Comunicazioni varie

Sempre più questo blog sta diventando punto di incontro ed ha assunto anche una funzione di servizio. Ricordo allora alcune iniziative di cui sono venuta a conoscenza direttamente o che mi sono state segnalate da voi lettori.

Innanzitutto, il 18 maggio a Graglia (BI) Fiera Primaverile Agricolo Forestale “13° Mostra Bovina in Campra”, apertura della mostra bovina alle ore 10.

Domenica 25 maggio, Fiera Tradizionale della Val Mastallone ad Oltracque, Fobello (VC), 2° Mostra Interprovinciale Razze Caprine Camosciata e Saanen e Razze Autoctone Vallesana e Sempione, inizio ore 9:30.

Questa mostra fotografica invece si terrà in Val d’Aosta ad Étroubles, dal 20 giugno al 15 settembre, presso il Centro Espositivo. Si tratta delle foto di Marcel Imsand ai pastori nomadi in Svizzera, in particolare "Luigi le Berger", Luigi Cominelli, pastore bergamasco che svernava nel Vaud svizzero.

In questa piazzetta antistante l’ecomuseo della pastorizia della Valle Stura (CN) a Pontebernardo, di cui avevo già parlato qui, nel mese di luglio sarò io ad inaugurare una mia mostra sulla pastorizia nomade del XXI secolo. Maggiori dettagli prossimamente, per adesso non voglio svelarvi nulla!

Inaugurazione e riflessioni

Per chi ieri non ha potuto esserci… l’inaugurazione della mostra "Transumanze di ieri, Pastori di oggi", è stata un grande successo. C’era tanta gente, e già questo un buon segno. Molti amici, che ringrazio (tra cui numerosi lettori ufficiali e non del blog: intendo dire, quelli che leggono e commentano ed i "silenziosi"), conoscenti, appassionati, curiosi, amministratori e politici (che non devono mai mancare, nelle occasioni ufficiali, ma questa volta vedere un Onorevole, senza che fosse stato ufficialmente invitato, ha fatto piacere a tutti, credo).

Ve l’avevo detto, non è una mostra enorme, ma si spera che proprio il successo di ieri sera aiuti a far sì che molto altro si possa organizzare, dal passaggio delle pecore nel centro di Pinerolo ad una sala del Museo dedicata alla transumanza, e qualche pubblicazione, e…

Ma la cosa per me più bella, il mio successo personale, è stato vedere lì i pastori. Fulvio che rideva davanti al cartonato che lo ritrae a grandezza naturale insieme al suo gregge, Milena orgogliosa di suo papà, che era il vero protagonista della serata, il gruppo di pastori con le loro famiglie davanti al video che scorreva a ciclo continuo, a guardarlo e riguardarlo all’infinito, che se non avessi detto "signori, si chiude!" sarebbero ancora là adesso. So bene quant’è stato difficile, per loro, essere lì ieri sera, e li ringrazio per il regalo che hanno fatto a me e a tutto il pubblico (organizzatori e visitatori), partecipando alla serata. Spero chi siano stati ampiamente ripagati. Perchè è bello vedere i pastori in un museo, ma bisogna ricordare che loro esistono, soprattutto FUORI DAL MUSEO, e non intendono diventare PEZZI DA MUSEO, perchè la pastorizia è ancora viva.

Sorrido ancora, alla scenetta tra Fabrizio ed una signora, mi pare fosse insieme al Vicesindaco. "Io ho un boschetto dalle parti di Garzigliana… sarebbe bello poter far passare le pecore lì per pulirlo. Chissà se in quella zona…". Chiamo Fabrizio, che da quelle parti pascola in autunno e primavera. Cercano di individuare il luogo, e poi il pastore: "Signora, il bosco è già pulito… Le runze non sono più un problema!". A volte il pastore previene i desideri, a volte…

Una giornata in Valle Stura

Valle Stura di Demonte, provincia di Cuneo, una valle che ha radici fortemente pastorali. Per fortuna, la tradizione è ancora viva, così anche in una fredda giornata autunnale, preludio di un grigio assaggio di inverno e neve, si vedono ancora molte greggi al pascolo nell’ultima erba dei prati accanto ai paesi.

Io sono in cerca proprio di quelle radici, o meglio, di testimonianze della pastorizia che fu, sempre per l’Enciclopedia del Mondo Contadino. Per fortuna, qui la mia ricerca sarà più semplice, perchè da alcuni anni esiste un bellissimo Ecomuseo dedicato proprio alla pastorizia.

