Transumanze

Oggi un post dedicato alle vostre foto con una breve parentesi introduttiva: vi volevo ricordare questa sera la presentazione di “Di questo lavoro mi piace tutto” alla Biblioteca di Champdepraz (AO).

(Foto G.Grosso)

In attesa di andare a presentare il libro anche in Valchiusella il 14 dicembre prossimo, a Brosso, ecco la mandria di Giorgio di ritorno dai monti, proprio all’ingresso del paese che mi ospiterà tra poco meno di un mese.

(Foto G.Grosso)

Restiamo in Valchiusella con un’altra transumanza autunnale, quella della mandria di Vittorio, diretta ad Inverso. Come sempre grazie all’amico Giacomo che ci documenta questi momenti della vita della sua valle.

(Foto C.Dosio)

Queste invece sono immagini di una piccola transumanza, quando Cristina e suo papà agli inizi di ottobre sono andati a riprendere le pecore che erano state date in guardia al pastore Fulvio per la stagione estiva.

(Foto C.Dosio)

Ci sono sempre imprevisti, nel mestiere del pastore. “…doveva esserci il camion… l’orario era per le 14, poi ha chiamato dicendo che tardava, non prima delle 15, aspettiamo, aspettiamo, con le pecore piene è ancora andata, le abbiamo fermate nella pineta per quasi due ore! Ebbene sì… abbiam poi caricato alle 17.45!“.

(Foto C.Dosio)

Ed ecco finalmente le pecore che salgono velocemente sul camion per rientrare a casa, per loro la stagione d’alpeggio è terminata, invece il gregge con cui hanno trascorso l’estate scenderà lentamente a piedi nelle settimane successive.

(Foto C.Dosio)

Ultime parole con il pastore e poi si ripartirà. C’è chi per anni manda le pecore sempre in guardia allo stesso pastore e chi invece, insoddisfatto, cambia ogni tanto, cercando il custode giusto per i propri animali.

(Foto C.Borrini)

Carlo invece mi aveva mandato un’e-mail ricca di immagini di transumanze, ma oggi inizio a mostrarvi quelle di Novalesa. “Avevamo programmato di assistere alla Festa della Transumanza di Novalesa. Altre due belle giornate anche se il tempo non è stato molto clemente. La prima con la visita all’Abbazia Benedettina e l’incontro anche con una mandria di vacche“.

(Foto C.Borrini)

Il passaggio del gregge nel centro di Novalesa. Queste sono delle iniziative bellissime dal punto di vista folkloristico e turistico a cui bisognerebbe abbinare qualcosa che spieghi al turista o all’uomo della  strada che, con quegli animali, vivono delle persone umane giorno e notte, 365 giorni all’anno con mille problemi, che vanno rispettate e non ostacolate nello  sviluppo del loro lavoro già molto complicato.

(Foto C.Borrini)

Concludiamo con questa bella immagine della via di Novalesa completamente occupata dal gregge.

Colgo l’occasione, con questo post dedicato alle immagini ed ai reportage degli amici, per ringraziare tutti i nuovi lettori del blog. Da qualche settimana sono aumentati in maniera considerevole (come e perchè non lo so!) ed attualmente queste pagine registrano oltre 1500 accessi medi giornalieri Grazie a tutti per l’interesse che dimostrate a questo argomento apparentemente dimenticato e “marginale”.

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La transumanza con la pioggia

La due giorni delle transumanze (erano numerose le iniziative organizzate in tutto il Piemonte) si è svolta all’insegna del tempo autunnale, umido e talvolta decisamente piovoso. Per gli allevatori, anche se avrebbero preferito il sole, quello che era da fare si faceva lo stesso… L’afflusso di turisti invece ne ha risentito.

Vi parlerò ovviamente di Novalesa, dove ho partecipato a diverse iniziative. Ha avuto un buon successo la mostra targata ProPast “Pastori piemontesi nel XXI secolo”, che dopo questa inaugurazione verrà esposta in numerose altre occasioni. Grande pubblico anche per la presentazione ufficiale di “Di questo lavoro mi piace tutto”, tenutasi alla sera  insieme alla proiezione di un film sulla transumanza 2011 a cura di Pietro Rivetti, alla lettura di testi da parte dei bambini delle scuole ed alle evocative immagini dell’amica Barbara Stefanelli.

Il giorno successivo al mattino non si incontrava quasi nessuno per le pittoresche vie del borgo. Gli espositori stavano allestendo i loro stand e gli abitanti del paese svolgevano le loro abituali attività domenicali, ma la pioggerella sottile faceva presagire poco di buono. Intanto si rincorrevano voci sulla reale posizione del gregge, che la sera prima non era sceso a valle.

Gli stand potevano essere visitati con tutta calma, apprezzando i caldi colori naturali della lana e dei manufatti  esposti da Gaia, proveniente dalla provincia di Verbania, o i colori più accesi della ligure “La Matassa Ultravioletta“.

Giangili il cantastorie non aveva potuto installare tutti i suoi pannelli e si era rifugiato con la sua musica meccanica al riparo di un portico ed intratteneva i primi visitatori con le sue suggestioni fatte di suoni, colori e parole.

Sasha e le sue creazioni in feltro si erano rifugiate in un altro androne delle case e cortili  che si affacciavano sulla Via Maestra, dove nel pomeriggio era attesa la transumanza. Sua mamma filava, suo papà suonava, coadiuvato dai nipoti, e si continuava a guardare all’insù aspettando che smettesse di piovere.

All’imbocco della via c’erano gli amici Silvio e Tiziana (prossimi alle nozze, auguri!). Silvio d’le cioche aveva creato nuove campane per l’occasione ed ancora una volta ha voluto omaggiarmi di un nuovo elemento che andrà ad arricchire la melodia della nostra prossima transumanza.

C’era poi dell’artigianato a tema pastorale, simpatiche  idee per rallegrare la nostra casa anche senza avere animali  “vivi” a cui dover pensare quotidianamente.

Non mancavano due espositori di formaggi ed alcune altre bancarelle di prodotti agroalimentari, dai salami alle mele, dalle zucche alle patate. Ma il gregge, dov’è??? Intanto, per fortuna, nel primo pomeriggio aveva smesso di piovere ed era uscito qualche timido raggio di sole.

Forse erano state le melodie delle campane di Giovanni Mocchi a far sì che la festa potesse essere tale, senza la pioggia (utile sì, ma in questo caso guastafeste?).

