Due (tristi) storie di Natale

Chissà perchè, ma sotto Natale tutti gli anni mi tocca raccontare delle storie per niente belle. L’anno scorso c’erano le capre che pascolavano ancora fuori, visto che non nevicava, e i lupi le avevano disperse… Quest’anno invece i lupi hanno due gambe, si chiamano burocrazia, ottusità, mancanza di buon senso… trovate voi altre definizioni.

(foto S. De Bettini)

(foto S. De Bettini)

Ho due storie da raccontarvi: la prima è una richiesta di aiuto da parte di amici di vecchia data, che mi raccontano cosa si trovano a vivere da un mese a questa parte, cioè da quando l’alluvione di fine novembre ha colpito duramente la strada che porta alla loro casa/azienda agricola.

(foto S.De Bettini)

(foto S.De Bettini)

Così mi scrive Sasha: “Ti contatto a seguito di grossi problemi che abbiamo inerenti ai danni che abbiamo avuto in seguito all’alluvione, la nostra situazione è critica e stiamo cercando perlomeno di farci sentire, se per caso tu avessi voglia di scrivere qualcosa…” Su queste pagine la porta è sempre aperta per tutti. Non posso aiutare concretamente, ma almeno dar voce ad amici allevatori, quello sì, sempre volentieri!

(foto S.De Bettini)

(foto S.De Bettini)

La situazione è la seguente: la nostra strada è pista agrosilvopastorale, non comunale, gestita da consorzio. È franata malamente, soprattutto in un punto. Abbiamo rappezzato un minimo, a spese nostre, giusto per poter passare. Ieri mio papà, presidente del consorzio, ha ricevuto una lettera dal Comune in cui gli si dice che ha 7 giorni di tempo per provvedere alla messa in sicurezza (fatta come viene richiesta da loro, sono circa 50.000 euro di lavoro), in caso contrario la strada deve venir chiusa con transenna e divieto e se qualcuno subisce danni mio papà ne è responsabile in prima persona.

(foto S.De Bettini)

(foto S.De Bettini)

Questo significa che non si può togliere la neve, portare su cibo per gli animali e quant’altro. Lungo questa strada risiedono 7 nuclei familiari, ci sono sei bimbi in età scolare, mio fratello ha mucche capre e un cavallo, i nostri vicini tra tutti hanno 10 cavalli (quindi immagina quanto fieno). Ovviamente siamo tutti arrabbiati e molto amareggiati, si fa tanto parlare di ripopolare la montagna, ma poi nella criticità ci si trova soli… Ti allego le foto della frana peggiore!“. Siamo a Torre Pellice, in via degli Armand, per la precisione. Cosa succederà ora? Cosa potranno fare??

(foto Cascina Soffietti)

Problemi di altro tipo, ma forse ancora maggiori, li ha Fabrizio. Allevatore e veterinario, residente a Murazzano, molti di voi lo conosceranno per le sue consulenze in ambito ovicaprino (era anche stato docente in un corso dedicato appunto agli ovicaprini, che avevamo organizzato in provincia di Torino e Cuneo). Murazzano, terra di formaggi! E la Cascina Soffietti ne produce eccome.

(foto Cascina Soffietti)

(foto Cascina Soffietti)

Purtroppo però le recenti abbondanti nevicate e la pioggia successiva hanno portato al crollo della stalla. Ho letto la notizia qui. Per fortuna il numero di capi deceduti è stato relativamente basso, ma Fabrizio lancia un grido di disperazione dalla sua pagina Facebook. “…che situazione! Ho un buon prodotto, una buona organizzazione, sono l’unico che a Murazzano riesce a tenere una produzione decente anche in inverno con una buona percentuale di latte ovino… un allevamento di pecore delle Langhe di quasi 250 capi in pochi anni… eppure mi vedo costretto ad chiudere la mia attività perché le amministrazioni che da 20 sono a Murazzano mi continuano a fare solo promesse…

(foto Cascina Soffietti)

Fabrizio mi spiega che i terreni li avrebbe, ma il Comune gli nega l’autorizzazione per edificare una stalla. “Mi trovo costretto a… o chiudere, o trasferirmi. Esiste qualche altro Comune che vuole un’azienda come la mia e mi dia la possibilità di sviluppare l’allevamento ovino? …ed avere inoltre un veterinario sul proprio territorio??!!! Datemi una mano!!! A Murazzano non posso più vivere!

