Dal Biellese

Uno degli amici di questo blog, Cristian, mi manda un po’ di notizie dal Biellese. Notizie non particolarmente buone…

Iniziamo con il “caso” degli agnelli salvati a Pasqua. Adesso chi li ha “salvati” non sa cosa farsene e come sfamarli!! Tra l’altro, mi domando io (ma non solo io), questa gente detiene in regola i capi che hanno “adottato”? Codice di stalla, marche auricolari e tutto il resto? Pensate che, qualche giorno fa, su facebook il “salvatore degli agnelli” cercava non soltanto persone che ne adottasse, ma anche fondi per mantenerli e cibo (chiedeva del pane duro!!!). No comment. Non ho commentato nemmeno sulla loro pagina per evitare di farmi il sangue cattivo… Parlano di aiutare la pastorizia che “ha dato tanto al Biellese ” (sic!) e poi si oppongono alla commercializzazione degli agnelli…!

Passiamo ad un articolo del segretario CIA di Biella, lungo ma… da leggere. “LA CIA DI BIELLA CHIEDE MAGGIOR TUTELA DEL COMPARTO OVINO — La crisi dei consumi si fa sentire pesantemente anche nel settore degli ovi-caprini. Basta analizzare i dati del recente mercato pasquale, tradizionale appuntamento con la carne ovina, per avere un quadro della situazione. Si è registrato un calo dei capi commercializzati del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso.

Fra le cause principali sicuramente la crisi dei consumi (che per questa Pasqua si è attestata al -7%), anche se il calendario, visto che Pasqua è caduta a marzo, non ha favorito le vendite accorciando il periodo di commercializzazione di una decina di giorni. Ed anche i prezzi pagati agli allevatori sono in ribasso del 10-15% rispetto allo scorso anno. Un mercato, quello degli ovi-caprini che vive nel periodo pasquale il momento migliore e che avrebbe potuto far respirare un po’ gli allevatori, che, però, oltre che con la crisi, devono fare i conti con assurde campagne mediatiche di associazioni animaliste che invitano a non acquistare la carne ovina in particolare quella degli agnelli.

E’ l’ora di finirla con queste invenzioni da parte delle associazioni animaliste, che ogni anno fanno questa propaganda ai consumatori demonizzando la carne di agnello, per chissà quale scopo che solo in apparenza è ideologico. Si gioca sulla pelle e sull’economia di migliaia di aziende zootecniche italiane che sono già alle prese con una crisi di mercato e di consumi – oltre che con i crescenti costi di produzione – che dura da ormai troppi anni. Nel periodo della Pasqua i nostri allevatori vendono circa il 20-25% dei capi dell’intera produzione annuale. E c’è chi tutto questo fa finta di non saperlo e specula sul futuro degli pastori.

C’è bisogno in tempi ravvicinati di una strategia nazionale a sostegno del settore ovino: priorità nella Pac e nello sviluppo rurale, tutela e valorizzazione del prodotto trasformato, aggregazione e rafforzamento degli strumenti economici. Molto positiva la proposta della Cia di privilegiare gli agricoltori veri nell’accesso al sistema degli aiuti della Pac per sostenere un settore che in gravissime difficoltà, con stalle che chiudono a causa del crollo dei redditi per gli allevatori. I prezzi del latte e della carne sono in ribasso, i costi in continuo aumento uniti alla siccità del 2012 che stanno riducendo la pastorizia ( e tutta l’agricoltura) biellese in una condizione di non ritorno.

Serve dunque una svolta immediata: i contributi vadano agli agricoltori e agli allevatori veri, soprattutto per incoraggiare i giovani a stare o a ritornare al lavoro della terra. Nel contempo occorre non perdere di vista tutti gli altri problemi degli allevatori a cominciare dai costi della burocrazia, ai danni della predazione dei lupi, l’assenza di rispetto per il lavoro che i pastori fanno ogni giorno per mantenere un certo ambiente e paesaggio, di cui gode gratuitamente l’intera collettività e, come se non fosse sufficiente questo, meraviglia la mancanza di considerazione per gli animali, le pecore, che compongono i greggi assaltati dai predatori: sono o non sono animali con la stessa dignità dei lupi e dei randagi? 

