Transumanze, video, appuntamenti…

Un po’ di spazio a voi che non vi limitate a leggere, ma scrivete, partecipate, segnalate… Ed allora cominciamo con Gianni, che nel suo blog ha incontrato una mandria in Valsesia qui, ma anche un gregge nel Biellese qui e un altro ancora (parliamo del mese di febbraio) qui (e possiamo riconoscere il pastore Quintino). Complimenti per le bellissime foto!

Poi c’è Andrea, che gira per le montagne cuneesi: ha scattato qualche foto che ci invia. Purtroppo non quelle della transumanza a Limone Piemonte… ma comunque abbiamo queste greggi in Valle Stura. Qui capre di varie razze ed incroci.

Un gregge ancora nella rete, con le capre che osservano curiose…

Sempre da quelle parti, un gregge dove si vede anche una capra Girgentana, che ha riscosso l’interesse e la curiosità di Andrea.

Con le pecore, qui c’è anche un cavallo massiccio: chissà se il pastore lo cavalcherà per salire a sorvegliare il gregge, quando gli animali saranno più a monte, oppure lo userà per trasportare le reti o i sacchi di sale?

Alla transumanza dell’altro giorno c’era anche Clà, che invece di limitarsi a fotografare pecore e pastori, ha pensato bene di immortalare anche me, in versione intermedia tra reporter e pastorella!

Questi invece sono i due video che ha realizzato Clà durante lo scarico delle pecore.

Qui non mi vedete, perchè ero corsa avanti a cercare di fermare le pecore, che si erano infilate nel retro dell’ex dogana. Abbiamo faticato non poco a farle tornare indietro da questo collo di bottiglia!

Qualche lavoretto non appena il gregge si è tolto dalla strada: questi due capretti erano in attesa della poppata, ma la mamma sembrava un po’ troppo ansiosa di andare al pascolo, quindi bisogna trattenerla.

Segnaliamo, grazie ad un’e-mail di Alessandro Midulla un’iniziativa che si terrà domani e sabato in Valle Po: "Ëncà isù!". Qui il programma della manifestazione, tra arte, cultura e prodotti tipici sul cammino della transumanza.

Torniamo in terra biellese con Laura ed affrontiamo con lei la transumanza avvenuta il 12 giugno scorso. Una partenza notturna, per non patire troppo il caldo della giornata…

Quando fa giorno ed arriva il primo sole, la mandria è già in alto e la pianura è alle spalle, nella foschia.

Finalmente in montagna! Ci troviamo nella zona sopra ad Oropa, all’alpe Giassit (che fortunatamente si raggiunge anche in auto, ci dice Laura).

Questi uomini però sono saliti a piedi insieme agli animali e questa immagine la dice lunga sulla stanchezza che subentra alla fine della transumanza… Sarà anche un momento di festa, ma…

Vorrei poter parlare d'altro

Lo sapete ormai bene: quando il gregge scende dalle colline in primavera, è costretto a trovare delle aree incolte dove pascolare senza causare danni alle coltivazioni fino al momento di salire in montagna. Gli unici coltivi parziamente utilizzabili sono i pioppeti (se le piante sono sufficientemente grosse e ruvide per non rischiare che gli animali, specialmente capre e asini, scorteccino i tronchi). Tradizionalmente, da generazioni, le greggi si spostano lungo i fiumi (Sesia, Po, Tanaro, Ticino, per citare i principali) o in altre aree dove possono trovare vasti spazi incolti (e cito allora la Baraggia biellese, tanto per rimanere in Piemonte). Come saprete, nel fine settimana sono stata a Biella per la Fiera della Pezzata Rossa d’Oropa (ve ne parlerò nei prossimi post) ed ho avuto anche modo di parlare di pastorizia con diversi "operatori del settore".

(Foto tratta da http://www.biellaclub.it). La Baraggia, terra di pastori… Un paesaggio particolare, unico, legato fortemente alle forme di gestione, tra cui la pastorizia (leggete anche qui sul sito dei Parchi Piemontesi, e qui in questo blog). La Baraggia, oltre ad essere area protetta, è anche territorio militare: mi raccontavano i pastori che adesso l’Esercito ha vietato l’accesso. "Una volta, quando dovevano fare le esercitazioni, te lo dicevano e ti spostavi, oppure trovavi il soldato con la bandierina rossa all’inizio della strada ed andavi da un’altra parte. Non sono mai successi incidenti ed andava bene così. Adesso diventerà prericoloso davvero, perchè noi in Baraggia dobbiamo andare per sopravvivere… e continueremo a farlo, con i militari che ci scacceranno, i Carabinieri che faranno le multe. Perchè?". Queste sono le parole che ho sentito ripetere da tutti, e ne ha parlato anche l’Assessore Provinciale all’Agricoltura. Speriamo riesca a fare qualcosa!

Altrove i problemi sono quelli vecchi. Le greggi pascolano nei pressi del Po… Nonostante tutti gli incontri, le belle parole e la speranza di una primavera "migliore", sul Parco del Po non ci sono stati grandi cambiamenti. I guardiaparco sono già arrivati a fare osservazioni. "Che programmi avete, adesso?". A saperlo… questa strana stagione, con l’erba che non cresce, nonostante tutte le precipitazioni! E poi c’è stato il vento dell’inverno.

