Appuntamenti d’autunno

Questo è il periodo in cui occorrerebbe essere ubiquitari, poichè non solo abbondano gli appuntamenti a cui uno vorrebbe partecipare, ma personalmente vorrei/dovrei essere coinvolta in prima persona a troppi eventi: convegni, fiere, incontri, transumanze…

Per questo fine settimana innanzitutto a Bra, come accade ogni due anni, si tiene Cheese. Chissà perchè questa manifestazione cade in un periodo in cui pastori e margari generalmente o sono ancora in alpe o, proprio in quelle date, sono intenti a transumare verso la pianura… Oltre a vedere la rassegna dei formaggi di tutto il mondo, Cheese è una buona occasione per partecipare a svariati interessanti convegni. Sul sito trovate tutto il programma giorno per giorno, dal venerdì 20 al lunedì 23, ma in particolare vi segnalo due appuntamenti a cui avrei dovuto partecipare (ma non sono ubiquitaria, e allora…) ed uno a cui invece sarò presente. Venerdì 20, Ore 15,30 – Laboratori di Resistenza Casearia – Fame di terra (Casa della Biodiversità, cortile delle Scuole Maschili, via Marconi). Tra bandi, norme complicate e pascoli fantasma, per i giovani pastori non è semplice orientarsi. Ecco come districarsi: problemi e soluzioni per l’accesso alla terra. Ingresso libero.

Sabato 21, Ore 14 – Il margaro: un mestiere eroico per formaggi incommensurabili, tra problemi di uso degli alpeggi, lupi, cani, turisti e altro ancora (Area istituzionale Regione Piemonte, piazza XX Settembre). Incontro con la partecipazione dei rappresentanti dei margari, istituzioni e organizzazioni professionali. Ingresso libero.

Lunedì 23, Ore 15,30 – Laboratori di Resistenza Casearia – Resistenza casearia 2.0 (Casa della Biodiversità, cortile delle Scuole Maschili, via Marconi). Blog, siti di informazione e di vendita, transumanze twittate e post su facebook: quali sono gli strumenti per raccontare se stessi e il proprio lavoro? Quanto conta questa capacità per un pastore o un casaro e come si può acquisire? Ingresso libero.

Io parteciperò proprio a quest’ultimo appuntamento, parlando di questo blog e dell’esperienza fatta tra i giovani allevatori. Lo so bene che avrei avuto tanto da dire anche negli altri due incontri, ma questo in alpe è un periodo impegnativo, tra nascite di agnelli, transumanze e altro.

Dalla Lombardia, l’appassionato Stefano ci comunica che domenica a Branzi si tiene l’annuale Fiera di San Matteo. Qui il programma.

Un altro amico invece ci segnala, per la domenica 29 settembre, la Fiera di San Michele a Sampeyre, in Val Varaita, con la mostra zootecnica.

A me piacerebbe invece andare a Barcellonette in Francia il 28 settembre per la Foire de la Saint Michel. C’ero già stata due anni fa, chissà se riuscirò a tornare?

Aggiungo ancora, per il 27-28 settembre, Tempo di migrar a Premia (VB). Qui il programma della manifestazione dedicata alla transumanza.

Filiera ovicaprina: incontro per gli allevatori

Dopo il convegno… adesso bisogna fare sul serio e “costruire” qualcosa di concreto, pertanto allevatori datevi da fare e partecipate. Altrimenti non vale più la scusa “non si fa niente, solo parole, ma concretezza…“.

Il Presidente del Gal evv, a seguito del successo del convegno del 2 marzo, ha fissato un incontro per tutti coloro interessati a partecipare al bando 312.1 “Sostegno alle imprese della filiera della pecora” per  mettere in contatto le realtà del territorio che operano nel settore e iniziare a lavorare insieme.
Questo primo incontro è rivolto a tutti gli allevatori ovicaprini, che lavorano sul territorio del Gal e avrà luogo:
MERCOLEDI’ 20 MARZO -ORE 17.00
presso la sede del Gal Evv in via Fuhrmann 23, Villa Olanda (Luserna San Giovanni)
Per informazioni:
tel. 0121/933708; e-mail animatrice@evv.it; www.evv.it
Allevatori (pastori) in area GAL, partecipate numerosi e fate girare la voce tra colleghi, ci vediamo il 20 marzo!

La filiera ovicaprina: risorsa e opportunità per il territorio?

