Appuntamenti da non mancare

Nonostante tutto quello che ho da fare, parteciperò anche a qualcuno di questi appuntamenti… Andiamo con ordine.

Domani, 21 marzo 2014, come già vi avevo anticipato, a Mentoulles (Fenestrelle, Val Chisone, TO) presso l’associazione culturale Barbarià alle ore 21:00, vi sarà la presentazione del libro “Nel tempo dei lupi” di Giacomo Revelli, presente l’Autore.

Sempre domani, a Corio (TO), alle 20,30 presso la Sala Consiliare del Comune sarà proiettato un film nell’ambito della rassegna “Chantar l’uvern” di Regione e Comunità Montana. Si tratta di “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti, prodotto da AranciaFilm. Sarà presente uno dei protagonisti.

Agli sgoccioli con la consegna delle bozze finali del mio nuovo libro, continuano le presentazioni di quello “vecchio”. Domenica 30 marzo, ore 14:30, presso Cascina Matinè a Chieri (TO), presentazione del libro, animazione per bambini, merenda a km zero. Prenotarsi al 3453102552.

A Milano, dal 28 al 30 marzo, si terrà “Fa la cosa giusta“. Parteciperò in qualità di relatrice il 29 marzo alle ore 17:30 nell’ambito dell’incontro “Montagne da (RI)vivere”. Qui ulteriori dettagli sulla manifestazione.

Aiuto fotografico

Oggi vi propongo una carrellata di foto. Quale di queste secondo voi è la migliore da proporre come copertina per il mio romanzo di prossima pubblicazione, che si intitolerà (ma sì, adesso vi svelo il titolo!!) “Lungo il sentiero”? La copertina sarà verticale, quindi le foto orizzontali dovranno essere necessariamente “tagliate”. Votate, grazie!

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Un libro da leggere

Quando uno dei tanti amici di questo blog mi aveva segnalato questo libro, leggendone le recensioni on-line subito avevo detto: “Qualcuno mi ha già rubato l’ispirazione!“. Infatti avevo trovato alcune tematiche del mio romanzo attualmente “in cantiere”.

Ho poi conosciuto il suo autore ad Ormea, durante una giornata che ci ha visti entrambi ospiti per presentare i nostri rispettivi libri. Anche lui è un blogger ospite su questa piattaforma (Baroni Rampanti), e qui trovate la sua sintesi dell’opera. Io adesso tenterò di farvene la recensione.

Ho letto “Nel tempo dei lupi” sul treno che mi portava a Roma la settimana scorsa. Qui anche voi potete leggerne l’incipit. Ci sono tante cose in questo romanzo che si legge tutto d’un fiato. Il contrasto tra l’uomo iper moderno, guidato dal navigatore, dipendente dal palmare, dalle e-mail, dalle connessioni e chi ancora vive in luoghi isolati dalla civiltà, ancora più isolati perchè… “non c’è campo”. Guido è l’uomo moderno, Giusè il pastore/eremita, che non sa nemmeno cosa sia internet. Ci sono lingue quasi scomparse, come quella parlata a Realdo, nell’entroterra ligure. Ci sono quei posti “di confine”, dove la frontiera esiste sulla carta, ma le popolazioni (umane ed animali) si sono sempre mescolate senza curarsi troppo delle convenzioni che fanno sì che con un passo sei in Italia, con l’altro in Francia. E poi c’è il lupo. Che da quelle parti c’era, ma poi per decine e decine di anni non si era più visto.

L’Autore descrive con estremo realismo una realtà che conosce bene, quel territorio ad un passo dal mare, ciò nonostante dimenticato da tutti, sconosciuto ai più, terra dove qualcuno ancora resiste, magari un pastore o qualche bracconiere, i cavatori di pietra d’ardesia, qualche anziano. Giusè, il pastore, pare di vederlo. Ho incontrato alcuni personaggi che gli assomigliavano molto, qua e là nelle vallate, con l’unica differenza che a me li avevano descritti come scorbutici e diffidenti, ma poi ho sempre trovato un’ottima accoglienza anche da parte dei più riservati. Una sorte ben diversa da quella del primo incontro di Guido e Giusè. Se posso fare una critica al libro, che nel complesso mi è piaciuto molto, forse ho trovato un po’ eccessivi alcuni atteggiamenti estremi ed estremisti del pastore (quando “riceve” Guido nella sua casa, leggete e capirete) o nel modo di fare dei bracconieri. Mi hanno ricordato la donna che, nel film “Il vento fa il suo giro”, arrivava al punto di mozzarsi un dito della mano pur di incolpare il forestiero. Forse un’esagerazione?