Mentre finalmente il gregge era stato avvistato, durante la sua discesa scenografica lungo le le strette curve della pista che porta all’Alpe Prapiano, cavalli e cavalieri hanno dato il via alla sfilata nella via. Complice il meteo, anche il pubblico stava  iniziando ad arrivare. Non erano le folle dello scorso anno, quando la meravigliosa giornata di sole aveva richiamato migliaia di persone, ma comunque sui due lati della strada iniziavano ad esserci le “due ali di folla” come ad una tappa del Giro d’Italia.

Prima delle pecore, ecco un margaro locale con le sue vacche, che attraversano il paese orgogliosamente a testa alta, facendo risuonare  i rudun indossati  per l’occasione.

Ancora qualche minuto di attesa e poi finalmente il fiume di pecore invade Novalesa. Anche se è una scena già vista, anche se è un’esperienza già vissuta decine e decine di volte, in tante transumanze, l’emozione è sempre forte, lo spettacolo unico, magico, senza tempo.

Far passare qui una transumanza è un’idea vincente. La cornice del paese è un qualcosa di speciale, dare a gregge e pastori la Via Maestra è renderli protagonisti, dire che sono loro al primo posto nella vita delle Terre  Alte, delle nostre montagne.

Belati, campanelle, le esclamazioni stupite dei bambini, il gregge scorre per lunghi interminabili minuti. La domanda più comune riguarda il “quante sono”, poi c’è chi immagina chissà quanti padroni o ancora chissà quale destino per i giorni a venire. Non tutti conoscono il pascolo vagante…

Il  gregge man mano esce dal paese, la fila si assottiglia, ma non si spezza come lo scorso anno, anche perchè c’è meno gente e premere lungo i fianchi, a mettersi in mezzo per scattare foto, filmare o accarezzare un agnello.

La  fine della colonna, dopo resterà solo lo “sporco” sul selciato. Ma Novalesa è un paese antico, c’è modo di far passare l’acqua del Cenischia e lavare tutto in poco tempo. La gente se ne va insieme alle pecore, segue il gregge domandandosi dove andrà.

La tappa per quella sera è nei prati vicini all’abbazia, poi l’indomani verranno i camion a caricare il gregge. “Scende con i camion perchè lo scorso anno, a piedi, ha tribolato troppo“, spiega alla gente che fa domande uno degli aiutanti del pastore. “Verranno a caricarne un primo gruppo, poi vanno giù e scaricano, poi vengono a prendere le altre. Non c’erano 9 camion liberi tutti insieme“. Ora ho capito perchè il gregge non è sceso la sera prima, dev’esserci erba per sfamare gli animali fin quando si completeranno queste lunghe e difficili operazioni. Ma la gente che ride, chiacchiera, saluta il pastore queste cose non le immagina…

Dovete esserci!

Cari amici  di questo blog… Se siete Piemontesi, non potete mancare a queste   iniziative!!! (E se non lo siete vi accoglieremo ancora più volentieri!) Scherzi a parte, spero di incontrarvi in occasione di questi importanti eventi pensati per avvicinare il mondo degli alpeggi e della pastorizia al “grande pubblico”. Una delle premesse per garantire continuità all’attività tradizionale di pastori e margari è proprio quella di essere conosciuta e valorizzata, di modo che anche i suoi prodotti vengano ricercati ed apprezzati.

Oggi e domani vi aspetto a Novalesa per la Giornata della Transumanza. Anche se il meteo non è dei migliori, l’attività dei pastori avviene sempre e comunque, quindi è importante che siate voi a far sentire loro il vostro calore e la vostra presenza. Anzi, sarà proprio vivendo una transumanza autunnale, forse bagnata (domani il tempo dovrebbe migliorare) che capirete meglio cosa vuol dire fare il pastore.

La manifestazione si apre oggi alle 16:00 con l’inaugurazione della “mia” mostra fotografica targata Propast, sui ” Pastori piemontesi del XXI secolo”, con proiezione di immagini sulla pastorizia. Segue, stasera alle 21:00, la prima presentazione ufficiale di “Di questo lavoro mi piace tutto“, il mio ultimo libro. Il tutto nella sala polivalente di Novalesa. Sempre questa sera, proiezione di foto dell’amica Barbara Stefanelli e presentazione della mostra di campanacci di tutto il mondo di Giovanni Mocchi. Filmato sulla transumanza dello scorso anno di Piero Rivetti. Domani, domenica 30 settembre, nei vicoli e nelle piazzette adiacenti a Via Maestra, dalle 9:00 alle 18:00 banchi espositivi a tema allevamento e pastorizia, degustazione di patate presso l’ex municipio. Intorno alle 14:30, discesa di mandrie e greggi lungo la Via Maestra: cavalli del Comitato Regionale Piemonte Fitetrc-Ante, asini, mucche e pecore, fra cui un gregge di circa 3.000 capi.  Nel corso della giornata è attivo un servizio di minibus per le visite all’abbazia dei SS. Pietro e Andrea e per scoprire gli altri siti culturali di Novalesa (chiesa parrocchiale di Santo Stefano, museo etnografico di vita montana in Val Cenischia, casa degli affreschi…). La mostra sui pastori piemontesi sarà visitabile tutto il giorno nella Sala Polivalente.                                    Informazioni: Comune, tel. 0122/653333.

Inizio ad anticiparvi un altro importante evento che si terrà a Saluzzo nel mese di ottobre.  FORM-ALP formaggi di montagna, Mostra mercato di formaggi d’alpeggio e di formaggi ovicaprini artigianali di montagna nella”capitale dei margari” il 13 e 14 ottobre, organizzato nell’ambito del progetto ProPast. Riporto di seguito il programma.