Ho aggiunto un punto interrogativo al titolo del convegno tenutosi sabato scorso (2 marzo) presso la sede GAL di Villa Olanda (Luserna San Giovanni, TO). Proprio in Val Pellice, ad Angrogna, c’era un modo di dire in patois che, tradotto, recita: “Quando ti senti perso, attaccati al lanuto“, cioè alla pecora. La pecora come pecus, pecunia, la pecora davvero come risorsa ed opportunità. Ma oggi?

La sala del convegno era gremita, anche se gli allevatori non erano molti. Anzi, dei pur numerosi pastori della Val Pellice e/o dei loro famigliari, non c’era praticamente nessuno. Questo non per mancanza di interesse, bensì per mancanza di tempo, una delle problematiche di questa attività, cosa che influirà forse anche nella buona riuscita dei progetti proposti. Ma andiamo con ordine. Cerco di raccontarvi tutto quello che è stato detto, anche perchè so che molti dei potenziali destinatari del futuro bando GAL leggono queste pagine.

La presidente del GAL Giachero ha infatti spiegato che per fortuna ci sono ancora delle risorse (anche se il futuro del GAL è in parte legato alle ahimè quasi decadute Comunità Montane) e si vorrebbe investire sul settore dell’allevamento ovicaprino, proprio cercando di creare una filiera attiva ed operativa, favorendo le forme di associazione tra allevatori ed altri attori del territorio. “Ci sono risorse, ma manca la comunicazione e queste non vengono allocate presso chi potrebbe usufruirne“. Questo convegno serviva anche per ultimare la stesura del bando, sentite le varie voci degli operatori. E’ anche intervenuto Righero della Provincia, in sostituzione dell’assessore Balagna: “Il mondo è cambiato, non ci sono più le fabbriche a sostituire il reddito agricolo. Ci sarà un ritorno. La provincia di Torino detiene il 40% del patrimonio ovicaprino regionale“. Hanno poi parlato Chiabrando (Camera di Commercio) e Coucourde (Presidente CM).

Claudio Goia della CM ha illustrato l’alpeggio in tutte le sue sfaccettature, parlando anche dei contributi di cui possono già usufruire gli allevatori. Nel territorio Gal Escartons e Valli Valdesi monticano circa 48.000 capi, di cui 3.825 caprini e 26.470 ovini. Molte strutture d’alpe sono state adeguate negli ultimi anni e sono raggiungibili attraverso piste, anche se non tutte hanno però queste caratteristiche.

Da parte mia, ho parlato delle difficoltà attuali nel definire sostenibile la pastorizia del XXI secolo. Burocrazia, vincoli, spese, necessità di avere un numero di capi maggiore rispetto ad un tempo per poter sopravvivere, difficoltà nel reperire pascoli… Tutte le cose che racconto qui quotidianamente. Inoltre, la grande difficoltà nel vendere il prodotto carne, legata non solo alla crisi generale, ma a molteplici fattori, tra cui la non conoscenza della carne ovicaprina che vada oltre il consumo stagionale di agnelli e capretti.

Della necessità di valorizzare ha parlato anche Tallone dell’Istituto Lattiero Caseario di Moretta, CN, che ha presentato i principali formaggi a latte ovino e caprino, ma ha anche illustrato il progetto di trasformare il salumificio didattico recentemente realizzato in un punto di lavorazione conto terzi, legato soprattutto alla carne ovicaprina. L’intervento di Tallone si è alternato con quello di D’Aveni (Consorzio Produttori Agricoli Torino, COPAT), che ha fornito interessanti numeri sulla produzione ovicaprina nazionale. Credo che tutti siano rimasti molto colpiti nel sapere che nel 2010 sono stati importati 1.628.985 capi (animali vivi) in ambito UE e circa 27.000 tonnellate di carne (Nuova Zelanda e altri paesi). Regno Unito, Spagna, Francia e Romania mandano agnelli in Italia a prezzi inferiori rispetto a quelli nazionali (specie per la Romania e la Nuova Zelanda, parlando di prezzo della carne già macellata). L’Italia è l’unico paese dove il prezzo medio è sceso, ma si è registrata anche una netta flessione nel consumo (meno di 1kg pro capite/anno, tenendo conto che certe regioni come la Sardegna invece consumano 11kg pro capite/anno).

