Cerco testimonianze e… le testimonianze arrivano!

Ieri ho lanciato su facebook una “campagna” per ampliare il numero di testimonianze di allevatori e appassionati di capre. A chi fosse interessato a raccontarmi la sua “storia” con le capre, in giro per tutta l’Italia, invio un questionario da compilare. Potete richiedermelo via e-mail e inserirò anche qualcosa della vostra esperienza con questi animali che saranno l’oggetto del mio prossimo libro. Avevo appena pubblicato l’annuncio quando ho ricevuto questo messaggio… Un bello stimolo per andare avanti con il mio progetto!

Leggevo su fb che il suo prossimo lavoro riguarderà le capre e i caprai. …il mio bimbo sarà contentissimo. Il mio pensiero è che con le mucche o le capre o le pecore eccetera, uno nasce già con la predisposizione. Il mio bimbo e nato in mezzo alle mucche, ma all’età di sei anni circa ha voluto una capra ed ora che ha otto anni ne ha già tre! Scuola permettendo se le munge, se le pascola, fa tutto lui… Caprai si nasce… non si diventa!! Scusi la battuta… comunque… attendiamo con trepidazione il nuovo lavoro!“. Grazie Isabella e complimenti al tuo bimbo!

Queste foto invece me le manda Arianna dalla Lombardia. “Ecco qui dove sono andata domenica scorsa. Sono andata da un amico, un amico vero, che mi ha fatto conoscere un mondo da cui a fatica per errori miei mi sono dovuta per il momento allontanare… Un mondo difficile da capire, ma per me così importante che non posso farmelo rovinare. Grazie a Roberto ed Emilio per l’ospitalità. Siete forti ragazzi… con voi mi sento subito a casa…

Grazie come sempre a tutti gli amici per blog per la loro collaborazione. Prossimamente forse non sarò molto presente qui, ma quando “rientro”, troverete nuove storie, nuove immagini.

Le lunghe giornate del pastore

Essendo in Trentino, questa volta non volevo perdere l’occasione per far visita all’amico Daniel. Così, da Madonna di Campiglio, ho cambiato valle, sono scesa fino all’Adige e risalita fino a raggiungere la Val di Fassa, dove si trova lui attualmente. L’ultima volta che ci eravamo visti era su a far la stagione in Val Venosta, poi molte cose sono cambiate.

Adesso Dan ha trovato un socio, ha aumentato il numero di capi, si occupa del gregge di capre e pecore, della mungitura e della caseificazione. Il lavoro non finisce mai e, al momento, ci sono ancora un po’ di cose da sistemare: per esempio ci si appoggia al caseificio di un’altra azienda agricola, in attesa di terminare la realizzazione di quello aziendale. Dan lavora con l’azienda Soreie, azienda bio specializzata in piccoli frutti e ortaggi. Con il suo arrivo, è stata ampliata la parte legata alla pastorizia ed alla caseificazione, per l’appunto. Ha frequentato anche dei corsi di caseificazione e adesso la produzione prevede diversi latticini che vengono venduti direttamente nei punti vendita aziendali o portati a ristoranti e negozi della zona.

Il gregge non è in alpeggio. L’anno precedente gli animali erano stati portati più in alto, ma bisognava scendere quotidianamente per la lavorazione del latte. Poi c’erano stati anche altri problemi riguardo ai terreni da pascolare… Tutto il mondo è paese, ovunque si sentono gli stessi discorsi: quello che è infastidito dagli animali, quello che si lamenta per lo “sporco” che resta dopo il loro passaggio…

Questa è una zona ad alta vocazione turistica, quindi non dovrebbero esserci problemi per la collocazione dei prodotti. Ma non sempre i turisti gradiscono gli animali… Il gregge attende di andare al pascolo mentre Dan lava la mungitrice e i secchi dopo la mungitura mattutina, poi si partirà alla volta del bosco.

Quando il gregge attraversa la (frequentatissima) ciclostrada che fiancheggia l’azienda, c’è chi si ferma ad ammirarlo, ma capita anche di sentire lamentele per gli escrementi. “L’altro giorno però è passato un gregge che saliva verso non so quale alpeggio, l’hanno seguita tutta per risalire la valle. Lì sì che hanno sporcato… e poi purtroppo i pastori quando passano non hanno nessun rispetto dei piccoli allevamenti come il nostro, pascolano anche i pezzi che dovremmo mangiare noi.