Guido deve installare un’antenna; l’unico che, in mancanza del segnale GPS, può portarlo nel posto adatto a posizionarla, è il pastore, che accetta dopo qualche ritrosia iniziale. Abbandona però il suo ruolo di guida quando capisce che lì, a poca distanza del suo gregge di capre, c’è un pericolo. Un lupo, o meglio, una lupa gravida. E’ proprio vero che il lupo è tornato. Così il pastore va a mettere in salvo i suoi animali e smette di aiutare l’uomo del XXI secolo, per iniziare ad escogitare un mezzo per catturare il predatore.

Non vi racconto tutto il romanzo, lo lascio leggere a voi, per vivere pagina dopo pagina la trasformazione di Guido, il progressivo distacco dal suo tempo, la sua trasformazione in uomo che sa vivere e cavarsela nella natura più ostile e povera, lasciandosi alle spalle tutto il progresso che, all’inizio, lo rendeva incapace di gestire i propri problemi in mancanza di supporto tecnologico. Sullo sfondo si aggira sempre la lupa, astuta più di chi la vorrebbe catturare, che stabilisce con Guido una strana simbiosi. E’ una lupa per cui ci si sente di prendere le parti contro i bracconieri ostili d’oltreconfine, così arroganti e ignoranti, anche perchè è una lupa che rispetta chi ha rispetto di lei.

Leggendo “Nel tempo dei lupi” ci troveremo a riflettere sul nostro rapporto con la vita “naturale”, ma anche sulla progressiva scomparsa di quei personaggi, veri custodi di una memoria fatta di gesti, di toponimi, di conoscenze (le erbe medicinali, saper leggere i segni del territorio). Quando non ci saranno più loro, anche con tutta la tecnologia più innovativa, sarà impossibile recuperare quello che soltanto loro erano in grado di fare.

Appuntamenti

Portate pazienza, nei prossimi giorni non ci sarò e non potrò nemmeno documentare la nevicata che pare debba arrivare, puntuale, per i giorni della merla. Andrò a parlare proprio di pastorizia in inverno a Roma, ospite di TV2000. Ci vediamo in diretta giovedì mattina! L’ora esatta non la so, il programma inizia alle 8:00 e finisce alle 10:20.

Però… Qualche cosa da fare mentre aspettate il mio ritorno c’è. Io in viaggio leggerò un libro che poi vi recensirò su queste pagine. A voi invece suggerisco di cercare questo, “Campanacci, fantocci e falò“, a cura dell’amico Giovanni Mocchi e Manuel Schiavi. Per chi è appassionato di campane, ad uso zootecnico, ma non solo!

Il 30-31 gennaio e il 1 febbraio invece vi aspetto tutti a Cuneo per Terre d’Alpe. Io parteciperò all’evento compatibilmente con i miei impegni, ma conto di esserci la sera del 31 e ovviamente quella del 1, quando proietteremo in anteprima il trailer del film (in corso di realizzazione) sui pastori piemontesi e poi… ci sarà Hiver Nomade!! Ecco qui il programma dell’evento con indicazioni per raggiungere la sede delle proiezioni.

