È tempo di…

Sapete perchè le principali fiere tradizionali nelle valli e nei paesi della pianura adiacente si tengono in primavera ed in autunno? Ha a che fare con le stagioni, ovviamente: fare le scorte prima dell’inverno, poi prepararsi ai lavori di campagna primaverili ed estivi. Ma anche perchè era il momento in cui avvenivano le transumanze! E allora in primavera si facevano le scorte per salire in alpe ed in autunno si vendevano i prodotti.

Il prossimo fine settimana, 12-13 maggio, l’appuntamento è a Bobbio Pellice (TO) con la Fira ‘d la Pouià, la fiera della salita all’alpeggio, e Sagra del Saras del Fen. Cercherò di non mancare, soprattutto per vedere l’arrivo degli animali e salutare un po’ di amici.

Invece il 20 maggio 2012, per il secondo anno consecutivo, a Roaschia (CN) si tiene in versione primaverile la Mostra Interprovinciale degli ovini di Razza Frabosana-Roaschina. Qui il programma dell’evento. Non so se potrò essere presente, in quanto la data facilmente andrà a coincidere con la nostra transumanza.

Sempre nello stesso fine settimana (19-20 maggio), a Saluzzo (CN) ci sarà la Festa dei Margari con la tradizionale Rudunà. Non ho ancora trovato un calendario aggiornato dell’evento, quindi vi comunicherò successivamente i dettagli di questo evento.

Fiere già avvenute, questa ce la racconta l’amico Carlo ed è quella di Sandigliamo (BI), tenutasi oltre un mese fa. “Il primo di aprile si è svolta a Sandigliano nel Biellese la fiera agricola zootecnica denominata “Fera dla Caplina“.


Oltre all’esposizione dei capi di bestiame, c’era anche un’esposizione di macchine agricole d’epoca e naturalmente banchetti con prodotti tipici (Tome, salumi, ecc) e con attrezzature per i lavori dei margari e dei pastori.
Tra gli animali la parte del leone l’hanno fatta i bovini di razza Pezzata Rossa di Oropa.

C’erano anche due piccoli greggi: uno di capre e uno di pecore.


Una cosa che mi ha favorevolmente impressionato (come lo potrai notare dalle foto) è stata la presenza di una bella gioventù. Questo dovrebbe far pensare che in questo settore c’è ancora la passione e la voglia di poter continuare nella speranza che la burocrazia e soprattutto i costi elevati non pongano dei limiti insuperabili.


La manifestazione si è conclusa con la sfilata delle mandrie al ritorno alle proprie stalle con il suono festante dei loro campanacci, sapientemente guidate da ragazzi e ragazze.


Bellissima la bambina che segue la mandria delle vacche e il bambino che guida fiero il suo piccolo gregge di capre.

Grazie a Carlo. Ovviamente chiunque di voi voglia documentare una fiera a cui parteciperà, un evento “in tema” con questo blog, le foto fanno sempre piacere.

Annunci

Un libro che mi emoziona

 Sto leggendo “Rubare l’erba” di Marco Aime (Casa Editrice Ponte alle Grazie, qui il link per ordinarlo). Se siete appassionati di pastorizia, questo libretto sottile, leggero, tascabile non potete non averlo.

Dico che lo sto leggendo perchè l’ho aperto, l’ho letto di un fiato, poi sono tornata indietro, lo sto soffermandomi sui dettagli.

Mi emoziona, perchè è come se fossi anch’io lì con Marco Aime (antropologo, che ha seguito le sue radici per tornare a fare ricerche anche a Roaschia, paese di origine dei suoi nonni) ad ascoltare le parole di Toni e Margherita, anziani pastori di Roaschia, appunto. Antropologia, ma non abbiate paura, non è un testo pesante e di difficile lettura. Il libro scorre con le ruote del carro dei pastori di Roaschia dietro al loro gregge, fin giù in Lomellina, a “rubare l’erba” per le pecore.

Dire Roaschia vuol dire pastori, il Ruas-cin è IL pastore, riconosciuto ovunque nelle valli alpine piemontesi e non solo. Mi ha emozionato particolarmente leggere l’episodio dell’incontro tra Marco ed un pastore in Val Pellice, nel Vallone degli Invincibili (pag.85-86-87): ho immaginato di vedere Marco ed il suo amico che chiacchieravano con il pastore che saliva lassù a Barma d’Aut, scomparso recentemente.

Partivano. La gente di queste parti è sempre partita.” Emigrazione, pastorizia, la storia della gente di montagna del secolo scorso. Troverete tanto in questo libro all’apparenza semplice, ma che sarà in grado di suscitare a chi la pastorizia la conosce molte emozioni. Chi invece è un curioso, un semplice appassionato, potrà attraverso le parole dell’Autore approfondire un aspetto della nostra storia non così antica, che mostrerà come i pastori fanno parte del nostro territorio, delle radici di un po’ tutti noi.

