Gli occhi sono sono mai sazi

A Bra (CN) anche quest’anno, così come accade con cadenza biennale, si è tenuta la manifestazione Cheese, dedicata a “tutte le forme del latte”. Certo, i formaggi erano i protagonisti, ma non solo. Io ho fatto un giro il primo giorno, venerdì mattina, riuscendo così a vedere quasi tutto senza una folla eccessiva. Gente ce n’era, ma chi c’è stato la domenica mi ha parlato di difficoltà nell’avvicinarsi alle bancarelle.

Tutte le forme e i colori del latte! E’ impensabile andare a Cheese ed assaggiare tutto, sia per limiti fisici, sia perchè ad un certo punto il nostro palato non ce la fa più ad apprezzare le differenze. Da qualunque parte avessi voluto iniziare la visita, formaggi freschi, stagionati, cremosi, piccanti, ma anche latticini e dolci a base di latte e derivati si mescolavano, intervallati da miele, vini… Quindi ho degustato soprattutto con gli occhi, senza stancarmi mai e lasciandomi sorprendere da forme e colori, per l’appunto!

Ogni tanto un assaggio era d’obbligo, anche perchè mi è capitato di incontrare sia amici che vedo solo qui, di due anni in due anni, e persino di essere riconosciuta da amici virtuali con i quali questo è stato il primo incontro! Produttori di varie parti d’Italia, chi mi segue qui sul blog, chi via Facebook, chi mi aveva contattata per informazioni, ricerche, ecc.

In questa prima giornata, pur tra il pubblico che iniziava ad affluire numeroso, si riusciva ad assaggiare con calma, se uno ne aveva l’intenzione, ed anche scambiare quattro chiacchiere con i produttori. Anche per loro c’era ancora la freschezza del primo giorno, ma la manifestazione si protraeva poi fino al lunedì, mettendo a dura prova la resistenza di tutti.

Io ho iniziato nel padiglione dei produttori italiani e mi sono lasciata trasportare da Nord a Sud, passando per tutte le possibili varietà di prodotti da latte ovino, caprino, vaccino, bufalino, misti, stagionati in ogni modo possibile ed immaginabile. Anzi, ogni tanto c’era pure qualcosa che mi riusciva difficile credere che fosse un formaggio, tanto era strano nella forma e nell’aspetto.

Un’altra sorpresa l’ho avuta vedendo uno stand che non mi aspettavo proprio di vedere qui. Il sabato ci sarebbe stato un convegno dedicato alla tematica delle speculazioni sugli alpeggi, di sempre più scottante attualità, soprattutto da quando chi di dovere ha iniziato a far venire a galla le prove. Non sono solo più illazioni, ci sono stati arresti, nomi sui giornali. E allora come mai questa cooperativa, scomoda protagonista di queste inchieste, partecipava a questa rassegna?

Per addolcirsi la bocca, qua e là il latte si trasforma anche in gelati, oppure in ricotta che poi viene impiegata per realizzare dolci tipici di vario tipo. Non mancavano anche tiramisù, panne  cotte, budini, pastiere e molto altro ancora.

Il mio vagabondare tra gli stand mi ha portata nella via dei Presidi, cioè quei formaggi che Slow Food tutela dato che sono quasi a rischio di estinzione. Piccole produzioni casearie del territorio, ciascuna realizzata da uno ridotto numero di produttori locali. Impensabile trasformarli in prodotti di massa, ma proprio questo è il bello della loro esistenza.

Vi erano presidi stranieri e presidi italiani, ciascuno con il loro pubblico di estimatori, venuti fin lì magari per acquistare proprio una forma di questo o quel formaggio, non avendo altrimenti la possibilità di andare a cercarlo nel luogo di produzione. Qui vedete il Cevrin di Coazze, presto protagonista di una festa nell’omonimo Comune, a metà ottobre.

Forme e colori, il viaggio tra i formaggi può anche portarci a scalare la strana torre rappresentata dal Montebore, prodotto in provincia di Alessandria, recuperato quando ormai era quasi solo più un ricordo.

Un vero e proprio viaggio lo proponeva la Regione Val d’Aosta nel suo stand. Ricalcando l’appena concluso Tor des geants, i partecipanti qui, muniti di schede, affrontavano un’impegnativa escursione tra gli alpeggi della Vallèe, degustandone le Fontine.

Nella piazza centrale intanto, dopo l’inaugurazione, si stava procedendo con discorsi ufficiali da parte delle Autorità e premiazioni di personaggi meritevoli nel campo, appunto della caseificazione. Non avevo voglia di ascoltare parole, per fortuna ero a Cheese in veste del tutto privata, così ho potuto tirar dritto e immergermi tra le vie di Bra.

I piccoli produttori delle aziende agricole piemontesi, le fattorie didattiche, erano collocate all’estremità opposta. Anche qui, vendita di prodotti, qualche animale per far capire CHI produce il latte e spazio per imparare toccando con meno.

