Manifestazioni e… indignazione

Cari amici, non vi nascondo che, in questi ultimi tempi, io non abbia pensato più volte di lasciar perdere questo blog. Poi però vedo e leggo certe cose e mi convinco che, nonostante tutto, è necessario che io continui. Perchè il mondo dell’allevamento, della montagna, ha bisogno che si parli della sua realtà. Anche se certe cose al momento non le vivo più in prima persona, le conosco. Penso di essere in grado di spiegarle e cercare di farle comprendere almeno a coloro che hanno voglia di capire e ragionare.

Domani sera, ve l’avevo già detto, sarò a Lemie (TO), nelle Valli di Lanzo. Alle ore 20:30, nel salone polivalente, presenterò il mio ultimo libro “Lungo il sentiero”. Come sapete, ho scelto la formula del romanzo anche per ampliare il mio pubblico e raggiungere persone che magari non conoscono la realtà dell’allevamento/pastorizia/alpeggio, ma amano leggere. La presentazione del mio libro sarà concomitante con la rassegna caprina e precedente la battaglia delle capre, indicata (credo di proposito) come “confronto” sulle locandine.

E guardate qui cosa pubblicava ieri l’ANSA!?! “Boxe tra caproni, Aidaa chiede lo stop. Domenica a Lemie semifinali nazionali. ‘Combattimenti illegali’ (ANSA) – TORINO, 26 GIU – Prima del combattimento vengono pesati e divisi per categoria, in base anche alla lunghezza delle corna. E’ la ‘boxe’ tra caproni, in programma domenica a Lemie, provincia di Torino, con le semifinali nazionali. “E’ inammissibile che questo possa accadere in Italia”, tuona l’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa), che ha chiesto al Ministero della Salute di bloccare la manifestazione. “I combattimenti tra animali – sottolinea l’associazione – sono vietati per legge”.

Ci va già fantasia per mettere insieme un tale concentrato di idiozie. Caproni? Boxe? Lunghezza delle corna? Combattimenti illegali? Di questo argomento avevo già parlato qui, pertanto mi sembra inutile ribadire quanto già commentato in seguito al servizio di Edoardo Stoppa. Trovo comunque allucinante vedere come sempre più vi sia un’eccesso di libertà di opinione. Va bene poter dire tutto, ma un servizio come l’ANSA, buttar lì le notizie e non affiancare nemmeno un minimo di contraddittorio… Chi legge e non sa di cosa si tratti, chi ignora come il “combattimento” tra capre sia naturale e avvenga quotidianamente al pascolo, in stalla ecc ecc, potrebbe pensare ad un qualcosa di analogo al combattimento tra cani (quello sì illegale). Il testo pubblicato farebbe ridere nel suo insieme, ma purtroppo danneggia e non poco l’immagine dell’allevamento tradizionale e il lavoro svolto (per passione) da chi si impegna per organizzare queste manifestazioni.

Prima o poi ci sarà qualcuno che si prenderà la briga anche di criticare le feste della transumanza? Trasportare gli animali sui camion è sofferenza, farli camminare per carità… Non so, qualcosa questa gente malata riuscirà ad inventarselo, ne sono sicura. Comunque, per adesso la transumanza esiste ancora e, qua e là, qualcuno si adopera per farla conoscere ed incontrare al pubblico, come ad Amatrice (RI). Il 5-6 luglio 2014 si terrà il consueto “Viaggio della Transumanza”. Qui potete informarvi sull’evento e leggere nel dettaglio il programma.

Dal mare al Vanoi

A Canal San Bovo (TN) quest’anno si è tenuta la prima edizione di una particolare “festa della transumanza”. Organizzata in semplicità, ma ottimamente, è una festa vera e non una ricostruzione o un evento finto ad uso turistico. Ovviamente però lo scopo era far arrivare turisti a conoscere il posto e incontrare greggi & pastori. Il sabato sera, proiezione del film “La strada di Denis” e presentazione del mio “Lungo il sentiero”.

I pastori erano già sul posto almeno dalla sera prima. Infatti al mattino presto avevano aperto i recinti per far pascolare gli animali. La giornata sarebbe stata lunga. Anche se la transumanza passava comunque di qui per raggiungere i pascoli alpini, per la “festa” il gregge sarebbe transitato in paese e bisognava rispettare più o meno le tempistiche indicate sui depliant informativi.

I pastori coinvolti erano tre e si davano una mano a vicenda per far sì che tutte le attività previste avvenissero per il meglio, cercando nello stesso tempo però di svolgere i loro lavori quotidiani. Come prima cosa c’era la passeggiata con l’asino, con un’accompagnatrice che avrebbe portato un gruppo di turisti (i più volenterosi e mattinieri).

E così, tra storia del paese, antichi mestieri, racconti di terribili alluvioni, dietro all’asina e al suo puledro, che sembravano più che altro interessati a far ritorno dal gregge, ci si ferma nella casa di un appassionato, trasformata in piccolo museo della civiltà contadina di ieri. Il proprietario rapidamente spiega l’utilizzo dei principali attrezzi, poi la carovana riparte.

La tappa successiva è la tosatura. Il secondo gregge infatti è “parcheggiato” più a valle lungo il fiume e, con o senza la presenza del pubblico, sono iniziate le operazioni per spogliare le pecore dal loro vello. Anche in questo caso, niente di “artificiale”. Il pastore tosa sempre in questa stagione quando arriva qui, al suo paese. Per tosare le pecore, c’è una squadra di professionisti appositamente reclutati.

Mentre pastori ed aiutanti lavorano, per i turisti è stata organizzata una “colazione” con prodotti tipici. Pastorizia, ma non solo, da queste parti! Ecco allora i formaggi a latte vaccino, tra cui un formaggio di malga stagionato dello scorso anno.

