Una tregua tra le piogge

Si attendeva la pioggia e poi quella è arrivata tutta di colpo, protraendosi per giorni e giorni. Quella di oggi pare essere una pausa instabile e di breve durata. Anche quel mattino pioveva, ed io pensavo al pastore che stava caricando i camion per salire in montagna.

Salendo lungo la valle mi sono fermata a scattare alcune foto alle acque torbide e minacciose del Chisone. Non eravamo ancora ai preoccupanti livelli delle alluvioni degli scorsi anni, ma comunque la prosecuzione delle precipitazioni non avrebbe sicuramente giovato. Intanto, lungo la valle già scendevano dei camion per il trasporto del bestiame. Chissà chi era salito in quello stesso giorno?

Più avanti mi è capitato di imbattermi in questa signora che, sprovvista di cani, faticava ad indirizzare la mandria verso i pascoli. E così, cana alla mano, sono scesa dall'auto e l'ho aiutata fintanto che arrivasse l'ultima parte degli animali e l'uomo con il cane che chiudeva appunto la fila. "Grazie, eh?". Di niente, ho ancora tempo, prima che arrivino i camion.

E poi finalmente eccoli! Si dispongono tutti in fila nel piazzale, sono stati puntualissimi, tenendo conto del tipo di lavoro che è stato affrontato al mattino. "Senza acqua! Già, non pioveva, quando abbiamo caricato!". Così mi dice Fulvio, dopo un rapido saluto. E non piove nemmeno ora, anche se non si sa bene quanto possa durare la tregua.

I camion riversano nel piazzale il loro carico belante: solo un po' di pioggia durante il viaggio non li ha sporcati più di tanto, quindi sono relativamente candidi. Pecore, capre, asini, i cani bianchi confusi tra le pecore. A poco a poco il gregge si ricompone e pare quasi incredibile che siano già di nuovo qui, anche quest'anno.

Gli animali girano in tondo, vorrebbero lanciarsi verso l'erba, ma è questione di pochi attimi e poi ci si metterà in cammino. In cielo si rincorrono nuvoloni e squarci di sereno, sulle cime ci sono ancora tracce della recentissima nevicata che aveva imbiancato anche i pascoli verso i quali sta per dirigersi il gregge. Prendere l'ombrello o lasciarlo qui? La pioggia concederà almeno un paio d'ore di tregua?

Fulvio è alle prese con le "solite cose": far ciucciare un agnello, controllare qualche animale… E intanto ci sono due presenze extra, due "vecchie conoscenze": Dragos venuto a documentare la transumanza di inizio stagione e Lorenzo, che cerca di pensare a come potrà strutturare il progetto per un eventuale film.

Finalmente si parte. Davanti al gregge, insieme a Fulvio, la figlia Milena, anche lei "armata" di macchina fotografica. Non la vedevo da qualche tempo, forse dallo scorso autunno, e resto sorpresa per la sua crescita. Manca poco e raggiungerà il papà… Mentre Chisone scorre grigiastro ed impetuoso, anche il fiume di pecore si allunga sulla sua sponda. Sta iniziando la stagione d'alpeggio, ancora una volta!

C'è qualche turista, a Pragelato: infreddoliti, hanno comunque voluto mettere il naso fuori di casa dopo tanta pioggia, così alcuni di loro hanno anche occasione di vedere e fotografare la transumanza. Si passa sul ponte, si attraverserà il paese e poi finalmente ci si dirigerà verso la montagna. Non c'è il sole, ma ci si accontenta. Camminando veloci poi si fa presto a scaldarsi, anche quassù…

Fosse stato un sabato di sole, ci sarebbe sicuramente stato più traffico, invece il gregge può percorrere senza problemi strade quasi deserte. Fulvio mi racconta del fango che si è lasciato alle spalle con i passati giorni di pioggia a dirotto. Ma parlare è difficile, gli animali sono nervosi. Fin quando tutti, dal primo all'ultimo, non saranno su a pascolare, il pastore non potrà rilassarsi e dedicarsi anche agli amici.

Si svolta e si sale su verso Grand Puy. Uno sguardo indietro per vedere che tutto vada bene, qualche parola a mezza voce contro quelli che chiudono la fila, che non tengono compatto il gruppo, che lasciano attardare gli animali, che non fanno abbaiare i cani, che… Per qualche istante andiamo davanti io e Milena, ma le pecore sbandano, senza la loro guida. E allora il pastore torna a marciare in testa.

Si prende rapidamente quota, lo sguardo spazia per quel tanto che le nuvole lo consentono. L'erba è sì verde e fiorita, ma ha qualcosa di strano. Non solo questione di mancanza di sole… Ci metterò qualche attimo a capire, ma poi intuisco il perchè. E' stata la neve, da queste parti ne erano caduti oltre 20 cm. Certo, poi a queste quote se n'è andata, ma intanto l'erba è rimasta schiacciata al suolo ed è come intirizzita. "Le pecore, passando, la tireranno su!", scherza in pastore.

La fila è lunga: se ne faranno di passi, anche d'estate, per sfamare questo gregge! Ma la stagione è lunga, come sempre si vive alla giornata. Anche quassù il pastore non sa se si fermerà una o due settimane, perchè dipende dal tempo, dalla pioggia, da mille fattori imprescindibili.

 

In una curva, come sempre, si devia e si abbandona l'asfalto. Di qui il gregge può procedere da solo, gli animali conoscono la strada, andranno a cercarsi il pascolo poco sopra, oltre il bosco. Il tempo sta tenendo, non piove, c'è persino un po' di sole e tutti sono felici per questa fortuna inaspettata. Purtroppo alcuni amici che ci tenevano a vedere la transumanza alla fine non ce l'hanno fatta a venire. Sarà per la prossima!

