E’ tempo di fiera a Bobbio Pellice

Metà di maggio, a Bobbio Pellice c’è l’appuntamento consueto con la Fiera della Pouià, la salita all’alpeggio. Nessuno è ancora in quota con le bestie, nei giorni precedenti addirittura c’era stato un brusco abbassamento delle temperature, con neve a quote anche non così elevate e violentissime grandinate. La fiera si è tenuta lo scorso fine settimana, ma io sono in ritardo con gli aggiornamenti…

Per la domenica 17 maggio, il cielo era sereno, splendeva un bel sole e al mattino presto tutte le bancarelle erano già posizionate. L’amico Simone era venuto a Bobbio per la prima volta con le sue canaule e oggetti vari in legno. Ma c’era un po’ di tutto, dagli hobbisti ai generi alimentari, attrezzature e abbigliamento, come in ogni fiera che si rispetti.

Ormai sappiamo come funziona, qui a Bobbio. Ad una certa ora le mandrie partono dalle varie cascine e si portano sotto al paese, in modo da compiere la sfilata tutti uno di seguito all’altro. I rudun iniziano a risuonare nell’aria, dalle strade secondarie intorno al centro del paese si muovono tutti, mentre la gente aspetta il passaggio in piazza.

Ciascun allevatore ha un “punto di sosta” dove attendere il via per la partenza. I vigili coordinano il tutto, credo ci sia un ordine prestabilito per la sfilata. Ovviamente, ogni mandria deve avere un prato da pascolare mentre si aspetta. Amici, parenti, tutti a dare una mano in questa giornata di festa, come sempre poi i più numerosi sono i giovani, quasi che li anziani, per l’occasione, si ritirino a fare da spettatori.

Ad un certo punto, da una via laterale, arriva la prima mandria e la sfilata prende il via. Gli animali avanzano veloci, i campanacci suonano forte. Si svolta nella strada principale e si cammina verso il centro del paese. C’è gente che aspetta lungo il percorso, ma la vera folla è poi in piazza.

Ci sono principalmente bovini, ma anche qualche piccolo gregge di pecore e/o di capre. Ormai si continua con l’usanza di avere i cartelli che indicano il nome dell’azienda e l’alpeggio dove queste bestie saliranno per l’estate, così anche il pubblico conosce i vari protagonisti del mondo dell’allevamento.

Si cresce con questi eventi, si cresce in mezzo agli animali, si assorbe la passione e il mestiere fin da piccolissimi. Anno dopo anno sono sempre di più i giovani e i bambini che si incontrano partecipando a queste manifestazioni. Non si tratta solo di un’occasionale presenza per il giorni di festa, ma di una realtà radicata sul territorio.

Come se ci fosse bisogno di una conferma, ecco arrivare un’altra azienda agricola, con il gregge condotto dal solito gruppetto di giovanissimi, mentre mamme, papà, zii e nonni invece si occupano della mandria che segue a pochi passi di distanza. Senza tutta questa gioventù, la fiera non avrebbe lo stesso spirito: invece così è chiaro come questo sia sì il presente della valle, ma anche il futuro.

Il suono dei rudun continua ad echeggiare tra le case, è la volta di un’altra mandria, poi un’altra ancora. Anche se, d’autunno, sono ancora più numerosi gli allevatori e gli animali, lo spettacolo è garantito anche per l’appuntamento primaverile (grazie anche alla bella giornata).

Questo è il pubblico assiepato in piazza. La sfilata è finita, ma non si va ancora a casa, perchè gli animali non vengono ricondotti in cascina immediatamente. Chi è davvero appassionato di questo mondo, non si accontenta di aver visto passare le bestie, ma vuole osservarle e valutarle da vicino.

Ogni allevatore ha il suo spazio, il suo recinto già pronto, così gli animali lì possono pascolare tranquillamente. Nessuno può dire che questa giornata sia uno stress per le vacche…!! Niente più che una giornata al pascolo nell’erba fresca, come potete vedere.

Accanto ad ogni recinto, ogni azienda prepara il banchetto per la degustazione dei prodotti, tome e sarass. La gente gira, guarda, assaggia, si informa, fotografa… Per gli acquisti, la bancarella con i prodotti dei vari allevatori è in piazza, in mezzo alla fiera. Terminate le degustazioni invece tutti gli allevatori andranno al pranzo organizzato sotto al tendone.

C’è una bancarella dove toccare non solo è consentito, ma è addirittura consigliato! L’amico Silvio, come sempre, ha portato le sue campane: ormai è sempre più conosciuto e apprezzato nell’ambiente, ha migliorato i suoi prodotti, e intorno a sè ha sempre un buon pubblico. Anche in questo caso non mancano giovani e… giovanissimi, che fanno suonare le campane come veri intenditori. Il prossimo appuntamento sarà in ottobre, ma per tutta l’estate gli allevatori vi aspettano nei vari alpeggi della val Pellice.

La Fira ‘d la Calà

Si sale e si scende dagli alpeggi. A Bobbio Pellice fanno festa sia prima della monticazione, sia dopo la transumanza autunnale. C’è la fiera e, da qualche anno, c’è la sfilata delle bestie. Non più in ordine sparso, ma tutti insieme, uno dopo l’altro. In primavera sono meno numerosi gli allevatori e le bestie che transitano nel centro, perchè non tutti gli animali sono ancora fuori al pascolo, ma in autunno è un vero spettacolo.

