Brutte notizie, immagini, racconti…

Purtroppo a volte la pastorizia è anche d’attualità… Ed il più delle volte è per delle notizie negative.

Cristian, dal Biellese, ci invia questo articolo apparso su di un giornale locale, dove si raccontano le difficili fasi del recupero e smaltimento di 68 pecore del gregge del pastore Luciano Mantello, uccise dal fulmine durante un violento temporale. Presumo sia lo stesso fatto a cui fa riferimento questo articolo, dove però si parla di 64 pecore “quasi un intero gregge” (sic!). Anche se non è l’intero gregge, comunque un bel danno…

Dall’Austria invece scrive Albert, appassionato di animali, di pecore, ma soprattutto di asini. Qui lo vediamo in compagnia di due dei suoi amici.

Albert alleva anche capre, una razza autoctona in via di estinzione, la Tauernschecken, che “comes originally from the Alps around “Groß Glockner”, the highest mountain of Austria. Breeders now are situated mainly in Austria but also in Germany and Italy (South Tyrol/ Trentino-Alto Adige)  It was a goat of multiple utilization (Milk/cheese in summer on the alp and meat – primarily the kids at Easter). They are typically spotted (brown/black and white). The dark spots made it easier to the herder to find them in early snow and the white helped him to find them in the reddish autumnal mountain flora. A typical sign is the open-plan whiteness of the front head with pigmented areas around the eyes and ears (because of better tolerance to UV radiation on alpine level). The whiteness of the front head was wanted (not all of my kids have it in a perfect manner and I will have to take them out for breeding), because a resting goat will always watch a shouting and searching herder. Resting above to him in a sag the whiteness of the goats head will catch his eyes.

Continua Albert, raccontando il recupero della razza: “The actual breeding history of this goat breed is a success story in Austria. There were less than 100 individuals left, when a coordinated breeding program was started. Now this breed is the most in demand of endangered goat breeds in Austria and its survival seems to be guaranteed. http://www.alpinetgheep.eu/131-1-Tauernschecken-.html http://de.wikipedia.org/wiki/Tauernscheckenziege“.

Uno dei più fedeli corrispondenti del blog, Carlo, invia una serie di foto scattate prima della salita agli alpeggi. “Le immagini riguardano un gregge (non so se è la parola esatta) un po’ particolare composto oltre che da pecore e capre, anche da vacche, cavalli e asiniHo parlato per quasi un’ora con il pastore che mi ha raccontato avventure e disavventure della sua vita pastorale e dei problemi ad essa correlati (burocrazia, spostamenti sulle strade, ecc.) che tu conosci certamente meglio di me in quanto li vivi personalmente. Non era una bellissima giornata, ma gli animali erano tranquilli e intenti a pascolare sembrava un momento di relax.

Ecco ancora un altro scatto riguardante lo stesso gruppo di animali. Penso di sapere a chi appartengono, forse sono di un pastore che non ho mai incontrato. Se qualcuno tra i lettori identifica il gregge/mandria, lo scriva tra i commenti!

Continua Carlo: “La foto successiva riguarda invece una mandria vagante di vacche proveniente dal Vergante; non sapevo che esistesse questo tipo di allevamento anche per i bovini.” In effetti le mandrie vaganti sono molto meno numerose delle greggi, ma alcune ci sono…

Ecco poi ancora un gregge “classico” negli ultimi giorni di pascolo in pianura prima della salita ai monti.

L’ultima foto ritrae una parte del gregge al pascolo e sullo sfondo il simbolo di Novara, la cupola di San Gaudenzio dell’Antonelli. Praticamente è da quest’inverno che ho scoperto un po’ il mondo della pastorizia e incomincio a capire perché parli di passione e di malattia; non ti preoccupare non ho intenzione di mettere su un allevamento di pecore e fare concorrenza ai pastori, ma sto scoprendo che è un mondo affascinante e che ti colpisce. Infatti cerco di documentarmi, sto vedendo greggi ovunque che prima non avevo mai notato, seguo alcune fiere e rassegne zootecniche, mi piacerebbe vedere dal vivo qualche transumanza. Ho visto pastori nella neve con temperature di -10-15°, ho visto le loro anguste roulotte, ho pensato ai pastori sabato scorso quando qui nel novarese si è scatenata l’ira di Dio (tuoni, fulmini, acquazzoni violenti, grandine) e mi è venuta spontanea la domanda: “Ma chi ve lo fa fare??!!)” se non una grande passione.