Nel bosco cerco di risalire la fila, ma poi mi rassegno a camminare in mezzo alle pecore che avanzano abbastanza ordinatamente. Il piccolo ruscello che stiamo per attraversare rumoreggia, l'acqua non manca, il terreno è zuppo, fradicio. Purtroppo già dalla sera è prevista nuova pioggia, si spera che non sia stata addirittura neve, a quelle quote.

Alla fine i pascoli! Non posso fermarmi oltre, tanto dovrò tornare a breve sia dal pastore, sia a Grand Puy. Mi aspettano altre vallate ed altri pascoli. Ancora due parole con Dragos e con Lorenzo per aggiornarci sull'andamento dei rispettivi lavori, e poi ciascuno per la sua strada.
Nei giorni scorsi e pure nei prossimi sono tante le greggi in cammino verso gli alpeggi. Finisce il pascolo vagante in pianura, inizia quella che, un tempo, era la stagione più bella, più semplice. Un tempo, prima che l'incubo del lupo incombesse sulle vallate, mettendo a rischio potenziale o reale le greggi, in ogni momento del giorno e della notte.

La fiera dei fichi

Il 14 settembre è la data fissa per la fiera di Pragelato, l’antica Fiera dell’Escarton di Pragelato, anche detta "Fiera dei Fichi", perchè in quest’occasione si potevano acquistare i dolci frutti di fine estate, che altrimenti non si vedevano a queste quote… Ma l’evento principale è sempre stato la fiera zootecnica.

Faceva freddo, al mattino, per terra la brina si stava appena sciogliendo con i primi raggi di sole. Gli animali erano già nei loro spazi ed i visitatori più mattinieri si stavano aggirando tra i recinti, valutando le bestie, ma soprattutto cercando amici e conoscenti con cui scambiare quattro chiacchiere. Come sempre, si fanno incontri anche con chi viene da lontano, dalla provincia di Cuneo al Biellese, dalla Francia al Canavese.

Ci sono soprattutto vacche, alcune addobbate con vistosi rudun. "Quest’anno ce n’è, di bestie!". Una volta tanto nessuno si lamenta? Sento vari commenti positivi, si fanno i confronti con le fiere precedenti, mentre il flusso di gente aumenta, sia tra le bancarelle di generi vari, sia nel prato in pendenza dove sono collocati gli animali.

Anche questa volta il gruppo di asini portati qui dal commerciante è numeroso e variopinto. Oltre agli "addetti ai lavori", qui si fermano anche molti semplici curiosi, famiglie con bambini, persone che non possiedono animali. L’asino sta "diventando di moda" e questi sembrano adatti a diventare animali da compagnia: la maggior parte di loro si lascia accarezzare e grattare dietro le orecchie, dando mostra di essere socievoli e domestici.

Ci sono poi le capre, nei loro box, ed anche lì si assiepano gli appassionati e gli intenditori. Adesso splende il sole, sembra che possa essere una bella giornata, e così tutti commentano le passate fiere, quando faceva freddo, pioveva o addirittura erano caduti dei fiocchi di neve. D’altra parte questo evento chiude la stagione d’alpeggio, in un modo o nell’altro.

Intorno al recinto delle pecore incontro la maggior parte delle "facce conosciute". C’è chi è lì per fare acquisti e qualche animale viene segnato con i colori. Qualcuno è lì solo per una breve visita, poi tornerà dal gregge che non può restare incustodito per timore degli attacchi del lupo… E così scambio solo un rapido saluto con Carla, che poi non incontrerò più, ed anche Fulvio dice che deve rientrare al più presto. "Hai visto sul giornale? Nove cuccioli di lupo… cosa ti avevo detto?"

In tanti guardano con curiosità queste capre "strane", mi sembra siano le capre di Rove, razza francese, che ho visto dal vivo in mezzo agli immensi greggi di pecore merinos oltralpe. Qualcuno storce anche il naso, passando lì vicino, per "colpa" dei due becchi che emanano il loro tipico odore.

In mezzo agli animali si formano gruppi di allevatori e commercianti, si vede qualche vacca con un segno colorato sulla coscia, indice del fatto che è stata venduta. Non sono però poi così tante… la crisi si fa sentire anche in questo settore! Poco per volta però la maggior parte delle persone sparisce per pranzo: chi si accontenta di un panino, ma i più vanno al ristorante, oppure alle tradizionali tavolate organizzate dai vari commercianti.

Torno ad aggirarmi tra i recinti in compagnia degli amici: troveremo l’animale giusto anche noi? Per oggi facciamo solo i curiosi ed i "turisti"… Non scatta la scintilla con i bovini, ma è soprattutto accanto ad altri animali che ci fermiamo a lungo…

Il tempo sta cambiando, il cielo si vela di grigio ed inizia ad esserci un’aria che sa di autunno. Ancora qualche ora e la fiera sarà finita… ma più che altro è la stagione che sta finendo. Si parla di date di transumanze, c’è chi scenderà questo fine settimana, chi il prossimo, chi i primi di ottobre. Gli ultimi saranno, come sempre, i pastori.

Gli asini continuano ad attirare simpatia, anche grazie ai loro atteggiamenti buffi, come questo puledro che appoggia il capo al collo della madre. In molti stanno già partendo, altri sono ancora fermi a chiacchierare, altri ancora ti chiamano per un ultimo bicchiere… E si combina per vedersi ad altre fiere, di lì a pochi giorni o qualche settimana dopo.

A proposito di appuntamenti, ricordo che domani (sabato 18 settembre), alle ore 18:00 sarò a San Secondo di Pinerolo (presso il Municipio) con "Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora". E’ stata invece annullato l’incontro a Rima San Giuseppe (VC) per domenica 26.