Intanto il gregge si prepara alla partenza. Le pecore hanno pascolato lungo il torrente, il sole inizia a scaldare, arriva anche la RAI a girare alcune immagini che verranno poi trasmesse al telegiornale regionale della sera. Intorno alle pecore si aggirano fotografi, amici e curiosi, ma la gran parte del pubblico aspetta in paese.

Finalmente si parte. “Biagi”, il padrone del gregge, è andato a vedere dove condurre le pecore, quando torna ci si mette in marcia. Bisogna fare un giro per risalire a livello del paese, ma chi guarda dall’alto può vedere la lunga fila bianca che si snoda sulla strada. Gli altri due pastori, Candido ed Angelin, sono rispettivamente i padroni del gregge che viene tosato e di un altro gregge attualmente poco lontano. Per l’occasione, si danno una mano tutti insieme.

Ecco il gregge nel centro di Canal San Bovo, con lo striscione della manifestazione sullo sfondo. L’ottima riuscita dell’evento è stata aiutata dalle condizioni meteo. Faceva persin troppo caldo, specialmente per gli animali che dovevano camminare sull’asfalto a quell’ora.

Il cammino del gregge prosegue tra bancarelle, gente del paese, turisti e gruppo musicale chiamato ad allietare l’evento. E’ stata però con una certa sorpresa che ho captato alcuni commenti di persone residenti a Canal. Affermavano di non aver mai visto passare le pecore, in passato! I pastori in precedenza mi raccontavano di esser sempre transitati di lì per raggiungere l’alpeggio, ma ovviamente il tutto avveniva lungo il torrente, senza entrare in paese. Anzi, molti tratti della strada che conduce qui, addirittura vengono percorsi di notte.

Il pubblico guarda il gregge passare e non lo segue, restano tutti in piazza, magari vanno già a fare la coda per il pranzo. I pastori invece proseguono. Finito lo spettacolo, i saluti, gli applausi, torna il mestiere di sempre. Quello fatto di chilometri percorsi a piedi, di sole, di caldo, di polvere, di pioggia, di fango di freddo. Di orari che non finiscono mai. Ma quel giorno è comunque speciale e i pastori sono attesi come ospiti d’onore sotto al tendone.

Si passa il ponte e finalmente si può lasciare l’asfalto. Il caldo, arrivato all’improvviso, è davvero intenso. Gli animali camminano con la bocca aperta, bisogna condurli in un luogo fresco affinchè possano riposare e pascolare.

La strada porta ad un passo molto frequentato dai motociclisti. Sono numerosi quelli che hanno incrociato la transumanza, ma parecchi altri aspettano in coda al gregge, per poi ripartire facendo rombare i motori non appena questo libererà la carreggiata.

Il gregge viene fatto scendere in una cava/deposito di materiali. Tra nuvole di polvere, gli animali scendono verso il torrente. Il cielo è davvero limpido, l’estate sembra essere arrivata all’improvviso e le pecore, con questo caldo, dovrebbero già essere a quote maggiori. Mi dicono però che è normale transitare da queste parti in questo periodo della stagione.

Si torna in paese e c’è finalmente il tempo per fare un giro tra le bancarelle. Gli espositori sono stati scelti “a tema”, così per la gran parte espongono prodotti che, in qualche modo, hanno a che fare con la pastorizia e la valorizzazione dei suoi prodotti. Ecco ad esempio dei saponi al latte di pecora.

Numerose poi quelle che proponevano feltro, lana e altri oggetti derivati dalla sua lavorazione. Mi è rimasta una perplessità di fronte allo stand dove i cartelli certificavano la provenienza al 100% dalla Nuova Zelanda della lana impiegata per la realizzazione degli oggetti esposti! Una nota stonata, specie se confrontata con le locandine che spiegavano i progetti di recupero e valorizzazione delle lane locali.

Per finire, una doverosa visita alla mostra dell’amico Adolfo Malacarne, autore del libro “Transumanze“, appassionato conoscitore di questo mondo e amico di tanti pastori. Nelle sale dell’ecomuseo, erano stati esposti alcuni tra gli scatti più belli, tra cui anche immagini delle greggi e dei pastori protagonisti della festa.

Dopo il pranzo (per chi voleva, carne di agnello e capretto!), ancora un saluto a pastori e tosatori che, dopo una pausa legata ai tempi della manifestazione, avevano ripreso il loro lavoro. Tutto il gregge doveva essere tosato entro sera! La soddisfazione generale era tanta, anche chi si era adoperato per l’organizzazione iniziava a tirare un sospiro di sollievo, adesso che le attività previste erano terminate e gli ultimi visitatori si attardavano per pura curiosità. Complimenti ancora a tutti per il lavoro svolto e la buona riuscita della manifestazione.

In giro con voi

Ultimamente “giro” meno di un tempo, ma per fortuna ci siete voi che mi mandate immagini e racconti da una parte all’altra dell’Italia e non solo.


Chiara, dalla Svizzera, ci consiglia la visione di questo video (in Tedesco) sul ritorno del lupo in Piemonte, dove possiamo anche vedere una “vecchia conoscenza”, il pastore Fulvio Benedetto.

(foto G.Gosso)

(foto G.Grosso)

(foto G.Grosso)

Invece l’amico Giacomo durante l’estate, è andato ad assistere ad una manifestazione che, a giudicare dalle immagini, richiama un gran pubblico: “Con alcuni  amici valchiusellesi sono stato all’altopiano del Renon (BZ)
ad assistere al rientro di mucche e cavalli dagli alti pascoli, evento che da
ottant’anni si tiene il 24 Agosto. Uno spettacolo unico, ti assicuro. Era una 
faticaccia, il viaggio, andata e ritorno, in giornata. Ma ne è valsa la pena.

