Le tengo come hobby

Andare in giro a fare interviste è anche una buona occasione per “verificare” come si sono evoluti i sogni e i progetti dei giovani che avevo incontrato per “Di questo lavoro mi piace tutto“. Da Alex ero stata nel 2010 e diceva di voler fare l’allevatore, con le capre e qualche mucca.

Lo raggiungo a casa sua, poi lo seguo verso “l’alpeggio”. Si sale lungo i versanti, tra i boschi, ma ogni tanto gli alberi si interrompono e si può guardare verso la pianura, campi che degradano verso la città, sono Torino e le sue colline a far da sfondo al panorama.

Alex non ha preso le mucche e non fa l’allevatore di mestiere. Ha qualche pecora, agnelli presi da Giuan, il suo amico pastore, allevati al biberon e che, pian piano, sono cresciuti. Quando va ad aprire gli animali per farli scendere nel recinto, sono gli ovini a seguirlo per primi, contrariamente a quel che accade di solito. La spiegazione sta nel fatto che sono stati tutti allattati artificialmente, quindi si è creato un maggior contatto con l’uomo.

Il vero orgoglio di Alex però sono le sue capre. “Le ho dal 2008, la prima l’ho comprata con i soldi miei. Non le ho più belle come una volta… Le tengo come hobby, come lavoro è meglio che lo facciano altri. Continuo il lavoro di mio papà, faccio il muratore. Qui non c’è posto per gli animali, tanti non vogliono, piuttosto lasciano venire su le foreste, i rovi!

E dire che, guardandosi intorno, sembra davvero un posto da capre, però Alex racconta che molti non gli vogliono concedere in uso i pascoli. In paese non c’è quasi più nessuno che ha animali. “Pascolo qui intorno nei boschi, giù nei prati dietro casa e lungo il fiume. Quando posso, perchè c’è il lavoro e mi faccio tutto io da solo. Anche quando mi ero fatto male alla caviglia, zoppicando mi sono arrangiato. I miei si sono rassegnati, non dicono più niente, finchè posso, le capre non si toccano!

Però non si vive di sole capre. E’ una passione, una passione che richiede molto impegno: “Niente ferie, il tempo libero lo dedico tutto alle capre. Non sono bestie che rendono, non hanno i prezzi di quelli della Val d’Aosta. Vendo qualche capretta, ma quelle che proprio mi piacciono, me le tengo.

In questa zona c’è tradizione di allevamento caprino. “Questa è la razza del Col San Giovanni, il ceppo è arrivato di qui dietro. Anche i Valdostani sono venuti a prendere i becchi qui. Allevo queste capre perchè… mi piacciono.

C’è però un’ombra sulla passione di Alex: “Ho preso la CAEV da un becco che ho comprato. L’ho detto ai veterinari, ho chiesto come mai per questa porcheria non fanno niente! Una bella capra di punto in bianco ti va a pezzi. Non sanno bene nemmeno loro come si propaga, stanno facendo degli studi. Proverò a togliere subito i capretti e dare colostro e latte artificiale. Io lo dico subito a chi viene a vedere per comprare, non voglio impestare nessuno…

Annunci

Una risposta

  1. Pur non essendo un allevatore monoprofessionale il danno è grave, spero che nel giro di un paio d’anni tutte le sue capre siano esenti da CAEV.
    Sai qualche anno fa alla Vucciaria (uno di mercati quotidiani di Palermo) la carne di capretto era venduta a 2,80 € al kg, naturalmente non l’ho comprata, ma mi spiego il perchè del prezzo così basso,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...