(foto R.Ferraris)

(foto R.Ferraris)

In questa immagine vediamo Fabrizio insieme al suo gregge durante un’attività di promozione del territorio. E’ paradossale che ciò avvenga in un Comune territorio di una delle DOP piemontesi. “Io ho personale e svolgo una professione…“, sottolinea, per evidenziare la dimensione reale della situazione.

(foto Cascina Soffietti)

(foto Cascina Soffietti)

Fabrizio cerca quindi un luogo dove trasferirsi al più presto, lui ed i suoi animali: 265 ovini, 50 caprini e 10 bovini. Se qualcuno potesse/volesse aiutarlo, contattatelo su Facebook (Fabrizio Veterinario Barbero) o attraverso il sito della sua azienda Cascina Soffietti. Spero, molto prima del prossimo Natale, di avere modo di raccontarvi il lieto fine di queste due tristi storie.

PS del 23/12/16. Dopo numerose segnalazioni di miei lettori sulla seconda delle due storie, per correttezza vi invito a leggere questo articolo dove viene presentato anche il punto di vista del Comune.

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Donne con la passione per le capre

Sta finendo la stagione delle rassegne, delle fiere, delle manifestazioni zootecniche in generale. Dovrebbe arrivare l’inverno, se le stagioni faranno ancora il loro corso come una volta, periodo in cui si stava a casa, si sistemavano gli attrezzi, si facevano mille lavoretti in attesa del riprendere le attività all’esterno. Era così un tempo, oggi sono cambiate tante cose. Non c’è più la coltre di neve che, per mesi, imponeva un “riposo” quasi forzato. E poi, chi alleva, spesso non fa soltanto quello, magari svolge attività di tutt’altro tipo, per vivere.

Nel corso delle ultime rassegne delle capre a cui ho partecipato, ho visto e incontrato anche delle donne: ragazze giovani, soprattutto. Altrimenti questo mi sembra un mondo un po’ maschile, specialmente poi quando si parla di battaglie delle capre. Ma è proprio così? Non del tutto, visto che nella finale di Locana è proprio stata una capra di Alessia, la ragazza nell’immagine, ad aggiudicarsi il titolo di regina.

Alle rassegne (qui siamo ieri a Vico Canavese) le allevatrici portano i loro animali per avere un riconoscimento del loro lavoro, della loro passione. Si sceglie, all’interno del proprio gregge, l’animale che si reputa il migliore e lo si sottopone all’esame degli esperti, che premieranno quelli che più rispondono agli standard di razza.

A Locana ho intervistato Eleonora, che ho poi ritrovato proprio a Vico, suo paese d’origine. “Prima le capre le aveva mia nonna, le ha sempre avute. Lei teneva le ciucche (senza corna) perchè le piacevano e poi per il latte, ne hanno di più. Quando io e la mia gemella eravamo piccole, ce ne ha comprate due, una a testa.

La nonna era famosa per i formaggi a Vico, non bastavano mai. Io adesso mungo solo un po’ in primavera, poi le mando via in montagna, a Felice in Val Soana. Lavoro al Bennet a Castellamonte, le capre sono solo una passione. A volte arrivo a casa dal lavoro alle 17, ma comunque le pascolo fino alle 19. Mio marito Giuseppe ha 60 pecore, ma anche lui fa altro, lavora in fabbrica. Quando le pecore sono giù, se ne occupa anche mio suocero. Le capre le porto alle rassegne di Locana e Vico Canavese.

A me le capre piacciono soprattutto colorate. E’ proprio solo una passione, perchè se uno guardasse tutto… andrebbe a fare altro!” Una soddisfazione, così come è una soddisfazione venire alla rassegna con i propri animali e ricevere anche un riconoscimento. Anche se la soddisfazione maggiore è il momento delle nascite, mi racconta Eleonora.