(foto G.Grosso)

(foto G.Grosso)

Ancora con Giacomo, ma questa volta in Piemonte. “Dopo 27 anni sono tornato alla Fiera d’Oropa. Grande partecipazione di allevatori ed appassionati giunti anche dal Canavese e dalla Valle d’Aosta. Di grande pregio il bestiame esposto, per lo più della razza “pezzata rossa”, appunto d’Oropa. Nessuna graduatoria di merito, bensì un premio di partecipazione a tutti gli espositori (scelta, questa, che dovrebbe essere presa ad esempio e seguita, dagli organizzatori di altre rassegne bovine). Ecco perchè, a differenza di ciò che spesso accade altrove dove, dopo la premiazione, alcuni storcono  il naso ritenendosi penalizzato, altri polemizzano vivacemente, altri ancora alzano minacciosi il bastone (sì, succede anche questo). Il risultato è che coloro che pensano di aver  subito dei torti, l’anno successivo non espongono più gli animali.  Ad Oropa invece, mangiano, bevono e cantano, gomito a gomito, tutti insieme.

(foto G.Grosso)

Tra le bancarelle, affollata come al solito quella di Alberto, della “Taglio Avion”, la premiata sartoria bergamasca  che veste pastori e margari. Peccato che stavolta non avesse portato con sè i bastoni, ricurvi all’impugnatura, che suo padre modella da autentico maestro.

Per concludere, un po’ di attualità. Ahimè nel Canavese il pascolo vagante continua ad essere protagonista come “pascolo abusivo” e ciò rappresenta un danno non solo per i proprietari dei fondi che si trovano ad ospitare questi animali ed i loro pastori, senza aver concesso loro il permesso di pascolamento, ma anche per tutti i pastori onesti. Penso a cosa vuol dire costruirsi tutta una “rete” di contatti, ore ed ore a cercare i proprietari e/o i conduttori dei fondi, chiedere il permesso, eventualmente mettersi d’accordo per un compenso (ci sono zone dove l’erba si paga… e anche cara!). Tutto questo vanificato dalle “pecore nere”, perchè poi tutti i pastori vaganti sono abusivi, perchè poi i comuni mettono i divieti di pascolo e tu non puoi entrare nemmeno se hai il consenso del contadino…

Festa della transumanza con polemica pastorale

Dopo una settimana di assenza, durante la quale sono successe molte cose da raccontare su queste pagine, riprendo da dove ci eravamo lasciati, cioè dalla festa della transumanza di Pont Canavese. Domenica scorsa il tempo era molto incerto e infatti la pioggia ha colpito con scrosci più o meno intensi la manifestazione, ma… chi ha capito il vero spirito transumante dovrebbe aver compreso che anche quello fa parte del gioco, o meglio, del mestiere!

In piazza già al mattino le bancarelle erano pronte ad accogliere i visitatori con la loro merce: artigianato, prodotti tipici ed artistici, informazioni turistiche sulla valle e sul Parco del Gran Paradiso. Si guardava in su e si sperava nel tempo, che inizialmente sembrava essere abbastanza buono. Il pubblico cominciava ad affluire, ma ovviamente sarebbero state le ore centrali della giornata quelle più affollate.

C’era anche uno stand dedicato ad un’azienda che alleva alpaca. La simpatica signora di Alpaca & Nuvole di Castelnuovo Nigra mi ha raccontato la sua scelta di vita per intraprendere questa nuova strada, faticosa, ma appassionante. La lotta per recuperare spazi per il pascolo, il passaggio dalla materia grezza ai filati e poi ovviamente ci sono gli animali… Purtroppo l’azienda non ha ancora un sito (l’intenzione c’è, ma poi il lavoro è sempre tanto ed il tempo per sedersi al computer invece manca!), però qui trovate i riferimenti per i contatti.

Puntualissima, poco dopo arriva la prima mandria in transumanza, annunciata dal suono dei rudun. Si tratta degli animali di Giovanni Contratto Ricca e non è che l’inizio della festa! Pubblico per ora ce n’è ancora poco, ma tutti i presenti salutano i margari ed i loro aiutanti. Viene offerto un bicchiere di vino, un cabaret di paste, ci si saluta, in un clima di allegria e simpatia.

In piazza intanto i più piccoli si divertono a fare piccole passeggiate a dorso d’asino. Per loro sarà comunque una giornata indimenticabile, l’entusiasmo dei bambini, anche “di origine cittadina” è grandissimo. Sicuramente si ricorderanno a lungo questo giorno, con un incontro dal vivo con gli animali e non solo immagini dentro uno schermo televisivo.

Segnalo questa toma “dei tre latti” prodotta dall’azienda Basolo in Val Soana e mi domando fino a quando si potrà gustare questa prelibatezza (gli anziani dicono che erano le tome migliori), visto che la presenza sempre più ingombrante del lupo anche nel Canavese fa sì che i margari che allevano sia vacche, sia ovicaprini, stiano pensando a fare delle scelte, dato che diventa impossibile lasciare incustodite durante il giorno capre e pecore.