C’ero già stata, all’Ecomuseo, ma questa volta la visita è più mirata ad aspetti ben precisi della pastorizia di ieri, soprattutto le foto d’epoca ed i dettagli su come avveniva la transumanza e l’allevamento da queste parti. A dire il vero ci sarebbe molto di più, con storie di emigrazione verso la Francia, ma è quello che riguarda direttamente il Piemonte ad interessarmi.

Come queste scene di alpeggio, con un piccolo gregge al pascolo a monte di Grange, frazione di Argentera, case ormai crollate e disabitate accanto alla strada che si inerpica al Colle della Maddalena, per ridiscendere in Francia.

Oppure la transumanza di un tempo, dove il piccolo gregge aveva al seguito anche la casa mobile del pastore: non una roulotte trainata dal fuoristrada come oggi, ma un carro contenente tutto l’indispensabile… e spesso anche tutta la famiglia!

Per gli appassionati di pastorizia (e permettetemi di fare un po’ di pubblicità!), una visita all’ecomuseo sarà sicuramente un’emozione ed un piacere. Qui a Pontebernardo non c’è solo la storia, ma anche il presente, sotto forma di un centro arieti per valorizzare e mantenere la razza locale (pecora sambucana), un punto vendita con manufatti in lana, un’azienda condotta da giovani, che caseificano latte di pecora in un piccolo caseificio attrezzato anche per la visita dei turisti.

Un’ultima parte del post dedicato ad una ricetta "del territorio": dal ricettario dell’agnello sambucano, ecco un semplice modo di cucinarlo (ricordiamo la tradizione del tardoun, cioè la consumazione dell’agnellone in questo periodo, macellato successivamente alla discesa dall’alpeggio, in autunno, dopo una crescita avvenuta pascolando in montagna).

Agnello Sambucano al forno

Ingredienti per 4 persone

·  1 kg carne di agnello sambucano

·  2 spicchi d’aglio

·  1 cipolla

·  1 gambo di sedano

·  1 cucchiaio di farina

·  foglie di alloro

·  rosmarino

·  timo

·  grappa

·  brodo di carne

·  30 g burro

·  olio extra vergine d’oliva

·  sale

·  pepe

Tritate la verdura e fatela appassire con 3 cucchiai d’olio, il burro e gli spicchi d’aglio.
Unite l’agnello a pezzi (spezzatino) e fatelo
rosolare bene da tutte le parti, aggiungendo un cucchiaio di farina. Salate, pepate e trasferite il tutto in una teglia di terracotta. Cospargete con foglie di rosmarino, alloro (non più di 2) e timo; bagnate con un mestolo di brodo ed un bicchierino di grappa. Coprite con il coperchio e fate cuocere in forno a 200° per almeno 45 minuti. La carne dovrà essere morbida, di un bel colore dorato ed il brodo dovrà essere completamente assorbito.

Tutti in gondola!

Tra una tosatura e l’altra, sono scappata a Venezia. Toccata e fuga tra domenica e lunedì, con la scusa di un convegno (il cui titolo recitava "Metropoli vs montagne").

Sono andata lì per raccontare dei pastori vaganti e dei loro problemi, ho sentito parlare di altri contrasti tra il mondo rurale e l’urbanizzazione che avanza, molti bei concetti, idee, parole. Ho sentito anche nominare musei del paesaggio, che hanno però un contrasto interno, perchè il paesaggio si manterrebbe tale SE fosse pascolato, ma la legge dice che il pascolamento in bosco NON SI FA…

Ho sentito parlare di tratturi, di transumanze mediterranee, di siti internet e musei su questi temi. Mi è venuta PAURA.

Forse… non è che i pastori piacciano di più quando sono nei musei???? Danno meno fastidio…

Per carità, non era questo il pensiero dei miei colleghi relatori! Anzi, a loro un plauso per le attività ed i progetti intrapresi, è importante non perdere la memoria di ciò che era… ed oggi non è più. Bellissimo anche il piccolo-grande ecomuseo della pastorizia in Valle Stura, che cito "a sproposito", ma che comunque è un buon esempio di quello che sto dicendo. Non bisogna mai dimenticare il passato, positivo o negativo che sia stato, ha tanto da insegnarci. Però non vorrei dover creare in futuro un museo per quella che è la realtà oggi. Aiutare i pastori concretamente adesso per non doverli poi ricordare solo per quello che erano!!!!!!

Vagando per Venezia con questi pensieri e con la voglia di tornare in un posto meno caotico, anche se i turisti hanno molto in comune con un gregge di pecore… mi sono trovata a scattare questa foto, ed ho capito che la maladia aveva colpito ancora.