Quest’anno il tempo ha accompagnato. L’aria era fresca, ma il cielo abbastanza pulito, verso l’alta valle. Era il giorno del cambio dell’ora, così inizialmente non c’era ancora molto movimento a Bobbio. La sfilata era prevista per le 10:00, ma questo gregge già molto prima arrivava da vie traverse e andava a pascolare nel pezzo assegnatogli.

Dalle varie cascine o dai pascoli invece le mandrie e le greggi invece partivano più tardi. Si iniziava a sentire rumore di campanacci… Ed ecco le bestie che si avviano. Bisogna portarsi sotto al paese, in modo da sfilare poi nella via principale davanti al pubblico.

Dalla strada nell’inverso, sull’altra riva del Pellice, si scende giù fino al ponte. C’è già aria di festa, tutto il paese è coinvolto, qui gli allevatori sono davvero numerosi, poi accorrono amici, parenti, “colleghi” dai comuni vicini.

Dopo il ponte, si rientra sulla strada principale. Sta iniziando ad aumentare il traffico, la fiera richiama molta gente, ma il cammino degli animali avviene senza problemi e senza particolare agitazione da parte di nessuno. C’è anche chi sta salendo in alta valle e si trova coinvolto senza nemmeno capir bene di che si tratta, a giudicare dalle occhiate perplesse lanciate a uomini ed animali.

Una volta raggiunto il posto dove far tappa con gli animali, è ora di “colazione”. C’è chi apparecchia sul cofano dell’auto, classico tavolo da transumanza! Una fetta di pane e salame, un po’ di formaggio, un bicchiere. Poi poco per volta, secondo l’ordine prestabilito, ci si incammina verso il centro del paese.

Qualcuno è decisamente organizzato con una vera e propria tavolata, degna di certe trasmissioni televisive. Mi vedono passare e mi fermano, mettendosi tutti in posa per la foto. Eccoli accontentati, a simboleggiare questo giorno di vera festa per chi pratica questo mestiere.

Confidando sulla non puntualità, mi aggiro a fotografare le varie mandrie con uno sfondo tipicamente autunnale. E’ già passato qualche mese da quando salivo su per quei versanti che ormai sono uno sfondo tra i colori gialli e rossi delle chiome degli alberi. Un’altra stagione è finita. Chissà quando arriverà la prima neve in quota? Per lo meno non è arrivata qui per questa giornata, a differenza di qualche anno fa.

Sento i campanacci e mi “perdo” la prima mandria. Poi mi accodo a chi deve passare per secondo e mi appresto a godermi tutto lo spettacolo. Daniela e Franco con le loro Grige, vacche piemontesi, incroci, Barà, capre e pecore. Per più di mezz’ora, a breve distanza gli uni dagli altri, gli allevatori attraverseranno Bobbio Pellice con i loro animali.

Una piacevole ed utile novità sono i cartelli con cui sfila ciascuno, che permettono di identificare il padrone degli animali. Come già vi ho fatto notare tante volte, qui in Val Pellice sono numerosi i giovani che hanno scelto di portare avanti questo mestiere. Molti di loro, pure se giovanissimi, hanno già anche famiglia.

Parlando di giovanissimi e di futuro, credo che questa sia un’immagine emblematica. Gli animali di Luca e Wanda sono preceduti da un gruppetto di bambine e bambini. Tutti con la loro tuta (il toni), tutti con la cana. Tutti seri e ben consci del loro ruolo, pur nella gioia e nel divertimento della giornata. Vorrei che i politici, quando firmano certe leggi, quando decidono certi stanziamenti di fondi, avessero di fronte immagini come queste. Chissà se potrebbero essere d’aiuto nell’evitare l’ennesima assurdità, l’ennesimo vincolo che contribuisce ad affossare l’allevamento, l’agricoltura tradizionale, la montagna.


Per aiutarvi ad immaginare meglio quello che si vedeva a Bobbio, ecco anche un video con tanto di rudunà.

A concludere la sfilata, un gregge di pecore. Dopo il fragore dei campanacci, i belati ed il suono della campane al collo degli ovini sono tutt’altra cosa.

La piazza è davvero gremita. Il gregge compatto invade la strada e sfila tra l’entusiasmo generale. Poi il pubblico si disperderà. Chi tornerà a far compere tra le bancarelle, chi rientrerà a casa per il pranzo in famiglia, chi invece andrà a chiacchierare con gli allevatori. Io invece cambierò vallata, ma ve lo racconto domani…

La fiera dedicata alla salita all’alpe

In patois, la pouià è la salita all’alpe. A Bobbio Pellice dedicano una fiera sia alla salita primaverile, sia alla discesa autunnale. Ci sono bancarelle di generi vari, ma lo spettacolo principale è la sfilata delle mandrie nel centro del paese.