Per il pranzo, Bra abbonda di ottimi ristoranti, ma quella era una calda giornata di sole e il cibo di strada la scelta più indicata per una manifestazione del genere. Ampio spazio era dedicato, un po’ ovunque nella cittadina, ai più disparati alimenti che, in Italia, vengono prodotti e consumati sul posto. Dagli arancini di riso alle olive ascolane, focaccia di Recco, panino con la salsiccia di Bra, gelati e molto altro, accontentando i gusti di tutti.

Mi mancava tutta la parte degli affinatori, dove ancora di più la vista (e l’olfatto e il palato, volendo e potendo ancora!!) poteva soddisfarsi con una miriade di formaggi diversi. Oltre all’Italia, c’erano tutti gli stranieri, i vicini francesi e svizzeri, ma anche Americani, Inglesi, Olandesi, Sloveni, Irlandesi, Tedeschi… Ve l’ho detto, era uno spettacolo. Mettere qui tutte le foto sarebbe eccessivo e complicato, ma chi mi segue su Facebook può vedere l’intero album, come sempre.

Non manca mai questo affinatore di formaggi davvero strani che non sembrano nemmeno commestibili! Eppure c’era chi ne acquistava… Sicuramente l’aspetto visivo e la presentazione di tutte queste bancarelle hanno un ruolo determinante nell’attirare il pubblico. Probabilmente però certi formaggi sono davvero riservati ad alcuni intenditori e non al palato di tutti!

Alla bancarella del Tête de Moine, DOP svizzera, alle donne di passaggio veniva regalato un fiore di formaggio. Quale dono può essere più apprezzato? Anche quest’anno, come per le passate edizioni, devo dire che rimpiango la mancanza di tanti piccoli produttori che ricordo esserci stati nei primi anni di Cheese, comunque valeva la pena andare, anche solo per vedere tutto questo (che qui vi ho mostrato proprio solo in minima parte).

Infine, è anche sempre piacevole aggirarsi per Bra, tanto più se animata da manifestazioni come questa. Musicisti di strada, vetrine addobbate a tema, negozi di tutti i tipi e un’atmosfera da cittadina cosmopolita che forse non è generalmente associata, come luogo comune, al Piemonte. Arrivederci al 2017…

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La Fiera dei Santi a Vinadio

L’ultima domenica di ottobre a Vinadio (Valle Stura, CN) si tiene la Fiera dei Santi, giunta alla 159° edizione. La Mostra della Pecora Sambucana, ad essa abbinata, invece quest’anno festeggiava il 29° compleanno. Essendo stata a Bobbio Pellice al mattino, sono arrivata a Vinadio solo nel primo pomeriggio.

Risalendo la valle lungo la strada secondaria nell’inverso, qua e là ho visto animali al pascolo, vacche e piccole greggi di pecore. Una bella giornata di sole autunnale, quest’anno i prati sono tutti verdi di erba grazie alla stagione estiva straordinariamente piovosa. E così, fin quando non verrà a nevicare, si può pascolare all’aperto.

Come sempre, la cornice della Mostra è il forte di Vinadio. La fiera si svolge sia per le vie del paese, sia nelle piazze, ma data l’ora io punto direttamente sul luogo in cui vi sono gli animali. La premiazione è già avvenuta, ma qualcosa da vedere e qualcuno con cui chiacchierare lo troverò di certo.

Non mancano le bancarelle di prodotti artigianali, prodotti tipici agroalimentari. Formaggi, salumi, aglio, miele, frutta… C’è tantissima gente, il mercato è troppo affollato, quasi non si va avanti tra la ressa, quindi scendo nel forte per raggiungere lo spazio dedicato alle pecore.

Gli animali, tutti ovini di razza sambucana, sono nei loro box, suddivisi in base al proprietario. Pecore e agnelle di età differenti, montoni, anche qualche madre con l’agnellino, pecore bianche, pecore nere. I giudici le hanno valutate e scelte per la premiazione in base alle loro caratteristiche.

Infatti, nello spazio centrale, ci sono gli animali che sono stati selezionati e che hanno valso un premio ai loro allevatori. In questi 29 anni di mostra tanto è stato fatto per il recupero e la valorizzazione di questa razza ovina autoctona, oggi conosciuta ed apprezzata soprattutto per la carne (agnellone).

La sambucana è bianca o nera… ed anche questa categoria ha avuto i suoi soggetti premiati! Intorno agli animali a quest’ora ci sono soprattutto turisti, curiosi e tanti bambini, affascinati dalle pecore.

I bambini delle scuole hanno anche realizzato dei lavoretti a tema, con la lana e la storia della pecorella smarrita ritrovata dal pastore. Poi ci sono delle pecore dai colori tanto improbabili quanto simpatici.