Quando la miss… è una mucca!

Dovrei raccontarvi dei miei due giorni in terra biellese, ma per una volta lascio indietro le pecore per dare spazio alle vacche. Riprenderò il tutto al mio ritorno dalla Svizzera, quando avrò chissà quante cose da narrare. Mi sa che dovrò prendere appunti, visto che in questi giorni ho così tanti pensieri che si accavallano a riflessioni di ogni tipo.

Oggi sono stata a Miss Mucca, l’annuale manifestazione di bellezza bovina che si tiene a Pragelato, in Val Chisone. Le miss qui sono loro e sono addobbate con i rudun più belli, per l’occasione!

Quest’anno la giornata era ottimale per quello che riguarda il clima, un po’ meno per la concomitanta di innumerevoli altri appuntamenti di vario tipo nella valle. Alle 10 del mattino pertanto c’era ancora poco, pochissimo pubblico, e gli allevatori presenti mugugnavano per questo "inconveniente". Inoltre era stata fatta poca pubblicità: anche su internet si faticava a trovare tracce dell’evento, che negli anni precedenti invece aveva molto risalto anche sulla carta stampata locale.

Gli animali, ignari delle beghe degli uomini, se ne stavano negli spazi loro assegnati, tranquilli e beati, godendosi l’aria fresca e facendo risuonare i campanacci ad ogni movimento. I gruppi di vacche corrispondevano ovviamente a singoli allevatori e ciascuno stava nei pressi del "recinto", a controllare che non succedesse qualche inconveniente. La provenienza era quella degli alpeggi dei dintorni, i principali, i più vicini, ma poi c’erano anche allevatori da altri alpeggi, questi eventi sono l’occasione per incontrarsi e fare quattro chiacchiere.

C’era anche uno spazio destinato alla vendita dei formaggi ed un altro per l’artigianato. In alcuni casi era perfettamente a tema, come potete vedere…

Questo cartello può servire anche da mettere davanti all’alpeggio, non si sa mai…

Dai recinti confinanti, due concorrenti si studiano, valutando le reciproche possibilità di vittoria… In questo caso il concorso è una questione di prestigio per gli allevatori, portare a casa il titolo non è niente di più che un riconoscimento per la propria stalla, per le proprie capacità di scegliere, selezionare ed allevare gli animali.

Inizia ad esserci più gente in giro: questo assembramento di curiosi e fotografi è tutto concentrato accanto ad una vacca che sta allattando il suo vitello. Qua e là si colgono strane esclamazioni ed affermazioni che fanno rabbrividire: la gente non sa più nulla della campagna, dell’allevamento… "Pensa, dove sto io, c’è una che tutti gli anni mi taglia il filo delle vacche con le cesoie: dice che io metto gli animali nel lager, perchè c’è il filo con la corrente! Ma se le sposto, do il pezzo… Inutile fare parole, c’è gente ignorante e stupida!"

Luca mi dice che questo mondo va verso l’estinzione, non c’è un futuro. Troppa intolleranza, troppa ignoranza, troppa burocrazia e mancanza di onestà. Mi racconta innumerevoli episodi successi in passato, alcuni sul filo dell’incredibile, ma tutti portroppo reali. "Le campane? Dovresti toglierle tutte le sere, dopo le 22 non si potrebbero lasciare al collo delle vacche, se le hai vicino alle case. Sono schiamazzi notturni!"

Francesca finisce di abbellire i suoi animali con le coccarde preparare appositamente da sua sorella. Un bambino, con fare competente, le augura di avere di nuovo la vacca vincitrice tra quelle lì in mostra.

Anche Maura sta aiutando l’amica e per me è stato bello re-incontrarla qui dopo anni… C’eravamo già ritrovate su internet, ma essere faccia a faccia è un’altra cosa. Sembra incredibile che questa ragazza sia quella bambina che giocava con il Pastore qualche anno fa… Ormai ne sono passati già sei! E così chiacchieriamo, ci domandiamo come si trovi il comune amico sulla "nuova montagna".

I rudun per la premiazione ci sono, ma bisogna aspettare il pomeriggio. Quest’anno non c’è la gara di mungitura, non c’è la dimostrazione di caseificazione, quindi l’attesa sarebbe lunga. Decido di salutare, adesso andrò su Facebook a chiedere a queste amiche chi ha vinto e con che animale.

Quattro passi per salire un po’ più in quota e trovare un posto per mangiare un boccone lontano dal traffico e la confusione del fondovalle. I pascoli sono in fiore, anche se in questa zona sono evidenti le tracce di un terribile incendio di qualche anno fa. La giornata resta splendida, non troppo calda, leggermente ventilata.

Anche l’antica borgata di Faussimagna era stata gravemente danneggiata: il fuoco ha accelerato il lento declino di quelle grosse case in pietra e legno, risparmiando fortunatamente la baita ristrutturata ed utilizzata attualmente come alpeggio. Due delle vecchie case, quelle meno danneggiate, servono ancora come stalla e ricovero precario. Da una porta chiusa si sentono provenire dei grugniti…

Non c’è nessuno alla’alpeggio, saranno tutti giù in frazione Rivets. Le vacche sono più a monte, le raggiungo per scattare qualche foto, mentre mi osservano con sospetto misto a curiosità. C’è una tal pace, quassù. Invece il fondovalle è un via vai ininterrotto di auto che salgono e scendono, con il rombo delle moto lanciate a folle velocità che arriva fin quassù.