Tutta Pont era agghindata a tema. I negozi esponevano prodotti che richiamavano l’evento o avevano realizzato prodotti specifici per l’occasione. Poi qua e là nelle vetrine o sui tavolini all’esterno facevano bella mostra giganteschi rudun riccamente decorati. Transumanza ovunque per questo terzo appuntamento con la manifestazione, ottimamente organizzata con grande entusiasmo che ha saputo coinvolgere un po’ tutti, o quasi…

Certo, c’era da aspettare tra un passaggio di animali e l’altro, ma chi aveva capito davvero cosa stava succedendo non poteva aver pretese di puntualità e rigore. Questa era una manifestazione vera, con mandrie e greggi che davvero scendevano dall’alpe per tornare in pianura, quindi c’era chi si era messo in cammino direttamente partendo dalla baita, chi aveva fatto tappa lungo la strada, a seconda della distanza. E poi, in questo mestiere, può sempre esserci l’imprevisto! Comunque, se uno non aveva voglia o si annoiava ad aspettare, bastava capire chi fosse il prossimo a transitare per la piazza e poi andargli incontro. Io mi sono avviata a piedi lungo la Val Soana, fino a sentire lo scampanio ed incontrare poi la famiglia Basolo con i loro animali.

Sono quindi scesa con loro fino ad entrare in Pont. Tutta la gente aspettava lungo la via principale e poi nella piazza, quindi prima era transumanza “normale”, quella che avviene ovunque nelle valli in questo periodo. Il bello è che, con l’occasione della festa, si è riusciti a mettere insieme tanti per far sì che scendessero lo stesso giorno e si è ridato il giusto riconoscimento ed onore a questo mestiere, facendolo transitare davanti a tutti tra sorrisi ed applausi.

Nonostante la pioggerella fine che aveva iniziato a cadere, in piazza c’era sempre più gente ad attendere i margari ed i loro animali. C’era chi guardava direttamente il passaggio della mandria e chi era impegnato a scattare foto o realizzare filmati. La folla che si assiepava lungo la via mi ricordava il passaggio del Giro d’Italia, però le vacche sono grosse e nessuno osava avvicinarsi tanto!

In coda alla mandria, altri bambini. C’erano quelli tra il pubblico, che strillavano eccitati, ma c’erano anche quelli per cui la transumanza è una grande festa, ma anche un giorno “di lavoro”. A quell’età non lo vivi come tale e poi anche in seguito camminare davanti o dietro ad una mandria o un gregge, lo sapete bene, viene definito “passione” prima che non mestiere. E’ proprio così, da bambini, con una cana in mano, che nasce la passione.

Usciti dal paese, nuovamente senza pubblico intorno, le mandrie continuano il loro cammino. La “festa” è finita, per ora. Si cammina fino alla cascina o a trovare un pascolo dove fare una sosta, poi probabilmente ci sarà un altro festeggiamento, cioè un pranzo tutti insieme, amici e parenti.

Ho scoperto che c’è anche una sorpresa, un gregge in più che parteciperà alla festa. Per me è l’occasione di ritrovare un vecchio amico, non vedevo lui con il suo gregge da anni. E’ Piero, detto “il Bersagliè” (chi ha letto “Dove vai pastore?” se lo ricorderà, con il suo humor e le sue battute), che ha deciso di far passare la sua transumanza nel fondovalle proprio oggi per aggiungersi alla festa. Questa transumanza per lui infatti ha anche un significato particolare.

Mentre aspettiamo che il vigile ci dia il via libera per partire, mi racconta un po’ di cose “da pastore”. E’ informato su di me e sulla mia vita, ma sono io a non sapere più niente di lui. Questa forse sarà la sua ultima transumanza, proprio per questo motivo ha deciso di sfilare per il centro del paese insieme agli altri. “Ho qualche problema di pressione, può darsi che non possa più andare in alta montagna. Credo che le venderò, non tutte, ne tengo un po’, perchè altrimenti cosa faccio… Ma è ora di ritirarsi.

La transumanza è bella da vedere, la transumanza è bella da fotografare, ma… Non me ne vogliano i margari, io trovo che la transumanza di un gregge e del suo pastore abbia quel tocco di fascino in più. La bellezza sta nell’avanzare compatto degli animali alle spalle della loro guida. Se poi il pastore ha il phisique du role, tanto meglio!

Anche il pubblico sembra apprezzare: le pecore sono meno pericolose della vacche, poi c’è l’entusiasmo nel vedere l’asino con il suo carico di agnellini. In tanti allungano una mano per sfiorare i velli morbidi, ma gli animali iniziano ad essere nervosi e spaesati. Per loro è un’esperienza nuova e non del tutto gradevole.

Così si forma un ingorgo, gli animali non vogliono proseguire oltre, anzi… si girano per tornare indietro! C’è da sudare un po’ per riportare tutto alla normalità a forza di fischi, di abbaiare di cani, tra la gente che non capisce bene e contribuisce ad aumentare la confusione. Poi il pastore va indietro a prendere uno degli asini per la cavezza e tutto torna ad andare per il verso giusto.

Seguo il gregge. Si sta facendo tardi, devo rientrare in alpe entro sera, ma il pastore ed i suoi amici mi invitano a pranzare con loro più avanti lungo la strada. Mi perderò il resto della festa, ma nonostante tutto mi inseguiranno le “polemiche” suscitate da uno spiacevole incidente verificatosi nelle ore successive. Già al mattino infatti gli organizzatori mi avevano informata che, se Piero fosse transitato a Pont, l’altro pastore (quello ufficialmente inserito nei manifesti de La Transumanza) non avrebbe poi voluto passare di lì. Se avesse visto tracce di escrementi lungo la strada, avrebbe tirato dritto… Gelosie tra pastori? Le pecore di Piero sono belle, ben curate, un comportamento simile avrebbe potuto essere giustificato solo in presenza di un gregge potenziale portatore di malattie!

Liquidiamo la cosa con un’alzata di spalle, io confidavo nel buonsenso, pertanto continuiamo il nostro cammino. Gli amici di Piero sono persone della valle e mi raccontano  com’è nata la loro amicizia. Ai tempi dell’alluvione del 2000, che devastò la Valle Orco, il pastore rimase bloccato in valle e si ritrovò a condividere quei momenti difficili con il resto della popolazione, aiutandosi l’un l’altro. Una bella storia di solidarietà che genera un’amicizia destinata a durare nel tempo.