Ancora lana, con le anziane signore che mostrano la loro abilità nella filatura. Gesti, conoscenze, capacità che vanno perdendosi. Nonostante da anni si parli di recupero della lana, valorizzazione della lana, per la maggior parte dei pastori la tosatura resta comunque un costo.

Oltre alle pecore nei box, un gregge locale è stato condotto qui quasi al completo, per far apprezzare ai visitatori gli animali, per dare appunto l’idea di cosa sia un gregge. Gli animali attendono pazienti. E’ stato dato loro del fieno, ma si sazieranno solo più tardi, quando finalmente verranno condotti al pascolo.

C’è il banco delle attrezzature, dove trovi un po’ di tutto, dalle reti alle forme per i formaggi, ma quello che attira sempre maggiormente è l’angolo dedicato a campane e campanacci. In questo caso meno spazio ai rudun per i bovini, prevalgono canaule e campanelle per pecore e capre.

Per concludere in bellezza, si può salire al piano superiore, dove tra caldarroste e vin brulè si può ascoltare e ballare musica occitana. E’ festa per tutti. La stagione si chiude con queste fiere. Presto potrebbe arrivare la neve, gli animali smetteranno di pascolare all’aperto, andranno in stalla.

Riparto da Vinadio con un vassoio di crouzet. Mi dicono di cucinarli subito, la sera stessa, ma sono raccomandazioni superflue! Questa pasta, simile alle orecchiette, lega la sua leggenda al nome di Giovanna d’Angiò. Se volete saperne di più, leggete qui cosa si dice a tal proposito. E’ ora di ripartire, con il cambio dell’ora le giornate si sono accorciate. Ma di fiere ce ne sono ancora, nelle prossime settimane. Un appuntamento sicuramente da non perdere è quello di un’altra Fiera dei Santi, quella del 2 novembre a Luserna San Giovanni (TO).

Mi permetto di ricordarvi che proprio a Luserna porterò in anteprima il mio libro “Pascolo vagante 2004-2014”. Vi aspetto!!

Pecore del Nord-Est

Prima di parlarvi della Pecora Brogna, comunico agli amici del Nord Est che da giovedì sarò in Friuli, fino a domenica. Il 21 settembre presenterò “Lungo il Sentiero” nell’ambito di Pordenonelegge, ore 10:00 in Piazza della Motta. Venerdì però sarò a Tolmezzo e sabato a Pordenone, ma gli impegni riguardano i miei accompagnatori, pertanto… se qualche amico del blog volesse portarmi per greggi o malghe, contattatemi!

Adesso però torniamo in Veneto. Anche in questo caso, dopo aver saputo che andavo ad Erbezzo per presentare il mio romanzo, un amico mi ha invitata a vedere il suo gregge. Si tratta di un giovanissimo pastore che già ci aveva raccontato la sua storia. Così ci incontriamo in piazza e poi risaliamo le colline fino al prato dove le pecore stanno pascolando, chiuse in un ampio recinto.

(foto E.Pollo)

Mirko ha chiesto un permesso dal lavoro per incontrarmi e mostrarmi il suo gregge. Lavora presso un’azienda viti-vinicola della zona, ma è chiaro che la sua grande passione siano le pecore. Cova anche il sogno di diventare pastore full-time, anche se sicuramente non è una scelta facile.

Il suo piccolo gregge è composto da animali di razza Brogna (quasi in purezza) razza locale a rischio di estinzione che attualmente è in fase di recupero. Le pecore sono belle e ben tenute, l’erba non manca e… mentre siamo lì, un contadino viene ad offrirgli pascoli appena oltre la strada che risale tra le colline. “Vado dalle pecore tutte le mattine prima di andare a lavorare. Controllo che tutto sia a posto, che nessun animale sia rimasto impigliato nelle reti o abbia rovinato il recinto. Passano lepri, caprioli… Metto 4-5 reti che abbiano da mangiare per qualche giorno, poi le sposto.

La passione di Mirko è davvero grande. Gli animali alzano la testa tutti insieme appena lui li chiama, ma il più domestico in assoluto è il montone, che richiede le nostre attenzioni per tutto il tempo che rimaniamo lì a chiacchierare. Mirko mi fa mille domande, chiede consigli. E’ in contatto con i pastori della zona, qui ci sono piccoli allevatori, oppure passano i grossi greggi in discesa, che poi si spostano verso la pianura. Ma è zona di vigneti, quindi per i transumanti c’è poco spazio.

La pecora Brogna sarà poi tra i protagonisti della Fiera di Erbezzo il giorno successivo. L’Associazione per la tutela di questa razza, nell’ambito della 107° fiera del bestiame in questo comune della Lessinia, per la prima volta ha organizzato una rassegna dedicata alla pecora. Per essere il primo anno, c’è già un buon numero di appassionati partecipanti.