SALUZZO
Antiche Scuderie Fondazione Amleto Bertoni
(Piazza Montebello, 1)
Ingresso gratuito
Degustazioni gratuite con possibilità di prenotazione a partire da sabato 13 ottobre dalle ore 16.00 in sede fieristica, fino a 10 minuti prima della degustazione fino ad esaurimento posti (max 30-35)
Sabato 13 ottobre 2012
ore 16.00 – Presentazione della Mostra curata da  Propast “Pastori Piemontesi del XXI secolo” a cura di Marzia Verona.
La mostra “Pastori Piemontesi del XXI secolo” sarà visitabile per tutta la Fiera: una mostra fotografica per presentare il quadro generale della pastorizia piemontese attuale, la storia, i numeri, le razze allevate, i protagonisti e le principali problematiche
ore 16.30 – Incontro aperto al pubblico sul tema:
La valorizzazione del latte e della carne ovicaprina: aspetti normativi, prospettive economiche, condizioni per la costruzione di filiere ‘pastorali’ locali”
Moderazione: Michele Corti – progetto Propast
Relatori: Guido Tallone (trasformazione latte), Emilia Brezzo (trasformazione carne), i veterinari del Servizio Veterinario ASL CN 1 di Saluzzo  (Dario Gentile, Ponso Mario, Martinelli Giancarlo per gli aspetti igienico-sanitari)Piero Sardo (Slow Food).
Seguiranno interventi dei produttori.
ore 18.30 – Presentazione del libro “Formaggi d’altura” di Beppe Caldera (Ed. Vivalda), con la partecipazione dell’autore.
Il volume rappreseneta un viaggio tra 175 alpeggi in 75 vallate delle Alpi tra Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Per ogni tappa una scheda informativa e la relativa documentazione fotografica. Un cammino sulla via dei formaggi di malga, d’alpeggio e di grangia, per scoprire un arcobaleno di produzioni e di sapori che sanno restituire il gusto della montagna e della professione universale del pastore-casaro. Un libro speciale che stimola la scoperta personale, invita a una sorta di caccia ai tesori delle nostre terre alte dove le vacche d’alpeggio danno una materia prima con la quale nascono prodotti straordinari, capaci di trasmettere i sapori della terra. Tutto ciò grazie alla natura particolare degli ingredienti di base, cui si associa il sapere antico della tradizione che ha saputo adattarsi alle tecnologie casearie più attuali per garantire, insieme alla qualità, gli standard igienici e la salubrità del prodotto.
Interverranno Beppe Caldera e Michele Corti
ore 19.30 – Al termine della presentazione degustazioni guidata a tema, condotta da maestri assaggiatori, tra cui Beppe Caldera (Onaf Torino) e Guido Tallone (Onaf Cuneo) con i formaggi d’alpeggio degli espositori
 
Domenica 14 ottobre 2012
Apertura della Mostra Mercato dalle ore 9.30 alle ore 19.30 con presenza di produttori d’alpeggio e di montagna delle province di Cuneo e Torino e di alcuni produttori di altre province piemontesi e della Lombardia. In vendita anche prodotti a base di carne ovicaprina e di lana
ore 10.00 – Incontro aperto al pubblico sul tema:
Gli alpeggi di fronte a nuovi e vecchi problemi. Basta la passione per continuare? Ne parlano i giovani protagonisti”
Introduzione: Michele Antonio Fino – Presidente Fondazione Amleto Bertoni
Moderazione: Luca Battaglini – Progetto Propast
Testimonianze di giovani alpeggiatori delle Valli di Cuneo e Torino coordinate da Luciano Varetto (Corriere di Saluzzo)
Interverrano : Enrico Raina (Regione Piemonte, Ufficio decentrato di Cuneo), Luigi Ferrero (Servizio Sviluppo zootecnica Regione Piemonte)
ore 12.30 – Degustazioni guidate a tema, condotte da maestri assaggiatori, tra cui Marco Imperiali (Onaf Varese) e Lorenzo Lenta (Onaf Torino), con formaggi ovicaprini artigianali d’alpeggio
ore 17.30 – Presentazione del libro “Di questo lavoro mi piace tutto. Giovani allevatori del XXI secolo”(Ed. L’artistica, Savigliano) di Marzia Verona
Ragazzie ragazze appassionati di allevamento, chi per tradizione, chi per scelta. Capre, vacche, pecore, da latte, da carne e persino “da compagnia” fanno da sfondo alle loro storie. C’è chi vive di allevamento, chi sta facendo di tutto per iniziare un’attività e chi invece è costretto a mantenere questo aspetto alla voce “hobby”. Attraverso le loro parole, raccolte tra il 2010 ed il 2012 in Piemonte, Valle d’Aosta, ma anche con contributi da altre parti d’Italia pervenuti attraverso il web, si va alla scoperta di un mondo dove ci sono persone che si rimboccano le maniche e si danno da fare per coronare il loro sogno attraverso un mestiere che concede poco o nulla al tempo libero.
Interverrà Marzia Verona
ore 18.30 – (a seguire la presentazione del libro)   Degustazioni guidate a tema, condotte da maestri assaggiatori, tra cui Marco Imperiali (Onaf Varese) e Lorenzo Lenta (Onaf Torino), con i formaggi vaccini e ovicaprini artigianali d’alpeggio
Nel corso della giornata sarà possibile partecipare ad alcune attività: organizzate da alcune delle ditte espositrici:
Mini-laboratori di lavorazione del feltro a cura di “La pecora nera” di Sasha De Bettini. (Az. agr. La Foulia di Bettini Luca, Torre Pellice -To)
Visita guidata (ore 10-12 e 14-19) ad un’azienda di margari e in particolare la stalla con gli animali (non solo bovini ma anche asini, pecore capre, oche, tacchini, conigli) nel comune di Saluzzo (Az. Agr. Aglì Stefano) svernante presso Cascina Colombero , Fraz. Cervignasco 4
I responsabili del progetto Propast (Luca Battaglini, Michele Corti, Marzia Verona saranno disponibili per spiegazioni sul progetto e sulla realtà pastorale attraverso l’illustrazione della Mostra e la presentazione delle aziende espositrici).
Organizzazione Fondazione Amleto Bertoni di Saluzzo (Cn), Progetto Propast Regione Piemonte, Agenform (Moretta, Cn)e con la collaborazione di Slow Food e Onaf con il patrocinio di Comune di Saluzzo, Arema, ADIALPI, Coldiretti, CIA e Confagricoltura.
Info: Segreteria Fondazione Bertoni Piazza Montebello, 1 12037 Saluzzo (CN)
Tel. 0175 43527 Fax 0175 42427 info@fondazionebertoni.it   www.fondazionebertoni.it/

La pastorizia “fa spettacolo”

Riprenderemo ancora il tema su cui vi ho lasciato riflettere per qualche giorno, tanto più che ho ricevuto commenti e contributi molto interessanti da chi lo ha letto. Adesso però è il caso di parlare di tante iniziative che vedranno la pastorizia protagonista nelle prossime settimane e non solo. Visto però lo stato dei fatti, mi auguro che ci siano sì occasioni di festa (ce n’è bisogno per tirare un po’ il fiato, perchè c’è davvero poco da festeggiare), ma che in tutte si trovi il momento e lo spazio per le riflessioni sulle problematiche, al fine di far sì che si tenti di risolverne almeno alcune.

