Di tutto un po’

Mentre “Lungo il sentiero” si prepara ad un tour autunnale piuttosto impegnativo, si lavora anche alla realizzazione del libro fotografico dedicato ai miei dieci anni di pascolo vagante, 2004 – 2014, in uscita per Natale.

Ecco il prossimo appuntamento con le presentazioni del romanzo (Pramollo, TO, ore 15:00, domenica 7 settembre). Qui il calendario completo degli appuntamenti e qui le recensioni. La scorsa settimana invece sono stata ospite della trasmissione “Il posto delle parole” su TSR Radio Savigliano e qui potete riascoltare l’invervista.

Mi segnalano questa iniziativa, che potrebbe interessare i Lettori del blog: “adotta una mucca” in Valle Grana a Coumboscuro, per realizzare un progetto agricolo a sostegno della Scuola provenzale.

Un appello da parte di amici del blog. “A voi che vi occupate di alpeggi mandiamo il nostro appello per il nostro cane smarrito. Chissà’ che il popolo della montagna ne sappia qualcosa. Grazie Alessandro 334.9453405

(foto B.Martinasso)

(foto B.Martinasso)

Per concludere, un aggiornamento ai “monumenti pastorali” incontrati qua e là. In Norvegia si possono fare questi incontri, in piccole cittadine…

Ah, la Svizzera!

Una breve, brevissima vacanza. Nemmeno tre giorni, una vera e propria toccata e fuga, ma ci voleva un attimo di stacco, di respiro. Anche quest'anno la meta è stata la Svizzera, anche quest'anno ho lasciato l'Italia passando dal Sempione. Già lungo la strada, prima di arrivare a Domodossola, nonostante la stagione non fosse quella in cui mi aspettavo di veder pecore in fondovalle, ho visto un gregge al pascolo lungo il Toce.

Poi via, oltreconfine. E allora può capitare di fotografare una fontana con annessa statua a Brig. E la statua è una capra… Brig è una cittadina, mica un paesino di montagna sperso tra i monti! Ve lo ricordate, qualche anno fa, quando mi mandavate le foto di monumenti a tema pastorale?

Ma la meta del primo giorno non erano città e monumenti. Si pensava che quel primo giorno di vacanza fosse dedicato a qualcosa di completamente diverso: montagna sì, ma quella alta, quella che solitamente non si frequenta, andando per alpeggi e pascoli. Salendo con la funivia però ci si poteva già rendere conto come anche questa località turistica così affollata, così conosciuta, fosse una sede d'alpeggio. E dal finestrino della cabina ecco uno scatto di un grosso alpeggio, con baita, stalla e pascoli circostanti. Le vacche, una mandria di Brune, erano poco lontano.

Più in alto però, già ad alta quota, altri avvistamenti. E questa volta sono pecore. Pare impossibile, o più che altro l'incredulità è dovuta al fatto che proprio non ci si aspettava pecore quassù. Un buon numero pare gradire la base dell'ultimo pilone della funivia come luogo per il riposo notturno (ma pure diurno, con questo caldo!). Adesso però è ora di lasciarsi alle spalle pascoli, pecore e tutto il resto del mondo pastorale, ci si incammina a vedere quello che da tempo sognavo di ammirare dal vivo.

Il ghiacciaio dell'Aletsch, uno di quei fenomeni della natura che ogni amante della montagna credo vorrebbe visitare almeno una volta nella vita. Il caldo assurdo di questi giorni (sì, faceva caldo anche là!) fa riflettere su quanti avranno ancora la possibilità di ammirare un simile spettacolo, visti anche i segni evidenti del suo ritiro. Ma… sì, quelle in primo piano tra le rocce sono pecore. Ed infatti per tutto il corso del sentiero alto, e poi anche in seguito, si incontrano numerose pecore. Pecore libere, senza sorveglianza, senza recinti, senza… stress! E dove volete che vadano? In alto le creste rocciose, in basso il ghiacciaio. Ed evidentemente nessun predatore.

Anche lungo la via del ritorno altri incontri, ancor più ravvicinati. Questa è una razza locale, sono le Pecore dal naso nero del Vallese. Strane per chi è abituato ad altre taglie, altra morfologia, ma sicuramente uniche nel loro aspetto. Non hanno alcuna paura, si spostano appena al passaggio dei numerosi turisti di ogni parte del mondo che percorrono incessantemente il sentiero.

