Appuntamenti vari

Un po’ di segnalazioni, anche se sicuramente gli eventi in questa stagione sono moltissimi. Inizio con un convegno  cui parteciperò.

In Veneto, a Vicenza, venerdì 17 giugno alle ore 15:00 si terrà l’incontro “I pastori, i custodi degli animali e dell’ambiente: verso politiche migliori per sostenere il pastoralismo. Casi di studio dal mondo”. Qui il programma completo. L’ingresso è libero. Per chi fosse interessato, avrò con me le mie pubblicazioni.

Sempre questo fine settimana, dal 18 al 20 giugno, a San Bernardo di Conio festa del Pastore, transumanza da Albenga al Bosco delle Navette. Qui tutto il programma nel dettaglio, per unirsi a gregge e mandria e seguire la transumanza.

Altre due feste in Francia. Sono stata ieri a quella di Nevache (abbastanza deludente, rispetto a passate esperienze oltralpe… ma ve ne parlerò prossimamente). Locandine fotografate nelle vetrine di Barcellonette: domenica 26 giugno, a Guillaumes e sabato 2 luglio proprio a Barcellonette. Il 17-18-19 invece c’è una delle più storiche manifestazioni di questo genere in Francia. C’ero stata anni fa e mi era davvero piaciuta: a Die, nel Vercors. Ecco il sito dove trovate tutte le informazioni.

Un appuntamento ancora più rivolto al futuro. La casa editrice Laterza mi ha comunicato definitivamente la data di uscita del mio prossimo libro, il primo che uscirà su scala nazionale. “Storie di pascolo vagante” sarà in tutte le librerie dall’8 settembre prossimo. La scelta della copertina, molto sofferta, non rispecchia il mio punto di vista. Mi assicurano che funzionerà a livello di pubblico, dato che quest’opera vuole farmi conoscere anche a chi è completamente digiuno di questa realtà. Mi affido quindi a chi ha esperienza nel settore… io avrei preferito una copertina meno cupa e drammatica, ma soprattutto una copertina con il pascolo vagante…

Annunci

Appuntamenti

Non è vero che non segnalo gli appuntamenti, come ha scritto su facebook qualcuno l’altro giorno! Certo, non li segnalo TUTTI, ma solo quelli di cui sono a conoscenza o che reputo più interessanti. Ogni tanto poi c’è chi mi invia le locandine di questo o quell’evento e le ho sempre pubblicate. In queste settimane è davvero difficile elencare tutte le fiere, rassegne, feste in ambito zootecnico anche solo per il Piemonte. Così… Faccio una rapida panoramica. Poi nei prossimi giorni continuerò a scrivere il racconto di ciò che ho visto in Canton Ticino.

Iniziamo con domani. In occasione della manifestazione Canta-Libri a Cantalupa, comune limitrofo al mio, si terrà una tavola rotonda alla quale parteciperò in qualità di relatrice. Venerdì 18 Settembre ore 21.00, via Chiesa 73 (villa comunale), MAI GRIDARE AL LUPO? CHI TEME E CHI APPLAUDE AL RITORNO DEL PREDATORE. Intervengono: Giustino BELLO, Sindaco di Cantalupa, Gianfranco RIGHERO, Dirigente Servizi Tutela Fauna e Flora Provincia di Torino, Marzia VERONA, Scrittrice-esperta di pastorizia, Luca GIUNTI, Guardiaparco del Parco naturale delle Alpi Cozie, membro del progetto LIFEWOLFALPS.

Sempre domani, a Bra (CN), si aprirà l’edizione 2015 di Cheese, la biennale dedicata ai formaggi del mondo. Qui tutto il programma dei quattro giorni della manifestazione. In particolare, vi segnalo un incontro che si terrà sabato 19 settembre ore 10.00 presso la Sala incontri CRB, via Principi di Piemonte 12. “Come sarebbero le Alpi senza gli alpeggi? Paesaggio, cultura, economia, turismo: il territorio alpino è indissolubilmente legato all’allevamento ed ai suoi prodotti non sempre adeguatamente valorizzati, ma qual è oggi il futuro di questa attività? E’ possibile immaginare un patto tra istituzioni, comuni, malgari per superare gli ostacoli? Quali elementi possono garantire un’alleanza efficace? Come valorizzare adeguatamente i prodotti di questa attività? Se ne parlerà con Sindaci, allevatori e con l’Assessore regionale all’agricoltura Giorgio Ferrero.

