La passione l’ho presa dal nonno

Gabriel mi aveva contattata su Facebook chiedendomi se andavo anche da lui per l’intervista ai caprai. Non lo conoscevo e non sapevo quanti anni avesse. Poi mi ha spiegato chi è suo nonno, che avevo già visto alla battaglia delle capre di Locana. Non mi aspettavo però di trovare un ragazzino di 12 anni.

Gabriel e suo nonno Giovanni sono in alpeggio in un vallone laterale della Valle Orco, dove non ero mai stata prima. La stretta strada sale fin su alla diga e al lago di Teleccio, ma loro li incontro prima, una piccola baita ristrutturata proprio accanto alla strada. Le capre chiuse nelle reti, al riparo di un grosso masso. Gabriel è già sulla porta che mi aspetta, impaziente, anche se io sono in anticipo rispetto all’ora prevista. Mi dice che solitamente c’è anche la nonna, ma in questi giorni è andata via, poi mi porta subito dalle capre. L’intervista la faccio ad entrambi prima che inizino i lavori di giornata.

Ho sempre avuto capre, ho iniziato con una… quando lavoravo, le teneva mio papà, buonanima. Adesso è 17 anni che sono in pensione, lavoravo all’Azienda“, così racconta nonno Giovanni. E l’Azienda è l’AEM, azienda energetica municipale, che ha costruito le dighe e le centrali idroelettriche da queste parti. La passione del nonno è poi passata al nipote. “Sto su tutta l’estate, so mungere, qualche volta faccio io il formaggio.

Qui c’è una novantina di capre, ma ci sono altri due allevatori che le mandano in montagna con Giovanni e suo nipote. “Abbiamo la malattia per le battaglie, vediamo quelle che vincono tra le altre mentre sono qui, o al pascolo, e si sceglie quali portare. Quest’anno sono 30 anni che le facciamo, qui in valle. C’è gente che ha le bestie come mestiere, che hanno anche le mucche, e altri che hanno solo le capre per passione.

Mi piace portarle alle battaglie, se vincono mi piace ancora di più. Ho fatto la prima media, devo fare la seconda. Purtroppo quando ci sono poi le fiere e le battaglie io sono già in quella prigione… Preferirei andare tutti i giorni a piedi fino a Ceresole piuttosto che stare lì. Aiuto mio nonno anche quando siamo giù, non solo qui in montagna. Le capre che mi piacciono di più sono quelle cannellate.

Il latte munto serve ad allevare due agnelli che Gabriele ha avuto dal pastore che sale negli alpeggi più a monte. Quando invece c’è più latte, si fa anche qualche formaggio per autoconsumo.

Le mungiamo, poi le apriamo, le lasciamo da sole, in giornata andiamo su 2-3 volte con la macchina lungo la strada per vedere dove sono. Poi la sera andiamo a chiamarle per riportarle giù. Solo l’altra sera che pioveva sono arrivate da sole. Per adesso problemi con il lupo qui non ce ne sono stati.

Il gregge sfila lungo la strada asfaltata. C’è poco traffico, qualche turista straniero scende a piedi con grossi zaini, seguendo gli itinerari a tappe. “Saliamo all’inizio di maggio e solitamente stiamo su fino ad ottobre.

Al fondo del rettilineo, le capre vengono fatte deviare verso il torrente. “Vorrei avere 60 capre. Dopo la scuola voglio allevare capre, il nonno però dice che devo farle rendere. Penso che farò l’agrario… I miei sono d’accordo che faccio questo. Le capre mi piacciono perchè… le porto alla battaglia. La notte prima sono agitato, non dormo!

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