Là, a Miss Mucca, il mondo dei turisti, dei villeggianti, e quello degli allevatori, si incontrano per qualche ora. Questi animali invece sono rimasti nei loro pascoli e fanno una siesta nelle prime ore del pomeriggio. Io mangerò poco lontano e riposerò per qualche istante, con il sottofondo del vento e del suono dei campanacci. Poi però viene l’ora del rientro, devo preparare tutto per la partenza, confermare agli amici svizzeri il mio arrivo… E voi, invece, dovrete avere pazienza per tutta la settimana, poi torneranno le storie di pascolo vagante con i miei ed i vostri racconti, dato che continuo a ricevere foto (grazie!).

Ancora transumanze

In un commento, l’altro giorno Ruggero chiedeva dettagli su alcune transumanze del "passato", e prontamente ci sono stati degli amici che hanno mandato le immagini per completare il racconto che io avevo già fatto qui.

Iniziamo allora con le foto di Mari, dove si vedono anche i camion che hanno scaricato il gregge di Fulvio a Pragelato, proprio come chiedeva Ruggero. In primo piano c’è Milena, la figlia del pastore.

Si fa abbastanza abbastanza in fretta a far scendere tutte queste pecore dai camion… farle salire invece è un altro paio di maniche! Comunque, ecco qui il gregge quasi al completo, finalmente arrivato in montagna.

Chi mancava? Le pecore con gli agnelli più piccoli, ai quali viene evitata la salita a Gran Puy, infatti vengono scaricate direttamente là, così che non siano d’impiccio ai pastori mentre il gregge si incammina lungo la strada che porta quassù.

Gli agnelli sono confusi ed impauriti, non sanno bene cosa fare e dove andare, nonostante il concerto dei belati delle madri che li chiamano dall’esterno. Spostarsi a piedi con tutto questo seguito… sarebbe un bel problema!

Alcune fasi successive della transumanza ce le manda invece Silvio, anche lui presente quel giorno a Pragelato. Una bella vista dall’alto della testa del gregge, pecore e capre sotto il sole, in cammino verso i pascoli di montagna!

Quest’anno quella transumanza è avvenuta con il bel tempo, a differenza delle passate stagioni… ma la pioggia ed il maltempo sono poi arrivati nei giorni successivi, ahimè! Adesso il gregge è stato avvistato dalle parti di Fenestrelle. Vagante d’inverno, vagante d’estate…

Silvio ci manda anche alcune foto scattate sopra ad Usseaux tra gli animali di suo cugino. Le campane sono… quelle che realizza lui stesso!

Ecco ancora un’altra vacca al pascolo, con la regolamentare campana al collo. Cosa sarebbe la montagna senza gli animali al pascolo e senza il suono delle campane?

Ancora un’altra transumanza, siamo in tutt’altra parte del Piemonte. La foto ce la manda Marco, che vediamo qui camminare davanti al gregge insieme a Loris. Si saluta Coggiola e si va in direzione Valsesia… 

Sempre a proposito di transumanze, con questo video vi ricordo ancora una volta "I giorni della transumanza" a Saluzzo questo sabato, 26 giugno 2010. C’è qualcuno di voi che parteciperà? Io sarò altrove, in Val Sesia. Approfitto della presentazione serale di "Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora" a Cravagliana – VC (ore 21:00), presso la Locanda del Cacciatore, per andare a fare qualche giro da quelle parti.

Ultimissime, segnalazioni e varie dal mondo

Tra una settimana vi aspetto a Chieri per una serata di foto sul mondo dell’alpeggio e della pastorizia nomade, in attesa della presentazione ufficiale di "Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora", in uscita a fine mese. A Chieri l’appuntamento è per le ore 21:00, martedì 17 novembre, presso la sede CAI (Via Vittorio Emanuele 76, qui la mappa).

Immagini fresche fresche (più di così!) arrivate ieri da Pragelato: Francesca ci manda le sue mucche sotto la neve dopo la precipitazione caduta nel fine settimana. Ora di andare in stalla, direi! Chissà come sarà quest’inverno? Da queste prime immagini, sembrerebbe che voglia ripetere la stagione dell’anno scorso.

Facciamo un salto indietro con Lara, che già da qualche tempo mi aveva spedito le foto del mercatino a cui aveva partecipato, con i formaggi prodotti da Gianpaolo nella zona dell’Alpe Veglia. Siamo in Svizzera, a Binn.

In quell’occasione aveva anche visto alcune pecore elvetiche, in discesa dall’alpe. Pecore nere che ben figurano in questi blog…

…ed un pratico rimorchio per il trasporto animali! Organizzazione svizzera, oserei dire.

Avrei varie immagini di transumanze, ma dedicherò poi un post specifico a questi eventi. Adesso quindi continuiamo con le foto di Paolo, scattate alla battaglia delle capre di Challant.

Non ho mai assistito a questi combattimenti incruenti… se non "dal vivo" in natura, quando le capre si battono spontaneamente. I pastori dicono sempre che questo è anche un segno del tempo che cambia. A ripensarci, l’altro giorno le capre del Pastore si prendevano a testate, e poi in effetti ha nevicato.

Ecco il momento finale delle premiazioni. Chiedo scusa a Paolo per non aver pubblicato prima la segnalazione della battaglia di Perloz (AO), tenutasi domenica 8. Qualche amico c’è andato lo stesso, perchè mi hanno poi scritto per parlarmene.

Ai lettori di questlo blog voglio ricordare di fare un giro ogni tanto sul blog di quasipastore, Andrea dal Veneto, che ci racconta in prima persona la sua attività, le transumanze insieme agli amici, ecc… Buona lettura di "Pecore, asini e capre", allora!

Nico invece ci manda alcune foto dalla fiera di Rovato (BS). Ecco un gruppo di Suffolk, anche se la manifestazione era dedicata soprattutto alla pecora bergamasca.

Per non mostrarvi sempre solo pecore e vacche, da Rovato, un bel cavallo in mostra. Non sono un’esperta del settore, chiederei quindi a qualcuno che ne sa più di me di dirci la razza.

