Una miss da applauso

La scorsa domenica, a Pragelato, si è tenuta la manifestazione denominata Miss Mucca, un concorso di bellezza dedicato alle… bovine! Questo evento si tiene ormai da alcuni anni, richiamando sia addetti ai lavori, sia appassionati, sia semplici curiosi e turisti (molto numerosi in valle in questa stagione).

Io ho fatto un giro al mattino, quando ancora non c’era molta confusione. Gli animali erano già nei loro recinti dalla sera prima, gli allevatori stavano provvedendo a fornire loro acqua fresca. Una splendida giornata di sole, abbastanza calda, ma ventilata. Così ad occhio mi pareva che non ci fossero molte bestie, ma mi è stato spiegato che erano stati posti dei limiti per ogni partecipante (tutti allevatori o residenti, o che monticano in alpeggi sul territorio del Comune), poichè il “pascolo” a disposizione nei recinti non consentiva numeri maggiori.

Se posso permettermi un suggerimento, avrei messo un cartello con il nome del/dei proprietari, ma non escludo che possa esser stato aggiunto in seguito nel corso della giornata. Gli animali attendevano pazientemente, un po’ brucando, un po’ ruminando.

C’erano vacche di razze diverse, in rappresentanza di tutte quelle che si possono incontrare sul territorio. Dato che doveva essere eletta la miss, ciascuno aveva scelto le più belle e, al collo, erano stati attaccati i migliori rudun. Poco per volta il pubblico cominciava ad affluire. Con il caldo che soffoca la pianura, quest’anno tutti quelli che possono scappano a cercare un po’ di fresco in montagna!

Nonostante il nome, persino Pragelato quest’anno è accaldata… Niente a che vedere con il clima che si incontra spesso il giorno della fiera, a settembre!! Ecco qui delle belle Piemontesi, ma questa non è una vera rassegna zootecnica. Come vi dicevo, si eleggerà la “Miss”. Vuol essere più un gioco che una mostra per addetti ai lavori, un’occasione per far incontrare turisti e allevatori, un momento di divertimento per tutti.

Oltre agli animali e al classico mercato (in un’altra piazza), accanto ai recinti ci sono le bancarelle: vi sono tutti i produttori degli alpeggi di Pragelato con tome, formaggi freschi, ricotte, burro, formaggi di capra.

Altre bancarelle espongono generi alimentari di vario tipo: salumi, ancora formaggi, biscotti, spezie, frutta e verdura, miele, erbe medicinali… Tutto quello che ci si aspetta di trovare in mercatini del genere.

Poi ci sono gli stand dell’artigianato, anche a tema con la manifestazione! Il pubblico aumenta, turisti di passaggio, villeggianti alloggiati nelle seconde case, negli appartamenti in affitto. Il sole sicuramente favorisce la buona riuscita di questa edizione di Miss Mucca.

Ci sono anche allevatori, sia quelli che partecipano con i propri animali, sia altri venuti a vedere le bestie, ad incontrare gli amici, come avviene alle fiere. Intorno alla bancarella delle campane non si perde l’occasione per vedere, o meglio… sentire! cosa c’è in mostra.

Queste invece, della Selleria Re, sono i premi per la Miss e per la partecipazione alla manifestazione. Tutti quindi riceveranno un campanaccio, ma quello della Miss sul collare ha, per l’appunto, la scritta Miss Mucca 2015.

Io non mi sono fermata, la premiazione si teneva al pomeriggio, ma questa sarà la mucca premiata. Ho letto dei commenti su facebook che criticavano questa scelta, ma (come ho scritto prima) questa non è una mostra zootecnica, già il nome “miss mucca” dovrebbe farlo capire. Infatti la scelta della vincitrice è avvenuta per acclamazione popolare, o meglio, per applauso. Non era forse l’animale più “bello”? Non importa…

(foto S.Peyrot)

Questa vacca di razza savoiarda era l’unica rappresentante di questa azienda ed è stata condotta, senza aiuto degli adulti, dal piccolo Federico, un ragazzino con una grande passione. Probabilmente il pubblico ha voluto anche premiare il suo entusiasmo, la sua “serietà”, stimolarlo a proseguire su questa strada. Non me ne vogliano gli allevatori “storici”, vincere piace a tutti, ma provate a pensare cosa avrebbe voluto dire per voi, a 12 o 15 anni, vincere perchè tutto il pubblico vi acclama. E poi comunque non si trattava di una brutta bestia o di un animale tenuto male!