Di iniziative a cui partecipare qua e là per l’Italia ce ne sono in abbondanza. Io vi parlo di quelle per le quali sono stata contattata, anche se non potrò prendere parte a tutte, per motivi logistici e… temporali! Questo sabato, in Val Chisone (TO), “Salita all’alpeggio” da Prà Catinat all’Alpe Selleries con la mandria della famiglia Agù. Cercate su Facebook la pagina de “La Formaggeria di Agù”.

Sempre questo fine settimana, mi volevano in Toscana, per la XVI Fiera dell’agnello e della pecora zerasca. Sarebbe stato bello fare un giro, chissà che il prossimo anno non si riesca ad organizzare qualcosa di ufficiale?

Qui l’intero programma, non trovo un sito ufficiale, ma solo articoli come questo qui.

Cambiamo zona, per questo evento il sito c’è ed è questo. Si tratta di partecipare ad una vera transumanza in Liguria, con l’unico pastore che ancora movimenta a piedi i suoi animali. L’appuntamento è per il 22-24 giugno 2012.

Se invece volete incontrare me, in attesa che inizino le presentazioni del mio nuovo libro (dall’autunno, anche se forse il libro uscirà prima), potreste venire a Frasso di Scopello (Valsesia, VC), il 23 giugno prossimo, per una serata in cui si parlerà di alpeggi e pastorizia nomade.

A fine mese invece sarò in aree lontane dal mio solito territorio. Ritroverò persone con le quali ho avuto modo di collaborare in passato (un fotografo rumeno, una giornalista giapponese) addirittura ad Amatrice. Sono stata invitata a partecipare a questo convegno, nell’ambito del Viaggio della Transumanza ad Amatrice (RI). Peccato non potersi fermare per vedere l’evento della transumanza, ma una visita al gregge la farò di sicuro!

Sull’argomento e per conoscere altre date, altri appuntamenti, vi consiglio anche questo articolo su Qualeformaggio.

Un’ultima considerazione personale… Considero queste iniziative una buona opportunità innanzitutto per far conoscere la pastorizia e mettere in contatto il pubblico con la sua realtà. L’importante però è aver ben chiare alcune cose: la transumanza è sì una festa, ma quelle che vedrete saranno comunque “ad uso turistico”, quindi la vera transumanza è ancora diversa. La seconda è che bisogna sì parlare di pastorizia, transumanze, ecc…, ma non bisogna nemmeno esagerare “costruendo” eventi ad hoc, dove allevatori ed animali “sono lì apposta”. La transumanza è sì uno spettacolo, ma non trasformiamola in un circo.

A tal proposito, vi anticipo che anche quest’anno, in occasione della discesa del gregge che montica all’Alpe Tour di Novalesa, il Comune organizzerà nuovamente una festa a tema con la pastorizia, evento clou della quale sarà il passaggio degli animali nel centro del paese. Prima e dopo potremo ammirare nei cortili e per le vie bancarelle dove trovare lana, feltro, campane, formaggi e molto altro. Ma avremo modo di riparlarne!! L’appuntamento comunque sarà per il 29-30 settembre.

Gli amici del blog

Ogni tanto capita di incontrare e conoscere qualcuno di voi. L'altro giorno a Novalesa eravate in tanti, molti di voi (anche persone che già conoscevo) non li ho nemmeno visti! Però permettetemi qui di ringraziare alcune persone. Daniela e sua mamma dalla provincia di Como, loro stesse allevatrici, che si sono prese due giorni di "vacanza" per venire ad assistere alla festa: "…perchè da noi queste cose non si fanno!".

Ringrazio Giovanni Mocchi per le foto che mi mancavano, cioè quelle delle fasi finali della transumanza in cui qualche pecora ed un buon numero di agnelli sono rimasti indietro, facendoci sudare per ricondurli fino al prato dove il resto del gregge era già arrivato.

Sì, ci sono anch'io… E pure il Vicesindaco, che tanto si è speso per la buona riuscita di quest'evento. A proposito, passato qualche giorno per tirare il fiato, adesso già si pensa al prossimo anno. Se quindi qualche espositore "a tema" fosse interessato, fatevi vivi che prendiamo nota per la prossima edizione!
Ringrazio tutti coloro che hanno inserito le loro foto su Facebook. Vi segnalo che quest'anno il gregge sta continuando la transumanza a piedi: niente camion, ho visto le tracce del passaggio in Val di Susa e poi le pecore da lontano…

Questo rudun lo abbiamo ammirato anche a Novalesa, ma Alessandra mi aveva inviato la sua foto insieme ad altre, scattate alla "Festa del Plaisentif" tenutasi a fine settembre al Rifugio Selleries in Val Chisone. Qui vedete come sfondo l'alpeggio Selleries.

In occasione di quella festa erano stati esposti numerosi rudun degli allevatori locali (famiglia Agù, parenti ed amici). Ricordo che il Plaisentif è un particolare formaggio che viene prodotto ad inizio stagione in alcuni alpeggi tra Val Chisone e Val di Susa, la cui vendita è consentita solo dopo opportuna stagionatura e marchiatura a partire dalla fine di settembre.

Ecco Marco Agù ed altri ragazzini alle prese con la rudunà finale. Grazie Alessandra per queste foto.

Grazie anche a degli amici "sconosciuti", Patrizia e Claudio da Garda (VR), la cui busta gonfia di una sorpresa ho trovato ieri nella buca delle lettere. Gesti inattesi come questi ricompensano di delusioni, di parole che sembrano gettate al vento.

Avvicinare la pastorizia alla gente: com'è andata a Novalesa

E alla fine a Novalesa è andato tutto bene, con grande soddisfazione degli organizzatori, degli espositori e dei protagonisti. Non sono mancati momenti impegnativi, apprensione, incertezza, ma ieri sera tutti hanno tirato un respiro di sollievo e hanno dichiarato chiusa la prima Festa della Transumanza con successo.

