Nuova stagione, nuovi problemi

Problemi vecchi e nuovi per i pastori, problemi di cui si faceva volentieri a meno. In questi giorni le montagne si stanno svuotando, scendono le mandrie e scendono anche le greggi. Con la siccità della scorsa stagione estiva è già stato un mezzo miracolo riuscire ad arrivare a fine mese. Ma…

pecore alla fiera di Sampeyre (CN)

pecore alla fiera di Sampeyre (CN)

…ma sono in pericolo le transumanze, lo stesso pascolo vagante e persino le fiere. Il primo problema di cui sto parlando riguarda (per ora) solo il Nord Est, dove ha fatto la sua (ri)comparsa la temutissima Blue Tongue, lingua blu. Tutto è iniziato con la morte di alcune pecore, che sono poi state analizzate… ed è stato scoperto appunto che si trattava di questa patologia, una malattia virale che viene diffusa da un moscerino. Ahimè quindi il caldo anomalo che persiste non aiuta ad arginare il problema. Controlli negli alpeggi, campagne di vaccinazione, annullamento di manifestazioni come la transumanza ad Asiago e… cosa succederà alle greggi vaganti che dovrebbero passare dov’è stato trovato il primo focolaio? Vaccinazioni, divieti, obblighi… sarà un autunno molto difficile. “E’ stato bloccato un passaggio molto importante per i pastori in discesa verso la pianura nei prossimi mesi…”, mi scriveva già ai primi di settembre un amico dal Veneto.

Nel Nord Ovest non si segnalano allarmi in tal senso e ci si auspica che il focolaio resti confinato, anzi, che venga debellato del tutto, ma purtroppo niente può essere escluso. Chi scende a piedi, chi scende con i camion, una volta arrivati in pianura c’è qualcosa di molto brutto in attesa. Non è una malattia degli animali, ma un insetto, o meglio, una larva. Non notate niente di strano in questo prato pascolato?

C’è stata la siccità, poi poche, misere piogge. L’erba però è secca anche laddove i prati sono stati irrigati. Come mai, cosa sta succedendo? Il fenomeno potrebbe passare inosservato, ma non agli addetti ai lavori, tanto meno ai pastori. Non è erba secca, è erba morta. Chiazze, strisce, prati interi. Cosa sta succedendo? Avevo casualmente letto un articolo qualche giorno fa, non sapevo però che il fenomeno fosse già così diffuso.

La nottua delle graminacee è una farfallina notturna, la sua larva si ciba solo di graminacee, quindi le erbe a foglia fine che compongono una buona parte dei prati e dei pascoli (ma non solo, perchè sono graminacee tutti i cereali). Mythimna unipuncta, questo è il suo nome scientifico, è un insetto molto diffuso, ma pare che questa sua massiccia diffusione quest’anno sia legata alle temperature anomale. E così ecco che nei prati sopravvivono solo le leguminose (trifoglio, erba medica) e altre erbe di scarso valore, mentre le graminacee spariscono totalmente. Un danno per gli agricoltori e… per chi deve far pascolare gli animali!

Il problema poi è duplice: da una parte la scarsità di foraggio in un autunno che già si prefigura “magro”, dall’altra una delle possibili soluzioni. Da più parti infatti si parla di trattamenti antiparassitari (su così vasta scala? quanti sono gli ettari di prato?). Ma una volta trattati i prati, dopo quanto tempo sarà “sicuro” lasciar pascolare le pecore su quell’erba? Per non parlare poi comunque delle conseguenze su tutto l’ecosistema di trattamenti antiparassitari su estensioni così elevate…

Insomma, ancora una volta la “bella vita” dei pastori, vita all’aria aperta, in queste fin troppo miti giornate di settembre è tutt’altro che semplice. Ci sarebbe sicuramente da auspicare un inverno freddo come ai vecchi tempi, per ammazzare larve, moscerini & C. Buon autunno a tutti e speriamo che si trovino valide (e veloci) soluzioni a questi problemi.

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