  • 30.01.2014 > Centro Incontri della Provincia di Cuneo – Corso Dante, 41 – Cuneo
    • ore 18:00 – Trilogia “Olga e il Tempo” – Parte prima: Epica minima del mattino – di Emanuele Cecconello
    • ore 19:00 – Incontro con l’autore
    • ore 19.30 – Degustazioni di formaggi d’alpeggio, insaccati e preparazioni a base di carni ovicaprine, vini
    • ore 20.45 –  Formaggi eroici – Proiezioni
      • Valpiana: una malga nel Lagorai, di Francesco Baldi
      • La Cultura Del Bitto, di Carlo Cattadori
    • ore 22.00 – Dibattito con gli autori e dei protagonisti della “resistenza casearia”
  • 31.01.2014 > Centro Incontri della Provincia di Cuneo – Corso Dante, 41 – Cuneo
    • ore 18:00 – Trilogia “Olga e il Tempo” – Parte Seconda: Equinozio del Pomeriggio – di Emanuele Cecconello
    • ore 19.30 – Degustazione di formaggi prodotti a base di aglio, insaccati e preparazioni a base di carni ovicaprine
    • ore 20.45 – I pastori e il ritorno degli orsi e dei lupi – Proiezioni
      • Compagno orso, di Valentina De Marchi
      • Storie di lupi e di uomini, di Andrea Deaglio e Alessandro Abba Legnazzi
    • ore 22.30  dibattito con autori, protagonisti, rappresentanti del Centro del lupo di Entraque.
  • 01.02.2014 > Centro Incontri della Provincia di Cuneo – Corso Dante, 41 – Cuneo
    • ore 17:00 – Trilogia “Olga e il Tempo” – Parte terza:  Elegia della sera – di Emanuele Cecconello
    • ore 18.15  Incontro con Emanuele Cecconello
    • ore 19.30 – Degustazione di prodotti tipici e specialità di carni ovicaprine
    • ore 20.45 – Pastori piemontesi del XXI secolo
      • Le lingue del cuore, video prodotto dalle piccole scuole delle Terre Alte della provincia di Cuneo
      • Pastori piemontesi del XXI secolo, Video in-out / Propoast)
      • Hiver Nomade di Manuel Von Stürler
    • ore 22:15 Dibattito conclusivo. Posizioni a confronto sul ruolo e sulle prospettive del pastoralismo piemontese e alpino.

Tiziana invece ci manda il “sunet” per la cena dei margari delle Valli di Lanzo, sabato 15 febbraio, ore 20:30. Ahimè le dimensioni dell’immagini sono un po’ troppo piccole per vedere i dettagli, quindi se qualcuno ne sa di più (luogo, a chi telefonare, ecc…) è pregato di commentare qui sotto.

Sondaggio su… nuovi libri!

Grazie a chi è già andato in libreria per informarsi sui miei nuovi libri… Mi spiace deludere questi lettori così affezionati, ma per ora sono nella fase di “lavori in corso” e pertanto non c’è ancora alcuna nuova opera. Per chi non l’avesse ancora letto, può cercare “Di questo lavoro mi piace tutto“, che però è stato pubblicato lo scorso anno.

Sto lavorando a due nuove opere, un romanzo (del quale non voglio ancora anticiparvi nulla) e un libro fotografico in occasione dei miei 10 anni di pascolo vagante. E’ stato infatti nel 2004 che ho iniziato a seguire e fotografare i pastori. Al momento sto selezionando le foto scattate in questi 10 anni (pastori vaganti e non) da inserire in quest’opera, poi valuterò le opzioni editoriali. Molte le avete già viste qui, però stampate sarà un’altra cosa! Però avrei bisogno del vostro aiuto per capire “il mercato” a cui mi potrò rivolgere. Riproviamo con la formula del sondaggio, che ha avuto un buon successo!

Intenderei suddividere l’opera per argomenti: la montagna, la transumanza, il pascolo vagante, le fiere & feste, i pastori, i cani, ecc ecc. Pochissimo testo (in Italiano e magari anche in Francese) ad introdurre l’opera, oltre alle didascalie delle foto. Tutto a colori. E cercherò anche di ampliare la distribuzione per potervi accontentare tutti!

Appuntamento ad Ormea (CN)

Tra pochi giorni sarò ospite ad Ormea (Val Tanaro, CN) della Scuola Forestale per un duplice incontro. Uno, pomeridiano, con gli studenti della scuola, l’altro aperto al pubblico, di cui vado a presentarvi il programma dettagliato.

Presso la Scuola Forestale di Ormea (CN), il 10 dicembre 2013, dalle ore 17:00 si terrà il Terra Madre Day, durante il quale vi sarà anche la presentazione di “Di questo lavoro mi piace tutto”.