Appuntamento meno impegnativo, dopo i convegni e le tavole rotonde! Dalla Val d’Aosta mi inviano la locandina della battaglia delle capre di Gaby, sempre sabato 19 settembre alle ore 14:00.

Un’altra manifestazione che potrebbe interessare agli appassionati è a Perosa Argentina (Val Chisone – TO), dove sabato 19 e domenica 20 settembre si terrà la rievocazione storica “Poggio Oddone Terra di Confine” e la Fiera del formaggio Plaisentif. Qui il programma. Ci saranno sicuramente molti altri appuntamenti interessanti, io vi segnalo questi, aggiungete nei commenti gli altri di cui siete a conoscenza!

Appuntamento in Lombardia e foto

Rientrata dalla mia breve trasferta oltreconfine, di cui vi parlerò per più “puntate” qui sul blog, oggi vi annuncio un paio di eventi per il fine settimana in Lombardia e condivido le foto di un amico.

Innanzitutto, vi comunico che questo venerdì, 6 febbraio 2015, presenterò il mio libro fotografico “Pascolo vagante 2004-2014” a Cologne (BS), ore 21:00, presso la Cascina Ponte di Via Peschiera 1. Vi aspetto numerosi per vedere insieme le immagini e chiacchierare di pastorizia.

Nel fine settimana invece sarò ad Ardesio (BG), per l’annuale Fiera delle Capre e dell’Asinello. Qui l’intero programma della manifestazione della domenica, ma anche il convegno del sabato sera “Vivere in montagna: Protagonisti!”. Il libro “Pascolo vagante 2004-2014” sarà in vendita durante la fiera, cercatemi tra le bancarelle!

Adesso invece andiamo indietro nel tempo (o avanti con la fantasia!). Immagini estive, mese di agosto sotto le Pale di San Martino. L’amico Leopoldo mi ha mandato decine di foto, che smaltirò pian piano, come sempre, intervallandole ai miei post. Il gregge è quello di Fabio Zwerger.

Con queste belle immagini di montagna e di greggi, vi invito a tornare su queste pagine per conoscere insieme a me una realtà che sono andata a scoprire nei giorni scorsi. Grazie ancora a Leopoldo Marcolongo per gli scatti, sempre affascinanti, che ha piacere di condividere con gli amici del blog.

Notizie e annunci vari

Ricevo varie richieste per annunci di vario tipo. Iniziamo con un gregge…

Mi chiamo Salvatore e faccio il pastore. Vorrei sottoporvi un’offerta relativa all’acquisto del mio modesto gregge di pecore. Con mio grande rammarico sto cercando un potenziale acquirente poichè ho necessita’ di cessare questa bellissima attività che tanto mi appassiona.

L’offerta riguarda un gregge di circa 400 capi incrocio biellese/comisana e circa 50 capre. La mia richiesta, sicuramente discutibile, e’ di 100 euro ciascuna. In allegato le invio anche qualche immagine che ho scattato proprio oggi. Sono della provincia di Asti, comune di Viarigi.  3293027040

 

Se acquistate il gregge e vi mancano i cani… Ecco un altro annuncio! “Vivo in provincia di Venezia, e da quando, finalmente, ho avuto la fortuna di trasferirmi in campagna, mi sono presa una coppia di cani da pastore bergamasco: una razza che non conoscevo direttamente ma che ho scelto fidandomi del consiglio di conoscenti esperti, e che adesso posso confermare in pieno, perchè è veramente un cane eccezionale, equilibrato e socievole, e lo è in virtù del fatto che da secoli è utilizzato come cane da lavoro in montagna con le greggi e con le mandrie. Ora, io non ho animali e i miei cani sono essenzialmente da compagnia e da guardia, ma discendono direttamente da cani da lavoro delle valli bergamasche e lo si vede bene perché hanno proprio l’aspetto e il temperamento rustico “di una volta” (e, per dirla tutta, hanno poco dell’aspetto del bergamasco da esposizione canina, con lo strascico di taccole fino a terra, che va per la maggiore adesso ma che non ha niente a che fare con i cani da lavoro!).