La pastorizia potrebbe diventare un punto di forza per le aree abbandonate“, ha affermato D’Aveni, spiegando anche come si potrebbe puntare sulla certificazione Halal (e Kosher), visto che la maggior parte del consumo di animali adulti non è rivolta al consumatore italiano. Vi sono però difficoltà normative e costi, quindi la strada immediata da seguire dovrebbe essere quella della valorizzazione locale della carne ovicaprina.

E’ poi stata la volta di Nigel Thompson di Biella The Wool Company, che ha illustrato le attività intraprese per il recupero e valorizzazione delle lane locali. Non solo il centro di raccolta della lana succida (lo scorso anno sono venuti a caricare la lana anche da queste parti… contattateli e ritireranno anche la vostra, cari amici pastori), ma anche gomitoli, fili e manufatti realizzati con lana biellese. Nigel ha proposto ai pastori una filiera che altrove funziona: far lavorare la lana e rivenderla presso il punto vendita aziendale: “C’è più gente di quella che pensate che ama sferruzzare…“. Forse sì, ma il problema è che la gran parte dei pastori locali non ha un punto vendita aziendale (figuriamoci poi i vaganti!) e chi ha grandi quantitativi di lana da smaltire annualmente difficilmente se la sentirebbe di osare un investimento del genere, senza certezze di riuscire poi a vendere i gomitoli.

A questo punto potremmo dire: “Bene, tante belle parole, ma adesso?“. Giachero sostiene che: “…bisogna aver voglia di fare!“, ma io mi permetto qui di fare un piccolo appunto. Alla maggior parte dei pastori di oggi non manca la voglia di fare, ma mancano due risorse fondamentali: il tempo e la manodopera. Il pastore di oggi è coinvolto dal gregge per 365 giorni all’anno, quasi 24 ore su 24, tant’è vero che spesso si trova a “trascurare” tutto ciò che non è strettamente connesso alla cura del gregge. Per occuparsi di progetti di valorizzazione occorrerebbe o una persona quasi appositamente dedicata all’interno dell’azienda, o avere un piccolo gregge per poter anche diversificare le produzioni. Ma chi ha oggi un piccolo gregge letteralmente boccheggia per sopravvivere, a meno che già lo affianchi ad altre attività lavorative.

Il bando GAL, di prossima pubblicazione, verterà su questi punti, enunciati da Giachero: “Creazione di una filiera, lavorare in gruppo, valorizzare tutto il settore ovicaprino, stipulare un accordo minimo tra due imprese, un allevatore e uno o più soggetti…“. Grazie alla presenza di Giaj del Museo del Gusto, si è parlato di coinvolgere concretamente anche i ristoratori, elemento fondamentale della filiera per quanto concerne i primi passi nella valorizzazione della carne, ed i media.

In rappresentanza della Regione Piemonte e dell’Assessore Ravello, ha parlato l’ex Assessore alla Montagna Vaglio, che ha lodato le iniziative di valorizzazione già intraprese in passato sul territorio regionale e che hanno portato a buoni riscontri, come l’esempio della pecora sambucana e della capra di Roccaverano, con le relative produzioni. “Ci sono state operazioni di sostegno che hanno dato dei risultati ed è stato fondamentale il ruolo delle Comunità Montane, quelle stesse CM che verranno liquidate entro fine mese. La politica, anche nella recente campagna elettorale, ha parlato di problemi della cultura urbana, metropolitana, non di quella rurale o montana. Anche il problema delle predazioni viene visto con quest’ottica. Uno dei primi handicap per le azienda agricole è la burocrazia, bisogna confrontarsi con la UE per ridurre la burocrazia.

E adesso? Presto sul sito del GAL uscirà il bando, vedremo quel che si riuscirà a fare. L’auspicio è che davvero la filiera ovicaprina torni ad essere risorsa ed opportunità per il territorio… Sul sito dovrebbero anche essere a breve disponibili gli atti del convegno, con le presentazioni presentate dai relatori.

Un po’ di appuntamenti, prendete nota!

Passata la “pausa” invernale, ricomincia una serie di appuntamenti con convegni, incontri e presentazioni del mio ultimo libro. Oggi, anche per i non Piemontesi, alcuni appuntamenti per le prossime settimane, in modo che possiate organizzare i vostri impegni, se per caso aveste intenzione di partecipare ad uno di questi eventi. Andiamo in ordine cronologico.