Io dovrò ripartire prima della premiazione e prima di vedere/assaggiare la “porchetta di pecora”. Come mi dicevano gli amici di Erbezzo, uno dei loro slogan è “mangiarla per salvarla”. Oltre al recupero della razza, è necessario anche favorire il consumo di carne ovina, poco conosciuta anche da queste parti. Si sta però investendo sulla valorizzazione tramite anche la trasformazione in salumi, ma anche sulla lana, particolarmente pregiata.

La fiera richiama molto pubblico, ci sono le “normali” bancarelle tipo mercato, ma poi accanto agli animali troviamo i banchi delle sellerie, con tutte le attrezzature specifiche per l’allevamento e la caseificazione.

Cambiamo un po’ genere di campanacci e collari, rispetto a quello che siamo abituati a vedere in Piemonte. Un giro rapido per la fiera, tra macchinari e bancarelle varie, ancora un saluto agli amici incontrati il giorno precedente.

Arriva anche qualche bovino, ma non sono più i grandi numeri della fiera di Erbezzo di un tempo. Gli organizzatori sperano di riportarla agli antichi fasti, quando lo spazio della fiera era per metà occupato dagli animali ed i commercianti venivano a vendere e comprare.

Ci sono anche produttori di formaggio, come questo giovane allevatore di capre e pecore. Mi racconta il ritrovamento di un suo agnello mangiato dal lupo… Il tema scottante continua ad aleggiare su tutta la fiera. Per me però è davvero ora di rientrare in Piemonte, agli altri impegni che mi aspettano, così saluto e riparto. L’impegno è di tornare il prossimo anno, magari trovando ancora più allevatori che parteciperanno con i loro animali.

La transumanza con la pioggia

La due giorni delle transumanze (erano numerose le iniziative organizzate in tutto il Piemonte) si è svolta all’insegna del tempo autunnale, umido e talvolta decisamente piovoso. Per gli allevatori, anche se avrebbero preferito il sole, quello che era da fare si faceva lo stesso… L’afflusso di turisti invece ne ha risentito.

Vi parlerò ovviamente di Novalesa, dove ho partecipato a diverse iniziative. Ha avuto un buon successo la mostra targata ProPast “Pastori piemontesi nel XXI secolo”, che dopo questa inaugurazione verrà esposta in numerose altre occasioni. Grande pubblico anche per la presentazione ufficiale di “Di questo lavoro mi piace tutto”, tenutasi alla sera  insieme alla proiezione di un film sulla transumanza 2011 a cura di Pietro Rivetti, alla lettura di testi da parte dei bambini delle scuole ed alle evocative immagini dell’amica Barbara Stefanelli.

Il giorno successivo al mattino non si incontrava quasi nessuno per le pittoresche vie del borgo. Gli espositori stavano allestendo i loro stand e gli abitanti del paese svolgevano le loro abituali attività domenicali, ma la pioggerella sottile faceva presagire poco di buono. Intanto si rincorrevano voci sulla reale posizione del gregge, che la sera prima non era sceso a valle.

Gli stand potevano essere visitati con tutta calma, apprezzando i caldi colori naturali della lana e dei manufatti  esposti da Gaia, proveniente dalla provincia di Verbania, o i colori più accesi della ligure “La Matassa Ultravioletta“.

Giangili il cantastorie non aveva potuto installare tutti i suoi pannelli e si era rifugiato con la sua musica meccanica al riparo di un portico ed intratteneva i primi visitatori con le sue suggestioni fatte di suoni, colori e parole.

Sasha e le sue creazioni in feltro si erano rifugiate in un altro androne delle case e cortili  che si affacciavano sulla Via Maestra, dove nel pomeriggio era attesa la transumanza. Sua mamma filava, suo papà suonava, coadiuvato dai nipoti, e si continuava a guardare all’insù aspettando che smettesse di piovere.

All’imbocco della via c’erano gli amici Silvio e Tiziana (prossimi alle nozze, auguri!). Silvio d’le cioche aveva creato nuove campane per l’occasione ed ancora una volta ha voluto omaggiarmi di un nuovo elemento che andrà ad arricchire la melodia della nostra prossima transumanza.

C’era poi dell’artigianato a tema pastorale, simpatiche  idee per rallegrare la nostra casa anche senza avere animali  “vivi” a cui dover pensare quotidianamente.

Non mancavano due espositori di formaggi ed alcune altre bancarelle di prodotti agroalimentari, dai salami alle mele, dalle zucche alle patate. Ma il gregge, dov’è??? Intanto, per fortuna, nel primo pomeriggio aveva smesso di piovere ed era uscito qualche timido raggio di sole.

Forse erano state le melodie delle campane di Giovanni Mocchi a far sì che la festa potesse essere tale, senza la pioggia (utile sì, ma in questo caso guastafeste?).