(foto G.Fassino)

Lascio la valle e la transumanza per rientrare verso l’alpeggio. Verrò poi a sapere che l’altro gregge, con un numero di capi ben maggiore, ha tirato dritto ed è passato sulla circonvallazione di Pont. Che brutto gesto, poco intelligente… La delusione, del pubblico e degli organizzatori, è stata grande. Commenta l’amico Carlo: “Io c’ero mi è dispiaciuto soprattutto per tanti bambini che ho visto molto ansiosi di vedere il gregge.” La brutta figura l’ha fatta chi non ha voluto passare senza che ci fosse una ragione plausibile per questo gesto così stupido. E pensare che il manifesto della transumanza portava proprio come sfondo la foto del gregge… Capite perchè è impossibile sedere i pastori intorno ad un tavolo per prendere delle decisioni? Persino nei momenti di festa capitano queste cose. Comunque a detta di tutti, nonostante il pastore dissidente e nonostante la pioggia, è stata una bella manifestazione. Chiedo scusa per non potervi mostrare anche il transito delle mandrie del pomeriggio.

Articoli, convegni, libri

Mentre sistemo le foto e sbrigo un po’ di arretrati dopo la mia assenza della settimana scorsa, inizio a pubblicare un po’ di notizie, tra cui una comunicazione importante.

Sì, sono ancora in alpeggio e, per questo motivo, il blog non è aggiornato con la frequenza quasi quotidiana a cui eravate abituati un tempo. I pastori cercano sempre di far durare la stagione il più possibile e poi, fino all’altro giorno, chi pensava di venir via, con giornate del genere?

Questo blog comunque ha ricevuto un buon numero di visite nonostante la mia assenza grazie a due avvenimenti. La scorsa settimana infatti sono stata intervistata in diretta su Radio Capital mentre ero a Bra per Cheese. Sempre in quell’occasione, mi è stata fatta un’altra intervista che avete potuto leggere a firma di Carlin Petrini sulle pagine regionali di Repubblica domenica scorsa. Qui il testo on-line.

Stamattina mi sono lasciata alle spalle il cielo blu per tuffarmi nella nebbia e nella pioggerella autunnale. Chi è in pianura poco sa della vita dell’alpe… Purtroppo anch’io scrissi su questo mondo quando ancora non lo conoscevo dall’interno. Oggi, dovessi farlo, affronterei diversamente l’argomento. Volevo segnalare a tutti coloro che ancora cercano la mia opera “Vita d’alpeggio”, Blu Edizioni (esaurita in libreria), che ora è disponibile l’e-book (per i più tecnologici). Lo trovate per esempio qui.

Soprattutto per gli addetti ai lavori, volevo segnalare questo interessante convegno che si terrà il prossimo 5 ottobre a Rocca de Baldi (CN). Qui il programma della Festa dei Bergè, all’interno del quale si terrà anche il convegno sulla parassitosi e gestione sanitaria degli allevamenti ovicaprini.

Festa della transumanza a Pont Canavese – anticipazioni

Cedo molto volentieri un po’ di spazio sul blog agli organizzatori de “La Transumanza” di Pont Canavese, manifestazione che si tiene da un paio di anni, ma che sta crescendo con successo e grande apprezzamento del pubblico.

Quest’anno la transumanza di mandrie e greggi avverrà il 5-6 ottobre. Qui sul sito potete trovare tutti i dettagli.

La transumanza è un giorno particolare, una festa ed una grande fatica. Per il pubblico sicuramente è un momento in cui incontrare dal vivo il mondo dell’alpeggio, dei margari, della pastorizia, del pascolo vagante.

Trovate La Transumanza anche su facebook. Inoltre, gli organizzatori ci parlano di questa iniziativa: “Abbiamo attivato un progetto di crowdfunding, cioè una ‘raccolta fondi’ online per sostenere l’organizzazione della festa, che richiede sempre più sforzi economici per far fronte alle spese. Questo è il link:

 
Lo scopo è quello di sensibilizzare un pubblico sempre più ampio e cercare sostenitori, tramite il video “Le vacanze di Mucca Serena” che spiega in modo giocoso il soggiorno in alpeggio della protagonista.
Spero di poter essere presente, così come avevo fatto due anni fa, anche se la data è “critica” e potrebbe coincidere con quella di transumanze che mi vedono impegnata in prima persona. Buon cammino a tutti!

Iniziano gli appuntamenti (e spesso sono concomitanti)

Cari amici, fin quando sarò in alpeggio, non garantisco di riuscire a pubblicare in tempo le locandine degli eventi che mi segnalate. Oggi ve ne segnalo alcuni per le prossime settimane e… ahimè, vedrete come spesso le date si sovrappongano (e succede tutti gli anni, tra settembre e ottobre, mesi densi di fiere e manifestazioni).

Il prossimo 23 agosto a Baboutet (Val Chisone – TO) si tiene la 53° Fiera e rassegna zootecnica (qui il programma). Nella stessa data, alla sera, ore 21:00, frazione Boscalere di Ribordone (TO), presenterò il mio libro “Di questo lavoro mi piace tutto”.

A fine mese gli appassionati potranno “dividersi”, oppure organizzare un bel tour. Iniziamo dalla Val Germanasca, a Bovile, frazione di Perrero.