Ecco gli esperti che valutano i capi di bergamasca per la premiazione finale. Un volto noto su questo blog il "solito" Tino che tanto fa per la pastorizia lombarda. Successivamente c’è stata la dimostrazione di tosatura, ci racconta ancora Nico, e quella effettuata da Tino è stata un esempio di tosatura esemplare.

Vi ricordate Andrea? Aveva lanciato un appello nel mese di agosto, cercava amici ed amiche che condividessero con lui la passione per l’allevamento. Qualche risposta c’è stata, per fortuna. Oggi il nostro amico ci invia una foto in compagnia delle sue capre e ci racconta che nel fine settimana le porta al pascolo nei castagneti, dove gli animali fanno delle belle scorpacciate.

Infine queste che, a dire di Andrea, sono tra le più belle e ben custodite capre orobiche che lui abbia mai visto. Il proprietario è un pensionato di Morbegno. Grazie a tutti voi per averci fatto viaggiare un po’ nella pastorizia qua e là per l’Italia.

Tutti alla fiera

La fiera di Pragelato è un appuntamento fisso della stagione. Per il giorno della fiera, in qualche modo cerchi di organizzarti per partire, lasciare temporaneamente gli animali, ed andare lassù. Teoricamente alla fiera si va per fare acquisti, ma principalmente lo scopo è quello di vedere gente: amici, "colleghi" che altrimenti non riusciresti mai ad incontrare.

Certo, ci sono le bancarelle, magari serve qualcosa per il lavoro, oppure dei capi di abbigliamento o ancora un paio di scarponi. Gli altri, la gente comune, è lì soprattutto per quello, per le bancarelle, dove comprare generi alimentari, vestiti, tovaglie, cose che magari puoi trovare su qualsiasi mercato. Ma gli allevatori puntano decisi verso il prato dove ci sono gli animali.

La non concomitanza con la Fiera di Oropa ha fatto sì che vi fossero molti Biellesi ad aggirarsi per la fiera (e qui i grandi appassionati di pastorizia potranno riconoscere uno dei suoi personaggi storici più famosi, protagonista delle illustrazioni di "Fame d’erba"). Essendo io stessa in compagnia di amici biellesi, sono stata facilitata in questi incontri… ma comunque, ogni tre passi, c’era da fermarsi a chiacchierare con qualcuno. E’ sempre così, alle fiere.

Certo, c’erano anche gli animali. Non vedevi tanta gente nei recinti e sentivi i commercianti lamentarsi per lo scarso giro d’affari. Sarà la crisi o sarà che a lamentarsi sono sempre tutti bravi? Sentivi anche chi diceva: "Non ce ne sono poi tante, di bestie, quest’anno!". Ma tanto poi erano più che altro lì per chiacchierare, per scambiarsi aneddoti, per ascoltare gli ultimi pettegolezzi. Magari anche per verificare le voci che erano circolate nei mesi passati, ed allora scopri che, come al solito, c’era del vero, ma anche tanta fantasia… Ed il tale non si era rotto tutte e due le gambe (c’era persino chi diceva di averlo visto con le stampelle!), ma "solo" una spalla…

I pastori c’erano quasi tutti. Nella stessa foto, i due Giovanni, scesi rispettivamente dalla Valchiusella e dalle Valli di Lanzo. Quest’ultimo rinnova ufficialmente l’invito ad andarlo a trovare, tanto fino alla metà di ottobre non dovrebbe scendere… Capito BB? Ci aspettano!

Pare siano di moda gli asini, non ricordo di averne visti così tanti in esposizione, e soprattutto di così tanti colori, bianchi, maculati… E sembravano riscuotere l’interesse del pubblico, visto che ogni tanto si avvicinava qualcuno con la macchina fotografica a scattare foto su foto.

Era inevitabile puntare al recinto dove c’erano le pecore e fermarsi lì a lungo, perchè tanto la maggior parte delle persone che conosco, prima o poi sarebbero passate di lì. Ed infatti così è stato, ed ho scoperto che "Radio Pecora" conosce i miei fatti privati quasi meglio di quanto li possa sapere io. Ma è un classico, come mi confermavano anche altri amici a cui lo riferivo ridendo.

E’ ora di pranzo, ed allora tutti a tavola. C’è chi si accontenta di un panino tra le bancarelle, chi va al ristorante e chi accetta l’invito ad una delle tante tavolate poste accanto ai camioncini dei vari commercianti. E così i pastori con le loro famiglie sono quasi tutti qui. Si ride, si scherza, si raccontano aneddoti. C’è chi ha ancora erba a sufficienza per un mese, neve permettendo, chi è già sceso e chi è in cammino per la strada. Giovanni e Fulvio si sono incontrati per la prima volta. "Prima ti avevo solo sempre visto in foto!". "Anch’io, ma conosco tuo fratello, ogni tanto viene a prendere delle bestie da me…"

Il pranzo prosegue, il vento gonfia il gazebo, c’è aria di pioggia e di neve. In pianura già pioveva, qui in alta valle le temperature sono decisamente basse, ma al mattino c’era ancora il sole. I volti dei pastori sono bruciati dall’aria e dal sole. "Quindici volte ho cambiato la pelle del naso!", spiega Fulvio. E’ diffcile salutare ed andarsene, incontri ancora sempre qualcuno, persone che non vedevi da mesi, magari da anni. C’è anche ci dice di leggere quotidianamente questo blog "…ed è diventata un po’ una malattia, ma tutte le sere vado a vedere cos’hai scritto. Non commento mai niente, ma… mi sono messo su Facebook, sai?"

