Allevatori tradizionali uniti contro gli speculatori

Volevo riprendere un commento apparso su questo blog qualche giorno fa a proposito dei “lupi a due gambe”, gli speculatori degli alpeggi, ma prima vi invito a leggere questo articolo sul blog di Roberto Colombero a proposito della nuova PAC e del “greening” (non capite cosa significa? Leggete l’articolo…). Altro che sperare nei cambiamenti, sembra che la cura sia peggiore dell’attuale malattia! Non solo i famigerati contributi continueranno a finire sempre più nelle “tasche sbagliate”, ma per margari e pastori tradizionali, per i piccoli, per chi pratica agricoltura ed allevamento in modo estensivo vi saranno sempre meno spazi.

Veniamo ora al commento che vi dicevo. “Ti scrivo riguardo al problema dei “lupi a due gambe”… anche qui ce ne sono e hanno fatto razzia dei nostri pascoli, molti nostri colleghi sono rimasti senza un fazzoletto di terra su cui pascolare e altri sono stati costretti a sub-affittare da questi tizi! Noi pastori qui ci stiamo mobilitando perchè la situazione ci sta soffocando e perchè in vista della nuova riforma PAC vorremmo far sentire la nostra voce! Abbiamo fatto già diverse riunioni tra noi pastori e nella prossima vorremmo raccogliere delle firme e istituire un comitato promotore per far capire a tutti che non rimarremo a guardare e a subire in silenzio (tutto ciò tenendo fuori organizazioni sindacali e politica, perchè se c’è una cosa che abbiamo capito è che sono loro i primi a venderci al miglior offerente!!)
Abbiamo già contattato pastori provenienti da Abruzzo, Marche e Umbria ma vorremmo che chi come noi si sente vittima di quest’ ingiustizia ci segua!
Cercando su internet mi è saltato fuori il tuo blog e da qui ho capito che non siamo stati i soli ad essere attaccati dai “Lupi”. Ci piacerebbe che altri come noi si muovano o si uniscano a Noi.
Lascio il nostro indirizzo mail in modo che chi fosse interessato possa contattarci: info@caseificioiltratturo.it
Grazie per avermi dato la possibilità, tramite il tuo blog, di lanciare/raccogliere questo SOS. Siamo in tanti, tutti con gli stessi problemi, se ci uniamo proveremo a fare qualcosa di buono per non far scomparire questo lavoro millenario che è stato per secoli il pilastro dell’economia del nostro Paese!

Carla mi scrive poi ancora: “La nostra riunione è sfociata nella costituzione del comitato come ti avevo accennato e quasi tutti i pastori presenti hanno
firmato (ce ne sono stati alcuni che però hanno preferito non firmare
per “paura” o perchè forse hanno bisogno di altro tempo per capire che
insieme saremo una voce ascoltata). Ti invio il nostro “patto tra pastori” fallo girare tra i tuoi amici pastori,se ci fosse qualcuno interessato ad unirsi ti mando anche un modulo di raccolta firme per far aderire chi fosse interessato.

Purtroppo la stagione è un po’ difficile, perchè i pastori sono tutti in alpeggio e non sarà facile far arrivare loro questa voce, ma forse il Comitato dovrebbe muoversi per partecipare a qualche fiera zootecnica da queste parti con un banchetto, spiegare le sue ragioni e raccogliere firme. Io intanto pubblico il patto e invito gli interessati a contattare Carla. Tra l’altro… se Carla e suo marito venissero con il loro camioncino e affiancassero all’azione informativa i loro ottimi arrosticini, sarebbe una meravigliosa occasione per far conoscere questo prodotto a base di carne di pecora!

