Spazio di servizio

Per non restare troppo attardata e, soprattutto, per segnalare gli appuntamenti che mi avete comunicato… spazio alla rubrica dedicata a voi, in attesa di tornare a quello che mi capita nel mio vagabondare!!

Dalla Svizzera, le pecore di Chiara sono scese dall’alpeggio insieme alle loro compagne di gregge. Il pastore ha faticato non poco a tenere insieme questi 500 animali, provenienti da proprietari diversi, specialmente in un’estate nebbiosa e piovosa come quella appena trascorsa. Adesso le 22 pecore di Chiara torneranno… all’ovile!

Mauro questa volta non ha pedalato tanto per incontrare un gregge, perchè in questa stagione gli passano tutti sotto casa. L’altro giorno a Pomaretto è stata la volta delle pecore di Bepin, il pastore che sale al Pis Lausun in Val Germanasca.

Una piccola sosta per far defluire il traffico, poi giù per la strada dell’Inverso… Ormai conosco bene il tragitto di tutte le greggi che salgono nelle vallate del Pinerolese! Il segreto è non scendere tutti negli stessi giorni, per avere erba da mangiare. Altrimenti… va bene al primo, molto meno a quelli che seguiranno!

Persino i miei genitori oggi pomeriggio sono incappati in una transumanza. Siamo sempre in Val Chisone, nel Vallone di Bourcet, e queste sono le pecore che proprio Mauro aveva immortalato in primavera mentre salivano all’alpe!

Alla fine della transumanza, nel cassone del pick-up, c’erano queste pecore impossibilitate a compiere il viaggio a piedi… E così anche il gregge delle Ciuliere sta scendendo a valle. Resistono tra i monti solo in pochi!

Carla, che gira sempre con la macchina fotografica, ha causato scompiglio nel traffico diretto a Malpensa per immortalare questo gregge nella periferia di Busto Arsizio.

Si dice poi stupita di avere trovato questa statua in una villa (probabilmente di proprietà comunale) di Olgiate Olona, in provincia di Varese. C’è qualcuno che ne conosce la storia?

Che sorpresa poi ricevere delle immagini dal Moncenisio! L’autrice è Cristiana e mi dice che sono state scattate il 14 settembre. Ricordo bene il panorama di quella mattina e soprattutto le condizioni della strada in uscita dall’alpeggio!!

Gli allevatori della Val Cenis sono intervenuti con il fieno, per superare quella difficile giornata! Per fortuna poi la neve è andata via ed il pascolo "naturale" è potuto continuare ancora per qualche settimana.

Alla festa "Scarghè" di Crampiolo (VB) è andato tutto bene, nonostante il freddo. Stefania, del Parco Veglia-Devero, ci manda queste foto scattate dalla collega Ivana. Qui i formaggi pronti per la degustazione…

 

Ed ecco invece una panoramica della festa, con i visitatori infagottati nei vestiti, nonostante il cielo azzurro ed il sole.

E loro, le protagoniste vere? Eccole placidamente intente a ruminare, ignare di tutto e prive di preoccupazioni!! Grazie ancora alle amiche del Parco per queste foto.

Sempre dal Veglia-Devero, ricordiamo ancora una volta la 4° edizione di "Tempo di Migrar", con la discesa del gregge a Premia il 27 settembre (ulteriori dettagli nel sito del Comune di Premia).

Francesca mi gira la segnalazione della Seconda esposizione "Capra pezzata mòchena – Plètzet goas van Bersntol" – 5 ottobre, malga Plètzn – Fierozzo/Vlarotz (Trento), e ben volentieri ospito questo evento sulle mie pagine. Per saperne di più, andate a vedere qui.

Per finire, un evento che mi vede coinvolta in prima persona.

CLUB AMICI VALCHIUSELLA

ASSOCIAZIONE TOMA ‘D TRAUSELA

 

 TRAVERSELLA

3 – 4 e 5 OTTOBRE 2008

avrà luogo la prima edizione della manifestazione

 

la TRAMIA”

la filiera del latte

  

VENERDI’ 3 OTTOBRE

ore 21.00 presso il salone di piazza Martiri 1944 – Proiezione: DAGLI ALPEGGI AL PIANO. La vita dei margari e dei pastori nomadi. Presentazione dell’autrice Marzia Verona. Concerto di canti popolari del Coro CANTORI SALESI diretto da Gian Piero Dalmaso

SABATO 4 OTTOBRE ore 21.00 presso il salone di piazza Martiri 1944. Convegno sul tema: Le TOME dell’ALTA VALCHIUSELLA. Prospettive di sviluppo. Parteciperanno rappresentanti della Regione Piemonte e della Provincia di Torino.

DOMENICA 5 OTTOBRE Ore 10.00. Ponte di Cali: ritrovo mandrie e greggi. TRAMIA alla MINIERA lungo la via delle Miniere

Ore 10.30

Ponte delle Folle ed area ex-vasche. Apertura rassegne con vendita di prodotti tipici, dimostrazione delle attività agricole, esposizione del bestiame, dimostrazione di caseificazione, gara di mungitura e molto altro ancora!