Era ormai sera quando, una ad una, le “mandrie” sono rientrate agli alpeggi, ciascuna scortata da un gruppo di bambini e ragazzini che, giro dopo giro, venivano riaccompagnati alla partenza caricati sul cassone di un ape-car. Certo, il tutto ha causato qualche coda, gli automobilisti di ritorno in città forse fremevano, ma… come si fa ad arrabbiarsi di fronte ad uno spettacolo simile? L’applauso se lo meritano tutti…

Organizzare una festa della transumanza

Lo scorso fine settimana sono stata a Valcanale, frazione di Ardesio (BG), in Val Seriana. Erano mesi che i ragazzi del Valcanale Team si davano da fare per organizzare una festa in occasione della salita in alpeggio del gregge che montica su quelle montagne, un gregge famoso, dato che il pastore è Renato Zucchelli, protagonista del film “L’ultimo pastore”.

Non solo pecore. La prima delle due giornate di festa si è aperta con l’inaugurazione delle mostre: in una sala i campanacci da tutto il mondo di Giovanni Mocchi, nelle altre foto d’autore, antichi attrezzi, immagini di flora e fauna locali, immagini di pastorizia.

In piazza, mercatino con bancarelle di prodotti locali: salumi, formaggi di capra, gelati a km0, abbigliamento da pastore, oggetti di artigianato, un appassionato che scolpisce il legno e altro ancora. C’è però un problema, cioè pubblico abbastanza scarso, nonostante la bellissima giornata di sole.

Al pomeriggio è in programma la “fattoria didattica”. Due mucche, tre asini e qualche pecora vengono condotti nel giardino dell’oratorio per mostrare ai bambini (ma anche ai grandi) quali sono gli animali che vengono allevati. Purtroppo ormai è difficile vederli dal vivo anche quando si vive fuori dalle città.

Dimostrazione di mungitura con interesse da parte di chi si trova a passare di lì. Finalmente c’è un po’ di movimento, poi arriverà gente per la cena e il concerto della sera con gli Aghi di Pino. La domanda però riguarda il giorno dopo, la domenica. Ci sarà pubblico per la transumanza? Eppure è stato organizzato tutto così bene, pubblicità ne è stata fatta, perchè la gente è tanto restia a muoversi?

Domenica mattina il sole splende ancora più del giorno precedente. Salendo a Valcanale, le sagome che pubblicizzano la transumanza non possono non essere notate. Macchine ne passano tante, la gente sale a cercare il fresco in montagna, in pianura il caldo è soffocante.

Al mattino però di gente ce n’è ben poca, ma gli infaticabili ed entusiasti organizzatori, tutti giovani di Valcanale, non si fanno scoraggiare. Tutto continua secondo programma e, nel pomeriggio, è atteso l’arrivo del gregge, che pascolava in altre zone lungo il versante della valle. Vado incontro alle pecore per attenderle nel luogo da cui partiranno. Passaggio previsto a Valcanale per le 14:30, ma si sa che un gregge non può mai essere puntuale al 100%.

Si fa una tappa in questo grosso spiazzo parzialmente ingombro di legname. Un po’ di riposo per tutti, il caldo è torrido, il sole implacabile. Certo non è proprio orario da transumanze su asfalto, ma non si può fare la festa alle sei di sera.

Finalmente conosco il pastore, Renato, originario proprio di Valcanale. Il figlio Giovanni resta a badare alle pecore, altri vanno a casa per un pranzo veloce. Conosco così tutta la famiglia, ci si ritrova a parlare delle solite cose da pastori. Chiedo se è normale questo periodo per la salita, che a me sembra decisamente tardivo, ma mi spiega come appunto in precedenza abbia utilizzato altri pascoli lungo la valle.