Mentre finalmente il gregge era stato avvistato, durante la sua discesa scenografica lungo le le strette curve della pista che porta all’Alpe Prapiano, cavalli e cavalieri hanno dato il via alla sfilata nella via. Complice il meteo, anche il pubblico stava  iniziando ad arrivare. Non erano le folle dello scorso anno, quando la meravigliosa giornata di sole aveva richiamato migliaia di persone, ma comunque sui due lati della strada iniziavano ad esserci le “due ali di folla” come ad una tappa del Giro d’Italia.

Prima delle pecore, ecco un margaro locale con le sue vacche, che attraversano il paese orgogliosamente a testa alta, facendo risuonare  i rudun indossati  per l’occasione.

Ancora qualche minuto di attesa e poi finalmente il fiume di pecore invade Novalesa. Anche se è una scena già vista, anche se è un’esperienza già vissuta decine e decine di volte, in tante transumanze, l’emozione è sempre forte, lo spettacolo unico, magico, senza tempo.

Far passare qui una transumanza è un’idea vincente. La cornice del paese è un qualcosa di speciale, dare a gregge e pastori la Via Maestra è renderli protagonisti, dire che sono loro al primo posto nella vita delle Terre  Alte, delle nostre montagne.

Belati, campanelle, le esclamazioni stupite dei bambini, il gregge scorre per lunghi interminabili minuti. La domanda più comune riguarda il “quante sono”, poi c’è chi immagina chissà quanti padroni o ancora chissà quale destino per i giorni a venire. Non tutti conoscono il pascolo vagante…

Il  gregge man mano esce dal paese, la fila si assottiglia, ma non si spezza come lo scorso anno, anche perchè c’è meno gente e premere lungo i fianchi, a mettersi in mezzo per scattare foto, filmare o accarezzare un agnello.

La  fine della colonna, dopo resterà solo lo “sporco” sul selciato. Ma Novalesa è un paese antico, c’è modo di far passare l’acqua del Cenischia e lavare tutto in poco tempo. La gente se ne va insieme alle pecore, segue il gregge domandandosi dove andrà.

La tappa per quella sera è nei prati vicini all’abbazia, poi l’indomani verranno i camion a caricare il gregge. “Scende con i camion perchè lo scorso anno, a piedi, ha tribolato troppo“, spiega alla gente che fa domande uno degli aiutanti del pastore. “Verranno a caricarne un primo gruppo, poi vanno giù e scaricano, poi vengono a prendere le altre. Non c’erano 9 camion liberi tutti insieme“. Ora ho capito perchè il gregge non è sceso la sera prima, dev’esserci erba per sfamare gli animali fin quando si completeranno queste lunghe e difficili operazioni. Ma la gente che ride, chiacchiera, saluta il pastore queste cose non le immagina…

Dovete esserci!

Cari amici  di questo blog… Se siete Piemontesi, non potete mancare a queste   iniziative!!! (E se non lo siete vi accoglieremo ancora più volentieri!) Scherzi a parte, spero di incontrarvi in occasione di questi importanti eventi pensati per avvicinare il mondo degli alpeggi e della pastorizia al “grande pubblico”. Una delle premesse per garantire continuità all’attività tradizionale di pastori e margari è proprio quella di essere conosciuta e valorizzata, di modo che anche i suoi prodotti vengano ricercati ed apprezzati.

Oggi e domani vi aspetto a Novalesa per la Giornata della Transumanza. Anche se il meteo non è dei migliori, l’attività dei pastori avviene sempre e comunque, quindi è importante che siate voi a far sentire loro il vostro calore e la vostra presenza. Anzi, sarà proprio vivendo una transumanza autunnale, forse bagnata (domani il tempo dovrebbe migliorare) che capirete meglio cosa vuol dire fare il pastore.

La manifestazione si apre oggi alle 16:00 con l’inaugurazione della “mia” mostra fotografica targata Propast, sui ” Pastori piemontesi del XXI secolo”, con proiezione di immagini sulla pastorizia. Segue, stasera alle 21:00, la prima presentazione ufficiale di “Di questo lavoro mi piace tutto“, il mio ultimo libro. Il tutto nella sala polivalente di Novalesa. Sempre questa sera, proiezione di foto dell’amica Barbara Stefanelli e presentazione della mostra di campanacci di tutto il mondo di Giovanni Mocchi. Filmato sulla transumanza dello scorso anno di Piero Rivetti. Domani, domenica 30 settembre, nei vicoli e nelle piazzette adiacenti a Via Maestra, dalle 9:00 alle 18:00 banchi espositivi a tema allevamento e pastorizia, degustazione di patate presso l’ex municipio. Intorno alle 14:30, discesa di mandrie e greggi lungo la Via Maestra: cavalli del Comitato Regionale Piemonte Fitetrc-Ante, asini, mucche e pecore, fra cui un gregge di circa 3.000 capi.  Nel corso della giornata è attivo un servizio di minibus per le visite all’abbazia dei SS. Pietro e Andrea e per scoprire gli altri siti culturali di Novalesa (chiesa parrocchiale di Santo Stefano, museo etnografico di vita montana in Val Cenischia, casa degli affreschi…). La mostra sui pastori piemontesi sarà visitabile tutto il giorno nella Sala Polivalente.                                    Informazioni: Comune, tel. 0122/653333.