Ad entrambi gli appuntamenti c’era anche Marcella, ma lei alla passione per l’allevamento, unisce quella delle battaglie delle capre. “Io le capre le ho da due anni e mezzo, ma mio papà le ha sempre avute. Prima lavoravo in fabbrica, adesso sono disoccupata. Le ho prese perchè mi piacciono tanto.  Mi piace portarle alle battaglie, ho cominciato per gioco, un amico mi ha detto di portarle anche se era lontano da dove sto io, abito nel Biellese. Ne ho portata una a Carema lo scorso anno e si è subito qualificata per la finale di Locana. Avevo solo quella e si è qualificata. È stata una soddisfazione, venivano da me a complimentarsi gli allevatori che ne avevano tante!

Le capre le ho comprate. Loro sanno darti affetto. Io le vizio tanto. Quando faranno i capretti, le femmine sarà dura venderle perchè mi affeziono troppo. Mio papà dice che non è il lavoro per me, perchè mi dispiace poi dover dar via degli animali o mandare al macello i capretti. Vengo a queste manifestazioni anche per scambiare idee. Quello delle battaglie è un mondo soprattutto maschile, a parte qualche ragazzina giovane. A Locana ce n’erano due, Alessia e Sara. Io sono io… non c’è nessuno che mi aiuta! Probabilmente tanti uomini vengono alle battaglie, ma a casa le mogli badano alle bestie che restano in stalla. L’uomo così ha più tempo per queste cose. Ma se si ha tutti e due la passione, dovrebbe esserci la parità, essere presenti tutti e due insieme.

Una vera malattia

Nel mio futuro libro sul “mondo caprino” sarà doveroso dare un ampio spazio ad una realtà molto rappresentata sul territorio che conosco meglio… Certo, il resto d’Italia la potrà considerare una strana curiosità, ma tra Piemonte e Val d’Aosta, parlando di capre, c’è una vasta fetta di allevatori che tengono questi animali quasi esclusivamente per le “battaglie”. Passione nella passione, nata inizialmente tra gli allevatori di professione, oggi coinvolge quasi di più persone che praticano altri mestieri. Il numero delle battaglie è aumentato, ci sono state anche “fratture” e nascita di diversi comitati, ma ovunque si registra comunque un buon numero di presenze.

Ieri ero a Lanzo Torinese dove, nell’ambito della manifestazione “Animalanzo”, si teneva la finale regionale delle battaglie del circuito delle Valli di Lanzo. Una splendida giornata autunnale di sole caldo, visitatori e curiosi che si aggiravano tra gli animali. Non tutti quelli presenti erano destinati alla finale, dove si incontravano solo quelli che avevano via via passato le selezioni durante le battaglie precedenti, tenutesi nel corso dell’estate/autunno.

C’era anche la rassegna, dove venivano valutati e premiati i capi più belli (secondo gli standard di razza) di Valdostana e di Fiurinà. La razza fiurinà, recentemente riconosciuta e inserita tra quelle da tutelare, è tipica di quest’area. Possono esserci capi con corna o privi di corna, la caratteristica è quella della particolare colorazione del mantello.

In occasione di questa manifestazione, ho anche intervistato Christian, che da tempo aspettava una mia visita. Già in passato, quando stavo scrivendo il libro sui giovani allevatori, aveva voluto inviarmi un contributo. “Ho preso la prima capra 10 anni fa, si chiamava Stella. I miei nonni allevavano le mucche e avevano la macelleria, ma i miei genitori fanno altro. Ho preso la prima capra, poi altre, adesso ne ho solo sei, ho tenuto quelle a cui tengo di più, ma sono arrivato ad averne una quindicina.

La mia passione è principalmente per le battaglie, il mio grande sogno è avere la regina di prima categoria alla finale. Lo scorso anno l’ho fatta di seconda categoria. Purtroppo questa è un po’ tipo una malattia! Lavoro, faccio il giardiniere, ma il tempo libero lo dedico a loro. Ai miei non piace, ma se non ci fossero loro… Infatti mi aiutano abbastanza con i lavori, quando io non posso.