Storie di capre

Oggi voglio raccontarvi una bella storia che ha per protagonista un amico di questo blog, le sue capre e… altri amici caprai. Ma prima, restando in tema, come vi avevo accennato vi preannuncio che sabato e domenica (6 e 7 febbraio 2010) sarò ad Ardesio (BG), Val Seriana.

In quei giorni infatti si tiene l’11° Fiera della capra, 9° Fiera dell’Asinello. Non ci sono mai stata, ma questa volta sono stata invitata a partecipare (a giudicare da quello che scrive un anonimo amico/a qui nei commenti, sono attesa!!).

La fiera sarà alla domenica, ma il sabato mattina alle 10:00 ci sarà il convegno "Vivere in montagna: prigionieri o protagonisti?", all’interno del quale presenterò "Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora", accompagnandomi con le immagini che illustrano il libro… e non solo quelle! Spero di incontrare tanta gente, conoscere pastori e vedere tanti animali.

E adesso parliamo della nostra storia di oggi. L’amico Fulvio, malato per le capre, ci manda un po’ di foto. Questo bel becco cannella a dire il vero glielo manda il suo amico Edy Marquise, che mi aspetta in Val d’Aosta quest’estate. Spero proprio di andare a fare un giro e conoscere questo grande appassionato che, tramite Fulvio, ogni tanto compare in queste pagine.

Sempre Fulvio però ci racconta anche cosa gli è successo all’incirca 18 mesi fa. Il paesaggio intorno alla capra vi dice qualcosa? Forse no… però osservate bene la casa. Siamo in Italia, secondo voi?

Forse quest’altra immagine vi fornisce qualche indizio in più. Fate sempre attenzione all’architettura degli edifici. Per chiarire la faccenda è meglio lasciare la parola direttamente a Fulvio.

"Diciotto mesi fa, in occasione delle prime foto che ti mandai e tu pubblicasti sul blog, un allevatore di capre austriaco di nome Manfred riuscì a "trovarmi" attraverso internet e, innamorato di questi splendidi animali (capre valdostane), venne a trovarmi con un suo amico.
Li portai in giro per allevatori locali e in estate per alpeggi…  Oggi gli allevatori austriaci (la zona è quella di Salisburgo) sono diventati parecchi…. io ne ho già accompagnati 3 che a loro volta acquistano per loro amici e,  mi dicono di essere già più di dieci. In queste gite in cui io faccio da traduttore e accompagnatore (ad oggi ne hanno fatte 8 e torneranno nel mese di febbraio) hanno comprato già più di 30  animali di cui alcuni veramente belli, non sempre i pastori locali sono però stati corretti nei loro confronti (ma si sà che di gente poco corretta ne è pieno il mondo e, purtroppo questi poco aiutano la categoria).
"

"Vorrei però metterti in evidenza come il tuo blog sia servito a far nascere un’amicizia tra un apicoltore italiano e uno spazzacamino austriaco che condividono la sessa passione a 1000km di distanza e come in questo modo un pezzo delle nostre valli sia finito fin là. In allegato le foto che mi ha mandato Manfred (gli adulti sono stati acquistati qui e i capretti già nati in Austria)."

Ecco ancora un paio di immagini dall’Austria, con le capre di Manfred. Come si dice capra in Tedesco? Mi pare sia Ziege

Un saluto a lui ed a Fulvio… ed alle loro capre! Ancora una volta mi sono sorpresa davanti alla semplicità ed alla bellezza di questa piccola storia, che con grande piacere ho potuto ospitare qui. In internet ci sarà anche tanto male, tante cose sbagliate, pericolose, inutili, ma senza la rete come sarebbe potuta nascere questa amicizia?