Nevicata d’ottobre

Leggendo le testimonianze del passato, spesso si trovano racconti epici di discese dall’alpe con la neve. Una volta non esistevano le previsioni meteo, al massimo si cercava di leggere qualche segno del tempo, l’aria, i comportamenti degli animali, cose così.  Oggi, con una maggiore o minore attendibilità, certi fenomeni sono annunciati almeno con qualche giorno di anticipo. Inoltre quasi tutti riescono a leggere in tempo reale gli aggiornamenti, grazie agli smartphone. Però le nevicate di ottobre, per quanto annunciate, non si pensa mai che possano essere così intense. Oggi la quota neve si è alzata e piove (abbondantemente) anche in molti posti dove ieri aveva imbiancato. Spero che intanto tutti siano scesi sani e salvi a valle. Vi presento una carrellata di foto, così come si vedono le previsioni anche in alpe, si fotografa e si pubblica su facebook in tempo reale.

Questa foto l’ho scattata io ieri ad un gregge sotto a Lignan, nel vallone di Saint Barthelemy (AO), il gregge che avevo incontrato più a monte nei mesi scorsi. Nevicava, ma a terra l’erba non era nemmeno tutta coperta, era più pioggia mista neve. Altrove però le cose erano ben diverse…

inizia la desarpa a Gressoney (AO) - foto R. Cilenti

inizia la desarpa a Gressoney (AO) – foto R. Cilenti

il gregge scende a valle, Villar Pellice (TO) - foto D.Garnier

il gregge scende a valle, Villar Pellice (TO) – foto D.Garnier

tutto pronto per la partenza, Val Varaita (CN), foto R.Peyrache

tutto pronto per la partenza, Val Varaita (CN), foto R.Peyrache

si torna a casa, Bobbio Pellice (TO), foto D.Bonnet

si torna a casa, Bobbio Pellice (TO), foto D.Bonnet

pian piano si scende nel Biellese, foto A.Maffeo

pian piano si scende nel Biellese, foto A.Maffeo

transumanza a Limonetto (CN), foto G.Librando)

transumanza a Limonetto (CN), foto G.Librando)

ancora al pascolo a Elva (CN), foto S.Basso

ancora al pascolo a Elva (CN), foto S.Basso

prima della discesa, nel Biellese, foto I.Corniati

prima della discesa, nel Biellese, foto I.Corniati

tanta neve nel Monregalese (CN), foto M.Baldo

tanta neve nel Monregalese (CN), foto M.Baldo

discesa

discesa “verso la piana” in Val Varaita (CN), foto I.Seymand

la transumanza sullo spartiacque Val Maira-Val Varaita (CN), foto L.Lamberti

la transumanza sullo spartiacque Val Maira-Val Varaita (CN), foto L.Lamberti

discesa dalla Conca del Prà, Bobbio Pellice (TO), foto M.Bertin

discesa dalla Conca del Prà, Bobbio Pellice (TO), foto M.Bertin

Volevo sottolineare come, a parte la foto di Roberto Cilenti, le altre siano tutti scatti realizzati da allevatori o comunque da amici che sono andati a dare una mano durante le transumanze. Belle immagini da vedere, ma momenti estremamente difficili da vivere.

Dal punto di vista economico non rifarei questa scelta

Era un giorno torrido di settembre quando sono andata a trovare Marco. Si parte in direzione della pianura, per attraversare poi le colline astigiane, costeggiare la città di Asti e puntare verso altre colline ancora. La meta è in provincia di Alessandria.

Un paese di 145 residenti: “…ma metà sono di comodo!“. La casa di Marco è vicino al “centro” del paese, un pugno di case sulla sommità della collina. Dal balcone si vedono gli orti sottostanti, i piccoli frutti, più lontano altre colline e vigneti. “Nel 1992 ho comprato tre pecore a Sanremo, lavoravo là in Comune come giardiniere. Le ho prese per passione, non avevo ancora idea di fare questo. Poi nel 1995 sono tornato a casa, ho riaperto l’azienda di mio papà che aveva le api e i vigneti.

