Vecchie storie

Ieri ho terminato di scrivere la bozza del mio nuovo libro. All’incirca un anno fa ho avuto un contatto da una casa editrice nazionale, mi hanno chiesto di scrivere un libro partendo da queste storie, le storie di pascolo vagante che ho raccontato in tutti questi anni, la mia storia. Fare un copia incolla sarebbe stato forse facile, materiale qui ce n’è in abbondanza, ma un libro deve essere vivo e sentito per trasmettere qualcosa a chi lo legge. Inoltre… deve essere un piacere per chi lo scrive.

Così ho lasciato che la mente andasse indietro a quando ho conosciuto il mondo dei pastori vaganti. Ho cercato di rievocare le emozioni, le sorprese, il cammino insieme al gregge, ma soprattutto il cammino all’interno di questa realtà, dove ho imparato soprattutto osservando e non facendo domande.

Ho rivissuto le transumanze, le sensazioni, le scoperte. Sono passati più di dieci anni, ma… mentre molti altri fatti quotidiani mi sono scivolati addosso e, anche se avvenuti di recente, non mi hanno lasciato alcuna traccia, nemmeno nella memoria, ricordo molto bene tutti i giorni di pascolo vagante. L’enorme archivio fotografico inoltre mi aiuta, basta rivedere un’immagine per ritrovare persino gli odori, quello della lana bagnata in un giorno di pioggia, dell’artemisia schiacciata dal passaggio del gregge lungo un fiume, delle foglie nei boschi durante la transumanza autunnale.

E così, se il libro piacerà all’editor (questa volta è una cosa seria… non sono solo più io a decidere cosa verrà pubblicato, come per le precedenti opere, dove al massimo qualche amico rileggeva e suggeriva qualche correzione stilistica), uscirà in tutt’Italia. Non sarà più complicato reperirlo, come per i precedenti, quasi tutti autoprodotti a spese della sottoscritta e distribuiti con qualche difficoltà (ma comunque, se me li chiedete, quelli non esauriti c’è modo di ordinarli e riceverli!). Sarà un viaggio in cui voi, “vecchi amici del blog” forse riconoscerete qualche luogo, qualche personaggio, ma mi auguro sia anche una scoperta per tanti altri che ancora non conoscono questa realtà.

Ci saranno le problematiche, ci saranno le difficoltà, ci sarà il pascolo vagante in tutte le sue sfaccettature, così come ve l’ho sempre narrato. Ovviamente sarà una sintesi, un condensato, visto che mi è stato chiesto di rimanere entro un certo numero di battute. Purtroppo non ci saranno immagini, ma per quelle potete sempre ricorrere o a queste pagine virtuali, o a “Pascolo vagante 2004-2014“, la mia opera dedicata esclusivamente alle fotografie della pastorizia.

Quando uscirà? Non lo so ancora. Adesso mi aspetta ancora un lungo lavoro di revisione del testo: correzioni, aggiunte, eliminazioni. Magari mentre rileggo, mi verranno in mente tante altre cose da scrivere, momenti vissuti in montagna, attimi che caratterizzano le quattro stagioni della vita del pastore. Aspettatelo ed intanto continuate a seguirmi qui. Magari troverete meno storie di pascolo vagante in quanto tale, meno pecore, ma continuerete a trovare allevamento, montagna, storie di vita. Riflettevo proprio su questo: tanto mi piace sentire racconti, quanto mi piace raccontare. Non tutti possono viaggiare allo stesso modo e così a me fa piacere condividere ciò che incontro, con foto è parole. Questo è il senso dei miei libri e di questo stesso blog. Visto che ho già in mente un nuovo libro… le ricerche che farò per realizzarlo forniranno anche materiale per queste pagine virtuali.

(Tutte le immagini di questo post sono diapositive scannerizzate di momenti di pascolo vagante tra il 2004 e 2005).