Patto di cooperazione tra pastori e addetti al settore armentario

 in data … presso … noi sottoscritti allevatori ci impegniamo a sostenere le sorti di tutto il comparto, in considerazione che l’ingresso dell’Italia nella Comunità Europea ha portato tanti vantaggi tra i quali un sostegno alle attività produttive ma purtroppo si sono verificate delle situazioni in cui una scarsa attenzione ai meccanismi procedurali e ai limiti imposti ha determinato la distorsione dei fondi destinati alla pastorizia creando di fatto delle iniquità  che per gli esperti dei regolamenti si sono rivelate soprattutto una fonte di rendita parassitaria  senza una ricaduta positiva sul territorio;

 tenuto conto che la pastorizia da millenni rappresenta l’attività non solo per la produzione di cibo e di lana, ma è un elemento fondamentale per il mantenimento della biodiversità, sia attraverso le pratiche connesse alla conduzione dell’attività quali pulizia pascoli, disseminazione delle essenze pascolive attraverso lo spostamento delle greggi, fabbisogno alimentare per tante specie in via di estinzione, dall’avifauna ai grandi carnivori, oltre che un presidio ambientale mediante la presenza costante e sostenibile  nelle aree meno antropizzate;

considerata l’importanza della continuità culturale di una storia millenaria, che ha lasciato segni consistenti sul territorio come i tratturi e le emergenze lungo la rete tratturale, i riposi, le chiese e così via, ed essendo questo patrimonio fortemente legato alla fruizione turistica sempre più in espansione anche nei prossimi anni, garantire la contiguità delle attività pastorali rappresenta elemento di autenticità ed inoltre le produzioni e la gastronomia derivante ne fanno una risorsa turistica fondamentale per lo sviluppo sostenibile del territorio;

 vista l’importanza di queste attività come unica garanzia per favorire la permanenza attiva della popolazione nelle aree rurali più marginali, già soggette a drammatico svuotamento;

 tutto quanto sopra considerato, i sottoscritti si impegnano a contrastare ogni forma di uso distorto delle risorse del territorio, anche attraverso canali formalmente legittimi quali i fondi europei, che di fatto vengano utilizzati in maniera anche legittima ma che di fatto tradisce lo spirito della loro destinazione.

 I sottoscritti pertanto si costituiscono in un Comitato Promotore che difenda il ruolo e l’identità pastorale, tutelandone l’immagine da chi scorrettamente utilizza l’immaginario ed evoca un mondo pastorale senza garantire la qualità dei prodotti e della produzione né la salvaguardia del territorio che appartengono alla nostra cultura e tradizioni.

 I sottoscritti si impegnano a tutelare le future generazioni garantendo loro di avere in eredità un territorio integro e suscettibile di un uso rinnovabile e sostenibile, così come ci è stato trasmesso da coloro che ci hanno preceduto. Non può una norma di applicazione di regolamenti comunitari usata in malafede contribuire all’abbandono e alla desertificazione del nostro territorio, anziché essere utilizzata in modo coerente con il fine di salvaguardare i territori, svuotandoli di fatto delle loro risorse e così distorcendo quanto i contribuenti europei destinano alla conservazione dell’ambiente rurale.

 I sottoscritti pertanto si impegnano ad operare una sensibilizzazione degli enti territoriali affinchè evitino di concedere in godimento porzioni di territorio a chi non rispetta i principi di tutela e salvaguardia della biodiversità e della tradizione pastorale, garanzia di una gestione etica e rinnovabile e utile alla attività turistica. Al fine di garantire la massima trasparenza ed informare in modo completo i contribuenti, elettori e cittadini, i sottoscritti si impegnano inoltre a pubblicare e dare diffusione alla stampa dei dati di tutti gli enti che hanno dato disponibilità dei loro pascoli solo in funzione di un tornaconto economico, analizzando la destinazione di quanto incamerato in modo da dare trasparenza alle scelte sul territorio che hanno ricadute fondamentali per lo sviluppo e il futuro delle nostre valli e montagne. 

Spero davvero che si possa fare qualcosa, perchè sempre più alpeggi stanno cadendo nelle mani degli speculatori e potrebbe essere ancora peggio in futuro. Ovviamente sono invitati ad aderire non solo i pastori di pecore, ma anche tutti i margari!

Un alpeggio per tutti?