E’ ora di partire verso Valcanale. Tutti i bambini salgono sugli asini (e in questo gregge non mancano!), vengono caricati gli agnelli e ci si può incamminare. C’è la macchina della Forestale che scorterà la transumanza, ma a quest’ora di traffico in salita ce n’è poco. Chi voleva cercare refrigerio è già su dal mattino.

E’ arrivata un po’ di gente ad accompagnare la transumanza, amici dei pastori, ragazzini, qualcuno scende dalle case delle frazioni lì vicino, altri invece sono appunto arrivati apposta per la festa, ma sono molto meno di quelli che mi sarei immaginata. Penso ad analoghe manifestazioni altrove e mi domando come mai, pur con la bella giornata, la manifestazione abbia attirato così poco pubblico.

Eppure è uno spettacolo, quello spettacolo che così tante volte vi ho mostrato qui. Quante volte la gente mi chiede di poter partecipare ad una transumanza… Non è facile farlo quando non è organizzata, perchè magari gli spostamenti si decidono all’ultimo minuto, perchè non tutti i pastori hanno piacere di avere visitatori intorno in quei momenti anche un po’ delicati. Questa era una transumanza organizzata, aperta al pubblico… e il pubblico quasi non c’è stato. Perchè?

Si sale lungo la strada e si arriva a Valcanale. La transumanza è aperta da due suonatori in costume tradizionale, ben fasciati nei loro calzettoni di lana. La gente saluta, sono persone del posto che conoscono i pastori: “Ti ricordi di me? Sono la mamma di…“. Le voci in dialetto richiamano il giovane pastore che apre il cammino del gregge.

Nel centro del paese sono state predisposte tutte le transenne, sia per “contenere” il pubblico, sia per far sì che le pecore non danneggino le bancarelle. Gente ce n’è, ma non quella che mi sarei aspettata. I ragazzi del Valcanale Team sono pronti ad armarsi di ramazze e ripulire la strada dopo il passaggio del gregge, così che nessuno abbia da lamentarsi e che sia tutto a posto per la processione che si terrà più tardi nel pomeriggio.

Ci sono già macchine di turisti che scendono (ma non li hanno letti i cartelli con gli orari?), dai finestrini si osserva con un misto di stupore e curiosità il passaggio del gregge. C’è da risalire sopra al paese e poi si farà una tappa. Siamo a 1000 metri di quota, ma il caldo eccezionale di queste giornate si avverte nettamente anche quassù.

Giovanni continua a guidare il gregge, con il pony tenuto alla corda al suo fianco. Me lo ricordo (ovviamente più giovane) nel film. Avevo già intuito allora, da alcune inquadrature, come fosse appassionato di questo mondo, di questo mestiere. Anche vedendo lui non avevo apprezzato la scelta del titolo. Renato non è l’ultimo pastore a girare intorno a Milano, meno che mai l’ultimo pastore in assoluto. Già solo tra i suoi figli c’è chi raccoglie il testimone e porterà avanti questo lavoro anche nel futuro.

Tutti patiscono il caldo, anche le pecore. Tra poco però si farà una tappa, tutti potranno riposarsi e rinfrescarsi. E’ dal giorno prima che sento parlare di un laghetto, ma non sono ancora andata oltre Valcanale, quindi non so bene cosa aspettarmi.

Qualcuno assiste al passaggio della transumanza restando comodamente seduto davanti a casa. Il programma diceva che si poteva accompagnare il gregge al Rifugio più a monte, accanto all’alpeggio. Ci sarà però qualche cambiamento dovuto al caldo.

Il gregge raggiunge il laghetto, affollato di turisti. Le reazioni sono molto diverse: c’è chi si allontana nel vedere le pecore e chi invece accorre. Soprattutto i bambini vorrebbero avvicinarsi, accarezzarle, toccare gli asini. Da una parte è un bello spettacolo vedere il gregge che si avvicina all’acqua, dall’altra è “interessante” ascoltare le reazioni del pubblico.