La figlia di transumanti

Natale è in arrivo. Di questi tempi più che mai è consigliabile fare regali utili. I generi alimentari di qualità, specialmente artigianali, ma anche un buon libro per nutrire lo spirito. A chi segue questo blog e ama le storie di pastorizia, consiglio senza dubbio “Figlia di transumanti” di Loretta Borri. E’ una testimonianza di una vita vissuta in prima persona, la storia di una pastora e della sua famiglia.

Il contatto con Loretta è avvenuto via facebook e abbiamo fatto uno scambio di opere. Poi la scorsa estate ho finalmente letto il libro. Da tempo volevo parlarvene e lo faccio oggi, consigliandovelo come regalo natalizio. Io mi sono emozionata leggendolo, ogni tanto ho anche dovuto asciugare una lacrima. Mi sono ritrovata a vivere molti momenti di quelli descritti da Loretta, potevo immaginare le scene anche senza essere mai stata in quei posti e senza conoscere lei e la sua famiglia. Nata in una famiglia di pastori dell’Appennino modenese, Loretta racconta in modo semplice, ma diretto e toccante, tutta la sua vita al seguito del gregge. Suo papà è un pastore, un pastore transumante, così d’inverno si scende nelle nebbie del Polesine. Giù si affitta uno spazio in una cascina, Loretta andrà anche a scuola laggiù, conoscerà persone che rimarranno per sempre nel suo cuore. Poi tutte le primavere si ritorna in montagna. Una vita dura, difficile, una vita di sacrifici, ma la passione per le pecore permette di superare ogni cosa. La famiglia di Loretta è molto unita e affronta via via tutte le difficoltà, anche le più tristi. “Questo è il mio passato, tanti ricordi dei quali difficilmente parlo, perchè a chi non li ha vissuti sembrano favole da raccontare ai bambini prima di addormentarsi. Non capisco chi ha dimenticato le sue origini e smarrito la memoria del passato, vantandosi di una vita comoda e agiata. Credono forse di essere nati benestanti? Non sanno che tutto ciò che ora possiedono, lo devono a chi prima di loro si svegliava al canto del gallo e andava a letto quando il gallo già dormiva da tempo?

Chi la pastorizia invece la conosce e l’ha vissuta o la vive, si emozionerà due volte leggendo le pagine di questo libro e guardandone le immagini che accompagnano il testo.

La triste decisione sarà presa alla soglia dei suoi ottantatrè anni, quando è diventato gravoso per le sue vecchie gambe portare al pascolo il gregge e ancor di più mungere le pecore. Così concordiamo la vendita dei capi con un pastore della zona. Non oso nemmeno ricordare quel giorno, tanto fu triste, straziante, la mia bimba andò a scuola con le lacrime agli occhi, raccomandandosi di tenere almeno il cane…

Un grazie a Loretta per la sua bellissima testimonianza. Loretta Borri “Figlia di transumanti. Ricordi di una vita trascorsa fra Cavergiumine nel Frignano e il Polesine” – Adelmo Iaccheri Editore in Pavullo, aprile 2014 – 16,00€ (qui su IBS)

Tanto per cominciare, per aiutare il blog…

Cari amici, l’altro giorno avevo rivolto una specie di appello per capire se e come eravate disposti ad aiutare questo blog. Evidentemente non c’è nessun esperto di informatica tra i miei lettori, perchè nessuno si è fatto aventi per darmi dei suggerimenti pratici nel far sì che questo sito “possa rendere qualcosa”, o per lo meno possa esserci una piccola remunerazione per coprire in parte le spese. Io sono ignorante per quanto riguarda l’informatica, quindi… Per il momento, mentre sto valutando se aprire o meno una campagna di crowfounding, vi ricordo che il migliore aiuto è quello di acquistare i miei libri.