Anche se la vacanza voleva essere uno stacco… Non c'è niente da fare, la malattia è la malattia! E poi come si fa a non fotografare un panorama del genere? Senza le pecore in effetti mancherebbe qualcosa, la loro presenza non fa che completare il paesaggio. Sarebbe sembrato tutto troppo finto, perchè in effetti la grandiosità del ghiacciaio è così immensa da sembrare uno schermo, uno sfondo. Non ci si rende conto di quanto sia vasto se non quando si vedranno delle persone camminarci su: dei minuscoli puntini nel ghiaccio che si estende in lungo ed in largo nella valle.

Alla fine del sentiero un cancello a molla ed una rete che delimita lo sbocco del pascolo, poi un cartello come da noi non ne ho mai visti. A parte il fatto che non finirò mai di apprezzare le paline svizzere, chiare e perenni, a differenza delle "ecologiche" paline in legno che si vedono da noi, che dopo pochi anni sono illeggibili… Non conosco il Tedesco, ma con quelle poche parole che so credo che il cartello basso dica qualcosa come: "ATTENZIONE alpeggio delle pecore. Tenere i cani al guinzaglio".

Voltate le spalle al ghiacciaio, si scende a piedi a Bettmeralp, villaggio turistico dove non circolano auto, se non silenziose vetturette elettriche. Quassù tutto è a misura di turista, turisti dal portafoglio gonfio, visti i prezzi di qualunque cosa, a partire da un gelato. Ma nessuno di questi turisti pare essere scandalizzato o infastidito dal mondo che inizia appena oltre l'ultima casa: animali al pascolo, territorio d'alpeggio.

Lungo i sentieri si attraversano più e più volte le recinzioni, ma ogni volta un qualche accorgimento permette di superarle agevolmente senza prendere la scossa. Fotografo diversi esempi di questi attraversamenti: maniglie, cancelli e così via. Centinaia e centinaia di persone passano qui ogni giorno, ciascuno apre, sgancia, richiude con cura. Questione di cultura? Semplice rispetto per il lavoro altrui?

C'è chi si tuffa e chi nuota nel laghetto. Ci sono giovani, bambini, adulti, molta gente in questo caldo pomeriggio di sole. Eppure sembra che non vi sia nessuno, si sente appena il chiacchiericcio delle persone, qualche risata squillante di un ragazzino, ma niente più. Il suono predominante, insieme al vento, sono le campane chamonix al collo di queste reines al pascolo a poche decine di metri dai turisti. Non ci sarebbe niente di speciale, niente da dire, su tutto questo. Però penso alle lamentele italiche di chi va in vacanza in montagna e poi si reca in Comune perchè le campane delle vacche disturbano il suo sonno… Gli stessi che magari di giorno urlano invece di parlare, che turbano la quiete della montagna con un quad, una moto, una radio a tutto volume. Non sono esterofila, amo l'Italia, ma perchè ogni tanto mi viene una fortissima tentazione di emigrare in posti così?

Bettmeralp non è un luogo incantato come questo scorcio potrebbe far credere: ci sono anche brutture architettoniche, negozi di souvenirs kitsch, una folla di turisti e casette nuove costruite in stile. Ma non era qui che cercavo la realtà d'alpeggio, tutto quello che ho raccontato e vi ho mostrato è stato un extra. Nel secondo giorno di vacanze invece speravo davvero di avventurarmi nella montagna vera dei pascoli… Ve lo racconterò la prossima volta!

Dalla Val d'Aosta… e non solo

Oggi andiamo in Val d’Aosta con Michel, che ci ha mandato alcune immagini per testimoniare dei momenti importanti del suo lavoro.

Per cominciare però c’è la sua "collezione" di campane, tutte esposte in bella mostra. Si sa quanto ogni allevatore tenga a questi "gioielli"!

E le campane non sono poi tutte uguali: non è solo questione di suono, ma ovviamente anche di forma e dimensioni. Qui potete trovare un catalogo con diversi tipi di campane usate dagli allevatori, mentre vi ricordo anche la pagina di Giovanni Mocchi, esperto ed appassionato di questo tema.

Michel ha messo al pascolo nei prati le vacche al 6 di maggio. Questo momento viene chiamato "la descorda". Gli animali devono subito dare il via alle prove di forza per stabilire il proprio predominio e le nuove gerarchie.

Queste battaglie avvengono spontaneamente e non sono cruente, ma servono solo a stabilire chi sarà la dominante, la regina della mandria per tutta la stagione… o fino a quando un’altra non oserà sfidarla!