Arrivando alla fiera, incontro Patrick con il suo gregge. Queste pecore non sono destinate alla sfilata, ma vengono condotte ai pascoli per brucare lontano dalla folla e dalla confusione. Così il pastore potrà andare a godersi la fiera, incontrare gli amici, chiacchierare…

La prima mandria è quella di Pier Claudio, allevatore ed assessore comunale. Non per questo viene fatto sfilare come apripista, ma il motivo che tutti, sorridendo, confidano, è che… Conoscendo il suo proverbiale ritardo, se c’è lui, di sicuro tutti gli altri sono già pronti!

Qui i giovani sono sempre molto numerosi, sia in qualità di amici che di titolari di azienda, accompagnatori, parenti… Come ho detto già molte volte, in Val Pellice l’allevamento in generale e l’attività dell’alpeggio in particolare, hanno un passato importante, un presente stabile e un futuro che pare garantito.

Il nuovo è anche la scelta che questi allevatori portano avanti da alcuni anni. Sempre più numerose infatti, nella mandria di Daniela e Franco, le vacche di razza grigio alpina. Razza non locale, poco per volta è entrata nella mandria e nei cuori di questa famiglia, soddisfatta della sua scelta sia per adattabilità alla montagna, sia per resa di latte.

In queste manifestazioni, oltre agli animali, i protagonisti sono i campanacci. Da queste parti si usano i “rudun” e sono loro la colonna sonora della fiera. Non vengono attaccati “a caso”, si scelgono le bestie che sanno farli suonare meglio.

Le mandrie che sfilano sono numerose, ma in passato mi era stato detto che non tutti portano le loro bestie in primavera, mentre sono più numerosi i partecipanti in autunno, quando tutti sono scesi dall’alpe e gli animali sono più abituati agli spostamenti.

Ecco altri giovani e giovanissimi chiudere il corteo di questa mandria e avviarsi verso il centro del paese. La bella giornata ha favorito il buon esito della fiera, a differenza di certe edizioni autunnali annullate addirittura per neve!

Sono i bovini a farla da padroni, ma qualcuno porta alla fiera anche capre e pecore. Un amico dalla Lombardia, presente alla fiera con la bancarella, si entusiasma per la manifestazione. Effettivamente la formula della sfilata è molto più bella rispetto a quando ciascuno arrivava direttamente dalla propria cascina o dai pascoli dove si trovavano gli animali, in ordine sparso e all’orario che faceva più comodo.

Così il pubblico (numeroso) si gode la sfilata che impegna la via per diverse decine di minuti. Anche in quest’edizione, veramente tanta tanta gente. Addetti ai lavori, gente del paese e anche molti turisti, a volte perplessi nel dover camminare per la strada dove gli animali avevano lasciato visibili tracce del loro passaggio.

Appena prima del prato dove c’erano tutte le mandrie a pascolare, ecco alcuni “strani” animali che attiravano la curiosità e la simpatia di bambini e adulti. E come non rimanere colpiti da questi “peluches”?

Sole, cielo azzurro, erba verde, ultima neve in quota, davvero ora di avviarsi alla transumanza. La stagione d’alpeggio può iniziare un po’ per tutti, pastori per primi.

Un saluto ai vari amici, una foto a Franco&Daniela più cane di cui non ricordo il nome… Chi più di loro testimonia la gioia e la passione di praticare questo mestiere per 365 giorni all’anno?

Campane, di cui una speciale…

Questo è un blog e non un sito di informazioni sul mondo pastorale, quindi vi prego di non pretendere di trovare qui le date di tutte le fiere zootecniche che, numerosissime, si tengono in questo periodo. E’ vero che ogni tanto pubblico qualche locandina, ma solo quando mi viene espressamente richiesto.

E’ però doveroso per me dirvi che il 17-18 maggio a Bobbio Pellice ci sarà la Fira ‘d la Pouià. Sia perchè negli ultimi anni ho sempre fatto un giro per incontrare un po’ di amici, sia perchè sarà l’occasione, sabato 17 alle ore 21:00, presso il tempio Valdese, di presentare in anteprima “Lungo il sentiero“, il mio nuovo libro (e primo romanzo).

L’amico Silvio anche questa volta mi ha fatto una sorpresa… Non esce mio libro senza che lui dedichi una campana! Bene, se non saremo già saliti prima del 18, risuonerà anche lei nella transumanza. Altrimenti verrà messa al collo di una pecora appena dopo, per segnalarne la presenza nella nebbia che sicuramente ci terrà spesso compagnia in alpe.

Un nuovo amico ci scrive. Si chiama Marco, scrive dalla Toscana, zona provincia di Siena. “Vendo campanacci per tutti gli animali (capre, pecore, mucche, asini e cavalli..) Per qualsiasi informazione, contattatemi ilcavallaro@tiscali.it“.

Seguendo il pastore alla fiera

Parlare di pastori in un film, far capire chi è il pastore oggi… ma bisognava anche mostrare un momento di festa e di condivisione. E’ vero che il mestiere implica pochi o pochissimi momenti di svago e di stacco, ma ci sono e allora… Eccoci a Bobbio Pellice per l’annuale Fiera della Pouià.