Dovresti andare un po’ con i pastori, così impareresti come si sta al mondo!“. Così il papà del piccolo Marco minacciava il figlio che faceva i capricci a tavola.    Leggetelo, vi farà viaggiare nel passato e vi aiuterà a comprendere meglio il presente della pastorizia nomade del XXI secolo.

Intermezzo

Tra una transumanza e l'altra, mentre gli amici mi invitano ripetutamente a partecipare alle loro salite in alpe armata di macchina fotografica, un post con notizie varie ed immagini che mi avete mandato.
Inizierei con due spunti da parte di Francesca, questo video sulla crisi della pastorizia in Sardegna e questa vicenda veramente assurda. Vi invito a leggere nei dettagli il post di Francesca sugli animali dell'Ortler Hof, vittime dell'idiozia umana, per non dire di Peggio. Qui la prima parte e qui il triste epilogo. Abbattere degli animali perchè il loro padrone si rifiutava di sottostare ad alcune leggi? Ma e poi parliamo tanto di benessere animale??? Leggete e giudicate voi!

Tempo di transumanze e da mesi avevo tra il materiale da pubblicare anche questo articolo di una transumanza autunnale. Oggi, anche per quel gregge, stanno arrivando le giornate per percorrere a ritroso il cammino. Tra i ragazzi da intervistare per il mio libro, vorrei anche andare a sentire proprio il figlio di Italo, il pastore di cui si parla qui. Grazie a Serpillo per l'articolo uscito su "Il Risveglio" lo scorso 4 novembre.

Simone e Adriano invece mi avevano mandato ancora altre immagini dal Biellese. Il gregge è quello di Federico.

Mi scrivono che, lo scorso anno, con una settimana di ritardo nel mese di luglio questo pastore aveva lasciato Bielmonte, direzione Val Sesia. All'interno di questo gregge sono sempre presenti anche alcuni bovini.

Se non mi sbaglio, qui , in questo piazzale dove sta per transitare il gregge, ci sono stata per far visita ad un altro pastore l'estate scorsa. E' sempre bello vivere con voi, anche in modo indiretto, questi momenti di vita pastorale. Spero che anche quest'estate continuerete ad inviarmi materiale.

Ecco una pausa durante il cammino: devono riposarsi (ed alimentarsi) gli animali, ma anche gli uomini. Bella da vedere, la transumanza, ma anche parecchio faticosa… Buon cammino a tutti quelli che stanno per mettersi in marcia verso i monti, e che la stagione sia propizia!

In ultimo, qui qualche informazione sulla Fiera di Roaschia, tenutasi la scorsa domenica, in versione primaverile.

Fiere che vanno, fiere che vengono…

Ho saputo solo l'altro ieri che quest'anno la Fiera della Pecora Roaschina è stata spostata in primavera. Sarà questa domenica, 22 maggio 2011. Qui sul sito del Comune potete vedere la locandina ed il programma. Purtroppo, per una concomitanza di impegni, non potrò essere presente. La stessa cosa vale per la Festa dei Margari a Saluzzo. Qui vi invito al Convegno del 19 maggio, ore 21:00, presso la sede Coldiretti, dove presenteremo il progetto PROPAST. Sabato 21 e domenica 22 varie iniziative tra cui la sfilata delle mandrie, dimostrazione di tosatura, ecc… Qui il programma della manifestazione.

Vi segnalo anche, in tutt'altra parte d'Italia, "Pascolo Vagante" di Giorgio Vazza, mostra di pittura e disegno dal 21 maggio al 5 giugno 2011. Inaugurazione sabato 21 maggio 2011 ore 18.00. Sala Esposizioni Comune di Puos d'Alpago Belluno. Proiezione video Pascolo Vagante, da un'idea di Sonia Vazza realizzata da Valentina Ciliberto e Sonia Vazza

orario mostra: lun-ven 17.00-19.00 sab-dom 10.30-12.30; 16.00-19.00
L’idea artisticaPascolo Vagante nasce dall’incontro con Davide e Daniela, due giovani pastori, e dal viaggio fatto insieme a loro, ripercorrendo gli antichi sentieri della transumanza in montagna. Antichi percorsi che hanno generato nuove emozioni e riempito di schizzi taccuini di viaggio. Questi disegni, rielaborati poi in studio, hanno dato vita a Pascolo Vagante, un viaggio della memoria in un continuo susseguirsi di stagioni, luoghi e persone.
 

Torniamo in Piemonte. La scorsa domenica ce l'ho fatta ad andare a Bobbio Pellice per la fiera, ma sono arrivata quando ormai quasi tutti gli animali erano già arrivati. Ho sentito in lontananza i rudun e sono arrivata in tempo per gli ultimi animali della famiglia Melli – Gonnet. Anche se qualche giorno prima le previsioni avevano annunciato pioggia, alla fine c'è stata una limpidissima giornata di vento freddo, con sole che scottava non appena il vento si calmava un po'.
 