Gianfranco Fasanino – Segretario Cia Biella

Niente di nuovo rispetto a quello che diciamo da tempo, ma… visto che nessuno ci ascolta, bisogna continuare a ripeterlo, sempre di più!!!!

Per finire, una brutta vicenda di cattivo allevamento. Sono notizie che non fanno piacere a chi alleva con passione e preferirebbe che non si parlasse del suo mestiere solo quando c’è qualche esempio negativo da riportare. Purtroppo l’informazione spesso preferisce lo scoop alla bella storia positiva.

Può darsi che, per qualche giorno, io non riesca ad aggiornare il blog per motivi personali. Aspettatemi, tornerò da voi appena possibile!

Adotta una capra in Valle Stura

Non solo non finiscono più le interviste… ma i giovani intervistati mantengono i contatti e mi comunicano le loro iniziative. Marta ve la ricorderete di sicuro, ecco quello che ci scrive.

Siamo Marta e Luca, 29 anni entrambi, viviamo a Sambuco, nell’alta valle Stura e alleviamo capre. Veniamo da esperienze molto diverse: Marta da un periodo di lavoro in un caseificio e Luca da poco laureato in fotografia documentaria in Galles, ma condividiamo la passione per la montagna e vogliamo vivere di montagna. Questo amore ci ha fatto decidere di allevare capre e di produrre formaggi con il loro latte. Due anni fa Marta si è inserita lavorativamente nell’azienda agricola della madre, Isabella Degioanni, già impegnata nell’allevamento ovi-caprino e bovino. In questo periodo ha incrementato il numero di capre da50 a120 e Luca le si è affiancato nel lavoro.

Tutte le capre sono di razza meticcia alpina, che comporta una minore produzione di latte a favore di una maggiore rusticità dei nostri animali, che sono condotti sui pascoli di Sambuco per 7 mesi all’anno, segno del nostro legame con queste terre. A novembre abbiamo iniziato la costruzione di un caseificio, dove trasformare il latte delle nostre capre in formaggi di vario tipo e dove Marta potrà mettere in pratica le proprie conoscenze tecniche acquisite negli anni di lavoro presso il caseificio Valle Stura. Dal mese di novembre fino a aprile la produzione di latte è interrotta dalla gravidanza della capre; inoltre gli animali sono nella stalla e la loro gestione comporta molte spese quali mangimi, fieno. È un periodo difficile che ci mette a dura prova. Vi scriviamo per chiedervi di partecipare ai nostri sforzi con un contributo economico in cambio del quale potrete avere una selezione dei nostri prodotti quando ricominceremo la produzione. Dal mese di maggio sarà inoltre possibile per voi venire a ritirare i vostri prodotti, visitare il nostro gregge seguendolo al pascolo oppure assistere alle quotidiane operazioni di mungitura e trasformazione del latte. Il contributo che vi chiediamo è di 100 euro, al quale corrisponderanno prodotti per un valore di 120 euro.

Vi proponiamo due pacchetti di prodotti, il secondo rivolto a chi volesse ricevere della carne di capretto invece dei5 Kgdi formaggio stagionato.

•5 Kgdi formaggi stagionati

• 2 tomini muffettati

•1 kgdi ricotta fresca

•2 litridi latte fresco

•1 kgdi miele di montagna

• 50 gr di funghi porcini essiccati

•5 kgdi patate di montagna

oppure

•6 Kgdi carne di capretto

•1 kgdi formaggio stagionato

• 2 tomini muffettati

•1 kgdi ricotta fresca

•2 litridi latte fresco

•1 kgdi miele di montagna

• 50 gr di funghi porcini essiccati

•5 kgdi patate di montagna

Potete effettuare il pagamento tramite bonifico bancario (dati sotto elencati), giro posta, venendoci a trovare a Sambuco ed effettuare il pagamento in loco.

IBAN IT28U0760110200000094153400 Beneficiario Marta Fossati

Questi infine i nostri recapiti telefonici e indirizzi e-mail, nel caso voleste maggiori informazioni riguardo alle lavorazioni, alle modalità di pagamento o voleste sapere qualcosa in più sulle nostre capre.

Luca Giacosa

tel.3201625268 e-mail erre24mm@hotmail.it

Marta Fossati

tel. 3899375127  e-mail marta.mowgli@gmail.com


Vi aspettiamo, ora andiamo al pascolo. Marta e Luca