Ora, a gennaio mi hanno fatto una bellissima cucciolata di 10 cuccioli, che chiaramente sto cercando di dare via…ma sto facendo una fatica tremenda, perché dalle nostre parti questa razza è praticamente sconosciuta, e chi ne ha sentito parlare è convinto che sia un cane ingestibile, enorme e pieno di pelo lungo fino a terra…Così ho pensato che nel mondo della pastorizia ci sia più possibilità che siano apprezzati e conosciuti per le loro qualità e quindi ti volevo chiedere se puoi darmi dei suggerimneti, o magari addirittura dei contatti diretti, anche tramite il tuo blog, per mettermi in contatto con pastori / allevatori di queste parti (diciamo, in generale, del nord-est) che potrebbero essere interessati a prendere un cucciolo di pastore bergamasco. Per correttezza dico da subito che non posso permettermi di regalarli, cerco perlomeno di rifarmi delle spese che sto sostenendo per tirarli su (compresa registrazione, vaccini oltre che ahimè pedigree…perché ce l’hanno), però diciamo che “faccio bene” e che sono disposta a trattare…soprattutto se vanno a finire in montagna e in mezzo alla natura! Per contatti, 335 7030637.

Quando avete gregge e cani… dovete allora preoccuparvi per l’alpeggio. E qui ci sono i veri grandi problemi! Per parlare di questi temi e soprattutto per capire un po’ dove andremo a finire, tra nuova PAC, speculazioni e molto altro ancora, ecco un convegno a Saluzzo (CN). Qui qualche dettaglio in più sui temi del convegno.”

Appuntamenti da non mancare

Nonostante tutto quello che ho da fare, parteciperò anche a qualcuno di questi appuntamenti… Andiamo con ordine.

Domani, 21 marzo 2014, come già vi avevo anticipato, a Mentoulles (Fenestrelle, Val Chisone, TO) presso l’associazione culturale Barbarià alle ore 21:00, vi sarà la presentazione del libro “Nel tempo dei lupi” di Giacomo Revelli, presente l’Autore.

Sempre domani, a Corio (TO), alle 20,30 presso la Sala Consiliare del Comune sarà proiettato un film nell’ambito della rassegna “Chantar l’uvern” di Regione e Comunità Montana. Si tratta di “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti, prodotto da AranciaFilm. Sarà presente uno dei protagonisti.

Agli sgoccioli con la consegna delle bozze finali del mio nuovo libro, continuano le presentazioni di quello “vecchio”. Domenica 30 marzo, ore 14:30, presso Cascina Matinè a Chieri (TO), presentazione del libro, animazione per bambini, merenda a km zero. Prenotarsi al 3453102552.

A Milano, dal 28 al 30 marzo, si terrà “Fa la cosa giusta“. Parteciperò in qualità di relatrice il 29 marzo alle ore 17:30 nell’ambito dell’incontro “Montagne da (RI)vivere”. Qui ulteriori dettagli sulla manifestazione.

Un gregge di servizio

Oggi voglio parlarvi di una cosa nuova. Un progetto che coinvolge un parco naturale e le pecore. In Italia, non in Francia! Il progetto è questo e si chiama LIFE Xerograzing. Sul sito che vi ho indicato, trovate tante informazioni e dettagli, per chi volesse, c’è anche una pagina Facebook qui.