Cosa centra il vento? Le tempeste che si sono susseguite (in estate, ma specialmente nella notte di Natale) hanno letteralmente raso al suolo intere porzioni di pioppeti (oltre a schiantare alberi secolari, che avevano resistito al passaggio di generazioni di greggi senza subire danni). Alcuni pioppeti sono impraticabili per l’intrico di rami e tronchi al suolo, altri sono stati ripiantati completamente. Solo giovani piantine, quindi il gregge lì non può entrare, anche se ci fosse erba nel sottobosco da brucare. Dove si va, allora? Nei gerbidi, per forza, a pascolare quel poco che c’è. Se qualcuno ha dei suggerimenti per come fare ad evitare i territori dell’Area Protetta, lo dica subito, perchè i pastori non vedono alternative.

E poi c’è la questione dell’artemisia. Questa pianta infestante è molto diffusa nei gerbidi (quelle zone di incolto tra la fascia delle coltivazioni ed i ghiaioni) e nel sottobosco dei pioppeti. Oltre ad Artemisia sp., si sta diffondendo anche l’Ambrosia, una pianta non autoctona della stessa famiglia dell’artemisia, estremamente pericolosa per l’uomo, in quanto causa di allergie. Le pecore pascolano l’artemisia (anche se preferirebbero le graminacee), non gradiscono molto l’ambrosia per il sapore ancora più amaro.

I contadini riferiscono al pastore che i guardiaparco dicono che è colpa delle pecore, se l’artemisia si diffonde così. Adesso mi informerò dalle persone competenti in merito (botanici e ricercatori dell’università)… Però sto pensando ad alcuni incolti qui vicino a casa mia: completamente invasi dall’artemisia, e non hanno mai visto il passaggio di un gregge. Nel corso di quelle riunioni che erano state fatte per discutere del "problema" della pastorizia lungo i fiumi, il Parco si era detto NON INTERESSATO ad uno studio sull’influenza della pastorizia sulla vegetazione di quelle aree.

Tutte queste notizie fanno pensare sempre di più al tramonto della pastorizia… Però voglio anche dirvi che il Parco del Po, nella sua newsletter, ci comunica una bella notizia. Ve lo ricordate l’occhione? Quell’uccello che i guardiaparco dicevano messo in pericolo dal passaggio delle pecore sui ghiaioni (leggete qui)? Quello che i siti di ornitologia dicevano tipico di "praterie pascolate"? Ecco, sulla newsletter del Parco Fluviale del Po e dell’Orba (n.83, aprile 2009), compare questa notizia. "OCCHIONE IN AUMENTO COSTANTE NEL PARCO: 60 INDIVIDUI NEL 2008. Nel 2008 il personale dell’Ente-Parco ha condotto un censimento della popolazione nidificante di Occhione (Burhinus oedicnemus) all’interno del territorio di competenza; questo uccello dalle abitudini crepuscolari frequenta nella nostra regione principalmente i greti fluviali e trova appunto nelle distese ghiaiose e ciottolose del Po il suo habitat d’elezione.
All’inizio e alla fine degli anni ’90 da altre due stime della popolazione nidificante nel Parco erano risultati 14 individui nel primo caso e 15-20 coppie nel secondo. Negli anni successivi, grazie al monitoraggio faunistico costante effettuato dal personale del Parco e dai collaboratori, si era notato un incremento della specie sia a livello numerico sia a livello distributivo; e si era anche registrata una notevole concentrazione di 33 individui nell’autunno 2006. La consistenza minima della popolazione censita nel 2008 è stata globalmente di circa 60  individui, distribuiti lungo tutto il tratto del Po vercellese-alessandrino, anche se in modo discontinuo, limitatamente alle aree più idonee.
" Evidentemente le pecore non hanno fatto scomparire l’occhione, visto che le greggi c’erano già prima degli anni ’90 ed hanno costantemente frequentato quelle zone in tutti questi anni.

Incontri

E’ da un po’ che lo dico… sembra farlo apposta, ma nei miei spostamenti, anche a centinaia di chilomentri da casa, incontro pecore e pastori! Tutto questo mi fa sorridere, pensando a chi, durante una serata di presentazione dei miei libri, mi guardava con faccia perplessa quando dicevo che le greggi vaganti in Piemonte sono ancora una cinquantina e capita spesso di incontrarle.

Non è stato quindi con grande sorpresa che abbiamo accostato la macchina lungo la banchina stradale dalle parti di Masserano (BI), per fotografare il gregge e scambiare quattro chiacchiere con il pastore.

Quintino ha un gregge variopinto, all’interno del quale si contano anche numerosi asini e persino alcuni ponies! Presto lascerà le Baragge e si porterà sugli alpeggi della Val Sesia.

Anche noi eravamo diretti là, una valle che io ancora non conoscevo. "Montagne piccole, montagne dritte", mi hanno sempre detto. Per Albino, "entrare in Val Sesia è come mettersi la cravatta. Stringe, ti soffoca". Io però volevo vedere con i miei occhi…

In effetti, a parte lo spettacolo del Monte Rosa, che si è concesso solo nel tardo pomeriggio per il tempo di uno scatto e poco più, ci sono queste pareti impervie, boscate, dritte verso il cielo, da cui scendono cascate bianche di acqua spumeggiante, che alimentano il Sesia, verde e freddissimo. Gli alpeggi? Piccole chiazze di verde su in alto, molti sembrano invasi da rododendri. Infatti i pastori che vengono da queste parti, si spostano su più montagne, spesso prima passano nel Biellese, poi valicano le creste e vengono qui, dove continuano il loro pascolo vagante alla ricerca di erba.

Nel fondovalle, boschi e villaggi Walser.