1. Apertura dei lavori e presentazione di Terra Madre
La rete di Terra Madre è costituita da tutti coloro che vogliono agire per preservare, incoraggiare e promuovere metodi di produzione alimentare sostenibili, in armonia con la natura, il paesaggio, la tradizione. Al centro del loro impegno c’è un’attenzione particolare per i territori, per le varietà vegetali e le specie animali che hanno permesso nei secoli di preservare la fertilità delle terre.
Davide Ghirardi – fiduciario della condotta Slow Food Monregalese Cebano Alta Val Tanaro e Pesio
2. La Scuola forestale di Ormea e il territorio.
Breve presentazione delle attività della scuola e del suo rapporto con il territorio. Consegna di borse di studio da parte del Rotary Club di Mondovì a studenti meritevoli.
3. Laboratorio del gusto sul formaggio d’alpeggio
Gli intervenuti parteciperanno alla degustazione di alcuni formaggi d’alpeggio locali accompagnati da un bicchiere di vino prodotto dagli studenti nell’ambito dei laboratori sperimentali e offerto dalla Scuola forestale di Ormea.
Tullio Galvagno membro ONAF ed esperto di cucina ormeasca.
4. Presentazione del libro di Marzia Verona “Di questo lavoro mi piace tutto “ giovani allevatori del XXI secolo tra passione e difficoltà.
Il saggio, con oltre 400 pagine e più di 100 foto a colori, contiene un’ottantina di interviste a giovani tra i 15 ed i 30 anni con la passione per l’allevamento. C’è chi lo pratica come mestiere, chi come hobby, sognando di poterlo trasformare in attività lavorativa.
In abbinamento verrà presentato il romanzo di Giacomo Revelli “Nel tempo dei lupi”
Guido, un tecnico torinese installatore di antenne per cellulari, viene spedito a montare un’antenna a Realdo, in una zona che tuttora non è coperta dal segnale. Per trovare il luogo giusto dovrà abbandonare il navigatore satellitare e chiedere aiuto ad uno degli ultimi pastori brigaschi, una categoria la cui esistenza si perde nei tempi, gravemente condizionata dalla spartizione dei confini nell’ultima guerra.
Marzia Verona, Giacomo Revelli e pastori locali
5. Associazione Fondiaria Carnino
L’associazione non ha fini di lucro, raggruppa i proprietari, o aventi diritto, dei terreni con destinazione agricola, boschiva o pastorale ed è finalizzata ad una gestione del territorio che ne conservi e migliori i valori agricoli,
paesaggistici ed ambientali, con particolare attenzione alla biodiversità.
Massimo Sciandra guardia parco del Marguareis.
6. Comunità dei custodi dei castagneti della Val Mongia.
La comunità dei custodi del castagneti della val Mongia nasce dalla volontà di tutelare un territorio che da sempre ha al centro della sua cultura e della sua economia la castagna.
Ettore Bozzolo referente della Comunità dei custodi dei castagneti della Val Mongia.
7. Un pizzico di follia: il Rifugio Escursionistico Quarzina.
Motivazioni, sensazioni, esperienze a 5 mesi dall’apertura.
Due affermate professioniste lasciano le loro attività urbane, comprano un ex albergo a 1.337 mt.slm e aprono un rifugio escursionistico riportando il sorriso sulle facce degli ultimi abitanti.
Eva Bramante, Angelica Demaestri
8. Tavola rotonda con i relatori e Scuola forestale, Slowfood, Coldiretti, CAI, UNCEM

Maria delle pecore

Un librettino che occupa poco spazio, si potrebbe dire che è l’ideale per infilare nel gilè oppure nello zaino e portarlo al pascolo. Ma oggi non è più il tempo di Maria, oggi persino pascolare le pecore è un’altra cosa, è diventato un mestiere stressante e non si riesce più a cogliere la gioia delle piccole cose, quelle che invece hanno sostenuto la vita di Maria attraverso le mille difficoltà che l’hanno contraddistinta.