(foto C.Valesano)

(foto C.Valesano)

Alla fine ieri sera Christian non ha vinto la tanto agognata finale con Magia, ma la sua Speedy ha comunque ottenuto il primo posto tra le bime. “Le maggiori soddisfazioni sono quando vincono, però l’importante è che stiano bene. I giorni delle battaglie sono sempre agitato, inizio già un mese prima ad essere agitato, a volte mi viene anche la febbre, ma quello è perchè c’è una grande passione. Quest’anno per il primo anno sono venuto qui nelle valli di Lanzo e mi sono trovato molto bene. Qui si fa festa tutti insieme, c’è uno spirito diverso ed è bello così perchè alla fine è una giornata di festa e si viene per divertirsi. Con quelli del giro delle battaglie e gli appassionati di queste capre ci si si conosce tutti, è così che poi si comprano e si vendono gli animali.

L’amore per gli animali non ha mai contrastato con la mia attività

Per intervistare Mario sono passata a trovarlo in negozio. Lo conosco da tempo, foto alle sue capre ne avevo già fatte sia d’inverno, in stalla, sia alle battaglie negli anni scorsi, quindi mi bastava anche solo una chiacchierata per conoscere la sua storia e i dettagli della sua passione.

Mario fa il macellaio, ma come tanti che fanno il suo mestiere, è anche allevatore. Di capre, nel suo caso. “Ho la passione in generale per gli animali da quando ero bambino. Mi hanno preso la prima capretta nana quando avevo 16 anni, per far compagnia al cavallo. I miei non avevano bestie, facevano già questo mestiere. La mia passione non ha mai contrastato con il lavoro di macellaio, perchè si sa che non tutti gli animali possono vivere, non puoi allevare tutti i maschi. Quelli che si macellano, servono per mantenere gli altri. E’ sempre stato così.

D’estate le capre di Mario sono in montagna. “Ne ho 35, le mando in alpeggio, ne tengo giù qualcuna solo per tenermi puliti i pezzi che ho. Nel 1990 avevo 5 pecore e le capre nane. Nel 2009 sono arrivato a 60 pecore e 30 capre mezze nane, le mettevo su in montagna da sole da aprile a novembre, quando qui da queste parti

non c’era ancora il lupo.

Nel 2008 ho preso le prime valdostane, le ho prese perchè mi piacevano, poi ne ho portata una a battere. All’epoca c’era solo l’incontro di Balangero, era un circuito unico con il Canavese. Invece adesso dal 2011 abbiamo fatto l’Associazione qui nelle valli di Lanzo, siamo circa 40 soci.

Le battaglie sono il culmine della passione, perchè sai che hai un animale bello e forte. Poi non hai più problemi a vendere i capretti, perchè gli altri appassionati cercano i capretti figli di capre che sono state reine. La maggiore soddisfazione è quando hai una regina, oppure quando ne vendi una e sai che vince magari in Val d’Aosta.

Mario ha un sogno che mi confida: “Riuscire ad organizzare un’amichevole tra Piemonte e Val d’Aosta, un anno qui, un anno da loro. E’ da un po’ che lavoro a questa cosa. I Valdostani vengono già alla finale per fare da giudici, così che nessuno abbia niente da dire e da protestare. Ci sono vari problemi, servono sponsor, e poi i costi di trasporto…

La passione l’ho presa dal nonno

Gabriel mi aveva contattata su Facebook chiedendomi se andavo anche da lui per l’intervista ai caprai. Non lo conoscevo e non sapevo quanti anni avesse. Poi mi ha spiegato chi è suo nonno, che avevo già visto alla battaglia delle capre di Locana. Non mi aspettavo però di trovare un ragazzino di 12 anni.

Gabriel e suo nonno Giovanni sono in alpeggio in un vallone laterale della Valle Orco, dove non ero mai stata prima. La stretta strada sale fin su alla diga e al lago di Teleccio, ma loro li incontro prima, una piccola baita ristrutturata proprio accanto alla strada. Le capre chiuse nelle reti, al riparo di un grosso masso. Gabriel è già sulla porta che mi aspetta, impaziente, anche se io sono in anticipo rispetto all’ora prevista. Mi dice che solitamente c’è anche la nonna, ma in questi giorni è andata via, poi mi porta subito dalle capre. L’intervista la faccio ad entrambi prima che inizino i lavori di giornata.