Adesso però passiamo ad analizzare la riunione tenutasi venerdì scorso 22 novembre a Bussoleno (TO), uno dei due comuni coinvolti direttamente nel progetto. Comuni, Università di Torino e Parco Alpi Cozie hanno presentato al pubblico il progetto nelle sue varie fasi progettuali e operative, dando poi spazio al pubblico per domande e suggerimenti. Ottenere l’approvazione di un progetto LIFE dall’Europa non è semplice, quindi c’era un certo orgoglio nell’avere avuto successo in questa sfida.

Il pubblico ascoltava attento, ma ancora prima della presentazione dettagliata serpeggiava un certo scetticismo e qualche malumore, alimentato anche da articoli usciti qua e là sui giornali e on-line, dove si polemizzava apertamente sulle cifre e sugli obiettivi, senza tentare di capire il significato e l’importanza di un progetto del genere. Innanzitutto, com’è stato ben spiegato, i progetti LIFE stanziano soldi per l’ambiente, quindi quel milione di euro non era comunque possibile girarlo per le industrie o per gli ospedali che chiudono. E poi, proprio oggi, con negli occhi le alluvioni che hanno flagellato alcune parti d’Italia… possibile che vediamo sempre e solo gli effetti, sordi a chi parla di prevenzione, di corretta pianificazione territoriale, ecc ecc? L’area interessata è anche spesso oggetto di incendi, quindi ripulire delle superfici abbandonate preverrà rischi di dissesto ed eviterà che si spendano soldi per dover estinguere l’ennesimo fuoco sulle montagne.

Il progetto potete leggerlo nel dettaglio sul sito, se siete interessati a conoscerne le singole parti, ma io qui cerco di farvi una rapida carrellata dei punti che maggiormente potrebbero interessare anche chi non vive da quelle parti, usando le slides dell’intervento di Giampiero Lombardi dell’Università di Torino. Siamo nella zona SIC delle Oasi Xerotermiche (qui la scheda), un’area abbastanza unica per le sue caratteristiche ambientali (e quindi per la flora, prima che per la fauna), che presenta ancora visibili segni di uso agricolo antico, ma che oggi è sempre più vittima dell’abbandono da parte dell’uomo.

Questo territorio è, tra gli appassionati, famoso per le fioriture delle orchidee selvatiche (oltre che per la presenza di numerose altre specie botaniche rare), messe a rischio dall’abbandono, perchè l’espansione della vegetazione arborea ed arbustiva riduce la biodiversità, andando ad invadere i prati e i pascoli nelle zone più impervie e gli antichi coltivi e terrazzamenti nelle aree più facilmente raggiungibili.

Già in passato qui c’era un utilizzazione da parte di greggi, con un pascolo di animali locali e, in determinate stagioni, il passaggio di greggi transumanti. Oggi anche quest’attività è scomparsa quasi del tutto. Il territorio ne sta risentendo ed è messa a rischio persino la sua stessa fruibilità, dato che anche i sentieri vengono invasi dai cespugli.

Per gli addetti ai lavori, questi sono concetti ben noti da tempo. Quante volte ve ne ho parlato anche sulle pagine di questo blog? Purtroppo mi è capitato anche di dover raccontare vicende in cui Parchi naturali accusavano le greggi di mettere a rischio la biodiversità vegetale (e animale)… Mi viene da sorridere se ripenso a quando proprio si citavano le orchidee come specie minacciate dal pascolamento. Certo, eravamo in altri territori (parchi fluviali), ma a me sembra che, se si mantiene pulita l’area di pascolo, ci sono e ci saranno sempre fioriture evidenti e varie.

Quindi? Quindi anche aree soggette a tutela (parchi, riserve, ecc) presentano determinati ambienti di pregio che non si mantengono senza intervento umano! Mi piacerebbe che questo concetto lo comprendessero anche tutti coloro che si definiscono “ambientalisti”, senza conoscere fino in fondo il significato della parola. Esistono sì le riserve naturali integrali, ma per tutto il resto del territorio, l’uomo gioca la sua parte, nel bene e nel male. Una corretta ed equilibrata presenza/utilizzazione da parte dell’uomo è FONDAMENTALE per preservare l’ambiente.