Per gli amici della Lombardia che seguono questo blog (e so che sono molti), finalmente qualcosa anche nella vostra regione! Il primo incontro si terrà sabato 23 febbraio 2013, ore 10:30, presso l’Auditorium del CFP di San Giovanni Bianco (BG) e si parlerà soprattutto di pastorizia, ma anche dei giovani allevatori protagonisti del mio ultimo libro.

Sempre il 23 febbraio, ma alla sera, ore 21:00, presso la Sala Polivalente M.Giupponi, sempre a San Giovanni Bianco (BG), “Il lavoro del pastore nelle Alpi”, con ampio spazio dedicato a “Di questo lavoro mi piace tutto”.

Torniamo in Piemonte, in Val Pellice. Sabato 2 marzo, ore 9:30, a Luserna San Giovanni, presso Villa Olanda (sede GAL) si terrà un convegno dal titolo: “La filiera ovicaprina. Risorsa e Opportunità per il Territorio”

Programma

–      h 9.00 – Apertura dei lavori: – Marco Balagna – Assessorato Agricoltura e Montagna Provincia di Torino

–         h 9.30 – L’alpeggio: una risorsa del territorio – Claudio Goia – Comunità Montana del Pinerolese

–         h.10.00 – L’allevamento e la transumanza –  Marzia Verona – scrittrice e pastore

–         h 10.30 – La lavorazione del latte  – Guido Tallone– Tecnico Caseario Agenform- Consorzio Istituto Lattiero-Caseario di Moretta

–         h 11.00- La valorizzazione della carne ovicaprina – Mauro D’Aveni Consorzio Produttori Agricoli Torino – COPAT

–         h 11.30 – Pausa caffè-

–         h 11.45 – Recupero e impiego della lana – Nigel Thompson – The Wool Company – Biella

–         h 12.15 – L’azione del Gal: progetti e bandi – Patrizia Giachero –  Gal Escartons e Valli Valdesi                                                                                                  

–         h 12.45 Conclusioni –Roberto Ravello– Assessorato Ambiente e Difesa del suolo Regione Piemonte

 Modera: dott.ssa Patrizia Giachero, Presidente Gal Escartons e Valli Valdesi

In ultimo, in occasione della festa della donna, il 7 marzo 2013 sarò a Cuorgnè (TO), ospite della sede CAI, per parlare della figura della donna nel mondo dell’alpeggio e della pastorizia. Ore 21:00 presso l’ex chiesa della SS.Trinità, Via Milite Ignoto 1.

Spero di incontrare molti di voi nel corso di questi eventi. A presto!

Com’è andata a Saluzzo

Venerdì scorso si è tenuto a Saluzzo un convegno dal titolo “Difendiamo i margari”, organizzato dall’Adialpi, Associazione difesa alpeggi Piemonte. Qui, sul sito dell’Associazione, un resoconto della serata.

Non avendo incarichi ufficiali, ho potuto partecipare tra il pubblico ed ero nell’ultima fila di sedie, ma alle mie spalle c’era quasi altrettanta gente in piedi. Gli organizzatori parlano infatti di 300 persone, c’era infatti molto pubblico. La posizione che occupavo mi ha permesso sia di seguire gli interventi che si sono succeduti, sia i commenti diretti del pubblico. A mio personale giudizio, quest’ultimo era composto da una frazione di aderenti all’Associazione, da una bella fetta di margari e pastori “disperati”, venuti fin lì per vedere se c’è finalmente qualcuno che può fare qualcosa per le loro problematiche (c’erano allevatori da un po’ tutte le vallate del Cuneese, ma anche dalla Val Pellice, Val Chisone, fino alle Valli di Lanzo), c’erano tecnici, politici, amministratori, c’erano giornalisti e c’erano curiosi. Poi c’era anche chi già in partenza valutava negativamente questa riunione ed era venuto lì per criticare e gettare fango (a torto o a ragione) su ciò che veniva detto. Alcuni di loro magari temevano di vedersi sfuggire un pubblico che, deluso da quanto finora (non) è stato fatto, magari d’ora in poi cercherà sostegno e aiuto altrove. Solo il futuro dirà chi aveva ragione…

Non ho potuto fermarmi fino alla fine, non ho sentito la parte di dibattito, ma mi è stata riferita. Posso però farvi una breve sintesi sugli interventi e raccontarvi che aria si respirava tra gli allevatori. I pastori sono stati un po’ delusi perchè non si è detto niente di nuovo sul problema del lupo e non è stato spiegato come siano stati pagati fino ad ora i risarcimenti delle predazioni della stagione 2012. Anche se la tematica è stata toccata da Bovetti dell’APA nel suo intervento, sono mancati anche dei riferimenti precisi per il 2013.