L’azienda Charbonnier ci ospita, dal momento che uno dei nostri protagonisti, Ivan, va a dare una mano all’amico Luca, detto Luchino. Parenti e amici si ritrovano al mattino davanti alla stalla per aiutare i padroni di casa, ma anche per vivere un momento di allegria. Prima, per chi ha animali a casa, i normali lavori quotidiani, magari alzandosi un po’ più presto. La sorella Katia (con il piccolo Luca nel marsupio) ed il cognato Omar a loro volta sono andati dall’amico Elvis.

Alla fiera partecipano solo gli allevatori di Bobbio, ma ci si scambia il “favore” in autunno, quando invece la fiera si tiene anche a Villar Pellice. Prima di attaccare le campane alle vacche, una rapida colazione in compagnia. Ci sono tanti bambini e bambine, figli di amici e parenti, ma anche coetanei delle bimbe dei padroni di casa. Qui in valle l’allevatore non è la mosca bianca, questo non è il lavoro degli ultimi!

Poi finalmente si attaccano i rudun, lavoro che spetta soprattutto agli uomini. Le donne pensano a tutto il resto, le bimbe chiedono che si preparino dei panini per quando si arriverà alla fiera, anche se poi ci sarà il pranzo tutti insieme, per festeggiare.

Wanda va in caseificio. Festa o non festa, bisogna lavorare il latte, anche se in questi due giorni un po’ particolari e caotici, il normale ordine delle cose è stato spesso sovvertito. C’è gente che va e che viene, chi passa per un saluto, chi chiede dov’è questo o quello, chi si informa su dove portare le auto, chi…

Finalmente il sole. Dopo giorni e giorni di maltempo, dopo un sabato di pioggia battente, con neve anche a bassa quota, per il mattino della fiera quasi inaspettatamente c’è cielo azzurro ed aria frizzante. Le montagne sono coperte da una spessa coltre di neve fresca, neve che ha impedito il verificarsi dell’ennesima alluvione. E’ impossibile non pensare agli eventi, anche tragici, che hanno segnato la valle negli anni scorsi. Magari toccherà aspettare qualche giorno in più per salire in alpeggio, ma nessuno ha sentito parlare di frane sulle piste di accesso alle baite in quota.

Adesso le vacche hanno i loro rudun e si potrebbe partire. “Bisogna andare giù fino al ponte sotto, hanno fatto mettere delle bancarelle davanti al ponte!”, sembra che ci sia un cambiamento imprevisto di percorso, ma dopo se ne comprenderà il motivo.

Il pastore accompagnerà l’amico fino alla fine della sfilata, poi dovrà andare dal suo gregge. Però quella sera la festa continuerà ed allora per un po’ ci si potrà dimenticare di tutte le lunghe, lunghissime giornate di lavoro senza possibilità di alcun svago. Manca poco alla salita in alpe e quindi per parecchi mesi saranno poche le occasioni di vedere gli amici, ancora meno quelle di fare festa!

Si parte, alcuni bambini davanti, poi Luca. Le vacche camminano in fila abbastanza ordinata. Come spiegherà più tardi il Sindaco, rispetto alla fiera autunnale, l’edizione primaverile vede un partecipazione di solo parte degli allevatori locali, dal momento che non tutti gli animali sono ancora abituati a spostamenti.

C’è anche un piccolo gregge, capre e qualche pecora, con un gruppo di pastori forse più numeroso ancora degli ovicaprini presenti. Ma questa non è una transumanza, questa è una grande festa allegra ed i bambini camminano con gioia, orgoglio e responsabilità.

Nel paese, a differenza di passate edizioni a cui avevo assistito, gli animali vengono fatti sfilare. Tutti devono partire dallo stesso posto e così le mandrie transitano in centro l’una dopo l’altra, senza doverle attendere troppo, garantendo così al pubblico uno spettacolo continuo e senza causare troppi disagi all’eventuale traffico automobilistico. Una delle mandrie sfoggia fiocchi rosa, in onore della bimba di Marika ed Elvis. Sono numerose, quest’anno, le giovanissime neo-mamme…

Daniela e Franco sfilano con una mandria sempre più grigia, grazie alle vacche di razza Grigia, su cui stanno puntando (con soddisfazione) in questi anni. Animali di taglia non esagerata, adatti alla montagna, buone produttrici di latte.

Quanti paesi hanno un assessore all’agricoltura che è anche allevatore e margaro? Pierclaudio conduce le sue Barà fino all’altro capo del paese, nei prati dove tutte le mandrie rimarranno a pascolare durante il pranzo.

E’ poi anche la volta di Luchino e degli amici che avevamo incontrato al mattino. Non ho contato i gruppi che stanno sfilando, ma c’è da riflettere su quanti siano gli allevatori (e relativi animali) in un Comune così piccolo come Bobbio!

Le facce conosciute sono tante e, nella maggior parte dei casi, sono i giovani (che conosciamo ancor meglio!) a guidare la sfilata, ma anche ad avere parte attiva nella conduzione dell’azienda. Ecco qui Deborah, con la cavalla che, se non ricordo male, si chiama Pioggia.