Veniamo allora al cuore del progetto, che durerà 5 anni. Come gestire quelle aree di pregio? Le colture agrarie ormai sono improponibili, bisognerebbe lavorare come 100-200 anni fa e non ci sarebbe alcun reddito (erano colture di sussistenza). Anche lo sfalcio sarebbe arduo, vista la quasi totale assenza di viabilità e le pendenze. Rimane quindi il metodo più naturale, il pascolamento degli ovini.

Così il progetto prevede di istituire un “gregge di servizio”, 150 pecore da affidare ad un pastore (ma che resteranno proprietà del parco), da utilizzare per il pascolamento delle aree individuate. Per ora si tratta di terreni di proprietà comunale, poi ci si auspica di coinvolgere anche i privati. Alcune aree verranno prima decespugliate, poi si realizzeranno recinzioni fisse per il contenimento degli animali, punti acqua e punti sale, sistemazione di sentieri, ecc ecc.

Il punto adesso è individuare il pastore, mentre si pensa a redigere il “piano di pascolo” da seguire. Vi sono terreni ad uso civico, quindi la precedenza ovviamente sarà data ad un allevatore locale. Verrà istituito un apposito bando per individuare il pastore che si occuperà della gestione, ovviamente impegnandosi a seguire le direttive dei ricercatori del progetto, al fine di poter monitorare gli effetti in campo. Cinque anni di progetto finanziato, ma il tutto dovrà essere portato avanti anche oltre, per almeno una trentina di anni, in un’ottica di continuità e reale gestione del territorio. Ci sono già state manifestazioni di interesse da parte di alcuni allevatori, ma tramite bando pubblico si sceglierà quello con le caratteristiche più idonee.

I costi del progetto hanno fatto discutere, ma a me le domande che sono venute in mente sono state di altro genere. 150 ovini sono un numero quasi da hobbista, tanto più che saranno di proprietà del Parco e l’allevatore potrà solo vendere gli agnelli. Avrà il pascolamento di quelle aree per quel certo periodo all’anno, ma dovrà mantenere i capi per tutti i restanti mesi. Quindi? Quindi ovviamente serve un’azienda già esistente sul territorio, con un numero di capi maggiore, attività integrative (es. mungitura e caseificazione). Ci sono realtà simili? Mi auguro di sì e mi auguro davvero che questa sia una buona opportunità da sfruttare anche per dare alla pastorizia il suo giusto riconoscimento. Non facciamo sempre solo polemiche, ma trasformiamo i nostri dubbi/perplessità in critiche costruttive. Ci saranno altre riunioni sul territorio, ma comunque possiamo far arrivare per via telematica i nostri suggerimenti e idee qui.

Articoli, convegni, libri

Mentre sistemo le foto e sbrigo un po’ di arretrati dopo la mia assenza della settimana scorsa, inizio a pubblicare un po’ di notizie, tra cui una comunicazione importante.

Sì, sono ancora in alpeggio e, per questo motivo, il blog non è aggiornato con la frequenza quasi quotidiana a cui eravate abituati un tempo. I pastori cercano sempre di far durare la stagione il più possibile e poi, fino all’altro giorno, chi pensava di venir via, con giornate del genere?

Questo blog comunque ha ricevuto un buon numero di visite nonostante la mia assenza grazie a due avvenimenti. La scorsa settimana infatti sono stata intervistata in diretta su Radio Capital mentre ero a Bra per Cheese. Sempre in quell’occasione, mi è stata fatta un’altra intervista che avete potuto leggere a firma di Carlin Petrini sulle pagine regionali di Repubblica domenica scorsa. Qui il testo on-line.

Stamattina mi sono lasciata alle spalle il cielo blu per tuffarmi nella nebbia e nella pioggerella autunnale. Chi è in pianura poco sa della vita dell’alpe… Purtroppo anch’io scrissi su questo mondo quando ancora non lo conoscevo dall’interno. Oggi, dovessi farlo, affronterei diversamente l’argomento. Volevo segnalare a tutti coloro che ancora cercano la mia opera “Vita d’alpeggio”, Blu Edizioni (esaurita in libreria), che ora è disponibile l’e-book (per i più tecnologici). Lo trovate per esempio qui.