Le due tematiche più sentite sono state quelle del famigerato “refresh”, cioè le nuove foto aeree dei pascoli che vanno a restringere sempre di più le superfici che hanno diritto a ricevere contributi per il pascolamento, e la questione delle speculazioni sui pascoli. Tali argomenti sono stati anche oggetto del dibattito finale. La sensazione generale però è stata quella di immensa impotenza dei diretti interessati (pastori, margari) contro leggi che non riescono a tutelarli a sufficienza e contro la “burocrazia” in generale. Se con il nuovo refresh si restringono le particelle valide ed il margaro pascola sempre e comunque lo stesso alpeggio, perchè oltre a perdere parte dei contributi deve pure restituire quelli già percepiti? Non si può partire con le “nuove” superfici con le domande future? L’errore iniziale non è stato dell’allevatore, ma chi paga alla fine…?!?

Per le speculazioni sui pascoli qualche buona notizia c’è, perchè la Regione si sta impegnando fortemente per fare in modo che, almeno per quanto concerne gli alpeggi pubblici, questi vengano affittati effettivamente a margari e pastori e non a speculatori. Ci sarà probabilmente bisogno di qualche sforzo in più per certificare che realmente uno svolge il proprio lavoro in maniera corretta, ma se si riuscirà a compiere questo passo, si limiteranno tutti quei fenomeni che a tutt’oggi hanno creato così tanti problemi: aumento sconsiderato dell’affitto del territorio d’alpe, impossibilità per piccoli allevatori di affittare in prima persona l’alpe (non potendo così nemmeno presentare domande per aver accesso ai contributi), abbandono e/o sovrasfruttamento di alcuni territori. La speranza di tutti è che si arrivi veramente a dei risultati, perchè queste speculazioni sono note a tutti, dall’ultimo degli allevatori al Direttore dell’Ente pagatore dei contributi. Il guaio è che, allo stato attuale, sono “legali” poichè chi ha fatto la legge forse non aveva pensato alle possibili interpretazioni. Già, perchè, com’è stato detto, un titolo che dà diritto a contributi per la coltivazione di tabacco acquistato in Sicilia può poi essere applicato ad una superficie d’alpe a 2000 metri in Piemonte. Sarà così anche per future “agevolazioni” pensate in teoria per agevolare i veri fruitori degli alpeggi? la nuova PAC non diventerà operativa nel 2014, ma bisognerà attendere il 2015. Come spiegava Ferrero della Regione, il famigerato “greening” che dovrebbe aiutare chi pascola… potrebbe dare adito a nuove speculazioni da parte di chi ha disponibilità di denaro per affittare pascoli.

Torniamo quindi al punto di partenza, cioè a livello regionale si può intervenire solo normando l’affitto degli alpeggi di proprietà pubblica. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di leggi, se gli amministratori comunali ragionassero per il bene della montagna e non con il pensiero alle casse comunali. Da ricordare ancora l’intervento di Michele Corti sul biogas, che non è stato ben compreso da tutta la platea, dato che non ci si rende ancora ben conto delle conseguenze dirette ed indirette di questa “attività”.

La presentazione degli argomenti è durata a lungo, a mezzanotte stava ancora intervenendo l’Assessore Sacchetto, ma in sala, come vi dicevo, serpeggiava anche del malumore. Sono persone concrete, gli allevatori, sono abituati a rimboccarsi le maniche e lavorare, non amano molto le parole. Il fatto di aver partecipato così numerosi è sicuramente un buon segno, ma molti prima dlela fine serata erano già nell’atrio o per le scale a scuotere la testa: “Parole…“, “Tutta politica…“. C’era una dose di disfattismo che forse accomuna un po’ parte del mondo agricolo, per altri invece era disilluso realismo. “Vedremo se questi sapranno fare qualcosa, ma non so, perchè cosa siamo noi per l’Europa? Quelli dell’università dicono sempre che siamo importanti per il territorio e quelle belle storie lì, ma…“. Forse adesso non bisognerebbe più fare convegni fin quando non ce ne sarà uno in cui si potrà dire, con parole semplici e chiare, tutto ciò che è stato fatto davvero! Sarebbe però anche importante che, di fronte a problemi comuni, ci si unisse a prescindere da casacche, tessere ed “ideologie”, per combattere una battaglia unica, chiara, trasparente. Ma forse questa è utopia, perchè è molto più facile criticare quello che altri stanno cercando di fare…

Problemi degli alpeggi

Poco tempo a disposizione per il blog, oggi, ma volevo segnalarvi un convegno che può interessare, oltre agli addetti ai lavori, anche chi vuole capirne di più sul mondo degli alpeggi e sulle sue problematiche.

