Le lunghe giornate del pastore

Essendo in Trentino, questa volta non volevo perdere l’occasione per far visita all’amico Daniel. Così, da Madonna di Campiglio, ho cambiato valle, sono scesa fino all’Adige e risalita fino a raggiungere la Val di Fassa, dove si trova lui attualmente. L’ultima volta che ci eravamo visti era su a far la stagione in Val Venosta, poi molte cose sono cambiate.

Adesso Dan ha trovato un socio, ha aumentato il numero di capi, si occupa del gregge di capre e pecore, della mungitura e della caseificazione. Il lavoro non finisce mai e, al momento, ci sono ancora un po’ di cose da sistemare: per esempio ci si appoggia al caseificio di un’altra azienda agricola, in attesa di terminare la realizzazione di quello aziendale. Dan lavora con l’azienda Soreie, azienda bio specializzata in piccoli frutti e ortaggi. Con il suo arrivo, è stata ampliata la parte legata alla pastorizia ed alla caseificazione, per l’appunto. Ha frequentato anche dei corsi di caseificazione e adesso la produzione prevede diversi latticini che vengono venduti direttamente nei punti vendita aziendali o portati a ristoranti e negozi della zona.

Il gregge non è in alpeggio. L’anno precedente gli animali erano stati portati più in alto, ma bisognava scendere quotidianamente per la lavorazione del latte. Poi c’erano stati anche altri problemi riguardo ai terreni da pascolare… Tutto il mondo è paese, ovunque si sentono gli stessi discorsi: quello che è infastidito dagli animali, quello che si lamenta per lo “sporco” che resta dopo il loro passaggio…

Questa è una zona ad alta vocazione turistica, quindi non dovrebbero esserci problemi per la collocazione dei prodotti. Ma non sempre i turisti gradiscono gli animali… Il gregge attende di andare al pascolo mentre Dan lava la mungitrice e i secchi dopo la mungitura mattutina, poi si partirà alla volta del bosco.

Quando il gregge attraversa la (frequentatissima) ciclostrada che fiancheggia l’azienda, c’è chi si ferma ad ammirarlo, ma capita anche di sentire lamentele per gli escrementi. “L’altro giorno però è passato un gregge che saliva verso non so quale alpeggio, l’hanno seguita tutta per risalire la valle. Lì sì che hanno sporcato… e poi purtroppo i pastori quando passano non hanno nessun rispetto dei piccoli allevamenti come il nostro, pascolano anche i pezzi che dovremmo mangiare noi.

Il pascolo verso cui viene condotto il gregge non è propriamente dei migliori, ma bisogna cercare di arrangiarsi. Dan riesce a star fuori con le bestie solo al mattino, perchè al pomeriggio c’è sempre da lavorare in caseificio, quindi alla mezza giornata di pascolo si alterna il fieno nel recinto accanto alle serre e agli orti.

Dan ha un rapporto controverso con le pecore, che rappresentano un suo acquisto abbastanza recente: danno soddisfazioni dal punto di vista del latte e della caseificazione, ma al pascolo con le capre richiedono interventi continui dei cani affinchè non si allontanino. Sicuramente la preferenza del pastore va quindi alle capre!

I momenti al pascolo sono quelli più belli, dove c’è il rapporto con gli animali, con il gregge, ma soprattutto con i fedeli aiutanti. Le giornate sono sempre lunghe, il lavoro non manca, la fatica nemmeno e il reddito per il momento resta esiguo. Nonostante la grande passione, Dan è un po’ scoraggiato, spera che le cose possano iniziare ad andare meglio, in modo da trovare una sistemazione abitativa meno precaria.

Mi parla anche di eventi da organizzare nei giorni successivi (la stagione turistica si avvia verso il momento clou) e di nuovi punti vendita che l’azienda dovrebbe aprire a breve. Conosco il cammino che questo amico ha percorso negli anni per arrivare fin qui e gli auguro davvero di poter concretizzare i propri sogni. Momenti di sconforto ce ne sono per tutti, il periodo non è facile per nessuno, non si vive di sola passione, servono anche risultati concreti dal punto di vista economico… Per Dan, come per tutti, l’augurio è che le fatiche e gli orari infiniti vengano ripagati.

Annunci

La gente del posto all’inizio scommetteva contro di noi

Sono tornata anche da Renata e Cinzia. Quando ero stata da loro l’anno scorso, avevo chiacchierato soprattutto con Renata, ma questa volta è il momento di parlare con entrambe le donne che si affiancano nella conduzione dell’azienda Cà du Roc ad Ala di Stura.