Intervistiamo il Sindaco, Patrizia Geymonat, che parla proprio della grande importanza del settore nell’economia e nella società del Comune, cosa che fa sì che ci si impegni, nonostante il momento difficile, a realizzare le due fiere annuali. “Non premiamo nessuno, né allevatori, né animali. Vuol proprio solo essere un momento di festa.” Si parla anche dell’impegno per aiutare concretamente gli uomini e le donne che lavorano ed abitano in alpe: “Abbiamo fatto la scelta di dare la precedenza agli allevatori locali. Così si cerca di tenere i prezzi di affitto più equi possibili, evitando quei fenomeni di speculazione che accadono altrove. Siamo un comune molto vasto come territorio, l’età media di chi sale in alpeggio dev’essere sotto i quarant’anni, ci sono coppie giovanissime con bambini piccoli, quest’anno. Sarebbero necessari due interventi importanti, quello della realizzazione della strada per l’alpe Crosenna, complesso per ragioni di territorio, e la sistemazione delle strutture all’Alpe Giulian. Purtroppo, se il bando regionale per la viabilità ed infrastrutture è già aperto, per quello relativo alle baite non ancora. Cercheremo di fare un lavoro in economia…”.

Da qualche anno, una presenza fissa della Fiera è l’amico Silvio d’le cioche con le sue campane, per l’appunto! Davanti alla sua bancarella si fermano gli appassionati, chi per un acquisto, chi semplicemente per una chiacchierata ed uno scambio di notizie. Purtroppo vengo a sapere che è stata “rifiutato” lo spazio ad un amico espositore che sarebbe venuto da un’altra regione con i suoi prodotti strettamente legati alla pastorizia… Lo spazio dedicato al mercato non avrebbe avuto che da arricchirsi con uno stand del genere, anche a costo di avere una bancarella in meno di prodotti made in China…

Soprattutto vacche, alla fiera di Bobbio, ma ci sono anche due greggi, tra cui quello dei Durand Canton. L’anziano pastore non molla! Da anni si parla di venderle, ma lui sostiene che ciò non si farà, fin quando sarà in grado di occuparsene, anche in alpeggio (e le primavere sono già più di ottanta…).

Foto di gruppo per gli amici che abbiamo accompagnato e filmato (ma anche il resto della sfilata è stato oggetto di riprese), poi Ivan ci saluta e va dalle sue pecore. Per gli altri si avvicina l’ora del pranzo, anche se bene o male sono ancora tutti accanto agli animali.

Queste giornate, oltre ad essere momenti di gioia in cui si incontrano tanti amici, sono anche occasioni per vedere come il mestiere di pastore e margaro ha ancora un futuro, rappresentato soprattutto dalle giovani… e giovanissime generazioni!

Uno dei nostri inviati

In questi anni il numero dei lettori (e degli “inviati”) del blog è aumentato. Tra gli “storici” c’è sicuramente Silvio, che in questi giorni ha fatto la sua comparsa anche su Facebook. Poco per volta ci si ritrova tutti lì a commentare foto e chiacchierare di questo e di quello, sempre restando più o meno in ambito zootecnico. Nel social network poi a quanto pare site più a vostro agio nel commentare i post, che qui spesso restano senza commenti.

Comunque, mesi fa Silvio mi aveva inviato immagini dell’ahimè innevata Fiera della Calà a Bobbio Pellice. Giornataccia… Non c’erano gli animali ed anche le bancarelle erano scarse. Quella nevicata di fine ottobre aveva rovinato diverse manifestazioni.

Silvio, eroico, aveva allestito il suo stand, ma evidentemente non molta gente aveva fatto un giro in piazza, quel giorno.

Silvio, tra una campana e l’altra, è anche convolato a nozze con Tiziana. E dove sono andati in viaggio di nozze? In Val d’Aosta a vedere se c’erano ancora bestie al pascolo, nonostante la stagione. Direi che… sì, le hanno trovate!

Ecco ancora un’altra immagine dalla Valtournanche. Viene un po’ di nostalgia in questa stagione, nel cuore dell’inverno, nel vedere le montagne! Silvio poi ci consiglia anche un libro, che a dire la verità non ho mai letto. “Ti segnalo questo libretto di 120 pagine. Una bella lettura sulla vita del giovane pastore transumante Mario Fantino girèt. Si chiama: “Ricordi di un pastorello” di Mauro Fantino editore. E’ uscito nel 2007. I lettori possono farsi un’idea  di come possa essere poco facile la vita da pastore soprattutto se non è proprio una libera scelta, oltretutto i racconti sono datati negli anni 50/60, quindi immagina che vita. Comunque molto bello e lo consiglio vivamente anche ai non lettori come me.” 

Per finire, una foto artistica, sempre di Silvio. Effetti speciali per pecore alla Vaccera, Val d’Angrogna.  Comunque… anche se adesso siete tutti su FB, non dimenticatevi del blog ed ogni tanto mandate qualcosa, se vi fa piacere!

Tra una nuvola e l’altra

Avevo i miei dubbi di riuscire a vedere la Fiera di Bobbio Pellice (quella della Pouià, della salita verso l’alpeggio), dal momento che le previsioni meteo erano pessime. In effetti continuavo a nutrire dei dubbi imboccando la valle, ma poi degli squarci di sereno mi avevano fatto tornare l’ottimismo.