Si terrà a Saluzzo (CN) il prossimo venerdì 25 gennaio, presso l’antico Palazzo Comunale ed il titolo recita “Difendiamo i margari”.

Tante le tematiche in programma e le personalità che prenderanno la parola. sarà presente anche l’assessore regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto, quindi per chi ha qualcosa da dire… questa è l’occasione giusta per partecipare ed esporre le proprie idee, le proprie problematiche, nella speranza di non sentire solo promesse, ma fatti concreti!

Su Geo&Geo e… un interessante seminario

Per chi ieri pomeriggio era al pascolo (come me) o altrove, qui potete vedere il servizio sulle lane andato in onda ieri pomeriggio su RAI3 durante Geo&Geo. Vengono mostrate alcune mie foto e si nomina la sottoscritta… Sono in attesa di sapere dalla Redazione de davvero sarò, in futuro, ospite di una puntata

Invece, di seguito inserisco il programma di un interessante seminario aperto al pubblico che si terrà all’Università di Agraria di Torino. Vi invito (se ne avete le possibilità) a partecipare.

Seminario

L’AGRICOLTURA DI MONTAGNA: L’ABBANDONO E IL RITORNO

Venerdì 30 novembre 2012

Aula C – Dipartimento Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA)

via Leonardo da Vinci, 44, Grugliasco

09.00                    Saluto delle autorità

Intervengono: Ivo Zoccarato (Direttore Dipartimento Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari); Alberto Alma (Direttore Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria); Bruno Giau (Presidente Centro Studi per lo Sviluppo Rurale della Collina); Lido Riba (Presidente UNCEM); Pietro Piccarolo (Presidente Accademia di Agricoltura); Luciana Quagliotti (Presidente onorario Associazione Museo dell’Agricoltura del Piemonte)

09.30                    Introduzione

Valter Giuliano (Presidente Associazione Museo dell’Agricoltura del Piemonte)

09.45                    Relazioni – Prima parte “L’abbandono”

Intervengono: Marcello Bianchi (Università di Torino), Filippo Brun (Università di Torino), Beniamino Marchetti

Modera: Paolo Sibilla (Università di Torino)

11.00                    Coffe break

11.30                    Relazioni – Seconda parte “Il ritorno”

Intervengono: Federica Corrado (Politecnico di Torino/Dislivelli), Giacomo Pettenati (Politecnico di Torino/Dislivelli), Marzia Verona (Scrittrice e pastore, Progetto ProPast), Franco Bronzat (Scrittore e produttore di vini); Andrea e Silvia Scagliotti (Azienda Scagliotti), Alessandro Moschietto (Studente e agricoltore in Val Sangone), Aurelio Ceresa (Laurea Produzioni Animali, alpeggio in Valle Orco).

Modera: Giuseppe Dematteis (Dislivelli)

13.15                    Pausa pranzo

14.30                    Presentazione volumi, trailer film

Paolo Sibilla, Approdi e percorsi: saggi di antropologia alpina (Olschki, 2012)

Marzia Verona, Di questo lavoro mi piace tutto (L’Artistica Editrice, 2012)

Luca Battaglini, trailer del film “Storie di pastori”(Progetto ProPast)

Modera: Valentina Porcellana (Università di Torino/Dislivelli)

 15.30                    Tavola rotonda

Intervengono: Giorgio Alifredi (Associazione Terre Alte), Martino Patti (Castagneto Po), Martino Noce (studente), Silvia Novelli (Centro Studi per lo Sviluppo Rurale della Collina), interventi liberi (testimonianze del mattino).

Modera: Valter Giuliano (Associazione Museo dell’Agricoltura del Piemonte)

17.30                    Chiusura lavori

Un’occasione persa

E’ facile lamentarsi, dicendo che non si fa mai niente, che le cose non si sanno, che altri decidono senza che noi abbiamo la possibilità di dire la nostra, ecc ecc ecc… Però, quando quel qualcosa si tenta di farlo, i diretti interessati latitano e sprecano una bella occasione di dialogo e di confronto.