La spettacolarizzazione di questo evento naturale è data dalle battaglie delle reines, veri e propri incontri con tanto di pubblico (umano!) e premi per i vincitori. In questo caso invece il premio è solo la possibilità di avere accesso all’erba migliore, poter scegliere prima delle altre.

Il momento successivo è quello dell’inalpa, quando la mandria è stata condotta in alpeggio. Questa vacca sembra veramente felice di trovarsi nell’erba di montagna!!

Ecco gli animali al pascolo, ed il colore dominante è il verde. Quest’anno la primavera è stata ricca di abbondanti piogge, precipitazioni che continuano in modo particolarmente intenso proprio in questi giorni che precedono l’inizio dell’estate…

Qui vediamo il villaggio sul fondovalle, spero che Michel ci dica esattamente dove ci troviamo… Il pensiero comunque va a tutti quelli che sono già in montagna, a vivere momenti difficili sotto la pioggia, con temperature abbastanza basse e magari anche qualche rischio, vista l’allerta segnalata sui siti meteo. E chi invece deve affrontare la transumanza in questi giorni?

A proposito di transumanze, per chi volesse "viverne" una, ma non conosce nessun pastore e margaro per chiedere come e quando poterlo accompagnare nella salita verso i monti, segnalo questo evento che si terrà in provincia di Cuneo il 25 e 26 giugno: "I giorni della transumanza", la salita di una mandria di 800 capi bovini verso la valle Po, contornata da spettacoli, musica, prodotti tipici e molto altro ancora. Qui tutto il programma dettagliato della manifestazione. Se qualcuno di voi ci andrà, aspetto le foto. Io ho impegni altrove, a meno che… vedremo quel che riesco a fare!

Questa statua era già stata pubblicata sul blog, anzi… averla vista di persona, aveva fatto nascere in me la voglia di sapere se c’erano altri monumenti pastorali, e vi avevo chiesto di fotografarli e spedirmeli, se ne incontravate. In questo caso, da Dolceacqua (in Liguria) ce la manda gpcastellano.

Da est ad ovest, con i pastori!

L’amico Adolfo ci segnala un po’ di appuntamenti con il suo "Transumanze", ma sono comunque eventi interessanti per quello che riguarda il mondo della pastorizia, e soprattutto il "farlo conoscere" ed apprezzare al pubblico. Questa domenica, 13 giugno 2010, "Pecore e pastori", dalle ore 15:00 presso il Museo Etnografico della Provincia di Belluno a Serravella di Cesiomaggiore. Leggete qui il programma, non fosse così lontano sarei già lì!

Sempre con Adolfo Malacarne, venerdì 18 giugno alle ore 17:00 a Fiera di Primiero, con la presentazione del suo libro.

Per la "collezione" di monumenti pastorali, Adolfo ci manda anche la statua al pastore che si trova a Lamon, il suo paese. Come avevo già avuto modo di scrivere, in Veneto Lamon è l’equivalente di Roaschia qui in Piemonte, un paese di pastori (almeno in passato).

Chissà invece dove è stato filmato questo gregge? Magari qualcuno me lo sa dire, ho lasciato un messaggio al suo autore su youtube, ma non mi ha ancora risposto.

Quest’altro invece lo so! Siamo a Luserna San Giovanni, in Val Pellice. Qualche lettore della zona mi dice di chi è il gregge? Penso di saperlo, ma non ne sono sicura.

Concludo segnalandovi un articolo di Michele Corti su Ruralpini, relativo alle pecore nei parchi di Monza ed il loro molteplice ruolo in quella realtà, dal pascolamento/pulizia all’educazione per i bambini di città.

Pastori immobili?

E’ passato tanto tempo da quando vi avevo chiesto di inviarmi foto di statue a tema pastorale. Me ne avete già mandate alcune, ultimamente ne ho ricevute un paio da aggiungere a questa collezione! Se doveste scovarne ancora altre…

Questa ce la manda Gabriella, l’ha "incontrata" a Lucerna, in Svizzera. Chissà perchè qui, in mezzo ad edifici di architettura moderna, c’è un pastore con due pecore? Ho provato a fare delle ricerche, ma non sono riuscita a trovare nulla…