Il pascolo verso cui viene condotto il gregge non è propriamente dei migliori, ma bisogna cercare di arrangiarsi. Dan riesce a star fuori con le bestie solo al mattino, perchè al pomeriggio c’è sempre da lavorare in caseificio, quindi alla mezza giornata di pascolo si alterna il fieno nel recinto accanto alle serre e agli orti.

Dan ha un rapporto controverso con le pecore, che rappresentano un suo acquisto abbastanza recente: danno soddisfazioni dal punto di vista del latte e della caseificazione, ma al pascolo con le capre richiedono interventi continui dei cani affinchè non si allontanino. Sicuramente la preferenza del pastore va quindi alle capre!

I momenti al pascolo sono quelli più belli, dove c’è il rapporto con gli animali, con il gregge, ma soprattutto con i fedeli aiutanti. Le giornate sono sempre lunghe, il lavoro non manca, la fatica nemmeno e il reddito per il momento resta esiguo. Nonostante la grande passione, Dan è un po’ scoraggiato, spera che le cose possano iniziare ad andare meglio, in modo da trovare una sistemazione abitativa meno precaria.

Mi parla anche di eventi da organizzare nei giorni successivi (la stagione turistica si avvia verso il momento clou) e di nuovi punti vendita che l’azienda dovrebbe aprire a breve. Conosco il cammino che questo amico ha percorso negli anni per arrivare fin qui e gli auguro davvero di poter concretizzare i propri sogni. Momenti di sconforto ce ne sono per tutti, il periodo non è facile per nessuno, non si vive di sola passione, servono anche risultati concreti dal punto di vista economico… Per Dan, come per tutti, l’augurio è che le fatiche e gli orari infiniti vengano ripagati.

Pastorizia in giro

Prima di Natale era stata da me Anna Kauber, appena all’inizio del suo viaggio tra donne e pastorizia. Continuo a seguirla su Facebook (Progetto Articoltura), mentre prosegue la sua avventura alla scoperta delle storie femminili di questo mondo. Adesso è in Sicilia, ma ha pubblicato un video dell’intervista realizzata qui in Piemonte.

MARIA PIA VERCELLA MARCHESE from anna kauber on Vimeo.

E’ una “vecchia conoscenza”, la mia amica Maria Pia. Un piccolo assaggio di quello che sarà il lavoro di Anna, un video con tutte queste storie.

Attingo invece alle immagini inviatemi da Leopoldo la scorsa estate. Queste hanno come sfondo dei panorami davvero eccezionali. “Ho allungato le ferie di un giorno (le mie ferie sono sempre di 4-5 giorni)
per fotografare Fabio che discendeva con il gregge. Certo si potevano fare foto migliori, ma, il percorso per arrivarci è molto lungo, le pecore quando partono non si fermano più. Non si può ripetere la scena. Farò meglio speriamo, l’anno prossimo.
E’ uno spettacolo unico vedere il gregge che scende lungo il sentiero del Rifugio Mulaz, sotto le Pale di San Martino. Sarebbe bello girare un film su questi giovani pastori… C’era anche Alice Masiero.

(immagini di L.Marcolongo)

Prossimamente avrò di nuovo mie immagini di pascolo vagante da mostrarvi, dal momento che sta arrivando dalle mie parti il gregge di un amico, quindi avrò occasione di andare a dargli una mano. Sembra quasi incredibile, ma è già passato un altro anno e… tutti stanno già di nuovo pensando alla salita in alpeggio, alle transumanze.

Foto estive

Mentre fuori sono iniziate le piogge primaverili (e sembrano voler durare un po’), smaltisco gli arretrati delle immagini che mi avete inviato nei mesi scorsi. Oggi siamo in compagnia dell’amico Leopoldo e dei pastori del Nord Est.

Avevo promesso a Roberto Paterno e Sandra di andarli a trovare in malga. Così, ieri (26 luglio) che era una bella giornata, non calda, in pianura 29 gradi, in malga 18, ne ho approfittato. Roberto Paterno con Sandra è nella bellissima Malga Valsorda Seconda, Pieve Tesino (TN). Le pecore erano sulla montagna, ma ho visto qualche asino. Paterno fa anche un ottimo formaggio, di mucca.