Prima di vedere gli animali e sentire la storia di Marco, ci si siede a tavola. Il rischio è quello di non riuscire poi a rialzarsi per un po’. Gli gnocchi sono freschi, li abbiamo visti preparare, e verranno conditi con due sughi, entrambi con i formaggi di produzione propria a far da base per questi condimenti.

Ho iniziato con fragole e frutti di bosco, pochi capi di pecore e facevo formaggi per uso famigliare. Nel 2000 ho preso le prime tre capre. Le pecore sono la mia passione, ma le capre mi danno da vivere. Vado al pascolo quasi tutto l’anno, ma bisogna sempre integrare con fieno. Adesso è tutto secco, quindi do solo fieno, come quando c’è la neve.

Adesso prendo anche i contributi per la capra di Roccaverano, ma di pure ce ne sono ormai ben poche, sono quasi tutte meticciate. La razza stava scomparendo totalmente. Io preferisco le pecore perchè se ne metti una nuova nel gregge, le altre la annusano e poi è finita. Le capre si picchiano, io sono pacifico e mi da fastidio che si picchino! Una volta una me l’hanno ammazzata a forza di picchiarla!

Richiesta di formaggio di capra ce n’è. Per fare la robiola più buona, che era il formaggio tipico che si faceva qui una volta, i vecchi dicevano che ci voleva una pecora e sette capre. Il caseificio autorizzato ce l’ho dal 2013. Faccio soprattutto formaggi puri, o pecora, o capra, la gente cerca di più quelli di capra.” Una scelta di vita e di lavoro, quella di Marco. “Dal punto di vista economico… non la rifarei! E lo dico con la morte nel cuore! Soddisfazioni ce n’è, ma una volta lo stipendio al 27 sapevi che c’era. Adesso hai il nulla, certi mesi non sai come fare per le spese di casa.

Marco ha anche due vitelli, i maiali che consumano il siero della caseificazione, innumerevoli conigli, galline, anatre… La passione è quella per l’allevamento in generale. “Potessi farlo… terrei un “arsenale” di pecore! Due per tipo, tutte di razze da latte. Qualche capra, ma molte meno. Adesso ho una cinquantina di capre e venti pecore.

Non solo “pecore”

C’è una pagina su Facebook che leggo sempre volentieri. L’autore è sardo, vive in Sardegna e conosce bene la realtà pastorale della sua terra, perchè anche lui ne ha fatto parte. Si firma “Il Giardiniere”.

Sono tante le riflessioni che stimola questa pagina, ma quella che vi propongo oggi vorrebbe stimolare voi a partecipare ad un… “gioco”. A collaborare con questo blog fornendo qualche risposta. Così scrive il Giardiniere: “I nomi delle pecore. In italiano la pecora è solo pecora. In Sardegna ha diversi nomi a seconda dell’età. A parte l’agnello, anzone, c’è la saccaja, cioé l’agnellone di un anno che deve essere fecondata.  Sementusa, che ha figliato una volta. Bedusta, adulta. Zurra, cioè da macello. Le “zurras”, però, non sono solo quelle più anziane ma tutte le pecore non produttive: affette da mastiti, sterili (cioé lunadigas, lunatiche), o matte (gaddinosas). Un italiano che veda un gregge vede pecore. I sardi vedono tante diverse complessità.

Sono solo i pastori sardi ad avere tutte queste diversità? In Italiano ci fermiamo a pecora, agnello, montone… Ma nei dialetti? Quindi… vi invito a commentare raccontandomi se da voi ci sono anche diversi nomi. Provate a scriverli, non importa se la grafia è proprio quella giusta… e ditemi anche di dove siete. Così poi possiamo rispondere al Giardiniere con tutta la biodiversità linguistica pastorale!

Sono sicura che verranno fuori tante belle cose. A parte che, già solo in Piemonte, la “pecora” prende nomi diversi di valle in valle… poi cito il “tardun” in Valle Stura, la “sterpa” in Valsesia, la pecora “turgia” e così via. Se volete, potete dirmi anche i nomi delle capre (“bima”, “buc” e via discorrendo). A voi la parola.

Ci sono poi anche nomi per definire le varie colorazioni del mantello, o altre definizioni ancora che al momento non mi vengono in mente. Basta che commentiate qui sotto o su facebook dove condividerò questo articolo. Grazie a tutti quelli che avranno voglia di partecipare a questo “gioco”.