A parte le bancarelle della fiera, poco prima di arrivare allo spazio dedicato agli animali incontro lo stand dell’amico Silvio ‘d le cioche, quest’anno finalmente collocato in una posizione ottimale che garantisce la formazione di gruppetti di appassionati ed animate discussioni. Come potrò sdebitarmi per l’ennesimo omaggio a me riservato? Questa volta la campana porta inciso il titolo del prossimo libro… Risuonerà nella transumanza dei prossimi giorni!!!

L’arrivo delle mandrie degli allevatori locali così avviene con qualche raggio di sole. L’aria è ancora tiepida e questo momento fondamentale della festa non viene rovinato. Il pubblico c’è, ma forse qualcuno si è fatto spaventare dalle previsioni, altri invece sono andati a Bolzano per il raduno degli alpini… Almeno questo è quello che si dice in giro. I rappresentanti del mondo dei margari e pastori locali sembrano però non mancare, anche dalle vallate vicine oltre che dai comuni della valle.

Ogni mandria è annunciata dall’allegro scampanio dei rudun. Sono quelli delle grandi occasioni, quelli che verranno solo temporaneamente riposti, per poi essere ripresi in mano a breve, in occasione della transumanza. Per qualcuno manca poco, altri attenderanno più a lungo, ma comunque dappertutto in valle si vedono fili tirati, gruppi più o meno numerosi di vacche e manze al pascolo, piccole greggi qua e là. Saranno proprio i pastori ad incamminarsi per primi su per i pascoli in quota…

Queste sono feste molto sentite e la passione cresce con gli anni: sicuramente inizia anche presto, molto presto!!! Chi riesce già a camminare, non mancherà di farlo davanti, accanto o in fondo alla fila. Per gli altri c’è mamma che ci pensa, in attesa del giorno in cui anche per loro ci sarà una cana delle dimensioni adeguate ed un ruolo nella sorveglianza degli animali.

C’è chi attraversa il paese e chi scende dalle frazioni, a seconda della collocazione della cascina. Sabina e Giovannino conducono alla fiera un gran numero di animali, anche per loro un gran concerto di rudun. Una volta sistemati tra i fili, si potrà iniziare a salutare amici e conoscenti. Ormai la promessa è di rivedersi in alpeggio, se non ci saranno altre occasioni prima…

Come al solito, la tradizione è rispettata e l’ultimo ad arrivare è Pier Claudio, incalzato da un cielo sempre più nero. Chi arriva dal fondovalle annuncia che la pioggia ha già iniziato a cadere. Per lo meno qui si è riusciti a far arrivare gli animali senza che si scatenasse il diluvio… L’aria però sta cambiando e qualche goccia inizia a cadere.

Gli animali adesso sono tutti al pascolo, ciascuno nel pezzo destinato ad ogni singolo allevatore. La strada è affollata dalle persone che si incontrano, chiacchierano, commentano i vari fatti locali: c’è chi ha venduto le pecore, chi cambia montagna, chi purtroppo se n’è andato, ma anche bambini che nasceranno presto. Chissà, forse per la fiera della Calà, quando invece la stagione si andrà a chiudere, potrò essere presente anche con la presentazione del nuovo libro…

È tempo di…

Sapete perchè le principali fiere tradizionali nelle valli e nei paesi della pianura adiacente si tengono in primavera ed in autunno? Ha a che fare con le stagioni, ovviamente: fare le scorte prima dell’inverno, poi prepararsi ai lavori di campagna primaverili ed estivi. Ma anche perchè era il momento in cui avvenivano le transumanze! E allora in primavera si facevano le scorte per salire in alpe ed in autunno si vendevano i prodotti.

Il prossimo fine settimana, 12-13 maggio, l’appuntamento è a Bobbio Pellice (TO) con la Fira ‘d la Pouià, la fiera della salita all’alpeggio, e Sagra del Saras del Fen. Cercherò di non mancare, soprattutto per vedere l’arrivo degli animali e salutare un po’ di amici.

Invece il 20 maggio 2012, per il secondo anno consecutivo, a Roaschia (CN) si tiene in versione primaverile la Mostra Interprovinciale degli ovini di Razza Frabosana-Roaschina. Qui il programma dell’evento. Non so se potrò essere presente, in quanto la data facilmente andrà a coincidere con la nostra transumanza.

Sempre nello stesso fine settimana (19-20 maggio), a Saluzzo (CN) ci sarà la Festa dei Margari con la tradizionale Rudunà. Non ho ancora trovato un calendario aggiornato dell’evento, quindi vi comunicherò successivamente i dettagli di questo evento.

Fiere già avvenute, questa ce la racconta l’amico Carlo ed è quella di Sandigliamo (BI), tenutasi oltre un mese fa. “Il primo di aprile si è svolta a Sandigliano nel Biellese la fiera agricola zootecnica denominata “Fera dla Caplina“.


Oltre all’esposizione dei capi di bestiame, c’era anche un’esposizione di macchine agricole d’epoca e naturalmente banchetti con prodotti tipici (Tome, salumi, ecc) e con attrezzature per i lavori dei margari e dei pastori.
Tra gli animali la parte del leone l’hanno fatta i bovini di razza Pezzata Rossa di Oropa.