E così, tra il frastuono dei campanacci, c'è stato il tempo di incontrare amici che non vedevo da qualche tempo, scambiare un saluto, una battuta sulla prossima stagione d'alpeggio, che incombe per tutti. Ormai è questione di giorni, di settimane, ma comunque in valle è tutto un risuonare di campane e campanelle, con animali al pascolo ovunque nel fondovalle e sui versanti più esposti al sole.
 

 
Gli animali vengono condotti negli spazi appositamente recintati, ciascuno con il nome dell'allevatore. Tutti si ritrovano a chiacchierare, a bere un bicchiere in compagnia, perchè quella è una giornata di festa, perchè poi si salirà in alpe e magari non ci si vedrà fino alla prossima fiera, quella della discesa dall'alpeggio… Intanto il vento continua a soffiare impetuoso, allontanando le nuvole dalle montagne.
 

Elisa mi mostra con orgoglio il nuovissimo rudun, fatto fare apposta per il diciottesimo compleanno. La vacca non è molto convinta di farsi fotografare e ci tocca girarle intorno più volte prima di poter rubare uno scatto. Saluto il gruppo e mi sposto da altri allevatori, per poter scambiare quattro chiacchiere con tutti. Alla fiera si va sì per vedere gli animali, ma è soprattutto un punto di incontro!
 

 
Si sente un suono in lontananza, manca ancora un allevatore. Avevo quasi la certezza che, pur essendo io in ritardo, sarei comunque riuscita a vedere almeno l'arrivo della mandria di Pier Claudio, ed infatti così è stato. Le vacche incalzano veloci in un concerto che il vento trasporta per tutto il paese. Via via sfilano tutti gli animali, fino ai vitelli alla fine del corteo. Adesso tutti i recinti sono al completo, non manca davvero più nessuno.
 

 
Non manca nemmeno l'erba da pascolare, qui siamo in piena fioritura ed i prati sono punteggiati di colore. Il vento agita le spighe delle graminacee e continua a soffiare forte, a raffiche, in un'alternanza di caldo e freddo. Anche sui valloni più nebbiosi oggi splende il sole, ma chissà come sarà poi l'estate?
 

 
La fiera è un gran giorno anche per i più piccoli ed è impossibile non notare questo quintetto che si aggira con fare competente tra i recinti, valutando le bestie ad una ad una con un piglio che rispecchia quello degli anziani. Il clima di festa ed il pubblico dimostrano però, qui più che altrove, che l'allevamento è parte integrante dell'economia della valle e non solo un'attività un po' marginale, praticata da persone quasi relegate a stare tra di loro, escluse dalla società che non comprende.
 

 
Nasci allevatore o lo diventi, respirando questa aria intrisa di passione. E continui ad esserlo, per sempre, anche dopo essere arrivati alla pensione evocata dalla scritta sul collare di questo rudun: "Ho lavorato, ho faticato e alla pensione sono arrivato." Anche in pensione però continui a fare l'allevatore, perchè stare senza animali non si può. Continuano i figli, ed i nipoti, quelli che adesso sono lì a girare tra le bestie con gli amichetti, sguardo serio e la loro cana in mano.
 

Una foto di gruppo con tutti quelli che hanno aiutato a portare su le bestie, dalla cascina fin qui, nei prati della fiera. Tra le vie del paese c'è l'altra fiera, quella delle bancarelle, dei formaggi, dei vestiti, delle attrezzature, dei fiori, delle piante aromatiche… Un giro magari lo si fa, ma ormai quella parte è soprattutto per i turisti. "D'autunno c'è più gente…", commenta qualcuno. Ma forse anche questo tempo così strano ha tenuto lontano parte del pubblico.
 

 
Relegato tra le vie del paese trovo l'amico Silvio con le sue campane. Si è fatto promettere che il prossimo anno gli verrà data una collocazione più vicina al bestiame, di modo che le sue opere possano suonare insieme a quelle appese al collo degli animali. Magari ci vedremo in qualche prossima transumanza, impegni reciproci permettendo… Però ora devo andare, la mia breve visita qui è finita.
 

 
Ancora uno sguardo verso l'alto, verso le montagne dove la neve si ritira sempre più ed i pascoli iniziano a tingersi di un verde tenero. I primi a salire saranno i pastori con le loro greggi, poi poco per volta sarà il momento dei margari. Per qualche mese, l'aria degli alpeggi risuonerà, viva, di suoni, muggiti, belati, abbaiare dei cani…

Una grande passione per gli animali

"Che dire? La mia più grande passione sono le VACCHE!!!", così appare scritto nelle sue informazioni personali del profilo di Facebook. Federico l'ho conosciuto così, on-line, è stato lui a contattarmi, un ragazzino di diciotto anni che aveva letto i miei libri e seguiva questo blog. Poi l'ho anche incontrato ed ho capito che quel "ragazzino" ha le idee molto chiare e sa cosa vuole dalla vita. Ve l'avevo già presentato qui parlando della Fiera di Roaschia, ma ieri sono stata a casa sua per intervistarlo.