Sono ancora disponibili copie di “Di questo lavoro mi piace tutto”, il libro di interviste a ragazzi e ragazze tra i 15 e i 30 anni che praticano, a vario titolo, l’allevamento. Anche se sono passati alcuni anni dalla sua pubblicazione, la tematica è più che mai attuale per riflettere su difficoltà, passione, motivazioni, problematiche. Questo libro lo potete ordinare direttamente a me e ve lo spedisco. (20 €).

Ovviamente sono disponibili i due libri usciti lo scorso anno, il romanzo “Lungo il sentiero”, ambientato in una vallata alpina, tra alpeggi, storia, leggende. Un giovane cosmopolita scopre le sue radici incontrando un anziano pastore. Anche questo ve lo posso inviare per posta. (15 €)

Il libro fotografico “Pascolo vagante 2004-2014”, 10 anni di immagini a colori tra pecore e pastori, lo trovate on-line attraverso i vari canali di vendita, sul sito della casa editrice o, ordinandolo con un certo anticipo, nelle librerie. La casa editrice è L’Artistica Savigliano, come per i due precedenti. (40€)

Per concludere, la nuova uscita “Io ero nato sensibile”, libro di cui ho curato la pubblicazione, è la storia di Franco Bricco, detto Tirol, un anziano ex margaro, ex commerciante di bestiame, che racconta la sua incredibile vita dalla nascita fino ai giorni d’oggi. Anche questo ve lo posso spedire, oppure lo potete acquistare dall’editore o ancora, ordinandolo in libreria. (15€)

Scusate il post “pubblicitario”, ma non si vive solo di idee e ideali… Inoltre, regalare un libro per Natale, è sempre una bella idea.

Contattatemi per gli ordini e vi comunicherò i dati per effettuare il pagamento. Grazie a tutti.

Ancora un weekend “caldo”

Non sapendo come e quando riuscirò ad aggiornare il blog nei prossimi giorni, ecco tutto quanto dovete ricordarvi per il fine settimana. Una serie di appuntamenti imperdibili!!! Poi… se qualcosa non rispetta le aspettative, non è colpa di chi ve lo segnala. Pure io ieri sono stata molto delusa dalla fiera di Guillestre.

Iniziamo con il “mio” nuovo libro di cui, come sapete, ho curato la pubblicazione. Il testo non l’ho scritto io, ma Franco “Tirol” di Lusernetta (TO). L’ho ritirato oggi fresco di stampa. “Io ero nato sensibile“, LAR Editore, 15,00€, lo trovate o in libreria (ordinatelo se non ci fosse ancora) oppure on-line sul sito della casa editrice, senza spese di spedizione. La prima presentazione sarà sabato 24 ottobre, ore 21:00 a Bobbio Pellice (TO), presso La Dogana. Mi affiancheranno, nella presentazione, l’Autore e la cantautrice Valeria Tron.

A Bobbio Pellice il libro verrà presentato nell’ambito della Fira ‘d la Calà. L’appuntamento con la sfilata delle mandrie è per domenica 25 ottobre. ore 10:00.

Prima di questo appuntamento però vi aspetto a Casteldelfino (Val Varaita – CN) per la Fiero de Son Martin. Io sarò presente con i miei libri venerdì 23 ottobre alle ore 22:00 nell’ambito di una serata che vedrà diversi interventi 8inizio ore 20:30), ma la manifestazione dura fino a domenica 25, con la fiera zootecnica. Qui il programma.

Rimaniamo nel Cuneese. Altro appuntamento storico, la Fiera dei Santi a Vinadio, Mostra della Pecora Sambucana. Qui tutto il programma degli appuntamenti dal 23 al 25 ottobre.

Ancora in Piemonte, a Settimo Vittone (TO) c’è la Desnalpà, con un ricco programma come sempre. Si inizia con le serate del 23 e del 24, per arrivare alla manifestazione di domenica 25 ottobre. Qui potete scaricare tutto il volantino della manifestazione.

Sempre nell’area del Canavese, a Castellamonte, frazione Sant’Antonio, Fiera autunnale di Ognissanti, domenica 25 ottobre. Alle ore 14:00, incontri delle Reines.