Ho sempre avuto capre, ho iniziato con una… quando lavoravo, le teneva mio papà, buonanima. Adesso è 17 anni che sono in pensione, lavoravo all’Azienda“, così racconta nonno Giovanni. E l’Azienda è l’AEM, azienda energetica municipale, che ha costruito le dighe e le centrali idroelettriche da queste parti. La passione del nonno è poi passata al nipote. “Sto su tutta l’estate, so mungere, qualche volta faccio io il formaggio.

Qui c’è una novantina di capre, ma ci sono altri due allevatori che le mandano in montagna con Giovanni e suo nipote. “Abbiamo la malattia per le battaglie, vediamo quelle che vincono tra le altre mentre sono qui, o al pascolo, e si sceglie quali portare. Quest’anno sono 30 anni che le facciamo, qui in valle. C’è gente che ha le bestie come mestiere, che hanno anche le mucche, e altri che hanno solo le capre per passione.

Mi piace portarle alle battaglie, se vincono mi piace ancora di più. Ho fatto la prima media, devo fare la seconda. Purtroppo quando ci sono poi le fiere e le battaglie io sono già in quella prigione… Preferirei andare tutti i giorni a piedi fino a Ceresole piuttosto che stare lì. Aiuto mio nonno anche quando siamo giù, non solo qui in montagna. Le capre che mi piacciono di più sono quelle cannellate.

Il latte munto serve ad allevare due agnelli che Gabriele ha avuto dal pastore che sale negli alpeggi più a monte. Quando invece c’è più latte, si fa anche qualche formaggio per autoconsumo.

Le mungiamo, poi le apriamo, le lasciamo da sole, in giornata andiamo su 2-3 volte con la macchina lungo la strada per vedere dove sono. Poi la sera andiamo a chiamarle per riportarle giù. Solo l’altra sera che pioveva sono arrivate da sole. Per adesso problemi con il lupo qui non ce ne sono stati.

Il gregge sfila lungo la strada asfaltata. C’è poco traffico, qualche turista straniero scende a piedi con grossi zaini, seguendo gli itinerari a tappe. “Saliamo all’inizio di maggio e solitamente stiamo su fino ad ottobre.

Al fondo del rettilineo, le capre vengono fatte deviare verso il torrente. “Vorrei avere 60 capre. Dopo la scuola voglio allevare capre, il nonno però dice che devo farle rendere. Penso che farò l’agrario… I miei sono d’accordo che faccio questo. Le capre mi piacciono perchè… le porto alla battaglia. La notte prima sono agitato, non dormo!

Un comportamento innato

Chi legge questo blog non ha più bisogno di sentirselo dire e raccontare, chi alleva animali ancora meno, ma… il mondo virtuale è sconfinato e fare informazione non è mai sbagliato. Soprattutto quando c’è tanta cattiva informazione e disinformazione.

Per il mio futuro libro sulle capre (ma ci andavo già anche prima), sto girando spesso per “Battaglie delle capre”. Manifestazioni dove gli allevatori portano i propri capi migliori. Sono capre di razza valdostana, con le corna, e sono le femmine a battersi (l’altro giorno una signora pensava fossero maschi, quindi specifico anche questo).

Queste immagini sono riferite alla battaglia che si è tenuta a Gressan (AO), un paio di settimane fa. Al mattino gli animali vengono iscritti e pesati, per definire la categoria in cui parteciperanno (un animale di 90 kg non viene fatto scontrare con uno di 50 kg), poi le varie fasi delle eliminatorie si tengono al pomeriggio.

 

(video di E.Marquis)

Contrariamente a quel che qualcuno può pensare, non c’è niente di imposto dall’uomo (nè tanto meno di cruento) in queste “battaglie”. Prima di mostrarvi immagini della battaglia tra questi animali, volevo invitarvi a guardare questo video, dove si vedono due capretti che “si scontrano” mentre sono al pascolo con le mamme. Hanno meno di un mese, ma guardate con che determinazione fanno le prove di quello che, in futuro, sarà un metodo per stabilire la supremazia nel gregge.

