Dal punto di vista economico non rifarei questa scelta

Era un giorno torrido di settembre quando sono andata a trovare Marco. Si parte in direzione della pianura, per attraversare poi le colline astigiane, costeggiare la città di Asti e puntare verso altre colline ancora. La meta è in provincia di Alessandria.

Un paese di 145 residenti: “…ma metà sono di comodo!“. La casa di Marco è vicino al “centro” del paese, un pugno di case sulla sommità della collina. Dal balcone si vedono gli orti sottostanti, i piccoli frutti, più lontano altre colline e vigneti. “Nel 1992 ho comprato tre pecore a Sanremo, lavoravo là in Comune come giardiniere. Le ho prese per passione, non avevo ancora idea di fare questo. Poi nel 1995 sono tornato a casa, ho riaperto l’azienda di mio papà che aveva le api e i vigneti.

Prima di vedere gli animali e sentire la storia di Marco, ci si siede a tavola. Il rischio è quello di non riuscire poi a rialzarsi per un po’. Gli gnocchi sono freschi, li abbiamo visti preparare, e verranno conditi con due sughi, entrambi con i formaggi di produzione propria a far da base per questi condimenti.

Ho iniziato con fragole e frutti di bosco, pochi capi di pecore e facevo formaggi per uso famigliare. Nel 2000 ho preso le prime tre capre. Le pecore sono la mia passione, ma le capre mi danno da vivere. Vado al pascolo quasi tutto l’anno, ma bisogna sempre integrare con fieno. Adesso è tutto secco, quindi do solo fieno, come quando c’è la neve.

Adesso prendo anche i contributi per la capra di Roccaverano, ma di pure ce ne sono ormai ben poche, sono quasi tutte meticciate. La razza stava scomparendo totalmente. Io preferisco le pecore perchè se ne metti una nuova nel gregge, le altre la annusano e poi è finita. Le capre si picchiano, io sono pacifico e mi da fastidio che si picchino! Una volta una me l’hanno ammazzata a forza di picchiarla!

Richiesta di formaggio di capra ce n’è. Per fare la robiola più buona, che era il formaggio tipico che si faceva qui una volta, i vecchi dicevano che ci voleva una pecora e sette capre. Il caseificio autorizzato ce l’ho dal 2013. Faccio soprattutto formaggi puri, o pecora, o capra, la gente cerca di più quelli di capra.” Una scelta di vita e di lavoro, quella di Marco. “Dal punto di vista economico… non la rifarei! E lo dico con la morte nel cuore! Soddisfazioni ce n’è, ma una volta lo stipendio al 27 sapevi che c’era. Adesso hai il nulla, certi mesi non sai come fare per le spese di casa.

Marco ha anche due vitelli, i maiali che consumano il siero della caseificazione, innumerevoli conigli, galline, anatre… La passione è quella per l’allevamento in generale. “Potessi farlo… terrei un “arsenale” di pecore! Due per tipo, tutte di razze da latte. Qualche capra, ma molte meno. Adesso ho una cinquantina di capre e venti pecore.

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