Sabato 13 e domenica 14, a Saluzzo, nei locali della Fondazione Bertoni, si è tenuto Formalp, dedicato ai formaggi d’alpeggio e ovicaprini di montagna, ma anche alla discussione delle problematiche di questo mondo. Nonostante la sfilza di loghi, non era una di quelle occasioni altisonanti in cui si veniva a mangiare gratis. Non c’erano hostess a guidare ed accompagnare i visitatori, ma il nostro ristretto team del Progetto Propast, in collaborazione con la Fondazione, aveva messo insieme una piccola manifestazione totalmente indipendente e praticamente priva di budget (nessuno sponsor e tanta buona volontà). Lasciatemelo dire, brillavano per la loro assenza le associazioni di categoria, che avrebbero avuto una buona occasione per incontrarsi in campo neutro. Anzi, potevano anche usufruire dello spazio messo a disposizione gratuitamente (a loro come ai produttori) per informare e dialogare con il pubblico, ma…

I convegni del sabato e della domenica, nonostante l’assenza di moltissimi addetti ai lavori, sono stati importanti momenti di dialogo e scambio di informazioni. Come si dice… pochi, ma buoni! Tanto è vero che si sono protratti anche oltre l’orario prestabilito, per la disponibilità degli oratori e la partecipazione attiva del pubblico. Da convegni a vere e proprie tavole rotonde.

Guido Tallone ed Emilia Brezzo, dell’Istituto lattiero caseario di Moretta (CN) hanno parlato di tecniche produttive, corsi di formazione, ma soprattutto valorizzazione dei prodotti. Termine a volte abusato, ma fondamentale ed innovativo, almeno in Piemonte, per quello che riguarda le carni ovicaprine. E’ stato anche presentato il nuovissimo salumificio didattico, con attrezzature all’avanguardia che, in futuro, si propone di effettuare lavorazioni in conto terzi dedicate agli stessi allevatori: conferendo il capo macellato, si potranno ritirare salumi di capra e di pecora, da vendere direttamente o utilizzare in agriturismo, con un sensibile aumento del valore di mercato del prodotto.

I veterinari ASL hanno risposto in modo esaustivo a dubbi e curiosità degli allevatori presenti in sala, chiarendo come il loro ruolo sia sempre più quello di informare ed aiutare gli allevatori a migliorarsi per quanto riguarda i locali di trasformazione e vendita, più che non agire in modo repressivo. Si è parlato di trasporto dei capi al macello, trasporto della carne macellata al laboratorio di trasformazione, presenza di macelli ovicaprini sul territorio, lavorazione del latte in piccoli caseifici aziendali, ecc.

In un’ampia sala è stata allestita la mostra fotografica “Pastori piemontesi nel XXI secolo”, che ha riscosso apprezzamento tra i visitatori, molti dei quali poco conoscono la pastorizia, specialmente quella nomade. Emblematico per me il caso di due visitatrici di mezz’età che, dopo aver attentamente letto tutti e 20 i pannelli, mi hanno salutata con un: “…ma tanto noi veniamo dalla pianura e la carne di agnello e capretto proprio non la mangiamo, per noi la carne è quella di vitello.” Altro che valorizzare, qui bisogna proprio FAR CONOSCERE, perchè vorrei sfidare le due signore a mangiare uno spezzatino o un arrosto di pecora (allevata al pascolo, non a mangimi!) e sapermi dire che carne è!!

Nella giornata di domenica, parallelamente all’apertura degli stand dei produttori, si è tenuto il secondo convegno, “Gli alpeggi di fronte a nuovi e vecchi problemi. Basta la passione per continuare? Ne parlano i giovani protagonisti”. Dov’erano qui le associazioni di categoria, per ribattere alle pesanti lamentele e critiche che si sono levate dalla sala? Dov’erano quelli che dovevano ascoltare le denunce di chi lotta con la burocrazia, gli speculatori, i predatori? I funzionari della Regione Piemonte hanno illustrato ciò che stanno facendo da parte loro, rispondendo a tutte le domande e critiche che si sono levate dal pubblico. Pur cercando di venire incontro alle esigenze e necessità degli allevatori, è chiaro che è impossibile accontentare tutti, anche perchè il più delle volte sono le stesse leggi a “legare le mani” pure ai più volenterosi. A chi lamentava come fossero insufficienti gli aiuti dati per difendersi dal lupo, Ferrero della Regione ha evidenziato come sia proprio la Comunità Europea a fissare un tetto massimo oltre il quale non si possono sovrapporre finanziamenti alla stessa azienda, sugli stessi territori. Sempre le normative comunitarie hanno fatto sì che si potessero creare i meccanismi speculativi che portano certe aziende a percepire contributi per centinaia di migliaia di euro addirittura senza avere un animale in stalla. Ma ovviamente non è il singolo funzionario ad avere potere nella risoluzione di questo problema, bisognerebbe essere tutti uniti nella volontà di trovare una soluzione. La mancanza di molti soggetti all’incontro di ieri personalmente mi fa sorgere dubbi…