30 – 31 AGOSTO • 1 SETTEMBRE 2013
presso la “Crotto d’Pellenc”
Bovile – PerreroProgramma della manifestazione
Venerdì 30 agosto
ore 16.00 inaugurazione mostra
“pastori piemontesi nel XXI secolo”
realizzata dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Torino nell’ambito del progetto “Propast”e dall’associazione AmaMont
ore17.30 Presentazione del libro
“Pascoli e Vigneti”
Presidi caseari e enologici nelle zone alpine e subalpine del Piemonte
Gian Vittorio AvondoSerena Maccari
ore 21.00 proiezione del Film di Giorgio Diritti“Il vento fa il suo giro”
E l’aura fai son vir
Sabato 31 agosto
ore 14,30 apertura mostra“pastori piemontesi nel XXI secolo”
realizzata dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Torino nell’ambito del progetto “Propast”e dall’associazione AmaMont
ore 18.00 presentazione del libro“Di questo lavoro mi piace tutto”
giovani allevatori del XXI secolo tra passione e difficoltà
Autore: Marzia Verona
L’Artistica Editrice 2012
(Opera segnalata al premio ITAS di Trento nel 2013)
ore 19,30cena con gli amici della Montagna (è necessaria la prenotazione)
ore 21,00danze occitane
Domenica 1° settembre
ore 10.00 apertura rassegna
“formaggi di alpeggio”
con la partecipazione di pastori e casari delle valliore 13.00
pranzo con gli Amici della Montagna (è necessaria la prenotazione)
ore 17,30
chiusura della manifestazione
Informazioni e prenotazioni
tel. 345.5155386 – 334.7488601 – 349.3824679email: info@gambovile.net – borgata.granero@libero.it

Sempre il 1 settembre, un po’ più in giù nella valle, l’appuntamento è a Pramollo in Borgata Ruata.

Un altro appuntamento legato agli alpeggi è, sempre il 1 settembre, a Canosio, in Valle Maira (CN), con la 3° festa del Nostrale d’Alpe.

Differenze

Avrei da pubblicare vostre foto, avrei da raccontarvi dei giorni scorsi in alpe, invece oggi alla fine vi mostro due piccole grandi storie, una a rilevanza per lo meno europea, l’altra invece piccola piccola, successa ad un amico. A voi poi la riflessione che il confronto potrà generare.

Iniziamo dalla Francia. Quest’anno la città di Marsiglia è capitale europea della cultura. L’immagine, ripresa da questo articolo del Daily Mail, vi mostra come sia stato inaugurato questo evento. Una sfilata di 3000 pecore… Il titolo della parata era TransHumance e viene definito un “esperimento artistico” dal giornalista. In realtà si mostra quello che in questa parte della Francia (e non solo) accade da secoli in questa stagione, cioè la transumanza di uomini ed animali verso i pascoli estivi. Un tributo a questo mestiere che tanto significa per l’economia, il territorio, la storia e la società della Provenza e di altre aree della Francia. Una vetrina internazionale per i pastori. Che onore, che gioia, che orgoglio! Andate a vedere sul sito ufficiale di mp2013 video (emozionante!) e altro, la spiegazione della filosofia del progetto, il programma di tutti gli eventi (ormai conclusi) ecc ecc…

Già, la Francia, dove in questi giorni si tengono le feste della transumanza, come quella di Die a cui avevo partecipato anni fa. Anche quest’anno sarà un evento che richiamerà un grandissimo pubblico. Qui trovate info e programma della manifestazione, che si terrà il 22-23 giugno prossimi.

Invece, ahimè, in Italia di pastori si parla quasi sempre solo in negativo. Certo, c’è la festa di Amatrice dove ero stata lo scorso anno e che quest’anno si terrà il 7 luglio, ma quando ero stata là mi ricordo di aver sentito parlare soprattutto di problemi, di un mestiere avviato verso il declino, pascoli abbandonati, sempre meno pastori… Qualcuno a volte dice che “capitano tutte e me” e non è vero che la gente sia così “maldisposta” verso i pastori. Ecco cosa scrive sulla sua pagina facebook l’amico Franco, parlando di un episodio che recentemente lo ha visto protagonista. Pensate ad una strada qualunque di quelle che percorrete quotidianamente… “Salvataggio di una pecora e spaccato del mondo d’oggi. Lungo la strada che congiunge Trana ad Avigliana. Una pecora decide di lasciare le compagne al pascolo nel campo e scavalcato in qualche modo il recinto percorre tranquillamente l’asfalto alla ricerca dei ciuffi che crescono ai bordi. Le vetture che la vedono anzichè rallentare strombazzano, la pecora si spaventa e attraversa in continuazione le corsie. Mi fermo metto i lampeggianti e faccio segno di rallentare alle vetture in arrivo, risultato pessimo. Passa un gruppo di ciclisti, il primo della fila grida a squarciagola “capraaaa” per avvisare quelli che lo seguono. E’ una pecora!! Raggiungo la casa più vicina, è una casa di contadini; sospiro di sollievo. Nessun campanello ma cinque cani, esce una signora molto anziana, avanza lentamente con l’aiuto di un bastone, le spiego il problema, mi fa un sorriso ed estrae dal grembiule d’altri tempi un nuovissimo cellulare con il quale avvisa il pastore che conosce bene. Torno a presidiare la pecora/capra e dopo due minuti netti arriva col suo fuoristrada il pastore che ringrazia e mette fine alle prodezze spericolate dell’animale. Due mondi a confronto……..