Alla fine si parte, si passa attraverso i recinti, alcune bancarelle stanno già smontando tutto, c’è aria di pioggia e di neve ed il maltempo forse attenderà la fine della fiera, o forse contribuirà ad accelerare la partenza di tutti. Ci sono amici dalla Val Pellice, dalle valli del Cuneese, dalla Val Soana… E’ questo il bello della fiera. "Hai comprato qualcosa?". No, niente, ma mi ha fatto un gran piacere vedere tanti amici che altrimenti sono lontanissimi tra di loro.

Sulla via del ritorno, una tappa dove c’è il gregge di Fabrizio in sosta appena sotto Villar Perosa. Qui ha già piovuto, il cielo è livido, l’erba però è secca per la prolungata siccità. Serve pioggia, tanta, per far crescere ancora l’erba in pianura, quella che servirà per il pascolo vagante autunnale ed invernale.

Pare che questa sia una sosta obbligata per molti di quelli che erano alla fiera. Un pastore, specie se viene da un’altra regione, si ferma volentieri a vedere il gregge, a scambiare ancora quattro chiacchiere. Fabrizio avrebbe dovuto spostarsi più a valle, ma vari imprevisti hanno impedito la partenza. Al seguito del gregge c’è anche Sara con il piccolo Erik di soli 40 giorni… "Ieri è stato 12 ore in macchina sul seggiolino, mentre scendevamo." Vita da pastori.

Così crescono questi bambini, insieme ai loro genitori ed agli animali, come questo figlio di amici dei pastori, che sta giocando con Speedy. E’ ora di salutare ancora una volta, di partire, ciascuno diretto a casa propria, per gli amici biellesi la strada è ancora lunga… Il pastore intanto decide se compiere ancora una piccola tappa, approfittando della presenza di tutta quella gente, oppure rimanere lì, per quella sera.

Inviati sul territorio

Prima di continuare con i miei racconti, lascio a voi lo spazio. In questo periodo mi state mandando anche foto dall’estero, dalle mete delle vostre vacanze… Grazie! Iniziamo con le segnalazioni. Franz delle Terre Alte ci invita a vedere questo filmato su di una pastorella stabilitasi in Trentino (leggere qui la scheda). Invece Luca dei Lou Magnaut ci dice che le foto dell’ultima edizione di Miss Mucca sono in questo album.

C’è Bruno, che è venuto con me in Val Maira due settimane fa. Ecco un suo scatto dedicato ad uno dei tanti cani da pastore incontrati durante la gita.

E’ sua anche questa immagine delle vacche che scendono all’abbeverata nel torrente.

Giacomo è il nostro fedele reporter dalla Valchiusella e ci regala sempre delle bellissime immagini, come quella dei fratellini Antonio e Giacomo, che badano al gregge sulle alture di Inverso.

Le capre invece le ha incontrate a Cima Bossola, dove stazionano stabilmente tutto l’anno, eccetto nei mesi più rigidi dell’inverno.

Ultimo scatto dalla Valchiusella, una transumanza estiva di una mandria, quella di Vittorio, che da Inverso si è diretta a Fondo, per poi procedere verso l’alpeggio Balma.

Cambiamo zona, andiamo in Svizzera al seguito di gpcastellano, che a Saas Fee ha fotografato questi antichi recinti.

Ci spiega che servivano per la marchiatura e la conta delle pecore. Attualmente non sembrano più utilizzati… Chissà a quanto tempo fa risalgono? Bello vedere come sono stati perfettamente conservati.

Una nuova "inviata", Gloria dalla Valle Stura, ci manda la foto del suo gregge nel Vallone dell’Ischiator. Vi ricordate di lei? Ero stata nella sua azienda questa primavera ed altre immagini le avevo pubblicate anche qui.

Oltre alle pecore, nel gregge di Gloria e Bruno ci sono pure queste capre. Un saluto agli amici che ci seguono dalle valli e… sono ancora più felice, quando sono gli stessi allevatori a spedirmi le immagini!

A proposito di allevatori: mi ha scritto Anna, la mamma di Marco, giovane pastore di 16 anni in quel di Bandito, frazione di Bra (CN). Vi parlerò poi ancora di questi nuovi amici, per adesso vi rimando qui per vedere una foto del ragazzo con il suo gregge. Spero che Marco possa continuare a seguire la strada che la sua passione gli ha fatto scegliere.

Elena è andata a sfidare il vento nelle Valli di Lanzo come me, sabato. Nella sua salita verso il Monte Palon, ha visto questo piccolo gregge di pecore con gli agnelli nei pressi del Lago di Malciaussia.

Trattandosi degli animali di Giovanni, non poteva mancare anche uno dei suoi tanti asini! Devo andarlo a trovare, il pastore di Malciaussia… Prima della fine della stagione, cercherò di fare un giro anche da quelle parti.

C’è poi Gabriella, che risponde prontamente al mio invito sulla "caccia" alle fontane ed abbeveratoi nei pressi degli alpeggi. Questo è al Colle del Nivolet, vicino all’alpeggio sopra al Rifugio Savoia.

Sempre lei, ci manda le foto di questo gregge di Claudio, pastore di Barbania (TO). Le pecore sono Comisane, razza da latte.

…ed ecco i prodotti della mungitura proprio di quelle pecore! Viene voglia di assaggiarle!

E che dire infine di Mauro, che ci manda foto di un posto che conosco bene? Con i suoi compagni di escursioni ciclistiche, è stato proprio all’Alpe Tour. Non ci siamo incontrati per caso, visto che io ero intenta ad aspettare l’intervento dei Vigili del Fuoco per salvare la pecora.

Così loro hanno potuto salutare solo Birba, invece della sottoscritta. A proposito, ho una bella carrellata di foto della mascotte dell’alpeggio, a cui non ho ancora dedicato un apposito post. Devo farlo al più presto!