Ricevo tante e-mail, messaggi, commenti qui e su facebook, segno che questo blog è diventato un po’ un punto di incontro, se non anche di riferimento. E’ una bella responsabilità… soprattutto quando ricevi degli appelli, delle richieste di aiuto a cui davvero non sai rispondere. Mi spiace deludere chi si rivolge a me confidando che io riesca a trovargli un posto dove trascorrere l’estate lavorando in alpeggio. Mi spiace ancor di più leggere richieste di aiuto come quella di Liviana, che pubblico qui nella speranza che possa servire a qualcosa.

Non sapendo più dove sbattere la testa ho deciso di utilizzare il tuo blog per pubblicare un annuncio… Grazie agli speculatori di cui parli tu e a gente non troppo onesta che ci ha preso un po’ per i fondelli ad oggi non abbiamo ancora trovato una montagna per quest’estate… Noi attualmente abitiamo a Lanzo ma saremmo disposti a salire in alpeggio anche in altre vallate… se qualcuno avesse notizia di un alpeggio vuoto che porti sulla quarantina di mucche ci faccia sapere. Grazie!

Forse ci sarebbero più alpeggi, magari non per tutti, ma per chi davvero ha intenzione di utilizzarli per svolgere l’attività di margaro (come Liviana e Carlo Alberto) o di pastore, se non si verificassero quei “fenomeni” di cui si discorreva l’altro giorno. Inizio a capirci qualcosa in più. Innanzitutto, il mondo dei “contributi” è una galassia complessa, all’interno della quale si muovono molto bene quelli che “non hanno niente da fare” e molto meno agevolmente chi invece ha da seguire un’azienda, specialmente se tradizionale, senza dipendenti, con animali cui tocca provvedere quotidianamente. Motivo per cui ci si affida a qualcuno che curi i tuoi interessi sperando che operi per il meglio. Gli altri invece cercano di approfittare dei contributi anche quando “in teoria” non ne avrebbero i titoli. Cercano i punti deboli della legge per usufruire di fondi pensati per tutt’altro applicati alle superfici d’alpeggio. E allora ecco che entrano in gioco “quelli del tabacco” e non solo più “quelli dei tori”. Si fa riferimento a misure diverse, a contributi di differente provenienza (PAC, PSR… Qui il sito ARPEA per chi vuole cimentarsi). Ed ecco allora perchè c’è chi prende i contributi “senza portare su una bestia” e/o affidando il pascolo ad altri e chi invece se li vede bloccare perchè il numero di capi monticati è inferiore al 70% di quelli dichiarati dalla sua azienda.

Insomma, il tutto è abbastanza complesso, per cui occorre affidarsi ad un Centro di Assistenza Agricola. Ci sono le Associazioni di Categoria, amate/odiate perché spesso ritenute responsabili più di quello che non funziona… che non di quello che riescono a fare. Complice anche l’atteggiamento di chi non spiega il perchè ed il percome delle cose, come se tutti coloro che si recano lì siano incapaci di comprendere… Se non vuoi far pensare al tuo interlocutore che stai cercando di fregarlo, spiegagli chiaramente cosa stai facendo, a cosa lo stai vincolando, ecc! Nella mia breve carriera ho incontrato (come dappertutto) personaggi viscidi e non trasparenti, ma anche persone disponibili e che veramente mi hanno aiutato, come quella che stamattina mi ha dedicato (telefonicamente) del tempo per spiegarmi un po’ di cose sui contributi (GRAZIE!!). Comunque, come segnalava Roberto in un commento al post dell’altro giorno, esistono anche CAA indipendenti, come questi. Qui un articolo che spiega chi e come può costituire un CAA. Quindi, mi correggo rispetto a quanto ipotizzato l’altro giorno, le domande per i contributi possono anche esser presentate al di fuori delle Associazioni di categoria.