Le capre, casualmente, sono al pascolo nello stesso posto. Scatto qualche immagine al gregge, poi raggiungerò Cinzia e Renata, al lavoro nel caseificio. La loro storia: “…è nata per caso perchè nel gennaio del 2000 Bruno ha detto a Renata che avrebbero dovuto fare un allevamento di capre. Hanno cercato qualcuno con cui farlo ed hanno trovato me. Io lavoravo nella ditta di mio papà, seguivo le esportazioni e come animali avevo solo il cane, sono partita da meno di zero!

Le due amiche, presa la decisione, hanno iniziato a girare per vedere altre aziende, per capire come funzionavano e decidere che strada intraprendere. “Abbiamo scelto la Saanen perchè è più tranquilla e poi bianche sono belle! Ne abbiamo prese all’inizio una quindicina dalla Cascina Rosa e poi ce n’era una decina di Valdostane di Bruno. Abbiamo iniziato nel luglio 2001.

Le capre sono al pascolo, i capretti in stalla. Le due amiche dicono di essere interscambiabili nei lavori, inoltre il marito di Cinzia, maestro di sci d’inverno, fa da jolly e si occupa della vendita sui mercati. “Essere in due in certe stagioni ti permette di avere anche un po’ di vita sociale al di fuori, di fare delle vacanze.

Dalle prime prove con il latte ad oggi sono stati fatti grandi passi. “In quegli anni nasceva l’Associazione Casare e Casari di Azienda agricola, abbiamo fatto corsi a Moretta e in Comunità Montana. E’ un grande supporto, abbiamo sempre seguito tutti i corsi, impari sempre qualcosa, incontri altri e ti confronti.

E’ una gran fatica, a volte ti chiedi perchè l’hai fatto, ma poi sai che questa è diventata una realtà conosciuta, dal 2004 siamo tra i Maestri del Gusto ed hai soddisfazioni. All’inizio c’era molta curiosità e la gente del posto scommetteva su quanto saremmo durate!“. Anche Renata non era un’allevatrice, ma la sua pratica in ufficio ha permesso loro di districarsi più agevolmente nel marasma burocratico che accompagna la nascita di un’azienda: “Caseificare è un lavoro creativo. Ci fosse qualche problema in meno, te lo godresti di più questo mestiere…

Libro, corsi, foto…

Agli amici di questo blog, volevo ricordare, domani sera, la presentazione di “Pascolo vagante 2004-2014” a Villardora (TO), ore 21:00, nella sala consiliare del Comune, piazza San Rocco 1. L’appuntamento successivo sarà il 13 marzo a Champdepraz (AO).

Il 19 – 24 – 25 MARZO si svolgerà a Moretta un corso di 21 ore (PSR) sui Formaggi VACCINI STAGIONATI E PASTE FILATE.

Per ottenere i moduli di iscrizione, informazioni, ecc, contattare tallone@agenform.it – 017293564. Possono partecipare le persone che fanno parte dell’azienda agricola come titolari, dipendenti o coadiuvanti ed anche lavoratori del settore alimentare. Potranno partecipare i primi iscritti in ordine cronologico con documentazione completa sino ad un max di 15. Scadenza iscrizioni: 06 marzo.

(foto M.Ferretti)

Ci sono sempre amici che ci scrivono, questa volta è Massimo. “Mi chiamo Massimo e ho un’allevamento di capre in provincia di Reggio Emilia, sull’Appennino. Non sono le Alpi, ma ci sono delle belle cose da fotografare, tipo la valle dei gessi triassici,  sembra un canyon, la pietra di Bismantova con l’eremo che sembra l’Ayers Rock, le fonti di acqua sulfurea, il parco nazionale tosco emiliano con il lago Bargetana, ecc.

(foto M.Ferretti)

 

Io ho abbandonato la città e sto creando questa azienda agricola con capre… Impresa dura per il momento e perchè qua esiste solo il Parmigiano Reggiano e tutto il resto non esiste o quasi.

Altre foto (le capre continuano a riscuotere successo!) da parte della mamma di Fabio Zwerger, Adriana. Sono i capretti della scorsa primavera, ma mi racconta che in questi giorni nel gregge si sono avute tutte le nascite del 2015.

Sempre nello stesso gregge… Ecco il papà dei capretti! Un saluto a tutti gli amici sparsi in giro per l’Italia, grazie per aiutarmi con i vostri contributi ad arricchire sempre il blog.

 

Se uno deve iniziare da zero

Vagando qua e là, ne approfitto per far sosta da amici fino ad ora soltanto virtuali. E’ più bello chiacchierare via computer con persone che hai conosciuto anche dal vivo! Inoltre, ritengo che sia molto importante visitare aziende, anche molto diverse tra loro, per poter poi parlare con cognizione di causa.