Inizio ad anticiparvi un altro importante evento che si terrà a Saluzzo nel mese di ottobre.  FORM-ALP formaggi di montagna, Mostra mercato di formaggi d’alpeggio e di formaggi ovicaprini artigianali di montagna nella”capitale dei margari” il 13 e 14 ottobre, organizzato nell’ambito del progetto ProPast. Riporto di seguito il programma.

SALUZZO
Antiche Scuderie Fondazione Amleto Bertoni
(Piazza Montebello, 1)
Ingresso gratuito
Degustazioni gratuite con possibilità di prenotazione a partire da sabato 13 ottobre dalle ore 16.00 in sede fieristica, fino a 10 minuti prima della degustazione fino ad esaurimento posti (max 30-35)
Sabato 13 ottobre 2012
ore 16.00 – Presentazione della Mostra curata da  Propast “Pastori Piemontesi del XXI secolo” a cura di Marzia Verona.
La mostra “Pastori Piemontesi del XXI secolo” sarà visitabile per tutta la Fiera: una mostra fotografica per presentare il quadro generale della pastorizia piemontese attuale, la storia, i numeri, le razze allevate, i protagonisti e le principali problematiche
ore 16.30 – Incontro aperto al pubblico sul tema:
La valorizzazione del latte e della carne ovicaprina: aspetti normativi, prospettive economiche, condizioni per la costruzione di filiere ‘pastorali’ locali”
Moderazione: Michele Corti – progetto Propast
Relatori: Guido Tallone (trasformazione latte), Emilia Brezzo (trasformazione carne), i veterinari del Servizio Veterinario ASL CN 1 di Saluzzo  (Dario Gentile, Ponso Mario, Martinelli Giancarlo per gli aspetti igienico-sanitari)Piero Sardo (Slow Food).
Seguiranno interventi dei produttori.
ore 18.30 – Presentazione del libro “Formaggi d’altura” di Beppe Caldera (Ed. Vivalda), con la partecipazione dell’autore.
Il volume rappreseneta un viaggio tra 175 alpeggi in 75 vallate delle Alpi tra Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Per ogni tappa una scheda informativa e la relativa documentazione fotografica. Un cammino sulla via dei formaggi di malga, d’alpeggio e di grangia, per scoprire un arcobaleno di produzioni e di sapori che sanno restituire il gusto della montagna e della professione universale del pastore-casaro. Un libro speciale che stimola la scoperta personale, invita a una sorta di caccia ai tesori delle nostre terre alte dove le vacche d’alpeggio danno una materia prima con la quale nascono prodotti straordinari, capaci di trasmettere i sapori della terra. Tutto ciò grazie alla natura particolare degli ingredienti di base, cui si associa il sapere antico della tradizione che ha saputo adattarsi alle tecnologie casearie più attuali per garantire, insieme alla qualità, gli standard igienici e la salubrità del prodotto.
Interverranno Beppe Caldera e Michele Corti
ore 19.30 – Al termine della presentazione degustazioni guidata a tema, condotta da maestri assaggiatori, tra cui Beppe Caldera (Onaf Torino) e Guido Tallone (Onaf Cuneo) con i formaggi d’alpeggio degli espositori
 