Già sabato sera si era contenti per l'ottima affluenza del pubblico sia alla conferenza del pomeriggio, tenuta da EFFEPI sul tema degli alpeggi, sia alla mia proiezione serale di foto sulla pastorizia. Non sono mancate emozionanti letture delle testimonianze di allevatori locali, dibattito sullo stato attuale degli alpeggi e della montagna, per finire con un'interessante viaggio virtuale tra i campanacci con uso rituale in Europa, grazie a Giovanni Mocchi. Nonostante il tempo inclemente (vento freddo, neve in quota e pioggerella in paese), la sala era gremita e si è svuotata solo a tarda ora.

E proprio le campane di Giovanni erano una delle prime cose che il pubblico poteva incontrare arrivando nel borgo di Novalesa. Una collezione rigorosamente "da toccare" ed a tutti i bambini presenti non pareva vero di poter strimpellare allegramente senza che nessuno li sgridasse. Campane dalla Sardegna, dal Tibet e dall'Africa, le campane autriache usate in una cerimonia "per far crescere l'erba", quelle dell'isola di Creta e quelle turche…

Le bancarelle erano tutte rigorosamente a tema: o legate alla pastorizia, o di produttori del territorio (miele, patate e salumi di produttori novalicensi). Silvia e Andrea, dell'alpeggio Pravaren, offrivano al pubblico i loro formaggi a latte misto o puro bovino, ovino e caprino. Nonostante la concomitanza con la fiera della toma a Condove (di cui vi parlerò prossimamente), dopo i primi momenti di incertezza mattutina, le vie di Novalesa hanno però poi iniziato ad animarsi e le bancarelle ad essere punto di sosta per clienti e curiosi.

Tra i vicoli ed i cortili di Novalesa erano stati sistemati tutti i vari espositori, in una collocazione molto scenografica e pittoresca che ha permesso al pubblico di andare alla scoperta anche degli angoli più nascosti di questo antico borgo della Val Cenischia. Sasha De Bettini esponeva il suo feltro e dava dimostrazioni di come lavorare la lana cardata per ottenere piccoli oggetti in feltro. Nonostante tutta quella lana, al mattino però c'era da rabbrividire per l'aria frizzante. Il maltempo però se n'era andato, regalando una bella giornata tersa.

La mamma di Sasha invece dava dimostrazioni di come filare la lana secondo l'antico metodo casalingo. Sono state numerose le persone che si sono fermate ad osservare, facendo domande e toccando con mano le caratteristiche delle lane provenienti da pecore di razze diverse. Sasha è lei stessa allevatrice di pecore sambucane in Val Pellice.

Tra gli altri espositori artigiani o hobbisti che mostravano i loro prodotti legati al mondo della pastorizia, c'era Alessandra che, per passione, crea oggettistica legata al mondo dell'allevamento e, su commissione, dipinge scene pastorali e d'alpeggio sui rudun. Anche lei amica di questo blog, come molti altri dei presenti e del pubblico, che ogni tanto mi incontravano e mi fermavano per le vie di Novalesa, salutandomi e facendosi riconoscere. Grazie anche a tutti loro, a tutti voi, che avete contribuito alla riuscita di questo evento.

In fondo alla Via Maestra c'era l'amico Silvio che abbiamo imparato a conoscere in questi anni. Il suo stand era ricco di "nuovi prodotti", creati anche a tema per l'evento. Qui lo vediamo in compagnia di Giovanni Mocchi che, dopo tanti scambi telematici, finalmente può discutere faccia a faccia con questo nostro simpatico appassionato di cioche e di animali. Questa bancarella, nel corso della giornata, è stata punto di ritrovo ed incontro per moltissime persone "del mestiere", venuti anche da altre vallate del Piemonte per vedere questa Festa.

Gregge e pastori intanto attendevano nei prati tra l'Abazia ed il torrente. Chi frequenta questo blog da anni avrà sicuramente riconosciuto questi animali, che un tempo erano spesso protagonisti di queste pagine. Si tratta di una delle greggi più imponenti del Piemonte e, a detta dei più (come si sentiva continuamente ripetere dagli intenditori presenti) quello con gli animali più belli. "Tutte uguali, guarda…". C'era chi discuteva con competenza sulla bellezza della Bergamasca contrapposta alla Biellese e chi invece per la prima volta vedeva dal vivo una pecora ed una capra, cercando di capirne le differenze. Nonostante il sorriso che questo può suscitare in alcuni di noi, ciò fa capire quanto siano importanti questi eventi in un mondo che sempre più si sta allontanando da semplici aspetti di vita rurale, quotidiana.

Con un pizzico di preoccupazione, nel primissimo pomeriggio ci si aggirava per le vie di Novalesa che ancora stentavano ad animarsi davvero. C'era sì gente, ma non il grande pubblico. Però tutti stavano attendendo l'evento clou, il passaggio degli animali, previsto all'incirca per le 15:00. Ed infatti, nell'approssimarsi di quell'ora, all'improvviso la fila di macchine intorno al paese si era allungata ed il percorso previsto per la transumanza si era assiepato di pubblico, che attendeva paziente armato di macchine fotografiche di ogni tipo.

Attendendo gli animali, c'è tempo di continuare ad aggirarsi tra le bancarelle, immergendosi ancora una volta nelle emozioni suscitate dalle lane, dai gioielli (in lana!) e dai manufatti di Lalazoo. Forse non sarà facile accostare immediatamente il gregge che tra poco transiterà a questi oggetti d'artigianato, ma è quindi ancor più fondamentale che si incontrino proprio qui per far capire al pubblico il vero significato di filiera.

La banda del paese, con moltissimi giovani e giovanissimi tra le sue fila, intratteneva il pubblico sempre più numeroso. E' vero, gli animali non sono stati puntualissimi, ma bisogna tener conto del fatto che non è per niente semplice mettere in movimento (per di più verso una meta così affollata ed inusuale) bestie che fino a poche ore prima erano state tra gli spazi sconfinati degli alpeggi.

Nella piazzetta accanto alla chiesa ad intrattenere il pubblico era l'eclettico Giangili con la sua musica meccanica, le sue storie e suggestioni, condite con un pizzico di magia ed il suono del suo organetto. Grandi e piccini si sono fermati ad ascoltare e chiacchierare con lui, per sfuggire per qualche istante alla grigia realtà quotidiana.