Ci sono anche i suoi genitori che mi accolgono, chiacchieriamo assaggiando l'ottima torta preparata dalla mamma. Lei fa la commessa, il papà è poliziotto… e come mai Federico ha questa malattia per gli animali? Dopo mi porterà in stalla e sarà ancora più evidente il suo legame con le bestie, tutte battezzate con un nome. "Ho già pronto un elenco per le prossime che nasceranno…". Pecore, capre, vacche, ma per conoscere veramente le origini della passione, dobbiamo andare indietro nel tempo, quando Fede era un bambino di tre anni. "Stavamo in un alloggio, un palazzo con 24 appartamenti. Quando avevo tre anni mio papà mi ha regalato gli anatroccoli. Fin da piccolissimo ho sempre allevato di tutto, criceti, conigli sul balcone, quaglie, avevo persino l'incubatrice in una camera. Stavamo a Borgo, poi ci siamo trasferiti qui."

Nel 2002 sono arrivate le prime capre: "Bianchina, Stellina, Moretta…". Questa pecora invece è Cesirra, regalatagli da sua nonna e chiamata così proprio in ricordo della prima pecora posseduta da lei posseduta. La nonna materna è di Roaschia, ed ha sempre avuto pecore, tenendo fede alla tradizione di quel paese. Ma anche il papà, di origine sarda, ha contribuito ad infondere nel figlio questa passione. E' stato lui a presentarlo a Luca, il margaro con il quale il giovane ha stretto amicizia e presso il quale trascorre tutto il suo tempo libero. "Sono tre anni che vado su in montagna con lui ad aiutare, a lavorare."


(Foto Federico Desogus)

Già, la montagna, il momento più bello. Su Facebook Federico ha centinaia di foto degli animali, dell'alpeggio, dei panorami che si vedono lassù nel Vallone dell'Arma e dintorni. Questo è il Gias Serour. "Vivi nove mesi d'inverno per salire tre mesi d'estate. Anche se su c'è tanto lavoro da fare, è anche un momento di svago."


(Foto Federico Desogus)

Federico è anche un bravo fotografo. Passa lassù l'intera estate, mi racconta di essere sceso solo tre volte in tutta la stagione estiva. "All'inizio andavo su solo per delle mezze giornate, poi nei fine settimana ed infine ho fatto l'intera stagione, sono tre anni che lavoro là." La scuola non gli piace, non gli insegna niente di utile, a suo giudizio. Frequenta agraria a Cuneo, ma sua mamma scuote la testa, avendo ormai quasi perso la speranza di vederlo con il "pezzo di carta in mano". "Di pratico ci fanno fare solo la potatura delle piante… io voglio lavorare con le bestie!"


(Foto Federico Desogus)

E' bello vedere le bestie che pascolano in montagna… Questo scatto di Federico credo riesca ad esprimere bene cosa vuol dire la passione, cercare il bell'animale nella giusta collocazione. "…vedere le bestie al pascolo libere, sentire il gorgoglio dei ruscelli, avere quell'attimo di tempo per coricarsi un attimo ed ascoltare il suono delle campane…".


(Foto Federico Desogus)

Il suo sogno è quello di avere tante bestie, fare il margaro secondo la tradizione: "…perchè oggi c'è fin troppa modernità anche in questo settore. Ma la maggior parte delle cose deve essere tradizionale, troppa meccanizzazione non va bene." La sua passione è per le vacche valdostane, ereditata dall'amico e maestro Luca. Una delle più grandi soddisfazioni è quella dei parti: "Non solo che vada tutto bene, ma proprio vedere che bestia nasce, come crescerà, sapere com'è venuto l'incrocio, perchè ogni volta cerco di dare un toro diverso. Danno soddisfazione anche i capretti, sono così simpatici quando saltano dappertutto, ti salgono sulla schiena… ed entrano persino in casa, dormono sulla poltrona!"

Finita l'intervista, usciamo per andare in stalla. Sono piccole costruzioni nei pressi della casa, dove Federico ricovera le pecore e le capre. Intorno ci sono cani, gatti… e poi le tartarughe, i pappagallini, ochi, galline… "Tutti gli animali miei li porto su in montagna, che nessuno debba poi dire che ha dovuto badare alle mie bestie quando non ci sono. Anche le galline, divido le mie da quelle di mio papà."