I nostri prodi ciclisti hanno poi affrontato la discesa su Novalesa passando da Prapiano, dove hanno incontrato gli asini e le manze che ostruivano loro la strada.

…alla prossima, con i vostri racconti e le vostre immagini!

Si parte con il sole, ma poi…

Sabato mattina a Pragelato, in attesa della transumanza: bel sole, vento, aria frizzante. "Abbiamo tempo a portare su la macchina, tanto non arriveranno prima di mezzogiorno, l’una. Di solito è così." Però, con i pastori, non si possono mai fare previsioni. E infatti, mentre stiamo parlando con un margaro, questo ci dice che ha saputo che i camion erano già a Perosa. Scendiamo a rotta di collo lungo il sentiero, vediamo passare la colonna di autotreni e…

…quando raggiungiamo il piazzale, i camion sono tutti allineati, pronti a ripartire. Clà voleva vedere il momento in cui le pecore scendevano… E invece ce lo siamo perso. Il pastore è notevolmente in anticipo sui tempi, ma ci dice che le pecore sono salite bene, come se fossero state telecomandate.

E così il gregge è già nel piazzale ai piedi dei trampolini, pronto ad essere guidato verso i pascoli: pecore, asini, capre… Non c’è molta gente: qualche curioso, un paio di turisti, amici ed aiutanti di Fulvio, ma non più di una quindicina di persone in tutto. Meglio così, troppa confusione non serve di sicuro!

Il pastore attacca ancora un paio di campane al collo delle pecore, mentre gli animali si aggirano sulla spianata, ansiosi di partire, affamati. Il sole splende, qualche nuvola si rincorre nel cielo, sembra la giornata giusta per arrivare in montagna, niente a che fare con il diluvio dell’anno prima.

Una pecora ha partorito appena dopo essere scesa dai camion: i fogli presentati dal pastore all’ASL ed in Comune non sono già più corretti, il numero dei capi monticati non corrisponde già più a quello indicato! La madre lecca il piccolo, poi l’agnello verrà caricato nel retro del fuoristrada, in attesa di raggiungere i pascoli.

Si parte! Fulvio chiama gli animali, che lo seguono immediatamente, ed urla qualche comando ai cani, poi spiega agli aiutanti dove posizionarsi, per evitare problemi nel passaggio tra le case. Un agnello corre davanti al gregge, come impazzito, e sarà necessario rincorrerlo per rimetterlo al suo posto.

Il momento più difficile è quello dell’attraversamento del paese: si tratta di pochi attimi, ma c’è sempre una cancellata, un muretto, una recinzione, un cancello aperto che possono dividere gli animali. Avanti, avanti, bisogna camminare veloci! Milena guida la transumanza insieme al papà, dietro il gregge si allunga in un fiume bianco che pare infinito.

Davanti c’è un fuoristrada con il lampeggiante, per avvisare della transumanza in arrivo. Il gregge infatti deve percorrere un breve tratto della statale, ma per fortuna c’è poco traffico e si procede spediti. Ancora qualche passo e si svolterà verso la strada che sale a Grand Puy, lasciando il fondovalle e puntando ai pendii erbosi.

C’era poca gente a Pragelato, sembrava quasi un paese deserto. Qualche turista infagottato nelle giacche a vento, tutti gli altri arriveranno dopo, quando inizieranno le vacanze ed… il bel tempo? Il gregge continua ad avanzare, gli uomini hanno già caldo, il sole è forte, anche se in cielo aumentano le nuvole. "Pioverà, verrà a piovere di sicuro. Ho lasciato l’ombrello nel fuoristrada…". Il pastore sente già il maltempo in arrivo.

Il fondovalle si allontana, il cielo è sempre più grigio, ma non ci si può ancora fermare, perchè quelli circostanti sono pascoli destinati alle mandrie di vacche. Il gregge deve salire ancora… ed il pastore allunga il passo, chiacchiera, scherza, racconta novità ed aneddoti.

Clà alterna le foto ai filmati, e così ci riprende tutti quanti, mentre discutiamo di lupi e di dove salirà quest’anno il Pastore con il suo gregge.

Poi viene il momento di svoltare lungo un sentiero che conduce direttamente nei pascoli. Questo è il filmato di Clà…

…e questo è il mio, girato più o meno nello stesso momento. Intanto, dietro al gregge sta salendo anche un altro amico del blog, FA. Questa transumanza sta diventando un punto di incontro molto reale, com’è giusto che sia!

Clà mi immortala mentre sono "al lavoro" con la macchina fotografica. E così mi vedete anche dal vivo, in versione reporter pastorale! Il gregge intanto, incurante di noi, continua ad avanzare lentamente. Ci fermiamo un attimo a chiacchierare, dopo le presentazioni di rito, ed FA ci accompagna per un tratto. Il cielo è diventato decisamente scuro e l’aria sa di pioggia.

Fulvio ha condotto le pecore nei pascoli di Grand Puy, appena sotto la strada. I cani sorvegliano dall’alto, mentre la perturbazione sta già investendo la Val Troncea ed il fondovalle. Anche quest’anno il gregge sarà accolto dal maltempo! I pastori devono tirare le reti a protezione di un orto e preparare il recinto dove chiudere le pecore degli agnelli. Mentre si occupano di questi lavori, arriva la pioggia.

Ed è pioggia battente, rovesci di acqua che fanno sì che le pecore smettano di mangiare e si ammucchino tutte in un angolo, cercando di ripararsi contro le compagne. I pastori si aggirano in mezzo al gregge per cercare le madri e portare gli agnelli. In questi momenti la pastorizia ha molto poco di romantico, di piacevole… Poi si cercherà un posto più o meno riparato dove pranzare, ma noi "reporter" abbiamo un’altra meta, un’altra transumanza da immortalare.