Quest’altra è un regalo di Leela, che, in mezzo ai suoi continui viaggi di lavoro, ha trovato il tempo di fermarsi ad immortalare una statua che raffigura "La Mesta" a Segovia, in Spagna. Cos’è La Mesta? Si tratta dell’antica tradizione della transumanza in quelle terre. Per chi volesse saperne di più, potete leggere qui un libro che si intitola, appunto "La Mesta. Transumanza ed istituzioni in Castiglia dal XIII al XIX secolo". L’opera si apre con questa citazione di Julio Llamazares: "Provengo da una razza di pastori che perse la sua libertà quando perse i suoi animali ed i suoi pascoli". La fondazione del sistema della Mesta risale addirittura al XIII secolo, per regolamentare le migrazioni di bestiame. Di pagina in pagina arriviamo fino al XIX secolo, con la scomparsa quasi totale di questo antico sistema. E oggi? Cos’è oggi la pastorizia nomade in Spagna? Bisognerebbe fare delle ricerche in merito. Ricordo ad esempio in nome di Jesùs Garzòn, fondatore dell’associazione Transhumancia y Naturaleza (qui potete leggere un suo articolo in Inglese, mentre qui, in Spagnolo, il sito di questa associazione).

Ancora inverno

Con un senso di egoistica soddisfazione, chi da giorni era già sotto la neve, aprezza il fatto che la coltre bianca abbia ricoperto anche altre zone del Piemonte, così che tutti i "colleghi" siano nelle stesse difficili condizioni. Questo è stato il senso di una telefonata ricevuta ieri… Certo, capiteranno anche casi in cui due pastori si aiutano a vicenda, ma, più spesso ancora, vale l’egoismo e l’individualismo. Ecco perchè è così difficile provare a convincere i pastori ad associarsi, a formare un gruppo compatto per provare a "contare qualcosa"…

Qualche foto decisamente invernale dalla Polonia, dove l’amico Marco scriveva qualche tempo fa di temperature intorno al -27°C. Visto così, il paesaggio non è poi tanto diverso da quello che c’è fuori dalla finestra…

Però, guardando le immagini del fiume, ci rendiamo conto che… in fondo in fondo, pur tra le mille lamentele, si sta ancora meglio nel "nostro" inverno!

Ovviamente tutti gli animali sono in stalla, non potrebbe essere altrimenti con un clima del genere. Qui da noi si può intervenire in qualche modo temporaneamente per qualche settimana, un mese, con un’alimentazione "di soccorso". Parlavo ieri con un’amica che mi spiegava come stavano cercando di passare questi giorni, un po’ pascolando edera nei boschi, un po’ portando balle di fieno. Quando c’erano gli inverni "veri", quelli di un tempo, bene o male i pastori erano obbligati a trovare una stalla, un ricovero almeno per gli animali. Sempre dal libro "La Cattastrofe" di Duilio Faustinelli: "…poi alla metà di dicembre è venuto a trovarmi la detta blanchina (neve) e son resi di compassione i signori Bragalanti, piccoli fittabili, ad allogiarmi con un gruppo di pecore sotto a un portico alla breve e alla mettà di gennaio ho dovuto vendere circa 35-40 capi al signor Pelplùneri ad un presso sbalordito. Poi alla primavera ho dovuto slogiare perchè non avevo più faltrame, un po in un cantone un po in un altro: eravamo sempre alle torture."

Cambiamo totalmente tema: cercando materiale tra vecchie diapositive degli inizi degli anni ’80, ho trovato questa insegna di una (presumo) trattoria da qualche parte sul lago d’Orta. E’ sempre valida la ricerca di monumenti, cartelli & C. a tema pastorale. O comunque, non fatevi problemi se avete delle foto di greggi, mandrie, ecc. (di vostra proprietà o incontrati lungo la via), qui c’è ospitalità per tutti! Allegate le immagini ad un’e-mail e spedite a mail @ marziamontagna.it

Lettori vaganti

I lettori di questo blog sono anche loro un po’ vaganti e girano per le montagne con la macchina fotografica. Ho come l’impressione che ormai, a forza di leggere queste pagine, siano un po’ influenzati da quel che scrivo, e così vedono pecore, pastori, mandrie un po’ dappertutto. Questo mi fa molto piacere, specialmente quando poi mi inviano le immagini e mi raccontano qualcosa dei posti in cui sono stati.

Mari è andata in Provenza e, passando al Col d’Allos, ha fotografato questa statua di un pastore. Vi ricordate? La scorsa estate vi avevo chiesto di scattare immagini di monumenti che avessero qualcosa a che fare con il tema di questo blog. La "caccia" è ancora aperta, non si vince nulla, tranne il piacere di condividere con noi queste piccole scoperte.

Andrea è il nostro nuovo inviato dalle terre cuneesi. Pensando al mio post dell’altro giorno sull’abbandono in montagna e sulla "piccola storia" vicino a noi, ci invia queste immagini di Puiarocca, villaggio sopra a Mendatica.