Tornando a noi, i lettori di questo blog si sfogano presentando le loro vicende personali. Riprendo un commento di Domenico, che magari non tutti hanno letto. “Conosco molto bene queste situazioni perchè sono anche io un pastore e vivo giornalmente questi episodi. Vivo in Abruzzo e anche qui i nostri pascoli oltre ad essere invasi da predatori a quattro zampe, ci sono anche quelli a due gambe come dici tu. I pascoli abruzzesi sono stati invasi da questi allevatori di tori che non so come fanno ma riescono a farsi concedere dai comuni centinaia di ettari di pascoli e dopo di che non portano nessun capo di bestiame al massimo li ridanno in subaffitto a qualche allevatore locale. In questo modo si sta facendo altro che finire di far scomparire chi svolge quest’attività con professionalità. ma chi ci dovrebbe tutelare a noi, come mai non si accorgono di queste cose? Mangiano tutti dentro lo stesso piatto? Io dal 2010 a oggi non ho preso più un centesimo per quanto riguarda la misura F (prati e pascoli), e quest’anno non si farà nemmeno la domanda per l’indennità compensativa, vivo in un paesino a 1000 m slm a chi le andiamo a denunciare queste storie? perchè quando noi facciamo la monticazione estiva ci vengono richiesti anche i minimi dettagli?
Questi lupi a due gambe come fanno a fare tutti questi magheggi e a prendere contributi a nostro discapito? Qui le stalle chiudono quasi tutti i giorni e nessun giovane prende l’iniziativa. Credo che siamo entrati in un vero disagio sociale.

Invece dal Trentino, si sfoga un giovane pastore. “Ho visto che di gente che gira attorno al mondo della pastorizia ce n’è sempre di più, e anche amici del blog che mandano foto di vari pastori e varie greggi. Questo mi fa piacere.
Comunque volevo scriverti anche a riguardo di un problema che da tempo continua via via a peggiorare sempre più, mi riferisco agli alpeggi in generale. Ci siamo ritrovati anche noi nel casino degli alpeggi affidati a finti allevatori di pecore che vanno a rubare le malghe a chi veramente fa questo mestiere e con questo mestiere deve viverci. Il casino è partito tutto l’anno scorso quando alla scadenza del contratto di affitto dell alpeggio per Malga Pasubio/Cosmaion del comune di Vallarsa, dove da 10 a sta parte ha sempre pascolato Cristian, è arrivato a casa l’avviso d’asta per questa malga. (…).” Il nostro amico ci racconta la sua versione dei fatti di come è andata quest’asta che li ha visti perdenti contro una società che affitta alpeggi in tutta Italia. La vicenda era poco chiara e c’era puzza di bruciato… “…da qui Cristian ha intrapreso le vie legali contro il comune di Vallarsa, e a maggio l’anno scorso c’è stata la prima sentenza contro il Comune che ha dato ragione a loro. Senza prove certe di corruzione e quant’altro non poteva di sicuro portare a casa qualcosa Cristian, ma insistendo nell’andare avanti con la causa, il 29 maggio di quest’anno siamo andati in Corte d’appello, e una volta analizzata la causa per bene, il giudice l’ha data vinta a Cristian. Un ottimo risultato siamo contenti, però adesso dobbiamo aspettare il comune che ha 60 giorni per fare ricorso. Vedremo come andrà a finire. Ci hanno spiegato che anche in Trentino tanti contadini e pastori sono in rivolta per il continuo susseguirsi di queste vicende, però nessuno sì è fatto avanti e andato per vie giudiziarie. Basta digitare Pascoli Alti srl di Marcato Ulisse su Google per vedere quante malghe ha in affitto. Un’altra idea era quella di fare un articolo in qualche giornale per far sapere in giro di questo problema che continua a mettere in ginocchio gli allevatori e i pastori.

E qualche articolo c’è già, ecco qui per esempio. Comunque, io casualmente sarò ospite a Vallarsa a fine agosto/inizi di settembre per il Festival “Tra le rocce e il cielo”, quindi non mancherò di far visita a Cristian, sperando di trovarlo in alpeggio lassù.