Da Lino e Rosalba incontriamo un’azienda a conduzione famigliare collocata in bassa valle. Siamo in Ossola, a Pieve Vergonte. Val Toppa è un’azienda agricola che produce formaggi di capra. Recentemente è uscito anche un articolo su di loro, visto che Val Toppa è stata giudicata dal’associazione allevatori “migliore nell’allevamento di capre nelle provincie di Novara e Vco e la quinta classificata in Italia” per la razza Saanen. Certo, parliamo di capre specificamente da latte e non di una razza rustica di montagna, però… Però bisogna considerare che è bella la poesia e la filosofia, ma bisogna anche riuscire a vivere. E ormai, in questo mestiere, con tutte le leggi che ci sono, i vincoli, la burocrazia, le normative ecc ecc… le spese sono tante.

La stalla, fienile, ricovero macchinari, ecc… sono nella parte passa della casa, facente parte di un nucleo di edifici ai margini del paese. Il caseificio invece è stato realizzato ad hoc in una struttura prefabbricata. Locale di caseificazione, punto vendita, locale di refrigerazione del latte, cella, bagno (con doccia!!), anticamere varie per rispettare le normative… Rivestimento esterno in legno per non impattare troppo sul paesaggio… Distanze minime da rispettare (cosa non facile, in un villaggio di montagna, dove gli spazi sono tutti ristretti), piastrelle antiscivolo e fughe realizzate con apposito mastice antiacido (!!!!!) anche se lì si lavora latte e non sostanze chimiche. E poi tutte le attrezzature per fare formaggio in modo moderno e a norma di legge. Il costo di tutto questo? Diverse decine di migliaia di euro! Ma quanti formaggi bisogna vendere per ripagarsi tutto???

Lino fa anche un altro lavoro, ma poi si occupa della fienagione, degli animali, di parte delle vendite (partecipando ad alcuni mercati). Insomma, tempo libero non ce n’è mai e, a volte, si da anche una mano ad altri allevatori in zona, in caso di necessità. Rosalba è invece presente a tempo pieno in azienda, tra mungitura, caseificazione, cura degli animali e tutto ciò che c’è da fare quando si pratica un mestiere del genere. La loro scelta è stata quella di passare dalle vacche alle capre da una decina d’anni. Soddisfazione, certo, poi passione, ma le difficoltà sono tante e la burocrazia a volte spegne gli entusiasmi.

Se uno dovesse iniziare totalmente da zero… Ormai è quasi impossibile, con le spese che devi affrontare per essere in regola“, spiega Rosanna. Anche se questa non è una razza locale, anche se gli animali sono in stalla a mangiar fieno e non al pascolo, basta vederli per capire quanto sono ben curati. “Certo, devo dare loro anche dei cereali, delle integrazioni, perchè devo ottenere latte per fare formaggi e per vivere! Le spese sono tante…“. E le regole sono uguali per tutti, grande caseificio industriale e piccola azienda artigianale in montagna.

A proposito di regole. Si cerca di ridere per non piangere! Lino mi racconta come la sua azienda sia periodicamente soggetta a controlli di vario tipo da parte di questo o quel funzionario preposto alla verifica di documenti, parametri, ecc. “Un giorno sono venuti quelli del benessere animale. Hanno controllato tutto, poi hanno guardato i due maiali che tengo per ingrassare con il siero. Mi hanno chiesto quante volte al giorno li guardavo… Ho risposto che lo facevo ogni volta che passavo di lì! Comunque, pena una multa, ho dovuto comprare loro una palla antistress da mettere nel porcile. Sono poi tornati a controllare se c’era!” (E’ quella gialla!)

Ogni tanto qualcuno non ci crede, quando racconto queste cose. E’ più facile lasciarsi convincere dalle belle parole sul ritorno all’agricoltura, all’allevamento, alla montagna. Anche l’attività agricola e/o zootecnica sono comunque delle imprese, quindi sono necessari investimenti non da poco. A chi mi scrive dicendo di essere disoccupato e di voler cambiar vita facendo l’allevatore in montagna rispondo raccontando queste storie. Non sono un’economista, ma per far sì che l’attività sia redditizia e non un hobby, oggigiorno servono cifre considerevoli. Poi serve una palla antistress per permettere agli umani di sopravvivere a certe stranezze della burocrazia!!!!