Già, proprio due mondi a confronto. Quello del pastore, che per diversi mesi all’anno si trova a condividere con altri gli spazi, solo che è normale veder sfrecciare un’auto ai 100 all’ora, mentre è strano (quando non fastidioso) che sulla stessa via transiti un gregge. Animali, questi sconosciuti… Mondo agricolo, sempre più lontano da noi. Facile andare a fare la spesa al supermercato, più complicato trovarci davanti quel mondo che è all’origine di ciò che acquistiamo in modo asettico, già preparato, solo più da cuocere e/o consumare. Al massimo va ancora bene vedere immagini bucoliche e pittoresche in TV, ma non sappiamo cosa fare / cosa farcene quando ce le troviamo davanti.

Auguri, anche se…

Anticipo ad oggi gli auguri di buone feste, sapendo che molti lettori del blog accedono ad internet dal posto di lavoro, quindi per qualche tempo forse non visiteranno queste pagine.

Auguri, anche se per molti i giorni che stanno per arrivare sono uguali agli altri. L’allevatore (e soprattutto il pastore vagante) non vede differenze tra un giorno festivo ed uno feriale. Anzi, spesso utilizza il giorno festivo per compiere spostamenti sulle strade, approfittando del fatto che c’è meno traffico!

Auguri, anche se c’è poco da festeggiare, di questi tempi. Sento parlare di agnelli rimasti invenduti, di agnelli venduti a bassissimo prezzo, sia qui in Piemonte, sia in Sardegna, sia altrove. Sento parlare sempre più di furti: furti di bestiame, addirittura le campane dal collo degli animali al pascolo. Forse le profezie Maya non erano poi così sbagliate, in fondo è la fine del mondo… La fine del mondo a cui eravamo abituati.

Auguri a tutti coloro che seguono questo blog, siete aumentati tantissimo nel corso di quest’anno che sta per finire. Grazie a chi legge, grazie specialmente a chi commenta e permette di confrontarsi e scambiare le idee. Grazie a chi mi manda foto e storie, che contribuiscono ad arricchire queste pagine. AUGURI!

Dovete esserci!

Cari amici  di questo blog… Se siete Piemontesi, non potete mancare a queste   iniziative!!! (E se non lo siete vi accoglieremo ancora più volentieri!) Scherzi a parte, spero di incontrarvi in occasione di questi importanti eventi pensati per avvicinare il mondo degli alpeggi e della pastorizia al “grande pubblico”. Una delle premesse per garantire continuità all’attività tradizionale di pastori e margari è proprio quella di essere conosciuta e valorizzata, di modo che anche i suoi prodotti vengano ricercati ed apprezzati.

Oggi e domani vi aspetto a Novalesa per la Giornata della Transumanza. Anche se il meteo non è dei migliori, l’attività dei pastori avviene sempre e comunque, quindi è importante che siate voi a far sentire loro il vostro calore e la vostra presenza. Anzi, sarà proprio vivendo una transumanza autunnale, forse bagnata (domani il tempo dovrebbe migliorare) che capirete meglio cosa vuol dire fare il pastore.

La manifestazione si apre oggi alle 16:00 con l’inaugurazione della “mia” mostra fotografica targata Propast, sui ” Pastori piemontesi del XXI secolo”, con proiezione di immagini sulla pastorizia. Segue, stasera alle 21:00, la prima presentazione ufficiale di “Di questo lavoro mi piace tutto“, il mio ultimo libro. Il tutto nella sala polivalente di Novalesa. Sempre questa sera, proiezione di foto dell’amica Barbara Stefanelli e presentazione della mostra di campanacci di tutto il mondo di Giovanni Mocchi. Filmato sulla transumanza dello scorso anno di Piero Rivetti. Domani, domenica 30 settembre, nei vicoli e nelle piazzette adiacenti a Via Maestra, dalle 9:00 alle 18:00 banchi espositivi a tema allevamento e pastorizia, degustazione di patate presso l’ex municipio. Intorno alle 14:30, discesa di mandrie e greggi lungo la Via Maestra: cavalli del Comitato Regionale Piemonte Fitetrc-Ante, asini, mucche e pecore, fra cui un gregge di circa 3.000 capi.  Nel corso della giornata è attivo un servizio di minibus per le visite all’abbazia dei SS. Pietro e Andrea e per scoprire gli altri siti culturali di Novalesa (chiesa parrocchiale di Santo Stefano, museo etnografico di vita montana in Val Cenischia, casa degli affreschi…). La mostra sui pastori piemontesi sarà visitabile tutto il giorno nella Sala Polivalente.                                    Informazioni: Comune, tel. 0122/653333.

Inizio ad anticiparvi un altro importante evento che si terrà a Saluzzo nel mese di ottobre.  FORM-ALP formaggi di montagna, Mostra mercato di formaggi d’alpeggio e di formaggi ovicaprini artigianali di montagna nella”capitale dei margari” il 13 e 14 ottobre, organizzato nell’ambito del progetto ProPast. Riporto di seguito il programma.