Poi, precedute dalle voci che ne annunciavano l'arrivo, ecco le prime transumanze. Si è iniziato con il potente suono dei rudun al collo delle vacche. Gli animali si sono sgranati lungo la via camminando lenti e maestosi, senza incutere timore nemmeno ai più piccoli che osservavano con crescente curiosità ed eccitazione.

Dopo è stata la volta degli asini della famiglia Aschieris, che hanno regalato un tocco di antico facendo ricordare quando asini, muli e cavalli erano gli unici mezzi di locomozione che transitavano per questa stretta via tra le case. Lo testimoniavano gli anelli a cui venivano legati, ancora presenti sui muri di alcune abitazioni.

La sfilata poi è toccata al giovane Francesco, che è transitato nel paese con il suo gregge. Dobbiamo dire che il merito di gran parte di tutto quest'evento è di suo papà Tullio, che ha fortemente voluto l'organizzazione di questa festa e che si è adoperato con tutte le sue forze per la sua realizzazione.

Una brevissima pausa per far sì che il gregge si compattasse all'inizio della via e poi anche il gregge del pastore Albino ha iniziato la sua discesa, preceduto da alcuni bambini e ragazzini festanti che camminavano a passo di marcia. Alle spalle del pastore un fiume bianco che ha continuato a scorrere per lunghissimi minuti tra l'entusiasmo e lo stupore di tutti.

Nell'osservare questo spettacolo in un posto del genere, con così tanti animali bellissimi a vedersi, per una volta non ho più avuto niente da invidiare alle feste della transumanza d'oltralpe. Era una gioia per gli occhi ed un'emozione che ha coinvolto tutti i presenti, anche i più scettici sulla riuscita dell'evento.

Ho filmato solo alcuni istanti dell'interminabile transito delle pecore, giusto per darvi un'idea di cosa sia stato. Questo è ciò che i pastori vaganti vivono quotidianamente, ma che quasi nessuno conosce. Come già vi dicevo la settimana scorsa parlandovi della festa a Pont Canavese, l'augurio è che sempre più persone, vivendo questi brevi attimi, imparino a conoscere il mondo della pastorizia e lo rispettino, ne cerchino i prodotti, entrino in contatto con i pastori.

Ed il contatto fisico era cercato costantemente: quando mai ricapiterà di accarezzare una pecora, un agnello? Niente realtà virtuale per grandi e piccini, ma qualcosa di molto più affascinante. Il gregge sta finendo di transitare, la fila si è allungata sempre più, sia per effetto della strettoia, un po' anche per gli animali spaventati dalla folla e dalla moltitudine di fotografi, ma anche per la stanchezza dei più piccoli che non riuscivano a tenere il ritmo della colonna.

Per un attimo la fila si spezza e sono momenti difficili. Senza pecore adulte davanti a chiamarli, gli agnelli si sentono persi. Anche se tutti quelli più piccoli, nati da poco, erano rimasti nel prato, questo gruppetto finale fa sudare sette camicie ai pastori ed a quegli amici volenterosi (un grazie speciale a Giò e Clà!) che spontaneamente si affiancano loro per evitare incidenti. Spingi, incita, tira, impreca… Sono lunghi minuti tra la folla che non capisce bene cosa sta succedendo e talvolta si mette di mezzo, intralciando ancora di più la marcia.

Alla fine però tutto finisce bene e si raggiunge il resto del gregge, dove già le madri stavano chiamando a gran voce i loro piccoli temporaneamente dispersi. Si tira un sospiro di sollievo e, pur consapevoli del fatto che la festa per i pastori ha comportato un lavoro aggiuntivo ed un trambusto non indifferente, si può concludere con soddisfazione la giornata.

Il gregge attende nel prato già all'ombra. Il pubblico sta allontanandosi da Novalesa, resta qualcuno a salutare i pastori, che proseguiranno ancora la loro giornata fino a notte. Perchè gli animali devono pascolare, perchè l'indomani inizierà la stagione del pascolo vagante.

Novalesa sta tornando silenziosa, Luca suona ancora un'ultima melodia e poi sarà ora di andarsene tutti, lasciando il paese ed i suoi abitanti al tranquillo ritmo quotidiano di un paese di montagna che conta meno di 600 residenti. Le impressioni raccolte qua e là sono tutte positive. Gli espositori parlano di "gente simpatica", gli amministratori si congratulano con tutti coloro che si sono adoperati per la buona riuscita di questo evento. Qualcuno si informa già per il prossimo anno… ma prima bisogna riprendersi da questa faticaccia la cui realizzazione ha richiesto molti mesi!

Sponsor cercasi e… prendete nota! Ci troviamo tutti qui?

Dovrei parlarvi dell'autunno che avanza, dei pascoli che cambiano colore, ma sono di fretta, il lavoro incombe, e così il post di oggi sarà sintetico, ma importante.

Innanzitutto ecco la locandina ufficiale (conoscete la foto?) della Giornata della Transumanza a Novalesa. L'appuntamento è per l'8-9 ottobre 2011. La sera del sabato potrete venire a vedere dal vivo una proiezione di mie foto riguardanti il tema dell'alpeggio e del pascolo vagante. Ore 21:00. Il giorno dopo invece dal mattino ci sarà il mercatino di prodotti pastorali. Non il "solito mercatino" da fiera di paese, ma bancarelle selezionate a tema con la pastorizia. Lana, feltro, filatura, formaggi, campane (vero Silvio?) e molto altro ancora. Musiche occitane, musica meccanica e mestieri itineranti con Giangili e la mostra di campane di Giovanni Mocchi. Al pomeriggio, verso le 15:00 (non pretendete puntualità dagli animali!) si assisterà alla discesa di greggi e mandrie lungo la via Maestra. Il gregge lo conoscete bene, un tempo era il protagonista di queste pagine nel periodo estivo e non solo. Lo spettacolo è assicurato, finalmente una festa della transumanza che non avrà niente da invidiare a quelle d'oltralpe. Speriamo che questo appuntamento possa avere successo (che il meteo ci aiuti) e che diventi una data fissa. La mia proposta è questa: che ne dite se, cari amici lettori del blog, ci trovassimo tutti a Novalesa il 9 ottobre? E' da tempo che uno e l'altro mi scrivete di organizzare qualcosa. Potrebbe essere una buona occasione per conoscerci dal vivo, oltre che venire a contatto con il mondo del pascolo vagante in un momento in cui sicuramente non si crea impedimento o fastidio ai pastori. Io lancio la proposta, avete oltre un mese per organizzarvi e pensarci.