Queste invece sono capre adulte durante la battaglia in campo. Non sempre le due “contendenti” si battono, alcuni incontri terminano praticamente senza un vero e proprio scontro. Man mano che si procede nelle varie fasi, è più facile assistere ad incontri visivamente più belli.

 

Ecco un altro video, di un combattimento particolarmente interessante, durante la battaglia di Pont Saint Martin (AO) di domenica scorsa. Potete vedere come non ci sia proprio niente di violento e/o pericoloso per gli animali. Soprattutto è semplicemente quello che accade spontaneamente in ogni gregge di capre.

Le capre che partecipano a questi incontri sono particolarmente seguite dai loro allevatori. Guardate la gioia di questa ragazza dato che la sua capra è risultata reina di categoria… Questione di passione, una passione che inizia da bambini!

Mentre assistevo alla battaglia di Gressan, ho sentito una mamma promettere alla figlia un giorno di vacanza da scuola per festeggiare la vittoria della propria capra. Molti non capiranno, ma è come la passione per uno sport. C’è chi tifa per una squadra di calcio e chi per il proprio animale, allevato con tutte le attenzioni e anche con sacrifici, per 365 giorni all’anno.

Sono animali schietti ed istintivi, come chi li alleva

Ero già stata da Giuseppe lo scorso autunno, ma prima di avere l’idea di mettermi a raccogliere interviste per un libro su capre & caprai. Così sono tornata qualche settimana fa, momento in cui i capretti erano nel pieno della loro giocosa vivacità.

Ritrovo il posto, lui è intento a mostrare gli animali ad un altro giovane appassionato, che forse ha intenzione di acquistarne uno, poi dedichiamo un po’ di tempo a scattare qualche immagine. Per la chiacchierata/intervista andremo in un posto più comodo nella borgata poco sotto, dove gli animali sono stati nei mesi invernali. Qui sono all’aperto, con solo dei teloni come ricovero temporaneo in caso di maltempo.

Beppe è del 1988 ed è dal 1996 che ha le capre: “La prima mi è stata regalata, per qualche anno ho avuto solo quella, poi ho convinto i miei genitori e ne ho presa un’altra, dopo ho sempre allevato, solo in questi ultimi anni ho comprato delle fiurinà. E’ una passione, più che un lavoro. Già da ragazzino me le sono sempre guardate io, tutto l’anno. Fino al 2009 le seguivo estate inverno, fin quando andavo a scuola. I miei avevano le mucche, stavamo in alpeggio per conto di altri.

Poi d’estate ho iniziato a lavorare. Io non voglio dover chiedere niente a nessuno, per mantenerle lavoravo, e non è sempre facile riuscire. Ho fatto un po’ tutti i lavori, dal cameriere al parrucchiere, ultimamente vado a far la stagione estiva in Toscana, tre mesi e mezzo, così le mando in alpeggio. Ci sono su le mie e quelle di altri, ma senza sorveglianza, così ho già avuto anche degli attacchi da parte del lupo, adesso che è arrivato anche in Val d’Aosta.

(eliminatoria di Gressan, 8 maggio 2016, Brunella reina di II categoria)

Ne ho sempre portata qualcuna alle battaglie, con buoni risultati. Però da quando ho iniziato a mandarle in montagna, è cambiato tutto, perchè quando scendono sono più selvatiche. In Val d’Aosta questa passione per le cape c’è sempre stata, poi adesso le battaglie aiutano a mantenere la tradizione. All’inizio la cosa più bella di avere la mia capra, Coquette, era proprio portarla ai combattimenti!

Aveva anche ottenuto dei risultati, io ero un ragazzino, era una grande soddisfazione! La scelta della razza è partita da quella che mi avevano regalato, ma non ho mai avuto il pensiero di prendere delle capre da latte, mungere e fare il formaggio. Stai insieme al pascolo, vedi emergere il carattere di ciascuna, certe sono più affettuose, più riconoscenti. Il bello è l’autenticità di questi animali, sono schietti ed istintivi ed è anche la particolarità di chi le alleva.