An unusual experience

Per continuare il discorso sulla possibilità di riuscire ad organizzare i propri spostamenti… sono ancora qui e non sui monti. Così vi regalo le immagini ed un breve racconto della mia visita a Fulvio in compagnia degli ospiti Americani.

Per loro è stata una bella esperienza, sicuramente inusuale e… che non avrebbero mai potuto vivere altrimenti. Quindi si sono profusi in ringraziamenti… Ma è stato piacevole per tutti, anche perchè Peter è un amante ed esperto degli animali. Fulvio l’ha subito capito, nonostante l’ostacolo della lingua. Insomma, questo è un mondo che non ha confini ed incredibilmente un pastore della Val d’Angrogna può dialogare con un Texano, a volte persino senza le mie traduzioni!

Una foto ricordo dell’incontro, con i cani che facevano a gara per accaparrarsi le coccole di Maureen e Megan, come se le conoscessero da sempre. E per me non poco lavoro nella traduzione Inglese-Piemontese e viceversa! Tante erano le curiosità dell’ospite: momento della nascita degli agnelli, periodo di maggiore vendita, guadagni del pastore, spese per l’affitto dell’alpeggio, tosatura, percorso e modalità della transumanza, ma anche razze degli animali, il problema del lupo, il comportamento dei cani da difesa, e così via. Per me è stato ugualmente interessante sentire parlare dei lama usati per la difesa delle greggi, ma anche apprendere che Los Angeles ed altre grandi città degli States utilizzano greggi di pecore e/o capre per la pulizia di certi parchi cittadini. Ho pure scoperto che l’iniziativa di portare le pecore nel verde pubblico di Torino ha varcato l’Oceano ed è arrivata sui media americani. E che dire di quelle greggi che, in Texas, vengono utilizzate per il pascolamento intorno alle aree petrolifere? Lì non si possono usare macchinari che producano scintille, quindi si ricorre alle pecore!!!

Siamo rimasti a lungo lassù in alta Val Chisone, in una giornata autunnale dalle luci calde, ma dalle temperature rigide e dal vento… per fortuna meno forte che al mattino, a quanto ci ha raccontato Fulvio. Poi l’abbiamo salutato e siamo ridiscesi a valle, mentre mostravo loro a grandi linee quale sarà il percorso della transumanza nei prossimi giorni. "Dopo il 10 devo scendere qui da Grand Puy…". E allora via, lungo la solita strada, quella che ormai conosco pure io. Tappa dopo tappa, sempre pascolando, fin giù all’Astigiano.

Appuntamenti e vostri "reportages"

Cominciamo con gli appuntamenti: nel fine settimana, si può andare a Pragelato per Miss Mucca, l’annuale rassegna di… bellezza bovina! Qui trovate il programma completo della manifestazione: si inizia sabato 19 luglio alle ore 15:00 con l’arrivo degli animali in frazione Rivets di Pragelato e si termina domenica 20 alle ore 17 con la rudunà per le vie del paese dopo la premiazione (ore 16) degli animali.

In questa singolare "rassegna di bellezza", i rudun vengono attribuiti alle miss più belle, più simpatiche… Il tutto in una cornice di mercatino di prodotti tipici, degustazioni, prove di caseificazione e così via. Altra festa al Moncenisio domenica 20 luglio: è la volta della tradizionale Festa dell’Alpage, tra bancarelle, corse podistiche e MTB, pranzo, musica, artigianato… Segnalo ancora "Benvenuti in alpeggio 2008" organizzato da Coldiretti Cuneo con APA e Coalvi, con tre appuntamenti il 19 luglio ad Oncino (Alpeggio Rocca Bianca), il 26 luglio nel Vallone dell’Arma (Alpe Valcavera, Valle Stura di Demonte) e il 2 agosto in Valle Ellero (Alpe Pizzo). Se sapete di altre iniziative nella vostra zona… segnalatemele! Di sicuro in queste settimane ce ne saranno tante! Io invece sabato 26 luglio sarò ad Oncino (Valle Po) nell’ambito della festa dei margari, per presentare le immagini di "Vita d’alpeggio" e di "Dove vai pastore?" (ore 21:00 circa…).

Veniamo a voi, che girate per alpeggi con la macchina fotografica. Mauro è andato in Val Germanasca ed è passato dalle Miande Selle. Mi ha detto che i margari mi conoscono…

Certo, sono i signori Agù, fratello e sorella, da anni in questo alpeggio. Ero più spesso da quelle parti quando Il Pastore saliva con il suo gregge ai Tredici Laghi…

Giacomo invece continua a girare per i sentieri della sua valle (la Valchiusella) ed all’Alpe Cavallo ha trovato Domenico. "Qualche anno fa ha perso a distanza di pochi anni, l’uno dall’altro, i genitori. Da allora  accudisce da solo ad una dozzina di mucche.  Non guida l’auto, e così le provviste gliele portano le due sorelle ed un cognato. L’alpeggio è raggiungibile in un’ora di marcia dalla carrozzabile."

"A Pasquere salgono Olga e Rocco, con loro i figli Romina, 11 anni  e Bruno,  di 4". Ecco madre e figlia al pascolo della mandria…

Più a monte, all’alpe Balma, Vittorio, il fratello di Rocco. Fa piacere vedere dei giovani ancora alle prese con questo mestiere, anche in vallate difficili come questa. Sicuramente tutti loro avranno apprezzato la visita di Giacomo, una chiacchierata è sempre gradita, rappresenta un diversivo, un’occasione per avere qualche notizia. Oggi, con i telefonini, si è meno isolati, ma potersi sedere a mangiare un boccone di pane e toma, pane e salame, chiacchierando con un amico fa sempre piacere!