Me l’ha consigliato un amico, anche lui “malato” di pastorizia. Ho dovuto ordinarlo, perchè non era presente in libreria, ma quando ho iniziato a leggerlo ho scoperto di aver ben speso i miei 10 euro. La storia è semplice (qui la trama), ma non per questo meno coinvolgente o emozionante. Maria racconta all’Autore la sua vita, da quando viene trovata in fasce da un pastore fino all’età avanzata, ormai ottantenne bloccata su di una sedia a rotelle. Nata con niente, nemmeno i genitori, la donna ha saputo gioire di tutte le piccole cose che via via la circondavano, ha dovuto sopportare la perdita di molte delle persone amate, ma ha sempre saputo affrontare il futuro. Così racconta uno dei tanti episodi che la vedono legata al suo gregge. Maria è appena tornata dall’ospedale, dov’è stata ricoverata per le conseguenze di una caduta. “Ho ritrovato la mia casa, le mie pecore, il mio luminoso altipiano un mese più tardi, ma senza poter camminare. Non li avevo mai lasciati così a lungo. Sono rimasta parecchio tempo con le mie bestie che venivano a leccarmi le mani, a morsicare il grembiule, a manifestare la loro gioia di avermi ritrovata.

Due guerre, malattie, ristrettezze, ma la gente era unita e solidale. Poi arriva il benessere e tutto cambia, la televisione tiene la gente in casa e si perde la vita del paese. Questi sono i luoghi di Maria, una realtà senza dubbio agricola, ma diversa da quella descritta nel libro. Qui un sito turistico sulla regione.

Vi invito a leggerlo per riflettere, soprattutto oggi in questi tempi di “crisi”. La forza d’animo di Maria, la sua capacità di trarre gioia dalle piccole cose quotidiane (le pietre calde su cui sdraiarsi, gli agnelli che giocano, i profumi ed i colori dell’altipiano) dovrebbero farci riflettere su cosa andiamo cercando noi oggigiorno e sui motivi della nostra insoddisfazione. Molti passaggi mi hanno profondamente emozionata. Lo consiglio a tutti gli amanti della pastorizia, della vita rurale, della semplicità… ma anche a tutti gli altri, che provino a mettere in discussione le vite di cui non sono soddisfatti. Certo, erano “altri tempi”, ma bisognerebbe lavorarci su per fare in modo da coniugare quello che di buono ci ha portato il progresso con certi importanti valori che si sono persi.

Maria delle pecore, di Christian Signol. Libreria Editrice Fiorentina

Presentazione libro

In attesa degli aggiornamenti (in giornata finalmente riuscirò a scrivere qualcosa), vi ricordo che questa sera, 8 novembre 2013, a Piossasco (TO), presso la Biblioteca Civica “Nuto Revelli” (Via Alfieri 4), alle ore 18:00 ci sarà una presentazione di “Di questo lavoro mi piace tutto”.

Articoli, convegni, libri

Mentre sistemo le foto e sbrigo un po’ di arretrati dopo la mia assenza della settimana scorsa, inizio a pubblicare un po’ di notizie, tra cui una comunicazione importante.

Sì, sono ancora in alpeggio e, per questo motivo, il blog non è aggiornato con la frequenza quasi quotidiana a cui eravate abituati un tempo. I pastori cercano sempre di far durare la stagione il più possibile e poi, fino all’altro giorno, chi pensava di venir via, con giornate del genere?

Questo blog comunque ha ricevuto un buon numero di visite nonostante la mia assenza grazie a due avvenimenti. La scorsa settimana infatti sono stata intervistata in diretta su Radio Capital mentre ero a Bra per Cheese. Sempre in quell’occasione, mi è stata fatta un’altra intervista che avete potuto leggere a firma di Carlin Petrini sulle pagine regionali di Repubblica domenica scorsa. Qui il testo on-line.

Stamattina mi sono lasciata alle spalle il cielo blu per tuffarmi nella nebbia e nella pioggerella autunnale. Chi è in pianura poco sa della vita dell’alpe… Purtroppo anch’io scrissi su questo mondo quando ancora non lo conoscevo dall’interno. Oggi, dovessi farlo, affronterei diversamente l’argomento. Volevo segnalare a tutti coloro che ancora cercano la mia opera “Vita d’alpeggio”, Blu Edizioni (esaurita in libreria), che ora è disponibile l’e-book (per i più tecnologici). Lo trovate per esempio qui.