C’è chi, infastidito, preoccupato, addirittura spaventato, si alza e se ne va. Molti sono schifati da ciò che le pecore lasciano a terra dopo il loro passaggio. Un papà spiega la transumanza alla figlioletta: “Le pecorelle adesso vanno in montagna dove ci sarà una nuova casetta dove staranno al fresco.” Chissà perchè ci si preoccupa del concetto di “casa” e non di quello di “cibo”, che invece è l’esigenza primaria per gli animali? Non si sa più nulla del mondo rurale, dell’allevamento.

Le pecore, accaldate, vanno a bere al lago. Qualche agnello entra letteralmente in acqua. Tutta la scena è un vero spettacolo da apprezzare: adesso qui il pubblico c’è, ma ben pochi capiscono davvero. Sento addirittura chi si lamenta perchè è stata autorizzata una cosa simile “…proprio di domenica!!!

Molti scattano immagini: se non altro ci sarà qualcosa da condividere con gli amici, qualcosa di inconsueto da pubblicare sui social network appena scesi a valle, perchè quassù il telefono non prende… Le pecore iniziano ad essere spaventate dalla troppa gente intorno, dai bambini che gridano e bisogna faticare a spostarle, perchè la gente non capisce che deve togliersi per lasciarle passare. Anzi, qualcuno quasi si offende quando il pastore, preoccupato che gli animali possano spingersi ed ammucchiarsi, grida di spostarsi da davanti al gregge.

I pastori decidono di prolungare la tappa nel bosco. C’è qualcosa da pascolare, ombra e un fresco ruscello. Fa troppo caldo per affrontare subito la salita al rifugio, come da programmi. Io mi avvio comunque, altrimenti non ce la faccio con i tempi per salire, vedere un po’ di panorama e rientrare verso casa.

Mentre salgo alcuni turisti mi chiedono informazioni sulla transumanza. Qualcuno che aspettava le pecore in quota c’era, ma il cambiamento delle tempistiche ha fatto sì che la loro attesa fosse vana. Su in effetti l’aria è già più fresca. Si accumulano anche nuvole temporalesche in cielo. Accanto alla baita ci sono già delle pecore con gli agnelli, incustodite. Qui non c’è ancora il lupo, era passato l’orso, ma in questo momento rischi con grandi predatori sembra che non ve ne siano.

Sulla via del ritorno incontro il gregge che, lentamente, sta salendo. Anche gli altri turisti l’avranno incrociato lungo questa pista. Il posto è davvero frequentato, una gita breve per arrivare al rifugio, adatta a tutti, anche alle famiglie, poi percorsi più impegnativi spingendosi oltre.

Un saluto ai pastori, un augurio per una buona stagione, uno sguardo al gregge che, lentamente, sfila davanti ai miei occhi. La stretta pista è completamente invasa dalle pecore.

Pastori, aiutanti e qualche turista chiudono la fila. Questa è stata la transumanza a Valcanale. Vi è spiaciuto non esserci? Io mi auguro che gli organizzatori non si perdano d’animo e che organizzino una seconda edizione bella come questa (o anche di più!) e che a voi che leggete sia venuta voglia di partecipare, il prossimo anno!!

Nei panni del turista (con cane)

Ormai tutti gli alpeggi sono occupati: mandrie e greggi sono salite in quota e vi resteranno fino alla fine di settembre, metà ottobre, raramente più a lungo. E’ quasi inutile che vi ripeta ancora una volta che l’alpeggio è un luogo, un territorio di lavoro. Chi segue questo blog dovrebbe esserne più che consapevole.