L’abbandono è totale. "Un piccolo villaggio composto da qualche decina di case e una chiesetta. Tutte su più livelli, al livello inferiore ovviamente si trovano le stalle, piccole stalle. Sono ancora presenti le lunghe travi alle quali venivano legate le bestie. Intorno, ora, bosco, un tempo doveva essere tutto pascolo e alcune fasce, si vedono infatti ancora i muri a secco dei terrazzamenti. Ora è tutto crollato, abbandonato… Un villaggio fantasma, un tempo sicuramente pieno di vita. Se si pensa alla fatica fatta da quelle persone per creare tutto questo…"

Le pietre però continuano a parlare. Questa ci dice quando è stata edificata la casa, ma tutto il resto lo dobbiamo immaginare noi. Sulle pagine del mio sito, trovate anche alcune immagini di altri villaggi come questo, e ce ne sono a decine, sparsi un po’ in tutte le vallate.

Più a monte, Andrea ha trovato anche degli animali al pascolo. "Salendo verso il Garezzo ho incontrato un gregge di 600 capi. 400 pecore biellesi e 200 capre, date in guardia a un ragazzo romeno, ma di proprietà di un allevatore dell’Imperiese che, oltre al gregge, possiede anche una mandria di vacche di colore che pascolava verso Madonna di Frontè.. Il Romeno faceva già il pastore in Romania,ma guadagnava poco. Ora lui da un anno e mezzo gurda questo gregge e munge una cinquantina di capre, mentre il padre guarda la mandria. Mi raccontava dei lupi che hanno attacato dei vitelli e che dei pastori, più in alto verso il Saccarello e il Passo del Tanarello, hanno avuto delle perdite. I risarcimenti non esistono, vengono, fanno le foto, ecc. ecc… ma i soldi… Mi raccontava anche che in Romania devono affrontare gli attacchi degli orsi oltre a quelli dei lupi…"

Sempre il quel gregge, ecco un bel becco al pascolo nel bosco. Andrea ci dice anche che ha in mente di fare altre escursioni a caccia di mandrie e greggi. Non possiamo che attendere!!

 

Veniamo adesso a qualche manifestazione. Da Pragelato, mi segnalano la prossima edizione di Miss Mucca, il 19 e 20 luglio. Qui il programma della manifestazione, mentre questo è il comunicato stampa.

MISS MUCCA 2009

PRAGELATO (TO) – 11-12 LUGLIO 2009.

 

Ma per quale motivo deve diventare ‘miss’ proprio una mucca?

 

Le risposte a questo quesito sono molteplici: la mucca è stata per secoli il pilastro dell’economia montana; i derivati del latte come la panna, il burro, la toma, la ricotta, caratterizzano la gastronomia dei paesi di montagna con i loro sapori particolari e genuini; la convinzione che una moderna tradizione agricola deve re-interpretare la tradizione nel rispetto del territorio e della cultura alpina; l’alta qualità dei prodotti, la scelta e la cura con cui si allevano i bovini avviene attraverso il controllo della provenienza, delle razze, del pascolo in alpeggio ed è sempre più un plusvalore legato non solo alle aziende, ma anche al territorio che per le sue caratteristiche qualifica a sua volta il lavoro che su di esso si svolge.

Le ‘miss’ giungono in paese, dai loro pascoli e dagli alpeggi dislocati nel territorio di Pragelato, circa una decina per ogni margaro, e raggiungono gli ampi prati della frazione Soucheres Hautes, dove alloggeranno per due giorni (il 19 e il 20 luglio), in uno spazio comodo circondato dalle case e disponibile alla vista e alla curiosità di tutti. I pastori sono soggetti attivi, scelgono ed espongono le Miss candidate, e al momento opportuno le conducono in sfilata di fronte alla giuria e al pubblico.

La nomina delle vincitrici avviene in seguito alle votazioni a cura del comitato tecnico scientifico per i premi alle razze (piemontese e barà-pustertaler su tutte e premio speciale per esponenti meritevoli di altre razze presenti – valdostana, frisona, pezzata rossa d’oropa ecc.). La giuria popolare sceglierà tra le migliori esponenti delle razze quella che diventerà Miss Mucca 2008 mediante una votazione segreta abbinata alla lotteria della manifestazione. La premiazione avviene al centro dell’arena appositamente predisposta e in seguito alla sfilata delle stesse Miss.