Soprattutto per gli addetti ai lavori, volevo segnalare questo interessante convegno che si terrà il prossimo 5 ottobre a Rocca de Baldi (CN). Qui il programma della Festa dei Bergè, all’interno del quale si terrà anche il convegno sulla parassitosi e gestione sanitaria degli allevamenti ovicaprini.

Dieci anni fa

Sapevo che era più o meno in questo periodo, poi sono andata a controllare tra i miei vecchi album di foto. Già, 10 anni fa scattavo foto e le facevo sviluppare… Altri tempi! Il bello è che ho altre immagini di quel giorno, ma nessuna dell’evento che sto per raccontarvi. Dieci anni fa ho incontrato il Pastore. Tanti di voi la storia la conoscono… Stavo lavorando al censimento delle strutture d’alpe per conto della Regione Piemonte (Assessorato alla Montagna) e, nella spartizione delle vallate tra noi giovani rilevatori, per questioni logistiche avevo scelto, tra le altre, le Valli Chisone e Germanasca.  Così, di alpe in alpe, ero arrivata lassù, alla ricerca di un gregge di pecore e relativo pastore. Ero ancora molto ignorante, all’epoca… Fortunatamente, grazie anche alle indicazioni dei margari dell’alpe confinante, ero riuscita a localizzare il pastore abbastanza rapidamente, lungo un sentiero, tra i larici. Ecco come e quando il Pastore mi parlò per la prima volta del pascolo vagante!

Per avere foto di quel gregge e di quel personaggio ho dovuto cercare tra gli album dell’anno successivo, 2004. Invece, dell’8 luglio 2003, ho solo uno scatto di una mia amica che mi teneva compagnia quel giorno, insieme ad un cucciolo. “Nessuna sede invernale degli animali, pascolo vagante“, così aveva risposto il Pastore ad una delle domande della scheda. Poi mi aveva spiegato che “…i miei animali non vedono mai una stalla, sono sempre fuori!“. Anche gli altri colleghi, alle riunioni in cui ci trovavamo per fare il punto della situazione, mi avevano raccontato di aver incontrato altri “pastori vaganti”, chi con greggi di 5-600 animali, chi di 1000 e più.

Così l’anno dopo, nel 2004 appunto, ero poi tornata dal Pastore, l’avevo trovato e lui si ricordava bene di me. Avevamo chiacchierato a lungo, aveva risposto a tutte le mie domande curiose, mi aveva spiegato che, più avanti nella stagione, si sarebbe trasferito in quella che lui chiamava la sua “villa”, una vecchia caserma ancora in condizioni abbastanza buone, su quella che per lui era la montagna più bella che si potesse trovare. Certamente il carattere del Pastore ha influito su tutto ciò che è successo da allora in poi… Perchè se il primo “pastore vagante” da me incontrato fosse stato un altro, forse le cose non sarebbero andate così.

Ed eccoci, sempre nel 2004, davanti alla “villa”, una rara foto in cui è immortalato anche questo personaggio un po’ schivo. Ero tornata lì dopo che amici mi avevano segnalato la presenza di un gregge ai Tredici Laghi. Stava germogliando in me l’idea di scrivere un libro sul pascolo vagante, su di un mondo sconosciuto ed affascinante. Avevo iniziato proprio da lui, dal Pastore, inizialmente restio ad essere “protagonista”, ma nello stesso tempo ben disponibile a chiacchierare con me. Non usavo registratori, mi annotavo tutto su carta la sera, dopo aver passato ore in alpeggio a cercare un agnello disperso o a controllare tutte le pecore sparse per la conca dei laghi, o ancora a cercare di seguire il passo veloce del mio amico su fin verso la cresta, per affacciarsi in Francia e vedere le altre montagne, dove lui sognava di lavorare con un grosso gregge… Il resto poi, bene o male, lo sapete, è tutto su “Dove vai pastore?” (Priuli&Verlucca Ed., 2006) prima e qui sul blog dopo.