Domenica 14 ottobre 2012
Apertura della Mostra Mercato dalle ore 9.30 alle ore 19.30 con presenza di produttori d’alpeggio e di montagna delle province di Cuneo e Torino e di alcuni produttori di altre province piemontesi e della Lombardia. In vendita anche prodotti a base di carne ovicaprina e di lana
ore 10.00 – Incontro aperto al pubblico sul tema:
Gli alpeggi di fronte a nuovi e vecchi problemi. Basta la passione per continuare? Ne parlano i giovani protagonisti”
Introduzione: Michele Antonio Fino – Presidente Fondazione Amleto Bertoni
Moderazione: Luca Battaglini – Progetto Propast
Testimonianze di giovani alpeggiatori delle Valli di Cuneo e Torino coordinate da Luciano Varetto (Corriere di Saluzzo)
Interverrano : Enrico Raina (Regione Piemonte, Ufficio decentrato di Cuneo), Luigi Ferrero (Servizio Sviluppo zootecnica Regione Piemonte)
ore 12.30 – Degustazioni guidate a tema, condotte da maestri assaggiatori, tra cui Marco Imperiali (Onaf Varese) e Lorenzo Lenta (Onaf Torino), con formaggi ovicaprini artigianali d’alpeggio
ore 17.30 – Presentazione del libro “Di questo lavoro mi piace tutto. Giovani allevatori del XXI secolo”(Ed. L’artistica, Savigliano) di Marzia Verona
Ragazzie ragazze appassionati di allevamento, chi per tradizione, chi per scelta. Capre, vacche, pecore, da latte, da carne e persino “da compagnia” fanno da sfondo alle loro storie. C’è chi vive di allevamento, chi sta facendo di tutto per iniziare un’attività e chi invece è costretto a mantenere questo aspetto alla voce “hobby”. Attraverso le loro parole, raccolte tra il 2010 ed il 2012 in Piemonte, Valle d’Aosta, ma anche con contributi da altre parti d’Italia pervenuti attraverso il web, si va alla scoperta di un mondo dove ci sono persone che si rimboccano le maniche e si danno da fare per coronare il loro sogno attraverso un mestiere che concede poco o nulla al tempo libero.
Interverrà Marzia Verona
ore 18.30 – (a seguire la presentazione del libro)   Degustazioni guidate a tema, condotte da maestri assaggiatori, tra cui Marco Imperiali (Onaf Varese) e Lorenzo Lenta (Onaf Torino), con i formaggi vaccini e ovicaprini artigianali d’alpeggio
Nel corso della giornata sarà possibile partecipare ad alcune attività: organizzate da alcune delle ditte espositrici:
Mini-laboratori di lavorazione del feltro a cura di “La pecora nera” di Sasha De Bettini. (Az. agr. La Foulia di Bettini Luca, Torre Pellice -To)
Visita guidata (ore 10-12 e 14-19) ad un’azienda di margari e in particolare la stalla con gli animali (non solo bovini ma anche asini, pecore capre, oche, tacchini, conigli) nel comune di Saluzzo (Az. Agr. Aglì Stefano) svernante presso Cascina Colombero , Fraz. Cervignasco 4
I responsabili del progetto Propast (Luca Battaglini, Michele Corti, Marzia Verona saranno disponibili per spiegazioni sul progetto e sulla realtà pastorale attraverso l’illustrazione della Mostra e la presentazione delle aziende espositrici).
Organizzazione Fondazione Amleto Bertoni di Saluzzo (Cn), Progetto Propast Regione Piemonte, Agenform (Moretta, Cn)e con la collaborazione di Slow Food e Onaf con il patrocinio di Comune di Saluzzo, Arema, ADIALPI, Coldiretti, CIA e Confagricoltura.
Info: Segreteria Fondazione Bertoni Piazza Montebello, 1 12037 Saluzzo (CN)
Tel. 0175 43527 Fax 0175 42427 info@fondazionebertoni.it   www.fondazionebertoni.it/

Eventi da non perdere

In attesa di un post più corposo, visto che il materiale arretrato non mi manca, per adesso vi consiglio di prendere l’agenda e segnarvi un po’ di appuntamenti.

Iniziamo dal 14 settembre, quando a Pragelato si terrà l’annuale fiera (Fiera Zootecnica dell’Escarton).

Sempre più ricco poi il calendario delle Feste della Transumanza. Iniziamo il 15-16 settembre a Baceno (VB), dove all’Alpe Crampiolo si terrà la Festa dul Scarghè. Qui potete scaricare la locandina dell’evento. Negli stessi giorni, in un’area abbastanza limitrofa, Scarghià Cheggio, 15-16 settembre ad Antrona (VB). Qui il programma della manifestazione e qui la locandina.

Anche il 29-30 settembre sarà molto difficile decidere dove andare… Cominciamo con Novalesa (TO), dove per il secondo anno si terrà la festa della transumanza. In attesa di avere il programma dettagliato dell’evento, vi anticipo che sabato 29, ore 21:00, presso la Sala Polivalente, si terrà la prima presentazione del mio ultimo libro “Di questo lavoro mi piace tutto”, ma già il pomeriggio alle ore 16:00 tra le altre cose verrà inaugurata la mia mostra targata ProPast “Pastori piemontesi nel XXI secolo”. Il passaggio di gregge, mandrie, asini e cavalli avverrà la domenica 30.

Sempre il 29 settembre a Premia (VB) si terrà “Tempo di migrar”. Qui il programma. Anche a Pont Canavese (TO) “La Transumanza” andrà in scena nelle stesse date e qui sul sito trovate tutti i dettagli.

Ancora altri eventi da varie parti delle Alpi segnalati qui. E voi, a quale di queste manifestazioni parteciperete?

Dagli amici

Oggi un po’ di comunicazioni, foto e racconti che mi arrivano dagli amici del blog. Iniziamo con una “sorpresa” che richiama tristi ricordi. Proprio un anno fa ci lasciava Luigi “le berger” Cominelli e Parre, il suo comune di origine, gli dedica una mostra fotografica. L’invito per l’apertura della mostra, sabato 4 agosto, me l’ha mandato Caterina, sorella di Luigi, che ringrazio per il gentile pensiero. Spiace non poter andare, ma chissà che non riesca a visitarla prima del 31 agosto, data di chiusura? Intanto mi ha colpita, cercando sul web, il numero di siti (svizzeri) che hanno dedicato una pagina ed un ricordo a Luigi. Eccone alcuni: La Tribune de Geneve, Hommages, Agrifutura, 24 heures

Qui invece salutiamo l’amico Giacomo, ritratto con il nipotino Samir insieme al pastore Giovanni. Eravamo nel mese di maggio ed il gregge si apprestava ad iniziare la risalita verso i pascoli dell’alpeggio in Valchiusella.