Cerco testimonianze e… le testimonianze arrivano!

Ieri ho lanciato su facebook una “campagna” per ampliare il numero di testimonianze di allevatori e appassionati di capre. A chi fosse interessato a raccontarmi la sua “storia” con le capre, in giro per tutta l’Italia, invio un questionario da compilare. Potete richiedermelo via e-mail e inserirò anche qualcosa della vostra esperienza con questi animali che saranno l’oggetto del mio prossimo libro. Avevo appena pubblicato l’annuncio quando ho ricevuto questo messaggio… Un bello stimolo per andare avanti con il mio progetto!

Leggevo su fb che il suo prossimo lavoro riguarderà le capre e i caprai. …il mio bimbo sarà contentissimo. Il mio pensiero è che con le mucche o le capre o le pecore eccetera, uno nasce già con la predisposizione. Il mio bimbo e nato in mezzo alle mucche, ma all’età di sei anni circa ha voluto una capra ed ora che ha otto anni ne ha già tre! Scuola permettendo se le munge, se le pascola, fa tutto lui… Caprai si nasce… non si diventa!! Scusi la battuta… comunque… attendiamo con trepidazione il nuovo lavoro!“. Grazie Isabella e complimenti al tuo bimbo!

Queste foto invece me le manda Arianna dalla Lombardia. “Ecco qui dove sono andata domenica scorsa. Sono andata da un amico, un amico vero, che mi ha fatto conoscere un mondo da cui a fatica per errori miei mi sono dovuta per il momento allontanare… Un mondo difficile da capire, ma per me così importante che non posso farmelo rovinare. Grazie a Roberto ed Emilio per l’ospitalità. Siete forti ragazzi… con voi mi sento subito a casa…

Grazie come sempre a tutti gli amici per blog per la loro collaborazione. Prossimamente forse non sarò molto presente qui, ma quando “rientro”, troverete nuove storie, nuove immagini.

Le lunghe giornate del pastore

Essendo in Trentino, questa volta non volevo perdere l’occasione per far visita all’amico Daniel. Così, da Madonna di Campiglio, ho cambiato valle, sono scesa fino all’Adige e risalita fino a raggiungere la Val di Fassa, dove si trova lui attualmente. L’ultima volta che ci eravamo visti era su a far la stagione in Val Venosta, poi molte cose sono cambiate.

Adesso Dan ha trovato un socio, ha aumentato il numero di capi, si occupa del gregge di capre e pecore, della mungitura e della caseificazione. Il lavoro non finisce mai e, al momento, ci sono ancora un po’ di cose da sistemare: per esempio ci si appoggia al caseificio di un’altra azienda agricola, in attesa di terminare la realizzazione di quello aziendale. Dan lavora con l’azienda Soreie, azienda bio specializzata in piccoli frutti e ortaggi. Con il suo arrivo, è stata ampliata la parte legata alla pastorizia ed alla caseificazione, per l’appunto. Ha frequentato anche dei corsi di caseificazione e adesso la produzione prevede diversi latticini che vengono venduti direttamente nei punti vendita aziendali o portati a ristoranti e negozi della zona.

Il gregge non è in alpeggio. L’anno precedente gli animali erano stati portati più in alto, ma bisognava scendere quotidianamente per la lavorazione del latte. Poi c’erano stati anche altri problemi riguardo ai terreni da pascolare… Tutto il mondo è paese, ovunque si sentono gli stessi discorsi: quello che è infastidito dagli animali, quello che si lamenta per lo “sporco” che resta dopo il loro passaggio…

Questa è una zona ad alta vocazione turistica, quindi non dovrebbero esserci problemi per la collocazione dei prodotti. Ma non sempre i turisti gradiscono gli animali… Il gregge attende di andare al pascolo mentre Dan lava la mungitrice e i secchi dopo la mungitura mattutina, poi si partirà alla volta del bosco.