Come contorno intervengono i rappresentanti della Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca e della Federazione Provinciale della Coldiretti nonché dell’APA e del Comune di Pragelato con il contributo dei quali la manifestazione è organizzata: durante la giornata di domenica si svolge infatti il mercato dei prodotti tipici a cura dei produttori locali e della Coldiretti, è presente l’animazione di una radio locale e si alternano varie iniziative come la dimostrazione della mungitura con il laboratorio sulla produzione dei tomini freschi, le degustazioni di latticini, l’esposizione dei “rundun”, e la spettacolare rundunà per le vie del paese a chiusura della manifestazione. Gli stand degli alpeggi, oltre a presentare le proprie specialità, costituiscono una vetrina per conoscere anche l’ambiente montano e i pascoli mediante una esposizione fotografica. A pranzo è possibile scoprire e gustare menù a base di prodotti caseari presso i vari ristoranti che aderiscono all’iniziativa, mentre i negozi di alimentari provvedono all’offerta di prodotti caseari locali. Per la sera del sabato è previsto un concerto di musica country.

Vi segnalo ancora questa "Festa dei pecorai e delle pecore" in Svizzera, a Briga, il 29-30 agosto. Per adesso non ci sono dettagli, bisognerà aspettare per saperne qualcosa di più.

Il blog è vostro!

Negli ultimi tempi, mi avete mandato delle bellissime foto. Proprio in questi giorni in cui mi stavo chiedendo fino a quando potrò tenere questo blog… ecco che posso quasi pensare di lasciare lo spazio a voi. Scriverò fino a quando avrò tempo per farlo, magari aggiornerò meno frequentemente… Ma facciamo come i pastori: nessun progetto a lungo termine, viviamo alla giornata! Quindi il post di oggi è vostro, in vari modi. Prima leggo da un amico e vi segnalo quello che ha riportato Marco di Legno&Fieno a riguardo del lupo, con rimando al sito della Regione. Sul blog dell’ATA invece c’è il Comunicato Stampa riguardante l’incontro presso la Forestale di Casale Monferrato sulla questione Parco del Po – pastori.

Giacomo ha immortalato questa transumanza inusuale nella sua valle. Può capitare di vedere spostamenti di mandrie e di greggi con la neve quando, a fine stagione, il maltempo ti coglie lassù all’alpe, Ma questo è un viaggio invernale!

Questa mandria si sta spostando da Issiglio ad una baita sopra ad Inverso. "Tre ore di marcia, l’ultima delle quali in mezzo alla neve. Alla guida degli animali, Tonino, più indietro  Angelina. E’ lei, cresciuta in quella baita, che a tutti costo ogni anno, a gennaio, vuole tornarci  con le mucche, che   consumeranno  il fieno raccolto in estate. Il resto della mandria, insieme con un piccolo gregge, è rimasto ad Issiglio, accudito dal figlio e dalla nuora di Tonino e Angelina. Erano affaticate, le mucche."

"Quando però hanno intravisto, poco lontana, la baita, esse hanno incredibilmente ripreso vigore per affrontare  nella neve le ultime centinaia di metri del faticoso tragitto. Incredibile, ma vero!", ci racconta Giacomo.

Il blog ha una nuova amica, Laura, che ci manda queste immagini molto suggestive. Appartenendo lei ad una famiglia di pastori/allevatori, mi fa ancora più piacere ospitarla qui. Questa immagine e quelle che seguono sono state scattate durante la grande nevicata dei primi di gennaio.

Il gregge è quello di Franco, siamo nel Biellese, dalle parti di Sandigliano. Una bella carrellata di scatti, ma… pensate alla difficoltà di quei momenti, a quello che passava nella mente del pastore, ormai conscio del significato di quella nevicata, in quel periodo dell’anno.

Quello spostamento doveva condurre il gregge in un punto dove poterlo alimentare con il fieno. Scrive Laura: "Volevo inoltre farti i complimenti per il tuo blog, è davvero interessante ben scritto e rende bene idea delle fatiche che le persone che amano il nostro lavoro devono "sopportare" tutti i giorni. Però che soddisfazione alla fine…".

Ecco ancora un’immagine del pastore insieme al suo asino, mentre la nevicata proseguiva, fitta. Tutti e due hanno lo sguardo basso a terra, un simbolo di questo lungo e difficile inverno.

Facciamo un salto all’estero con Chiara. Siamo nell’Appenzell (nord-est della Svizzera), nei pressi del villaggio di Trogen. Paesaggio invernale… Lì si sono trovati i soci di Bergheimat, l’associazione che sostiene i piccoli e medi contadini bio di montagna.