Soprattutto per gli addetti ai lavori, volevo segnalare questo interessante convegno che si terrà il prossimo 5 ottobre a Rocca de Baldi (CN). Qui il programma della Festa dei Bergè, all’interno del quale si terrà anche il convegno sulla parassitosi e gestione sanitaria degli allevamenti ovicaprini.

Appuntamenti d’autunno

Questo è il periodo in cui occorrerebbe essere ubiquitari, poichè non solo abbondano gli appuntamenti a cui uno vorrebbe partecipare, ma personalmente vorrei/dovrei essere coinvolta in prima persona a troppi eventi: convegni, fiere, incontri, transumanze…

Per questo fine settimana innanzitutto a Bra, come accade ogni due anni, si tiene Cheese. Chissà perchè questa manifestazione cade in un periodo in cui pastori e margari generalmente o sono ancora in alpe o, proprio in quelle date, sono intenti a transumare verso la pianura… Oltre a vedere la rassegna dei formaggi di tutto il mondo, Cheese è una buona occasione per partecipare a svariati interessanti convegni. Sul sito trovate tutto il programma giorno per giorno, dal venerdì 20 al lunedì 23, ma in particolare vi segnalo due appuntamenti a cui avrei dovuto partecipare (ma non sono ubiquitaria, e allora…) ed uno a cui invece sarò presente. Venerdì 20, Ore 15,30 – Laboratori di Resistenza Casearia – Fame di terra (Casa della Biodiversità, cortile delle Scuole Maschili, via Marconi). Tra bandi, norme complicate e pascoli fantasma, per i giovani pastori non è semplice orientarsi. Ecco come districarsi: problemi e soluzioni per l’accesso alla terra. Ingresso libero.

Sabato 21, Ore 14 – Il margaro: un mestiere eroico per formaggi incommensurabili, tra problemi di uso degli alpeggi, lupi, cani, turisti e altro ancora (Area istituzionale Regione Piemonte, piazza XX Settembre). Incontro con la partecipazione dei rappresentanti dei margari, istituzioni e organizzazioni professionali. Ingresso libero.

Lunedì 23, Ore 15,30 – Laboratori di Resistenza Casearia – Resistenza casearia 2.0 (Casa della Biodiversità, cortile delle Scuole Maschili, via Marconi). Blog, siti di informazione e di vendita, transumanze twittate e post su facebook: quali sono gli strumenti per raccontare se stessi e il proprio lavoro? Quanto conta questa capacità per un pastore o un casaro e come si può acquisire? Ingresso libero.

Io parteciperò proprio a quest’ultimo appuntamento, parlando di questo blog e dell’esperienza fatta tra i giovani allevatori. Lo so bene che avrei avuto tanto da dire anche negli altri due incontri, ma questo in alpe è un periodo impegnativo, tra nascite di agnelli, transumanze e altro.

Dalla Lombardia, l’appassionato Stefano ci comunica che domenica a Branzi si tiene l’annuale Fiera di San Matteo. Qui il programma.

Un altro amico invece ci segnala, per la domenica 29 settembre, la Fiera di San Michele a Sampeyre, in Val Varaita, con la mostra zootecnica.

A me piacerebbe invece andare a Barcellonette in Francia il 28 settembre per la Foire de la Saint Michel. C’ero già stata due anni fa, chissà se riuscirò a tornare?

Aggiungo ancora, per il 27-28 settembre, Tempo di migrar a Premia (VB). Qui il programma della manifestazione dedicata alla transumanza.

La filiera ovicaprina: risorsa e opportunità per il territorio?

Ho aggiunto un punto interrogativo al titolo del convegno tenutosi sabato scorso (2 marzo) presso la sede GAL di Villa Olanda (Luserna San Giovanni, TO). Proprio in Val Pellice, ad Angrogna, c’era un modo di dire in patois che, tradotto, recita: “Quando ti senti perso, attaccati al lanuto“, cioè alla pecora. La pecora come pecus, pecunia, la pecora davvero come risorsa ed opportunità. Ma oggi?