SALUZZO
Antiche Scuderie Fondazione Amleto Bertoni
(Piazza Montebello, 1)
Ingresso gratuito
Degustazioni gratuite con possibilità di prenotazione a partire da sabato 13 ottobre dalle ore 16.00 in sede fieristica, fino a 10 minuti prima della degustazione fino ad esaurimento posti (max 30-35)
Sabato 13 ottobre 2012
ore 16.00 – Presentazione della Mostra curata da  Propast “Pastori Piemontesi del XXI secolo” a cura di Marzia Verona.
La mostra “Pastori Piemontesi del XXI secolo” sarà visitabile per tutta la Fiera: una mostra fotografica per presentare il quadro generale della pastorizia piemontese attuale, la storia, i numeri, le razze allevate, i protagonisti e le principali problematiche
ore 16.30 – Incontro aperto al pubblico sul tema:
La valorizzazione del latte e della carne ovicaprina: aspetti normativi, prospettive economiche, condizioni per la costruzione di filiere ‘pastorali’ locali”
Moderazione: Michele Corti – progetto Propast
Relatori: Guido Tallone (trasformazione latte), Emilia Brezzo (trasformazione carne), i veterinari del Servizio Veterinario ASL CN 1 di Saluzzo  (Dario Gentile, Ponso Mario, Martinelli Giancarlo per gli aspetti igienico-sanitari)Piero Sardo (Slow Food).
Seguiranno interventi dei produttori.
ore 18.30 – Presentazione del libro “Formaggi d’altura” di Beppe Caldera (Ed. Vivalda), con la partecipazione dell’autore.
Il volume rappreseneta un viaggio tra 175 alpeggi in 75 vallate delle Alpi tra Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Per ogni tappa una scheda informativa e la relativa documentazione fotografica. Un cammino sulla via dei formaggi di malga, d’alpeggio e di grangia, per scoprire un arcobaleno di produzioni e di sapori che sanno restituire il gusto della montagna e della professione universale del pastore-casaro. Un libro speciale che stimola la scoperta personale, invita a una sorta di caccia ai tesori delle nostre terre alte dove le vacche d’alpeggio danno una materia prima con la quale nascono prodotti straordinari, capaci di trasmettere i sapori della terra. Tutto ciò grazie alla natura particolare degli ingredienti di base, cui si associa il sapere antico della tradizione che ha saputo adattarsi alle tecnologie casearie più attuali per garantire, insieme alla qualità, gli standard igienici e la salubrità del prodotto.
Interverranno Beppe Caldera e Michele Corti
ore 19.30 – Al termine della presentazione degustazioni guidata a tema, condotta da maestri assaggiatori, tra cui Beppe Caldera (Onaf Torino) e Guido Tallone (Onaf Cuneo) con i formaggi d’alpeggio degli espositori
 
Domenica 14 ottobre 2012
Apertura della Mostra Mercato dalle ore 9.30 alle ore 19.30 con presenza di produttori d’alpeggio e di montagna delle province di Cuneo e Torino e di alcuni produttori di altre province piemontesi e della Lombardia. In vendita anche prodotti a base di carne ovicaprina e di lana
ore 10.00 – Incontro aperto al pubblico sul tema:
Gli alpeggi di fronte a nuovi e vecchi problemi. Basta la passione per continuare? Ne parlano i giovani protagonisti”
Introduzione: Michele Antonio Fino – Presidente Fondazione Amleto Bertoni
Moderazione: Luca Battaglini – Progetto Propast
Testimonianze di giovani alpeggiatori delle Valli di Cuneo e Torino coordinate da Luciano Varetto (Corriere di Saluzzo)
Interverrano : Enrico Raina (Regione Piemonte, Ufficio decentrato di Cuneo), Luigi Ferrero (Servizio Sviluppo zootecnica Regione Piemonte)
ore 12.30 – Degustazioni guidate a tema, condotte da maestri assaggiatori, tra cui Marco Imperiali (Onaf Varese) e Lorenzo Lenta (Onaf Torino), con formaggi ovicaprini artigianali d’alpeggio
ore 17.30 – Presentazione del libro “Di questo lavoro mi piace tutto. Giovani allevatori del XXI secolo”(Ed. L’artistica, Savigliano) di Marzia Verona
Ragazzie ragazze appassionati di allevamento, chi per tradizione, chi per scelta. Capre, vacche, pecore, da latte, da carne e persino “da compagnia” fanno da sfondo alle loro storie. C’è chi vive di allevamento, chi sta facendo di tutto per iniziare un’attività e chi invece è costretto a mantenere questo aspetto alla voce “hobby”. Attraverso le loro parole, raccolte tra il 2010 ed il 2012 in Piemonte, Valle d’Aosta, ma anche con contributi da altre parti d’Italia pervenuti attraverso il web, si va alla scoperta di un mondo dove ci sono persone che si rimboccano le maniche e si danno da fare per coronare il loro sogno attraverso un mestiere che concede poco o nulla al tempo libero.
Interverrà Marzia Verona
ore 18.30 – (a seguire la presentazione del libro)   Degustazioni guidate a tema, condotte da maestri assaggiatori, tra cui Marco Imperiali (Onaf Varese) e Lorenzo Lenta (Onaf Torino), con i formaggi vaccini e ovicaprini artigianali d’alpeggio
Nel corso della giornata sarà possibile partecipare ad alcune attività: organizzate da alcune delle ditte espositrici:
Mini-laboratori di lavorazione del feltro a cura di “La pecora nera” di Sasha De Bettini. (Az. agr. La Foulia di Bettini Luca, Torre Pellice -To)
Visita guidata (ore 10-12 e 14-19) ad un’azienda di margari e in particolare la stalla con gli animali (non solo bovini ma anche asini, pecore capre, oche, tacchini, conigli) nel comune di Saluzzo (Az. Agr. Aglì Stefano) svernante presso Cascina Colombero , Fraz. Cervignasco 4
I responsabili del progetto Propast (Luca Battaglini, Michele Corti, Marzia Verona saranno disponibili per spiegazioni sul progetto e sulla realtà pastorale attraverso l’illustrazione della Mostra e la presentazione delle aziende espositrici).
Organizzazione Fondazione Amleto Bertoni di Saluzzo (Cn), Progetto Propast Regione Piemonte, Agenform (Moretta, Cn)e con la collaborazione di Slow Food e Onaf con il patrocinio di Comune di Saluzzo, Arema, ADIALPI, Coldiretti, CIA e Confagricoltura.
Info: Segreteria Fondazione Bertoni Piazza Montebello, 1 12037 Saluzzo (CN)
Tel. 0175 43527 Fax 0175 42427 info@fondazionebertoni.it   www.fondazionebertoni.it/