Anche tra gli espositori purtroppo ci sono state molte defezioni, giustificate e ingiustificate. Un’occasione mancata, tanto più che lo spazio espositivo (al coperto), compreso l’allacciamento alla luce, era gratis. I presenti però hanno ben figurato, impegnandosi anche in allestimenti personalizzati e ben curati.

Il pubblico, saluzzese e non solo, non si è fatto attendere. Tutti si aspettavano più espositori (anche noi organizzatori, è ovvio), ma quelli presenti alla fine della giornata si sono comunque dichiarati soddisfatti per le vendite e per l’apprezzamento riscosso dai loro prodotti.

Oltre ai formaggi, anche una bancarella di prodotti in feltro, tanto per non dimenticare che, dei prodotti ovini, è anche la lana a necessitare di un recupero…

Per chi lo desiderava, oltre all’assaggio diretto presso i produttori, era possibile partecipare a degustazioni guidate insieme agli assaggiatori dell’ONAF, che hanno collaborato alla riuscita della manifestazione. Sono stati degustati formaggi tra quelli presenti alla mostra, oltre al Nostrale d’Alpe, caprini dell’Ossola ed il Bitto dalla Lombardia.

Per concludere, sia il sabato, sia la domenica, hanno visto una presentazione di libri “a tema”. “Formaggi d’altura” di Beppe Caldera e “Di questo lavoro mi piace tutto” della sottoscritta. Mi spiace per chi non c’era, ha davvero perso un’occasione! Visto poi che era una manifestazione senza bandiere, senza firme, senza casacche di appartenenza, non c’era nemmeno il pericolo di “essere visti mente si partecipava a qualcosa organizzato dalla concorrenza”. Fin quando si ragionerà così, io sono e resto pessimista sul futuro (non solo degli alpeggi e della montagna, ma in generale!).

Grazie a tutti quelli che c’erano, sia a collaborare alla buona riuscita dell’evento, sia a partecipare come pubblico (appassionati, addetti ai lavori e semplici curiosi).

Troppi appuntamenti?

Dalla metà di settembre in poi è difficile… sapere dove andare! Ogni fine settimana (e non solo) troviamo fiere, sagre ed eventi collegati con il mondo caseario e zootecnico.

Oggi e domani potete fare i pendolari tra la provincia di Cuneo e quella di Torino. A Saluzzo, la prima edizione di Formalp, il cui intero programma avevo già pubblicato qui. Bancarelle, convegni, la “mia” mostra fotografica sulla pastorizia, la presentazione di “Di questo lavoro mi piace tutto” domani, domenica 14, alle ore 17:00. In provincia di Torino invece a Condove c’è la Fiera della Toma.

Fiere ce ne sono in abbondanza. Lunedì ci sarebbe da mettersi in viaggio per Guillestre (Francia), per la Fiera di San Luca, ma le previsioni meteo non sono invitanti… Il prossimo fine settimana invece sarò a Villar Pellice (domenica 21) per l’annuale fiera zootecnica. Quello successivo è ancora più ricco, con Salone del Gusto/Terra Madre a Torino, Fiera della Calà a Bobbio Pellice (venerdì 26, ore 21:00, presso la Dogana, presentazione di “Di questo lavoro mi piace tutto”), Fiera dei Santi di Vinadio… Ma di questi eventi ne riparleremo.

Lasciatemi spendere ancora due righe per parlare di una fiera che invece non ci sarà. La Mostra della Pastorizia di Rovato (BS) quest’anno non si terrà. Ragioni economiche… Di certo non un bel segnale per la pastorizia, lombarda e non solo.