A Torino, Coldiretti organizza “Dall’alpeggio alla città. La transumanza passa da Torino“. Qui sul sito della Provincia, dove… tra l’altro vedete una mia immagine presa da questo blog senza autorizzazione e senza indicarne la fonte. Vergogna!!

Spostiamoci in Lombardia per il Festival del Pastoralismo. Gli eventi sono numerosi… venerdì 23 si potrà assistere a Bergamo Alta alla transumanza di un gregge sulle Mura Venete (ore 9:30 – 12:30), segue polenta e castradina ad Astino, Cascina del Mulino.

Sabato 24, Prato della Fara, concorso Regina e Reginetta delle Valli con Mostra Mercato dei formaggi di monte bergamaschi. Sul sito del festival tutti i dettagli degli appuntamenti di queste giornate. Buone fiere e feste a tutti!

Chiedo l’aiuto del pubblico!

A breve uscirà il mio nuovo libro, del quale in verità ho soltanto curato la forma e scritto la prefazione. Anche questa volta vi chiedo aiuto per la scelta della copertina. Tenete conto del fatto che si tratta di un’autobiografia. “Tirol” racconta la sua vita, a partire dalla nascita nel 1939. La maggior parte del testo fa riferimento al passato, i tempi più recenti sono trattati solo marginalmente. Ditemi cosa ne pensate…

copertina 1

copertina 2

Grazie e… a presto in libreria!!!!!

Cosa fare dove andare

Continua l’estate, tra sbalzi del clima, caldo soffocante, temporali, siccità, ma comunque è il periodo in cui si va in giro, se avete la possibilità di avere del tempo libero o delle vere e proprie “ferie”. Per gli appassionati di questo blog (e del mondo dell’allevamento) ecco qualche consiglio.

Un libro che è bello da vedere, ma che vi sarà utile per andare alla scoperta di un’area ricca di tradizioni legate al mondo dell’allevamento: “Ossola bella e buona“, di L.Olivelli e A.Paleari, MonteRosa edizioni. Su quei pascoli, tra quegli alpeggi, ho realizzato la mia tesi di laurea relativa al formaggio Bettelmatt.

Il prossimo fine settimana sarò in Lombardia, a Barghe (BS), all’alpe Cigoletto. Il 2 agosto infatti il programma delle giornate in alpeggio prevede un incontro con la sottoscritta a parlare di pastorizia nomade, problemi e prospettive, oltre che dei miei libri. Spero di incontravi numerosi. Nel manifesto vedere anche le date degli appuntamenti successivi.

Sempre il 2 agosto, ma in Piemonte, l’appuntamento è in Val Germanasca (TO) a Salza di Pinerolo. Domenica infatti “…si svolgerà l’ottava edizione della FESTA DEL ROUDOUN dedicata a tutti i pastori e margari delle nostre valli e a tutti gli amici che amano la montagna e la buona tavola.
PROGRAMMA:
Mattino esposizione dei ROUDOUN (campanacci) – mercatino dei prodotti locali e artigianato tipico.
ore 12,30  SS. Messa presso la Pro Loco.
ore 13,00  Pranzo comunitario per tutti – prenotazione entro mercoledì 29 luglio al 349.2579167 – 348.0052721 – 347.0092444
Esibizione dei seguenti gruppi corali piemontesi: J’AMIS DEL CHER (Sanfront) – I MARENTIN(Sanfrè) – J’ARSIVOLI (Rivoli) – J GIUVU D’NA VOLTA (Val Chisone) – J’AMIS ‘D GIAVEN(Giaveno) al mattino itinerante tra le borgate di Salza con tre tappe: a Didiero al Museo, alla Chiesa di Campoforano e alla Borgata Coppi. Pomeriggio alla Pro Loco.
A chiusura della giornata “roudounà” collettiva – gara di resistenza tra i vari espositori a suon di campanacci.

