A lavorare in proprio non sei solo un numero

Esattamente una settimana fa, in un venerdì pomeriggio di sole e di vento, ho fatto un giro per Aosta. Non c’ero mai stata, intendo dire, non avevo mai visitato il centro della città. Visto che uno degli allevatori mi aveva dato appuntamento alle 16:00 quando avrebbe partecipato ad un mercatino, ne ho approfittato per riempire le due ore che avevo da aspettare facendo la turista.

A volte andiamo tanto lontano a cercare cose da vedere e poi… i piccoli gioielli li abbiamo dietro casa. I resti romani della città possono essere visitati ed ammirati, ci sono numerosi turisti stranieri in giro… Ma alla fine io sono comunque qui per parlare di capre e presto lo farò con un “personaggio” che incontrerò di lì a poco.

Subito non capisco dov’è il mercatino “dietro alla cattedrale“, ma continuando a girare a piedi, troverò un portone aperto e, in un giardino, le bancarelle. Dopo Fulvio mi spiegherà che si tratta di uno spazio messo a disposizione da un privato, pertanto tutti gli espositori non devono nemmeno chiedere l’autorizzazione al Municipio. “Siamo nel circuito di Genuino Clandestino.

Subito Fulvio non c’è, dopo mi racconterà di essere arrivato in ritardo perchè gli erano scappate le pecore. “Le tengo per pulire quello che le capre non mangiano, sono di razza Rosset, la razza locale valdostana. Faccio mercati, ma in futuro l’obiettivo è di farne meno, poi ho il punto vendita in azienda a Gignod. Fornisco negozi, ristoranti. I negozi sono i più costanti negli acquisti.

Il mercatino ha un suo pubblico che arriva in modo mirato, compra e se ne va: c’è frutta, verdura, torte, pane… “Avevamo una piccola azienda di bovini, io ho studiato all’estero in Francia all’Ecole Nationale d’Industrie Laitière, poi ho lavorato sempre in Francia. Quando sono tornato, ho lavorato sia per l’Institut Agricole, sia come tecnico della Regione, poi ho aperto l’azienda a mio nome. Ho scelto le capre per mia passione, poi c’era più possibilità di innovare.

Adesso siamo in 20 in val d’Aosta a fare formaggio di capra. Noi, dal 2007, siamo sempre stati i più cari in valle, ma non abbiamo problemi a vendere i prodotti. Ho iniziato facendo un po’ di tutto, poi da un paio di anni privilegio le lavorazioni francesi: lattiche, tronchetti, piramidi, con carbone vegetale… Non siamo ancora certificati, ma l’alimentazione degli animali è già totalmente bio. I negozi sarebbero ancora più interessati al prodotto bio.

Sono soddisfatto delle mie scelte. L’obiettivo è arrivare a 40 capre, non di più. Ho tutte Saanen. Per una famiglia 40 è un numero che va bene, il fieno è tutto autoprodotto. In inverno faccio anche un po’ di altri lavori, consulenze, mia moglie era cuoca, adesso lavora nell’azienda. Quando abbiamo iniziato, ho detto: <<Proviamo, vediamo come va!>> Anche adesso, la società francese per cui lavoravo, mi riprenderebbe subito, però da più soddisfazione lavorare in proprio, là invece sei solo un numero.

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