Erano ospiti dell’azienda di Ueli. "Ha ancora una vecchia stalla e una razza rara di piccole vacche (si chiamano Hinterwälder e sembrano… pony), ognuna di queste vacchette dà comunque ca. 4’000 l di latte l’anno. Ueli ne aveva una, che è morta recentemente, che aveva 19 anni e aveva fatto 19 vitelli e ne ha un’altra che ha 18 anni e ha fatto 17 vitelli!", ci racconta Chiara.

Oltre alle vacche, ci sono queste curiose caprette di razza Buuren, una razza africana da carne. Certamente si trovano in un ambiente un po’ diverso da quello d’origine!!!

Infine, dal finestrino del treno nel tragitto tra San Gallo e Trogen, Chiara ha scattato la foto a questa statua di un pastorello con il suo vitello. Come al solito, grazie a tutti per le immagini ed i reportage!!!!

Spazio di servizio

Per non restare troppo attardata e, soprattutto, per segnalare gli appuntamenti che mi avete comunicato… spazio alla rubrica dedicata a voi, in attesa di tornare a quello che mi capita nel mio vagabondare!!

Dalla Svizzera, le pecore di Chiara sono scese dall’alpeggio insieme alle loro compagne di gregge. Il pastore ha faticato non poco a tenere insieme questi 500 animali, provenienti da proprietari diversi, specialmente in un’estate nebbiosa e piovosa come quella appena trascorsa. Adesso le 22 pecore di Chiara torneranno… all’ovile!

Mauro questa volta non ha pedalato tanto per incontrare un gregge, perchè in questa stagione gli passano tutti sotto casa. L’altro giorno a Pomaretto è stata la volta delle pecore di Bepin, il pastore che sale al Pis Lausun in Val Germanasca.

Una piccola sosta per far defluire il traffico, poi giù per la strada dell’Inverso… Ormai conosco bene il tragitto di tutte le greggi che salgono nelle vallate del Pinerolese! Il segreto è non scendere tutti negli stessi giorni, per avere erba da mangiare. Altrimenti… va bene al primo, molto meno a quelli che seguiranno!

Persino i miei genitori oggi pomeriggio sono incappati in una transumanza. Siamo sempre in Val Chisone, nel Vallone di Bourcet, e queste sono le pecore che proprio Mauro aveva immortalato in primavera mentre salivano all’alpe!

Alla fine della transumanza, nel cassone del pick-up, c’erano queste pecore impossibilitate a compiere il viaggio a piedi… E così anche il gregge delle Ciuliere sta scendendo a valle. Resistono tra i monti solo in pochi!

Carla, che gira sempre con la macchina fotografica, ha causato scompiglio nel traffico diretto a Malpensa per immortalare questo gregge nella periferia di Busto Arsizio.

Si dice poi stupita di avere trovato questa statua in una villa (probabilmente di proprietà comunale) di Olgiate Olona, in provincia di Varese. C’è qualcuno che ne conosce la storia?

Che sorpresa poi ricevere delle immagini dal Moncenisio! L’autrice è Cristiana e mi dice che sono state scattate il 14 settembre. Ricordo bene il panorama di quella mattina e soprattutto le condizioni della strada in uscita dall’alpeggio!!

Gli allevatori della Val Cenis sono intervenuti con il fieno, per superare quella difficile giornata! Per fortuna poi la neve è andata via ed il pascolo "naturale" è potuto continuare ancora per qualche settimana.

Alla festa "Scarghè" di Crampiolo (VB) è andato tutto bene, nonostante il freddo. Stefania, del Parco Veglia-Devero, ci manda queste foto scattate dalla collega Ivana. Qui i formaggi pronti per la degustazione…

 

Ed ecco invece una panoramica della festa, con i visitatori infagottati nei vestiti, nonostante il cielo azzurro ed il sole.

E loro, le protagoniste vere? Eccole placidamente intente a ruminare, ignare di tutto e prive di preoccupazioni!! Grazie ancora alle amiche del Parco per queste foto.

Sempre dal Veglia-Devero, ricordiamo ancora una volta la 4° edizione di "Tempo di Migrar", con la discesa del gregge a Premia il 27 settembre (ulteriori dettagli nel sito del Comune di Premia).

Francesca mi gira la segnalazione della Seconda esposizione "Capra pezzata mòchena – Plètzet goas van Bersntol" – 5 ottobre, malga Plètzn – Fierozzo/Vlarotz (Trento), e ben volentieri ospito questo evento sulle mie pagine. Per saperne di più, andate a vedere qui.

