "D'autunno c'è più gente…", commenta qualcuno. Ma forse anche questo tempo così strano ha tenuto lontano parte del pubblico.
 

 
Relegato tra le vie del paese trovo l'amico Silvio con le sue campane. Si è fatto promettere che il prossimo anno gli verrà data una collocazione più vicina al bestiame, di modo che le sue opere possano suonare insieme a quelle appese al collo degli animali. Magari ci vedremo in qualche prossima transumanza, impegni reciproci permettendo… Però ora devo andare, la mia breve visita qui è finita.
 

 
Ancora uno sguardo verso l'alto, verso le montagne dove la neve si ritira sempre più ed i pascoli iniziano a tingersi di un verde tenero. I primi a salire saranno i pastori con le loro greggi, poi poco per volta sarà il momento dei margari. Per qualche mese, l'aria degli alpeggi risuonerà, viva, di suoni, muggiti, belati, abbaiare dei cani…