Siamo poi andati insieme a Malga Valcion, qualche chilometro lontano, dove c’era una Festa dei Pastori, sempre in Comune di Pieve Tesino. Più che una Festa, con mostre, animali,  ecc,, era un raduno conviviale organizzato dagli “amici dei pastori”. Amici disposti a fare chilometri di strade sterrate per passare una giornata in un posto davvero incantevole. Così ho trovato anche i Fronza e Lorenzo Fedele con la figlia e abbiamo fatto qualche foto insieme.

Domenica scorsa (inizio agosto) ho fatto un giro sul Monte Grappa per cercare i Perozzo. Era tutto avvolto dalle nuvole, ma chiedendo, li ho trovati. I cellulari lì non funzionano. C’era solo Mario perché il fratello più giovane, Battista era a casa per fare la patente. Mario (22 anni) sposerà Jessica Battaglia (22 anni) il 29 agosto prossimo.

(immagini di L.Marcolongo)

Grazie a Leopoldo per le belle foto. Un grosso grazie anche a tutti coloro che stanno contribuendo al sostegno di questo blog con il crowfounding (qui la pagina dei sostenitori di Pascolo vagante). Continua la campagna ancora per più di 50 giorni. Grazie ai vostri contributi, oggi ho anche rinnovato l’iscrizione al sito che mi permette di caricare in modo illimitato immagini su queste pagine (40 € di spesa).

Foto e varie informazioni

Inizio con un paio di comunicazioni di servizio. Innanzitutto grazie a coloro che hanno già aderito alla campagna di crowfounding a sostegno del blog e a chi ha acquistato le magliette sul sito, entrambe le iniziative contribuiscono a mantenere in vita questa pagina. Le magliette sono in vendita fino al 31 marzo, quindi affrettatevi a scegliere modello, taglia e colore!

Segnalo poi un interessante articolo sul lupo scritto dai veterinari faunisti di AlpVet.

Adesso vi lascio a delle bellissime immagini di Leopoldo, sempre il gregge di Fabio Zwerger. Sembrano dei quadri, non è vero?

(tutte le immagini sono di L.Marcolongo)

Brevi storie di “malate” di animali

A distanza di pochi giorni ho ricevuto due e-mail che mi hanno commossa e mi hanno resa più consapevole di come questo “non-lavoro” abbia comunque la sua importanza. Molto spesso rifletto su come lo scrivere non sia abbastanza concerto, per me, come professione. Però mi dimentico di tutti quelli che stanno dall’altra parte di uno schermo, di quelli che leggono i miei libri. Per fortuna qualcuno ogni tanto me lo ricorda inaspettatamente, come leggerete dagli estratti di queste due diverse lettere che ho ricevuto. Le immagini che utilizzo in questo post sono casuali e non riferite alle persone che mi scrivono. Ho tolto alcuni riferimenti per rispetto della privacy.

Valentina frequenta le Scuole Medie: “Quando la professoressa ci ha detto che dovevamo scrivere una lettera al nostro idolo, io ho subito pensato a te. Visto che tu scrivi molti libri sulla natura e sugli animali potresti venire a presentarli qui (…) dove hai già presentato il mio libro preferito “Di questo lavoro mi piace tutto”. Ricordo che a quella presentazione non ero potuta venire e io ero molto dispiaciuta. (…) Mio cugino mi ha fatto vedere il libro, quello fotografico e mi è piaciuto parecchio. (…) Avrei piacere che  tu quest’autunno potessi venire a fare le foto quando scendiamo con le mucche dei miei zii.

Stamattina invece ho letto la lettera di Gloria. “(…) ho quasi 18 anni. Le scrivo perchè la seguo da un po’ di tempo, soprattutto per il suo libro “Di questo lavoro mi piace tutto” e la stimo per tutta la passione che mette nel raccontare le storie di tanti giovani. Abbiamo comprato il suo libro a Luserna, alla fiera dei Santi, in cui veniamo tutti gli anni. Ma… ora si starà chiedendo perchè le dico tutto questo… La risposta è semplice: io mi ritrovo in parecchi di quei ragazzi!
Vivo in Val Trebbia, tra Genova e Piacenza, in un paesino che in inverno conta ben 15 abitanti e, da quando sono piccola, amo gli animali. La famiglia di mio papà li ha sempre avuti, a partire da mio nonno che aveva una sua stalletta di mucche fino ad arrivare a mio zio che adesso ne ha un centinaio. La nonna e la mamma fanno il formaggio, la ricotta e il burro e lo zio ogni tanto macella qualche vacca.