Vi lascio di nuovo per qualche giorno a meditare su queste vicende…

E' tempo di…

C'è quel qualcosa nell'aria che parla di transumanze: guardi in su e vedi la neve che si sta ritirando, il verde che sale sui costoni delle montagne. Ti chiedi come sarà questa stagione d'alpeggio. C'è chi non vede l'ora di essere finalmente lassù, ma anche chi non vorrebbe salire perchè teme di dover trascorrere una nuova, lunga, difficile, estenuante estate nel tentativo di proteggere i suoi animali dal lupo. Però la transumanza è sempre una festa… E allora che festa sia, davvero!

Tanto per cominciare, vi comunico ufficialmente che il 9 ottobre 2011 ci sarà la prima Festa della Transumanza a Novalesa (TO). Perchè ve ne parlo già adesso? Per invitarvi a partecipare a questo concorso fotografico "Vita d'alpeggio", che servirà per allestire una mostra fotografica da esporre al pubblico durante la festa stessa. E' per lo meno curioso trovarsi ad organizzare questa festa adesso, quando invece quella transumanza l'ho vissuta in prima persona per molti anni in passato. Comunque, ne riparleremo ancora, ma iniziate a segnarvi la data. Se il meteo ci aiuterà, vi prometto che farò di tutto per far sì che questa sia una vera festa, dove tutti quelli che verranno ad assistere avranno modo di incontrare tanti piccoli/grandi aspetti del mondo della pastorizia.

Invece adesso vediamo dove possiamo andare in questo fine settimana per vivere le transumanze di inizio stagione. Per esempio, a Bobbio Pellice c'è la Fîra 'd la Pouià – Sagra del Saras del fen. Qui l'intero programma della manifestazione, compresi gli eventi del venerdì e sabato sera. L'amico Silvio invita tutti i lettori del blog a passare alla sua bancarella delle cioche per un saluto ed un bicchiere in compagnia! Occhio alle previsioni del tempo, per adesso non sono delle migliori, ma l'attendibilità a così lungo termine non è ancora elevata, quindi… Speriamo per lo meno che non piova!

Cambiamo zona, cambiamo regione, con questa segnalazione che mi è stata inviata. Questo invito è per partecipare, sempre domenica 15 maggio 2011, alla Transumanza Aurunca. Qui il programma della manifestazione, la transumanza di un gregge di capre ed una mandria di vacche. Si parte da Castellonorato, in provincia di Latina. Spero che qualcuno mi mandi poi almeno un'immagine di questa transumanza. "L’iniziativa vuole valorizzare, sia dal punto di vista culturale che paesaggistico ‘Le Vie dei Pastori’, ovvero i percorsi della transumanza che attraversano il territorio del Parco Naturale dei Monti Aurunci (Basso Lazio) e che sono ancora battuti dai nostri pastori e dalle loro greggi.  Queste vie, così poco conosciute, continuano a garantire la sopravvivenza a rare varietà di animali domestichi, come alcune razze di capre selezionate sapientemente nel corso dei secoli secondo complessi parametri estetici e utilitaristici (L’articolo “le Vie dei Pastori” può essere scaricato da questo indirizzo: http://www.pastori-apac.org/UPDATE.htm.)  A tutto ciò, vanno aggiunti numerosi prodotti artigianali e caseari della tradizione aurunca che tuttora sopravvivono del nostro territorio. L’obiettivo principale dell’iniziativa e’ quello di fare conoscere, attraverso l’esperienza diretta, alcuni aspetti  agro-silvo pastorali del territorio aurunco tentando di orientare lo sguardo del cittadino medio verso la montagna, facendone riscoprire le sue bellezze naturali, aspetti storici e peculiarità culturali.  A questo scopo, abbiamo deciso di coinvolgere escursionisti, naturalisti, semplici cittadini e chiunque lo desideri, nell’attraversamento di una delle ‘Vie dei Pastori’ che si snoda da Castellonorato (località Orsano) ed il rifugio di Acquaviva (Maranola), durante lo spostamento primaverile delle greggi (capre, mucche e cavalli) del pastore Michele Minchella."