Il pastore fa il suo giro (Una vita diversa) from Lorenzo Chiabrera on Vimeo.

Poi una richiesta d'aiuto. Questo è un primo montaggio di parte del materiale già raccolto da Lorenzo Chiabrera. Stiamo cercando di realizzare un film sul pascolo vagante, servono sponsor. Le spese saranno ridotte all'osso, ma intanto ci sono e, senza qualche sponsorizzazione andrà sicuramente più lontano il pastore che non noi. C'è qualcuno che ha idee, suggerimenti, proposte concrete? Un video, al giorno d'oggi, ha la forza più di 1000 parole che io posso scrivere qui o su di un libro. Quindi sarebbe importante riuscire a realizzare questo film.

Il figlio del Vicesindaco fa il pastore

Sono quelle cose che un po' fanno notizia, ma solo qui in Italia. Credo che in Francia, in Svizzera, in altri paesi alpini sarebbe magari lo stesso Sindaco ad avere qualche bestia in stalla. Ma a Novalesa, Val Cenischia, non è normale che un giovane decida di seguire questa strada? Eppure è uno dei pochi, se non l'unico sotto i 40 anni, ad avere animali. A Francesco gli animali sono sempre piaciuti, anche quando stava quasi in periferia di Torino, a Beinasco. Novalesa però era la località di villeggiatura scelta dalla sua famiglia e questo paese è poi diventato anche la loro residenza attuale. “Quando siamo venuti ad abitare qui ho preso le prime capre e pecore, prima era quasi solo un gioco, poi ho deciso di farlo diventare un mestiere. Adesso è da 5-6 anni che le ho e stanno aumentando. Ho delle pecore delle Langhe e delle Lacone, come capre ho Saanen, Camosciate, incroci. Per adesso mungo e vendo il latte all’azienda Corbusier. Me lo pagano abbastanza bene.

Oggi Francesco ha un centinaio di capi, una parte dei quali è nel prato dove ci incontriamo. “Mi piacerebbe potermi fare una stalla, il caseificio e tenere 2-300 bestie da mungere. Poi poter salire in alpeggio, ma da solo non ce la faccio, servirebbe un socio. I prezzi sono troppo alti, se hai poche bestie non ti salvi.” Chissà che qualcuno, leggendo queste righe, decida di contattarlo per unire le forse e trovare un alpeggio in comune? In questi anni Francesco ha pascolato dove poteva, soprattutto intorno a Novalesa, scendendo fino ad una stalla vicino a Susa per l’inverno.

"Da marzo fino a quando nevica, cerco pascoli in giro. Un po’ qua un po’ là, ma è difficile. Un po’ c’è la gelosia della gente, quelli che ti guardano male, che remano contro perché non sei del posto. C’è anche tanta gente brava, per fortuna… Ma per esempio c’è gente che ha le mucche e allora dà fastidio che un giovane arrivato da via gli faccia le scarpe.” Discorsi già sentiti di valle in valle, a testimoniare ancora una volta quali siano le difficoltà e come questo mondo sia difficile, con problemi che nascono dall'interno, a sommarsi con tutto il resto. Mancanza di unità, che servirebbe invece per far forza ed ottenere benefici per tutti.

Il Comune di Novalesa organizzerà per l’autunno 2011 la prima Festa della Transumanza ed è proprio suo papà ad occuparsi dell’organizzazione dell’evento. “Sarà una cosa bella per il paese, perché si torna alle origini. In questi paesini c’è sempre più gente che è nata nelle stalle e poi ha la puzza sotto il naso.” Nonostante le dimensioni ridotte del gregge, Francesco incontra difficoltà negli spostamenti pari a quelle dei grandi pastori con migliaia di capi. “Ormai è tutto sempre più difficile, ci sono problemi ovunque, la gente non tollera. Per venire su da Susa, dovresti chiamare il camion per pochi chilometri! In altri posti ti guardano male perché le bestie sporcano le strade. E’ tutto così, oggi.

Francesco non è uno di quei giovani che urlano le loro ragioni, ma spiega pacatamente a bassa voce, quasi sia già anche un po’ rassegnato al fatto che, per vivere la propria passione, si debba convivere con gli aspetti negativi collaterali: le lamentele, i pregiudizi, le difficoltà.
Ho provato a fare la domanda per l’insediamento giovani, ma non so perché lo chiamino così, visto che un giovane che inizia davvero dal niente non può avere quei soldi da spendere subito, quindi non ha senso. Sono andato due anni a lavorare da un signore che ha le mucche, ma per capre e pecore ho imparato da solo. A scuola mi ero iscritto ad Agraria, sono arrivato in seconda, ho ripetuto, poi ho smesso. Non c’era niente che riguardasse le bestie… E poi, dai libri alla realtà…

La scelta degli animali da latte ha portato Francesco a visitare alcuni allevamenti in zona per capire come provare ad organizzare il proprio. “Non ho mai viaggiato, ho girato poco e solo in Piemonte, però mi piacerebbe andare in Sardegna. Lì c’è la cultura della pecora da latte, mi piacerebbe vedere come tengono gli animali.”
Francesco muove i suoi passi verso un futuro che non sa ancora bene cosa gli riserverà, ma è soddisfatto delle sue scelte. “Ci sono quei giorni che molleresti tutto, un po’ come in tutti i lavori, ma per il resto va bene."
Nonostante la giovane età, lui non ha dimestichezza con il computer. “Non lo uso, ma dovrei imparare, perché è utile. Quando avrò l’azienda ed il caseificio mi piacerebbe farmi un sito. E’ importante, per farsi conoscere in giro.

Artigianato pastorale

E' passato parecchio tempo da quando Gloria mi ha inviato le foto scattate alla Fiera di Sant'Orso ad Aosta. Era la fine di gennaio… Ma oggi le utilizzo sia per condividerle con voi, sia per lanciare un appello. Chissà che il passaparola tra appassionati qui su internet non serva a qualcosa…

Dunque, Gloria ed altri amici della Valle Stura erano stati ad Aosta. "Siamo partiti nonostante la neve, che ci ha accompagnati per tutto il viaggio e per tutta la giornata, anche se in Valle d’Aosta era molto debole. Siamo partiti ieri mattina alle 4.45 (30 gennaio 2011, ndA) da Vinadio con alcuni soci del Consorzio l’Escaroun e altri amici di Valle. Abbiamo girato in fiera e alle 16 siamo rientrati, tutti soddisfatti della giornata."