La sala del convegno era gremita, anche se gli allevatori non erano molti. Anzi, dei pur numerosi pastori della Val Pellice e/o dei loro famigliari, non c’era praticamente nessuno. Questo non per mancanza di interesse, bensì per mancanza di tempo, una delle problematiche di questa attività, cosa che influirà forse anche nella buona riuscita dei progetti proposti. Ma andiamo con ordine. Cerco di raccontarvi tutto quello che è stato detto, anche perchè so che molti dei potenziali destinatari del futuro bando GAL leggono queste pagine.

La presidente del GAL Giachero ha infatti spiegato che per fortuna ci sono ancora delle risorse (anche se il futuro del GAL è in parte legato alle ahimè quasi decadute Comunità Montane) e si vorrebbe investire sul settore dell’allevamento ovicaprino, proprio cercando di creare una filiera attiva ed operativa, favorendo le forme di associazione tra allevatori ed altri attori del territorio. “Ci sono risorse, ma manca la comunicazione e queste non vengono allocate presso chi potrebbe usufruirne“. Questo convegno serviva anche per ultimare la stesura del bando, sentite le varie voci degli operatori. E’ anche intervenuto Righero della Provincia, in sostituzione dell’assessore Balagna: “Il mondo è cambiato, non ci sono più le fabbriche a sostituire il reddito agricolo. Ci sarà un ritorno. La provincia di Torino detiene il 40% del patrimonio ovicaprino regionale“. Hanno poi parlato Chiabrando (Camera di Commercio) e Coucourde (Presidente CM).

Claudio Goia della CM ha illustrato l’alpeggio in tutte le sue sfaccettature, parlando anche dei contributi di cui possono già usufruire gli allevatori. Nel territorio Gal Escartons e Valli Valdesi monticano circa 48.000 capi, di cui 3.825 caprini e 26.470 ovini. Molte strutture d’alpe sono state adeguate negli ultimi anni e sono raggiungibili attraverso piste, anche se non tutte hanno però queste caratteristiche.

Da parte mia, ho parlato delle difficoltà attuali nel definire sostenibile la pastorizia del XXI secolo. Burocrazia, vincoli, spese, necessità di avere un numero di capi maggiore rispetto ad un tempo per poter sopravvivere, difficoltà nel reperire pascoli… Tutte le cose che racconto qui quotidianamente. Inoltre, la grande difficoltà nel vendere il prodotto carne, legata non solo alla crisi generale, ma a molteplici fattori, tra cui la non conoscenza della carne ovicaprina che vada oltre il consumo stagionale di agnelli e capretti.

Della necessità di valorizzare ha parlato anche Tallone dell’Istituto Lattiero Caseario di Moretta, CN, che ha presentato i principali formaggi a latte ovino e caprino, ma ha anche illustrato il progetto di trasformare il salumificio didattico recentemente realizzato in un punto di lavorazione conto terzi, legato soprattutto alla carne ovicaprina. L’intervento di Tallone si è alternato con quello di D’Aveni (Consorzio Produttori Agricoli Torino, COPAT), che ha fornito interessanti numeri sulla produzione ovicaprina nazionale. Credo che tutti siano rimasti molto colpiti nel sapere che nel 2010 sono stati importati 1.628.985 capi (animali vivi) in ambito UE e circa 27.000 tonnellate di carne (Nuova Zelanda e altri paesi). Regno Unito, Spagna, Francia e Romania mandano agnelli in Italia a prezzi inferiori rispetto a quelli nazionali (specie per la Romania e la Nuova Zelanda, parlando di prezzo della carne già macellata). L’Italia è l’unico paese dove il prezzo medio è sceso, ma si è registrata anche una netta flessione nel consumo (meno di 1kg pro capite/anno, tenendo conto che certe regioni come la Sardegna invece consumano 11kg pro capite/anno).