C’erano anche due piccoli greggi: uno di capre e uno di pecore.


Una cosa che mi ha favorevolmente impressionato (come lo potrai notare dalle foto) è stata la presenza di una bella gioventù. Questo dovrebbe far pensare che in questo settore c’è ancora la passione e la voglia di poter continuare nella speranza che la burocrazia e soprattutto i costi elevati non pongano dei limiti insuperabili.


La manifestazione si è conclusa con la sfilata delle mandrie al ritorno alle proprie stalle con il suono festante dei loro campanacci, sapientemente guidate da ragazzi e ragazze.


Bellissima la bambina che segue la mandria delle vacche e il bambino che guida fiero il suo piccolo gregge di capre.

Grazie a Carlo. Ovviamente chiunque di voi voglia documentare una fiera a cui parteciperà, un evento “in tema” con questo blog, le foto fanno sempre piacere.

Convegni e nuovi arrivi

Volevo innanzitutto chiedere scusa a chi mi manda materiale e non lo vede pubblicato per molto tempo… Prima o poi però tutto passerà qui sulle pagine virtuali del blog.

Iniziamo con un convegno che si terrà la prossima settimana a Bobbio Pellice (TO). Si parlerà di alpeggi, ma non solo: “Quali prospettive per l’agricoltura di montagna”. Sabato 10 marzo, ore 9:30. Interventi di Pierclaudio Michelin Salomon (Vicesindaco di Bobbio), Marzia Verona (Progetto Propast), Luigi Ferrero (Regione Piemonte). Tutti gli addetti ai lavori e gli amministratori sono invitati a partecipare.

Altro convegno, tenutosi tempo fa… Era ottobre 2011 e l’amico Adolfo aveva partecipato alla Fiera di Rovato (BS). “Lo scambio di idee e la condivisione di problematiche comuni fanno superare ai pastori anche il disagio di distanze kilometriche non indifferenti. La giornata si è conclusa con un convegno sulla pastorizia che ha visto una buona partecipazione. Relatori il prof. Michele Corti, Tino Ziliani ed il consigliere regionale Alessandro Marelli.” Proprio l’altro giorno Tino mi ha telefonato raccontandomi che, come al solito, non è facile agire a nome dei pastori… a volte anche per colpa degli stessi pastori!

Continua Adolfo: “Per la prima volta sono andato alla mostra della pastorizia di Rovato. Al sentire i protagonisti quest’anno c’è stata, rispetto alle scorse edizioni, una flessione sia nella presenza dei pastori(molti impegnati in prima persona nelle operazioni di accaparramento degli agnelli da parte degli immigrati mussulmani per la prossima festività del sacrificio) e anche nella
presenza di visitatori. E’ stata una bella occasione per conoscere alcuni pastori della Lombardia ed accostarmi anche alle loro problematiche. In mattinata mostra e concorso interregionale ovini di razza bergamasca, nel pomeriggio premiazioni e dimostrazione di tosatura. Oltre ai pastori locali, interessante la presenza di alcuni pastori del Triveneto.

Ma c’era anche chi era andato fin là dal Piemonte… “Ho riconosciuto il pastore
Giorgio Bergero, dato che l’avevo visto intervistato nella trasmissione televisiva TG2 Dossier la scorsa primavera!“. E così ecco Adolfo con il “gruppo piemontese”.

Per concludere, l’amico Alberto mi manda la foto dell’ultimo arrivo nella sua azienda. “Questo e il mio ultimo acquisto “Tabac”, è una femmina… la passione continua a crescere!! Non mi fermo! Ora gli do il latte in polvere, ha solo un mese.

Fiere che vanno, fiere che vengono…

Ho saputo solo l'altro ieri che quest'anno la Fiera della Pecora Roaschina è stata spostata in primavera. Sarà questa domenica, 22 maggio 2011. Qui sul sito del Comune potete vedere la locandina ed il programma. Purtroppo, per una concomitanza di impegni, non potrò essere presente. La stessa cosa vale per la Festa dei Margari a Saluzzo. Qui vi invito al Convegno del 19 maggio, ore 21:00, presso la sede Coldiretti, dove presenteremo il progetto PROPAST. Sabato 21 e domenica 22 varie iniziative tra cui la sfilata delle mandrie, dimostrazione di tosatura, ecc… Qui il programma della manifestazione.

Vi segnalo anche, in tutt'altra parte d'Italia, "Pascolo Vagante" di Giorgio Vazza, mostra di pittura e disegno dal 21 maggio al 5 giugno 2011. Inaugurazione sabato 21 maggio 2011 ore 18.00. Sala Esposizioni Comune di Puos d'Alpago Belluno. Proiezione video Pascolo Vagante, da un'idea di Sonia Vazza realizzata da Valentina Ciliberto e Sonia Vazza

orario mostra: lun-ven 17.00-19.00 sab-dom 10.30-12.30; 16.00-19.00
L’idea artisticaPascolo Vagante nasce dall’incontro con Davide e Daniela, due giovani pastori, e dal viaggio fatto insieme a loro, ripercorrendo gli antichi sentieri della transumanza in montagna. Antichi percorsi che hanno generato nuove emozioni e riempito di schizzi taccuini di viaggio. Questi disegni, rielaborati poi in studio, hanno dato vita a Pascolo Vagante, un viaggio della memoria in un continuo susseguirsi di stagioni, luoghi e persone.
 