Quando il gregge attraversa la (frequentatissima) ciclostrada che fiancheggia l’azienda, c’è chi si ferma ad ammirarlo, ma capita anche di sentire lamentele per gli escrementi. “L’altro giorno però è passato un gregge che saliva verso non so quale alpeggio, l’hanno seguita tutta per risalire la valle. Lì sì che hanno sporcato… e poi purtroppo i pastori quando passano non hanno nessun rispetto dei piccoli allevamenti come il nostro, pascolano anche i pezzi che dovremmo mangiare noi.

Il pascolo verso cui viene condotto il gregge non è propriamente dei migliori, ma bisogna cercare di arrangiarsi. Dan riesce a star fuori con le bestie solo al mattino, perchè al pomeriggio c’è sempre da lavorare in caseificio, quindi alla mezza giornata di pascolo si alterna il fieno nel recinto accanto alle serre e agli orti.

Dan ha un rapporto controverso con le pecore, che rappresentano un suo acquisto abbastanza recente: danno soddisfazioni dal punto di vista del latte e della caseificazione, ma al pascolo con le capre richiedono interventi continui dei cani affinchè non si allontanino. Sicuramente la preferenza del pastore va quindi alle capre!

I momenti al pascolo sono quelli più belli, dove c’è il rapporto con gli animali, con il gregge, ma soprattutto con i fedeli aiutanti. Le giornate sono sempre lunghe, il lavoro non manca, la fatica nemmeno e il reddito per il momento resta esiguo. Nonostante la grande passione, Dan è un po’ scoraggiato, spera che le cose possano iniziare ad andare meglio, in modo da trovare una sistemazione abitativa meno precaria.

Mi parla anche di eventi da organizzare nei giorni successivi (la stagione turistica si avvia verso il momento clou) e di nuovi punti vendita che l’azienda dovrebbe aprire a breve. Conosco il cammino che questo amico ha percorso negli anni per arrivare fin qui e gli auguro davvero di poter concretizzare i propri sogni. Momenti di sconforto ce ne sono per tutti, il periodo non è facile per nessuno, non si vive di sola passione, servono anche risultati concreti dal punto di vista economico… Per Dan, come per tutti, l’augurio è che le fatiche e gli orari infiniti vengano ripagati.

Pastorizia in giro

Prima di Natale era stata da me Anna Kauber, appena all’inizio del suo viaggio tra donne e pastorizia. Continuo a seguirla su Facebook (Progetto Articoltura), mentre prosegue la sua avventura alla scoperta delle storie femminili di questo mondo. Adesso è in Sicilia, ma ha pubblicato un video dell’intervista realizzata qui in Piemonte.

MARIA PIA VERCELLA MARCHESE from anna kauber on Vimeo.

E’ una “vecchia conoscenza”, la mia amica Maria Pia. Un piccolo assaggio di quello che sarà il lavoro di Anna, un video con tutte queste storie.

Attingo invece alle immagini inviatemi da Leopoldo la scorsa estate. Queste hanno come sfondo dei panorami davvero eccezionali. “Ho allungato le ferie di un giorno (le mie ferie sono sempre di 4-5 giorni)
per fotografare Fabio che discendeva con il gregge. Certo si potevano fare foto migliori, ma, il percorso per arrivarci è molto lungo, le pecore quando partono non si fermano più. Non si può ripetere la scena. Farò meglio speriamo, l’anno prossimo.
E’ uno spettacolo unico vedere il gregge che scende lungo il sentiero del Rifugio Mulaz, sotto le Pale di San Martino. Sarebbe bello girare un film su questi giovani pastori… C’era anche Alice Masiero.

(immagini di L.Marcolongo)

Prossimamente avrò di nuovo mie immagini di pascolo vagante da mostrarvi, dal momento che sta arrivando dalle mie parti il gregge di un amico, quindi avrò occasione di andare a dargli una mano. Sembra quasi incredibile, ma è già passato un altro anno e… tutti stanno già di nuovo pensando alla salita in alpeggio, alle transumanze.

Foto estive

Mentre fuori sono iniziate le piogge primaverili (e sembrano voler durare un po’), smaltisco gli arretrati delle immagini che mi avete inviato nei mesi scorsi. Oggi siamo in compagnia dell’amico Leopoldo e dei pastori del Nord Est.