Tutte le foto che vi mostro adesso invece ce le manda Elena Magonara, figlia e sorella di pastori. E’ sempre il mese di maggio ed il loro gregge si sta spostando alle prime luci dell’alba.

Quando sorge il sole le pecore sono ancora in cammino… “Le foto sono state scattate da me sabato 19-05-2012 alle 4 di mattina, riguardano la piccola transumanza del gregge di mio papà Maurizio e mio fratello Luca da Cologna Veneta (VR) a Bonavigo (VR) verso l’Adige… Alcune foto non sono venute scattate bene perchè stavo camminando anchio……!!!!“.

Ecco il gregge che svolta verso il fiume, quando ormai si è fatto giorno. Come vedete testimonianze di pascolo vagante arrivano da tutto il Nord Italia…

Un bel gregge anche quello dei Magonara, il cui cognome infatti mi era noto, avendolo sentito nominare da altri pastori qui in Piemonte.

Le scene sono quelle già viste tante volte, la discesa dall’argine verso il fiume, a trovare pascoli, refrigerio ed acqua per dissetare gli animali.

Ecco, per finire, un’immagine del fratello di Elena. Buon cammino anche a questi pastori…

Rimanendo nel Nord Italia, ma cambiando regione, inizio ad anticiparvi che tra un mese sarò in Trentino al festival “Tra le rocce e il cielo“, che si terrà a Vallarsa (TN) a partire dal 30 agosto. Io sarò presente il 31/8 al pomeriggio (ore 14:00, CONVEGNO UOMO E MONTAGNA: PAESAGGI IN TRASFORMAZIONE. INVERTIRE LA TENDENZA: IL RITORNO CONSAPEVOLE ALLA MONTAGNA. OPPORTUNITA’ E RISCHI), presentando il mio nuovo libro “Di questo lavoro mi piace tutto“,  ed il 1/9 (ore 18:15, LE ATTIVITA’ UMANE E I GRANDI CARNIVORI SULLE ALPI: UNA CONVIVENZA POSSIBILE?). Qui tutto il programma della manifestazione. Vi aspetto!

Appuntamenti e foto

Purtroppo il maltempo andrà a guastare la festa laddove domenica sono previste manifestazioni all’aperto, però era ora che piovesse! Chi non ha ancora tosato le pecore da una parte è preoccupato per i giorni che passano e pensa alla salita in montagna con poca lana sulla groppa. Dall’altra parte però gli animali non stanno male con una calda coperta e simili temperature…

Dove stanno facendo la danza del sole per domenica è sicuramente a Carema (TO). Lì infatti si terrà la fiera di Primavera, con Battaglia delle capre, rassegna ovi-caprina, Mostra dell’Asino e del Mulo.

Qui vedete orari e dettagli della manifestazione. Ringrazio gli amici che mi avevano invitato, ma difficilmente riuscirò ad essere presente. Speriamo il maltempo conceda una tregua…

Sabato 14 invece a Sparone (TO) si terrà un convegno sul futuro degli alpeggi. Ho già partecipato alle passate edizioni di questo evento e vi erano state interessanti occasioni di dibattito. Qui trovate la locandina in formato originale.

In tutt’altra area d’Italia (Potenza) è in corso la mostra “La Podolica… Mille anni che sono qui.”

Un po’ di foto arretrate, ad esempio quelle che, dal Biellese, ci manda l’amico Pier. Ecco la Baraggia innevata. Terra di pastori da sempre, ma pure lì ci sono “nuove presenze” che vogliono sfrattare la pastorizia… In questo caso si tratta del poligono militare. Ho saputo che dei pastori presenti in zona sono stati accusati di “spionaggio militare” per esser stati trovati da quelle parti con i loro animali e fuoristrada al seguito.

Erano i giorni della neve ed ecco qui un agnello che chiama la mamma. Complimenti davvero a Pier per le bellissime immagini.

Foto con pecora nera. Questo non è che uno delle greggi che passano da quelle parti. L’incontro di Pier è stato casuale, mentre si era recato per l’appunto in Baraggia a Candelo per scattare foto.

Le pecore sono del pastore Federico Seletto, che vediamo qui accanto al fieno che necessariamente aveva dovuto utilizzare per sfamare il gregge nei momenti più difficili del passato inverno.

Concludiamo con uno scatto molto più attuale di Carlo, che intitola questa immagine “Pic-nic di Pasquetta sull’erba“.