A tutti gli amici appassionati di questo mondo, ma anche amanti della fotografia, segnalo il concorso annuale dell’ANABORAPI "La mia Piemontese", dedicato ovviamente ad immagini di vacche di razza Piemontese!

Dall'Ossola

Sono di ritorno, prima del previsto. Dovevo rimanere in Ossola fino a sabato, ma il maltempo… già, questa pazza estate! Che estate non sembra, quando giri con guanti e berretto, mentre rovesci di pioggia o fiocchi di neve ti accompagnano, alternati a venti gelidi.

Non è stato comunque il maltempo in quanto tale a farmi rientrare prima (ci vuole ben altro per spaventarmi!), ma il fatto che i margari non sono ancora saliti agli alpeggi più in quota. Vuoi perchè su fa ancora freddo (infatti nevicava), vuoi perchè l’erba è bassa, vuoi perchè sono indietro con i fieni nel fondovalle… e poi, in Ossola, si sfruttano ancora i "corti" (i tramuti, le "tappe" intermedie di salita: una baita a mezza quota, una più in alto, qualcuno addirittura ha 3 tramuti sulla via della salita e della discesa).

Comunque, la prima tappa è stata l’Alpe Veglia, dove un’assurda (??) ordinanza comunale impedirebbe l’accesso diretto ANCHE a PIEDI lungo la bella strada lastricata in pietra, che si inerpica sui versanti ripidi fin su, nell’ampia piana. Pericolo caduta pietre… e dove non c’è, in montagna? Comunque, salgono solo i proprietari delle case ed i guardiaparco. Turisti? Fare in giro da sopra, a piedi, impiegandoci oltre il doppio del tempo. Ovvio che molti rinunciano… e non vanno su a comprare formaggio.

Sarà anche per questo, sarà per una lunga serie di fattori, ma all’Alpe Veglia, delle oltre 800-1000 vacche che salivano nel secolo scorso, ne restano più o meno una trentina… Triste storia, solo una famiglia di margari, Adolfo con sua moglie e i figli. (Spettacolari le ricotte affumicate sulle mensole interne del camino…).

Al Devero invece, dove sorgerà il futuro Museo dell’Alpeggio (a cui sto lavorando), i margari che saliranno a Buscagna erano intenti alla mungitura. Più in là nella piana, pascolava la mandria più grosso, che invece "carica" l’alpe Forno a partire dalla seconda metà di luglio. Vacche decisamente simpatiche e fotogeniche!

Anche il sole ha fatto capolino per regalare qualche bello scorcio di panorama tra Crampiolo, l’alpe Sangiatto e l’Alpe Fontane. Zona di produzione del Bettelmatt, bellissimi pascoli ricchi di trifoglio alpino, meravigliose fioriture e profumi.

Quando però è stata l’ora di trasferirsi in Formazza, dopo una notte di vento, le cime già erano imbiancate da una leggera spruzzata di neve. Se, nel fondovalle, c’era il sole, su a Riale il cielo era grigio di tormenta. Gli interminabili tornanti che salgono al lago Kastel e poi al Toggia ed al Passo San Giacomo (confine con la Svizzera) sempre più erano un viaggio verso la neve ed il freddo.

Per fortuna il vento, così come accumulava le nuvole, le spazzava anche, quindi si è potuto terminare il giro, affacciandosi anche sulla Svizzera, una linea di confine intuita solo grazie alla diversa segnaletica dei sentieri, altrimenti i pascoli sono gli stessi. Ricchi, ampi, sconfinati…

Al Kastel, Massimo (il margaro) era salito il giorno prima. Le sue vacche erano intirizzite, ma pascolavano a grandi boccate, sullo sfondo del lago (artificiale, come la gran parte degli invasi dell’Ossola).

Non poteva mancare l’immagine del vero protagonista di queste terre, di questi pascoli. Il Bettelmatt. Dall’omonimo alpeggio ad una serie di siti di produzione tra il Devero e l’Alta Formazza, qui è stato "ritratto" proprio nella stagionatura di Morasco, che è uno dei tramuti del margaro che, appunto, carica l’Alpe Bettelmatt.

Questa è dunque una breve panoramica della realtà ossolana, così come l’ho vista io nei giorni scorsi. Aggiungiamo un Parco che fa molto per valorizzare gli alpeggi e farli conoscere, una Comunità Montana che ha ottenuto la valorizzazione del prodotto caseario… E dei margari che, accanto al pannello illustrativo ed il depliant anche in tedesco, vorrebbero però la strada per raggiungere la loro baita (o, se la strada c’è, che sia percorribile!). Si lamenta una carenza di persone che abbiano ancora voglia di fare questa vita… "Ormai queste vacche, le Brune, le hanno selezionate per produrre tanto latte e quindi molti preferiscono tenerle giù piuttosto che perdere in alpeggio…". Questo mi ha detto un giovane. C’è da riflettere.