Rimanendo nel Centro Italia, per chi volesse prendere qualche giorno di vacanza per vivere una transumanza, vi segnalo l'iniziativa de La Porta dei Parchi di Anversa degli Abruzzi. Andate a leggere qui tutte le informazioni, le date e come prenotarvi.

Amici con la passione

Di nuovo di fretta, stamattina. Avrei tante cose di cui parlarvi, ma rimandiamo. Così anche oggi ricorro ad alcune foto di amici.

Questa ce la manda Fernando dall'Abruzzo, è Alissa, il suo cane pastore Maremmano-abruzzese a Campo Imperatore. Il nostro amico ci promette anche una foto scattata ai lupi, solo che in quell'occasione aveva una macchina non digitale, quindi aspettiamo pazientemente lo sviluppo del rullino.

Queste altre tre foto invece arrivano dalla Val Maira. Alberto, un ragazzo di Dronero, ci ha già scritto altre volte, parlandoci della sua grande passione per gli animali e per le capre. Questa volta le foto ci fanno vedere la sua nuova stalla.

Il suo allevamento si sta ingrandendo: "Ora sono arrivato a 10 capre tra cui 9 capre e 1 becco!! Quando ti avevo scritto per la prima volta ne avevo 4!! Continuo ad allevarle e comprarne… Speriamo che continui."

Qui Andrea è in compagnia di suo papà, anche lui appassionato di capre. Che dire… è bello vedere questi giovani con la passione, no? Tanti sono quelli che, come vi ho già detto, mettono le loro foto in rete su Facebook. Molti di loro verranno intervistati per il mio nuovo libro. E voi, avete una vostra storia da raccontarmi, una storia di lavoro e passione con gli animali? Oppure conoscete dei giovani (sotto i 30 anni) che mi volete suggerire per un'intervista? In Piemonte e Val d'Aosta, per motivi logistici… Lasciate un commento qui sotto, oppure scrivetemi.

Asini, capre e cani dal Centro-Sud

In questo weekend di immobilità forzata (ahimè, senz'auto!), inizio a pescare nei miei archivi per presentarvi qualche storia che mi avete inviato. Qualcuno magari avrà perso la speranza di vedere pubblicato il materiale che mi aveva spedito… Invece no, poco per volta troverà il suo giusto spazio qui. Oggi andiamo nel Centro-Sud Italia. A dire la verità, mi piacerebbe ricevere più spesso notizie da altre regioni dove si pratica la pastorizia, così da imparare, conoscere e favorire anche "scambi" tra diverse realtà italiane.

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Per prima cosa, riprendo l'appello pubblicato qui sul sito QualeFormaggio. Si tratta di 30 capre di razza napoletana, razza in via d'estinzione, che rischiano di finire al macello. Nel sito trovate tutte le informazioni ed i contatti, se siete interessati al loro acquisto.

Fernando, da l'Aquila, ci manda i saluti ed una foto di Alissa, cane Pastore Abruzzese verace, sette anni di età.

Veniamo poi agli asini di Nicolò. Questo amico ci scrive per raccontarci dell'Asino ragusano. Lascio a lui la parola per parlarci di questa razza. "La zona d’origine sono i territori limitrofi al comune di Ragusa. È una razza di recente costituzione (1953), quando l’Istituto di incremento ippico di Catania ha istituito i caratteri tipo e detiene anche il registro anagrafico."

"Il “ragusano” è stato ottenuto in seguito ad alcuni lavori di incrocio e successivi “rinsanguinamenti” tra l’asino di “Pantelleria”, di “Martina Franca” e quello “catalano”. Fu costituito questo genotipo per la richiesta continua da parte dei contadini di animali molto rustici per soma e tiro e soprattutto per la produzione di muli; da ricordare che i muli derivati dagli asini ragusani hanno combattuto a fianco dei nostri soldati durante l’ultimo conflitto. Ha un temperamento nevrile ed energetico, si adatta anche a climi diversi da quello siciliano."