Io, da parte mia, ci ho sempre lavorato, e da quando ne ho avuto la possibilità ho iniziato a fare i miei primi acquisti: a 13 anni ho preso il mio primo cavallo e dato che non volevo lasciarlo da solo, ho preso una capretta. Da quel giorno la malattia è degenerata! Successivamente ne ho presa un’altra e, adesso, ne ho una decina. Sì, non sono tante ma, per ora, non posso permettermi di aumentare il numero anche perchè vado a scuola a Genova e ogni mattina mi sveglio alle 5:30 per poter arrivare in orario e arrivo a caso dopo le 16. Durante gli anni ho avuto di tutto, a partire dai conigli, fino ad arrivare ad un mulo. E’ una passione troppe grande! Ho passato la malattia per le capre anche al mio fratellino Simone che ha 10 anni e per fortuna mi da una mano lui. Mi aiuterà soprattutto quest’estate in cui non ci sarò per un mese e mezzo perchè ho deciso di andare a lavorare in alpeggio: non vedo l’ora d’ imparare cose nuove! Mi piace anche molto la fotografia, suonare e ballare.

Finite le superiori mi piacerebbe andare a studiare a Torino “Produzioni e Gestione degli Animali in Allevamento e Selvatici” ma, da qui all’anno prossimo potrei cambiare idea. Il mio sogno è quello di avere un mio allevamento di capre, non un numero esagerato ma il giusto, per poter aprire un punto vendita di tutti i nostri prodotti e magari collegarci un maneggio e/o un agriturismo…. Ma questi sono solo sogni. Per me l’importante è poter sopravvivere facendo quello che ti piace e poter lavorare con gli animali è quello che voglio!
Mi scuso per essermi dilungata parecchio ma mi faceva piacere raccontare a grandi linee l’amore che ho per questo fantastico mondo che è la montagna. Andrebbe valorizzato ma la maggior parte degli italiani non si rende nemmeno conto dell’importanza che ha questo mestiere così antico quanto fondamentale! Le bestie sono 100 volte meglio delle persone. La finisco qui perchè mi starà già odiando per tutto quello che ho scritto. Spero che continuerà a scrivere e non vedo l’ora di leggere il suo prossimo libro! Buona serata e scusi ancora.

Grazie ragazze! Grazie davvero e continuate così! Vi auguro tutto il meglio per il futuro.

Immagini e informazioni

Iniziamo con una comunicazione. Dalla Val d’Aosta mi segnalano che domani, mercoledì 2 marzo, a Verrès si terrà un incontro-dibattito sul ritorno del lupo in Vallèe. Ore 20:30, salone Le Murasse.

Immagini dell’amico Leopoldo dello scorso mese di aprile. “Ti invio una selezione di foto fatte ieri mattina, alle ore 7, con Roberto Paterno e Sandra che stanno andando verso la montagna a Valstagna (in destra Brenta, strada parallela alla statale Valsugana da Bassano del Grappa a Trento).

(tutte le immagini di L.Marcolongo)

Ieri ho inviato la bozza corretta del mio libro alla casa editrice… Sarà la volta buona? Sto aspettando che mi inviino le prove di copertina, così ve le mostrerò per sceglierle insieme. Questo libro sarà distribuito in tutta Italia, quindi non avrete più “scuse” per dire che da voi non si trova! Intanto, ricordo a tutti gli interessati che potete contattarmi per organizzare presentazioni dei volumi precedenti e/o serate per la proiezione di foto sulla pastorizia.

Troppe pecore? Troppi pastori?