Sappiamo però altrettanto bene che molti frequentatori della montagna ritengano questo spazio un luogo essenzialmente di svago, senza porsi troppe domande su come e perchè ci siano anche gli animali al pascolo. Invito ancora una volta tutti al reciproco rispetto (di animali, infrastrutture, persone) e, a tal proposito, volevo parlare di chi fa la gita in montagna con il proprio cane. Fateci caso: quanta gente c’è che si fa accompagnare dagli amici a quattrozampe? Senza avere stime o dati sottomano, direi che sono decisamente in aumento. In questi anni ho avuto modo di vedere il fenomeno dalla parte di chi in montagna lavora, è lì con il bestiame, al pascolo o presso le baite. Oggi vi parlo nel ruolo del turista-escursionista.

Arrivata al Moncenisio, dopo aver visto alcune vacche al pascolo nel recinto delimitato dai fili, scorgo in lontananza un gregge di pecore. E’ inevitabile pensare che vi sia anche un patou, un cane da guardiania a sorvegliarle. Sono necessari un paio di minuti per arrivare vicino al gregge, che mi appare davanti all’improvviso dietro ad una curva della mulattiera militare. E il cane bianco inizia subito ad abbaiare rabbiosamente, portandosi davanti alle pecore. Ci osserva e ci studia, per valutare se siamo un pericolo potenziale o reale.

Avevo con me il mio cane, che è un soggetto un po’ particolare, avendo comunque l’abitudine a lavorare con il bestiame (specialmente pecore e capre). Per lui gli animali sono… attività, quindi la sua tendenza è quella di guardare me in attesa di eventuali ordini. I cani da guardiania per lui significano “colleghi di lavoro”, pertanto la sua tendenza è quella di andare loro incontro scodinzolando. Tutto va bene quando c’è il pastore e i cani già si conoscono, ma in situazioni differenti cosa potrebbe accadere?

Succede che lo lego immediatamente al guinzaglio, fin dal momento in cui ho visto le pecore in lontananza. Lui obbedisce al mio richiamo, ma è meglio non rischiare. Quando il patou si accorge di noi, le pecore stanno finendo di attraversare la mulattiera. Ci fermiamo e il patou abbaia con forza. Poi si volta, vede che il gregge si è spostato, salendo verso l’alto, così gira le spalle e risale pure lui.

Riparto per la mia strada e, a distanza di sicurezza, libero il mio cane dal guinzaglio sempre solo perchè so che non si allontana e anche perchè so che, più a monte, non troveremo altri animali al pascolo liberi. Il piccolo gregge si è fermato a pascolare lì in basso, man mano che si sale l’erba è ancora indietro e ci sono nevai, non è ancora tempo per le pecore o per altri animali. Ovviamente, anche se non ci sono appositi cartelli e normative (come nelle zone di parco, riserva naturale, ecc), il cane va tenuto al guinzaglio se ha la tendenza ad allontanarsi, correre dietro alla fauna selvatica, ecc. E’ questione di buonsenso e rispetto.

Sulla via del ritorno, c’è una mandria libera. Come vi dicevo, il mio cane sa come lavorare con gli animali al pascolo, ma nessuno può sapere quale reazione avranno questi animali nel vedere un cane, specialmente un cane estraneo. Prima regola, da seguire sempre (pecore o vacche che siano, con o senza cane da guardiania), non passare in mezzo al gregge/mandria. Gli animali potrebbero spaventarsi, non tanto per la vostra presenza, quanto per quella del cane. Ovviamente tenetelo al guinzaglio, perchè non si sa mai quali comportamenti potrà avere vicino agli animali.

In generale comunque gli animali al pascolo possono agire come questi, tutti uniti in gruppo contro l’intruso! Se il vostro cane è libero, potrebbe scappare in mezzo a loro, magari mettersi ad abbaiare per paura/difesa, causando scompiglio, magari facendo correre gli animali verso un punto pericoloso. L’invito quindi è quello di fare sempre molta attenzione, tenere i vostri cani legati almeno dove ci sono baite e/o animali al pascolo ed evitare di passare tra di loro. Tutto ciò sempre ricordandosi che non siete in un luogo di svago, ma in un luogo di lavoro, regolarmente concesso in affitto agli allevatori che lo utilizzano.