Nella stalla ci sono tutte le campane appese, i rudun più grossi e più belli invece sono appesi al balcone di casa. "Ho più campane che bestie…", ma le bestie aumenteranno, poco per volta. Federico continua a chiacchierare, non è sicuramente un ragazzo timido, con lui già precedentemente avevo scherzato sul fatto che la sua non sarebbe stata un'intervista difficile, più che altro il problema era quello di prendere appunti mentre lui andava avanti a raccontare parlando a ruota libera.

Ci sono due caprette particolarmente affettuose: "Queste le ho tirate su con il biberon…". La giornata di Federico inizia presto al mattino. Alzarsi, andare in stalla, poi ci si lava, si fa colazione e si va a scuola. "Quando arrivo, passo in stalla, solo dopo mi metto a tavola. Più avanti le metterò fuori al pascolo, quando ci sarà erba." Adesso fuori della stalla c'è ancora neve e lastre di ghiaccio che si sta riformando velocemente, appena dopo il tramonto del sole. "Faccio il formaggio con il latte della sera e del mattino… Prima di salire in montagna, faccio ancora il primo taglio del fieno, dopo vado su, carico tutto sul camion e via, ma magari il prossimo anno vado su a piedi. In fondo non è impossibile, salgo dalla militare…". Anche la sua ragazza ha le bestie, perchè bisogna trovare la persona che condivida e capisca questa grande passione. "Perchè prima ci sono sempre le bestie e poi il piacere."

A Roaschia, in un giorno di fiera

Ero già in viaggio verso Roaschia quando mi ha telefonato Giuseppe, uno degli "storici" Ruascin, pastore ormai in pensione nel suo paese. "Volevo chiederti se venivi a Roaschia, oggi c'è la Fiera, scusa se ti chiamo solo adesso…". Sono quasi a Saluzzo, ancora poco meno di un'ora di viaggio, in quella domenica mattina dalle strade deserte, e sarò là.

C'erano 21 aziende con i loro animali: questi erano 190, o meglio… 188, poi nella notte c'era stato un parto e quindi si era raggiunta la cifra tonda. Quest'anno la struttura dell'esposizione delle pecore la si incontrava subito, entrando nel paese, così tutti, anche i semplici curiosi, avrebbero potuto vedere gli animali. Al mattino c'erano però soprattutto gli intenditori, allevatori, appassionati, ex pastori…

Una delle caratteristiche di questa razza sono le corna ed alcuni capi le presentavano molto ben sviluppate. Per la fiera poi ciascuno aveva "agghindato" gli animali come meglio credeva: campane, nastri, bandane con su scritto il nome delle pecore e dei montoni. Questo piccolo gregge poi sembrava esser stato lavato con l'ammorbidente!

Incontro anche Federico, il giovane allevatore appassionato che mi ha invitata qui. Già nei giorni precedenti mi aveva raccontato della "preparazione" delle sue pecore: campane, bandane… E sono proprio le prime, nel box accanto al palco per la premiazione. Un po' di disappunto per non essere tra i premiati, ma l'importante è partecipare, e poi c'è tanta gente, amici, persone con cui chiacchierare…

Ci sarà comunque un riconoscimento per tutti, anche per coloro i quali non hanno un animale tra quelli scelti dalla giuria il giorno precedente. Alcuni pastori criticano il montone che verrà poi insignito del primo premio: ha le corna asimmetriche e sul lato destro il corno copre l'occhio. A loro dire questo è un difetto! Non mi pronuncio, vedo qua e là delle belle bestie, ma ammetto di non essere un'intenditrice di Roaschine.

In giro per la fiera, oltre alle solite bancarelle di prodotti vari, c'è un po' di artigianato, il banchetto di Marilena con i suoi formaggi di latte di pecora e/o capra e questa bella esposizione di lane di artigiani francesi.

Si tratta di prodotti della confinante terra brigasca, la Brigasca è anche una razza ovina in via di estinzione. Su questi tappeti i disegni riproducono i graffiti dei pastori preistorici nella Valle delle Meraviglie. A proposito di pecore brigasche: poco dopo incontrerò Mario, il pastore di Coumboscuro, che mi chiede se ce ne sono ancora in giro e… se si riesce ad acquistarne. Qualcuno dei lettori di questo blog mi sa dare delle notizie in merito?

Roaschia… Quest'anno non c'è (ancora) la neve, ma presto qui inizierà un lungo inverno. L'inverno che i suoi abitanti (pastori) un tempo non trascorrevano mai qui, ma vaganti giù giù fin verso la Lomellina. Quanti Roaschini non sono nati a Roaschia, ma nei vari comuni attraversati durante la transumanza?

In paese c'è anche una piccola mostra che parla del passato, degli oggetti di un tempo, di quelli legati alla pastorizia, alla mungitura, alla caseificazione. Chissà se c'è ancora da qualche parte il carro dei pastori, quello che avevo visto in una passata edizione della fiera?