Ieri ho letto un articolo on-line: siamo nella provincia di Udine e si parla di danni a causa dell’invasione delle pecore. “(…) era presenza gradita, momento simpatico. Negli ultimi periodi, però, la situazione è cambiata radicalmente. Le greggi, che provengono da Veneto e Trentino, sono diventate tre, quattro, perfino cinque: e si parla di 1.500, addirittura 2 mila pecore per volta che i pastori fanno passare e sostare senza criterio né attenzione su terreni che non avrebbero titolo a occupare (…)” Come mai, che interesse avrebbero tanti pastori a passare nello stesso posto? Commenta Verdiana Morandi: “Non scordiamoci dei miopi piani di gestione di sic e zps che bloccano l’accesso a certe aree “storiche” per la transumanza e costringono i pastori a mutare i loro percorsi… Chiaro e’ che nessuno va e riesce a mangiare dove è già passato un altro…

Dopo questa premessa, passo alle foto dell’amico Leopoldo, che spesso mi aggiorna anche sulla difficile situazione che pastori Trentini e Veneti incontrano in Veneto.  Immagini di marzo 2015.

Sempre Roberto Paterno e Sandra il giorno dell’eclisse e del passaggio sul
ponte del fiume Brenta fra San Giorgio in Bosco e Piazzola sul Brenta. Si poteva fare di meglio, però sai, le pecore avanzano e bisogna decidere in pochi secondi… farò meglio l’anno prossimo. Riguardo a questa foto è un fotomontaggio perché era impossibile mettere a fuoco l’eclisse e il gregge. Sono due foto contemporanee separate e montate.

(foto L.Marcolongo)

(foto M. Mahlknecht)

Qui invece siamo con Markus sempre nella primavera 2015. “Tanti saluti dal Livenza, un fiume tra il Veneto e il Friuli, mi trovo abbastanza bene, gente un pò cruda ma anche aperta a nuove persone e caratteri, seguo con piacere i tuoi articoli“.

(foto M. Mahlknecht)

Meduna al Livenza, aprile 2015. Anche per questa stagione Markus ha trovato impiego presso un pastore vagante. Buon proseguimento a tutti, io mi avvio alla conclusione (spero) della correzione delle mie bozze.

Scusate se non scrivo

Continuo a rileggere e correggere le bozze del mio prossimo libro. La casa editrice mi ha chiesto integrazioni al testo che avevo inviato, quindi non ho tempo di andare in giro a cercare “altre storie” e… a dire il vero nemmeno tanta ispirazione per scrivere altro qui, visto che già lo sto facendo su altre pagine, sempre sugli stessi temi. Perdonatemi… continuo a ricorrere alle immagini degli amici.

Siamo sempre con Leopoldo e i suoi amici pastori. “Hai visto che tecnologico è Corrado Andriollo? Non avevo mai visto pannelli solari dai pastori. C’era anche la moglie.

Le foto successive sono del gregge di un altro pastore, sempre fotografato nel marzo 2015. Siamo a San Giorgio in Bosco (PD).

Alcune foto sul pastore Roberto Paterno e Sandra. Ha un gregge molto grosso, più di 1.500 pecore. L’avevo già fotografato nel 2013, senza sapere chi era.

(tutte le immagini di L.Marcolongo)

Abbiate pazienza… prima o poi tornerò con i miei “soliti” articoli. Chiunque abbia foto e storie da raccontare può comunque mandarmele e io le pubblicherò.

Pastorizia difficile

Immagini dell’anno scorso. Così mi scriveva l’amico Leopoldo: “Allego una selezione delle foto fatte al Pastore Corrado Andriolo il 6 marzo 2015 a Santa Giustina in Colle (PD). Andriolo è un pastore non più giovane che ha difficoltà a trovare nuovi corridoi e così resta in zona. Divieti di sindaci, pochi pascoli, rendono sempre più problematica la sopravvivenza della transumanza. I pastori più giovani invece si spingono fino a Mestre (VE) lungo i canali.

(tutte le immagini sono di L.Marcolongo)

Pochi giorni dopo Leopoldo mi ha inviato la copia di un verbale ricevuto proprio da questo pastore. I motivi? Sempre gli stessi… Comuni che vietano il passaggio e… da qualche parte bisogna pur passare!! “Ne avrai visto molti verbali sui pastori. Corrado ha detto che il suo veterinario ha fatto ricorso, ma è molto preoccupato. L’anno prossimo anche lui cesserà l’attività, un po’ per la salute, più che altro per le angherie cui si sente sottoposto.” Chissà se Corrado ha smesso davvero o la passione lo porta a continuare comunque, nonostante tutto?