"Molto particolare è la mungitura; le asine non riescono a dare più di 2 litri di latte (le migliori) a mungitura. Quest’operazione nella maggior parte dei casi viene effettuata a mano o con piccole modifiche ai sistemi mungitori degli ovi-caprini. L’asina, per cedere il latte nella mungitura a mano, deve sentire vicino il suo piccolo, il quale attraverso la suzione e lo stimolo al capezzolo porta alla liberazione dell’ossitocina e quindi all’eiezione del latte. Questo tipo di mungitura ancora si riscontra negli allevamenti siciliani tradizionali, i quali allevano incroci o mucche “modicane”, le quali per cedere il latte hanno bisogno del vitello. Con il frequente affermarsi delle varie intolleranze al latte vaccino, recenti studi (ma conoscenze antiche), hanno portato alla sostituzione di quest’ultimo con il latte d’asina. È quello che maggiormente si avvicina per le proprie caratteristiche organolettiche a quello umano. È fonte di vita per molti bambini e sta sostituendo con successo  il latte alternativo di soia. Il prezzo nel mercato siciliano varia da 10 a 15€/ litro."

"Con un disegno di legge, d’iniziativa del senatore Minardo del novembre 2004, si incomincia a parlare di finanziamenti per il recupero e la valorizzazione dell’asino Ragusano. L’assessorato Agricoltura e Foreste concede agli allevatori sonvenzioni di carattere economico a tutti coloro che intendono allevare questa razza asinina. Per l’ottenimento del premio l’asino deve avere determinati requisiti che caratterizzano lo standard di razza, per la valutazione di questi la Regione si avvale dei valutatori dall’Associazione Regionale Allevatori."

Grazie a questi amici per i loro racconti/testimonianze. Se avete anche voi storie da raccontare, foto, segnalazioni… scrivetemi!

Articoli, segnalazioni, video e altro ancora

Mentre io vago sulle tracce dei pastori e penso ad un’estate diversa da quelle degli anni precedenti… ci siete voi che scattate, filmate, leggete, segnalate! Purtroppo il primo articolo da leggere riguarda una notizia triste, la morte di un anziano pastore in Liguria, investito da un’auto mentre rientrava dal pascolo con i suoi animali. Grazie ad Alessandro ("tentativo di pastorello semistanziale", come si è definito lui stesso) per avercelo segnalato.

Questo video sulla storia della transumanza in Abruzzo l’ho trovato facendo ricerche su youtube. Tra l’altro, sapete cosa viene citato su Wikipedia alla voce transumanza? Il blog pascolovagante!! Rimanendo in Abruzzo, un articolo sulla valorizzazione della lana.

Queste immagini sulla tosatura invece arrivano dal Biellese e ce le manda Laura. Eccola alle prese  con una pecora che deve ancora passare tra le mani dei tosatori…

Gabriella e Franco, ciascuno con una pecora. Lunghe ore, giornate faticose, quelle in cui si tosa! Questo lavoro si fa due volte all’anno, una volta garantiva uno dei maggiori guadagni per i pastori, oggi invece bisogna fare apposite iniziative per valorizzare la lana e per cercare di aiutare i pastori a ripagarsi almeno il costo della tosatura.

Il più è fatto, ecco gli animali finalmente "nudi", pronti per i primi caldi e… per la salita in montagna, quando sarà ora. Un saluto ed un grazie a Laura, in versione pastorella!

Ancora un’immagine del gregge completamente tosato, pronto per andare al pascolo. Buon alpeggio anche a questo gregge ed ai suoi pastori!

http://www.youreporter.it/player/flv.swf

Ecco poi un video dal Nord Est, un gregge di passaggio a Marghera alla fine di aprile. Continuano i "richiami" per andare a cercare altre greggi, altri pastori in altre parti d’Italia. Ve lo prometto, quest’estate andrò sulle loro tracce!

Concludiamo con una bella notizia: il cortometraggio di Matteo Gariglio "Fuori dal gregge" il 25 aprile a Bardonecchia è stato premiato con il primo premio nella sezione "Le Alpi" al Valsusafilmfest. Complimenti e… a presto, magari con un bel documentario sul pascolo vagante?