Per finire, un evento che mi vede coinvolta in prima persona.

CLUB AMICI VALCHIUSELLA

ASSOCIAZIONE TOMA ‘D TRAUSELA

 

 TRAVERSELLA

3 – 4 e 5 OTTOBRE 2008

avrà luogo la prima edizione della manifestazione

 

la TRAMIA”

la filiera del latte

  

VENERDI’ 3 OTTOBRE

ore 21.00 presso il salone di piazza Martiri 1944 – Proiezione: DAGLI ALPEGGI AL PIANO. La vita dei margari e dei pastori nomadi. Presentazione dell’autrice Marzia Verona. Concerto di canti popolari del Coro CANTORI SALESI diretto da Gian Piero Dalmaso

SABATO 4 OTTOBRE ore 21.00 presso il salone di piazza Martiri 1944. Convegno sul tema: Le TOME dell’ALTA VALCHIUSELLA. Prospettive di sviluppo. Parteciperanno rappresentanti della Regione Piemonte e della Provincia di Torino.

DOMENICA 5 OTTOBRE Ore 10.00. Ponte di Cali: ritrovo mandrie e greggi. TRAMIA alla MINIERA lungo la via delle Miniere

Ore 10.30

Ponte delle Folle ed area ex-vasche. Apertura rassegne con vendita di prodotti tipici, dimostrazione delle attività agricole, esposizione del bestiame, dimostrazione di caseificazione, gara di mungitura e molto altro ancora!

A tutti gli amici appassionati di questo mondo, ma anche amanti della fotografia, segnalo il concorso annuale dell’ANABORAPI "La mia Piemontese", dedicato ovviamente ad immagini di vacche di razza Piemontese!

Gli amici vaganti

Anche gli amici di questo blog sono vaganti, come i pastori (e la vostra Autrice!). Nei loro viaggi, gite, escursioni, non si dimenticano però di scattare qualche immagine da inviarmi. Ancora grazie!

Così Carla ha pensato alle statue pastorali quando si trovava a Druogno (VB) in Val Vigezzo e dove questa pastorella con capra fa bella mostra di sè in piazza tra le rose.

Mauro invece è stato in Val Maira (CN), a Chiappera e, salendo verso il Col Maurin, alle Grange Marin ha incontrato questa mandria di vacche piemontesi.

In Val Chisone invece ha trovato un pastore che i miei lettori più fedeli riconosceranno certamente, visto che è sulla copertina di "Dove vai pastore?" ed è anche il protagonista del video girato lo scorso autunno per la mostra al Museo Etnografico di Pinerolo. Giornata calda, sembrerebbe…

Anche Mari è andata a trovare Fulvio, accompagnandolo nella transumanza estiva da Fenestrelle a Prato del Colle. L’ho già detto al mio amico pastore, ormai mezza valle è territorio suo, da Pragelato fino ad affacciarsi sulla Val Sangone! Il più vagante dei pastori, 365 giorni all’anno a spostarsi da un comune all’altro…

Poi di nuovo sui pascoli, magari un po’ sassosi ed accidentati, ma dove "uomini ed animali sembrano essere più felici che in pianura", ci racconta Mari. 

Sempre lassù nel Vallone di Rouen, la nostra amica ha anche visto un "animale mitologico". Quante volte Fulvio mi ha narrato di questo becco, sfuggito con un gruppo di capre ad un gregge di un allevatore locale e rimasto lassù tra le rupi con le sue compagne, inselvatichendosi e riuscendo a scampare ai ripetuti attacchi del lupo.

Ancora una bella immagine simpatica, l’asino che "bagna la biava", così si dice in dialetto, riferendosi a questi animali quando si rotolano nella polvere a gambe all’aria.

Ispirato dal post botanico di ieri, Amedeo invece mi ha spedito alcune foto di fiori, tra cui queste orchidee (Orchis sambucina, nella colorazione gialla e violetta).

C’è poi anche questo bel fiore giallo tra le rocce calcaree, che non ho mai visto qui sulle Alpi. Direi che è un anemone, o comunque un appartenente alla famiglia dei ranuncoli. Chi è che ce lo classifica? Grazie ancora a tutti voi, aspetto chi è in zona questa sera alle Bigorie di Oncino per "Sotto le stelle dei margari", poi sabato prossimo 2 agosto a Sant’Anna di Bellino (Val Varaita), ore 14:30, dove interverrò ad un convegno insieme ad altri relatori, parlando di pastorizia e di come può nascere l’amore per questo mondo.