Trovo giusto allevare questa razza perchè sento che appartiene a noi, a questi luoghi

Sono tante le persone che hanno chiesto di partecipare alle mie “interviste caprine” anche senza che io raggiungessi di persona la loro azienda. Potete chiedermi il questionario qui... Intanto oggi andiamo in Lombardia a conoscere Sonia e la sua grande passione per le capre.

Mi chiamo Sonia Marioli, vivo a Talamona, in provincia di Sondrio (Valtellina), un paese sul versante orobico. Ho un piccolo allevamento di una ventina di capre orobiche, delle quali una decina sono in lattazione e le altre sono rimonta, ma volevo arrivare a 20 da latte, stando attenta a selezionare i capretti in base alla produzione di latte della mamma per avere delle capre un po’ più produttive.

(foto S.Marioli)

(foto S.Marioli)

Allevo la capra orobica o della Valgerola perchè è una capra autoctona della nostra valle e trovo giusto allevare questa razza perchè la sento che appartiene a noi, a questi luoghi, alle nostre montagne, e poi è bellissima! La mia prima capra è stata una capretta orobica quando avevo 11 anni. Premetto che mio papà aveva già un’azienda solo di mucche brun alpine e caricava l’alpeggio, andavo sempre a trovare un conoscente che aveva alcune capre (mi attiravano), finché un giorno gli ho chiesto se mi dava una capretta, gli ho detto che passava poi mio papà a pagare! La passione l’ho presa dal mio papà sicuramente, mi ha trasmesso tutto quello che so.

(foto S.Marioli)

(foto S.Marioli)

Abbiamo un’azienda di 50 capi di mucche brune alpine originali, tra grosse e piccole, al pascolo per circa 6 mesi all’anno. Abbiamo due cavalli, usati a basto per trasporto legna, formaggio e viveri, in alpeggio), un cane, un gatto e le galline. Le capre sono una risorsa per il territorio, soprattutto per i nostri alpeggi, per le zone non accessibili alle mucche o nel bosco e sottobosco, lo tengono un po’ “regolato”.

(foto S.Marioli)

(foto S.Marioli)

Perchè ho scelto le capre? Questa è una domanda a cui non so rispondere, so solo che sono sempre stata attirata da questi animali! Da quanto ero bambina… e da quando ho iniziato ad allevarle, non me ne sono mai pentita. La capra è un animale che o lo ami o che lo odi! Un vecchio pastore che lavorava con mio papà mi diceva sempre: “non comprare le capre… la capra è una bestia maledetta!”, ma secondo me è un animale fiero, indipendente, che può fare benissimo a meno dell’uomo. Però quando in alpeggio arriva l’ora della mungitura che le chiamo e loro arrivano di corsa e belano quasi a salutarmi e si grattano sulla mia gamba… è una gioia che non si riesce a spiegare e che non tutti capiscono. Il momento più difficile è stato quando ero incinta dei miei due bambini nel 2009 e nel 2012. Ero quasi rassegnata a doverle vendere, poi con l’aiuto di una mia cara amica, capraia pure lei, e tra una poppata e l’altra ho superato i momenti più duri. Adesso la prima ha sette anni e mi aiuta, e anche il piccolo di quattro, ha passione e a modo suo mi da una mano pure lui.

(foto S.Marioli)

(foto S.Marioli)

Quando dopo Pasqua ho tirato via i capretti, faccio qualche caprino e qualche formaggella, oppure lo metto in caldaia con quello di mucca. In estate lo lavoriamo assieme a quello vaccino e facciamo “Bitto storico”, che adesso non possiamo più chiamare Bitto, ma solo “storico”. In alpeggio teniamo su altre capre (orobiche) di alcuni amici per un totale di un centinaio, una settantina da latte. Il latte ho imparato a caseificarlo da mio papà, casaro storico. Adesso l’allevamento intensivo sta passando un brutto periodo. Noi con la nostra idea stiamo cercando di diversificare i prodotti e fare un formaggio, anzi… dei formaggi legati alle nostre razze e puntare alla qualità per ottenere prodotti sempre migliori. Comunque tutto il nostro settore è un po’ in crisi e con gli animalisti che prendono sempre più “potere”, dobbiamo stare attenti.

(foto S.Marioli)

(foto S.Marioli)

In azienda mi occupo delle mie capre, mio marito Alfio Sassella delle mucche, poi quando ho regolato le capre lo aiuto con le mucche. Facciamo in stalla da soli, d’estate teniamo due operai stagionali. Il fieno ce lo facciamo noi, ci basta, diciamo per i primi quattro mesi che sono in stalla. La nostra vita è semplice, legata ancora al ritmo che ti “impone” la natura… sia per le capre che per le mucche. Prima vengono loro (a parte i miei bimbi), ma se c’è un parto in vista o una che non sta bene, faccio i salti mortali per accudirla ed essere presente, anche di notte!

(foto S.Marioli)

(foto S.Marioli)

Secondo me le donne sono più sensibili e per un certo verso capiscono di più gli animali. Io parlo per me, anche quando sono prossime a partorire o stanno male, io mi immedesimo nella situazione. Non mi ricordo come fosse la mia vita prima di avere le capre… sono cresciuta con loro! Se qualcuno mi dice che vuole iniziare a tenere le capre gli dico di pensarci bene, che poi ci sono tutti i giorni, domenica e festivi e non ci si può tirare indietro o rimandare a domani. Penso che le capre “da compagnia” siano una cavolata. Si rischia che la gente tiene una capra, la tratta come un cane, naturalmente a discapito dell’animale. Dalle mie parti ci sono altri allevatori e più o meno ci conosciamo tutti. Andiamo anche d’accordo, ci si scambia magari i becchetti per cambiare il sangue, ma c’è anche un pizzico di rivalità, soprattutto quando si partecipa alle mostre caprine.

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