Adesso vendo capre e capretti agli appassionati, c’è chi le cerca per l’estetica, chi per i combattimenti. Ben volentieri vendo i capretti maschi da vita, quest’anno me ne hanno presi 17 da fare dei becchi, ma è stata una fortuna! Hanno tutte il nome, le femmine, ai maschi invece un nome non lo do, tanto non li posso tenere.

Varie di primavera

Oggi piove e ce n’era anche bisogno, perchè lo strano inverno, conclusosi con qualche nevicata, aveva lasciato un’erba dura che non cresceva. La pioggerella di queste ore invece sta veramente tingendo tutto di verde brillante, prati e boschi.

Primavera e i pastori pian piano tosano le pecore. Chi le tosa prima di metterle fuori dalla stalla, finalmente al pascolo nei prati. Chi le tosa presto perchè salirà in montagna al mese di maggio. Poi man mano toseranno tutti e le varie squadre di tosatori si stanno muovendo qua e là tra le greggi.

Primavera e ci si gode il sole in pianura. Poi chissà, magari adesso inizia una vera e propria stagione delle piogge… Quest’anno comunque ho sentito cantare il cuculo oggi per la prima volta, però ci sono stati alcuni temporali con tuoni quando ancora era inverno, quindi (secondo gli antichi detti) ci aspetta un’altra annata strana.

Ci si godeva il sole anche in collina, l’altro giorno, in mezzo ai fiori che stanno sbocciando. Come sempre, è successo anche quest’anno. All’improvviso si è di nuovo qui a pensare che mancano meno di due mesi al momento in cui molti già partiranno per la montagna. Per me sarà dura vedere queste bestioline, le mie, partire per la montagna. Essere con loro ogni giorno è diventata una quotidianità irrinunciabile…

Primavera e riprendono le varie manifestazioni. Fiere, incontri di ogni tipo, comprese le battaglie. Queste immagini fanno riferimento alla Battaglia delle Reines di Fenis (AO) di domenica scorsa.

Il pubblico accorre numeroso, lo spettacolo è assicurato, anche se domenica la polvere rendeva tutto più confuso (o forse anche scenografico, dipende dai punti di vista). Mi colpisce sempre il clima di seria partecipazione a questi incontri, dove persone di tutte le età si ritrovano per stare in compagnia, godersi la giornata e la vista degli animali.

Come vi ho già detto molte volte, anche se la mia passione è più per altri animali, quando sono alle battaglie mi lascio coinvolgere e, soprattutto, cerco di cogliere attimi fotografici che possano trasmettere anche a chi li vedrà cosa significano questi momenti. Amore per le bestie e sicuramente non momenti cruenti o violenti.

A proposito di manifestazioni, battaglie e… capre, questa domenica 3 aprile l’appuntamento è a Carema, l’ultimo comune del Canavese, al confine con la Val d’Aosta. Tre giorni per la fiera di primavera, qui sul sito del Comune tutti i dettagli.

Varie in un giorno nevoso

Oggi c’è stato quello che in TV probabilmente definiranno un “colpo di coda dell’inverno”. Nevica, nevica fin in pianura. Una nevicata che sicuramente oggi infastidisce chi lavora all’aperto come i pastori, ma che nel giro di pochi giorni se ne andrà, visto che il ritorno del sole porterà poi temperature primaverili. Un sollievo pensare che, in montagna, c’è scorta di acqua per la prossima stagione estiva…

(foto I.Corniati)

Ecco una foto tra le tante che ho visto passare oggi su Facebook, scattata da un pastore nel Biellese, il suo gregge alle prese con la nevicata odierna.

(foto M.Laner)

Sempre un pastore e sempre sul social network, un bellissimo scatto che dimostra ancora una volta come pastorizia e biodiversità vadano di pari passo. C’è tutto un ecosistema che ruota intorno al gregge, qui vedete gli aironi bianchi, che però non sono che uno degli esponenti dell’avifauna che seguono le pecore per trovare più facilmente del cibo.