Dopo qualche anno

Qualche tempo fa un amico mi faceva notare che sarebbe interessante avere un seguito del mio libro “Di questo lavoro mi piace tutto”, uscito nel giugno 2012. Sono passati solo tre anni, ma le interviste sono state realizzate tra il 2009 e il 2011, quindi il tempo trascorso è maggiore.

Il libro raccoglieva interviste a ragazzi e ragazze tra i 15 e i 30 anni che avevano deciso di fare gli allevatori (di bovini, ovicaprini), sia per scelta, scostandosi radicalmente dall’ambiente di origine, sia come continuazione dell’attività famigliare. Per chi non lo avesse ancora letto e fosse interessato, vi ricordo che il libro è in vendita qui, ma potete reperirlo anche alle serate in cui presento le mie nuove opere. Effettivamente sarebbe curioso sapere qual è stato lo sviluppo di quelle storie, magari potrebbe interessare a qualche studente come argomento per una tesi di laurea, chissà… Alcuni di loro li frequento ancora, so che parecchie aziende continuano sulla strada intrapresa, anche con successo. Dal punto di vista umano e personale, ci sono state vicende belle e brutte, alcune coppie hanno coronato i loro sogni, sono nati dei bambini, altre coppie si sono sciolte, così come alcuni soci hanno preso strade differenti. E’ la vita, il mestiere dell’allevatore non fa sì che certe cose non capitino…

So di alcuni che hanno addirittura cessato l’attività con gli animali: forse la realtà era differente dai sogni, forse le difficoltà incontrate si sono rivelate insormontabili. In queste immagini invece troviamo la testimonianza di chi sta andando avanti sulla strada sognata. Michael e Maura erano tra i più giovani intervistati (pag. 83) e lui così raccontava: “Abbiamo le vacche, capre e pecore: quelle sono mie, sono le mie preferite. I miei primi animali sono state delle capre, me le ha date mio nonno, mentre io mi sono comprato le prime pecore a tredici anni.

Li avevo intervistati andandoli a trovare presso la cascina dove la famiglia di Michael ha tutti gli animali, soprattutto vacche, ma già allora appunto il loro interesse si concentrava soprattutto sugli ovicaprini. Qui potete rileggere la loro storia, come l’avevo scritta per il blog ai tempi dell’intervista, nel 2011. E adesso? Cosa fanno Maura e Michael?

Non solo continuano insieme il loro cammino, ma “si sono messi in proprio”, hanno una loro zona di pascolo in montagna, una base per l’inverno, pascoli dove girare tra fondovalle, collina e pianura. Il numero di animali è aumentato, pecore e capre frutto di allevamento e di acquisti, in montagna poi prendono in guardia capi anche da altri allevatori. Insomma, una bella storia che prosegue!

Li incontro a Prali in Val Germanasca, il gregge sta per essere aperto dal recinto, pronto per la giornata al pascolo. Maura quel giorno è impegnata con il fieno, aiuta i suoi genitori, quindi scende nel fondovalle. Ogni tanto lavora anche in pizzeria, pertanto è soprattutto lui a badare al gregge. Finita la stagione d’alpeggio, anche Michael svolge altri lavori, perchè gli animali non sono ancora così tanti da consentire ad un nucleo famigliare di vivere soltanto di quello.

Difficoltà ce ne sono eccome, quelle intrinseche del mestiere, le spese, lo scarso reddito, problemi per i confini dei pascoli, il lupo, la siccità… C’è però l’entusiasmo, la passione, il legame tra questi due giovani, le famiglie alle spalle che, comunque, appoggiano le loro scelte, tutti fattori che contribuiscono a dare forza e stimoli per proseguire. Questo è quindi un bell’esempio in positivo del seguito di una delle storie contenute in “Di questo lavoro mi piace tutto”. Se qualcuno dei diretti interessati volesse raccontarci la sua… basta scrivermi, mandarmi due righe insieme a qualche foto, qui c’è sempre spazio per tutti i vostri interventi.