Di corso in corso

Si avviano alla conclusione i corsi di aggiornamento per pastori che si sono tenuti in Val Pellice (TO) e Valle Stura di Demonte (CN). Vi sto partecipando in doppia veste di docente per alcune parti e allieva-uditrice per altre. Anche se il requisito base per partecipare come allievo era quello di essere titolare o coadiuvante di azienda agricola, quindi bene o male “essere del mestiere”, penso che nelle ore trascorse con i docenti ci sia stato modo di imparare e di confrontarsi.

Come “lezione pratica” si è scelto di dare spazio alla tosatura. Saper tosare può essere utile come “risparmio” per la propria azienda (puoi tosare i tuoi animali), ma anche come fonte integrativa di reddito per chi riesce ad organizzarsi. Con un numero non troppo elevato di capi, in un certo periodo dell’anno si può riuscire ad occuparsi di questa attività presso altri allevatori o hobbisti che non sanno come “liberare della lana” i propri animali.

Anche se, tra chi partecipava al corso, c’era già qualcuno che effettivamente sfrutta questa doppia possibilità, consigli e suggerimenti tecnici da parte di chi fa il tosatore da una vita sono sempre utili per migliorare.

Ho anche realizzato un piccolo video della dimostrazione di tosatura. Ma il corso non è stato solo questo: nozioni storico-culturali, per capire che il mestiere di pastore ha una sua dignità. Elementi di veterinaria, per capire come muoversi anche in autonomia, senza chiamare un professionista perchè molte volte non arriverebbe in tempo, specie se sei in montagna dove il telefono non prende.

Ma i corsi non sono finiti. Quello sulla pastorizia volge al termine, ma sta per iniziarne uno sulla caseificazione.

CORSO DI AGGIORNAMENTO PER IL SETTORE AGRICOLO CASEARIO
TITOLO: Produzione di formaggi in zona montana: tecniche di caseificazione e di sanificazione collegate al
risparmio energetico e idrico.
PARTECIPANTI: titolari, dipendenti o coadiuvanti aziende agricole casearie. (Min. 7 / Max. 15)
DURATA: 21 ore PERIODO: Marzo 2014
LUOGO: Sede C.M. Pinerolese – Via Roma 22 – Perosa Argentina e Az. Agr. Agù Chiaffredo – Via del Castello, 19
ATTESTATO: attestato valido per l’aggiornamento professionale.
COSTO: gratuito, finanziamento PSR 2007-2013
CALENDARIO:
Lun. 10 marzo Battaglini Luca Composizione del formaggio e relazione con il tipo di alimentazione
Ven. 14 marzo Ferrato Bruno Lavorazione di Formaggio semicotto
Ven. 21 marzo Ferrato Bruno Lavorazione di Formaggio erborinato
Mar. 25 marzo Poggi Mauro Igiene, consumi energetici ed idrici
Ven. 28 marzo Ferrato Bruno Visita az. agr. con caseifico “Isola” di Michelino Giordano – Vernante Fraz. Palanfrè
ISCRIZIONE:
Entro il 25 febbraio. E’ possibile compilare i documenti c/o: C.M. Pinerolese – Via Roma 22 – Perosa Argentina – chiedere del tecnico Conte Gian Piero nelle mattine del 17 e 19 marzo.
GAL Escartons e Valli Valdesi – Via Furhmann, 23- Villa Olanda – 10062 Luserna San Giovanni (TO) Tel. 0121/933708 orario di ufficio dalle 9.00 alle 13.00 oppure PER INFORMAZIONI e invio dei documenti on-line:
Agenform Consorzio – Istituto Lattiero-Caseario e delle Tecnologie Agroalimentari – Strada Boglio, s/n – 12033 – Moretta (CN) Tel/Fax 0172/93564 e-mail: tallone@agenform.it Tallone Guido 335-5687854

Spero che anche questo corso abbia successo come quello “per pastori“, con la differenza che di lezioni sulla caseificazione se ne sono già tenute molte e il settore è più recettivo e pronto a partecipare.

Ieri, a Cuneo, ho anche assistito ad una lezione molto chiara, diretta e sincera sul benessere animale. “E’ sbagliata la terminologia, bisognerebbe chiamarla corretta gestione, non benessere“. E dov’è che gli animali stanno meglio? “La pecora all’aperto è nel suo habitat, le migliori condizioni di vita le ha all’aperto tra i 3 ed i 12°C“, con buona pace degli animalisti che equiparano ogni animale ad un bambino e ritengono che le esigenze siano le medesime.

———————————–

Per finire, una segnalazione. Venerdì 21 marzo, ore 21:00, presso il Circolo Culturale Barbarià di Mentoulles (Fenestrelle – TO), vi sarà la presentazione del libro “Nel tempo dei lupi” di Giacomo Revelli, presente l’Autore.