Non sono mai stata a questa fiera, ma so bene che uno dei motivi per vederla sono le meravigliose opere di artigianato ligneo locale. Qui Gloria ci invia numerosi scatti di oggetti a tema pastorale, per l'appunto.

Ecco un pastorello con le sue pecore. Adesso però voglio rivolgermi a voi, pubblico di appassionati di pastorizia e non solo. Sto cercando espositori per la Festa della Transumanza che si terrà a Novalesa il 9 ottobre prossimo, in occasione della discesa del gregge dal Moncenisio. Come vi ho già detto, ci saranno diverse manifestazioni ed un mercatino a tema.

Cerchiamo artigiani, ma anche hobbisti che realizzino oggetti di utilizzo "pastorale" come questi, ma anche sculture, dipinti a tema. Tutto quello che riguarda la pastorizia in particolare e l'alpeggio in generale. Se conoscete qualcuno che potrebbe essere interessato o se voi stessi avete materiale da esporre, contattate me via e-mail o il Comune di Novalesa nella persona del Vicesindaco, sig Faletti (0122 653333).

Continuano le immagini da Aosta con questi collari intagliati… Certo, la pretesa di Novalesa per questa prima Festa non è così grandiosa, ma speriamo di poter costruire un evento che cresca nel tempo, avvicinando il turista al vero mondo della pastorizia. In particolare, come chi legge questo blog da lungo tempo, quello è uno dei principali greggi vaganti del Piemonte.

Già ho trovato chi si occuperà del feltro, ma ci fosse qualcuno con manufatti artigianali in lana… Spero proprio di ricevere delle risposte. Quello è un periodo molto ricco di fiere, per cui già numerosi miei contatti hanno dato forfait perchè impegnati in altre manifestazioni. Questa non sarà una fiera commerciale, ma una festa della transumanza, a cui speriamo partecipi un gran pubblico di appassionati e curiosi. Sarebbe anche una bella occasione per organizzare un incontro con voi amici e lettori del blog? Che ne dite?

E' tempo di…

C'è quel qualcosa nell'aria che parla di transumanze: guardi in su e vedi la neve che si sta ritirando, il verde che sale sui costoni delle montagne. Ti chiedi come sarà questa stagione d'alpeggio. C'è chi non vede l'ora di essere finalmente lassù, ma anche chi non vorrebbe salire perchè teme di dover trascorrere una nuova, lunga, difficile, estenuante estate nel tentativo di proteggere i suoi animali dal lupo. Però la transumanza è sempre una festa… E allora che festa sia, davvero!

Tanto per cominciare, vi comunico ufficialmente che il 9 ottobre 2011 ci sarà la prima Festa della Transumanza a Novalesa (TO). Perchè ve ne parlo già adesso? Per invitarvi a partecipare a questo concorso fotografico "Vita d'alpeggio", che servirà per allestire una mostra fotografica da esporre al pubblico durante la festa stessa. E' per lo meno curioso trovarsi ad organizzare questa festa adesso, quando invece quella transumanza l'ho vissuta in prima persona per molti anni in passato. Comunque, ne riparleremo ancora, ma iniziate a segnarvi la data. Se il meteo ci aiuterà, vi prometto che farò di tutto per far sì che questa sia una vera festa, dove tutti quelli che verranno ad assistere avranno modo di incontrare tanti piccoli/grandi aspetti del mondo della pastorizia.

Invece adesso vediamo dove possiamo andare in questo fine settimana per vivere le transumanze di inizio stagione. Per esempio, a Bobbio Pellice c'è la Fîra 'd la Pouià – Sagra del Saras del fen. Qui l'intero programma della manifestazione, compresi gli eventi del venerdì e sabato sera. L'amico Silvio invita tutti i lettori del blog a passare alla sua bancarella delle cioche per un saluto ed un bicchiere in compagnia! Occhio alle previsioni del tempo, per adesso non sono delle migliori, ma l'attendibilità a così lungo termine non è ancora elevata, quindi… Speriamo per lo meno che non piova!

Cambiamo zona, cambiamo regione, con questa segnalazione che mi è stata inviata. Questo invito è per partecipare, sempre domenica 15 maggio 2011, alla Transumanza Aurunca. Qui il programma della manifestazione, la transumanza di un gregge di capre ed una mandria di vacche. Si parte da Castellonorato, in provincia di Latina. Spero che qualcuno mi mandi poi almeno un'immagine di questa transumanza. "L’iniziativa vuole valorizzare, sia dal punto di vista culturale che paesaggistico ‘Le Vie dei Pastori’, ovvero i percorsi della transumanza che attraversano il territorio del Parco Naturale dei Monti Aurunci (Basso Lazio) e che sono ancora battuti dai nostri pastori e dalle loro greggi.  Queste vie, così poco conosciute, continuano a garantire la sopravvivenza a rare varietà di animali domestichi, come alcune razze di capre selezionate sapientemente nel corso dei secoli secondo complessi parametri estetici e utilitaristici (L’articolo “le Vie dei Pastori” può essere scaricato da questo indirizzo: http://www.pastori-apac.org/UPDATE.htm.)  A tutto ciò, vanno aggiunti numerosi prodotti artigianali e caseari della tradizione aurunca che tuttora sopravvivono del nostro territorio. L’obiettivo principale dell’iniziativa e’ quello di fare conoscere, attraverso l’esperienza diretta, alcuni aspetti  agro-silvo pastorali del territorio aurunco tentando di orientare lo sguardo del cittadino medio verso la montagna, facendone riscoprire le sue bellezze naturali, aspetti storici e peculiarità culturali.  A questo scopo, abbiamo deciso di coinvolgere escursionisti, naturalisti, semplici cittadini e chiunque lo desideri, nell’attraversamento di una delle ‘Vie dei Pastori’ che si snoda da Castellonorato (località Orsano) ed il rifugio di Acquaviva (Maranola), durante lo spostamento primaverile delle greggi (capre, mucche e cavalli) del pastore Michele Minchella."

Rimanendo nel Centro Italia, per chi volesse prendere qualche giorno di vacanza per vivere una transumanza, vi segnalo l'iniziativa de La Porta dei Parchi di Anversa degli Abruzzi. Andate a leggere qui tutte le informazioni, le date e come prenotarvi.