Torno dalle pecore, i capi premiati vengono presentati al pubblico, il tecnico della Comunità Montana Dario Adamo sta spiegando le loro caratteristiche, poi si susseguono agli interventi da parte di veterinari, docenti universitari, tecnici, politici… La speranza è sempre che poi qualcosa di quelle parole si possa concretizzare, perchè di pastori ce ne sono sempre meno. A Roaschia ne è rimasto giusto uno, Franco Fantino, che riceverà numerosi premi ed il giorno successivo verrà anche intervistato dalla troupe di Melaverde che registrerà qui una puntata. Peccato che quelli della TV non siano presenti nel giorno della fiera…

Quelle belle pecore che avevo già fotografato prima vengono chiamate fuori per essere mostrate al pubblico. Sono state scelte come gregge più bello, più omogeneo. In effetti il loro proprietario le ha davvero lavate e pettinate, ma in aggiunta di tratta davvero di animali che ben rappresentano la razza.

Ci sono anche gli agnelli al seguito delle loro madri, i montoni che rincorrono le pecore… E così il suono delle campane ed i belati vanno a coprire le parole degli oratori che parlano, raccontano, spiegano… La gente guarda, indica un animale piuttosto che un altro, e si avvicina il vero momento delle premiazioni.

Il proprietario, Giovanni Martini, richiama dentro gli animali per ricondurli al loro box, ed il gregge trotterella via, mentre la gente si disperde per la fiera. Per fortuna non piove, ma comunque per il momento c'è poco movimento in giro, se si escludono gli appassionati.

Un altro giro per i box delle pecore. "E da quando ci sono le Roaschine nere? Perchè portarla alla fiera, quella?". Ognuno dice la sua. C'è chi critica, chi loda, chi pensa ai bei tempi andati, chi afferma che non c'è più futuro e fanno male i giovani a scegliere di fare i pastori, gli allevatori, perchè le cose stanno andando sempre peggio. Le sue parole sembrano essere smentite dai tre figli di Marilena ed Aldo, che aiutano la famiglia in questo mestiere, ma anche da tutti gli altri ragazzi appassionati che sono presenti qui alla fiera.

Ecco i due nati della notte, spostati in un box apposito. Federico, che insieme ad un'amica ha dormito qui nella struttura per controllare che non succedesse niente di strano, racconta di aver dovuto fare l'ostetrico. "Uno nasceva al contrario… E poi aveva una testa gonfia, sarebbe morto se non l'avessi tirato fuori!". Sono grossi, questi agnelli di Roaschina! Per fortuna tutto è andato bene e così ci sono 190 capi esposti…

La mamma e la nonna di Federico portano sul palco la torta che hanno preparato per l'occasione. Un dolce appositamente realizzato per la fiera, con la pecora preferita agghindata con il campanaccio "da festa"! Premio o non premio, alla fine la si mangerà in compagnia… Poi iniziano le premiazioni degli allevatori.

Prende la parola anche Aldo Macario, allevatore e presidente del consorzio della Pecora Frabosana – Roaschina. Questo consorzio è stato costituito già alcuni anni fa, più precisamente nel 1995, in Val Pellice, dove si allevano numerose pecore di questa razza. Oggi qui si presenta il marchio Rouaschin Frabouzan, che andrà ad accompagnare carne, prodotti caseari e lana che proviene da queste pecore. Per maggiori informazioni in merito, leggete qui.
E adesso però tutti a tavola… Permettetemi pubblicamente di ringraziare ancora la famiglia di Federico per il pranzo offerto! Nel pomeriggio Roaschia sarà poi invasa da molta, molta più gente e le macchine verranno parcheggiate giù giù lungo lo stretto vallone…

Alcuni appuntamenti per la settimana

Oltre alle varie fiere di San Martino che si terranno un po' ovunque in questi giorni (e che non sto ad elencare per questioni di tempo), ci saranno due eventi importanti per gli appassionati di pastorizia e di pascolo vagante. Mi hanno indicato una mostra fotografica a Milano, dal titolo, appunto, "Nomadic Shepherds". Non conosco l'Autrice, Francesca Pianzola, non so se i pastori ritratti siano Lombardi o di altra parte d'Italia. Qui i dettagli della mostra, inaugurata ieri in Via Procaccini 4, che rimarrà aperta fino al 20 novembre. Se qualcuno andasse a vederla, mi farebbe piacere che ci raccontasse qualcosa in merito.

Conosco invece i protagonisti di "Sentire l'Aria", il film ed il libro di Manuele Cecconello ed Andrea Taglier che verranno presentati in anteprima a Biella venerdì 12 novembre. E' la storia di Andrea, un giovane studente che sceglie di fare il pastore nomade. Qui le informazioni su libro+film ed i riferimenti per prenotarlo ed acquistarlo. Per chi volesse venire a Biella, ci si incontra alle 19:30 a Palazzo Ferrero, Costa del Piazzo 25, per degustare insieme formaggi locali affinati da Botalla, poi alle 21:00 inizierà la proiezione.