La pastorizia potrebbe diventare un punto di forza per le aree abbandonate“, ha affermato D’Aveni, spiegando anche come si potrebbe puntare sulla certificazione Halal (e Kosher), visto che la maggior parte del consumo di animali adulti non è rivolta al consumatore italiano. Vi sono però difficoltà normative e costi, quindi la strada immediata da seguire dovrebbe essere quella della valorizzazione locale della carne ovicaprina.

E’ poi stata la volta di Nigel Thompson di Biella The Wool Company, che ha illustrato le attività intraprese per il recupero e valorizzazione delle lane locali. Non solo il centro di raccolta della lana succida (lo scorso anno sono venuti a caricare la lana anche da queste parti… contattateli e ritireranno anche la vostra, cari amici pastori), ma anche gomitoli, fili e manufatti realizzati con lana biellese. Nigel ha proposto ai pastori una filiera che altrove funziona: far lavorare la lana e rivenderla presso il punto vendita aziendale: “C’è più gente di quella che pensate che ama sferruzzare…“. Forse sì, ma il problema è che la gran parte dei pastori locali non ha un punto vendita aziendale (figuriamoci poi i vaganti!) e chi ha grandi quantitativi di lana da smaltire annualmente difficilmente se la sentirebbe di osare un investimento del genere, senza certezze di riuscire poi a vendere i gomitoli.

A questo punto potremmo dire: “Bene, tante belle parole, ma adesso?“. Giachero sostiene che: “…bisogna aver voglia di fare!“, ma io mi permetto qui di fare un piccolo appunto. Alla maggior parte dei pastori di oggi non manca la voglia di fare, ma mancano due risorse fondamentali: il tempo e la manodopera. Il pastore di oggi è coinvolto dal gregge per 365 giorni all’anno, quasi 24 ore su 24, tant’è vero che spesso si trova a “trascurare” tutto ciò che non è strettamente connesso alla cura del gregge. Per occuparsi di progetti di valorizzazione occorrerebbe o una persona quasi appositamente dedicata all’interno dell’azienda, o avere un piccolo gregge per poter anche diversificare le produzioni. Ma chi ha oggi un piccolo gregge letteralmente boccheggia per sopravvivere, a meno che già lo affianchi ad altre attività lavorative.

Il bando GAL, di prossima pubblicazione, verterà su questi punti, enunciati da Giachero: “Creazione di una filiera, lavorare in gruppo, valorizzare tutto il settore ovicaprino, stipulare un accordo minimo tra due imprese, un allevatore e uno o più soggetti…“. Grazie alla presenza di Giaj del Museo del Gusto, si è parlato di coinvolgere concretamente anche i ristoratori, elemento fondamentale della filiera per quanto concerne i primi passi nella valorizzazione della carne, ed i media.

In rappresentanza della Regione Piemonte e dell’Assessore Ravello, ha parlato l’ex Assessore alla Montagna Vaglio, che ha lodato le iniziative di valorizzazione già intraprese in passato sul territorio regionale e che hanno portato a buoni riscontri, come l’esempio della pecora sambucana e della capra di Roccaverano, con le relative produzioni. “Ci sono state operazioni di sostegno che hanno dato dei risultati ed è stato fondamentale il ruolo delle Comunità Montane, quelle stesse CM che verranno liquidate entro fine mese. La politica, anche nella recente campagna elettorale, ha parlato di problemi della cultura urbana, metropolitana, non di quella rurale o montana. Anche il problema delle predazioni viene visto con quest’ottica. Uno dei primi handicap per le azienda agricole è la burocrazia, bisogna confrontarsi con la UE per ridurre la burocrazia.

E adesso? Presto sul sito del GAL uscirà il bando, vedremo quel che si riuscirà a fare. L’auspicio è che davvero la filiera ovicaprina torni ad essere risorsa ed opportunità per il territorio… Sul sito dovrebbero anche essere a breve disponibili gli atti del convegno, con le presentazioni presentate dai relatori.