Voi cosa ne dite?

Dallo scorso mese di novembre sto lavorando ad un nuovo libro. Un qualcosa di molto diverso da tutte le mie opere finora realizzate. Sono infatti stata incaricata da un ex margaro, ex commerciante di bestiame, ex… molte cose (“…nella vita ho fatto di tutto, tranne andare a chiedere l’elemosina!“) di realizzare un libro trascrivendo il suo manoscritto. Non è stato facile decifrarne la grafia, innanzitutto, poi fare l’abitudine ad un modo di scrivere inusuale.

Adesso inizia per me la seconda parte del lavoro. La trascrizione è terminata, ma devo sistemare il testo nel complesso. Ho molto pensato a come muovermi, sicuramente sistemerò la grammatica e la punteggiatura, ma… lasciare o non lasciare il linguaggio caratteristico usato dall’Autore? Ci sono termini che vengono impiegati con un significato forse improprio o che comunque suonano strani o desueti alle nostre orecchie. Ci sono anche dei “piemontesismi”.

La vita che viene raccontata parte dagli anni della Seconda Guerra mondiale, fino ad arrivare ai giorni nostri, ma il protagonista racconta soprattutto la sua difficile infanzia fatta di privazioni e duro lavoro. (Le immagini di questo post sono d’archivio e non inerenti all’opera). Oltre alla sua storia personale, l’elemento fondamentale che fa da sfondo e condiziona  la sua esistenza sono gli animali, il profondo legame tra pecore, vacche, cavalli e il bambino prima, il ragazzo e l’uomo successivamente. Una vita interamente dedicata a loro, a costo di rinunciare a tutto, rovinandosi persino la salute.

Quello che volevo chiedervi è un parere sul testo. Qui è un brano in “versione integrale”. “E in primavera dopo avermi fatto il fieno maggengo, andai in montagna con le mucche, le api nell’inverno a non potermi più a badarle, mi morirono. E lì trovandomi da questi anziani nel farmi il buon mangiare, le pulizie, il letto da dormire in stanza al caldo, e piano pian tagliavo erba con la falce che era il mio mestiere nel far fieno alla provvista per l’inverno, nella stagione cioè dopo questo maggengo mi venne il secondo. E al mattino presto andavo al controllo delle mucche, che le avevo fatto un grande recinto a filo con la corrente senza alcun pericolo, mentre le portavo il sale e ne mungevo alcuna per la nostra necessità, e quello che non consumavamo a colazione questa anziana lo metteva in una bacina grande di arame nella cantina al fresco, l’indomani le toglieva la panna e quando ne aveva a merito faceva il burro sulla nostra necessità.

Qui invece una parte già aggiustata da me. “E pure queste povere mucche venivano ferrate ai piedi per resistere alle ammaccature delle pietre nel cammino, per ore e ore di transito sotto quello che il buon Dio mandava, o sole, che a queste i mosconi le foravano la pelle, o godere a sentirsi succhiare il sangue. E io, che la mia vita era tutta su di loro, essendo sensibile di affetto, supponiamo come una brava mamma che la sua vita la dimentica per salvare il suo bambino, io a quattro anni rimanevo al loro fianco a provare e capire, ma non avevo il permesso di aprire la bocca per poter rispondere a far sentire le mie sofferenze. In più della fame, soffrivo a pensare a queste, ai loro dolori su questi transiti faticosi.

Un libro da leggere

Ho parecchi libri da recensire sul blog. Ogni tanto qualcuno mi scrive chiedendomi consigli o suggerimenti per leggere testi che parlino di pastorizia. Quello di cui sto per parlare è sicuramente uno che potrebbe piacere molto agli appassionati di questo sito. Temo però che sia un testo di non facile reperibilità.