In attesa di iniziare a lavorare al mio prossimo libro, ennesima presentazione di "Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora" a Settimo Vittone (TO), Palazzo del Municipio, ore 21:00, mercoledì 10 novembre 2010.

Per domenica invece l'appuntamento è a Roaschia, con la XVII Mostra Interprovinciale di ovini di razza frabosana roaschina. Qui il programma della manifestazione.

Pecore e pastori da tutto il mondo…

Ogni tanto qualcuno mi dice che parlo solo del Nord Italia. Pastori ed amici dei pastori del Centro, del Sud, delle Isole… Qui siete tutti benvenuti, mandatemi foto, racconti, links, io sono ben felice di mescolare virtualmente tutte le greggi!

Ecco allora le belle foto di Amedeo. Siamo in Lazio, la sua famiglia alleva pecore da latte. Lui, a malincuore, visto quanto rende questo mestiere, ha fatto altre scelte lavorative.

Però al sabato ed alla domenica torna dalle sue amate pecore e ci racconta che non c’è nulla che ti possa dare una soddisfazione maggiore di veder nascere un agnello, osservarlo mentre prova ad alzarsi in piedi per la prima volta

Dopo i primi mesi di lavoro, terminati gli studi, Amedeo ci dice: "ho dedotto con certezza che la vita da pastore è la meglio vita che esista". Se solo il tuo lavoro valesse qualcosa in più… Se il latte di queste pecore venisse pagato il giusto, se il mercato non fosse invaso da agnelli di scarsa qualità, prezzo basso e provenienza dubbia… L’altro giorno al supermercato ho visto della carne di agnello (a prezzo medio-alto, considerato che era agnellino, più ossa che carne!) che faceva ribrezzo! Già che poi la gente ha il preconcetto verso la carne ovina!

Un saluto ad Amedeo ed alla sua famiglia di pastori, sperando di ricevere altre foto da allevatori di altre parti d’Italia. Ricordatevi anche di mandarmi insieme qualche riga di commento, per sapere di cosa si sta parlando, chi siete, dove siete!

Ritorniamo adesso nel Nord Italia con Alessandro, un nuovo amico valdostano con origini piemontesi. O meglio, origini roaschine!! Proprio dalla fiera di Roaschia ci manda queste foto. Quest’anno l’evento è stato rovinato da pioggia e neve, pertanto si è salvata solo la mostra delle pecore e non il mercatino all’esterno.

Tante volte vi ho già parlato della storia e dell’antica tradizione pastorale di Roaschia, quando dire "Roaschino" equivaleva a dire "pastore nomade". Oggi è importante che, per lo meno, si mantenga la memoria e questa fiera, anche se a Roaschia praticamente di pastori non ce ne sono più.

Alessandro ci parla della fiera e delle sue origini: "Il padiglione era pieno di pecore da come puoi notare nelle foto allegate. Oltre all’interesse zootecnico per la manifestazione, è stato infatti interessante notare le differenze morfologiche tra i ceppi Frabosana e Roaschina, è stata per me in particolare una giornata interessante, in quanto io sono Valdostano ma mia mamma è di Roaschia: tra i miei parenti c’è anche il mitico “barba Chelu” che ha tenuto le pecore fino a qualche anno fa, e una nutrita schiera di altri zii che sono stati da giovani pastori transumanti con i loro genitori, e dal dopoguerra in poi “latej e sarasej” in quel di Torino. Mio nonno è nato a Cavallermaggiore, sul carro, mentre il gregge si spostava verso il Vercellese e dagli anni cinquanta ha venduto ricotta piemontese tra il Canavese e la Valle d’Aosta!"

Un esemplare dalle corna particolarmente sviluppate. Per gli amici che ci leggono da altre parti d’Italia, la Frabosana-Roaschina è una razza da latte. Qui sul sito di RARE un po’ di informazioni relative alla razza, per chi avesse delle curiosità in merito.

Appuntamenti

Non potevo non segnalare la Fiera di Roaschia, che si terrà questa domenica (8 novembre) nell’omonimo comune della Valle Gesso (CN). Qui il programma.

Io quest’anno non potrò esserci, ma invito chi parteciperà a spedirmi foto e resoconto della giornata, per poter dedicare almeno un po’ di spazio a questo evento che affonda le sue radici nella storia della pastorizia nomade piemontese.

La Fiera dei Santi a Vinadio

Ve l’avevo detto che sarei andata a Vinadio per la Fiera dei Santi, dedicata alla Pecora Sambucana, razza ovina che rischiava l’estinzione e che invece è stata recuperata, permettendo oggi l’esistenza di una piccola economia montana che ruota intorno ad essa.