Avevo promesso a Roberto Paterno e Sandra di andarli a trovare in malga. Così, ieri (26 luglio) che era una bella giornata, non calda, in pianura 29 gradi, in malga 18, ne ho approfittato. Roberto Paterno con Sandra è nella bellissima Malga Valsorda Seconda, Pieve Tesino (TN). Le pecore erano sulla montagna, ma ho visto qualche asino. Paterno fa anche un ottimo formaggio, di mucca.

Siamo poi andati insieme a Malga Valcion, qualche chilometro lontano, dove c’era una Festa dei Pastori, sempre in Comune di Pieve Tesino. Più che una Festa, con mostre, animali,  ecc,, era un raduno conviviale organizzato dagli “amici dei pastori”. Amici disposti a fare chilometri di strade sterrate per passare una giornata in un posto davvero incantevole. Così ho trovato anche i Fronza e Lorenzo Fedele con la figlia e abbiamo fatto qualche foto insieme.

Domenica scorsa (inizio agosto) ho fatto un giro sul Monte Grappa per cercare i Perozzo. Era tutto avvolto dalle nuvole, ma chiedendo, li ho trovati. I cellulari lì non funzionano. C’era solo Mario perché il fratello più giovane, Battista era a casa per fare la patente. Mario (22 anni) sposerà Jessica Battaglia (22 anni) il 29 agosto prossimo.

(immagini di L.Marcolongo)

Grazie a Leopoldo per le belle foto. Un grosso grazie anche a tutti coloro che stanno contribuendo al sostegno di questo blog con il crowfounding (qui la pagina dei sostenitori di Pascolo vagante). Continua la campagna ancora per più di 50 giorni. Grazie ai vostri contributi, oggi ho anche rinnovato l’iscrizione al sito che mi permette di caricare in modo illimitato immagini su queste pagine (40 € di spesa).

Foto e varie informazioni

Inizio con un paio di comunicazioni di servizio. Innanzitutto grazie a coloro che hanno già aderito alla campagna di crowfounding a sostegno del blog e a chi ha acquistato le magliette sul sito, entrambe le iniziative contribuiscono a mantenere in vita questa pagina. Le magliette sono in vendita fino al 31 marzo, quindi affrettatevi a scegliere modello, taglia e colore!

Segnalo poi un interessante articolo sul lupo scritto dai veterinari faunisti di AlpVet.

Adesso vi lascio a delle bellissime immagini di Leopoldo, sempre il gregge di Fabio Zwerger. Sembrano dei quadri, non è vero?

(tutte le immagini sono di L.Marcolongo)

Brevi storie di “malate” di animali

A distanza di pochi giorni ho ricevuto due e-mail che mi hanno commossa e mi hanno resa più consapevole di come questo “non-lavoro” abbia comunque la sua importanza. Molto spesso rifletto su come lo scrivere non sia abbastanza concerto, per me, come professione. Però mi dimentico di tutti quelli che stanno dall’altra parte di uno schermo, di quelli che leggono i miei libri. Per fortuna qualcuno ogni tanto me lo ricorda inaspettatamente, come leggerete dagli estratti di queste due diverse lettere che ho ricevuto. Le immagini che utilizzo in questo post sono casuali e non riferite alle persone che mi scrivono. Ho tolto alcuni riferimenti per rispetto della privacy.

Valentina frequenta le Scuole Medie: “Quando la professoressa ci ha detto che dovevamo scrivere una lettera al nostro idolo, io ho subito pensato a te. Visto che tu scrivi molti libri sulla natura e sugli animali potresti venire a presentarli qui (…) dove hai già presentato il mio libro preferito “Di questo lavoro mi piace tutto”. Ricordo che a quella presentazione non ero potuta venire e io ero molto dispiaciuta. (…) Mio cugino mi ha fatto vedere il libro, quello fotografico e mi è piaciuto parecchio. (…) Avrei piacere che  tu quest’autunno potessi venire a fare le foto quando scendiamo con le mucche dei miei zii.