Nel mio caso è stato il graditissimo dono di un amico. “La stagione dei castrati” di Luigi Marioli, Valgrigna Edizioni, 2013. Si tratta di un romanzo, una storia di fantasia, ma che, man mano che la leggiamo, possiamo immaginare reale. Come potrete intuire dal titolo e dalla copertina, si parla di pastorizia, una pastorizia dei tempi andati e che già allora necessitava di trasformazioni per adattarsi al mondo che stava rapidamente cambiando.

Un pastore particolarmente illuminato, figlio di pastori, che diventa un vero e proprio manager, pensando a quello che oggi tanto viene ripetuto sulla valorizzazione dei prodotti in tempi in cui questi concetti non erano ancora nemmeno stati inventati. “Ma la mente del tacolèr non si soffermò troppo a lungo a guardare il macello. Egli vedeva già la rivincita sull’inesorabile sconfitta del mondo pastorale.” Gli anni della prima guerra mondiale, il dopoguerra, la politica e storie d’amore sono lo sfondo di questo romanzo.

Soprattutto però c’è una profonda conoscenza del mondo della pastorizia, dall’alpe alla transumanza alla pianura del pascolo vagante, delle emozioni che si vivono quando si ha la passione, la malattia per le pecore. Ho letto il libro di un fiato, nonostante le sue oltre 300 pagine, vivendo intensamente alcuni momenti, di cui potevo riconoscere gli odori, le luci, l’umidità, il freddo, le sensazioni “…strinse con forza la capezza, guardando la luna striscia bianca del gregge che procedeva sulla strada e lo sentì come fosse suo.” Mi sono commossa, sono arrivata all’ultima pagina con un groppo in gola denso come quella nebbia, la sighéra, che avvolgeva il gregge nella pianura…

Un premio, un libro e altro

Non so quale sarà il risultato finale, ma è con grande gioia che vi comunico che il mio romanzo, “Lungo il sentiero“, sabato verrà premiato a Ronco Scrivia (GE).

Ho infatti partecipato al festival “Parole di Terra“, concorso letterario nazionale per la narrativa e saggistica dedicate al mondo rurale. La premiazione di terrà alle 15:30 sabato 17 gennaio 2015 e mi è stata inviata la comunicazione di essere, per l’appunto, tra i finalisti. Vi farò sapere. Intanto grazie a tutti quelli che l’hanno già letto e mi hanno mandato le loro impressioni.

Dalla Romania invece l’amico Dragos Lumpan, che qualche anno fa era stato anche in Piemonte per girare delle scene e scattare foto per un progetto sulla pastorizia, mi comunica che il libro fotografico è in vendita qui e qui. Il prezzo che vedete è in lei (equivalente a circa 19 euro) e non comprende le spese di spedizione.

(foto A.Malacarne)

In questi giorni ho poco tempo per il blog. Condivido però con voi queste foto dell’amico Adolfo Malacarne da Lamon. “Qui a Lamon stiamo cercando di far qualcosa per incrementare la nostra razza “Lamon”, razza in serio pericolo di estinzione dato l’esiguo numero di capi esistenti. Quest’anno, per la prima volta, i piccoli allevatori locali, hanno organizzato la festa della “desmontega de le fee“. A fine settembre, dai pascoli del monte Coppolo dove erano salite 3 mesi prima, le pecore sono state ricondotte nella piazza del paese dove si è tenuta una piccola festa, con la significativa presenza del dell’amministrazione comunale, in testa il sindaco Vania Malacarne, che da sempre incentiva ed appoggia il programma di ripopolamento della razza autoctona che a tutt’oggi conta circa 200 capi. Nella foto pecore e pastori, insieme al Sindaco, in posa davanti al monumento al pastore, scultura in bronzo di Augusto Murer.

(foto A.Malacarne)

Ecco ancora un’immagine della manifestazione, con le pecore in piazza. Ancora una volta grazie a chi ha piacere di condividere su queste pagine notizie, manifestazioni, eventi, storie relative al mondo della pastorizia.