In Valle Stura è autunno, nella sua espressione migliore. Ci sono già state anche due spruzzate di neve, l’ultima abbastanza abbondante, tanto da coprire i prati e spezzare numerosi rami ancora carichi di foglie. Qui il ricordo dell’ultimo inverno è ancora ben vivo, insieme a tutti i problemi che ha comportato.

Il sole però sta sciogliendo la neve ed i colori dell’autunno brillano in questa giornata tiepida. Giù nella valle si sentono risuonare le campanelle delle pecore e l’allegro rumoreggiare della fiera. Bancarelle, mercato, prodotti tipici ed artigianali, abbigliamento e tutto il solito contorno di queste manifestazioni…

Io però ho un obiettivo principale, lo spazio dove ci sono le pecore. La cornice dell’evento è unica, infatti si svolge all’interno del Forte Albertino di Vinadio, dove gli allevatori hanno condotto i loro capi per la valutazione degli esperti. In questo momento sono già in corso le premiazioni.

Quasi subito incontro Gloria, la Presidente del Consorzio Escaroun, che mi accompagna a vedere la mostra dedicata ad un suo avo. Questa è una vera e propria scoperta: chi mai immaginava che le nostre vallate esportassero esperti pastori fino negli Stati Uniti? "Bartolomeo Marino, pastore in America" infatti è un percorso che ci porta sulle tracce di Bartolomeo, emigrante come tanti, che ha lasciato un diario del suo ritorno dalla California a Vinadio, dopo 7 anni come pastore in quelle terre.

La California aveva bisogno di pastori, le pecore erano una risorsa fondamentale per la preziosissima lana. C’era bisogno di panni caldi e di coperte per tutti gli uomini impegnati nella corsa all’oro nelle terre fredde. Bartolomeo, pastore come tanti nella Crau francese, tramite amici decide di tentare fortuna in California, dove cercavano pastori in grado di gestire le greggi importate dalla Francia. Un gregge di 10.000 capi in terre sconfinate… Nella mostra vedremo anche gli abiti con cui è tornato a casa Bartolomeo, numerose foto d’epoca e leggeremo pagine del suo diario, da cui si capisce come l’emigrante abbia fatto fortuna. Una scoperta di una realtà completamente ignorata. Questa mostra è disponibile, per chi fosse interessato, presso l’Ecomuseo della Pastorizia (0171-955555), probabilmente verrà riproposta presso l’Ecomuseo durante l’estate.

Torniamo all’esterno, dove continuano le premiazioni dei pastori di oggi e dei loro animali più belli. Ecco un esemplare di particolare pregio. Ricordo che la Sambucana ha conservato la sua triplice attitudine alla produzione di carne, latte ed anche lana, con la quale vengono realizzati dei manufatti artigianali.

Nei box contro i muraglioni del forte ci sono gli animali di ciascun allevatore, provenienti dai comuni della Valle e da paesi limitrofi. Una trentina di allevatori ha preso parte alla rassegna e tutti sono soddisfatti per la partecipazione del pubblico.

Per un premio speciale, viene chiamato Angelin Giavelli di Ferriere, ultimo rappresentante dei pastori della valle che hanno fatto la transumanza verso la Crau, qui accompagnato dal figlio.

Stefano ed Antonio della Comunità Montana chiamano gli allevatori, qui il Presidente Quaranta sta premiando Daniele Giordano, che ha conquistato un gran numero di riconoscimenti con i suoi animali. Ricordiamo che lui è il fratello di Patrizia, l’abile casara che produce i famosi formaggi acquistabili presso il Caseificio dell’Ecomuseo.

Tra il pubblico, si possono riconoscere alcuni volti, come quello del pastore Ghibaudo, uno degli ultimi pastori transumanti di Roaschia, ormai in pensione. E così si continua con la storia della pastorizia piemontese… L’amico non manca di invitarmi alla fiera dedicata alla pecora frabosana-roaschina che si terrà il 7-8 novembre nel suo comune.

Continuano le premiazioni, giovani e meno giovani, tutti uniti intorno a questa grande passione. Alla fine delle cerimonie, un bel pranzo dove la carne di agnello la fa da padrona. C’è anche però ci deve tornare degli animali, perchè non si può fare festa dimenticandosi di loro.

Sulla via del mio ritorno infatti incontro un gregge che è appena stato fatto uscire dalle reti e viene condotto al pascolo nei prati del fondovalle ancora verdi. Dopo un’estate molto secca, questo strano autunno dove bruschi sbalzi di temperatura hanno già portato la neve.

Il pastore chiama il gregge dall’altra parte della strada, passando in mezzo alle auto dei turisti che stanno facendo pic-nic approfittando delle temperature miti di questa domenica di fine ottobre. Insomma, è stata una bella giornata in valle Stura, ancora un saluto a tutti gli amici incontrati alla Fiera.