Veniamo alle manifestazioni. Con la fine dell’inverno, lentamente riprende un fitto calendario di iniziative legate al mondo zootecnico. Domenica scorsa, a Settimo Vittone (TO), ha preso il via la stagione delle battaglie delle Reines in Canavese, solo per fare un esempio… Quando vengo a conoscenza di eventi di vario tipo che penso possano interessare i lettori di questo blog, cerco sempre di comunicarvelo, ma se volete segnalarmi una manifestazione in qualsiasi parte d’Italia, scrivetemi, mandatemi le locandine, e io pubblicherò man mano.

Per questo fine settimana, in Val Vigezzo, 19-20 marzo 2016, 26° Mostra del Capretto Tipico Vigezzino a Santa Maria Maggiore (VB).

La settimana successiva, 28 marzo 2016, a Borno (BS) in Valcamonica, 4° Festa delle Capre. Sicuramente ci saranno altre occasioni di incontro per allevatori ed appassionati, ma… per vederle qui, dovete segnalarmele! Grazie.

Ancora battaglie

Andare a Locana per la rassegna e la battaglia delle capre è sempre una garanzia per vedere begli animali ed anche in gran numero. Così ovviamente è l’occasione per l’incontro di tanti appassionati, sia piemontesi, sia valdostani.

Quest’anno il freddo era meno intenso che nelle passate edizioni, ma comunque il luogo dove si tiene questa manifestazione in questa stagione di ore di sole ne ha ben poche e l’umidità del vicino ruscello si fa sentire. Man mano al mattino arrivavano i vari gruppi di animali, sui camioncini quelli che provenivano da più lontano, a piedi quelli locali.

La razza più rappresentata è ovviamente la Valdostana, sia perchè è tra esemplari di questa razza che avverrà la battaglia, sia perchè sono questi gli animali allevati prevalentemente da queste parti. E qui a Locana se ne vedono davvero di pregevoli, in tutte le diverse colorazioni.

Come vi ho già detto moltissime volte, ben vengano le battaglie se questo fa sì che si mantenga la razza, che si continui ad allevare questo tipo di animali. E’ una passione, ma anche uno “strumento” di gestione del territorio, sia per quello che riguarda i pascoli, sia per la fienagione.

Un serio problema è quello legato alla ricomparsa del lupo, dato che questi animali per la maggior parte dei casi non viene munta, quindi venivano lasciati liberi di pascolare in montagna. Pensate il danno affettivo, pensate al valore di un capo accuratamente selezionato come possono essere questi bellissimi esemplari. Senza contare poi il pregio se si tratta di capre che ottengono risultati all’interno del circuito delle battaglie!

I confronti inizieranno al pomeriggio, prima ci saranno i riconoscimenti anche per la mostra, questi saranno i premi. Ma a dire il vero non è questa la parte che mi interessa. Sì, perchè ogni volta che vado ad una di queste manifestazioni, sento parlare di polemiche e scontri più o meno accesi non tra gli animali, ma tra le persone!

Perchè bisogna rovinare con le parole una bella giornata di festa che attira tanti appassionati e molti sono giovani o giovanissimi? Non si possono considerare questi incontri come un semplice momento di ritrovo tra persone che hanno la stessa “malattia”?

Una passione che, non mi stuferò mai di mostrarvelo, inizia davvero dalla più tenera età. Sentiamo parlare di giovani che sprecano la loro vita, che se la rovinano in maniera assurda, invece con questa sana passione imparano anche un mestiere, imparano a prendersi cura degli animali, capiscono il valore delle cose, il tempo da dedicarci.

Le battaglie iniziano al pomeriggio, ma non mi fermerò a lungo. Le lascio a chi ha proprio la malattia per questo, rientro dalle mie capre, ormai le giornate sono sempre più corte. Gli echi delle polemiche mi arriveranno poi tramite gli amici, e ciò mi fa davvero dispiacere. Quindi, per tutti quelli che mi stanno facendo la battuta: “Porti poi anche le tue capre alle battaglie?“. Tranquilli… no, non lo farò. Mi basta vederle giocare tra di loro quando ne hanno voglia!!