Torniamo in Piemonte. La scorsa domenica ce l'ho fatta ad andare a Bobbio Pellice per la fiera, ma sono arrivata quando ormai quasi tutti gli animali erano già arrivati. Ho sentito in lontananza i rudun e sono arrivata in tempo per gli ultimi animali della famiglia Melli – Gonnet. Anche se qualche giorno prima le previsioni avevano annunciato pioggia, alla fine c'è stata una limpidissima giornata di vento freddo, con sole che scottava non appena il vento si calmava un po'.
 

E così, tra il frastuono dei campanacci, c'è stato il tempo di incontrare amici che non vedevo da qualche tempo, scambiare un saluto, una battuta sulla prossima stagione d'alpeggio, che incombe per tutti. Ormai è questione di giorni, di settimane, ma comunque in valle è tutto un risuonare di campane e campanelle, con animali al pascolo ovunque nel fondovalle e sui versanti più esposti al sole.
 

 
Gli animali vengono condotti negli spazi appositamente recintati, ciascuno con il nome dell'allevatore. Tutti si ritrovano a chiacchierare, a bere un bicchiere in compagnia, perchè quella è una giornata di festa, perchè poi si salirà in alpe e magari non ci si vedrà fino alla prossima fiera, quella della discesa dall'alpeggio… Intanto il vento continua a soffiare impetuoso, allontanando le nuvole dalle montagne.
 

Elisa mi mostra con orgoglio il nuovissimo rudun, fatto fare apposta per il diciottesimo compleanno. La vacca non è molto convinta di farsi fotografare e ci tocca girarle intorno più volte prima di poter rubare uno scatto. Saluto il gruppo e mi sposto da altri allevatori, per poter scambiare quattro chiacchiere con tutti. Alla fiera si va sì per vedere gli animali, ma è soprattutto un punto di incontro!
 

 
Si sente un suono in lontananza, manca ancora un allevatore. Avevo quasi la certezza che, pur essendo io in ritardo, sarei comunque riuscita a vedere almeno l'arrivo della mandria di Pier Claudio, ed infatti così è stato. Le vacche incalzano veloci in un concerto che il vento trasporta per tutto il paese. Via via sfilano tutti gli animali, fino ai vitelli alla fine del corteo. Adesso tutti i recinti sono al completo, non manca davvero più nessuno.
 

 
Non manca nemmeno l'erba da pascolare, qui siamo in piena fioritura ed i prati sono punteggiati di colore. Il vento agita le spighe delle graminacee e continua a soffiare forte, a raffiche, in un'alternanza di caldo e freddo. Anche sui valloni più nebbiosi oggi splende il sole, ma chissà come sarà poi l'estate?
 

 
La fiera è un gran giorno anche per i più piccoli ed è impossibile non notare questo quintetto che si aggira con fare competente tra i recinti, valutando le bestie ad una ad una con un piglio che rispecchia quello degli anziani. Il clima di festa ed il pubblico dimostrano però, qui più che altrove, che l'allevamento è parte integrante dell'economia della valle e non solo un'attività un po' marginale, praticata da persone quasi relegate a stare tra di loro, escluse dalla società che non comprende.
 

 
Nasci allevatore o lo diventi, respirando questa aria intrisa di passione. E continui ad esserlo, per sempre, anche dopo essere arrivati alla pensione evocata dalla scritta sul collare di questo rudun: "Ho lavorato, ho faticato e alla pensione sono arrivato." Anche in pensione però continui a fare l'allevatore, perchè stare senza animali non si può. Continuano i figli, ed i nipoti, quelli che adesso sono lì a girare tra le bestie con gli amichetti, sguardo serio e la loro cana in mano.
 

Una foto di gruppo con tutti quelli che hanno aiutato a portare su le bestie, dalla cascina fin qui, nei prati della fiera. Tra le vie del paese c'è l'altra fiera, quella delle bancarelle, dei formaggi, dei vestiti, delle attrezzature, dei fiori, delle piante aromatiche… Un giro magari lo si fa, ma ormai quella parte è soprattutto per i turisti. "D'autunno c'è più gente…", commenta qualcuno. Ma forse anche questo tempo così strano ha tenuto lontano parte del pubblico.
 

 
Relegato tra le vie del paese trovo l'amico Silvio con le sue campane. Si è fatto promettere che il prossimo anno gli verrà data una collocazione più vicina al bestiame, di modo che le sue opere possano suonare insieme a quelle appese al collo degli animali. Magari ci vedremo in qualche prossima transumanza, impegni reciproci permettendo… Però ora devo andare, la mia breve visita qui è finita.
 

 
Ancora uno sguardo verso l'alto, verso le montagne dove la neve si ritira sempre più ed i pascoli iniziano a tingersi di un verde tenero. I primi a salire saranno i pastori con le loro greggi, poi poco per volta sarà il momento dei margari. Per qualche mese, l'aria degli alpeggi risuonerà, viva, di suoni, muggiti, belati, abbaiare dei cani…