Stamattina invece ho letto la lettera di Gloria. “(…) ho quasi 18 anni. Le scrivo perchè la seguo da un po’ di tempo, soprattutto per il suo libro “Di questo lavoro mi piace tutto” e la stimo per tutta la passione che mette nel raccontare le storie di tanti giovani. Abbiamo comprato il suo libro a Luserna, alla fiera dei Santi, in cui veniamo tutti gli anni. Ma… ora si starà chiedendo perchè le dico tutto questo… La risposta è semplice: io mi ritrovo in parecchi di quei ragazzi!
Vivo in Val Trebbia, tra Genova e Piacenza, in un paesino che in inverno conta ben 15 abitanti e, da quando sono piccola, amo gli animali. La famiglia di mio papà li ha sempre avuti, a partire da mio nonno che aveva una sua stalletta di mucche fino ad arrivare a mio zio che adesso ne ha un centinaio. La nonna e la mamma fanno il formaggio, la ricotta e il burro e lo zio ogni tanto macella qualche vacca.

Io, da parte mia, ci ho sempre lavorato, e da quando ne ho avuto la possibilità ho iniziato a fare i miei primi acquisti: a 13 anni ho preso il mio primo cavallo e dato che non volevo lasciarlo da solo, ho preso una capretta. Da quel giorno la malattia è degenerata! Successivamente ne ho presa un’altra e, adesso, ne ho una decina. Sì, non sono tante ma, per ora, non posso permettermi di aumentare il numero anche perchè vado a scuola a Genova e ogni mattina mi sveglio alle 5:30 per poter arrivare in orario e arrivo a caso dopo le 16. Durante gli anni ho avuto di tutto, a partire dai conigli, fino ad arrivare ad un mulo. E’ una passione troppe grande! Ho passato la malattia per le capre anche al mio fratellino Simone che ha 10 anni e per fortuna mi da una mano lui. Mi aiuterà soprattutto quest’estate in cui non ci sarò per un mese e mezzo perchè ho deciso di andare a lavorare in alpeggio: non vedo l’ora d’ imparare cose nuove! Mi piace anche molto la fotografia, suonare e ballare.

Finite le superiori mi piacerebbe andare a studiare a Torino “Produzioni e Gestione degli Animali in Allevamento e Selvatici” ma, da qui all’anno prossimo potrei cambiare idea. Il mio sogno è quello di avere un mio allevamento di capre, non un numero esagerato ma il giusto, per poter aprire un punto vendita di tutti i nostri prodotti e magari collegarci un maneggio e/o un agriturismo…. Ma questi sono solo sogni. Per me l’importante è poter sopravvivere facendo quello che ti piace e poter lavorare con gli animali è quello che voglio!
Mi scuso per essermi dilungata parecchio ma mi faceva piacere raccontare a grandi linee l’amore che ho per questo fantastico mondo che è la montagna. Andrebbe valorizzato ma la maggior parte degli italiani non si rende nemmeno conto dell’importanza che ha questo mestiere così antico quanto fondamentale! Le bestie sono 100 volte meglio delle persone. La finisco qui perchè mi starà già odiando per tutto quello che ho scritto. Spero che continuerà a scrivere e non vedo l’ora di leggere il suo prossimo libro! Buona serata e scusi ancora.

Grazie ragazze! Grazie davvero e continuate così! Vi auguro tutto il meglio per il futuro.

Immagini e informazioni

Iniziamo con una comunicazione. Dalla Val d’Aosta mi segnalano che domani, mercoledì 2 marzo, a Verrès si terrà un incontro-dibattito sul ritorno del lupo in Vallèe. Ore 20:30, salone Le Murasse.

Immagini dell’amico Leopoldo dello scorso mese di aprile. “Ti invio una selezione di foto fatte ieri mattina, alle ore 7, con Roberto Paterno e Sandra che stanno andando verso la montagna a Valstagna (in destra Brenta, strada parallela alla statale Valsugana da Bassano del Grappa a Trento).

(tutte le immagini di L.Marcolongo)

Ieri ho inviato la bozza corretta del mio libro alla casa editrice… Sarà la volta buona? Sto aspettando che mi inviino le prove di copertina, così ve le mostrerò per sceglierle insieme. Questo libro sarà distribuito in tutta Italia, quindi non avrete più “scuse” per dire che da voi non si trova! Intanto, ricordo a tutti gli interessati che potete contattarmi per organizzare presentazioni dei volumi precedenti e/o serate per la proiezione di foto sulla pastorizia.